EVIDENZE
Blocco-appunti per non dimenticare certe cose troppo in fretta.
La Repubblica - 26 Aprile 2004, pag.21
"DARWIN TORNI NELLE SCUOLE" Le firme sono quindicimila.
ROMA - Quindicimila firme a sostegno dell'appello per reintrodurre nei programmi della scuola media inferiore la teoria di Darwin sull'evoluzione delle specie. Accademici, insegnanti, intellettuali continuano ad aderire all'iniziativa lanciata da Repubblica.it chiedendo al ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, di rivedere i programmi della "media" colmando cosi' "una dimenticanza dannosa per la cultura scientifica delle nuove generazioni". Infatti i programmi pubblicati nel decreto legislativo del 19 Febbraio 2004 non contengono le teorie sulla storia evolutiva dell'uomo nè del suo rapporto con le altre specie. "Il mancato apprendimento della teoria dell'evoluzione per i ragazzi di 13 o 14 anni - secondo i firmatari dell'appello - rappresenta una limitazione culturale e una rinuncia a sviluppare la curiosita' scientifica e l'apertura mentale".

comunicato stampa - Giovedi', 16 Dicembre 2004
Corte Costituzionale e Crocifisso nelle aule: il miracolo della disinformazione. Una non-decisione e' diventata per la Moratti un riconoscimento del "valore della tradizione cristiana e il crocifisso come simbolo di amore universale".
I Radicali di Sinistra: la scuola non e' una parrocchia, al posto dei crocifissi mettiamo il Tricolore.
Nella giornata di ieri la stampa, la TV, la radio e piu' in generale tutti i mezzi di comunicazione italiani hanno prodotto un altro piccolo miracolo di disinformazione e travisamento delle notizie: stiamo parlando della sentenza della Consulta sul crocifisso.
L'unica azione del Garante della Costituzione e' stata dichiarare "manifestamente inammissibile" il ricorso in materia del Tar del Veneto, rispondendo che il ricorrente non poteva sollevare la questione (semplificando come se la Consulta avesse detto al TAR Veneto che l'oggetto del contendere e' una "Questione di carattere amministrativo, non spetta a noi"). In sostanza nulla e' stato deciso o avallato, e i Radicali di sinistra vedono nel'ordinanza la possibilita' di continuare la lotta per la difesa per la laicita' dello Stato -a partire proprio dalla scuola- fiduciosi per un esito finale positivo.
I mezzi di comunicazione hanno compiuto il miracolo e da una non-decisione, come in sostanza e' per incompetenza quella della Consulta, hanno trasformato la vicenda in una "vittoria del crocifisso". Rarissime le analisi razionali ed i resoconti completi che dessero voce entrambe alle parti, cercando di spiegare cos'era fosse accaduto in realta'.
I Radicali di sinistra sottolineano l'inaccettabile comportamento della classe politica, incredibilmente allenata alle genuflessioni papaline ed altrettanto incredibilmente incapace di intendere un semplice atto amministrativo. Una non-decisione e' diventata per la Moratti un riconoscimento del "valore della tradizione cristiana e il crocifisso come simbolo di amore universale" e per Volonte' la "fine alle malcelate critiche laiciste nel nostro Paese".
Il tutto nel silenzio delle opposizioni, che devono aver considerato la causa laica troppo poco importante, dimenticando che una scuola laica, pluralista e democratica e' il fondamento di una societa' aperta e progredita, una societa' che non esclude, ma che include, una societa' dove la religione non viene pretesa e imposta, anche attraverso l'affissione di simboli di parte in luoghi pubblici, quindi frequentati da credenti e non.
Proprio perche' la scuola non e' una parrocchia, i Radicali di sinistra invitano a togliere i crocifissi e mettere al loro posto il Tricolore, unico simbolo di liberta' e democrazia si tutti gli italiani.
Radicali di sinistra . libertari laici ecologisti. www.radicalidisinistra.it

Giovedi, 16 Dicembre 2004
HUMANIFEST DESTINY by Acharya_S
Siamo entrati in una nuova era, basata sulla precessione degli equinozi, secondo il sistema di datazione in uso nel nostro mondo occidentale. Cio' fatto, ora noi dovremmo anche muoverci verso un nuovo mondo di percezioni.
Il solo imperativo e' il cambiamento e noi vogliamo e dobbiamo cambiare malgrado quelli che vanno scalciando e gridando nella notte per ritardare la nostra generale entrata nella luce di questo nuovo giorno.
Certe ostinazioni e rigidita' non solo sono deplorevoli ma alla fine anche responsabili dell'attuale precario stato del pianeta.
Com'e' ben noto, l'umanita', per molti secoli, e' stata sotto il dominio di una moltitudine di societa' e di confraternite - e le attuali condizioni del mondo riflettono la loro opera - tali da ridurre la nostra societa' alla stregua di un contenitore di rifiuti.
Nel tentativo di liberare noi stessi da tutto il vecchiume, dagli dei genocidi e dalle religioni tutte, non dobbiamo aver timore della collera divina.
Quando i nostri antenati cessarono, ad esempio, di credere Ercole una "persona reale" e lo ritennero semplicemente un "mito", egli non ando' su tutte le furie e non li distrusse.
Nell'educare noi stessi a ritenere unicamente come miti la maggior parte dei concetti religiosi di cui ci hanno nutriti, non rischiamo la collera di un qualsiasi dio onnisciente ed onnipresente. Rischiamo invece la collera di quelle masse impazzite che insistono nel ritenere "la presenza di Gesu nei loro cuori", ecc. come sono stati educati a pensare. Se si tenta di grattare via i loro immaginari protettori e i loro dei, essi si trasformano in bestie infuriate, in terroristi, in calunniatori usi agli epiteti piu' vili, coltivando i piu' oscuri desideri di vendetta.
D'altro canto la tipica costruzione religiosa del loro "dio" e il ruolo che essi accettano come "suoi adoratori" li rivela per quel che sono: parrocchiani ristretti di mente, sempliciotti incapaci di comprendere la luce che deriva dalla conoscenza della enormita' e della infinitudine del cosmo.
Ci sono miliardi di galassie che contengono miliardi di sistemi solari, un gran numero dei quali puo' contenere forme di vita di qualsiasi genere. La puerile, infantile concezione che il Dio del cosmo provenga dalla terra, giustificandola con le sub-microscopiche forme di vita che essa contiene e di cio' che rappresentano nello schema cosmico, non e' soltanto fuori moda ma fondamentalmente errata.
Noi esseri umani dobbiamo semplicemente smetterla di disputare e di battagliare intorno alle piccole cose rendendoci poi responsabili di orrosi su vasta scala.
Dobbiamo trascendere noi stessi, le nostre minuscole visioni e le nostre abbruttenti ideologie che chiamiamo religioni. La maggior parte delle religioni umane sono prive di senso, sono soltanto infantili e grotteschi impedimenti a vivere la nostra vita "qui e adesso".
E' ormai ora che il genere umano e l'uomo in particolare riconoscano quella divinita' che e' loro propria e quella che pertiene al resto del cosmo; e' ora per l'uomo di capire la sua gloriosa natura e quella di tutto l'universo, al fine di sviluppare l'estremo rispetto dovuto a se stesso e all'amore per la vita.
Dobbiamo ritrovare noi stessi, conoscere noi stessi ed amare noi stessi.
La via per raggiungere questo stato di cose passa attraverso l'educazione e la cura per il corpo, per la mente e per lo spirito. Questo processo dovrebbe iniziare dall'infanzia ma puo' essere attivato in qualsiasi momento.
Tuttavia i nostri preziosi ragazzi - il lo destino e il futuro - devono svilupparsi e crescere nella gentilezza, in un amorevole contesto che eviti di mutilare i loro corpi con atroci rituali, o le loro menti con nozioni deleterie sull'universo.
Queste cose si rendono necessarie per essere finalmente in pace con il nostro spirito, sul nostro pianeta.
copyright 2004 Acharya_S
Excerpted from: "Suns of God: Krishna, Buddha and Christ Unveiled"
http://www.truthbeknown.com/sunsofgod.htm

Comunicato Stampa
Cristo non e' mai esistito: afferma lo storico Cascioli e
lancia una sfida al cardinale Biffi e alla Chiesa cattolica
Il libro-denuncia "La favola di Cristo" dimostra che Gesu' e' solo uno scambio di
persona
VITERBO - "Gesu' Cristo non e' mai esistito ed e' possibile dimostrarlo in maniera inconfutabile e comprovata, dissolvendo qualsiasi dubbio. Si e' verificato uno scambio di persona". E' questa la dichiarazione sconcertante del famoso studioso e storico Luigi Cascioli. Nel suo straordinario e dettagliato libro-denuncia "La favola di Cristo" tutte le teorie della Chiesa cattolica crollano, cadendo una ad una, come in un gioco di domino. Questo lavoro di paziente e costante ricerca e' costato allo scrittore cinque anni di studi approfonditi, un lavoro immenso, mastodontico che lo ha condotto a esaminare migliaia e migliaia di documenti, di testi ritenuti sacri e di iconografie. "Infatti nel saggio La favola di Cristo sono illustrate e spiegate con chiarezza tutte le falsita' che la teologia cattolica non ha mai ritenuto di mettere in discussione" continua Cascioli. "E' giunto il momento che il mondo sappia e conosca finalmente quale sia la verita' storica, che piaccia o no. Inutile tapparsi gli occhi dinnanzi alla storia". Cascioli invita caldamente il cardinale Biffi a partecipare insieme a un pubblico dibattito televisivo auspicando che la Rai, come network di informazione pubblica, e altre emittenti private, mettano a disposizione un programma adeguato di discussione che affronti - prima volta nella storia - il tema se Cristo e' esistito. Una sfida che Cascioli si auspica venga immediatamente raccolta da Biffi o da qualsiasi altro rappresentante e teologo della Chiesa cattolica. Un incontro intellettuale che si preannuncia come la grande sfida del millennio.
Luigi Cascioli
disponibile rilascio interviste e commenti
in una serie di Conferenze itineranti
per presentare la scoperta e il libro-denuncia "La favola di Cristo"
www.LuigiCascioli.it
Per informazioni, inviti e interviste contattare:
Relazioni Stampa
processostoria@yahoo.com
Italy mobile +39 3393188116
con Preghiera di Pubblicazione e Diffusione
La conclusione del processo promosso da Luigi Cascioli, presso il Tribunale di Viterbo, contro don Enrico Righi, accusato dei reati previsti dall' art. 661 (Abuso della credulita' popolare) e art. 494 (Sostituzione di persona) del C.P.

Cristo è esistito o no? La Chiesa ne uscirà
fuori a brandelli e con le ossa rotte.
ARCHIVIAZIONE DEL GIUDICE MAUTONE
IN SEGUITO
ALL’UDIENZA DEL 27 GENNAIO 2006
Copia dell’archiviazione dell’opposizione proposta da Cascioli contro la
sentenza emessa dal Giudice Mautone il giorno 10.2.2006 e comunicata a Cascioli
Luigi l’8.2.2006, nella quale il Giudice Mautone respinge la denuncia contro don
Enrico Righi, accusato dei reati previsti dagli artt. 661 e 494, nonostante che
riconosca che costui ha rinnegato la figura storica di
Cristo.
TRIBUNALE DI
VITERBO
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Il giudice per le Indagini Preliminari, provvedendo sulla opposizione
alla richiesta di archiviazione del provvedimento n. 1249/04 R.G.N.R. a carico
di Righi Enrico, avanzata da Cascioli Luigi; letti gli atti del procedimento e
sentite le parti comparse in camera di consiglio;
(I° motivo di ricusazione)
ritenuta, preliminarmente, la inammissibilità dell’opposizione proposta dal
Righi (!?!).
che, invero, con riferimento agli ipotizzati reati di cui agli
articoli. 494 e 661 c.p., deve riconoscersi come l’interesse tutelato da
entrambe le norme vada individuato nell’interesse generale dello
Stato alla tutela della fede pubblica, talché
soggetto passivo dei reati, legittimato quale persona offesa
alla proposizione dell’opposizione alla richiesta di archiviazione, è
unicamente la P.A. (Parte Accusata);
(2° motivo) che, d’altro
canto, l’opposizione proposta dal Cascioli presenta un ulteriore profilo di
inammissibilità integrato dalla totale carenza di specifiche
indicazioni sull’oggetto delle indagini suppletive e sui relativi
elementi di prova caratterizzati dai necessari requisiti di pertinenza e
rilevanza;
(3° motivo) che, in
proposito, giova rilevare come appaia sicuramente irrilevante a fini
investigativi la dedotta richiesta di espletamento di accertamento tecnico in
ordine alla verità storica dell’esistenza di Gesù di Nazareth, posto che, a
prescindere dalle intrinseche difficoltà di una tale indagine, risultati della
stessa non potrebbero portare che ad affermazioni opinabili e
controverse, non utili per la corretta valutazione dei fatti in
esame;
(4° motivo) considerato,
comunque, nel merito, che, nello scritto contestato dal Cascioli /articolo “Il
Figlio si Davide” pubblicato nel bollettino Parrocchiale –marzo aprile 2002, il
Righi si è limitato a sostenere la umanità, cioè l’essenza dell’uomo Gesù, e non
già ad affermare l’esistenza storica, come sostenuto
dall’opponente;
(5° motivo) che, in tal
senso, l’articolo appare l’estrinsecamento di un diritto costituzionalmente
garantito alla libera manifestazione del pensiero, tanto più giustificato se si
tiene conto delle funzioni svolte dal Righi quale appartenente ad un ordine
ecclesiastico, sul contenuto del quale è possibile ammettere esclusivamente
critiche o giudizi negativi, giammai censure o divieti basati su convincimenti
del tutto soggettivi, derivati da studi storici più o meno approfonditi e/o
fondati;
(6° motivo) che, così
rettamente inquadrati i termini della questione, deve scludersi in senso
strettamente giuridico che si possono individuare nello scritto a firma del
Righi gli estremi dei reati ipotizzati, vero essendo che, al di là della palese
mancanza in capo al valore del dolo generico richiesto dalla legge, nel reato di
sostituzione di persona di cui all’art. 494 c.p. è richiesto il fine di
procurare a sè o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, mentre nel
reato di abuso della credulità popolare è necessaria la “impostura”, ovvero la
falsa rappresentazione del vero, elementi del tutto insussistenti nel caso in
esame;
che, per le superiori considerazioni, va disposta l’archiviazione
dell’intero contesto per infondatezza della notizia di reato;
che, in fine,
stante la pervicacia della condotta processuale osservata dal Cascioli, il
quale, pur a seguito dell’archiviazione di precedente identica denuncia contro
ignoti (v.decr. 28/11/03, in atti), ha inteso riproporla nei diretti confronti
del Righi, appare opportuno rimettere gli atti al P.M. perché valuti l’eventuale
sussistenza degli estremi del reato di calunnia astrattamente ravvisabile nei
fatti;
P.Q.M.
Visti gli art. 409, 410 c.p.p., rigetta
l’opposizione e dispone l’archiviazione del procedimento a carico di Righi
Enrico, ordinando la restituzione degli atti al P.M. anche perché valuti la
sussistenza degli estremi del reato di calunnia in danno del medesimo.
Manda
alla cancelleria per gli adempimenti.
Viterbo, 9.2.2006
Dep. 3-2-06
IL G.I.P.
Dott. Gaetano
Mautone
. . . . . . . . . .
. . . . . . . . . .
Note e commenti di Luigi
Cascioli
La numerazione dei paragrafi messa
accanto ai motivi addotti per giustificare l’archiviazione è stata aggiunta per
facilitare la comprensione del commento.
Poiché l’archiviazione è
stata scritta secondo quel linguaggio giuridico che potrebbe risultare, almeno
in parte, di difficile comprensione, io riporterò i passi in questione
semplificandone la forma via, via che li sottoporrò al commento.
Intanto faccio
subito rimarcare l’errore riportato dopo il “(I° motivo di
ricusazione) ritenuta, preliminarmente, la inammissibilità
dell’opposizione proposta dal Righi (!?!).”dove viene
scritto come oppositore il nome di Righi al posto di Cascioli, errore che, pur
essendo sufficiente per far annullare l’ordinanza, preferisco ignorare
rappresentando per me, qualora lo facessi, soltanto un ritardo allo svolgimento
del mio programma che intendo portare a termine rivolgendomi il prima possibile
al Tribunale di Strasburgo.
Fatta questa rimarca, passiamo al commento
dell’archiviazione:
I° motivo: Responsabilità dello
Stato
«Il Giudice per le indagini Preliminari (Dott. Gaetano Mautone),
letti gli atti e sentite le parti in camera di Consiglio (riferimento
all’udienza che si è tenuta a porte chiuse il 27 genn. 2006 nella quale hanno
parlato l’avv. Fonzo per Luigi Cascioli e l’Avv. Bruno per don Enrico Righi)
ritenendo che il solo responsabile dei reati previsti dagli articoli 661 e
494 è da ritenersi lo Stato come P.A. (Parte Accusata) perché è ad esso che
spetta la tutela della fede e dell’ordine pubblico, respinge l’opposizione di
Cascioli e di conseguenza la sua denuncia contro don Enrico
Righi».
Spiegazione: poiché gli artt. 661 e 494 si riferiscono a reati
commessi contro l’ordine e la fede pubblica, e l’ordine e la
fede pubblica sono affidati allo Stato, qualora questi articoli non venissero da
qualcuno rispettati, colui che deve essere accusato per la loro trasgressione,
non è chi li ha commessi, ma lo Stato che ne ha permesso la trasgressione.
Praticamente equivale a dire che la colpa derivante da una truffa non è da
attribuirsi a chi la esegue ma ai carabinieri che non hanno impedito al
truffatore di realizzarla. Un’interpretazione della legge che porta a chiederci
perché si stia processando Vanna Marchi invece dello Stato.
2° motivo: Mancanza di argomenti
suppletivi
«L’opposizione proposta dal Cascioli contro l’archiviazione relativa
alla sua seconda denuncia (riferimento a quella depositata il 20 maggio
2003) è totalmente mancante di argomenti suppletivi a quelli già esposti
nella prima denuncia del 13 sett. 2002 che avrebbero dovuto esserci perché il
tribunale la prendesse in considerazione per sottoporla a ulteriori
indagini».
A parte il fatto che la seconda denuncia del 20 maggio 2003
fu depositata da Cascioli perché la prima era stata talmente travisata da
risultare irriconoscibile per le gravi manomissioni operate dal P.M. Petroselli
e dal giudice Mautone, quali quelle di aver dichiarato “ignoto” il querelato,
pur avendo fornito di lui il nome, il cognome, l’indirizzo e la professione, e
di aver ignorato l’art. 494 che era stato ben specificato nella sua violazione
(vedi denuncia del 13 sett. 2002 e relativa archiviazione del 27 marzo 2003), si
vorrebbe sapere a quali precedenti indagini si riferisce il Giudice Mautone se
lui stesso afferma di non averle mai fatte allorché come motivazione per
respingere la denuncia scrive: «Si archivia perché le indagini sono
inammissibili sia per la forma che per l’oggetto
dell’accertamento».
Se le indagini fossero state veramente eseguite, non
sarebbe stata più che sufficiente per procedere all’accertamento sulla storicità
di Cristo la prova, una fra le tante riportate nella denuncia, che ci viene dal
passo di “Antichità Giudaiche” di Giuseppe Flavio (….) dal quale risulta che
Simone Pietro e Giacomo non sono fratelli di Gesù, come don Enrico dichiara nel
suo Bollettino Parrocchiale, ma bensì due figli di Giuda il Galileo condannati
alla crocifissione dal procuratore Cuspio Fado sotto l’accusa di rivoluzionari
zeloti?
Scoprire poi, come conseguenza di queste parentele, che Gesù, alias
Giovanni di Gamala, era anche lui figlio di Giuda il Galileo, non sarebbe stato
troppo difficile se si fosse fatta veramente quell’indagine che Cascioli
vanamente aveva richiesto attraverso l’incidente probatorio.
3° motivo: Affermazioni opinabili e
controverse
«È da considerarsi irrilevante, ai fini di un’inchiesta, un
accertamento sulla esistenza storica di Cristo perché i risultati potrebbero
portare ad affermazioni opinabili e controverse non utili alla
corretta valutazione dei fatti in esame».
Opinabili se si trattasse di
un processo teologico tendente a dimostrare un’esistenza trascendentale, ma
poiché la denuncia si riferisce alla non esistenza di un uomo, quale certo un
Gesù detto il Cristo anagraficamente dichiarato nato, vissuto e morto, gli
argomenti che verrebbero trattati sarebbero si controversi, come d’altronde lo
sono in tutte le cause, ma non ingiudicabili trattandosi di una controversia che
non si basa su astrattismi di carattere trascendentale ma su prove sostenute da
una documentazione tangibile, controllabile e quindi comprensibile, non solo da
un giudice che professionalmente si presuppone formato per decidere sulla realtà
dei fatti, ma da chiunque altro che, libero da ogni condizionamento o
pregiudizio fideista, sia in possesso di un minimo d’intelligenza e di buon
senso.
4° motivo: Essere o non essere?
Lezioni di
teologia dal Tribunale di Viterbo
«Un altro motivo per il quale si rigetta la denuncia di Cascioli
viene dal fatto che Enrico Righi NON HA AFFERMATO L’ESISTENZA STORICA DI
GESU’ nel Bollettino Parrocchiale di marzo-aprile 2002, ma ha
soltanto sostenuto la sua umanità, cioè l’essenza
dell’uomo».
Si, avete letto bene! C’è scritto proprio così:
«Don Enrico Righi ha sostenuto l’umanità di Gesù, cioè la sua essenza di
uomo, ma non ne ha affermato l’esistenza storica».
Ma cosa
significa, cosa vuol dire “ha sostenuto l’umanità ma non ha affermato
l’esistenza storica?”. Mi si spieghi come sia possibile negare la storicità di
qualcuno dopo averne confermato l’esistenza umana riportando di lui il luogo di
nascita, la paternità, la maternità, le fratellanze e la professione, mi si
faccia capire come si possa dire di una persona, della stessa persona, che è
esistita e nello stesso tempo dichiarare che non è esistita.
Un assurdo che,
respinto dalla ragione, può essere stato sostenuto da un giudice soltanto dietro
un suggerimento della Chiesa che, maestra come è nell’alterazione delle verità,
ha pensato di salvarsi dalla denuncia scindendo la figura di Cristo in due
entità, quella religiosa, alla cui “essenza umana” è possibile
di attraversare le pareti (Gv. 20,19) anche senza bisogno di prove, e quella
storica, alla cui natura non è permesso di entrare e uscire da una stanza
neppure attraverso la porta o saltando una finestra se non si porta dietro una
documentazione che lo conferma.
La prima, quella fideista a cui è permesso di
camminare sulle acque e alla cui esistenza bisogna credere per imposizione
dogmatica, è stata riconosciuta esistente, quella storica, che invece deve
nuotare per tenersi a galla, è stata respinta per poter deviare quello che
sarebbe dovuto essere un processo laico basato sulla ragione e il buon senso, in
un processo religioso i cui presupposti teologici avrebbero dato luogo, con i
loro astrattismi e le loro stravaganze, a quelle “affermazioni opinabili e
controverse” non valutabili che il giudice Mautone invoca al N° 3 come motivo
per respingere la denuncia.
L’applicazione di questo stratagemma di
trasformare un processo laico in uno religioso, il ricorso al trucco di far
risultare teologico un dibattimento che doveva essere esclusivamente storico,
era stato previsto essendo troppo facile comprendere che questa sarebbe stata la
sola àncora di salvezza alla quale si sarebbero potuti aggrappare sia i giudici
che la Chiesa; i primi per liberarsi, anche a costo di far cadere nel ridicolo
tutta la giustizia italiana, da un’inchiesta che si sarebbe potuta concludere
con una sentenza che li faceva tremare, la seconda per evitare la propria
fine.
“Questo processo non si deve fare”, ha ordinato la “Corruttrice
eterna”, e tutto è finito, come era stato stabilito che finisse, con una
archiviazione le cui motivazioni, pretestuose e arbitrarie, respinte dalla
ragione e dal buon senso, non possono che aver dato alla Chiesa una vittoria
apparente e illusoria, cioè una vittoria di Pirro che equivale ad una tremenda
sconfitta.
Cosa si poteva sperare di più da un tribunale italiano e dalla
stessa Chiesa dal momento che per respingere una denuncia affermante la non
esistenza di Cristo, sono arrivati a far ammettere dallo stesso imputato, don
Enrico, a lui stesso, la non esistenza storica di Cristo?
Se tutto ciò fosse
accaduto in altri tempi, altro che di un reato di calunnia sarebbe stato
accusato Cascioli! In un tribunale della Santa Inquisizione la parola
“pervicacia” usata dal Giudice Mautone avrebbe acquisito il significato di
“relapso”, e l’eretico sarebbe stato tradotto al rogo in barella dopo avergli
rotto le ossa per strappargli poi la lingua prima di dar fuoco ad una catasta di
legna precedentemente bagnata perché la sua agonia si prolungasse nella maniera
più atroce e clericale.
5° motivo: Il bollettino parrocchiale è
l’estrinsecazione di un diritto
Questo 5° motivo non è che un panegirico tendente a esaltare e a
confermare legalmente le funzioni sacerdotali.
6° motivo: Spiegazione dei reati ipotizzati nella
denuncia
Il commento su questi reati, già fatto e riportato su “Commento alla
richiesta di archiviazione del 15 sett. 2004 (vedi “Processo” su
www.luigicascioli.it
), sarà ripreso con rinnovata
“pervicacia” nel ricorso che verrà presentato al Tribunale di
Strasburgo.
Conclusione
Qualunque sia la decisione del Tribunale di Strasburgo, (conoscendo i
tentacoli della “Grande Piovra” anche se tutto è possibile, una cosa è comunque
certa: la Chiesa ne uscirà fuori a brandelli e con le ossa rotte… e questo già
mi basta per poter dire: "Non vissi
invano!"
Luigi Cascioli
La confutazione storica dell'esistenza di Gesu e' riportata in altra parte di questo sito.

(Nota del W.M. - La decisione del Tribunale di Strasburgo, di recente pubblicazione, era quasi scontata. Questo Tribunale ha respinto l'istanza di Cascioli per "vizio di forma", una formula molto "comoda" mediante la quale si sono risolti, in Italia, molti eccellenti processi di ...mafia; una cosa da meditare.
Comunque Cascioli non demorde e ci informa che...

Dopo la prima denuncia contro la Chiesa nella persona del parroco di Bagnoregio, don Enrico Righi, per abuso della credulità popolare e sostituzione di persona, terminata in seguito all'archiviazione del Tribunale Di Viterbo e alla respinta del Tribunale Di Strasburgo per vizio di forma, Luigi Cascioli ne ha presentata una seconda, sempre per gli stessi reati, contro mons. Lucio Soravito, vescovo di Rovigo.
Roccalvecce 8 /11/2008
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI ROVIGO
Il sottoscritto Luigi Cascioli, residente in Roccalvecce (Viterbo) via delle Province 45/B
ESPONE QUANTO SEGUE
Il sottoscritto, dopo lunghi e approfonditi studi consistenti anche (e non solo) in un'esegesi testuale del Vecchio e Nuovo Testamento, è arrivato alla conclusione che molti dei fatti presentati come veri e storici dalle "Sacre Scritture" sono in realtà dei falsi, primo fra tutti la storicizzazione della figura di Gesù il Cristo, per buona parte mutuata sulla figura di Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo, discendente della stirpe degli Asmonei.
Le morivazioni che hanno condotto il sottoscritto a tale conclusione sono dettagliatamente esposte nel libro che si allega al presente esposto, del quale costituisce parte integrante e sostanziale.
Con il seguente esposto non si vuole contestare la libertà dei cristiani di professare la propria fede, sancita dall'art. 19 della Costituzione, ma si vuole stigmatizzare l'abuso che la Chiesa Cattolica commette avvalendosi del proprio prestigio per inculcare come fatti reali e storici quelle che non sono altro che invenzioni.
Un chiaro esempio di tale abuso è stato commesso da Mons. Lucio Soravito de Franceschi, vescovo della diocesi di Rovigo, allorchè ha sostenuto in un messaggio pastorale del 23 dicembre 2005 la figura storica di Gesù affermando falsamente: "Dio (Gesù) nascendo in un luogo ben definito, Betlemme, e in un preciso momento storico: al tempo di Augusto, sotto il governatore della Siria Quirinio, durante il censimento: Gesù non è mito, non è una favola, ma una realtà che appartiene alla nostra storia".
Che la figura di Gesù sia stata costruita per intero su quella di certo Giovanni di Gamala, figlio di Giuda detto il Galileo, risulta in maniera inconfutabile da una si grande quantità di prove da togliere ogni dubbio sulle falsificazioni operate dai redattori dei vangeli. Basterebbe soltanto quella riguardante la trasformazione dell'appellativo Nazireo, con cui veniva chiamato Giovanni di Gamala, in quella di Nazareno data a Gesù, quale abitante di Nazaret, per dimostrare nella maniera più assoluta la sostituzione di Persona.
Da un punto di vista penalistico, tali falsificazioni storiche possono integrare le fattispecie di due reati: l'abuso della credulità popolare e la sostituzione di persona (nel caso di Gesù Cristo).
Ai sensi dell'art. 661 C.P., si ha abuso della credulità popolare quando taluno, per mezzo d'imposture, trae in inganno una moltitudine di persone. Nel caso di specie, i ministri del culto della Chiesa Cattolica, come Mons. Lucio Soravito de Franceschi, commettendo dei falsi storici (quindi presentando come veri e realmente accaduti dei fatti inventati funzionali alla dottrina religiosa) ingannano tutte le persone che vengono a contatto con l'insegnamento di tale religione inducendoli a credere nella stessa sulla base non di argomentazioni puramente teologiche (del tutto lecite e ammissibili), ma sulla base di un'ingannevole rappresentazione dei fatti. Il reato è contravvenzionale, per cui è sufficiente l'elemento psicologico della colpa, che è certamente riscontrabile in tutti i ministri del culto cattolico (quindi anche di Mons. Lucio Soravito de Franceschi), atteso che non è possibile che persone istruite e che, per vocazione e mestiere, studiano continuamente
la Bibbia e i Vangeli non si siano accorte delle numerose e ripetute falsità (anche grossolane) contenute in tali scritti. Per quanto attiene al delitto di sostituzione di persona, esso si riscontra allorquando un soggetto, per trarre vantaggio, induce altri in errore attribuendo, a se o ad altri, un falso nome.
Nel caso in esame, il libro "La Favola di Cristo", (cui rimando per più esaurienti spiegazioni) dimostra che Gesù Cristo non è mai esistito e che sotto tale nome si cela tal Giovanni di Gamala.
Quindi Mons. Lucio Soravito de Franceschi che fa proselitismo, come tutti i ministri della Chiesa, per trarre vantaggio dal numero dei fedeli che tanto è maggiore e tanto più grande sarà l'introito economico derivante dalle sue offerte, tra cui quella dell'8 per mille abbinata alla dichiarazione dei redditi, inducendo in errore, sulla base di tali falsità, coloro i quali ricevono il messaggio, commette il reato previsto e punito dall'articolo 494 del Codice Penale.
Tra l'altro, per integrare il reato in parola, "non è necessario che il fine propostosi dall'agente sia di per se stesso illecito o di natura patrimoniale, ben potendo essere lecito e non patrimoniale" (Cass.pen. n 10805/98 .. n 3645/99 .. n 230694/04 .. 1910/05).
L'elemento soggettivo richiesto è il dolo specifico che sussiste in tutti questi soggetti che, pur essendo consapevoli di tale falsità, non si fanno scrupolo di continuare a propalare come fa Mons. Lucio Soravito de Franceschi.
La responsabilità del Sommo Pontefice può essere solo morale, attesa la sua immunità ai sensi dell'articolo 3 .. I comma C.P., mentre per gli altri ministri del culto cattolico (come nel caso specifico Mons. Lucio Soravito de Franceschi) è da prospettarsi di natura penale.
La continua presentazione di fatti falsi gabellati come veri lede anche la tranquillità morale e la serenità dell'esponente, con conseguente danno di emotional distress, di cui si chiederà il risarcimento del danno nelle opportune sedi, mediante tempestiva costituzione di parte civile, che si riserva fin d'ora.
Il sottoscritto rimanendo a disposizione dell'autorità giudiziaria per fornire ogni chiarimento, si riserva d'integrare quanto esposto e chiede espressamente di essere sentito sui fatti di cui sopra.
Tanto premesso e considerato, il sottoscritto Luigi Cascioli presenta formale
DENUNCIA-QUERELA
nei confronti di Mons. Lucio Soravito de Franceschi, residente presso la diocesi in via Sichirollo 18 45100 Rovigo, per i reati p.e p. degli articoli 494 e 661 C.P., nonchè per ogni altro reato che la Signoria Vostra Illustrissima vorrà ravvisare nel comportamento sopra descritto.
Con riserva di costituzione di parte civile nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge, chiedo, ex art. 408 C.P.P. di essere informato in caso di archiviazione della notizia criminis.
Si allega alla presente denuncia il libro "La Favola di Cristo" e la copia della lettera pastorale a miglior riprova di quanto esposto.
Con osservanza.
Luigi Cascioli.

Vaticano, Chiesa o Stato?
Sono gia' diverse centinaia le organizzazioni - e migliaia le persone - che nel mondo hanno dato il via a questa iniziativa per cambiare lo status della Chiesa Cattolica Romana in seno alle Nazioni Unite.
Il capofila di queste organizzazioni e' "Catholics for e Free Choice", negli Usa, con una campagna che ha chiamato "SeeChange", al cui invito alla mobilitazione abbiamo volentieri risposto, creando questo spazio per spiegare i motivi e raccogliere adesioni che le inoltreremo. Attualmente, in virtu' del fatto che la Chiesa cattolica Romana ha deciso di chiamarsi Stato del Vaticano, ha una posizione che non risponde al suo essere Chiesa, ma, per l'appunto, Stato. Per questo chiediamo al Segretario Generale dell'Onu di rivedere la partecipazione come "Stato non-membro, Osservatore Permanente". Chiediamo che lo Stato del Vaticano - il Governo della Chiesa Cattolica Romana - dovrebbe partecipare alle Nazioni Unite cosi' come fanno le altre religioni del mondo, come organizzazione non-governativa.
Quali danni crea il fatto che questa importante istituzione religiosa abbia questo status particolare?
1 La liberta' religiosa e' in pericolo.
Tutte le altre religioni che hanno una rappresentanza nell'Onu - come il Consiglio Mondiale delle Chiese - hanno lo status di organizzazioni non-governative. Nell'epoca in cui il fondamentalismo religioso ha fatto spazio a pluralismo, tolleranza e diritti umani delle donne, l'Onu mantiene una evidente separazione tra i credi religiosi e la sua politica internazionale.
Il cambiamento dell'attuale status del Vaticano assicurerebbe che la politica dell'Onu sia decisa solo dai Paesi.
2 Ogni anno 600 mila donne muoiono durante la gravidanza o per problemi connessi al parto.
Nell'Onu aumentano le decisioni per prevenire queste morti. Ma il Vaticano - come Stato riconosciuto dalle Nazioni Unite - ha voce in capitolo in queste decisioni. E la usa per limitare le pianificazioni familiari e il ricorso all'aborto - anche in Paesi dove lo stesso e' legale, e c'e' un'emergenza contraccezione - anche per le donne che sono state rapite durante azioni di guerra. Il cambiamento dell'attuale status del Vaticano salvera' la vita di queste donne.
3 Ogni anno 5,8 milioni di persone diventano sieropositive all'Hiv e 2,5 milioni muoiono per Aids.
Nell'ambito dell'Onu, la Chiesa Cattolica Romana cerca sempre di bloccare quelle decisioni politiche internazionali per cui l'educazione all'uso del preservativo e' uno dei maggiori strumenti di prevenzione per l'Hiv/Aids.
Il cambiamento dell'attuale status del Vaticano ci farebbe assistere ad una inversione di tendenza della pandemia dell'Hiv/Aids.
Petizione al Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan.
Gentile Segretario Generale Annan,
nella qualita' di "Stato non-membro Osservatore Permanente", il Vaticano ha il vantaggio di uno status che, nell'ambito della Conferenza delle Nazioni Unite, gli consente di votare come gli altri Paesi. Ci sembra un discutibile metodo politico quello di concedere i privilegi di un Governo a chi, nei fatti, e' una organizzazione religiosa. Lo Stato del Vaticano (il Governo della Chiesa Cattolica Romana) fornisce contributi positivi all'Onu per la pace e la giustizia, ma cio' non giustifica equiparare un'istituzione religiosa ad uno Stato. La partecipazione dei Governi alle Nazioni Unite, dovrebbe essere riservat agli attuali Stati. Le religioni del mondo sono ben rappresentate grazie allo status di organizzazioni non-governative, che consentirebbe anche alla Chiesa Cattolica Romana di continuare la sua partecipazione alle Nazioni Unite - come il Consiglio Mondiale delle Chiese - senza ambiguita' o privilegi.
Per questo
LE CHIEDIAMO
di avviare una revisione ufficiale dello status del Vaticano in seno all'Onu.
VAI SUL MODULO CLICCANDO SOTTO E FIRMA LA PETIZIONE.
http://www.aduc.it/dyn/holy/petizione.html
Ennio Montesi
ennio_montesi@tin.it
mobile: 3393188116

REGALO AL VATIVANO DI 6 MILIARDI DI EURO
Si e' appreso da notizie di stampa che e' stato approvato al Senato, l'art. 17 comma 2, ora diventato art. 6, del disegno di legge n. 5736 denominato "Piano di azione dello sviluppo economico".
Lìapprovazione di questo articolo che esonera gli enti ecclesiastici dal pagamento dell'ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) viene contestato da alcuni settori dell'Unione (DS, Rifondazione Comunista) perche' in contrasto con il regime di rigore cui si ispira la Finanziaria.
L'ARES (Agenzia Ricerca Economico Sociale) fa osservare che la vicenda del famigerato comma 2 dell'art. 17 e' stata ampiamente descritta nel dossier "Quanto ci costa il Vaticano SpA" pubblicato nel giugno di quest'anno in appendice al libro "Il pastore tedesco" di A. Quattrocchi e F. Santagata, per le edizioni Malatempora, attualmente nelle librerie. Dossier ripreso finora "soltanto" dal settimanale Carta e da Indymedia Italia.
Dal dossier, che enumera dettagliatamente gli svariati privilegi fiscali del Vaticano, la vicenda appare piu' grave di quanto sembri.
L'8 marzo 2004 era stata depositata dalla Corte di cassazione una sentenza che condannava un Istituto Religioso, gestito dalle Suore del Sacro Cuore dell'Aquila e dedito all'attivita' di assistenza agli anziani, a pagare l'ICI fino ad allora non pagata. I giudici hanno preso tale decisione in base alla corretta interpretazione dell'art. 7 della legge istitutiva dell'ICI che prevedeva l'esenzione solo per gli Istituti che non esercitavano attivita' commerciale, e le Suore del Sacro Cuore pretendevano dai vecchietti una normale retta, esercitando una commerciale attivita' redditizia.
La sentenza getto' nello sconforto tutti gli Istituti Religiosi (che in Italia sono 32000, e con piu' di un immobile a testa) che non avevano mai pagato l'ICI, agevolate dal comportamento omissivo della maggioranza dei Comuni. E gli Istituti, tramite la Curia, chiesero aiuto al presidente del Consiglio.
Pur di agevolare e tenersi buono il Vaticano, Berlusconi fece immediatamente inserire surrettiziamente, con un vero e proprio blitz maturato in Sardegna, durante le ferie estive, il comma 2 nel disegno di legge n. 5736 in discussione. Esattamente quattro righe che esoneravano dal pagamento dell'imposta anche gli enti religiosi che esercitavano attivita' commerciale. La relazione di accompagnamento alla modifica non recava alcuna precisazione o motivazione. L'opposizione fece finta di niente, o finse di non averlo letto.
Facile dire che il comma appare illegittimo, perche' fatto ad personam, stravolgendo la Cassazione, e violando il Concordato, che fissava alcuni determinati esoneri fiscali e non altri non previsti.
Si precisa che l'onere per i Comuni, per le mancate entrate, ammonterebbe, secondo la stima Ares, a 2 miliardi e 400 milioni di euro, che con gli arretrati di dieci anni (la sentenza della Cassazione era applicabile anche per il passato perche' interpretativa) comporterebbe per il 2006 un onere di almeno 6 miliardi di euro.
Ne va trascurato che sulle omissioni dei vari sindaci potrebbe intervenire la Corte dei Conti.
A:R:E:S: (Agenzia Ricerca Economica Sociale)
Malatempora Edizioni (Tel. 06/68804321)
malatempora@libero.it

IL PROCESSO DI NAPOLI
Gli Avvocati LUCIANO SANTOIANNI e GIUSEPPE AULINO del foro di Napoli comunicano che il giorno 15 Novembre 2005 iniziera' il primo processo civile in Italia, e presumibilmente in Europa, avente ad oggetto un'azione di responsabilita' oggettiva a carico della Curia Arcivescovile di Napoli per la condotta posta in essere da un Ministro del Culto nell'esercizio delle sue funzioni, concretizzatesi in atti di libidine su di un minore a lui affidato durante il corso di catechizzazione.
L'azione promossa chiede il coinvolgimento indiretto anche della Chiesa cattolica per la condotta dei propri rappresentanti che compiono atti di pedofilia e si avvicina a quelle gia' poste in essere negli Stati Uniti d'America in situazioni analoghe.
Sull'argomento e sui temi che hanno dato origine alla promossa azione legale i detti difensori saranno presenti unitamente alla parte, Sig. Russo Gaetano, alla conferenza stampa che avra' luogo in Napoli in via Roma n. 205, presso lo studio dell'Avv. Luciano Santoianni, 4° piano, il giorno 14 Novenbre 2005 alle ore 11,30.
info@luigicascioli.it
Ma non bisognerebbe coinvolgere anche i parenti che, con colpevole ignoranza, continuano ad istigare i minori alla frequentazione delle parrocchie-lupanare?

Che educazione è la liturgia del falso?
di Sergio Martella.
Il papa visita a Manoppello il cosidetto Volto Santo, una icona che si pretende essere una reliquia del figlio cristiano sacrificato per volontà della Spirito Santo. In questo modo egli legittima l'ennesimo dei falsi storici di cui è lastricata l'identità culturale e pedagogica della chiesa. Bisogna distinguere: una cosa è la rappresentazione liturgica di una icona che rappresenta un valore ideale (seppur discutibile, come quello che fa derivare la salvezza dell'uomo dalla morte procurata di un debole: Mors tua vita mea!); altra cosa è la sua somministrazione in chiave di verità e di fede come fa la chiesa e come, purtroppo, tengono a ribadire i canali mediatici dell'informazione. La fantasia e il simbolico sono pura rappresentazione; divengono falsità e menzogna diseducativa quando sono spacciati per autenticità, assioma del vangelo. Quì la pedagogia cristiana è malafede, truffa, induzione alla frode. Che senso ha perseguire il dolo dei santoni o degli imbroglioni alla Mamma Ebe, se poi di avvalla addirittura la speculazione dell'egemonia educativa della prima multinazionale dell'imbroglio? Il bene nasce forse dalla menzogna?
Che effetti formativi può generare nei bambini di oggi e uomini di domani l'educazione ad un credo improntato in modo palese, dimostrabile, alla falsita' e all'inganno? Chi dunque contribuisce da sempre alla costruzione del degrado e della miseria umana?
NOTA del W.M. - Apprezzo molto quanto dice l'Autore. Però vorrei aggiungere una cosa.
Ai primi di Settembre 2006 il papa ha visitato il monastero di Manoppello e si è inginocchiato davanti all'ennesima incerta, immagine/truffa del cristianesimo. Perchè?
La risposta è facile, quasi scontata. Neanche i cani muovono la coda per nulla.
Si trattava semplicemente di orientare i poveri di spirito verso un nuovo circuito turistico/religioso.
San Giovanni Rotondo ha ormai incassato montagne di soldi ed è da anni in rotta col Vaticano; ora è la volta dei frati di Manoppello. Detto "fuori dai denti" è ancora e sempre una questione di sporchi quattrini.
Per saperne di più sull'icona di Manoppello clicca qui.

Questa è veramente buona! Non ve la potete perdere.
Gabon: un pastore annega volendo imitare Gesu.
Libreville - Un giovane prete di una setta religiosa chiamata "Chiesa del Risveglio (pentecostista) e' annegato lunedi su una spiaggia di Libreville volendo camminare sulle acque per imitare il Gesu Cristo della Bibbia.
Secondo il quotidiano governamentale "l'Unione", che riporta la notizia, il prete di origine camerunense, seguendo una rivelazione, si è accinto ad attraversare "l'Estuario di Komo", che separa Libreville da Punta Denis, camminando sulle acque. Appena messi i piedi sulle onde, il servitore di Dio è subito colato a picco in presenza del fotografo e dei fedeli che aveva preso come testimoni del miracolo.
Le Chiese pentecostiste, spesso d'ispirazione americana, si sono moltiplicate nel Gabon a partire dagli ani '90 raggruppando circa 120.000 fedeli. I pastori garantiscono ai loro seguaci che è soltanto attraverso la fede che possono ottenere non solo i benefici spirituali ma anche quelli relativi alla professione, all'amore e alla ricchezza. Pretendono inoltre di poter compiere, sempre attraverso la fede, ogni sorta di miracoli e di guarire tutte le malattie, dal semplice raffreddore all'AIDS.
*****
Quanto sarebbe salutare per l'umanità se tutti i preti dimostrassero la loro fede seguendo l'esempio del reverendo pentecostista, ma essi preferiscono al Gesu che cammina sulle acque quello in cui dice: "Lasciate che i pargoli vengano a me". (Mc. 10.14)
Pace e bene!
Luigi Cascioli
Imperdonabile dimenticanza dei vangeli: neanche san Pietro era riuscito a fare altrettanto. Se Gesu non lo avesse soccorso tempestivamente sarebbe andato giù come un gatto di piombo.
So che ad alcuni questo può suonare come un discorso razzista, anche se non lo è: mi pare che i missionari pentecostisti dovrebbero preoccuparsi, anzitutto, di insegnare ai loro seguaci, appena scesi dagli alberi, l'andatura eretta; per la camminata sulle acque diamogli ancora un po' di tempo. (w.m.)
MALEFICA BENEFICENZA
posted by Zret
Un sacerdote di mia
conoscenza mi ha confermato che circa il 90 per cento dei denari devoluti alla
Caritas finisce nelle tasche di prelati avidi e corrotti (quasi tutti lo sono),
mentre solo il restante 10 per cento è destinato all'aiuto dei bisognosi. Lo
stesso discorso vale per la Croce rossa. Queste organizzazioni non solo lucrano
sulle disgrazie altrui, ma pure creano ed aggravano i problemi per ottenere
finanziamenti sempre più cospicui: ad esempio, la Caritas riceve dallo stato
contributi proporzionali al numero di clandestini "ospiti" nei vari centri di
accoglienza, stranieri che l'ente dichiara di assistere. Ora spero si capisca
per quale motivo i flussi di emigranti sono ininterrotti: per la collettività
sono un problema; per la Caritas una manna.
Anche l'8 per mille
destinato alla Chiesa massonica diabolica romana è dilapidato quasi interamente
per il sostentamento, anzi l'arricchimento di chierici usurai, quando non è
investito nell'acquisto di armi per i conflitti fomentati dal Vaticano.
Veramente è nel giusto il Messia del Vangelo di Giuda Tommaso quando
ammonisce i discepoli, dicendo: "Se digiunate, attirerete il peccato su di voi,
se pregate, sarete condannati e se farete elemosine, metterete in pericolo il
vostro spirito".
Evitiamo quindi di alleggerire la coscienza, elargendo
qualche euro. Semmai, nel nostro piccolo, adoperiamoci per aiutare direttamente
gli indigenti e gli sventurati. Soprattutto cerchiamo di ricordare che la
conoscenza e l'impegno possono in molti casi rivelarsi più utili del denaro, che
non si sa come e da chi sarà impiegato.
Infine, per scoraggiare tutti
quei petulanti personaggi che fanno la questua, telefonando o suonando il
campanello, si potrebbe rispondere che non elargiamo offerte, perché Cristiani
di Tommaso. Sulla porta di casa, ad imitazione di quei cattolici che, per non
ricevere le visite dei Testimoni di Geova, collocano una targhetta con su
scritto: "Siamo cattolici: le visite dei Testimoni di Geova non sono gradite",
si potrebbe affiggere un cartellino in cui si dice:" Siamo Cristiani di Tommaso
e, per rispettare l'ammonimento di Gesù, se farete elemosine, metterete in
pericolo il vostro spirito, non possiamo fare offerte".
Del resto è
sempre il Messia che ci esorta ad essere miti come colombe, ma anche accorti
come serpenti.