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NOTA: essendo abbastanza difficile destreggiarsi
nell'elenco di varii papi ed antipapi, ogni volta che vi confondete andate
a vedere la tabella alla fine dell'articolo.
Per delucidazioni sulla cronologia dei Concilii ufficiali vedi in questo
sito:
STORIA DEI CONCILII
ECUMENICI
PREMESSA
Il recente conclave che ha eletto Benedetto
XVI dovrebbe aver reso conosciuto al pubblico il meccanismo per la successione
alla Sedia di Pietro, che ripassiamo brevemente:
- Il papa, vicario di Cristo nella guida della
Chiesa cattolica, dà il titolo di cardinale a delle persone la
cui condizione variò nei secoli ma rimase generalmente quella di chierici.
Il loro insieme è detto Sacro Collegio o Collegio dei Cardinali. Il concistoro
è la riunione dei cardinali col Pontefice ed in esso egli comunica la
creazione di nuovi cardinali.
- Il cardinale, è detto così perchè incardinato
cioè teoricamente dovrebbe essere il parroco di una chiesa dell'Urbe ("titolo")
come S. Maria in Cosmedin, Santa Maria sopra Minerva, ecc. oppure vescovo
di una delle sette sottodiocesi attorno a Roma come la Sabina, Ostia, ecc.
- Essi sono divisi in cardinali vescovi (se titolari
di una delle piccole diocesi suburbicarie di Roma), cardinali preti (se
titolari di una parrocchia) e cardinali diaconi (se titolari di una diaconia),
anche se questa distinzione è del tutto onorifica. Per curiosità, Giuseppe
Ratzinger fu creato cardinal diacono nel 1977 da Paolo VI ed elevato a
cardinale vescovo da Giovanni Paolo II: nel 2005, a 78 anni, si ritrovò
ad essere il piu' anziano dei cardinali vescovi quindi gli spettò il titolo
di Decano del Collegio ed il compito di presiedere come primus inter pares
il Sacro Collegio.
- Fra gli altri compiti dei cardinali vi è quello
di riunirsi in conclave alla morte di un papa per eleggerne il successore,
non necessariamente ma spessissimo uno di loro.
Tanto per curiosità , diremo che dal 1464 ebbero
il privilegio della porpora -prima spettante al solo papa- per cui è entrato
nell'uso comune chiamarli porporati, usando tale sinonimo anche
per i cardinali prima del 1464, visto che comunque vestivano sempre di
rosso. Che io sappia, la religione cattolica è l'unica fede centralizzata
internazionale a contare un grande numero di fedeli: in genere le religioni
diffuse presso tutti o quasi i popoli o non hanno un unico capo (Islâm
sunnita, buddismo mahâyâna ecc.) oppure sono molto ridotte come importanza
(mussulmani ismailiti, buddisti lamaisti) perchè di fatto limitate ad
un gruppo ridotto di fedeli e quasi sempre generate dalla frazione di un'altra
corrente.
ANTEFATTO REMOTO
Bonifacio VIII, papa corrotto ed ambizioso, si
mise contro l'altrettanto corrotto ed ambizioso Filippo IV il bello di
Valois, re di Francia, che non esitò a tentare di sbarazzarsi di lui e
del suo successore Benedetto XI ma soprattutto nell'avere un altro papa,
Clemente V, anch'egli corrotto ma piu' docile nei riguardi del monarca
transalpino. Clemente vagolerà per la Francia meridionale finché
non sceglierà come sua residenza Avignone.
A quei tempi Avignone era una cittadina del Sacro
Romano Impero alla frontiera colla Francia, appartenente ai conti di Provenza,
strettamente imparentati coi regnanti francesi ed anche, in qualità di
re di Napoli, vassalli del Papa. Durante il pontificato di Clemente VI
la città verrà poi acquistata dalla Santa Sede e le resterà
legata fino alla Rivoluzione francese. A quei tempi, non era affatto raro
che un prelato abitasse lontano dal luogo di cui era vescovo, parroco ecc.,
il quale era detto "beneficio": era un malcostume diffusosi nella Chiesa
da secoli e personaggî come il Petrarca od il Viclefo ebbero i loro
bravi beneficî; eppoi non era tanto strano che un papa si dovesse
allontanare da Roma, cosa che si verificava abbastanza sovente nel medioevo:
ribellioni (vedi sotto), concilî, invasioni ecc. fecero sí
che diversi papi come Urbano III non risiedettero mai a Roma. Ma coi successori
di Clemente V fu la prima (e l'unica) volta che la residenza fuori dall'Urbe
divenne fissa. Ad ogni modo, dalla terra gallica proverranno
sei successori di Clemente ma proprio alcuni di loro si resero conto che
il Sacro Romano Pontefice per esser tale sarebbe meglio che risiedesse
a Roma e decisero pertanto di riportarvi la sede papale. Dopo la fugace
apparizione di Urbano V (forse proprio per questo fatto in seguito beato),
gli Stati Pontifici e la stessa Roma erano in preda al caos ed il piu'
energico Gregorio XI nel marzo del 1376 manderà in loco 10.000 mercenari
bretoni, i quali stavano assediando Avignone e che in seguito a denari
e benedizioni si eran messi al suo servizio, al comando del cardinale Roberto
dei conti di Ginevra (lontano parente dei Savoia): costoro l'anno successivo
massacreranno 4.000 cesenati, guadagnando al loro comandante l'epiteto
di boia di Cesena.
A questo punto sarebbe il caso di spendere qualche
parola sulla condizione dei transalpini a quel tempo. S'è detto
Avignone esser terra papale come Roma, Perugia o Spoleto, tuttavia Clemente
V fu effettivamente un prezioso alleato di Filippo il bello: i due morirono
nel 1314 ed i Pontefici posteriori, Giovanni XXII e Benedetto XII, ebbero
un pò piú di libertà, solo perché i sovrani francesi
glie la concessero; tuttavia il peso dei monarchi francesi diminuì
soprattutto grazie alla Guerra dei Cent'Anni: questo conflitto, dunque,
"arbitrariamente limitato agli anni 1337-1453, esorbita largamente da questo
quadro cronologico e interpretativo. Si tratta in realtà di una
serie di campagne militari separate da lunghi periodi di pace, aventi origini
e obiettivi di volta in volta diversi." Scoppiato fra Inglesi e Francesi
per motivi ufficialmente dinastici ma in realtà commerciali, vide
incredibilmente prevalere le truppe sassoni e soltanto l'oculata strategia
di Carlo V il saggio riuscì ad impedire la distruzione di uno Stato che
nel lungo periodo avrebbe potuto soggiogare l'Europa e rendere il papa
il suo cappellano (come tenteranno poi il re Sole e Napoleone e
come avevano già tentato i re germanici). Mano a mano che la guerra
andava avanti l'Italia centrale si rese sempre piú appetibile d'Avignone,
alla portata di bande armate che negli anni '70 del secolo la assediarono
andandonsene solo dietro compenso; d'altro canto il potere dei transalpini era
sempre meno rigido, permettendo così al Pontefice di tornarsene
a casa.
Come si leggerà poi in seguito, il ritorno dell'autorità
regia in Francia permetterà un intervento importante nello
Scisma ed il suo risvanimento un'altra fase di seppur ridottissimo stallo.
Tornando al nostro Gregorio XI, egli partì da Avignone il 13 settembre
1376 ed arrivò a Roma il 17 gennaio dell'anno successivo: nella
prima città rimanevano sei cardinali a custodire il Palazzo dei
Papi. Poco dopo il Santo Padre moriva (il 27 marzo '78) in un'Urbe in cui
la situazione, non ancora normalizzata, era destinata a degenerare.
IL CC PONTEFICE
Correva l'anno 1378 ed il 7 aprile -9 giorni dopo
la morte del pontefice- s'aprì il conclave coi 16 cardinali allora
presenti a Roma, dei quali 9 erano francesi, 4 italiani ed uno aragonese;
Pietro Martínez: uomo di nobile famiglia (dei di Luna e Gotor),
vasta cultura (insegnava diritto canonico a Montpellier) e modi ascetici,
sembrava poter ottenere la maggioranza. Tuttavia il popolo di Roma non
voleva un papa straniero che magari se ne tornasse nuovamente ad Avignone
e vi furono disordini al grido di Romano o italiano lo volemo: pare
che i cardinali arrivassero a temere per la propria vita e, dimentichi
del colore rosso dei propri abiti [1], elessero Bartolomeo
Prignano 200° pontefice. Il Prignano, sessantenne, napoletano, era
arcivescovo di Bari e dotto canonista ma non cardinale: sarà l'ultima
volta che la scelta di un papa ricadrà su un elemento esterno al
Collegio cardinalizio. Tanto per descrivere la situazione nella quale si
svolse l'elezione, "il nome dell'eletto non venne reso noto subito perchè
non si trovava in Vaticano e tra il popolo corse voce che fosse stato eletto
un francese; ci fu un'irruzione nella sala del conclave ed i cardinali
impauriti, per prender tempo e calmare i rivoltosi, dissero che era stato
eletto il vecchio ...romano Francesco Tebaldeschi. Il popolo voleva vederlo
subito sul trono e il povero vecchio si oppose rivelando la vera identità
del nuovo papa. Il 18 aprile dodici cardinali rimasti si ritrovarono in
S. Pietro col pontefice che assunse il nome di Urbano VI".
I modi autoritari del nuovo papa, giustificati
in parte dalla situazione politica degli Stati Pontifici e dalla corruzione
della religione [2], gli inimicarono molti cardinali:
i francesi e l'aragonese si riunirono ad Anagni, si ricordarono che il
diritto canonico (la cui raccolta iniziò sotto Innocenzo III) definisce
nulla un'elezione fatta sotto pressioni esterne ed annullarono l'elezione
di Urbano (2-9 agosto); ritiratisi per maggior sicurezza a Fondi, nel Lazio,
sotto la protezione del conte Caetani -lontano discendente di Bonifacio
VIII- i cardinali elessero come papa (20 sett.) Roberto il boia
che prese il nome di Clemente VII, che fu subito riconosciuto dai sei porporati
rimasti ad Avignone. Era iniziato il Grande Scisma d'Occidente.
IL GRANDE SCISMA
Ovviamente i due pontefici rivali provvidero a
scomunicarsi a vicenda e ci fu anche uno scontro militare, vinto da Urbano
che costrinse l'avversario ad abbandonare gli Stati Pontifici ed a tornare
ad Avignone.
Chi dei due aveva ragione? Secondo il diritto
canonico Clemente ma Urbano poteva dirsi romano, anche se i disordini
scoppiati a Roma [3] lo costrinsero a girovagare
per l'Italia fino alla sua morte, avvenuta nel 1389. Il Prignano, essendogli
rimasti solo 4 cardinali, ne nominò a piu' riprese altri 43, quasi tutti
italiani, dei quali alcuni lo tradirono ed altri morirono prima dell' 89
[4].
Intanto la cristianità era nel dubbio:
il re di Francia, Carlo VI il pazzo, optò naturalmente per la corrente
francese e lo seguirono tutti i Paesi della sua orbita: Castiglia, Scozia,
Aragona, e Napoli fintantochè vi regnò la regina Giovanna d'Angiò;
questa fazione venne chiamata obbedienza avignonese. Di riflesso,
il Sacro Romano Impero di Nazione Germanica, quasi tutte le città
italiane ed il resto dei regni cattolici si schierarono per Urbano; questa
fazione venne chiamata obbedienza romana. Fin dall'inizio dello
scisma si pensò di ricorrere ad un Concilio per risolvere la questione:
logicamente, la riunione dei rappresentanti di tutti i cristiani cattolici
avrebbe dovuto intervenire poichè il Sacro Collegio cardinalizio non era
capace di dirimere la questione della guida. Per una volta non sarebbe
stata una riunione inutile ma invece, parlando in linguaggio moderno, si
sarebbe andati alle elezioni poichè le camere non riuscivano
a nominare un
governo.
La novità della situazione era legata
al fatto che mentre prima gli antipapi venivano creati di solito dall'Imperatore
contro il pontefice regnante, questa volta il contrasto era non dico circoscritto
ma in buona parte interno ai porporati il cui Collegio anzichè andare
ai 2/3 si spaccava in due. Tornando alla morte di Urbano VI, essendo deceduto
il rivale Clemente VII sperava di potersi fare riconoscere come legittimo
dai cardinali creati dal rivale ma i 14 riuniti in conclave a Roma elessero
un altro napoletano, Pietro Tomacelli, che assunse il nome di Bonifacio
IX (1389-1404; sarà l'ultimo di questo nome). Nel 1394 moriva anche
Clemente il boia ed i cardinali da lui nominati -quasi tutti francesi-
scelsero quel Pietro Martínez che già avevamo trovato ai
conclavi di 16 anni prima e che assunse il nome di Benedetto XIII.
VERSO LA SOLUZIONE
Ora, se il re Carlo VI di Valois era disposto
a fare lo scismatico pur di avere un papa di lingua francese [5],
non lo era se il soglio d'Avignone era occupato da un aragonese (l'Aragona
corrisponde piu' o meno alla Catalogna, che sta alla Spagna piu' o meno
come la Padania sta all'Italia). Nel 1398 venne organizzato un sinodo dei
vescovi di Francia e decretò il rifiuto d'obbedienza a Benedetto e la
Francia restò formalmente senza papa per un quinquennio: le truppe transalpine
guidate da Goffredo di Boucicaut assediarono l'antipapa nel suo palazzo
per cinque anni; questo nel 1403 riuscì a fuggire ed a rifugiarsi a Perpignano,
che a quei tempi faceva parte del regno d'Aragona. Lo stesso anno Carlo
VI tornò all'obbedienza al Martínez che prometteva di ritirarsi
in caso d'abdicazione o di morte del papa di Roma.
Nel 1404 veniva eletto re dei Romani il conte
Ruperto, il quale, non avendo ne autorità, ne truppe, ne soldi [6]
non trovò altro di meglio da fare, per dare lustro a sè ed al suo titolo
e per far terminare la situazione di stallo, che adoprarsi per un Concilio
Ecumenico che dirimesse finalmente la questione. Lo stesso anno, deceduto
Bonifacio IX, i porporati d'obbedienza romana scelsero come pontefice Innocenzo
VII, cioè il sulmonese Cosimo Gentile Migliorati, vice camerlengo e vescovo
di Bologna, creato cardinale di S. Croce nel primo anno di regno del suo
predecessore. Morto Innocenzo due anni dopo la sua elezione fu il turno
del veneziano Angelo Correr, patriarca latino di Costantinopoli e creato
cardinale nel 1405, dal 30 novembre del 1406 papa col nome di Gregorio
XII. Intanto l'Imperatore stava preparando un Concilio: per batterlo sul
tempo i due papi indirono due sinodi, uno a Perpignano e l'altro a Cividale
nel Friuli, ma furono scarsamente frequentati. Nel 1408 si riunirono a
Livorno alcuni cardinali e vescovi e fu fissato per l'anno successivo un
Concilio Ecumenico a Pisa.
...ED INVECE NO!
Correva l'anno 1409 ed il 25 marzo il marmoreo
duomo di Pisa vide riunirsi quel Concilio che avrebbe dovuto por fine al
Grande Scisma: vi parteciparono 10 cardinali "avignonesi", 14 "romani"
[7],
4 patriarchi, 80 vescovi ed arcivescovi, 27 abati ed altri uomini di chiesa.
Benedetto XIII e Gregorio XII vennero dichiarati deposti e fu eletto il
26 giugno l'arcivescovo di Milano, il card. Pietro Filargo da Creta: ma
dietro Alessandro V [8] si intravedeva di già
la longa manus dell'intrigante ed immorale canonista napoletano
Baldassare Cossa, cardinale dal 1402, destinato a succedergli l'anno successivo
col nome di Giovanni XXIII. Sembrava che lo stallo fosse finito, invece
allo
scellerato dualismo si sostituì un maledetto trialismo
poichè gli altri due papi non si vollero sottomettere ma, soprattutto,
rimasero alcuni potenti ad appoggiarli: fedeli a Benedetto XIII rimasero
le nazioni d'obbedienza avignonese, meno Carlo VI di Valois (quindi Stati
spagnoli, parte della Francia e la Scozia) mentre Gregorio XII aveva dalla
sua Italia, Germania e Nord Europa.
SEMBRA CHE LE COSE SI METTANO A POSTO
Morto Ruperto, nel 1411 venne eletto un nuovo
imperatore tedesco [9], Sigismondo del Lussemburgo:
anche questi, per dare un pò di senso alla sua carica, decise di adoperarsi
per risolvere una situazione oramai assurda: convinse Giovanni XXIII a
nominare un altro Concilio a Costanza, che fu aperto il 5 novembre 1414.
Al Cossa mal glie ne incolse, perchè venne deposto. A questo punto anche
Gregorio XII decise di collaborare e presentò le dimissioni il 4 luglio
del 1415 (rientrando nel Sacro Collegio) e, cosa ancor piu' importante,
legittimò il Concilio stesso. Per farvi capire: quello che fino al 4 luglio
era stata per il papa romano una riunione abusiva, SOLO da quel
giorno divenne invece effettivamente Concilio Ecumenico perché solo
allora indetta regolarmente da un romano pontefice. Restava Benedetto XIII,
da anni rintanato nel castello di Peñíscola vicino a Barcellona,
sotto la protezione od almeno colla complicità del monarca Alfonso
V il Magnanimo.
A Sigismondo che si recò da lui per chiedere
di dimettersi egli rifiutò facendo notare fra l'altro che spettava a lui
solo nominare un altro papa poichè l'unico cardinale ancora legittimo
a tutti gli effetti era proprio lui; infatti era l'ultimo sopravvissuto
dei porporati nominati da Gregorio XI [10]. Allora
quasi tutti i Paesi della sua obbedienza si rimisero al Concilio e la sua
opposizione rimase marginale potendo contare su sostenitori solo in Aragona
e Francia del Sud. Deposto così il Tredicesimo (il 26 giugno), i
53 cardinali nominati da diversi papi e 6 delegati del Concilio elessero
papa il card. Ottone Colonna, protonotaro apostolico: dal nome del santo
di quel giorno fu Martino V. Si dice che a 4 giorni dall'inizio del conclave
non mancasse che un voto per dare la canonica maggioranza dei due terzi
al Colonna; sotto la camera di commercio di Costanza passò una processione
impetratoria dove un coro di ragazzi a piu' voci cantava il 'Veni creator':
commossi dalla loro innocenza due cardinali diedero il loro voto ad Ottone
che fu eletto.
Il 6 luglio dello stesso anno intanto era stato
condannato Giovanni Hus. Il teologo boemo, discepolo degli insegnamenti
dell'inglese Giovanni Viclefo, aveva un lasciapassare fornitogli dall'imperatore
che gli permetteva di evitare le grinfie dell'inquisizione fintantochè
non continuava a diffondere le sue idee: ma siccome Hus venne pescato a
predicare il lasciapassare decadde ed il tribunale nominato dal Concilio
ebbe il via libera per processarlo. Lo Hus sarà bruciato l'anno
seguente assieme al suo discepolo ed amico Gerolamo da Praga: ben presto
si scatenerà una ribellione in Boemia che costringerà i regnanti
ad un editto di tolleranza l'imperatore Sigismondo.
ED INVECE NO!
Arso Giovanni Hus e chiuso il Concilio, Martino
V si recò a Roma.
Il 23 maggio 1423 si spegneva l'antipapa Benedetto
XIII, dopo 29 anni di "regno": piu' di Giovanni Paolo II [11].
Sembra che la storia finisca qua, ma il giorno prima di andarsene l'ultranovantenne
Martínez aveva nominato altri 4 cardinali. Dopo esser stati porporati
sotto Benedetto XIII per 24 ore, tre di questi elessero Egidio Sanchez
Muñoz Dousel d'accordo col re d'Aragona; Egidio, canonico di Barcellona,
prese il nome di Clemente VIII. L'altro cardinale, invece, era arcidiacono
di Rodez [12], cappellano del conte Giovanni d'Armagnac
e si chiamava Giovanni Carrier. Questi non era d'accordo coi tre colleghi
e dopo circa 2 anni decise di entrare in un solitario conclave ed il 12
novembre 1425 nominò -pardon, elesse- papa il suo sacrestano, Bernardo
Garnier, che assunse il nome di Benedetto XIV [13].
Non sappiamo se, come da rito, il Carrier in
conclave abbia pronunciato la Oratio pro eligendo pontefice ne se abbia
usato schede (anzi, scheda) o fumate bianche. Non si sa nemmeno se abbia
intimato l'"extra omnes", credo che ne abbia avuto bisogno dato che si
riteneva l'unico della terra in grado di eleggere un papa.
Non so bene quando, se prima o dopo questo monoconclave,
comunque il Carrier venne arrestato da Clemente VIII; pare che Giovanni
morì in carcere alla fine degli anni '30 di quel secolo. Di nuovo si avevano
tre papi anche se due con ridottissima obbedienza. Martino V a Roma s'era
dato da fare ed era riuscito dopo un pò a convincere il re aragonese a
riconoscerlo come papa e così nel 1429 Clemente VIII si sottomise a Roma:
i suoi elettori rinunciarono al cardinalato e Sanchez Muñoz venne
nominato, dall'ormai ex rivale, vescovo delle Baleari (morì nel 1445).
Nell'ambasceria inviata ad Alfonso si distinse il card. Alonso di Borja,
che nel 1455-58 sarà papa col nome di Callisto III [14].
La Francia in quegli anni era praticamente in
preda ad una guerra civile fra i sostenitori del conte d'Armagnac e quelli
del duca di Borgogna, che si contendevano la reggenza essendo intanto impazzito
il sovrano: era il prodromo della Guerra dei Cento Anni, nessun potere
centrale ripetè quello che era stato fatto nel 1398 ed il Garnier venne
probabilmente riconosciuto come papa dai partigiani dell'Armagnacco, il
quale però venne ucciso poco dopo. Alla fine morì anche Benedetto XIV,
nel 1429 o nel '30.
Fin qui la storia certa. Su Internet, fonte inesauribile
di miti, ho trovato anche una continuazione alla curiosa vicenda: Benedetto
XIV avrebbe nominato anche lui dei cardinali i quali alla sua morte elessero
Carrier e la sequela sarebbe continuata fino al regno secondo papa Borgia
a Roma, cioè nel 1499, ma non ci sono prove di ciò. Non si capisce perchè
anche Carrier avrebbe voluto chiamarsi Benedetto XIV (avrebbe dovuto essere
invece Quindicesimo). Comunque pure i suoi due leggendari successori vollero
prendere il nome di Benedetto: un XV (tal P. Tifane) nel 1437-70 ed un
XVI (tal G. Langlade) nel 1470-99. Sempre stando a questa leggenda, ma
riportata da un altro sito che citava il romanziere Gerardo Bavoux, la
sequela di papi sarebbe proceduta nei secoli con una chiesa-ombra, la "Santa
Chiesa", che si sarebbe in qualche modo ricongiunta a quella cattolica
Apostolica Romana nel 1898, quando elesse alla sua guida Giuseppe Sarto,
destinato cinque anni dopo a divenire papa Pio X e poi anche santo.
Intanto, dopo una riunione scarsamente frequentata
a Pavia e Siena, il 23 luglio 1431 il neopapa Eugenio IV [15],
ottemperando agli impegni presi dal suo predecessore Martino V, aprì un
Concilio Ecumenico a Basilea. Questo procedeva fiaccamente ed il papa decise
di chiuderlo. Non l'avesse mai fatto! I partecipanti -in maggior parte
delegati- rifiutarono d'obbedire e continuarono i loro lavori. Dopo due
anni Eugenio finì per cedere e riaprì ufficialmente il Concilio che dopo
altri 3 anni di successivi contrasti lo depose ed elesse Amedeo, ex duca
di Savoia, ritiratosi in eremitaggio, che prese il nome di Felice V.
Fu lo Scisma di Basilea detto anche Piccolo Scisma
d'Occidente; il buon imperatore Sigismondo era morto nel 1437 e si dovrà
essere rivoltato nella tomba, visto che era uno dei maggiori sostenitori
iniziali di quel consesso. Il Condulmer riunì un Concilio rivale a Ferrara,
ch'ebbe piú seguito per via dell'intervento degli ortodossi, desiderosi
di chiudere lo scisma e soprattutto ricevere aiuti dall'Occidente contro
i Turchi; molti delegati abbandonarono Basilea per Ferrara (poi trasferito
Firenze) con questa speranza che alla fine fu accontentata: il 6 luglio
1439, sotto la cupola del Brunelleschi, venne solennemente proclamata la
riunione fra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa alla presenza dell'imperatore
e del patriarca di Costantinopoli: due greci (Isidoro di Tessalonica e
Giovanni Bessarione) vennero fatti cardinali nel conclave del 18 dicembre
di quell'anno, assieme, fra l'altro, a quel Giovanni Torquemada nunzio
in Francia, zio del piu' famoso inquisitore Tommaso. Procedettero negli
anni successive riunificazioni con gli armeni ed i monofisiti, il trasferimento
del Concilio filo-romano a Roma ma soprattutto una serie di concordati
coi regni d'Europa i quali mano a mano abbandonavano la neutralità
o l'appoggio a Basilea per votarsi a Roma. Alla fine Felice V, senza soldi,
senza sostenitori, abbandonato anche dal suo segretario Enea Silvio Piccolomini
[16],
decise di sottomettersi al successore di Eugenio, Niccolò V. Era il 1449
e finiva il Concilio di Basilea.
Fra gli atti del concilio vi furono i compactata,
cioè dei concordati fatti con gli hussiti moderati, desiderosi di
giungere a compromessi per via del protrarsi della guerra; per la prima
volta nella storia della Chiesa, una eresia riusciva a resistere alla forza
ed a venir riconosciuta.
LA STORIA INFINITA
Siccome il Concilio di Basilea non era stato formalmente
chiuso, il domenicano Andrea Zamometìc tentò di richiamarlo in vita nel
1482 ma ovviamente non funzionò. Ad ogni modo Felice V è l'ultimo antipapa
ufficialmente riconosciuto come tale. Per piu' di 500 anni la Chiesa non
ebbe fratture al vertice ma alla base, colla Riforma ed il giansenismo
(quest'ultima però rientrata).
Un altro scisma avvenne attorno al 1950, quando
il governo di Pechino decise di "nazionalizzare" la Chiesa cattolica obbligando
i cinesi fedeli a questa religione ad obbedire alla Chiesa Nazionale Patriottica;
la Cina, assieme alla Russia, è stata l'unica nazione importante a non
inviare rappresentanti ai funerali di Giovanni Paolo II. Lo scisma è ancora
operante anche se c'è un lento riavvicinamento fra le parti.
Il 5 gennaio 1959 il Sommo Pontefice Giovanni
XXIII annuncia il 22° Concilio Ecumenico in Vaticano, che s'aprirà
il 11 ottobre 1962. Il 3 giugno dell'anno successivo il papa morirà
di tumore allo stomaco, ma i lavori del Vaticano II andranno avanti, suscitando
reazioni di ostilità nell'ala piu' conservatrice della Chiesa cattolica,
ma grazie alla politica di Paolo VI e di Giovanni Paolo II le fratture
saranno marginali: la piu' importante è quella di monsignor Marcello Lefebvre,
che fonderà la Fraternita S. Pio X, dichiarerà eretico il
papa, lancerà molti presagi di sventura: ancora oggi questa Fraternita
celebra la messa in latino ma si stanno facendo anche qui una serie di
lenti passi per il riavvicinamento con Roma. Nel 1988 Lefebvre nominò
quattro vescovi e venne scomunicato; morì nel '91.
Qualche altro cattolico supertradizionalista ha
pensato, con sprezzo del ridicolo, di creare alcuni moderni antipapi, dei
quali ne elenco qualcuno, con sprezzo del ridicolo; si tratta di:
-
Davide Bawden, eletto con il nome di Michele I, il
16 luglio 1990, nel suo negozio nel Kansas (USA), da sei persone: se stesso,
i suoi genitori e 3 amici di famiglia. Il suo Vaticano è una tipica
casetta di legno americana ma in compenso s'è fatto un sito internet
nel quale accusa papa Giovanni XXIII di varie apostasie. Una volta è
stato intervistato dalla TV olandese.
-
Luciano Pulvermacher, alias Pio XIII, un prete ultaottantenne
americano, eletto segretamente con voto telefonico nel 1998; subito decise
di rimanere nascosto (temendo il Vaticano, come dice lui, od il ricovero,
come penso io) ma dopo 2 anni uscì allo scoperto e ne parlò pure Specchio
de la Stampa. Ha nominato dei cardinali e fra questi uno, che fra l'altro
era sposato, poi lo ha bidonato ed è passato a Michele I, perché
pare che in gioventù Pulvermacher avesse praticato la divinazione
col pendolo, cosa espressamente proibita dal codice canonico e punita colla
scomunica
latæ sententiæ. Comunque l'antipapa, dal suo
eremo nelle Montagne Rocciose (per chi volesse scrivergli:PO box 133-Springdale,
WA 99173, USA), s'è piú volte scagliato contro: modernisti,
luterani alleati al Vaticano II, altri credi (definiti "religioni di
Satana") e poi l'ONU, i matrimonî omosessuali, magari anche il
buon senso ecc. e scrivendo su internet (in inglese ed in giapponese) su
alcuni problemi spinosi quali: "come fare a confessarvi senza un prete
ordinato da me" o "i santi canonizzati da Giovanni Paolo sono buoni anche
per me?".
-
Il sudafricano Vittorio von Pentz, appartenente al
rito cattolico bizantino di S. Giovanni Crisostomo, eletto nel 1994 in
una grotta di Assisi col nome di Lino II; il 30 di giugno di quell'anno
"Sua Santità" si recò a Roma e tentò di entrare nella
basilica lateranense ma lui ed il suo séguito vennero respinti da
"più di 50 carabinieri ed agenti segreti con pistole". Secondo
i suoi sostenitori, s'è trattato di uno dei segni dell'Apocalisse
(" et abiit facere proelium cum reliquis de semine eius qui custodiunt
mandata Dei et habent testimonium Iesu") che stiamo ancora aspettando.
-
Lo spagnolo Clemente Dominguez y Gomez, la cui vicenda
si colloca tra la pazzia ed il romanzo: ebbe le sue prime visioni della
Madonna nel 1968; nel 1975 fondò un ordine religioso e venne irregolarmente
nominato vescovo da un arcivescovo vietnamita che venne poi scomunicato;
l'anno successivo Clemente perse la vista in un incidente stradale; alla
morte di papa Paolo VI si proclamò pontefice ed antiregnò dal 1978
al 2005 col nome di Gregorio XVII, con tanto di triregno, assunto il 15
agosto del '78 a Siviglia. Oltre ad aver avuto una massa di visioni apocalittiche
non avverate, ha nominato dei "cardinali", ha canonizzato Cristoforo Colombo
ed il generalissimo Franco ed ha avuto "improprietà sessuali"
colle sue suore. Alla sua morte, avvenuta poco prima di quella di Giovanni
Paolo II, Gregorio ha avuto pure un successore che ha preso il nome di
Pietro II.
-
Pare anche che un canadese, tal Giovanni Gastone
Tremblay, si sia proclamato da sé già nel 1968 usando ora
il nome di Gregorio XVII e cambiando il suo cognome in "La Trinité;
comunque è fuori gioco perché nel '99 venne arrestato per abusi sessuali a minori;
sempre per rimanere fra i Gregorî, vuole una leggenda di internet
attribuita ai cattolici piú conservatori, che nel conclave del 1958
fosse stato inizialmente eletto l'arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri, cardinale da
5 anni; tuttavia un veto, pervenuto non si sa come dai comunisti minacciosi di persecuzioni, fece sì
che i cardinali ripiegassero su Angelo Roncalli; la cosa si sarebbe ripetuta
nel '63, alla morte di Giovanni XXIII, stavolta a beneficio del cardinal
Montini che prese il nome di Paolo VI. Ma si tratta di una leggenda ed
il buon Siri morì in comunione con la Chiesa, nel 1989; comunque
pare che Siri avesse espresso la volontà di prendere il nome di
Gregorio in caso venisse eletto. A differenza dei due mitomani di cui sopra,
egli non ebbe mai scandali sessuali.
Forse ne sapremo di piu' quando usciranno i prossimi
...romanzi di Dan Brown.
INTERPETAZIONI
Secondo la versione ufficiale della Chiesa Cattolica,
il Concilio di Pisa fu irregolare, quindi non è' da considerarsi valida la prima
deposizione di Gregorio XII -che fra l'altro non operò- e tanto Alessandro V
che Giovanni XXIII furono due antipapi; di parere simile fu l'ala dell'obbedienza
avignonese: un Concilio convocato contro i papi (e che crea altri papi)
non ha valore. La stessa cosa dicasi per la altrettanto inoperante deposizione
di Eugenio IV e l'elezione di Felice V. Secondo la Chiesa, l'unica linea
legittima è quella che da Urbano VI conduce a Costanza quindi il nodo
della questione potrebbe essere questo: l'elezione di Bartolomeo Prignano
fu regolare oppure no? Se le pressioni da parte del popolo di Roma non
furono determinanti alla sua elezione, come sostenuto dalla parte cattolica,
allora amen; ma se invece le pressioni furono determinanti allora, secondo
il Codice di Diritto Canonico, dalla parte della ragione era Clemente VII
di Ginevra; è poi vero che nei primi secoli era proprio il popolo di Roma
ad eleggere i papi, tuttavia da Niccolò II ed Alessandro III in poi questo
diritto era stato trasferito ai cardinali. Certamente, la sua elezione
non fu dovuta ad un gesto di gratuito legalitarismo, ma perchè i cardinali
francesi speravano di trovare in lui un capo meno duro di Urbano VI, malleabile
come già lo erano stati i papi (legittimi) di Avignone; insomma, sarà
mica che da 600 anni viviamo guidati dall'obbedienza sbagliata?, visto
anche che il Concilio di Costanza, che elesse Martino V, fu validato da
Gregorio XII, terzo successore di Prignano. Come che sia, oggigiorno seguono
tutti l'Annuario Pontificio, che è la raccolta storica meglio informata.
RIPASSO CRONOLOGICO DEI PAPI
Nota: dopo il nome dinastico di ogni Pontefice
è riportato il suo cognome al secolo e sotto tre anni: quello di nascita,
quello di elezione e quello di morte (questi evidenziato); per quelli deposti
l'anno di deposizione precede quello di morte. Quando una data è seguita
da un punto interrogativo indica che l'anno non è conosciuto di preciso
e quando non c'è la data ed il ? è al suo posto, vuol dire che l'anno
è ignoto.
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