|
Il 25 dicembre e' la ricorrenza del dio Sole, un fatto universalmente noto, da almeno 12.000 anni, come si puo' constatare da raffigurazioni di solstizi, riprodotti in forme d'arte primitiva, nelle caverne.
In quasi tutte le nazioni - dice Doane - veniva commemorata la nascita del "dio Sole", come pure quella della "regina del cielo" o della "vergine celeste".
Il solstizio d'inverno e' stato celebrato in innumerevoli luoghi, compresi la Cina e la Persia e qui, successivamente, venne riferita al Dio Sole e al salvatore Mitra. Le festivita' del solstizio d'inverno comprendevano la cerimonia di un bambino, in una mangiatoia, condotto nel tempio.
I greci antichi celebravano, in questa data, la nascita di Ercole e di Dioniso, come ci ricorda Macrobio (c. 400 a.C.). Anche per il padre degli dei greci, Zeus, si supponeva fosse nato durante il solstizio d'inverno.
Una festivita' "natalizia" veniva celebrata ad Atene ed era denominata Lenaea e, nel corso della festivita', venivano commemorate "la morte e la rinascita del mietitore bambino Dioniso". Questa festa Lenaea e' illustrata mediante una pittura, situata in una caverna spagnola, risalente al periodo aurignaziano; in essa si vede il giovane Dioniso, munito di enormi genitali, ritto in piedi tra un gruppo di nove giovani danzanti. Il periodo aurignaziano si e' esteso da 34.000 a 23.000 anni fa.
Il dio greco-siriano del sole, Adonis - l'Adonai della Bibbia - nacque anch'esso il 25 dicembre, stando ad una festa "riferita da Tertulliano, Gerolamo ed altri padri della chiesa, i quali ci informano che le cerimonie avvenivano in una caverna e che la caverna nella quale venivano celebrati questi misteri, a Betlemme, era proprio quella in cui nacque successivamente Gesu".
La celebrazione del solstizio d'inverno non e' neppure un concetto pruramente "pagano" in quanto, anche gli ebrei ne hanno tenuto conto riferendosi alla nascita del loro dio Yahweh. "La festivita' delle luminarie, delle luci o festa della dedicazione, capitava in inverno (Giovanni 10: 22-23; Antichita' Giudaiche di Giuseppe Flavio, XIII, 7, 7) e rappresenta, ancora oggi, la festivita' ebraica del solstizio d'inverno.
La leggenda di Chanukah fu creata dagli autori del Talmud proprio al fine di celare le antiche origini della festivita' che era, inizialmente, il compleanno di Jehovah inteso come dio-sole. Inoltre questa ricorrenza "solare" risale almeno sino ai tempi di Neemia (Maccabei, I, 18)".
Gli indiani, per millenni, hanno celebrato il solstizio d'inverno come punto fondamentale per l'inizio del nuovo anno e, presumibilmente, per la nascita del dio Sole. La ricorrenza indiana del solstizio e' una festa religiosa molto grande e di grande gioia. Come nel mondo occidentale gli indiani decorano le loro case con ghirlande ed offrono doni agli amici ed ai parenti: una usanza molto antica.
Tutte le volte che i preti bramani di Orissa celebrano il solstizio, lo fanno trasportando immagini di Krisna bambino, nelle case dei loro discepoli e dei loro sostenitori, ai quali donano della polvere rossa e del concentrato di rose, ricevendo in cambio soldi e tessuti. Quindi in India il solstizio d'inverno e' sempre stato, come ovunque, una festa importante, com'e' presumibile che lo sia in una terra pervasa, da millenni, dal culto del dio Sole.
Per quanto concerne il dio del sole persiano, Mitra e il suo sacrificio, nel diciannovesimo secolo, un apprezzato scrittore cristiano, il Rev. J. P. Lundy rilevava: "al fine di conservare la tradizione che egli fosse nato e si fosse sacrificato nella stessa stagione, cioe' in prossimita' dell'inizio del nuovo anno, la nascita di Mitra veniva celebrata in Persia e in tutto il mondo, entro caverne adibite a tempio, nella notte del 24 dicenbre, la notte della luce".
Anche i druidi britannici lo celebravano allo stesso modo e hanno di conseguenza denominato il giorno seguente, 25 dicembre, Nollagh o natale, cioe' il giorno della rigenerazione, celebrandolo con grandi fuochi accesi sulle vette delle loro montagne.
In effetti, tutte le nazioni, come da un comune accordo, allo scadere della mezzanotte del 24 dicembre festeggiano la nascita del dio Sole, (e con loro anche i Gentili con il Cristo) quale figlio incarnato di un dio comune a tutte le nazioni e salvatore del mondo. Lundy era talmente convinto delle divinita' solari da ritenere il Cristo uno dei prototipi derivanti dalla stessa natura del dio sole.
In Irlanda, per quanto concerne il festival del solstizio d'inverno, l'autore della "Christian Mythology Unveiled" nota che "la festivita'", o meeting, del fuoco di Baal costituiva una grande ricorrenza, sia il 25 dicenbre che a meta' dell'estate. Baal o Bel era un nome del sole diffuso in tutto l'oriente.
E' necessario notare che la data di nascita del 25 dicembre si celebra solo dall'era e nell'emisfero nei quali il solstizio d'inverno cade il 21-24 dicembre. In altre epoche precedenti era differente, mutando con il procedere della precessione degli equinozi, che si verifica con una cadenza di 2150 anni. La data di nascita del 25 dicembre e' quella relativa al sole e non ad una qualsiasi persona. Di qui' la scarsa originalita' dei cristiani che cercano di attribuirla al loro presunto dio.
D'altra parte la festivita' del Natale e' stata incorporata nelle credenze cristiane non prima del 354 d.C.. Non esiste prova o documentazione che indichino la nascita del Gesu come una ricorrenza stagionale.
Stralciato da "Suns of God: Krishna, Buddha and Christ Unveiled" by Acharya_S
|