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KENYON: Quando si venne a conoscenza di quello che succedeva a
Fern,
le autorità ecclesiastiche locali, in ossequio alle direttive
segrete della
Chiesa cattolica, misero tutto a tacere. Responsabile di quella
imposizione fu
il Cardinale Ratzinger, attualmente Papa Benedetto XVI. Quattro anni fa
Padre
Sean Fortune si trovò al centro di un'inchiesta a largo raggio
sugli abusi del
clero sui minorenni. Lo scandalo venne fuori quando si parlò di un
documento
segreto del Vaticano che copriva gli stupratori e le vittime degli
abusi. Colm
o' German, violentato da Padre Fortune quando aveva quattordici anni,
è tornato
a Fern per dimenticare quegli eventi.
COLM: Ogni domenica mattina, dopo
aver
abusato di me, Padre Fortune mi lasciava nel suo letto e scendeva a dire
la sua
prima messa. Poi tornava ad abusare di me. In seguito andavamo a far
colazione
insieme, dopodichè presenziavo alla sua seconda messa.
KENYON: La
Chiesa locale
sapeva che Padre Fortune era un pedofilo, ma invece di informare la
polizia
cominciò a trasferirlo da una parrocchia all'altra. Quando esplose
lo scandalo,
si ammazzò prima del processo. Indagando su chi lo aveva aiutato a
nascondere le
sue malefatte, Colm riuscì a scoprire che era stato il più
vecchio esponente
della diocesi, l'arcivescovo Brendan Comiskey.
MAC DONALD: Comiskey, hai
aiutato
Padre Fortune ad abusare dei suoi ragazzi?
COMISKEY: Quando venni a
conoscenza
del fatto, lo cacciai dalla parrocchia e lo indussi ad andare da uno
psicoanalista.
MAC DONALD: Dopo che erano trascorsi sei anni? Perchè
non lo hai
fermato prima?... Comiskey si dimise. Dopo le sue dimissioni ci furono
tante
altre storie di abusi. Adesso Colm dirige una associazione irlandese che
si
occupa delle vittime, ha ottenuto l'apertura di un'inchiesta governativa
e ha
scoperto che la copertura delle violenze aveva coinvolti diversi preti.
COLM: Il
giornale locale ha descritto le violenze esercitate da ventisei preti,
coperti
dalla cultura del segreto e dal terrore dello scandalo che hanno indotto
il
nuovo vescovo a mettere la sicurezza dei bambini al primo posto tra gli
interessi della Chiesa, su un centinaio di adolescenti.
KENYON: Nel corso
delle
indagini Colm si convinse che il documento segreto, conosciuto come
Crimen
Sollicitationis, era stato utilizzato per mettere a tacere le accuse di
abusi.
AIDEN DOYLE: Dopo quaranta anni mi ricordo ancora di quello che accadde
nella mia
camera quando Padre Fortune entrò con un pretesto, mi gettò
improvvisamente sul
letto, mi intimò di giacere accanto a lui e si accanì contro
di me. Poi mi disse
che mi considerava una persona speciale e io mi chiesi quanto sarebbe
durato
l'incubo.
KENYON: Dopo l'aggressione, Aiden raccontò ad altri preti
quello che
gli era accaduto, ma questi, invece di rivolgersi alle autorità,
impedirono alla
vittima di confidarsi con qualcuno.
AIDEN: Mi fecero giurare che avrei
tenuto la
bocca chiusa, ma subito dopo mi chiesi perchè avrei dovuto farlo,
se non ero
stato io il protagonista di quel misfatto.....
AIDEN: .....mi imposero di tacere e
mi
dissero di non preoccuparmi e che bastava perdonare.
KENYON: Aiden
restò così
impaurito che ha taciuto per quaranta anni. Il prete che l'ha stuprato
non è
stato mai punito. Per capire a fondo il Crimen Sollicitationis, Colm si
incontrò
con Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in
Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interessamento agli abusi
del clero.
DOYLE: Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza
assoluta su
tutti gli abusi per punire quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione
su
questi crimini, il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono
interessate
unicamente al controllo della situazione. Il documento non provvede
infatti ad
aiutare le vittime e contiene minacce di scomunica per chiunque dovesse
svelare
la verità con l'obiettivo di proteggere la reputazione dei preti.
Fu Ratzinger a
imporlo e poi a mandare nel 2001 a tutti i vescovi del mondo un altro
documento
che ribadiva con enfasi la segretezza. Recentemente ha aggiunto che
tutte le
accuse devono essere vagliate dal Vaticano.
KENYON: Il nuovo documento fu
una
opportunità mancata di modernizzare l'approccio della Chiesa
proprio mentre
stavano esplodendo gli scandali più grandi negli Stati Uniti. Colm
allora andò a
Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del
Vaticano o una copertura sistematica delle gerarchie ecclesiastiche.
COLM: Mentre
nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano
emergendo negli Stati Uniti, dove 4.500 preti furono accusati di
violenza o
abusi sessuali sui minori.
KENYON: Il centro degli scandali era Boston,
dove i
preti accusati di reati sessuali venivano sollecitamente spostati da una
parrocchia all'altra. Al vescovo prontamente allontanato a causa di un
simile
modo di comportarsi subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex
benedettino al
quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis.
WALL:
Essendomi
accorto di essere manovrato, decisi di non lavorare più per una
istituzione che
si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se
stessa. La
maggior parte dei casi non fu mai scoperta, perchè, in ossequio
all'ordine che
lo scandalo doveva essere soffocato a ogni costo, le vittime furono
messe a
tacere con qualsiasi mezzo.
KENYON: Padre Patrich allora lasciò il
clero e si unì
ai difensori delle vittime. Il primo caso che affrontò fu quello di
uno
stupratore insaziabile, Padre Oliver O' Grady, ordinato in Irlanda, ma
operante
in California. Egli depose l'anno scorso in un processo nel quale era
accusato
di aver sodomizzato un bambino più di cento volte.
O'GRADY:
Preferivo i ragazzini
snelli, dei quali mi attraeva la zona genitale che una forza
irresistibile mi
costringeva a toccare.
KENYON: Egli ha riconosciuto che le sue vittime
sono state
almeno 30 in 20 anni.
DOMANDA: Si sentiva attratto anche dalle ragazzine?
O'GRADY: Solo da quelle che mi tentavano. Allora sollevavo le loro vesti
quasi
inconsciamente, ma facendo in modo che non se ne avvedessero. Era
più piacevole
restare a guardare i loro indumenti intimi che toccarle.
KENYON: O'Grady
fu messo
in prigione per sette anni. Adesso vive in Irlanda. Le sue vittime
accusano il
suo successore, il cardinale di Los Angeles, Roger Mahoney, di aver
trasferito
O'Grady da una parrocchia all'altra per evitare lo scandalo.
DOMANDA:
Dopo quello
che hai fatto ti ritieni ancora un Pastore?
O'GRADY: Certamente no.
KENYON: Nel
2002 la Chiesa cattolica americana reagì allo scandalo che montava,
istituendo
un'associazione indipendente, chiamata Comitato Nazionale per il Riesame
ANNE BURKE: Il Comitato rilevò le stesse percentuali di aggressioni
sessuali in tutte
le diocesi del mondo.
KENYON: L'analisi degli scandali sessuali del clero
indussero il suo Presidente, Frank Keating, Governatore dell'Oklahoma, a
paragonare la segretezza della Chiesa a quella della mafia e a
rassegnare le
dimissioni dopo un anno. Nella lettera di dimissioni egli disse che il
fatto che
i preti non obbedivano ai mandati di comparizione e i loro superiori
depennavano
i nomi degli stupratori era tipico delle organizzazioni criminali. Il
Comitato
comunque andò avanti e produsse una Carta per la protezione dei
bambini. In
tutto l'Occidente le accuse contro i preti provocarono risposte di
questo tipo.
In America, anche quando l'attenzione su quegli eventi calò, la
Chiesa continuò
ad analizzare le accuse in segreto e ad emarginare le vittime.
ANNE BURKE: Non
abbiamo
esaminato prove sufficienti a dimostrare che siamo soddisfatti di quello
che
abbiamo fatto. E la situazione sta peggiorando, perchè la Carta non
viene
osservata e le diocesi non trasferiscono i preti incriminati. Pensavamo
che gli
ultimi quattro anni ci avrebbero insegnato abbastanza per tenere la
situazione
sotto controllo. E invece da quello che avviene nella Chiesa ci
accorgiamo che
questa non impara niente dagli errori del passato.
KENYON: C'è una
tensione tra
le regole della legge e quelle della Chiesa, tra la protezione dei
bambini e
quella del cardinale Ratzinger.
PADRE TOM DOYLE: Non esiste nessun
accordo per
aiutare le vittime, esiste però un accordo tacito per mentire sulla
esistenza
del problema. In quanto ai preti incriminati, quando sono scoperti non
vengono
sottoposti a inchiesta né perseguiti, ma semplicemente rimossi in
segreto e
senza rivelare i motivi del provvedimento. C'è una totale mancanza
di
considerazione per le vittime e i minori destinati a essere le loro
nuove
vittime nella nuova parrocchia. La stessa pratica viene seguita in tutti
i Paesi
del mondo.
KENYON: Il Crimen sollicitationis non ha riempito il vuoto di
credibilità che si era venuto a creare.
COLM: Ero in Brasile, il
più grande Paese
cattolico al mondo con 125 milioni di fedeli, ma con enormi sacche di
miseria e
ignoranza, turismo sessuale e tanti bambini bisognosi di protezione. La
Chiesa
cattolica non sembra aver imparato la dura lezione ricevuta dal mondo
occidentale.
KENYON: Sei anni fa arrivò un prete nuovo nella piccola
comunità
rurale di Annopolis, nel Brasile centrale, Padre Tarcisio Tadeu
Spiricigo,
incriminato dalla polizia di San Paolo per abusi sessuali sui minori.
COLM: Il
prete era stato incriminato la prima volta nel 1991. Prima di arrivare
ad
Annopolis era già stato trasferito almeno quattro volte e aveva
continuato
comunque a violentare minori. Il vescovo che lo aveva trasferito
conosceva la
sua storia, ma disse che era stato curato e così gli abusi
continuarono.
KENYON:
Il prete si trasferì in una abitazione vicina a quella di una certa
Donna Elza,
alla quale si offrì subito di dare lezioni di chitarra al suo
nipotino di cinque
anni. Un giorno il bambino confidò alla nonna che sapeva fare
l'amore e che non
lo aveva detto ai suoi genitori per paura di essere picchiato. La nonna
gli
chiese che cosa era accaduto e rimase sconvolta dal racconto del
nipotino. Non
si sarebbe mai aspettato una cosa del genere da un prete. Da allora
quando i
bambini lo incontravano lo chiamavano "mogliettina del prete" e il
nipotino se
ne vergognava a tal punto da desiderare la morte.
KENYON: Se il cardinale
Ratzinger, che istruiva le cause per abusi sui minori, era a conoscenza
di
quello che aveva fatto Padre Tarcisio, perchè gli consentì di
continuare a
lavorare a stretto contatto con i bambini?
COLM: E' sorprendente
constatare che
la storia è sempre la stessa, in ogni tempo e in ogni luogo. I
vescovi
trasferiscono i preti che hanno già stuprato dei bambini in altre
parrocchie
dove continueranno a commettere altri crimini sessuali. Questo ragazzino
è stato
violentato nel 2002, mentre gli scandali del clero sconvolgevano gli
Stati Uniti
e l'Irlanda e il Vaticano cercava pretesti per giustificarli. Adesso il
ragazzino vuole morire, perchè ha perduto la gioia di vivere e a
scuola lo
chiamano "la ragazza del prete". E la Chiesa non muove un dito.
Così non può
andare avanti.
KENYON: Nonostante quel prete avesse già abusato di
un tredicenne
a San Paolo, Donna Elza sostiene che la Chiesa e la comunità la
costrinsero a
riversare le accuse sul nipotino.
DONNA ELZA: La Chiesa era arrabbiata
con me e
la gente mi evitava. Avrei voluto difendere mio nipote, ma mi sentivo
emarginata.
COLM: Il popolo non capì. Ma allora aveva la sua fede, mentre oggi
l'ha perduta.
DONNA ELZA: Sono triste. Temo che mio nipote avrà dei problemi.
COLM: Il
prete si
comportava come se non fosse successo niente. Nel suo diario aveva
descritto il
tipo di ragazzino a cui mirava e come evitare di farsi prendere. Doveva
essere
povero, maschio, orfano di padre, affettuoso, tranquillo, bisognoso di
protezione, privo di scrupoli sessuali e avere dai sette ai dieci anni.
Doveva
cercalo nelle scuole, nelle strade e nelle famiglie. Per agganciarlo
doveva
offrirsi di dargli lezioni di chitarra o invitarlo a entrare nei cori.
Doveva
ingraziarsi la famiglia e chiedergli prestazioni sessuali in cambio di
regali.
KENYON: Dopo decenni gli abusi di Padre Tarcisio furono portati alla luce
dalla
polizia. L'anno scorso fu condannato a quindici anni di carcere.
DOYLE:
Il
Vaticano non ha una politica per la protezione dei bambini, ma ne ha una
per
tenere sepolti gli scandali nella segretezza e limitare i danni per
quanto
possibile.
KENYON: L'ordine del cardinale Ratzinger di inviare tutte le
accuse in
Vaticano si sta rivelando frustrante per gli operatori sociali che
cercano di
mettere in carcere i preti sospetti. Questo è Padre Joseph Henn,
maestro del
coro. Questa foto fu presa durante il suo primo incarico a Phoenix in
Arizona,
quando conobbe Rick Rivezo, un chierichetto di quattordici anni.
RIVEZO:
I miei
genitori sapevano che trascorrevo il tempo insieme a lui. Veniva spesso
a casa
mia. Ricordo che mio padre mi diceva che per Joseph la porta doveva
essere
sempre aperta, in quanto lo considerava un membro della famiglia.
KENYON:
Una
volta guadagnata la fiducia della famiglia del ragazzino, Padre Henn
cominciò
abusarne.
RIVEZO: Ci portava ai matrimoni, ai funerali, in piscina.
Andava nella
canonica e mi diceva di tirare fuori dai cassetti i costumi da bagno
perchè
potesse asciugarli. Poi mi dava un asciugamani e mi invitava ad
aspettarlo a
letto. Si sedeva di fronte a me e mi massaggiava tutto il corpo
dall'alto in
basso e viceversa. Cercavo di evitare il suo sguardo e, per non farmi
coinvolgere nel gioco, chiudevo gli occhi. Quando le mie mani toccavano
le sue
gambe, le ritraevo di colpo, giravo la testa dall'altra parte e mi
auguravo che
la cosa finisse in fretta.
KENYON: L'uomo che trattava il suo caso era
Rick
Romley, un famoso avvocato di Phoenix, che, prima di andare in pensione,
riuscì
a estorcere una confessione scritta dal vescovo locale nella quale
questi
ammetteva di avere coscientemente nascosto alla polizia gli abusi dei
suoi
preti.
ROMLEY: L'ostruzionismo che vidi mentre svolgevo le indagini non
l'avevo
mai visto per tutta la mia carriera. Era difficilissimo ottenere
un'informazione
dalla Chiesa. Eravamo a conoscenza di certi incontri che avevano avuto
luogo, ma
essi non produssero nessun documento che avrebbe potuto aiutarci.
KENYON:
La
linea seguita dal Vaticano è che i crimini sessuali commessi dal
clero vanno
giudicati seguendo esclusivamente il diritto canonico.
ROMLEY:
Supponevamo che ci
fossero archivi segreti ai quali attingere in qualsiasi circostanza, ma
ci
dissero che il Nunzio aveva ordinato di non consentire l'accesso a
informazioni
di tipo criminale, perchè erano state sottoposte a una speciale
protezione. La
Chiesa non vuole riconoscere che il problema è serio perchè
non vuol consentire
alle autorità civili di porre un freno agli abusi dei suoi preti.
Ci
contrastavano passo passo, realizzando una vera e propria tattica
ostruzionistica.
KENYON: La sua battaglia più dura fu quella contro
Padre Henn e
altri due preti, che andarono all'estero per sfuggire ai persecutori
americani.
COLM: Sapevo che questi preti avevano fatto voto di obbedienza a Roma.
Allora
decisi di mandare una lettera in Vaticano, per chiedere, dopo che le
accuse
formali erano state avanzate, che costringessero i preti incriminati a
eseguire
i loro ordini, tornare in patria e consegnarsi, per consentire alla
giustizia di
seguire il suo corso, ma restai molto deluso. Avevo scritto al cardinale
Sodano,
il segretario di Stato, per chiedergli se poteva ordinare a questi preti
di
tornare in patria, ma mi rimandavano la posta indietro con il pretesto
che il
destinatario si era rifiutato di accettarla. Non aprivano nemmeno la
busta. Una
Chiesa con l'autorità morale per fare quello che è giusto
è venuta meno al
dovere di impedire l'abuso sui bambini. Eppure aveva avuto una reale
opportunità
di dichiarare al mondo che si sentiva responsabile della protezione dei
bambini.
E invece non rispondeva neppure.
KENYON: Padre Henn, il prete che con la
scusa di
portare in piscina Rick Rivezo abusò di lui, adesso è
ricercato per tredici
accuse per molestie avanzate da un gran giurì negli Stati Uniti.
Adesso è al
sicuro in Vaticano e si oppone all'estradizione dal quartiere generale
del suo
ordine religioso, i Salvatoriani. Il Vaticano non l'ha costretto a
tornare in
America ad affrontare il processo.
COLM: La cosa più straordinaria
di questa
storia è che Padre Henn non è solo. Un giornale americano ha
scritto
recentemente una serie di articoli sotto il nome di "preti fuggitivi" e
ha
scoperto che c'erano più di sette preti americani, accusati di
abusi sessuali
sui minori, che vivono con il sostegno della Chiesa, dentro e fuori del
Vaticano.
KENYON: Può darsi che il Vaticano conservi le prove di
altri preti che
abusano dei minori in ogni parte del mondo, ma, invece che alla
cooperazione e
alla trasparenza, le direttive della Chiesa mirano all'ostruzionismo e
alla
copertura. C'è un uomo però che ha il potere di cambiare
tutto.
DOYLE: Il
cardinale Ratzinger, che adesso è il Papa, potrebbe dire "questa
è la politica
di tutta la Chiesa. Cooperazione piena ovunque con le autorità
civili e
isolamento e dimissioni dei preti dichiarati colpevoli. Completa
apertura e
trasparenza delle situazioni finanziarie. Eliminazione degli ostacoli ai
processi".
KENYON: Il Vaticano non ha risposto alle ripetute richieste di
un'intervista sui casi acclarati. Padre Henn ha perduto la sua lotta
contro
l'estradizione negli Stati Uniti. Egli è qui da quando scappò
dal quartier
generale dei Salvatoriani dove si trovava agli arresti domiciliari
mentre si
credeva che si nascondesse da qualche parte in Italia. C'è un
mandato
internazionale per il suo arresto. In precedenza il prete cattolico
Oliver
O'Grady passò sette anni in un carcere americano per abusi sui
minori. Anche se
gli psichiatri americani lo avevano definito uno stupratore sistematico
che
aveva bisogno di curarsi per tutta la vita, fu riportato in Irlanda nel
2001. Il
suo nome non appare nel Registro dei criminali sessuali irlandesi e non
ci sono
restrizioni per quanto riguarda i suoi contatti con i bambini.
DOMANDA:
Quindi
gli abusi e le molestie erano quasi un'occupazione a tempo pieno durante
tutta
la sua carriera di prete.
O'GRADY: Direi che ne costituiva una parte
significativa.
DOMANDA: Delle vittime molestate quanti erano ragazzi e
quante
ragazze.
O'GRADY: Tre quarti erano maschi e un quarto femmine.
DOMANDA:
Che altro
è successo dopo tutto quello che è accaduto?
O'GRADY: Niente.
La vita è andata
avanti.
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