Non dovete credere solo perchè alcune cose sono contenute in antichi manoscritti,
non dovete credere solo perchè questa è la fede del vostro paese,
non dovete credere solo perchè siete stati indotti a farlo dai vostri
pavidi genitori e dai vostri maestri, ma ragionate sulla verità delle cose,
e se dopo averle analizzate ritenete di poterle credere allora fate pure.
Evitate, però, di costringere gli altri a farlo.


ALATEUS

[www.alateus.it---alateus@tiscali.it]

IL BREVIARIO DEGLI
ATEI

(Testo aggiornato, riveduto e corretto al: 18/06/2013)

Questo testo è in regime di COPYLEFT. Pubblicazioni e riproduzioni sono libere purchè il testo sia riprodotto in versione integrale, con lo stesso titolo, citando il nome dell'autore e riportando questa scritta.












INDICE

PREFAZIONEDIMENTICARE DIO
PARTE IINTRODUZIONE E PRECISAZIONI NECESSARIE
Ins. 01 - Giuseppe Flavio
Ins. 02 - Note sui calendari
Ins. 03 - Note demografiche
PARTE III MITI E LE CREDENZE DEL PASSATO
PARTE IIIIL MITO DI GESU'.
Ins. 04 - Inferno e Paradiso
Ins. 05 - Dinastia Erodiana
Ins. 06 - Manoscritti di Qumran
Ins. 07 - Feste ebraiche
Ins. 08 - i Magi
Ins. 09 - Gestione del potere in Palestina
Ins. 10 - La società palestinese
Ins. 11 - Il Tempio
Ins. 12 - Gli Apostoli
Ins. 13 - La moglie
Ins. 14 - Unità di misura
Ins. 15 - Barabba
Ins. 16 - Sentenza di Pilato
Ins. 17 - La croce
Ins. 18 - Simon Mago
PARTE IVL'AFFERMAZIONE DEL CRISTANESIMO.
Ins. 19 - I martiri
Ins. 20 - Costantino
Ins. 21 - Reperti e reliquie
Ins. 22 - La donna e la chiesa
Ins. 23 - Le eresie
Ins. 24 - Il diavolo e le streghe
Ins. 25 - Servizi segreti vaticani
Ins. 26 - Opus Dei
Ins. 27 - Lo sterco del diavolo
Ins. 29 - Elenco dei papi e antipapi
PARTE VIPOTESI MODERNE ED ESTEMPORANEE SU GESU'
Ins. 30 - Comunità Essena
PARTE VILE FAVOLE AGGIUNTE: PIETRO E PAOLO
PARTE VIIANALOGIE CON I MITI DEL PASSATO
PARTE VIIIRIFERIMENTI, BIBLIOGRAFIA E MAPPE




















PREFAZIONE - Dimenticare Dio





L'ateismo non è una "fede" e non si propone di fare opera di de-conversione, di de-cristianizzazione, di de-islamizzazione o di altro. Semplicemente l'ateismo ignora il concetto / idea di dio e rifiuta tutte le falsità che sul suo conto, nel corso di millenni, sono state astutamente ed ingannevolmente diffuse da gruppi di furbi parassiti che, in suo nome, si sono attribuiti titoli quali: padre, iman, rabbi, guru ed altre vuote qualificazioni del genere.
L'ateismo è una forma di ragionamento razionale che si oppone, da millenni, alla truffa perpetrata dai "furbi" ai danni di chi non è in grado, o non vuole, ragionare.
L'unico dio, se così si può chiamare, è la vostra innata coscienza; è la vostra capacità di vivere in seno alla società alla quale appartenete, rispettando ed evitando di danneggiare il vostro prossimo.

Tutto qui!

L'incontrastabile ed assoluto potere della morte e la conseguente paura che essa genera in tutti gli esseri animati (istinto di conservazione) è stato la fonte di tutte le religioni.
L'idea, insidiosamente indotta dai preti, sulla esistenza e sull'immortalità dell'anima ha resistito e si è diffusa solo perchè sopiva, in parte, il timore (istintivo) della morte e soddisfaceva, artatamente, ad una illusione molto potente coltivata dalla presunzione stessa degli uomini: un desiderio assurdo di immortalità;
il desiderio di essere "ricordati".
Ricordati da chi e perchè?

Mettiamocelo bene in testa: solo pochi uomini che hanno lottato per il trionfo della scienza, del razionalismo e l'affermazione delle arti (Newton, Copernico, Galileo, Shakespeare, Lavoisier, Einstein, Mozart, ecc.) hanno conquistato il meritato diritto di essere ricordati. Solo loro e purtroppo ... alcuni altri brutti ceffi che si sono distinti negativamente per le loro opere devastanti e per i loro comportamenti che hanno oscurato le pagine della storia: da Attila a Gengis Khan, a Carlo Magno, a Hitler, Stalin, Costantino I ... ed altri gentiluomini di questa risma.

Noi esistiamo e viviamo in questo mondo come qualsiasi altra specie animale. Il caso ci ha generati dal nulla ad al nulla siamo destinati a ritornare senza lasciare qualsiasi particolare memoria che non sia quella, breve e limitata, dei nostri eventuali discendenti.

Dobbiamo abituarci a pensare che la morte non è niente per noi, perchè il bene ed il male risiedono nei sensi e la morte è la privazione dei sensi. Perciò la giusta consapevolezza che la morte non è niente per noi ci rende apprezzabile la caducità della vita, non prolungandone il tempo all'infinito ma togliendoci il desiderio dell'immortalità. (Epicuro)

Come si può credere seriamente, senza alcun dubbio ad un "aldilà" di cui non si conosce nulla?

I riti funerari, secondo Voltaire, sono solo dei gesti consolatori. Un modo di onorare il defunto (che non sempre lo merita) e, nel frattempo, di sbarazzarsi del suo ingombrante cadavere, secondo modalità, rituali e costose abitudini che i vostri vicini di casa e una "interessata, ricca industria funeraria" si aspettano da voi.

Domandatevi: perchè gli uomini dovrebbero avere un'anima e il vostro cane, o il vostro gatto, no!
Chi sono gli imbroglioni che l'hanno deciso per voi?

Si è persino cercato astutamente di "dimostrare" l'esistenza dell'anima, basandosi sul fatto che, qualche volta, una persona defunta possa apparire in sogno!
Esiste una ben orchestrata confusione tra il concetto di anima e quello di una "difficoltosa digestione notturna"!

Diciamolo ancora e più chiaramente: dio non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai; non è luce, non è ispirazione, non è regola sacra; non esistono regole dettate ed allineate ad una sua presunta ed imposta condotta di vita e di comportamenti.

"La natura basta a se stessa" e quindi non ha bisogno di queste regole assurde.

Dio è solo una favola; è il mostruoso caos intellettuale che i preti vi hanno scaricato addosso insidiando il vostro pensiero con capziose, quanto inutili domande: chi siamo, perchè siamo, da dove veniamo, perchè esiste il mondo ... ben sapendo che nessun intelletto umano

(proprio perchè di questo mondo è parte)

può dare loro una risposta e quindi facilmente riducibile in fertile terreno per il loro parassitismo.
Nella storia dell'umanità dio è solo un grande imbroglio, uno strumento di comodo, una nozione affiorata e maturata dagli imbroglioni in tempi relativamente recenti:

all'inizio del III millenio prima dell'era volgare.

In fondo dio è un grande ritardatario se vogliamo dare un peso all'incerto ed ingannevole concetto di tempo, legato al breve scorrere della vita umana, ma privo di significato se rivolto alla realtà dell'universo. Pensateci: eternità non significa tempo infinito che scorre su una linea retta, dal passato al futuro. Siamo noi che abbiamo inventato il concetto di tempo per adattarlo alle nostre precarie idee storiche e cronologiche di "passato", sul quale ci crogioliamo e, in parte, ci consoliamo.

L'idea del dio unico (forma singolare di "dei") è nata da un naturale, quasi impercettibile, passaggio da primitive forme di magia spicciola, esorcizzante (coltivata da sciamani-stregoni) a forme più evolute, ma non meno bugiarde di pensiero, indotte dai furbi e poi riprese da "astuti ebrei" che sono disinvoltamente passati dagli Elohim (spiriti), ad El (demiurgo?), ad Eloi, ad Adonai per poi accomodarsi definitivamente e altrettanto disinvoltamente su Yhwh.

Provate dunque a chiedervi dov'era dio, prima del III millennio a.e.v., prima che fosse inventato, 5000 anni or sono! (oppure cosa abbia fatto per i miliardi di individui - homo sapiens-sapiens - vissuti a partire da 160.000 anni or sono).

Durante la sua esistenza l'uomo segue determinate regole che nascono dal fatto stesso di dover convivere con i propri simili, di collaborare con loro facendo attenzione a non crearsi troppi problemi di convivenza. In fin dei conti l'uomo è un animale sociale che deve confrontarsi con il suo prossimo evitando particolari motivi di attrito; gli eventuali attriti vengono risolti mediante le leggi e le norme di comportamento che l'uomo stesso si è date, senza scomodare nessun dio. Già intorno al 1770 a.e.v., ci aveva pensato Hammurabi che, tenuto conto delle esigenze sociali dei suoi tempi, formulò il primo codice nella storia dell'umanità.

Quando il fantomatico Mosè (o chi per lui) affermò, nel suo primo comandamento:
"Non avrai altro dio al di fuori di me"
era perfettamente cosciente di gettare le basi per la più grandiosa truffa mai operata ai danni del genere umano del mondo occidentale.

Affermare: "non avrai altro dio al di fuori di me" è una regola che affonda le sue radici nella paura dei sempliciotti e, quindi, una legge fatta da scaltri individui, che sfruttano questa paura, e perciò, non è attribuibile a nessuna particolare divinità.

Thomas Jefferson, a suo tempo, affermava: Parlare di esistenze immateriali significa parlare di nulla. Dire che l'anima umana, gli angeli, dio sono immateriali significa dire che non sono nulla e che non ci sono né dio, né gli angeli né l'anima.

Constatazione che dovrebbe essere abbastanza ovvia, ma che non ha impedito, nel corso dei millenni, a capziosi parassiti, ammantati di falsa saggezza e di prosopopea, di elaborare quell' enorme sciocchezza nota come teologia, non scienza, non disciplina e non filosofia che è servita a dare una base falsa ed inconsistente sulla quale perpetrare l'inganno a danno di poveretti succubi di ancestrali paure e della loro ignoranza.

Alcuni chierici, o pseudo filosofi, si sono affannati anche a dimostrare, con tortuosi giri di parole, l'esistenza dell'inesistente.
Dopo essersi inutilmente affaticati su argomentazioni speciose quali quella cosmologica, quella ontologica, quella teleologica o quella di natura morale e sulla nozione assai relativa e inconsistente di bene e di male, alla fine si sono resi conto della loro impotenza e hanno cercato di ribaltare il problema:
se è vero che l'esistenza di dio non è dimostrabile, allora è anche vero che non è dimostrabile la sua inesistenza.
Argomentazione di comodo; una trappola nella quale sono caduti parecchi studiosi scettici i quali non hanno tenuto conto che, razionalmente parlando, la dimostrazione compete a chi afferma qualcosa e non a chi la nega.
Già ai suoi tempi Euclide aveva messo in chiaro che "Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova".

La premessa, falsa, che dio esiste è la base fondamentale per l'esistenza di diverse forme di religione; ma se questa premessa viene a mancare, che altro resta? Per fortuna, già dal XVIII secolo, il Barone d'Holbach, con la sua opera "Il Buon Senso" ha posto fine a queste assurde affermazioni; ma bisogna purtroppo constatare che il buon senso è di pochi.

Ricordatevi sempre di Seneca: la religione è vera per la plebe, falsa per il saggio e redditizia per quelli che ne fanno un mestiere.

Perciò mangiate, bevete, fumate, fate all'amore nei limiti di un responsabile comportamento ma, soprattutto, non versate soldi alle chiese ingorde e parassite che chiedono continuamente il vostro supporto. A tutte le vostre azioni c'è un limite ragionevole che dovete razionalmente percepire, al di fuori dell' insidiosa e "interessata" morale del prete sfruttatore e, ormai troppo sovente, corrotto e pedofilo.
Godetevi al meglio questa vita che la natura vi ha casualmente assegnato. Non dovete aspettarvi nulla dopo la morte; il vostro spirito vitale non andrà da nessuna parte esattamente come quello di un topo, di un cane, di un bue o di qualsiasi altro essere animato.

Dopo il movimento illuminista del 1700, dopo il comunismo, il liberalismo ed il positivismo scientifico del 1800, s'è affermato, dall'inizio degli anni '60 del secolo scorso, il grandioso, anche se ancor confuso, movimento della "New Age", dando vita ad una estesa forma di controcultura che si è (finalmente!) opposta allo stagnante e melmoso immobilismo culturale imposto, da sempre, da una fradicia casta sacerdotale che ha preteso, per millenni, di porsi come unico tramite tra l'uomo ed il "divino". Sopra tutto è stata ampiamente rigettata l'idea balzana del dio creatore dal nulla. Oggi l'uomo tende finalmente ad accorgersi che è stato lui a "creare l'idea di dio e non dio l'uomo" (Feuerbach) ed a considerare se stesso e il suo intelletto come il solo e vero aspetto "divino" della vita e "sacralizzare" la propria unica, inimitabile e insostituibile personalità.

E dobbiamo anche dire che Internet, pur con tutti i suoi difetti e le sue inevitabili storture, ha dato un efficace contributo nel far colloquiare gli uomini tra loro, senza l'ingannevole e occhiuta interpretazione del prete. La corrosione delle cariatidi religiose del passato, operata da Internet, è imponente.

Ad ogni modo non è questa la sede per rinfocolare un dibattito di questa natura. Lo scritto che segue si propone solo di analizzare e criticare, nei limiti del possibile, uno dei prodotti più nefasti derivato da questi concetti:
la religione cristiana e tutte le sue infinite storture.
Questo non significa che le altre credenze (islam, ebraismo, ecc.) siano meno corrotte, perverse o criticabili del cristianesimo; indagare sulla loro natura è solo una questione di tempo, di studio e di disponibilità.

Ogni religione porta in sé i germi della propria dissoluzione; quante religioni del passato si sono dissolte nel nulla per questo salutare effetto di autodistruzione? Ed anche qui è solo questione di tempo.

In questi ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di nuove strane credenze come quella del dio "Cargo" (il dio Aeroplano) accaduto nell'isola di Tana (Oceano Pacifico), ma quello che oggi appare ancora più divertente e sintomatico è la nascita (almeno in Europa) di un nuovo culto:
quello del dio Pallone
Non è uno scherzo! La chiesa ha già manifestato segni d' insofferenza, (con Giovanni Paolo II) verso i (tiepidi) fedeli che disertano il Tempio a favore dello Stadio (sottraendo indirettamente quattrini alla chiesa). D'altro canto abbiamo chiare manifestazioni che questi nuovi adepti (i tifosi) si comportano con la stessa furia devastatrice, la stessa insofferenza che ha caratterizzato i primi giudeo-cristiani e poi la chiesa stessa nel corso dei secoli.
L'intrallazzo finanziario è comunque sempre lo stesso ed imponente; pare che l'iniqua ripartizione della rapina dell'otto per mille non basti ancora per spennare i polli.


Occorre però tenere nel debito conto che le attuali religioni, in generale, ed il cristianesimo in particolare, sono istituzioni ancora troppo radicate e ricche per pensare di eliminarle in un tempo relativamente breve.
Resta il fatto che l'ebraismo, il cristianesimo e l'islam saranno nel tempo destinati a dissolversi quasi contemporaneamente essendo, tutti e tre, basati sulle stesse assurde menzogne del "Libro".

Fino a quando esisterà gente, incapace di ragionare, che crederà in un qualche comodo dio, anche dio continuerà ad esistere.
Il bisogno di credere nel fantastico (qualsiasi cosa di tipo consolatorio, proposta con una certa enfasi) è una delle peggiori tare del genere umano che preclude, nella mente di molti, la capacità elementare di formulare un qualsiasi pensiero razionale.

Le religioni, come il comune raffreddore, sono ormai diffuse in tutto il mondo. (D.Dennet)
Questo però non impedisce di curarci, di prendere l'aspirina, in attesa che qualche potente vaccino riesca a debellare definitivamente il vibrione della stupidità umana.

Il Dio monoteista è un prodotto dell'ignoranza che la scienza va lentamente ed inesorabilmente sgretolando ed emarginando; è un concetto ancora molto redditizio per pochi ma che rischia di perpetuare la servitù di molti; è un concetto ammorbante, un'ombra velenosa e pestifera.

Viviamo perciò serenamente dimenticandoci di dio!






PARTE I - Introduzione e Precisazioni Necessarie










Questo testo non è esente da errori ed inesattezze.
Nel corso dei secoli la chiesa ha talmente mentito, imbrogliato e distrutte le carte che è alquanto difficoltoso, a volte, separare la verità dal falso.
Qualsiasi suggerimento è pertanto gradito e bene accetto.



§ 1 - OGGETTO DEL LAVORO

Il contenuto di queste pagine è sostanzialmente una:

RACCOLTA IN ORDINE CRONOLOGICO

di pseudo fatti, personaggi, eventi, accadimenti, circostanze, leggende, bugie e soprattutto sciocchezze che hanno costituito, 2000 anni or sono, la base sulla quale si sarebbe poi sviluppato il cristianesimo nelle sue molteplici sette.
Si tratta della storia di un certo Gesù, falegname ebreo, divenuto stranamente rabbino, giustiziato dai romani (e poi artatamente ritenuto risorto) all'epoca dell'Imperatote Tiberio.

Oggi, non sono in pochi a sostenere che Gesù "Nazareno" non sia mai realmente esistito ma che egli sia soltanto una figura mitica e carismatica estrapolata da:
Accantonando i molti dubbi ed ipotizzando una
reale (ma non dimostrata) presenza terrena di questo Cristo

lo scopo del lavoro, almeno nella prima parte, è dunque quello di raccogliere e catalogare, in forma cronologica e nei limiti del possibile, tutte le notizie riguardanti fatti ed eventi relativi alla vita di Gesù Nazareno e di altri personaggi ad esso collegati.
Una precisazione si rende subito necessaria:

sono stati elencati fatti ed eventi ma non le implicazioni dottrinarie e teologiche che da esse possono derivare.


Un esempio per tutti: interessa a questo testo rilevare che, in determinate circostanze, Gesù possa aver pronunciato un discorso noto come "Discorso della Montagna o delle Beatitudini", mentre non interessa minimamente al testo vagliare o esprimere giudizi di natura dottrinaria, teologica o fideistica sul contenuto del discorso stesso.

Questo è solo una RACCOLTA di eventi, che si ritiene siano, o possano essere accaduti, ed entro tali limiti vuole, possibilmente, restare.



§ 2 - LE FONTI

Qualsiasi fonte è accettabile se aiuta ad aggiungere qualcosa di più, o di nuovo, rispetto a ciò che si sa o si crede di sapere.
Grosso modo si possono distinguere, per la loro natura, due tipi di fonti:
  1. gli scritti di tutti coloro che, credenti, espongono i fatti in chiave dottrinaria, esaltandone questo ultimo aspetto a scapito, quasi sempre, della precisione e della verità;
  2. gli scritti degli storici e di tutti coloro che, non credenti, risalgono ai fatti per darne una valutazione storica, a volte anche ipotetica e del tutto agnostica.
Entrambe le fonti sono state prese in considerazione, nella misura in cui sono state in grado di arricchire il contenuto del testo.

Tra le fonti di tipo a), oltre agli inevitabili vangeli canonici, sono stati considerati anche quelli non canonici, tollerati, ignorati o, a volte, giudicati eretici dalla dottrina ortodossa. Tutto è utile e anche necessario per evitare di accettare, supinamente, determinate tesi, generalmente false, consolidate nel tempo.

Precisazioni sui V A N G E L I
(I fondamenti del mito e della leggenda)

Si rende subito necessario qualche importante chiarimento.
Fin dall'ottocento gli studiosi ed alcuni teologi hanno dimostrato in maniera convincente come i vangeli non siano resoconti attendibili di quanto realmente accadde 2000 anni fa. Furono tutti scritti molto tempo dopo la morte di Gesù e anche dopo le lettere di San Paolo, dove non è menzionato nessuno dei presunti episodi della vita del Cristo.
Quando furono scritti i vangeli, molti anni dopo la morte di Gesù, nessuno sapeva neanche dov'era nato. Ma in base ad una profezia dell'Antico Testamento (Mi 5,2) gli ebrei supponevano e si aspettavano che il messia (poi negato!) sarebbe nato a Betlemme.

(Rif. 800)
Gesù non ha mai scritto nulla (probabilmente non era in grado di farlo). Nessuno dei suoi ipotetici testimoni oculari: apostoli, seguaci, ecc. ha lasciato una sola riga su questo enigmatico personaggio. I suoi apostoli pare fossero persone talmente semplici da essere quasi sicuramente analfabeti.
Al di fuori dei soliti vangeli, nessuno ha mai testimoniato per iscritto gli eventi relativi alla sua nascita, ai suoi miracoli, al processo, alla sua morte o quant'altro lo abbia riguardato.
Trattandosi di persona che avrebbe sconvolto il mondo e scompigliato la società di allora, con centinaia o migliaia di seguaci, questo lascia quantomeno perplessi e pone seri dubbi sulla sua reale esistenza.

Ammettendo, solo per ipotesi, che Gesù sia esistito allora doveva essere noto solo ai suoi parenti e ad un ristretto, quanto discutibile, gruppo di beduini della Giudea.

Tutto ciò che si sa di lui è stato scritto qualche secolo dopo la sua presunta esistenza, facendo man bassa su tutti i miti allora esistenti e noti nell'ambito dell'Impero Romano (e non solo), con una fantasiosa costruzione a tavolino resa poi "ufficiale" e "credibile" dagli interventi autoritari di Costantino nel quadro del Concilio di Nicea.
Pertanto si può ritenere tutte le fonti che seguono artatamente false e prive di fondamento.

Ciò premesso, tutti i fatti, gli eventi, e quant'altro riportato come "Mito o Leggenda", pur essendo necessariamente inattendibili, sono stati ricavati dalle seguenti fonti che restano comunque le uniche disponibili per addentrarci nella favola:
  1. FONTI CANONICHE
    • Vangelo secondo Matteo
    • Vangelo secondo Marco
    • Vangelo secondo Luca
    • Vangelo secondo Giovanni
    • Atti degli apostoli di Luca
    • Lettere apostoliche di Paolo
    • Apocalisse di Giovanni

  2. FONTI NON CANONICHE = VANGELI APOCRIFI
    • Proto vangelo di Giacomo
    • Vangelo dello pseudo Tommaso
    • Vangelo dello pseudo Matteo
    • Vangelo dell'infanzia arabo-siriaco
    • Vangelo dell'infanzia armeno
    • Libro sulla natività di Maria
    • Storia di Giuseppe il falegname
    • Vangelo degli ebioniti
    • Vangelo dei nazarei
    • Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli ebrei)
    • Vangelo di Pietro (ritrovato nel 1886?)
    • Vangelo di Nicodemo
    • Vangelo di Maria (ritrovato nel 1896?)
    • Ciclo di Pilato (anafora, paradosis e morte)
    • Dichiarazione di Giuseppe d'Arimatea
    • La vendetta del Salvatore
    • Vangelo di Bartolomeo
    • Dormizione della S.Madre di Dio, di Giovanni il Teologo
    • Transito della Beata Vergine, dello pseudo Giuseppe d'Arimatea
    • Atti di Giovanni il Teologo
    • Atti di Tommaso
    • La Didachè (Dottrina dei 12 Apostoli)
    • Il Vangelo di Giuda

  3. VANGELI GNOSTICI DI NAG HAMMADI (Alto Egitto/1945 e.v.)
    • Vangelo di Tommaso (Didimo)
    • Vangelo di Filippo
    • Vangelo di verità (Valentino)
    • Apocalisse di Pietro
    • Libro segreto di Giovanni
    • L'origine del mondo

  4. VANGELI DUALISTICI
    • Libro di Giovanni Evangelista
ATTENDIBILITA' E COMMENTI
Per quanto concerne i vangeli in generale occorre quindi ricordare:
  1. che si tratta di opere di fede, finalizzate alla diffusione di un credo, chiuse nel loro contesto e quasi sempre in disaccordo con gli eventi storici;
  2. di nessun vangelo, canonico od altro, esiste lo scritto originale; oggi disponiamo solo di copie di....copie, ecc. che durante i secoli hanno subito innumerevoli manipolazioni e modifiche per adattare i loro contenuti alle esigenze ad agli interessi del clero;
  3. i testi originali della maggior parte dei vangeli sarebbero stati scritti in ambiente greco/romano ed in lingua greca. Essi erano rivolti a fruitori non ebrei e per essere tollerati a Roma, e nei paesi sotto il suo dominio, dovevano eliminare qualsiasi riferimento circa l'attività politica svolta dal presunto Gesù. La massima preoccupazione degli autori è stata quella di addossare la colpa della condanna di Gesù agli ebrei anziché a Roma, fomentando cosi un odio bestiale ed implacabile verso l'ebraismo "deicida", destinato a durare due millenni;
  4. per quello che oggi si conosce, o si può arguire, nessun vangelo è stato scritto prima della distruzione di Gerusalemme (70 e.v.); è molto probabile che i più antichi risalgano alla fine del II secolo, duecento anni dopo la nascita di Gesù;
  5. i vangeli, in generale, non sono d'accordo su nessuno dei fatti più importanti della vita di Gesù. Nessuno degli autori ha mai conosciuto Gesù ed ascoltato le parole che vengono trascritte con tanta enfasi; i vangeli sono stati redatti su voci, racconti e miti ripresi, in maggior parte, da altri culti.

Jerome Neyrey: la cosa più importante è che noi realisticamente non sappiamo chi abbia scritto i vangeli.
(Rif. 344)

Rudolf Bultman: i racconti dei vangeli sono tali che noi non possiamo sapere nulla su ciò che concerne la vita e la personalità di Gesù.
(Rif. 346)

Thomas Paine: quando i mitologisti della chiesa fondarono il loro sistema, essi raccolsero tutti gli scritti che poterono trovare e li rielaborarono a loro piacimento.
(Rif. 342)

C.Denni Mc Kinsey: Gesù è una figura mitica aderente alle tradizioni della mitologia pagana; chiunque voglia credere che Gesù visse e camminò come un essere umano lo fa a dispetto delle evidenze e non per causa loro.
(Rif. 348)

Voltaire: E' una questione grossa individuare i primi Evangeli. Quel che risulta [.....] è che nessuno dei primi padri della chiesa, fino ad Ireneo incluso, cita mai nessun passo dei quattro Evangeli che noi conosciamo.
(Rif. 410)

U. Ranke-Heinemann: I vangeli altro non sono che un tessuto di favole dannose e di "kitsch" di cattivo gusto.
(Rif. ***)


Infine ricordiamoci di J.P. Goebbels, ministro responsabile della propaganda nazista, che 2000 anni dopo soleva dire ai suoi collaboratori: Non importa quanto sia grande la bugia che volete raccontare. L'importante è che la raccontiate con ferma determinazione e soprattutto che la ripetiate infinite volte e con convinzione; alla lunga la gente finirà col crederci.



ALTRE NOTE INFORMATIVE SUI VANGELI

A - SUI VANGELI CANONICI
Oggi, dopo infiniti rimaneggiamenti e ridefinizioni del Canone, sono quelli riportati nella versione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana e pubblicati nella Bibbia. (La parola di dio cambia secondo le mutevoli esigenze del clero).
(Rif. 130)
I quattro vangeli considerati canonici sarebbero stati scelti, inizialmente da Ireneo di Lione (metà del II secolo) in base a criteri alquanto singolari: Oppure, secondo un'altra versione, quattro come gli esseri animati: E' il cosi detto vangelo quadriforme secondo la stessa definizione di Ireneo di Lione.
Con il suo libro "Contro gli Eretici" Ireneo si scaglia violentemente contro gli ebrei accusandoli dell'assassinio del loro Signore; queste accuse verranno poi riprese da Costantino mediante pesanti atti di discriminazione giuridiche e razziali.

Si tramanda anche che, durante il concilio di Nicea, tutti i vangeli allora conosciuti (canonici ed apocrifi) siano stati messi alla rinfusa su di un altare. L'intervento dello spirito santo fece cadere a terra i vangeli "non autentici" risparmiando naturalmente quelli canonici a noi noti.
(Rif. 410)

E' certo che gli evangelisti non furono apostoli di Gesù; primo perchè sono sovente in dissonanza (se non disaccordo) tra di loro; secondo perchè avrebbero dovuto raggiungere una età alquanto inconsueta per quei tempi. Ad esempio: Giovanni avrebbe dovuto vivere sino a 110 anni, Matteo almeno 70 anni.
Cosa poco probabile visto che, a quei tempi, la vita media era di circa 30 anni.
In questi ultimi anni è stata avanzata una nuova ipotesi: secondo l'Università di Tubinga, i vangeli di Matteo, Marco e Luca sarebbero derivati da un precedente documento detto "Q" (dal tedesco: quelle = fonte) del quale però poco si sa. Qualcuno ipotizza trattarsi di un proto-vangelo, utilizzato dalla Nuova Chiesa di Gerusalemme, per memorizzare fatti ed eventi riguardanti questo singolare messia (cosidetti Loghia).

In particolare:

- Vangelo di Marco sarebbe stato scritto a Roma dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme. E' ritenuto il più antico dei tre vangeli sinottici.
Altri sostengono sia stato scritto in oriente (Siria?) forse in lingua aramaica.

- Vangelo di Matteo decisamente derivato da quello di Marco mentre dovrebbe essere il contrario se è vero che Matteo (Levi) era l'apostolo di Gesù.
A parte le solite falsità inventate dai preti, su Matteo Evangelista non si sa praticamente nulla; da come scrive si può ipotizzare che non fosse ebreo, mai vissuto in Palestina, ignorando persino l'ubicazione dei suoi luoghi principali.
(Rif. 875)


- Vangelo di Luca su questo evangelista sono state fatte molte ipotesi: Si ipotizza anche che Luca abbia derivato il suo vangelo da quello gnostico attribuito a Marcione. Luca è stato anche l'autore degli Atti degli Apostoli.

- Vangelo di Giovanni non sinottico, va decisamente contro corrente e descrive un Gesù del tutto particolare rispetto agli altri tre vangeli.
Le differenze rispetto agli altri tre risultano sostanziali: Se è vero che era l'apostolo di Gesù (Giovanni figlio di Zebedeo) allora era un pescatore ebreo analfabeta che avrebbe scritto questo vangelo all'età di 100 anni circa. In precedenza avrebbe scritto l'Apocalisse.
Circola l'ipotesi che l'autore di questo vangelo e dell'Apocalisse sia stato un certo Cerinto, un discepolo gnostico, che avrebbe sfruttato il nome di Giovanni per attribuire una certa credibilità(?) ai suoi scritti.
Per quanto riguarda l'Apocalisse è evidente che i motivi sono tratti da precedenti apocalissi contenute nel Vecchio Testamento e redatte da Daniele, Enoch, Baruc, Esdra ed Elia; altre analogie si incontrano anche nei testi scritti in persiano antico, relativi alla religione dei zoroastriani.

Una ipotesi recente è quella di P.Benvenuto (Rif. 444), il quale sostiene che i compilatori dei vangeli canonici si siano basati su precedenti documenti (pseudo vangeli?) quali:
  1. Vangelo dei dodici (Gerusalemme): una raccolta di materiale evangelico a cura della Nuova Chiesa di Gerusalemme, in ebraico e antecedente l'anno 36 e.v. (forse: la Didache' ??)
  2. Vangelo ellenista (Antiochia): traduzione in greco della raccolta a).
  3. Vangelo paolino (Efeso/Filippi): traduzione in greco del materiale a) corredato con concetti espressi da Paolo. Portato ad Efeso da Sila.
  4. Vangelo dei timorati di dio (Cesarea): traduzione in greco del materiale a) con aggiunta di passi catechistici, a cura di Filippo. E quindi:
    • Marco, a Roma, avrebbe derivato il suo vangelo da b+c.
    • Matteo, ad Antiochia, dopo la caduta di Gerusalemme, avrebbe derivato il suo vangelo da b+d.
    • Luca, in Grecia, intorno al 62 e.v., avrebbe derivato il suo vangelo da c.
    • Giovanni, ad Efeso, intorno al 90-100 e.v., avrebbe compilato il suo vangelo in maniera autonoma.
Una ulteriore ipotesi (da comprovare) sostiene che la prima forma scritta dei vangeli sia derivata da una fonte primitiva detta Ur-Markus.(?)

In particolare, per quanto riguarda il "Vangelo dei dodici" (a) occorre precisare: Per quanto poi concerne La Didachè (greco = insegnamento, dottrina, dottrina dei dodici apostoli), si tratta di un documento, redatto in greco, ritrovato a Costantinopoli nel 1056 e rimasto sepolto sino al 1873 nell'archivio della Chiesa Metropolita di Gerusalemme. Non si conosce l'autore di questo documento, probabilmente scritto in Siria; l'ipotesi più probabile è che sia di scuola e di origine ebraica.
Riportato alla luce nel 1873 dal metropolita Filoteo Bryennios, venne indicato come un "manuale primitivo di diritto canonico", di istruzioni liturgiche e di catechesi. Qualcuno lo ritiene di origine antichissima e suppone sia stato la fonte di ispirazione dei tre vangeli sinottici.
D'altro canto la chiesa non l'ha mai incluso nel Canone e cerca, quanto meno, di minimizzarne l'esistenza anche se un brano dello stesso è riportato negli attuali breviari (Liturgia delle Ore).

- Atti degli Apostoli testo attribuito a Luca, narra quanto accaduto nel periodo che va dalla morte di Gesù alla misteriosa scomparsa di Paolo. La chiesa ritiene sia stato composto verso la fine del primo secolo.

B - SUI VANGELI APOCRIFI
Sono oltre trenta lavori che hanno visto la luce in un arco di tempo molto ampio, dal II secolo al XIX secolo. L'ultimo scoperto è il vangelo di Pietro ritrovato nel 1886 e.v. Alcuni di questi vangeli sono talmente fantasiosi e fiabeschi che vien fatto di chiedere a quali categorie di credenti fossero indirizzati.
La loro prima stesura è comunque molto incerta. E' probabile siano stati scritti originariamente in greco e poi più volte tradotti e ritradotti in copto, siriaco, ecc; non è neanche chiaro da dove siano derivate le versioni in italiano oggi disponibili.
Trattarne diffusamente esula dai limiti di questo testo perciò, per maggiori informazioni, si rimanda a M. Craveri: I Vangeli Apocrifi.
(Rif. 330)

C - SUI VANGELI GNOSTICI
Sono stati scoperti di recente (1945 in Egitto, a Nag Hammadi). Si tratta di 52 testi copti (tra cui alcuni vangeli inediti) sepolti 1500 anni or sono in una giara di terracotta. Si ritiene che alcuni di questi testi, probabilmente copiati da originali greci, possano risalire al II secolo.
Probabilmente, dopo l'ordine di Atanasio, vescovo di Alessandria, di distruggere tutti i testi ritenuti apocrifi, qualche monaco del monastero di Nag Hammadi, disubbidendo al vescovo tolse dagli scaffali i 52 libri, li sigillò dentro una giara e li seppellì.


Sono stati tradotti inizialmente da Gilles Quispel e portati a conoscenza del pubblico nella meta degli anni 50.



Le fonti di tipo b) FONTI STORICHE sono in realtà abbastanza scarne e poco illuminanti.
Nel corso dei secoli la chiesa ha fatto di tutto per eliminare qualsiasi riferimento storico contrario alle sue idee. L'ultimo, maldestro tentativo risale agli ultimi anni del '900 con il tentato occultamento dei reperti di Qumran.
Gli storici, almeno nei primi secoli del dopo Gesù, pare abbiano completamente ignorato l'esistenza e l'attività del nostro soggetto. Gli altri, moderni, lavorano su ipotesi, sovente logiche e ragionevoli, quali oggi si possono formulare, alla luce delle recenti scoperte archeologiche.

PRECISAZIONI SULLE FONTI STORICHE

A - STORICI EBRAICI -
In generale gli storici ebraici, contemporanei di Gesù o di generazione immediatamente seguente, ignorano completamente la sua esistenza e le sue vicende. I casi sono due:
- la chiesa, nel corso dei secoli, ha sistematicamente revisionato i loro scritti e le successive traduzioni, in quanto contenenti notizie non positive e contrarie ai dogmi teologici della chiesa stessa;
- oppure si deve ammettere che il personaggio non era poi tanto rilevante da finire sugli annali storici o, addirittura, era inesistente.
Tra questi autori ricordiamo:
  • PHILO JUDAEUS (Filone Alessandrino), nato nel 734 a.u.c.(20 a.e.v.) e morto nell'803 a.u.c.(50 e.v.): era a tutti gli effetti un contemporaneo di Gesù, vissuto nei dintorni di Gerusalemme.
    Ha scritto note dettagliate sugli eventi accaduti in Palestina in quegli anni; di Gesù neanche una parola.

  • GIUSTO DA TIBERIADE (opere scomparse rammentate da Pothius, patriarca di Costantinopoli)

  • Nel Talmud (versione di Babilonia), al versetto 43a sono riportati due riferimenti ad un certo Yeshu che praticava la magia e che fu conseguentemente "impiccato" alla vigilia della pasqua ebraica.
    (Rif. 383)


  • GIUSEPPE FLAVIO
    E' una delle fonti più citate anche se non mancano dubbi sulla genuina autenticità dei suoi scritti. Dei testi originali di questo autore praticamente non esiste più nulla. Circola una ipotesi, o il sospetto, che i suoi scritti riguardanti le Antichità Giudaiche siano stati manomessi e falsati dalla chiesa e poi rimessi in circolazione sotto il nome di Esegippo.

    Si dice anche che, recentemente, sia stata scoperta una versione della sua opera "Guerra Giudaica" in lingua slava, risalente a vari secoli or sono, che pare sia fortunatamente sfuggita alle manipolazioni del clero. La notizia non è comunque confermata.

    Il personaggio è peraltro singolare. Riportiamo qui, fuori testo, una breve biografia di questo "storico" e qualche opportuna considerazione.


INSERTO 01 - Giuseppe Flavio
Originariamente Yosef ben Matityahu ha-Kohen. Nato a Gerusalemme nel 790 a.u.c (37 e.v.) e morto a Roma nell'800 a.u.c. (100 e.v.)
Ebreo, appartenente, per parte di padre, all'alta nobiltà sacerdotale e per via di madre, imparentato con la famiglia reale degli Asmonei.
La famiglia di Giuseppe aderisce da sempre al movimento esseno.
Nel 53 (e.v.) si ritira nel deserto per per una esperienza mistica e per sperimentare direttamente le regole seguite dagli esseni, dai farisei e dai sadducei.
Nel 64 (e.v.) viene mandato a Roma come ambasciatore e/o incaricato d'affari dove ha l'occasione di incontrare e conoscere Nerone. Nel 64 (e.v.) riceve la nomina a governatore della Galilea e del Golan, e poi, nel 66 (e.v.) aderisce al movimento insurrezionale giudaico, diventa un capo dei ribelli e si batte con accanimento contro i romani a Jotapata. Messo alle strette si rifugia in una grotta con 40 compagni dove, non si sa bene cosa sia veramente successo, (forse un tentativo di suicidio collettivo per evitare di cadere in mano al nemico?).
Su questo punto, le due biografie di Flavio sono alquanto discordanti.
Comunque siano andate le cose, Vespasiamo, tenuto conto del lignaggio di Flavio e delle sue parentele, non calca troppo la mano, anzi se lo affianca come interprete, consigliere, delatore e spia; una vera quinta colonna nei confronti dei suoi ex-compagni di lotta, che contribuisce fattivamente alla loro sconfitta.
Collaborazione che verrà poi estesa anche al figlio di Vespasiano: Tito.
Alla fine degli eventi bellici il terreno in Palestina comincia a scottare per Giuseppe: molti ex-compagni pensano di vendicarsi per il tradimento, minacciandolo di morte; perciò Giuseppe si trasferisce prontamente a Roma dove si fa notare per intelligenza e preparazione, tanto che viene adottato da Vespasiano, assumendo il nome della famiglia Flavia.
Viene nominato storico di corte con appannaggio e casa in Roma.
Resta comunque attaccato alla religione ebraica e ad essa educa i suoi figli.

In realtà, dopo l'adozione nella famiglia Flavia, cerca di far dimenticare i suoi trascorsi di integralista giudaico, assumendo posizioni pesantemente critiche nei confronti del movimento in questione.

Ha scritto (in aramaico e in greco) due opere corpose: Guerra Giudaica (7 libri) e Antichità Giudaiche (20 libri). I due brevi cenni, abbastanza accattivanti (Testimonio Flaviano) che scrive su Gesù, nei volumi XVIII:63,64 e XX:200 di Antichità Giudaiche, sanno di falso, inseriti ad arte e a posteriori. Considerata la sua posizione a Roma, se li avesse veramente scritti, avrebbe quanto meno..... perso il posto.

Parecchi eruditi si sono mostrati sorpresi di non trovare nello storico ebreo Giosefo [Giuseppe] nessuna traccia di Gesù il Cristo; poiché tutti gli studiosi seri ammettono oggi che quei brevi passi in cui ne fa menzione nella sua "Storia", sono interpolati.

I passi in questione sono:

L. XVIII:63 - 3. Allo stesso tempo, circa, visse Gesù, uomo saggio, se pure uno lo può chiamare uomo; poichè egli compì opere sorpremdemti, e fu maestro di persone che accoglievano con piacere la verità. Egli conquistò molti Giudei e molti Greci. Egli era il Cristo.

L. XVIII:64 Quando Pilato udì che dai nostri principali uomini era accusato, lo condannò alla croce. Coloro che fin da principio lo avevano amato non cessarono di aderire a lui. Nel terzo giorno apparve loro nuovamente vivo; perchè i profeti di Dio avevano profetato queste e imminenti altre cose meravigliose su di lui. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti Cristiani.

L. XX:199. Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio: così convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perchè fossero lapidati.

Eppure Mattia, il padre del nostro "storico" Giuseppe, affine agli Asmonei, contemporaneo di Gesù e membro di quel Sinedrio che lo ha condannato, avrebbe dovuto essere un testimonio di tutti i miracoli di questo figlio di dio, e trasmetterne la memoria al figlio Giuseppe; il quale invece si diffonde in particolari minuti su tutti gli atti di questo principe asmoneo e stranamente non dice una parola nè della vita nè della morte di Gesù; e, mentre non dissimula nessuna delle crudeltà di Erode, non parla della famosa strage di tutti i bambini, da lui ordinata, in conseguenza della notizia che era nato un re dei Giudei. Il calendario greco cristiano ci parla di quattordicimila bambini sgozzati in tale occasione; e sarebbe, di tutte le azioni di tutti i tiranni del mondo, la più mostruosa che non trova esempio nella storia.

Malgrado ciò il più "serio" scrittore che mai abbiano avuto gli Ebrei, il solo stimato anche dai Romani e dai Greci, non fa menzione di questo avvenimento tanto singolare quanto spaventoso. Non parla neppure di quella nuova stella che comparve ad Oriente dopo la nascita del Salvatore: fenomeno impressionante che non doveva sfuggire ad uno storico così bene informato; e così tace di quelle tenebre che coprirono tutta la terra, in pieno giorno, e per la durata di tre ore, quando il Salvatore morì, di tutti quei sepolcri che in quel momento si aprirono e della folla dei giusti che risuscitarono.
(Rif. 410)


La realtà però sembra essere ben altra. Intuita l'inutilità degli sforzi per abbattere l'agguerrito esercito romano decide di abbandonare i suoi compagni e di vendersi all'impero in cambio dell'impunità ed altri concreti compensi; la nomea di opportunista e di traditore, che i giudei gli attribuiranno, lo perseguiterà per tutta la vita.
Saltato quindi sul carro del vincitore e agli ordini di Tito, metterà a disposizione di quest'ultimo la sua esperienza e le sue conoscenze su fatti, strategie e comportamenti del movimento ribelle, collaborando alla sua sistematica distruzione ed alla caduta di Gerusalemme.
Trasferito a Roma, con un bagaglio di numerosi testi ( Atti del Sinedrio e documenti sottratti dagli Archivi Pubblici) sfuggiti alla distruzione, con l'adozione/premio della famiglia Flavia, acquisisce tutti i diritti di cittadino romano (che lo protegge da eventuali tardive vendette) e darà corso alla compilazione delle opere che lo renderanno famoso, sull'attendibilità delle quali dobbiamo ora soffermarci.


Nella annosa polemica sull'interpolazione o meno delle brevi frasi sopra riportate è stato difficile per taluni studiosi evitare di cadere nella "trappola flaviana" per l'ovvio motivo che non esistono altri riferimenti (salvo scarsi accenni) sui fatti che sarebbero accaduti due mila anni or sono, in una miserabile contrada ebrea chiamata Palestina.
Se poi ci spostiamo indietro di altri tre mila anni, come fa incautamente Giuseppe Flavio, nella sua opera "storica" Antichità Giudaiche, allora ricadiamo nella leggenda, o peggio ancora, nel ridicolo.
In tale testo (riportato su questo sito) tutti i primi 10-11 libri sono una ricopiatura, quasi integrale, dei primi cinque libri della Bibbia (il Pentateuco), compilati da alcuni ebrei, durante l'esilio di Babilonia e tornati in Palestina nel 308 (a.u.c.) con il beneplacito di Ciro.
Sempre secondo Giuseppe Flavio, l'origine dei giudei risalirebbe ai tempi del paradiso terrestre ed esattamente a poco più di 5000 anni dall'inizio dell'era volgare.

Giudicate voi se, dopo questa "sparata", Giuseppe Flavio può essere ancora definto uno "storico attendibile"

Comunque, Giuseppe Flavio è solo sul campo con i suoi "corposi" quanto dubbi resoconti.
Trattandosi di verità storica, è difficile fare valere, in questo caso, il detto che mancando il cavallo corre l'asino. E poi, perchè i testi (storico/fiabeschi) di Giuseppe Flavio:
a) dovrebbero essere attendibili, malgrado tutto ed
b) essere miracolosamente sfuggiti alla furia censoria del clero?

Niente lo giustifica e nessun valido motivo lo fa credere.

Tanto per indenderci,
  • Giuseppe Flavio era il solito giudeo opportunista, venduto, traditore e ruffiano al soldo dei romani;
  • quello che ha scritto a Roma è, in fondo, la storia scritta su commissione e secondo l'ottica dei vincitori, che lo pagavano; altrimenti sarebbe stato cacciato.
  • I Romani, nel corso della loro espansione, hanno conquistato il loro impero, non certo per portare la civiltà ai barbari, ma semplicemente per raccattare tributi, imposte, risorse e prodotti a buon mercato atti a mantenere la bella vita dei crapuloni e degli sfaccenfati di Roma;
  • durante tale espansione, numerose forme di ribellione alle imposizioni dei nuovo padroni, vennero attivate ed a queste, solo pochi storici hanno dato importanza, escluso per i fatti della Palestina, che nel corso dei millenni hanno continuato a stimolare l'immaginazione degli scrittori nel creare e ricreare divinità, ognuna più assurda dell'altra.
Quindi tutti gli sforzi e le fatiche per ridefinire una figura di Gesù piu attendibile sul piano umano e meno smaccatamente bugiarda di quella che la chiesa ci propina, sono lodevoli ed apprezzabili ma, vista la precarietà delle fonti, restano comunque e, per ora, delle IPOTESI.

Oltretutto, così facendo, si corre il rischio di portare acqua al mulino della chiesa. Si è visto recentemente, con quel furbone di J.Ratzinge che ha dato alle stampe il suo patetico lavoro: Gesù di Nazareth, dove con poco fiato e a denti stretti, dice e non dice che, forse, il figlio di dio era un esseno.
Devastante "effetto Qumran"!?

Attenzione: basta un niente; o, meglio basta un dogma. Con questo facile e puttanesco strumento una beduina è ridiventata vergine, è ascesa (tardivamente) in cielo, il papa è diventato infallibile, il limbo è stato abolito, Gesù potrebbe diventare qualsiasi altra cosa, ecc., ecc.
Il fatto, purtroppo, è che saranno solo in pochi ad accorgersi delle differenze. Gli altri, i pecoroni, con una preoccupante carenza di litio, continueranno ad andare in chiesa "ad adorare un pezzo di pane."


B - STORICI LATINI E ALTRI

(Per la loro attendibilità vedere su questo sito: Articioc/Novelli)

Anche gli storici latini non rammentano Gesù e le sue vicende. Solo alcuni citano, quasi per caso, i termini Cristo e cristiani. Ad esempio:
  • SVETONIO - 69/140(e.v.) - nella sua opera biografica sugli imperatori romani, scrivendo di Claudio dice: ....l'imperatore Claudio scacciò da Roma i giudei che istigati da Cresto (Cristo), erano continuamente in lotta.
    A proposito di Nerone scrive ancora: ....furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova e malefica....

  • TACITO - 55/120(e.v.) - parlando di Nerone cosi si esprime: ....mise avanti come rei dell'incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo chiama cristiani, e infine inflisse loro i più raffinati supplizi. Quel nome essi derivarono da Cristo, che sotto il regno di Tiberio fu mandato a morte dal procuratore Ponzio Pilato.
Lo ignorano pure:
  • PLUTARCO
  • SENECA
  • MARZIALE
  • CASSIO DIONE
  • PLINIO IL VECCHIO
  • PLINIO IL GIOVANE
  • e un'altra trentina di scrittori tra i più noti
Come si può constatare tutti questi storici ignorano l'esistenza ed il nome di Gesù; solo un paio di volte viene rammentato il titolo messianico Cristo (l'unto) e non certo in senso positivo; gli vengono attribuite caratteristiche assai poco spirituali, considerandolo fonte di disordini e di velleitarismo politico.
(Rif. 180,185,760,995)

Eppure il mitico Gesù avrebbe dovuto, con le sue gesta e i suoi miracoli, creare un notevole scalpore ed essere, di conseguenza, annotato negli annali storici del mondo allora noto.


§ 3 - IL CALENDARIO

Il calendario è una nota dolente. Catalogare cronologicamente eventi di natura storica presuppone l'esistenza di un metodo di scansione del tempo (calendario) non opinabile.
Purtroppo non è così; nel nostro mondo occidentale è invalso l'uso, indiscusso, del calendario gregoriano, che è assai meno preciso di quanto si possa immaginare. Quale valore si può attribuire ad a.C. e d.C. quando l'anno 1 di riferimento è messo in dubbio?
In questo testo si e' comunque scelto di fare riferimento al calendario gregoriano (e.v. = era volgare) integrandolo, a volte e quando necessario, con quello romano (a.u.c. = ab urbe condita).
Nell'inserto che segue, sono riportati alcuni indispensabili chiarimenti sui calendari, evitando però qualsiasi riferimento al fenomeno della Precessione degli Equinozi, scarsamente significativo data la brevità del periodo storico preso in esame (circa 7000 anni).



INSERTO 02 - Note sui calendari

- CALENDARIO ROMANO (Calendario di Numa)
E' basato su di una notazione cronologica e considera come anno iniziale 1 (non zero) il
753 a.u.c., cioè l'anno della fondazione di Roma (ab urbe condita).
Il calendario di Numa (12 mesi e 355 giorni per anno) era derivato da quello iniziale di Romolo che considerava solo 10 mesi e 304 giorni per anno.
Per convenzione le cronologie assumono come inizio anno il Primo Gennaio e non il 21 Aprile, data della presunta fondazione di Roma.

- CALENDARIO GIULIANO
Il calendario, istituito da Giulio Cesare, è andato a regime nel 45-46 a.e.v. (ante era volgare) ed è attualmente in ritardo di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano. Anche questo calendario considera come inizio anno il Primo Gennaio.
Secondo i suggerimenti del matematico alessandrino Sosigene, venne introdotto l'anno bisestile. Ogni 4 anni, tra il 23 e il 24 febbraio, viene inserito un giorno detto "Bis Sextus".

- CALENDARIO GREGORIANO
Studiato a Roma dall'astronomo Clavio, istituito da Gregorio XIII ed imposto, in tutti gli stati cattolici, a partire dal 15 Ottobre 1582 e.v. sopprimendo 10 giorni dal precedente calendario giuliano (dal 5 al 14 Ottobre compresi).
Considera come anno 1 (non zero) il presunto anno di nascita di Gesù (754 a.u.c.), come era stato erroneamente determinato nel 540 e.v., dall'abate russo ed astronomo Dionigi Il Piccolo (Dionysius Exiguus) ed in seguito adottato dal monaco Beda, nel 725 a.u.c., come anno iniziale dell'era cristiana.

L'errore è evidente; se, secondo Matteo, Gesù è nato durante il regno di Erode il Grande, visto che questi è morto nel 750 a.u.c., allora Gesù è certamente nato prima di questo evento. Ma quanto prima? Questo testo ritiene che possa essere nato nel 747 a.u.c.; è solo una ipotesi, condivisa da altri, che ci permette di conciliare l'evento con altri fatti storici concomitanti.

Questo calendario fu imposto con la forza (e con il massacro di centinaia di persone) in quei paesi cattolici dove la chiesa era particolarmente forte. La chiesa giustificò i massacri sostenendo si trattasse di sprovveduti facinorosi i quali temevano di essere stati defraudati di 10 giorni di vita (!). I motivi erano ben altri; in questa occasione nobiltà e clero (voraci ed ingordi come sempre), pretesero il pagamento delle loro rendite parassitarie per l'intero mese di ottobre, mentre coloro che tali rendite dovevano procurare dovettero provvedere con il 30 per cento di giornate lavorative in meno.

Le rivolte che seguirono furono dovute al fatto che la maggior parte dei lavoratori erano pagati a giornata mentre i proprietari di immobili riscuotevano le rendite mensilmente.
(Hans Rancke-University of Copenhagen).


Il calendario gregoriano si diffuse in Europa molto lentamente; nel primo ventennio del 1900 molti paesi europei utilizzavano ancora il calendario giuliano.

- CALENDARIO EBRAICO
E' un calendario lunare (anno di 354 giorni) allineato al calendario solare mediante un ciclo di compensazione (ciclo di Metone) di 19 anni. Il mese può essere di 29-30 giorni. L'anno 1 (non zero) corrisponde all'anno della creazione del mondo(?) 3760 a.e.v.

Corrispondenza mesi
Nisan (Abib)Marzo-Aprile
Ijjar (Ziv)Aprile-Maggio
SivanMaggio-Giugno
TammuzGiugno-Luglio
AbLuglio-Agosto
ElulAgosto-Settembre
Tisri (Etanim)Settembre-Ottobre
Marchesvan (Bul)Ottobre-Novembre
KisleuNovembre-Dicembre
TebetDicembre-Gennaio
SebatGennaio-Febbraio
AdarFebbraio-Marzo


- CALENDARIO DI QUMRAN (Calendario Esseno)
Aveva una durata di 365 giorni evidenziati su una meridiana scoperta a Qumran.

- CALENDARIO ASTRONOMICO
E' il più corretto in senso assoluto ed il meno pratico per le cronologie storiche. Infatti tiene conto dell'anno zero, inserito tra l'uno a.e.v. e l'uno dell'e.v..
Inizia dall' 1 Gennaio del 4713 a.e.v. enumerando tutti i giorni seguenti senza tenere conto dei mesi e degli anni.

ALTRE PRECISAZIONI
- Un anno solare ha la durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 6 secondi. A questo proposito il calendario gregoriano eccede, ogni anno di 24 secondi sull'anno tropico; fra 3500 anni occorrerà eliminare un giorno.
- Un anno lunare (ciclo di 12 lunazioni) ha la durata di 354 giorni, 6 ore, 48 minuti e 48 secondi.
- Il terzo millenio è iniziato nel 1993 e.v. se si considera che Gesù è nato nel 7 a.e.v. oppure, tenuta ferma l'ipotesi di Dionigi, inizierà il Primo Gennaio 2001 e.v. e non il Primo Gennaio del 2000 e.v.; questa è stata una licenza festaiola e commerciale alla quale la chiesa ha dovuto "abbozzare" per non perdere la faccia.

- Secondo il rev. J. Lightfoot, Dio ha dato inizio alla creazione del mondo Mercoledì 23 Ottobre dell'anno 4004 (a.e.v.), alle ore 9.00 antimeridiane. Se i calcoli del reverendo sono ...(?) esatti, dio si sarebbe riposato il Martedi della settimana seguente in barba ai precetti sul riposo al Venerdi, al Sabato o alla Domenica.
- Secondo l'arcivescovo inglese J. Ussher di Armagh-(La Creazione dell'uomo), la terra sarebbe stata creata esattamente Sabato, 22 Ottobre del 4004 (a.e.v.), alle ore 6 pomeridiane
- Secondo Beda la creazione è avvenuta nell'anno 3592 (a.e.v.)
- Secondo Eusebio la creazione è avvenuta nell'anno 5198 (a.e.v.)
- La ricorrenza del Natale è stata fissata al 25 Dicembre all'inizio del IV secolo su sollecitazione di Costantino il Grande e per eliminare la festa pagana dei Saturnali.
- L'anno gregoriano 2000 e.v. corrisponde quindi a:

anno romano (Numa)2753
anno giuliano2046
anno copto1716
anno bizantino7509
anno ebraico (Biblico)5760
anno greco (Seleucide)2312
anno islamico (Egira)1420
anno Nabonassar2749
anno indiano (Saka)1922
anno induista5102
anno buddista (Nirvana)2543
anno giapponese2660
anno cinese4637
anno olimpico2776
anno astronomico (circa)6714

- Ma quanto è vecchio questo mondo? Con riferimento all'anno 2000 e.v., eccovi alcune "dotte" valutazioni:
Eusebioanni 7198
Genebrardanni 6900
Husseranni 6004
Lightfootanni 6004
Pico della Mir.anni 5958
Scaligeroanni 5948
Metoneanni 5761
Bedaanni 5592

CORRISPONDENZE TRA CALENDARIO ROMANO E GREGORIANO
(Per gli eventi più significativi)

a.u.c.e.v.MITOSTORIA
656-98Nascita di Giuseppe.
691-63Nascita di Gioacchino.
692
-62
.Roma conquista la Palestina
695-59Nascita di Anna.
705-49.Erode Antipatro prefetto di Giudea
710-44.Uccisione di Giulio Cesare
711-43.Erode il Grande tetrarca della Giudea
715-39.Erode il Grande re della Palestina
719-35.Inizio costruz. Torre Antonia
731-23Nascita di Maria.
734-20.Inizio ricostruzione Tempio
746-8Unione di Giuseppe e Maria.
747-7Presunta nascita di Gesù.
750-4.Morte di Erode il Grande
7596.Erode Antipa al potere
7607.Censimento fiscale
76714Morte di Giuseppe.
77926.Ponzio Pilato prefetto di Giudea
78027Inizio attività di Gesù.
78330Morte di Gesù.
78431Inizio attività apostoli.
78936.Ponzio Pilato lascia la Giudea
80249Morte di Maria.
81562Morte di Giacomo.
81764Morte di PaoloIncendio di Roma
81865Morte di Pietro.
81966.Moti di ribellione in Palestina
82067.Distruzione di Gamla
82370.Distruzione di Gerusalemme
82673.Caduta di Masada
869116.Moti di ribellione in Palestina
886133.Sconfitta di Bar-Kosba
888135.Fine delle rivolte in Palestina


§ 4 - LE DATE RELATIVE A GESU'

Sulle date di nascita e di morte di Gesù Nazareno ci sono decine di "dotte opinioni", allo stesso tempo tutte valide e tutte criticabili che, indirettamente, avvalorano la tesi che si tratti di un personaggio mitico e quindi difficilmente databile.
Quello che ci mette seriamente in imbarazzo è Luca, il quale afferma che Maria ha avuto l'Annunciazione (cioè è rimasta in cinta) sotto Erode il Grande (morto il 4 a.e.v.) ed ha partorito durante il censimento di Quirino (anno 6-7 e.v.)(!!!!)
In effetti stabilire la data di nascita di Gesù è praticamente impossibile.

- NASCITA DI GESU' (secondo il mito)

L'unico documento che potrebbe dare delle indicazioni utili è il Vangelo secondo Luca il quale però, come sostenuto, malgrado le affermazioni rassicuranti dell'autore, sbaglia in maniera veramente eclatante.
A complicare le cose ci si mette poi anche Dionigi il Piccolo il quale, aggiungendo errore ad errore, ci porta completamente fuori strada.

A conti fatti, sulla base della tabella che segue, ricavata da Luca, dalla data del concepimento (annunciazione) a quella del parto, sarebbero trascorsi 11/12 anni. Se per il fedele questo potrebbe non essere un problema, è innegabile però il discredito che viene gettato sulla storicità della figura di Gesù.


EVENTO

RIFER. STORICO

1 - PROEMIO (Luca)
.....Tuttavia, anch'io, dopo aver indagato accuratamente ogni cosa fin dall'origine, mi sono deciso a scrivere con ordine, egregio Teofilo, affinché tu abbia esatta conoscenza di quelle cose intorno alle quali sei stato catechizzato.
. . . . . . . . . .

Da quello che segue non si direbbe abbia indagato molto.

- ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GIOVANNI BATTISTA
Al tempo di Erode, re della Giudea, .......Dopo quei giorni Elisabetta concepì ma si tenne nascosta.......
. . . . . . . . . .

Erode, (il Grande) re della Giudea, è nato nel 74(a.e.v.) e morto nel 4(a.e.v.) all'età di 70 anni.

- ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GESU'
Al sesto mese Dio mandò l'angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazaret, ad una vergine sposa di un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide ......
. . . . . . . . . .

Dopo sei mesi dall'annuncio ad Elisabetta. Infatti Gesù sarebbe nato tre mesi dopo Giovanni Battista. Quanto a Nazaret era un indirizzo difficilmente reperibile, visto che a quei tempi non esisteva.

2 - NASCITA DI GESU'
In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo censimento fu fatto da Quirino che era governatore della Siria........
.......Mentre si trovavano là, [Betlemme] giunse per lei [Maria] il tempo di partorire.......
. . . . . . . . . .

Il censimento della Palestina è stato ordinato ed eseguito negli anni 6/7(e.v.)

3 - LA PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA
Era l'anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare; Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell'Idumea e della Traconitide;.........

Questo riferimento corrisponde all'anno 27/28(e.v.) circa. E' uno dei riferimenti base su cui Dionigi il Piccolo si è servito per calcolare, sbagliando, l'anno di nascita di Gesù.


I riferimenti attribuiti a Luca sono tratti da:
LA BIBBIA - Nuova versione dai testi originali
Edizioni Paoline S.r.l., 1987
Imprimatur: Frascati, 12-11-1982
Sac. Carlo Meconi, Vic. Gen.

Dovendo comunque iniziare da qualche parte, sono state scelte, per questo lavoro, due date fondamentali:

- DATA DI NASCITA: la notte tra il 13 ed il 14 Novembre del 7 (a.e.v.) / 747(a.u.c.)

- DATA DI MORTE: ore 15 del 7 Aprile del 30 (e.v.) / 783(a.u.c.)

e non c'è nulla che possa far ritenere queste date peggiori o migliori di tante altre che vengono continuamente proposte. La data di nascita ha comunque il pregio, se così si può dire, di avvicinarsi molto alle ipotesi formulate, in proposito e in questi ultimi anni, dalla chiesa, presumibilmente basate sulle deduzioni a suo tempo fatte da Giovanni Keplero.
(Rif. 130,131)
Inoltre, queste due date si accordano, abbastanza bene, con quelle di concomitanti eventi storici, databili con un certo grado di sicurezza. Questo, comunque, non vuol dire che siano esatte: come si può dire quando è nato un individuo che probabilmente non è ...mai nato!

Ad ogni modo, ammettendone l'esistenza, il Gesù sarebbe vissuto su questa terra per 36 anni.


Altro motivo di imbarazzo è la reale durata della predicazione del Cristo:

Un illuminato teologo, Monsignor Bosquet di Vanves, ha calcolato che Gesù, nel corso delle sue peregrinazioni in Palestina, abbia percorso una distanza di 2740 chilometri e 58 centimetri. Tutta la nostra riconoscenza a Mons. Bosquet anche se quello che ci preoccupa un poco sono i ....58 centimetri.

In fondo, però, la cosa non ha molta importanza; quello che realmente importa è di non dimenticare i fatti e gli eventi che si tramanda siano accaduti.


§ 5 - I PRESUNTI GENITORI DI GESU'

SEPHER TOLDOS JESCHUT (Una Ipotesi)
Per completezza di informazione riprendiamo il brano che segue dal Dizionario Filosofico di Voltaire, alla voce Messia. Il brano risente molto del noto e viscerale atteggiamento antisemita dell'Autore; resta comunque il fatto che si tratta di un antico e poco noto documento (vero o falso che sia) che questo testo, considerate le premesse iniziali, non può esimersi dal riportare.

Fra tutte le opere dettate da questo loro accecamento, [degli ebrei] nessuna è così odiosa e stravagante come l'antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, rimesso alla luce da Wagenseil, nel II tomo della sua opera intitolata: Tela Ignea, ecc.
In questo libello si può leggere una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, forgiata con tutta la passione e la malafede possibili. Così, per esempio, vi si trova che un certo Panther o Pandera, abitante di Betlemme, essendosi innamorato di una giovine donna sposata a Jochanan, ebbe da questo commercio impuro un figlio che fu chiamato Jesua o Jesu. Poi il padre di questo bambino fu obbligato a fuggire, e si ritirò a Babilonia. Il piccolo Jesu da parte sua fu mandato a scuola; ma, aggiunge l'autore, ebbe l'insolenza di star a testa alta e scoperta davanti ai sacrificatori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto come era costume: atto che destò grande riprovazione, e attirò l'attenzione sulla sua nascita spuria, esponendolo così all'ignominia.

Questo Sepher Toldos Jeschut era conosciuto fin dal secondo secolo: Celso lo cita dandogli fede, e Origene lo confuta nel suo IX capitolo.

Un altro libro anch'esso intitolato Toldos Jeschut, pubblicato l'anno 1705 dallo Huldrich, segue più da presso l'Evangelo dell'infanzia, ma formicola di anacronismi e di grossolani errori. Fra l'altro fa nascere e morire Gesù sotto il regno di Erode il Grande, e vuole che davanti a questo principe sia stata mossa la causa dell'adulterio di Panther e di Maria madre di Gesù. L'autore, che prende il nome di Jonathan e si dice contemporaneo di Gesù e abitante di Gerusalemme, dice che Erode consultò a questo proposito i senatori di una città della terra di Cesarea.

(Rif. 410)

E' probabile che quest'altra interpretazione sia stata tratta dal libro "Contro i Cristani" di Celso (II-III sec.) il quale recita:

.....tu t'inventasti la nascita da una vergine: in realtà tu sei originario da un villaggio della Giudea e figlio di una donna di quel villaggio, che viveva in povertà filando a giornata. Inoltre costei, convinta di adulterio, fu cacciata dallo sposo, falegname di mestiere. Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti generò quale figlio furtivo. ........Tua madre dunque fu scacciata dal falegname che l'aveva chiesta in moglie, perchè convinta di adulterio e fu resa incinta da un soldato di nome Pantera.

Alcuni autori ritengono di aver individuato questo misterioso Pantera in:
Tiberio Giulio Abdeo, detto Panthera, centurione dell'esercito romano, presente in Palestina prima del 9 (e.v.).
Sarebbe morto a 62 anni e sepolto nei pressi di Bingerbruck (Germania) dove è stato trovato un monumento funebre a lui dedicato.
(Rif. 855, 330)

Un'altra interpretazione molto fantasiosa (forse troppo!) sostiene che Maria sia stata sedotta niente meno che da Tiberio (futuro imperatore) che da giovane si trovava in Giudea. Questo giustificherebbe le ambizioni di Gesù ad essere proclamato re dei giudei.

Una nuova versione dei fatti viene fornita da Luigi Cascioli, prelevata dal Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli Ebrei).
(Rif. 760)

Ai tempi del secondo santuario, essendo imperatore Tiberio, e ai tempi di Erode II d'Israele, responsabile di azioni malvagie, come è raccontato nello Josippon, in quei tempi c'era un uomo della stirpe di David, chiamato Giuseppe, che aveva una moglie di nome Maria; egli era timoroso di Dio ed era discepolo del Rabbino Schimon ben Shatach. Abitava vicino a lui un malvagio, di nome Jochannan, trasgressore delle leggi ed adultero. Maria era una donna di bell'aspetto, ed il malvagio Jochannan aveva posto gli occhi su di lei, voleva possederla. Così seguiva sempre la donna ma in modo che lei non si accorgesse di nulla.
Il fatto avvenne nel mese di Nissan, alla fine della Pasqua, nel giorno di Sabato, a mezzanotte.
Poiché Giuseppe doveva recarsi al tempio per le cerimonie, questo malvagio si alzò di nottetempo e si appiattò vicino alla porta della casa. Quando Giuseppe uscì, Jochannan entrò in silenzio e giacque con Maria, mentre lei gridava, pensando che fosse il marito:
- Mio signore, mio signore, perchè ti accoppi con me? Non lo sai che ho le mestruazioni e sono impura? Allontanati da me, e non fare questa orribile azione, non suscitare l'ira divina. -
Ma il malvagio giacque con lei e lei rimase incinta di lui. Jochannan se ne andò via ma poco dopo ritornò per ripetere la stessa azione. Maria si ribellò ancora e, sempre convinta che fosse il marito, gli ripetè:
- Non ti è bastato offendere Dio una volta? Ora ritorni ancora? -
Il malvagio, dopo averla posseduta una seconda volta, se ne andò via dalla casa. La donna era addolorata e piangeva, e si colpiva forte il volto per il peccato commesso.
All'alba Giuseppe ritornò a casa e trovò la moglie che piangeva e si lamentava. Le chiese cosa avesse e lei gli rispose:
- Guai a noi e guai a mia madre che mi ha generato, e guai a te che hai commesso una così grave trasgressione, sapendo che ero mestruata sei venuto da me due volte questa notte senza timore di Dio! Cosa sarà di te il giorno del giudizio? -
Giuseppe così le rispose:
- Sei matta, forse hai fatto un sogno e hai pensato che fossi io! -
Ma Giuseppe aveva capito che il responsabile era il suo vicino ma non disse nulla alla moglie. Lo stesso giorno andò dal rabbino Shimon ben Shatach suo maestro il quale, dopo averlo ascoltato, gli disse:
- So che non hai testimoni, per cui la sola cosa che puoi fare per controllare se il figlio che nascerà sarà di Jochannan il malvagio, è di segnarti il giorno. -
Giuseppe, però, pensando che se fosse rimasto a Gerusalemme gli sarebbe venuta grande vergogna e disprezzo per ciò che era avvenuto a sua moglie, la quale sarebbe rimasta incinta non certo di lui che tutti sapevano non aver mai avuto contatti con lei, decise di partire per trasferirsi in Babilonia lasciando la moglie nella sua casa.
Dopo nove mesi avvenne che Maria partorì un figlio a cui dette il nome di Giosuè che era il nome di suo zio, fratello di sua madre. Lo circoncisero a otto giorni.
Maria non avendo mai saputo ciò che era veramente successo, rimase nella convinzione che Giosuè fosse il figlio di suo marito Giuseppe anche se tutti sapevano la verità perchè Jochannan il malvagio lo aveva raccontato alla gente del paese. Tutti parlavano di questo fatto, mentre lei non ne sapeva nulla.
Quando il ragazzo crebbe lo mise in una scuola per studiare la Torah e quel bastardo era intelligente tanto che in un giorno imparava ciò che agli altri non bastava un anno. Per questo che da quel giorno i rabbini dissero:
- I bastardi sono intelligenti ma lo sono di più se figli di una mestruata. -
Giuseppe, marito di Maria, stava in Babilonia lontano da Gerusalemme due mesi di viaggio. Mai chiese di lei nè fece sapere ad alcuno la sua questione e colà rimase per tutta la vita.
Un giorno, durante una lite con i compagni, Giosuè venne a sapere da questi che era un bastardo figlio di una mestruata. Ritornato a casa raccontò tutto alla madre, la quale, dopo essersi accertata che il fatto fosse vero, rimase così sconvolta che gli tolse il nome Giosuè, suo zio, e lo chiamò Gesù.



§ 6 - DEMOGRAFIA E NUMERI

Alcune cifre strabilianti ed assai poco realistiche che, ogni tanto ci vengono prospettate dagli storici dell'antichità, possono avere due possibili giustificazioni:
Pertanto, prima di procedere nella lettura delle cronologie riportate in questo testo, occorre prendere visione di quanto contenuto nel seguente Inserto 03; aiuterà a ridimensionare ed a rendere più comprensibili ed accettabili determinati eventi.



INSERTO 03 - Note Demografiche (secondo recenti studi)
E conformemente alle ultime conoscenze scientifiche:
  • l'universo avrebbe cominciato ad espandersi circa 14-15 miliardi di anni fa (Big-Bang);
  • la vita sarebbe apparsa sulla terra da circa 4 miliardi di anni;
  • l'apparizione dell'uomo (homo sapiens sapiens) risalirebbe ad oltre 160 mila anni or sono;
  • da allora sarebbero vissuti sulla terra oltre 100 miliardi di individui definibili come umani (umanoidi), che solo il prete, con un'imbarazzante e arzigogolata menzogna, può dirvi che fine abbiano fatto (oppure negare sfacciatamente la loro esistenza).
La seguente tabella, compilata sulla base di autorevoli fonti
(Rif. 200,202,203,205, 208,210,215), mette subito in evidenza alcuni valori essenziali per la corretta valutazione degli eventi, almeno in chiave demografica, accaduti ai tempi di Gesù.
(Le cifre in parentesi sono stimate e/o calcolate).

ANNO
(e.v.)
POPOLAZ.MONDIALE
(Milioni)
DETTAGLI
(Milioni)
- 10000(?)Primi tentativi di agricoltura
- 8000(10)Primi insediamenti agricoli permanenti
- 5000(100)Messa a coltura della Valle del Nilo
- 4000(125)Messa a coltura della Valle dell'Indo
- 2500(175)Prime applicazioni dell'uso dei metalli
- 1000(190).
- 600(200).
- 300(220)Di cui: Cina=50
1(250)Inizio dell'Era Volgare
Di cui:
Europa=35 di cui: Italia=4
India=45
Cina=58 (Primo censimento cinese)
Impero Romano=26
200(255)Di cui:
Europa=38
Vicino Oriente=18
Impero Romano=35 / 50(?)
400(260)Di cui: Europa=32
600(300)Di cui: Europa=30
800(330)Di cui:
Europa=35
1000(365)Di cui:
Europa=40 di cui: Italia=5
1200(400).
1300(420)Di cui:
Europa=70 di cui: Italia=12
1400(435).
1500(450)Di cui: Europa=85
1600(470)Di cui:
Europa=89 di cui: Italia=13
1650500.
1700(650)Di cui: Europa=125
1760(780)Di cui: Europa=140
(Cristiani=50)
1800(820)Di cui:
Europa=146 di cui Italia=18
18301000.
1900(1700)Di cui:
Europa=295 di cui Italia=33
19502500.
19764000.
19895240.
20006000Di cui:
Europa=510 di cui Italia 57
2010(6890)Di cui:
Terzo Mondo=5670
2020(7500).
2025(8000)(Proiezione)Di cui:
Terzo Mondo=6800


Occorre anche tenere presente che, all'inizio dell'Era Volgare, la vita media di un individuo è stata stimata in 30 anni.


(Secondo Deevey Edward - The Human Population - vi sono invece buone ragioni per ritenere che fra l'8000 e il 4000 (a.e.v.), come conseguenza della rivoluzione agricola, l'umanità sia aumentata di circa 16 volte.)

Tenuto conto della tabella, si possono fare alcune osservazioni sulla Palestina, anche se mancano molti elementi per un calcolo preciso:
  1. - nell'anno 754(a.u.c.), anno 1(e.v.), la popolazione dei territori conquistati e facenti parte dell'Impero Romano era di circa 26 milioni di individui;
  2. - la superficie dei territori conquistati poteva essere di circa 6 milioni di Kmq;
  3. - la Palestina entro i suoi confini, come allora definiti, aveva una superficie di circa 20.000 Kmq, una parte estremamente modesta dell'impero;
  4. - parte del territorio palestinese era di natura desertica e, quindi, più adatto alla pastorizia che a consistenti insediamenti agricoli; si può perciò supporre una densità di popolazione, per Kmq, molto modesta.
  5. - tutto il territorio palestinese era stato conquistato, ed era tenuto sotto dominazione, con un impiego di truppe decisamente ridotto. Infatti l'esercito di occupazione era composto da 3 coorti di legionari, pari a 1800 uomini, più altri 1200 militi facenti parte della cavalleria o appartenenti a gruppi ausiliari composti da soldati greci, siriani e arabi.
    (Rif. 130)
Vagliando tutti gli elementi disponibili e tenuto conto di una miriade di fattori, qui non elencati, si può, molto grossolanamente, stimare una popolazione palestinese residente compresa tra 160.000 e 240.000 persone. L'incertezza è grande ma qualche conferma, indiretta, ci può venire dall'esame di un altro aspetto: superficie e popolazione di Gerusalemme.

La città, a quell'epoca, affidandoci alle mappe contenute in Rif. 130, poteva avere, entro le mura, una superficie di 1.500.000 mq. in proiezione orizzontale. A questo occorre togliere 135.000 mq. per lo spazio occupato dal Tempio ed almeno altri 200.000 mq. per spazi destinati ad edifici pubblici, palazzi residenziali, fortificazioni ecc.; restano perciò 1.165.000 mq. destinati a vie di comunicazione cittadine e case di abitazione, senza dimenticare che la città non è in piano (si eleva sino a 750 metri s.l.m.) e, quindi, la superficie non è perfettamente godibile. Anche se conti precisi non se ne possono fare, si può però ragionevolmente pensare che l'area entro le mura e gli agglomerati fuori porta potessero ospitare dai 30.000 ai 35.000 abitanti.
R. Laurentin (Rif. 378) ritiene che gli abitanti di Gerusalemme potessero essere circa 25000.
Durante particolari festività religiose era probabile che tale popolazione raddoppiasse.

Un riferimento improprio e unicamente orientativo: nel 424 (a.e.v.) Alessandro il Grande parte, per raggiungere l'India, con un esercito di soli "23000 uomini".
(Rif. 250)

Alle soglie del terzo millenio i cristiani nel mondo sono circa un miliardo. Di questi circa 600 milioni appartengono alla setta cattolica; gli altri appartengono alle altre numerose sette quali: protestanti, ortodossi, pentecostali, anglicani, ecc. Nella sola America del nord sono state contate oltre 500 distinte forme di cristianesimo.













PARTE II - I Miti e le Credenze del Passato





- LE POSSIBILI CHIAVI DI LETTURA

A questo punto è inutile continuare ad ignorare il fatto che l'argomento trattato (anche il modo di esporlo e gli inevitabili commenti) potrebbe essere recepito, da taluni lettori, come dissacrante, irriverente ed anticlericale.
Trattandosi di una esposizione atea e razionale: anticlericale lo è per forza di cose!
Anche se il recepire o meno certi messaggi, dipende molto dalla conoscenza, dalla formazione e dal substrato culturale di chi legge.

Al di là di qualsiasi spunto polemico, si può affermare che esistono due possibili chiavi di lettura per il contenuto di questo testo.
La prima può essere quella suggerita, indirettamente, da S. Ignazio di Loyola (1491-1556 e.v.) che, ai suoi tempi, affermava:

- Noi dobbiamo essere pronti a credere che ciò che vediamo è bianco,
quando invece è nero, se la gerarchia della chiesa ha deciso così.


L'altra chiave la suggerisce Voltaire il quale, malgrado tutto ciò che si è detto di lui, non era affatto ateo ma un deista convinto:
- Il dubbio è scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno.







Questa parte della nostra cronologia intende ricordare, e dare il dovuto rilievo, ai numerosi culti e alle credenze che si sono sviluppate, (e hanno influenzato il primo impianto del cristianesimo) nel corso dei millenni, a partire dalle primordiali manifestazioni di "fede" derivate dal culto naturale e primigenio del "sole" e da quello della "dea madre" (i cosi detti culti della fertilità).


PERIODO: Preistorico


"Qualche decina di migliaia di anni or sono, un primate della famiglia delle grandi scimmie, l'Homo Sapiens, prese coscienza di sè e cominciò ad utilizzare la straordinaria capacità di poter "opporre il pollice alle altre dita della mano"; questo gli consentì di costruirsi strumenti ed utensili, più sofisticati del semplice primitivo randello, atti a rendere più agevole e meno precaria la sua esistenza.
Quasi contemporaneamente, sempre in questo periodo, l'uomo sviluppò la capacità di comunicare, articolando un certo numero di fonemi in sequenze logiche e coordinate.
La possibilità di poter trasmettere messaggi e di riceverli permise all'uomo di sviluppare la cooperazione con i suoi simili, rendendo più efficaci le sue azioni, costruendo oggetti sempre più complessi, grazie allo scambio di reciproche esperienze.

Il linguaggio articolato permise, ben presto, di andare oltre la comunicazione delle banali e quotidiane esperienze, ma consentì di esprimere anche quelle fantasie, quei fantasmi e quelle angosce che animavano la mente di questi primi uomini.
Ben presto gli uomini cominciarono a chiedersi il perchè della loro esistenza e come intervenire contro le forze di una natura sovente ostile ed, infine, la maggior parte di essi si convinse della esistenza di cose impossibili da spiegare e con le quali era necessario convivere.

La maggior parte ma non tutti.

Alcuni continuarono, quasi inconsciamente, a riproporsi domande di natura esistenziale ed infine ai tanti perchè qualcuno riuscì a dare una risposta che pareva plausibile: "potenze misteriose ed esseri sovra-naturali dovevano/potevano governare ed influenzare le forze della natura."
(Rif. ***)

E' stata una delle idee più nefaste del genere umano: erano nati poteri misteriosi, gli spiriti, gli dei, ma era anche nata la convinzione di poterli in qualche modo ammansire ed influenzare con implorazioni, doni, regalie e sacrifici.
L'invenzione degli dei e la convinzione di poterli ammansire con offerte di cibi e di animali sacrificali suggerì a qualcuno, più scaltro degli altri, di porsi come intermediario tra gli uomini e gli dei, vantando qualità e poteri che esistevano solo nella sua fantasia ma che gli altri, per ignoranza o per oscuri timori, non erano comunque in grado di contestare.
Questo diede luogo alla seconda e più funesta invenzione dell'umanità: lo sciamano, lo stregone, il sacerdote, il prete, o altro che dir si voglia.

All'inizio gli sciamani-stregoni si limitarono ad esercitare forme di magia primitiva atte ad esorcizzare la cattiva sorte nella caccia, nella malattia (prime forme di medicina che davano credibilità a chi le praticava), nella disgrazia ma, in particolare combattere quel senso di stupefatto terrore che colpiva i nostri antenati quando sognavano apparizioni di persone, a loro care, già defunte. Stava nascendo il concetto di "spirito-anima" e la conseguente "intossicazione-religiosa".

In tempi relativamente recenti (fine 1800) sono state scoperte in Europa numerose grotte
- in Francia: Lascaux, Niaux, Chauvet, ecc.
- in Spagna: Altamira, El Castillo, ecc.
molto profonde e decorate con migliaia di disegni primitivi di animali e con strani simboli di difficile interpretazione.


Le datazioni al radiocarbonio fanno risalire queste pitture da 32000 a 13000 anni fa e quindi eseguiti da uomini di Cro-Magnon o da loro sciamani. Le interpretazioni avanzate dagli esperti sul significato e utilità di questi disegni sono diverse e discordanti e vanno da:
- simboli propiziatori della caccia
- simboli propiziatori della fertilità
- simboli di qualche primitiva forma di religione.


(Rif. 712)

Successivamente lo sciamano-prete, in cambio di riti propiziatori, sempre più complessi e di sua invenzione, cominciò ad accaparrarsi i doni destinati agli dei, attribuendo a se stesso il merito di ciò che andava bene ed era del tutto normale e scaricando invece, con subdole motivazioni, le colpe di ciò che non andava affatto bene, malgrado i riti, su quelli che lo mantenevano, accusandoli magari di "poca fede".
Poco alla volta il sacerdote divenne sempre più esoso e prepotente, pretendendo sacrifici sempre più onerosi, sino a giungere ai sacrifici umani di vergini e di giovinetti, scannati o bruciati vivi, per soddisfare l'ambizione di un potere disumano e la sete di ricchezza della classe sacerdotale.
Studi recenti lasciano intuire il sospetto che questi sacerdoti si nutrissero, durante i loro riti, della carne delle loro vittime. D'altro canto il cannibalismo, rituale o meno, è stato un fenomeno esteso e non ancora del tutto estinto, e ancora presente presso certe etnie dell'Oceania.
In seguito, una lenta ma inarrestabile evoluzione, convinse infine gli uomini della inutilità di certi barbari sacrifici, costringendo allo stesso tempo il prete a difendere le sue posizioni di potere con motivazioni sempre più sottili, ambigue ed incomprensibili.
Si sostituirono così alle vecchie paure ancestrali, ormai in parte sopite,

le nuove frottole sull'anima, su chi governa il mondo, sull'aldilà, sul dopo la morte, sulla vita eterna, ecc.

Il concetto di "magia-rituale" si stava lentamente evolvendo in quello più complesso di "religione". Religione che, a detta di Spinosa, per la maggior parte della gente significa solamente professare il massimo rispetto per il prete ingannatore e profittatore che si vanta di avere rapporti con un dio misterioso e incomprensibile che solo lui conosce.
Occorreranno millenni prima che il concetto di religione venga a sua volta purificato e ricondotto a quello di "scienza", destinato ad estirparlo.
(Rif.710,752,***)


PERIODO: Protostorico

Nascono in questo periodo (alcuni sostengono tra il 13000 ed il 10000 a.e.v.) i "culti solari", diffusi praticamente in tutto il mondo, con gerarchie sacerdotali e riti ben organizzati.

Secondo alcuni autori anche la Massoneria risalirebbe a questo primitivo e indefinibile periodo, ma si tratta evidentemente di un mito. Sempre secondo questo mito, la rete sovrannazionale delle confraternite massoniche sarebbe il più antico e mai interrotto culto/credenza del mondo, risalente a migliaia di anni or sono, al tempo in cui gli uomini cominciarono a costruire i primi edifici in pietra.
La religione cristiana e la massoneria avrebbero, in fondo, una origine comune: entrambe derivano, direttamente o indirettamente, dagli antichissimi culti solari. La differenza sostanziale tra i due culti è che la religione cristiana è una parodia del culto del Sole, dove al posto del Sole stesso è stato messo un uomo chiamato il "Cristo".
Nella Massoneria, invece il Sole è rimasto tale e la sua immagine è, ancora e sempre, il grande emblema ornamentale delle Logge massoniche e dei relativi costumi da cerimonia.
Il mito (o cerimoniale massonico) tende (o auspica) in linea di massima, al rinnovamento dei miti o delle credenze pagane, onorando un ente supremo che viene definito GRANDE ARCHITETTTO dell'unniverso, cioè un altro dio che si sovvraporrebbe (o si sostituirebbe) alle entità monoteistiche, ai quali fanno riferimento il giudaismo, il cristianesimo e, infine, l'islamismo.
E' pertanto con una certa perplessità che il pensiero razionale, espresso in questo sito, si accorda con fatica ai pur tanti meriti espressi dalla massoneria, durante il decorrere dei secoli.
(Rif.710,374)

Nel corso dei millenni, numerose credenze sono apparse e scomparse per soddisfare a determinate esigenze sociali, economiche, e politiche.
In certe circostanze l'essere umano
è stato costretto a credere, come a respirare,
per poter soppravvivere.
L'esistenza terrena, è stata posta come una forma di passaggio, che invita/obbliga ad adeguarsi alla realtà e all'accettazione di un destino e delle norme della tribù/contesto-sociale, predicando che la ricompensa, che si trova sempre nell'aldilà, consiste in un paradiso ricolmo di delizie e di possibili rivalse. La dottrina diventa così un un elemento di controllo e di battaglia politica.

CULTI SOLARI E DELLA FERTILITA'
Questo è un breve accenno alle caratteristiche dei miti che risalgono alla notte dei tempi. Vengono qui elencati solo alcuni concetti elementari che erano alla base dei primi culti solari apparsi sulla Terra.

Il motivo per cui tutti i racconti mitici sono così simili tra di loro come, ad esempio, l'uomo-dio crocifisso e risorto, che opera miracoli e che ha 12 apostoli, dipende dal fatto che tutte queste narrazioni sono ispirate al moto del sole attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo millenario di idee astro-teologiche, avvenute in ogni parte del mondo, in quanto i 12 segni dello zodiaco possono essere osservati ovunque.

In altre parole, Gesù e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono soltanto personificazioni dell'entità solare e, tra questi, la favola evangelica è soltanto una piatta ripetizione di una comune ricetta mitologica, basata sul creduto movimento del sole intorno alla terra.
Molti degli uomini-dio crocifissi, in ogni parte del mondo, hanno in comune la data di nascita fissata al 25 Dicembre. Questo è dovuto al fatto che i nostri antenati, attenti osservatori del cielo, avevano notato (da una prospettiva geocentrica) che il sole si abbassa annualmente verso l'orizzonte, sino alle date del 21/22 Dicembre, solstizio d'inverno, dove sembra restare fermo per circa tre giorni, per poi riprendere nuovamente il suo percorso ascendente sino allo zenit del solstizio d'estate. Durante questo periodo gli antenati credevano che il sole morisse (allegoricamente), per tre giorni, per poi risuscitare il 25 Dicembre.

In sintesi:

Secondo alcuni gruppi di archeologi e di antropologi, in periodo preistorico, si sarebbero anche sviluppati culti dedicati alla "DEA MADRE", simbolo della fertilità. In questo periodo si sarebbe costituita una civiltà a carattere tipicamente matriarcale (isola di Malta?).
Si tratta per ora di tesi piuttosto incerte che attendono ulteriori conferme.

In effetti il culto della Dea Madre si potrebbe far risalire almeno al 35.000 (a.e.v.), pertanto si potrebbe affermare che costituisca la religione più antica del mondo, la cui storia e la cui eredità si perdono nelle nebbie del tempo.
Con la comparsa dell'uomo di Cro-Magnon, la prima specie riconoscibile come umana, intorno al 35.000 (a.e.v.) si cominciano a vedere immagini e materiale iconografico che sembrano rappresentare la figura della dea.

(Rif. 725)

Quello che invece appare certo è che:

Le religioni dell'Egitto e della Babilonia, come le altre religioni antiche, erano in origine culti della fertilità.
La terra era femmina, il sole maschio. Il toro era normalmente considerato come una personificazione della fertilità mascolina e comuni erano gli dei-tori. (A volte anche il gallo assumeva questa caratteristica.)
In Babilonia, Ishtar (nota anche col nome grecizzato "Astarte"), la dea della terra, era la suprema divinità femminile. In tutta l'Asia occidentale la Gran Madre era adorata sotto vari nomi. Quando i coloni greci dell'Asia Minore trovarono i templi ad essa dedicati la chiamarono Artemide e ne adottarono il culto.
Questa e' l'origine della "Diana di Efeso". Il cristianesimo la trasformò nella Vergine Maria e fu un concilio tenuto ad Efeso (430-431 d.c.) che legittimò il titolo di "Madre di Dio", attribuito a quella che viene chiamata "Nostra Signora".

(Rif. 382)


Uno o più furbastri, non si sa bene chi, come, dove e quando (probabilmente nell'antichissima India), hanno inventato i concetti di "primo uomo", di "peccato originale" e ne hanno derivato il "bisogno di redenzione", ponendo le basi per lo sviluppo dei primitivi culti di stampo cristiano, che si sono susseguiti nel tempo sino ai nostri giorni, consentendo a noi di godere della versione più aggiornata, o almeno quella più sfacciatamente perversa. Nei tempi andati la chiesa è sempre stata alleata del potere, sino a diventare essa stessa un potere dal ventre sempre più insaziabile.

A proposito di peccato originale un autore ha dato una interpretazione un po' scanzonata di come sono andate le cose; d'altro canto riesce difficile mantenere una parvenza di serietà su di un argomento del genere. E poi, scusatelo, si è dimenticato del serpente!!

In uno di quei caldi e pigri pomeriggi d'estate, durante i quali la gente sonnecchia, si tedia e si fa venire strane idee, due sbrindellati primitivi, (lui si chiamava Adamo, lei Eva), rubano una mela nell'orto del loro Grande Vicino e se la mangiano.
L'avessero mai fatto!!
Il Grande Vicino si chiamava Dio, un tipo estremamente bizzoso, permaloso e vendicativo.
Seduta stante il Grande Vicino chiama il funzionario addetto agli sfratti, un certo Arcangelo Michele, il quale, senza tanti complimenti, caccia i due ladruncoli dalla loro comoda sistemazione in località Eden. Ma non basta: il Grande Vicino è talmente offeso che condanna anche alla eterna dannazione tutti i discendenti a venire dei due poveri bamba.
Tutto per una mela! E' vero che, come è stato poi detto, si trattava di una mela che aveva lo strano potere di infondere, per via gastro-intestinale, particolari conoscenze sulla natura del bene e del male, ma la reazione del Grande Vicino è stata, ad ogni modo, estremamente esagerata. E poi se ci teneva tanto, e conoscendo bene i suoi vicini (li aveva creati lui), non poteva recintare il suo orto?
Comunque inutile piangere sul latte versato; sta di fatto che le due disgraziatissime creature vengono così costrette a vivacchiare al meglio pascolando pecore. E tra un pascolo e l'altro fanno figli.
Considerati i genitori, anche i figli non potevano essere granché. Infatti il primo, l'Abele, era un piccolo leccapiedi, un ruffianello che non perdeva mai occasione di insaponare il Grande Vicino, forse nella segreta speranza di indurlo a far rientrare la famiglia nell'Eden. Il secondo, Caino, era invece di tutt'altra pasta; molto irascibile e sempre pronto a farsi saltare la mosca al naso, tanto che un giorno, in cui gli zebedei gli giravano più del solito, stende secco il mite Abele con una randellata sul cranio.
Beh! Cosa credete sia successo? Niente di niente. Il Grande Vicino, con uno strano senso della giustizia, che per una mela aveva condannato all'eterna dannazione miriadi di nuove generazioni, di fronte ad un omicidio (anzi un fratricidio) si limita a dare un gran cicchettone al Caino e poi lo abbandona al suo destino.
Del terzo figlio, Set, non c'è molto da dire: non era nè carne nè pesce.

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(Rif.***)

Le figure di Caino e Abele sono una piatta ripetizione dell'analoga vicenda avestica di Manu e Yima mentre l'evento del diluvio ha il suo preciso riscontro nei fatti narrati nel "Poema di Gilgamesh".
Anche Noe fa bella mostra di sé nel mito babilonese di Ut-Napishtim.

A proposito del frutto proibito, chi ha detto che si trattasse di una mela? Solo i cattolici. Gli ebrei sostengono che fosse un fico, gli ortodossi un'arancia, gli islamici un grappolo d'uva o un calice di vino. In effetti la mela è un frutto nordico, portata in oriente solo a partire da tempi abbastanza recenti.

Secondo alcuni Adamo, creato ad immagine e somiglianza di dio, sarebbe nato già circonciso. Questo crea qualche perplessità perchè, posto che il riscontro di immagine e somiglianza sia in perfetta aderenza con il suo creatore, allora si deve supporre che anche dio sia circonciso. Per quale arcano motivo?

C'è anche chi ha stabilito che Eva si sia tolta lo sfizio all'età di 80 anni, due mesi e 17 giorni.
(Rif.755)


Ora, è sulla base di questa colossale stupidaggine (peraltro, in parte, derivata dalla più antica leggenda del "Giardino delle Esperidi" e delle mele d'oro) che una moltitudine di furfanti, scansafatiche, autoproclamatosi ministri di Dio ed operando nel contesto di molteplici religioni e culture, hanno per millenni assurdamente terrorizzati, colpevolizzati ed asserviti al loro bieco potere miliardi di individui.

Le figure di Adamo ed Eva appartengono e sono derivate da numerose altre culture.
Nella versione induista ADIMA ed HEVA, precedono di migliaia d'anni la corrispondente versione ebraica.
Nelle versioni sumerica e babilonese del mito del Giardino dell'Eden, la coppia originale era stata creata attribuendo ai personaggi la stessa ed uguale importanza allora attribuita alla grande dea Aruru. La versione sumerica è nata 2000 anni prima che la Bibbia fosse compilata ed è contenuta in un documento (Cilindro della tentazione) oggi conservato presso il British Museum di Londra.

Nella versione ebraica la donna diviene inferiore ed assoggettata all'uomo e considerata come la maggior colpevole del peccato originale.

Origene, 1700 anni fa, a proposito del mito del Giardino dell'Eden scriveva: "Nessuno può essere "tanto folle" da ritenere questa allegoria come la descrizione di un fatto reale.". Dichiarazione incauta; infatti Origene venne in seguito scomunicato e milioni di persone si dimostrarono esattamente "tanto folli".

Benchè assurdo questo mito ha ancora molto potere su di un gran numero di individui di mente ristretta, deliberatamente mantenuti nella ignoranza da obsoleti fondamentalismi. Anche adulti educati, a volte insistono sul fatto che un Dio onnisciente, onnipotente e "inconsistente" abbia creato il mondo (dal nulla!!!) per scopi suoi propri, incomprensibili e imperscrutabili.
In barba a Pitagora il quale, già ai suoi tempi, affermava che la religione è la cultura dei poveri di spirito.
(Rif.520)


#1 - ANNI: 4000-3500 (a.e.v.)(?)

In questo periodo nasce e si sviluppa in Egitto il culto di Iside, di Osiride e successivamente quello di Horo.

Le leggende di Iside, di Osiride e di Horo risalgono a migliaia di anni addietro e molti popoli, per millenni, hanno creduto che Osiride fosse una persona reale, vissuta fisicamente, secondo alcuni, ben 22.000 anni or sono(!)
Il culto di Iside di Osiride e di Horo era comunque largamente diffuso in tutto il mondo antico, compresa Roma.
Secondo le più comuni credenze egiziane Osiride ed il suo figlio Horo erano personaggi fondamentalmente intercambiabili:
Io e mio Padre siamo Uno.
Tra tutti gli dei "salvatori" adorati all'inizio dell'era cristiana, Osiride ha contribuito con molti particolari alla definizione della figura del Cristo. Già molto vecchio in Egitto, Osiride fu poi identificato con altri dei egiziani a lui vicini e, poco alla volta, finì per assorbirli tutti; gli sono state attribuite oltre 200 definizioni divine ereditate dagli altri dei.

Il culto di Osiride contribuì con numerose idee e concetti alla stesura della prima Bibbia ebraica. Il Salmo 23 è la copia di un testo egiziano che nomina Osiride come il "Buon Pastore" che conduce i defunti verso i verdi pascoli e le fresche acque della terra di Nefer-Nefer, che ristora i corpi e le anime e dà loro protezione nella valle delle Ombre della Morte.
Anche la nota preghiera del Padre Nostro ha le sue ancestrali origini in un inno dedicato ad Osiride/Amon: Oh Amon, Amon che sei nei cieli...
Alcuni autori hanno notato strabilianti somiglianze tra gli insegnamenti di Osiride e quelli dei Vangeli; alcune frasi sono simili parola per parola. Esistono somiglianze anche nei riti come, per esempio, l'elevazione dell'ostensorio.
Osiride, nella sua veste di Karast (KRST=Cristo) egiziano, esprimerebbe il concetto primo del Cristo, ripreso successivamente dai movimenti gnostici e poi adottato a Roma.
Osiride era anche considerato il Dio del Vino e un maestro itinerante che portò la civiltà nel mondo.
Nella sua passione Osiride fu vittima delle trame del fratello Set e dei suoi 72 accoliti. Come per Gesù, la resurrezione di Osiride serviva a dare speranza a tutti coloro che credono in una vita eterna.

La creazione del mondo, secondo quanto concepito dalla teologia egizia, ha dei risvolti quanto meno singolari. Sentite questa: all'inizio c'era il caos; poi sul caos comparve RA (il dio sole) il quale "tenendo il fallo in mano ed eiaculando sul caos" diede origine a due gemelli: l'aria e l'acqua. Questi due gemelli successivamente diedero origine a Osiride e Iside ed infine questi generarono Horo e Set.

A Luxor, nella Valle dei Templi, su alcuni edifici risalenti a circa il 1500 a.e.v., si possono vedere immagini relative all'Annunciazione, all'Immacolata Concezione di Iside ed ai Magi che offrono doni ad Horo. Nelle catacombe di Roma ci sono invece dei dipinti che rappresentano la vergine Iside con in braccio Horo bambino. Questi prototipi della Madonna col Bambino sarebbero opera di alcuni seguaci gnostici.
Nelle chiese cattoliche più antiche è facile vedere sopra l'altare maggiore un triangolo equilatero che racchiude un occhio; è un simbolo del culto egiziano che simboleggia l'onnipresenza dell'occhio di Osiride.
(Rif. 710,761,520,***)


#2 - ANNI 2500-2000 (a.e.v.)

A Babilonia nasce e si sviluppa il culto di Adonis / Tammuz.

Gerolamo, uno dei primi padri della chiesa, sosteneva che Betlemme era stata, in origine un luogo sacro dedicato al dio-salvatore Adonis, divinità solare della fertilità.
Adonis sarebbe nato centinaia di anni prima dell'era cristiana nella stessa grotta che, più tardi, si suppose fosse il luogo di nascita di Gesù.
Adonis è stato uno degli dei favoriti dei semiti e degli ebrei in genere ed, ogni anno, durante la sua "passione", nel Tempio di Gerusalemme, le donne lamentavano la morte del "salvatore" rappresentato con una corona di spine in capo e sacrificato nelle sembianze di un agnello. Nello stesso Tempio la dea Ishtar era adorata nelle sembianze di Maria, Regina del Cielo (Ezec.8:14).
Adonis/Tammuz fu importato da Babilonia dagli ebrei tornati dall'esilio ma questa divinità pare fosse molto più antica. Il culto era stato derivato da quello del dio-salvatore dei sumeri Dumusi, (Dumu-si-absu) il "figlio del sangue", il "signore dell'abisso". Tammuz conduceva al pascolo le greggi celesti che si riteneva fossero le anime dei morti salite in cielo.

Il culto di Tammuz occupava una posizione centrale tra i sacri miti di Gerusalemme; il Nuovo Testamento lo ha ridotto di rango e lo ha trasformato in un semplice apostolo di nome Tommaso.
Nella sua veste di dio della fertilità, Adonis era rappresentativo dello "spirito del grano". Betlemme significava Casa del Pane, Casa del Grano o anche Casa del Pane di Grano. Questi significati si sono persi nel mito cristiano facendo dire a Gesù, come al suo predecessore Horo, "Io sono il pane della vita". (Gv 6:48)
(Rif.710,520)


#3 - ANNO: 2000 (a.e.v.) (circa)

Il culto di Baal nasce e si diffonde in Fenicia

Baal era un dio di origine fenicia il cui culto era molto seguito anche in Palestina, sino ai tempi della distruzione di Gerusalemme. La "passione" di Baal è ben descritta su tavolette vecchie di 4000 anni, oggi conservate al British Museum di Londra.
(Rif.710)

Per la precisione Baal non è il nome di un dio. In cananeo significa "signore" e veniva usato come attributo ricorrente, o titolo, per le divinità ed infatti Yahve era anche chiamato Baal.
Il Baal qui menzionato ha un suo nome specifico: ALEIAN-BAAL.
Nella demonologia medievale esso divenne un diavolo, re dell'inferno, insegnante di ogni genere di conoscenza e comandante di 66 legioni demoniache. Cristianesimo ed ebraismo, infatti, hanno sempre assimilato gli dei altrui a demoni inviati dall'inferno per essere adorati da altri popoli (sulla scia dei ragionamenti del Deuteronomio); niente da stupirsi quindi che le divinità cananee venissero considerate esseri demoniaci dai rabbini e che i Crociati e, più tardi, i Padri Pellegrini, per naturale imitazione, considerassero i musulmani e gli indiani d'America "adoratori del diavolo".
(Rif.725)


#4 - ANNI: 2000-1000 (a.e.v.)

E' assodato che in questo periodo il culto di Mitra sia nato in India e si sia diffuso rapidamente anche in Persia.

Mitra è una divinità molto antica, (sicuramente attestata nel 1400 a.e.v.), il cui culto era diffuso sia in Persia che in India (Mitra-Varuna), ed ha anticipato il "salvatore" cristiano di parecchi secoli. Il mitraismo è uno dei sistemi religiosi più vecchi della terra e le sue origini risalgono all'epoca storica delle primitive razze persiane. Resta comunque difficile dire quando questo culto sia nato; si hanno testimonianze di un culto similare su uno dei libri induisti (R_gveda): Il Libro Della Lode, dove viene individuato come Mitra-Varuna; unitamente ad Ahura-Mazda e ad Anahita avrebbe fatto parte di una "Trinità Solare".
In effetti il culto di Mitra era, nei decenni che precedettero l'era cristiana, il più popolare ed il più diffuso dei culti pagani.

Nel 65-63 (a.e.v.) le armate di Pompeo si convertirono in massa a questa fede e la introdussero in tutto l'Impero Romano dando origine ai Misteri Mitraici di Roma. Il mitraismo si sviluppò con grande rapidità attraverso tutto l'Impero e fu adottato, sostenuto e protetto dai numerosi imperatori che precedettero Costantino.
Il mitraismo ha rappresentato il più grande ostacolo alla diffusione del nuovo cristianesimo e quest'ultimo ebbe la meglio, di stretta misura e per motivazioni del tutto politiche.

Alcuni dei sotterranei del Vaticano risalgono a prima del 376 (e.v.) e sono quelli del precedente tempio di Mitra. In quell'anno, il 25 Dicembre, il prefetto di Roma, su ordine dell'Imperatore, soppresse il culto di Mitra e consegnò il santuario al nuovo culto rivale. L'attuale complesso del Vaticano è costruito sopra l'antico papato di Mitra e la gerarchia della chiesa è oggi del tutto identica a quella mitraica originale; esistevano infatti dei "padri" che guidavano i fedeli; il capo dei padri, una specie di papa, che era sempre vissuto a Roma, era chiamato "Pater Patratus" o anche Papa o Pontefice Massimo.

La collina del Vaticano a Roma, considerata come sacra a Pietro, la "roccia" del cristianesimo, in origine era consacrata a Mitra e a questo proposito sono stati rinvenuti parecchi reperti. Alcuni autori sostengono che anche la improbabile casa di Paolo a Roma fosse anch'essa un sito di culto mitraico.
I cristiani copiarono molti particolari della religione misterica di Mitra, come ad esempio:
- la struttura dell'altare
- l'ostia
- l'uso dell'acqua santa
- il segnarsi in fronte con le dita
- ecc.
A chi faceva notare queste coincidenze, i primi cristiani rispondevano che era stato il Diavolo a creare questo stato di cose per confondere i fedeli!
Nei primi secoli dell'era cristiana, la mescolanza delle credenze di Attis con quelle di Mitra e, più tardi, con quelle di Gesù avvenne lentamente nel tempo e senza particori soluzioni di continuità.
Inoltre la sua influenza nella formulazione del successivo credo zoroastriano è innegabile.

Il culto di Mitra era diffuso anche in Cina dove era conosciuto come "L'Amico" e rappresentato nelle vesti di un Generale difensore dell'uomo in questa vita e protettore dal male nella vita post-mortem.
I resti e le rovine dei templi mitraici sono reperibili ovunque: dalla Palestina al Nord Africa, dai territori dell'ex impero romano sino all'Europa centro/settentrionale ed in Inghilterra.
(Rif.710,520,530,***)


#5 - ANNI: 1400-1200 (a.e.v.)

Nasce in India e si diffonde velocemente il culto del "messia" indiano Krishna.

Le analogie tra il personaggio cristiano Gesù ed il messia indiano Krishna sono centinaia soprattutto se si prendono in considerazione i primi testi cristiani che attualmente sono considerati apocrifi. Ma non è il caso di spingersi tanto oltre.
Il culto di Krishna era ben noto ai soldati greci al seguito di Alessandro Magno.
E' interessante notare che, come accaduto per Gesù, Budda ed Osiride, molti popoli hanno creduto e credono ancora che Krishna sia stato un personaggio storico, anche se niente lo può dimostrare.

La storia di Krishna, come è ricordata nelle antiche leggende e nei testi indiani, pervenne in Occidente in parecchie occasioni e in tempi diversi.
Una teoria sostiene che il culto di Krishna prese la via per l'Europa all'inizio dell'800(a.e.v.), probabilmente portato dai fenici. Altri sostengono che questo culto fosse gia presente in Irlanda, molto prima di questa data, esibendo prove etimologiche, linguistiche ed archeologiche a sostegno di questa primitiva migrazione. Resta comunque il fatto che il mito di Krishna fu reintrodotto nella cultura occidentale in parecchie e diverse circostanze, non ultima quella fornita da Alessandro Magno dopo l'espansione del suo impero ed il suo soggiorno in India.

Si sostiene anche che questo culto sia stato nuovamente riportato in Occidente durante il I secolo (a.e.v.) da Apollonio di Tiana il quale, al ritorno da uno dei suoi viaggi, avrebbe recato con sè una copia della storia di Krishna (il Diegesis) depositandola ad Alessandria. Quella che segue è una versione di come si sarebbero svolti i fatti:

Era vissuto, nella antica India, un grande saggio, chiamato Deva Bodhisattva (= "divino destinato all'illuminazione"), di datazione incerta, il quale tra le altre cose ebbe a scrivere un racconto mitologico su Krishna, a volte chiamato Chrishna: il DIEGESIS. Nel 38-40(e.v.) Apollonio, mentre viaggiava in Oriente, trovò tale storia a Singapore. Egli la considerò tanto importante da tradurla immediatamente nella propria lingua madre. Nel fare questo egli apportò al testo parecchi mutamenti, secondo la propria personale comprensione e la propria percezione filosofica della cosa. Al suo ritorno lasciò il manoscritto originale ad Alessandria e portò con se la sua traduzione ad Antiochia.

Circa 30 anni più tardi un altro teologo, Marcione, ritrovò la traduzione; a sua volta egli ne fece una copia, introducendo inevitabilmente altri cambiamenti. Questa copia fu portata a Roma, intorno al 139-142(e.v.), dove venne ancora tradotta in greco ed in latino dando una presumibile origine a quello che divenne il Vangelo del Signore di Marcione, successivamente attribuito, impropriamente, all'apostolo Paolo e, in seguito a Luca.

Non tutte le opinioni dei ricercatori concordano.

Taylor, (Rif.712) "Il primo abbozzo delle mistiche avventure di Krishna fu portato dall'India in Egitto e fu il Diegesis; la prima versione del Diegesis fu il Vangelo secondo gli Egizi (i Terapeuti); la prima traduzione dalla lingua egizia a quella greca, allo scopo di diffonderlo nelle nazioni d'Europa, furono i Vangeli Apocrifi; infine le versioni corrette, castigate ed autorizzate di queste compilazioni apocrife, furono i Vangeli dei quattro evangelisti.
(Rif.710, 711, 230, 712, ***)


#6 - ANNI: 800-701 (a.e.v.)

Appaiono in questo periodo i primi libri che verranno successivamente raccolti, in varia misura, nel corpo letterario noto come Bibbia. Sono libri (39+7) di composizione non omogenea che rivelano generi letterari molto diversi e che presentano, a volte, delle marcate somiglianze con altri testi e testimonianze culturali e cultuali di quel pentolone di ideologie e di divinità che era il Vicino Oriente, nella stessa epoca. Sono stati redatti in momenti e da autori diversi con il supposto scopo di fornire una base storica alle vicende del popolo ebraico e della sua alleanza con il suo Dio (YHWH = Io Sono).

Tutte le opere ed i loro autori rappresentano differenti scuole di pensiero e di intendimenti atti a dimostrare come tutti i culti del passato, sorti nel Levante, fossero falliti per volontà e a favore del Dio unico degli ebrei: EL (= "dio"), Eloah o Yhwh; in seguito: Adonai (= "signore").
E' possibile individuare nell'insieme quattro fonti, o provenienze narrative, quali: Si sostiene che i primi cinque libri, la TORAH, (Pentateuco, Profeti, Scritti, ecc.) siano stati compilati in parte, da Mosè, personaggio di dubbia esistenza e collocazione storica; gli originali sarebbero andati perduti e ritrovati dopo 600 anni(!) nel 622 a.e.v. Gli ultimi due libri (Maccabei I e II) sono stati aggiunti molto tardi, tra il 100 e il 200 e.v.; naturalmente non fanno altro che aggiungere bugie alle tante altre sciocchezze già in circolazione.

In effetti la Bibbia è una raccolta di tradizioni orali, trasmesse nei secoli, accorpate in una caotica miscela di ingenuità, di crudeltà, di perversioni e di stupidaggini destinate a suscitare nei lettori istinti sadici e morbosi.

Infatti si contano in questo "capolavoro":

- 96 citazioni di violenza carnale su donne, concubine, schiave, ecc.
- 1170 modi per ammazzare il prossimo, come sgozzare, lapidare, trafiggere e altro
- 515 modi per sterminare le popolazioni nemiche, radere al suolo città e annientare le popolazioni senza lasciare superstiti
- 144 modi per ridurre in schiavitù intere popolazioni
- 787 modi di vendetta, incitazione all'odio e all'inimicizia
- 4000 atti promossi da dio che non hanno nulla a che vedere con i principi della religione cristiana in generale e con quella cattolica in particolare

E' il racconto mitizzato delle gesta di alcune bande di protervi beduini ebrei ((da Eber, Ibrim) = Errante)) della protostoria.
I primitivi ebrei appartenevano al gruppo etnico degli Hapiru (Abiru), un coacervo di predoni e di mercenari dei quali si ha notizia per la prima volta nella Lettera di Shulgi (papiro di Brooklyn e di Leida) e nelle Lettere di Tell el Amarna.
Cacciati dell'Egitto (secondo Tacito, Diodoro ed altri) per le loro malattie contagiose e costretti a vagare nel deserto per innumerevoli secoli, temuti e combattuti da tutti i popoli per la loro brutale natura di ladri, predatori, assassini, razziatori e portatori di paurose epidemie a causa della loro incredibile sporcizia; tant'è vero che il loro onnipotente YHWH, ad un certo punto, sente il bisogno di insegnare loro alcuni elementari comportamenti su come "defecare" (comportamenti istintivi persino per i cani). Dal Deuteronomio 23/13:

Avrai un luogo fuori dall'accampamento e uscirai la fuori. Avrai un piolo nel tuo bagaglio e con esso scaverai quando ti accovaccerai fuori, quindi ti volgerai a ricoprire i tuoi escrementi. Poiché il Signore tuo Dio si muove in mezzo al tuo accampamento.........ed egli non deve vedere presso di te alcuna indecenza;

Quanto alla circoncisione sembra sia stata più volte imposta secondo una tradizione cultuale adottata dai popoli semitici. Stando al marchese di Sade (Le 120 giornate di Sodoma) la circoncisione aumenterebbe il piacere dell'atto sessuale.

Non esiste il minimo riscontro storico sulla esistenza di personaggi come Abramo, Isacco, Mosè, Davide o su eventi quali l'Esodo o il crollo delle mura di Gerico. Il Corano (Sura xxxvii) ignora la figura di Isacco e indica, come sacrificando Ismaele.
La versione ufficiale adottata dalla chiesa è la Vulgata, tradotta da S. Gerolamo, tra il 390 e il 405(e.v.) e successivamente "riscritta" dal papa Sisto V nel 1590. Edizione che avrebbe dovuto essere ritenuta come vera, legittima, autentica, inquestionabile e approvata "con l'autorità conferitaci da Dio". Però, appena morto Sisto V, l'edizione venne ritirata e sostituita con l'altra, sempre ispirata da Dio, di Clemente VIII (1592-1605).

Malgrado le varie interpretazioni "divine" la chiesa ha osteggiato per secoli la lettura autonoma e libera della Bibbia, senza la mistificante interpretazione di un prete. Questo atteggiamento si è protratto, in misura più o meno severa, sino all'inizio del XIX secolo. Leggere liberamente la Bibbia era una cosa considerata alla stregua di una eresia.

"Davide e Salomone forse sono esistiti veramente, ma le loro figure bibliche sono quelle di due re-eroi mitici (come Agamennone o re Artù) che non hanno ormai quasi più niente dei personaggi originari".
Questa tesi è stata sostenuta, sin dal'antichità, dal filosofo greco Evemero (IV-III sec. a.e.v.), il quale affermava che il mito è, nella sua essenza, un personaggio/evento storico che la fantasia della gente ha successivamente idealizzato/dilatato e trasformato in leggenda (evemerismo).

Dobbiamo comunque liberarci dall'idea che il dio delle parti più vecchie dell'Antico Testamento fosse un dio buono ed onnipotente.
Non era buono se non con chi fra gli ebrei l'adorava come suo nume tutelare; non era onnipotente in quanto il suo potere era limitato alla Palestina (la sua "giurisdizione") mentre quando se ne usciva si doveva sacrificare agli dei stranieri (a proposito vedasi II RE, cap.29,9 sgg. dove un re pagano salva il suo paese sacrificando il figlio a Moloch, dio locale. (Vulgata-Ante 1545))
In effetti, agli inizi, gli dei delle religioni naturali non sono onnipotenti, perchè nascono come personificazioni di determinate forze naturali: il dio del cielo ha quindi un potere su fulmini e pioggia, ma non certo sulla terra o sul mare.
(Rif.725)

Resta comunque il fatto che quest'opera sarà la base per lo sviluppo delle tre grandi religioni monoteistiche ("religioni del libro") del Mediterraneo e del Vicino-Medio Oriente. La qual cosa non depone certo a favore di questi culti.

Esiste infine un'altro libro, importante per gli ebrei: si tratta del TALMUD. Diviso in due parti: Mishnah e Ghemara: è una raccolta di materiale giuridico e di rituali che regolano ogni aspetto della vita del fedele ebraico.


#7 - ANNI: 700-600 (a.e.v.)

In Persia Zoroastro codifica (o ricodifica) nell'Avesta i concetti fondamentali del suo culto.
Più tardi molti di questi concetti verranno integrati nel corpo letterario della Bibbia.

Come è avvenuto per i fondatori di altre antiche religioni, molta gente ha creduto che Zoroastro (nome grecizzato per Zarathushtra ovvero "il Vecchio Cammelliere") fosse una reale persona fisica che diede origine alla religione persiana nel corso del 600 (a.e.v.) Al contrario, alcuni studiosi asseriscono che il culto di Zoroastro sia esistito da almeno 10.000 anni prima (!) e che in questo periodo si siano avvicendati almeno sette Zoroastri prima di giungere all'ultimo che prendiamo in considerazione.
(Rif. 190, 761)

E' ovvio che Zoroastro non è mai esistito e che si attribuisce a questo nome una summa di concetti, di credenze e di miti provenienti da differenti etnie e per ciò si ipotizza che questo nuovo credo (mazdeismo) sia stato imposto in Iran dal mitico Istaspe (per gli zoroastriani d'India: il padre del re Dario il Grande, quello di Maratona, per intenderci, e per la tradizione il mecenate di Zoroastro) nel tentativo di ricondurre sotto "un solo dio" tutta una congerie di credenze e di idolatrie presenti nel regno persiano. (E' quello che poi farà in seguito anche Costantino I con il cristianesimo).
(Rif. 850)
Alcuni autori, che invece sostengono la reale esistenza di Zoroastro, hanno ipotizzato che fosse un appartenente al casato di Deioce, antico re della dinastia dei Media e che abbia avuto notevole influenza sulle decisioni politiche dell'imperatore persiano Ciro.

Il nome Zoroastro viene generalmente inteso anche come "Figlio della Stella" o anche "Figlio dell'Astro", una attribuzione mitica assai comune e che deriverebbe dal nome di un antico saggio indiano, Zuryastara, un legislatore politico-religioso, ricordato per aver introdotto in India il culto del sole.
E' noto che il culto di Zoroastro ha permeato tutto il Medio Oriente, assai prima dell'era cristiana e la sua influenza sul giudaismo e sul cristianesimo è stata rilevante. Similmente alla prima forma del giudaismo, Zoroastro predicava il "monoteismo-dualista"N (se così si può definire) ed aveva proibito il culto delle immagini degli dei.

E' opinione diffusa che il culto di Zoroastro sia un rifacimento del precedente culto mitraico e che la divinità di Mitra sia stata conferita al nuovo dio Ahura-Mazda, continuando a ritenere però Mitra come "figlio solare" dello stesso Ahura-Mazda, figlio destinato ad incarnarsi e ad essere sacrificato per la salvezza dell'umanità.
Nella sua essenza la teologia di Zoroastro è di tipo dualista e poggia sull'eterno conflitto tra il dio del bene (AHURA-MAZDA, in medio persiano ORMUZD) e il dio del male (Angra Mainyu, in medio persiano AHRIMAN).
Questa dottrina non è esente da pesanti intolleranze di natura religiosa verso altri culti.
Gli appartenenti alla classe sacerdotale di questa religione erano chiamati MAGI.

La leggenda narra che Zoroastro abbia vissuto per qualche tempo, come un eremita, in una grotta in cima ad un monte. Durante questo soggiorno ricevette, in stato di trance, dal dio Mitra, i fondamenti del suo culto e li avrebbe trascritti dando origine ai cinque libri fondamentali del suo credo, denominati AVESTA ("Ciò che è stabilito"):
- Yasna
- Visprat
- Yasht
- Vendidad
- Xorda Avesta.
(L'Avesta è poi integrata con libri scritti in medio persiano fra i quali il più importante è il Bundahishn).
I 5 libri originali dell'Avesta sarebbero stati da lui stesso stampigliati a fuoco su 21 pelli di bue che, per qualche tempo, vennero conservate dalle parti di Persepoli, sino a quando, nel 329(a.e.v.), caddero nelle mani di Alessandro Magno che, secondo discordi opinioni: In realtà Zoroastro, dopo essersene servito, ha spogliato la figura di Mitra ed ha conferito la sua sovranità ed i suoi poteri al dio che gli faceva più comodo: Aura-Mazda.
I concetti contenuti nell'Avesta furono tramandati, per via orale, per quasi 900 anni, e poi, nel 600 (a.e.v.), vennero ritrascritti assumendo il nome di ZEND-AVESTA ("Commento a ciò che è stabilito").

E' probabile che l'idea del Messia giudaico, quale evento futuro, sia stata mutuata da quella di Saoshyant ed introdotta in Palestina dopo il ritorno degli ebrei dall'esilio di Babilonia.
(Rif.710,***)

Oggi i seguaci di Zoroastro ( detti Parsi) ammontano a circa 100.000, di cui 25.000 dislocati in Iran e gli altri sparsi tra India e Pakistan. (Noti per le Torri del Silenzio)


#8 - ANNI: 600-500 (a.e.v.)

Nasce in India una "particolare espressione" del buddismo destinata a diffondersi anche nel bacino del Mediterraneo.

Al termine Buddismo si attribuiscono, oggi, molte specificazioni, come d'altra parte succede anche per il cristianesimo. In realtà esistono vari livelli di esperienze mistiche classificate come Buddismo.

Quì interessa prendere in considerazione le caratteristiche
di quel Buddismo (dottrina Mahayana = Grande Veicolo) che fu largamente diffuso nel Vicino Oriente,
nel bacino del Mediterraneo, e forse anche a Roma,
nei secoli che hanno visto la nascita del cristianesimo.

(N.B.- Questa versione del buddismo oggi può essere ritenuta apocrifa/eretica da alcuni gruppi di buddisti aderenti a numerose sette di culto moderne.)

Budda è il nome italianizzato del sanscrito "Buddha" che vuol dire "illuminato".
La maggior parte della gente pensa che il Budda sia stato un personaggio nato intorno al 550-566 a.e.v., a Kapilavastu (India) e morto nel 486 a.e.v., ma il personaggio comunemente raffigurato come tale è, in realtà, una compilazione di leggende di uomini-dei e di pensieri di diversi santoni che hanno preceduto e seguito il periodo attribuito al Budda generalmente inteso e cioè:

SIDDHARTHA GAUTAMA / GOTAMA.

Gotama fu soltanto uno di una lunga serie di Budda, nati ad intervalli di tempo diversi, e che tutti predicavano la stessa dottrina. Si conoscono i nomi di almeno 24 di tali Budda apparsi prima che l'attuale Gotama fosse conosciuto.

Era comunemente ritenuto che, dopo la morte di ciascun Budda, la sua predicazione fiorisse per un certo tempo per poi decadere. Dopo che ciò era accaduto un nuovo Budda rinasceva e ricominciava a predicare la verità perduta (Dharma). Sembra molto probabile, alla luce di questi concetti, che gli insegnamenti attribuiti all'ultimo Budda fossero già esistiti prima del tempo in cui si crede che Gotama abbia vissuto.
E' generalmente ammesso che un altro Gotama, conosciuto come il primo dei buddisti, abbia fondato un ordine antichissimo. Se questa circostanza fosse dimostrata vera, i detti e le azioni dei differenti Gotama non potrebbero essere attribuiti a nessuna particolare persona.
A causa di questa mancanza di storicità e delle seguenti caratteristiche del mito buddista, che non sono generalmente note, ma che hanno le loro antiche origini nei miti del passato, si può con certezza ritenere che il Budda è un'altra personificazione di antiche ed universali leggende.

In aggiunta alle caratteristiche di "maestro e salvatore", come sopra riportato, l'influenza del buddismo sul cristianesimo comprende:
- la rinuncia (cristiani: solo come idea!) al mondo ed alle sue ricchezze, incluso il sesso e la famiglia;
- la fratellanza tra gli uomini; (cristiani: si fa solo per dire)
- la virtù della carità e della sopportazione; (cristiani: imposta agli altri)
- la conversione (cristiani: imposta a tutti).
Che il buddismo abbia preceduto la cristianità è innegabile come lo è anche la sua influenza sul mondo prima dell'era cristiana. Affermatosi 500 anni prima del cristianesimo e largamente diffuso nel Medio Oriente, il buddismo ha esercitato la sua influenza sul primitivo giudaismo-cristiano, più di quanto i padri della chiesa vogliano ammettere. Storie sul Budda e sulle sue molte reincarnazioni circolavano incessantemente nel mondo antico ad opera dei monaci buddisti che viaggiavano in Egitto, in Grecia, in Asia Minore e nel Secondo Impero Persiano, quattro secoli prima di Gesù, per diffondere le loro dottrine. La Palestina deve essere stata permeata dalla ideologia buddista durante il primo secolo (e.v.).

A ben vedere è anche vero che le cerimonie e gli ornamenti delle religioni buddista e cristiana sono più simili di quanto generalmente si ritenga.
Sembra che un certo numero delle parabole attribuite a Gesù siano state tratte direttamente dal buddismo; per esempio quella del "figliol prodigo".
L'esistenza del buddismo nel Medio Oriente è stata confermata dagli stessi apologisti cristiani quali Cirillo e Clemente di Alessandria i quali si riferivano ai buddisti come ai "preti di Persia".
Infine, alcuni studiosi insistono sul fatto che il primitivo buddismo sia molto più antico della stessa leggenda del Budda; in alcuni templi indiani, molto antichi e di molto precedenti l'era del Gotama, ci sono delle pitture di un Budda rappresentato come appartenente alla razza negra, sia per il colore della pelle che per i tratti somatici del viso.
(Rif.710, 761, 770, 785, 230, 280, 781, 790, 520)

Marco Polo descrive la figura del Budda nel Cap. CLV del "Milione", chiamandolo SERGAMO e dicendo di lui: "...s'egli fosse istato cristiano battezzato, egli sarebbe istato un gran santo appo Dio".



#9 - ANNO: 500 (a.e.v.)

Nasce e si sviluppa in Grecia il mito di Ercole / Eracle.

Ercole è ben noto per le sue 12 "fatiche" che indicano come questo mito derivi direttamente da precedenti culti solari. Le sue dodici fatiche simboleggiano il passaggio del Sole attraverso le 12 case dello zodiaco. E' in fondo lo stesso Sole salutato giornalmente dai persiani e dagli esseni con la frase rituale Egli è risorto; la stessa formula che annuncia il ritorno di Gesù dall'oltre tomba in Marco 16:6.
Ercole è nato nel solstizio d'inverno quando il sole raggiunge il suo nadir e la costellazione della Vergine sorgeva, a quei tempi, ad oriente; viene sacrificato nell'equinozio di primavera (Pasqua) durante la Festa dell'Anno Nuovo, secondo il computo di antichi calendari, e sale all'Olimpo per sedersi alla destra del padre Zeus.

La madre di Ercole era Alcmena. Il nome, derivato dall'ebraico Almah, significa "forza della luna", secondo il culto di Gerusalemme, generatrice di sacri regnanti; questo titolo fu in seguito attribuito anche alla Vergine Maria (Alma Mater).
Malgrado fosse sposata Alcmena aveva conservato la sua verginità in quanto il di lei marito terrestre si sarebbe astenuto da rapporti sessuali, per volere di Zeus, accettando di buon grado le sacre corna. Qualcosa di analogo al rapporto tra Giuseppe e Maria.

A Tarso (presunta città natale di Paolo) si celebrava regolarmente il dramma sacro della morte sul fuoco di Ercole e si sosteneva essere opera di grande virtù e saggezza l'offrire un corpo sacrificale alle fiamme. Qualcosa di questo traspare anche in Paolo (1 Corinzi 13:3).
Si potrebbe dire che se Gesù non fosse stato inventato, Ercole avrebbe potuto benissimo prendere il suo posto.
(Rif.710,520)



#10 - ANNO: 400 circa (a.e.v.)

In Egitto si sviluppa il culto di Serapide, naturale e scontata evoluzione dei precedenti miti di Osiride/Horo.

E' un'altra divinità la cui storia è molto simile a quella di Gesù. Era chiamato il "Pastore di Dio" e considerato un grande guaritore.
Serapide venne adorato in Egitto come una divinità suprema a partire dal V secolo(a.e.v.). Il culto di Serapide, molto popolare, usava bardature, ornamenti e rituali che più tardi vennero in buona parte assimilati dal cristianesimo: canti, luci, campane, vestiari, processioni e musiche.
Serapide rappresentava la trasformazione finale del salvatore Osiride in una figura monoteistica, virtualmente identica al Dio degli ebrei e dei cristiani. Questo strano dio tolemaico era una combinazione dei caratteri proprii del dio Osiride con quelli del bue Api. Così come Gesù era un agnello sacrificale, Serapide era il "toro" sacrificale ed allo stesso tempo un dio in forma umana. Egli veniva annualmente sacrificato per l'espiazione corale dei peccati d'Egitto.
Come si può intuire l'immagine di Serapide che, a suo tempo si ergeva nel Serapeo di Alessandria, fu poi adottata dai cristiani come immagine di Gesù ed il culto di Serapide fu considerato come quello professato in origine dai cristiani.
Stando ad una lettera inviata dall'Imperatore Adriano a Serviano (134 e.v.) si rileva che:
"Quelli che adorano Serapide sono parimenti cristiani;...e quelli che sono devoti di Serapide chiamano se stessi vicari di Cristo.
(Rif.710,761,520)

Importanti ritrovamenti su questo culto sono dovuti all'egittologo francese Auguste Mariette, fatti a Saqqara (Cairo), il 5/9/1852.


#11 - ANNI: 400-300 (a.e.v.)

In questo periodo ha avuto origine, in Grecia, il culto di Prometeo.

Su questo culto i riferimenti sono piuttosto scarsi. Si ritiene trattarsi di un mito migrato dall'Egitto in Grecia anche se le vicende del dramma di Prometeo si svolgono sulle montagne del Caucaso.


#12 - ANNI: 250-200 (a.e.v.)

Probabilmente in Grecia, nasce e si diffonde il culto di Dioniso / Bacco.

Si ritiene comunemente che il culto di Dioniso sia nato in Grecia, ma recenti studi tendono ad identificare questo culto come un rifacimento tardivo del mito egiziano di Osiride, culto questo che si era diffuso su larga parte del mondo antico, per migliaia di anni. Ci sono comunque molte incertezze nello stabilire il periodo di nascita di questo culto e dei Misteri Eleusini.
La religione di Dioniso avrebbe quindi avuto un revival in Tracia, in Galazia ed anche in Frigia dove convisse, per qualche tempo, con il culto di Attis.
Dioniso viene normalmente ricordato per le licenziose celebrazioni in suo nome (baccanali), ma egli ebbe molte altre funzioni e contribuì parecchio alla definizione del personaggio di Gesù. A Roma il suo nome fu latinizzato in Bacchus.
Nel 186 (a.e.v.) il senato romano condannò i Baccanali definendoli: prava religio.

Dioniso, come prototipo di Gesù, ebbe un centro di culto anche a Gerusalemme dove, durante tutto il primo secolo (a.e.v.), fu adorato dai Giudei.
Le lettere simboliche di Dioniso erano IHS o anche IES, ancora oggi presenti nella liturgia e nella iconografia cattolica; successivamente vennero trasformate in IESUS o JESUS. All'inizio IES era il nome fenicio del Bacco o del Sole personificato e la sua etimologia dice che "I" va intesa come l'UNO ed "ES" come FUOCO o LUCE ed in definitiva il significato è: l'Unica Luce; qualcosa che si ritrova poi nel Vangelo di Giovanni.
A Creta Dioniso era chiamato Iasius, un altro nome equivalente a Iesus.

Durante le sacre funzioni dionisiache il sangue di Bacco era rappresentato dal vino ed il suo corpo dal pane; questa iconografia (Eucaristia), proveniente dal paganesimo è stata, in seguito pedissequamente adottata dal primo cristianesimo.
In tempi pre-cristiani, i preti trasformavano correntemente l'acqua in vino per indurre le masse più sprovvedute a credere che essi possedessero dei poteri miracolosi.
A Corinto, dove si suppone che Paolo abbia predicato, esisteva un marchingegno nel quale si versava acqua, che poi veniva nascostamente incanalata in altra direzione e sostituita da vino che veniva fatto entrare da un altro condotto ben nascosto. Un altro apparecchio del genere era in uso anche ad Alessandria.
(Rif.710, 280, 771, 510, 520)



#13 - ANNI: 223-187 (a.e.v.)

Antioco III, il Grande, si impossessa della Palestina; il suo successore, Antioco IV Epifane, provocherà una rottura con il potere sacerdotale di Gerusalemme (voleva carpirne il tesoro) ed inizierà una persecuzione antigiudaica. Secondo lo studioso A. Caquot, sarà da questo episodio che inizieranno a manifestarsi le prime attese messianiche di un liberatore di Israele. Sopite durante la dinastia Asmonea, tali attese ritorneranno prepotentemente alla ribalta sotto il dominio romano.
(Rif.725)


#14 - ANNO: 200 (a.e.v.)

Ha origine in Frigia il culto di Attis.

La storia di ATTIS, il figlio di un dio frigio, crocifisso e resuscitato, anticipa di secoli la storia del salvatore cristiano e si è praticamente sviluppata nella stessa area che vedrà poi la nascita della favola evangelica.
Venerato dai Frigi (una delle più antiche genti dell'Asia Minore) veniva rappresentato come un uomo legato ad un albero (o inchiodato ad un palo) ai piedi del quale giaceva un agnello.
Lattanzio dice che "egli era un dio fattosi uomo, dedito a miracolosi interventi; ma in seguito venne arrestato dalle guardie, per ordine dei giudici caldei, ed egli soffrì e morì amaramente con chiodi e pali".

Il culto di Attis si affermò anche in quella regione nota come Galazia, e furono i seguaci di Attis quelli ai quali Paolo "avrebbe" indirizzato la sua Epistola ai Galati.
Attis fu popolare non solo in Frigia e nella Galazia ma anche a Roma dove egli e la dea Cibele, la grande madre degli dei, ebbero per secoli un tempio dedicato e condiviso, che sorgeva sulla collina del Vaticano.

Il dramma di Attis, celebrato ogni anno in primavera, era inteso come una ricorrente espiazione di sangue per redimere i peccati del mondo. In questa ricorrenza, il 22 marzo, veniva abbattuto un albero di pino ed una immagine del dio era affissa ad esso, come quella di un morto inchiodato ad un albero. Nel corso della cerimonia i sacerdoti si recavano ad una tomba illuminata, contenente solo un lenzuolo mortuario (sindone!), perchè il terzo giorno dalla morte Attis era risorto dal sepolcro.
La somiglianza tra il mito di Attis e la favola cristiana è tale che i primi cristiani, per giustificarsi, furono costretti a ragionamenti speciosi come quello di sostenere, anche in questo caso, che era stato il Diavolo a creare il mito di Attis per sviare i cristiani più beoti dalla vera fede.
(Rif.710,190,240)


Come utile complemento alla necessariamente sommaria struttura di questo testo e per quanto riguarda: storia ebraica, bibbia, contestazioni e le molteplici falsità messe in atto dalla chiesa per proteggere se stessa e le sue redditizie superstizioni, si consiglia la lettura di quanto pubblicato su questo sito da:

LUIGI CASCIOLI - Le prove della non esistenza di Gesù Cristo.





PARTE III - Il Mito di Gesù
Le favole su cui è stato costruito il cristianesimo






QUALCHE CHIARIMENTO

Prima di addentrarci nel dettaglio, affatto semplice, degli eventi che hanno generato e costituito la base della leggenda di Gesù il Cristo, è necessario soffermarci su alcune importanti considerazioni.

Come abbiamo visto nella precedente Parte II, nel corso dei millenni innumerevoli religioni sono nate, si sono sviluppate ed alla fine hanno dovuto cedere il passo a nuove credenze che sono cresciute sulle carcasse di quelle che l'hanno preceduta.
Se si osserva la storia delle religioni, tutte le volte che una religione rivelata, o meno, s'è estinta, lo ha fatto di fronte all'incalzare di un altro culto: ma solo il cristianesimo occidentale è regredito a favore dell'agnosticismo, cosa spiegabile con due ordini di motivazioni:
  1. Il cristianesimo occidentale, distinguendo fra lo stato laico e lo stato religioso, fra cesare e papa, è stato, di conseguenza, lungamente travagliato dalla lotta fra papi e cesari, finendo con l'indebolirsi, dapprima di fronte a varie sette di nuova formazione, gli eretici prima e i protestanti dopo; in seguito, nel discredito generato dalle lotte fra cattolici e protestanti, s'è fatto spazio l'ateismo.

  2. Il cristianesimo è una religione sui generis, con libri sacri (specie l'Antico Testamento) che non c'entrano nulla con gli interessi organizzativi-repressivi della Chiesa; si aggiunga una scarsa capacità di controllo dell'intellighenzia, alla quale sono state concesse (o non si sono potute negare) pericolose libertà nelle università del medioevo - fondate dalla Chiesa stessa - donde sono usciti i vari Hus, Wyclif, Lutero, Calvino: in effetti l'amore per la filosofia e la cultura è stato sempre uno dei talloni d'Achille del cattolicesimo e ben diceva Gregorio Magno:

    che bisognava vergognarsi di insegnare la grammatica, dacché tutte le religioni si basano sull'ignoranza.

    Senonché, sempre a proposito di vergogna, A. Gramsci affermava, dal carcere, che dovrebbe essere il cristianesimo a vergognarsi di sè stesso.
Non c'è stato nessun Copernico, nessun Ockham fra i bramini o i musulmani; il giainismo ed il buddismo sono stati fondati da appartenenti alla casta dei guerrieri.
(Rif. 725)


UNA COSTRUZIONE

Il cristianesimo non si è sviluppato di colpo a seguito della presunta venuta di Gesù ma da concetti che esistevano da millenni, espressi in altri termini.
In effetti, come si può constatare dalla Tavola delle Analogie riportata a fine testo, la religione cristiana è stata costruita su numerosi dei, religioni, sette, culti e riti misterici che erano presenti sulla terra assai prima dell'attuale era cristiana, compreso il mondo ebraico, assai meno monoteista di quanto si voglia far credere, nel quale gli israeliti adoravano numerosi dei, inclusi il sole, la luna, le stelle e tanti altri presunti ospiti del "cielo".

La base fondamentale di tutti i miti (e quindi anche del cristianesimo) si ritrova dunque negli antichissimi culti solari. Non è un caso che si siano enumerati 12 patriarchi, 12 tribù d'Israele e 12 apostoli, essendo 12 il numero dei segni dello zodiaco, parte fondamentale dei culti solari, in quanto questi segni identificavano le 12 "case" attraverso le quali il sole passa ogni giorno e le 12 ore del del giorno e della notte.
Indubbiamente anche le 12 fatiche di Ercole, i 12 aiutanti di Horus, i 12 generali di Ahura-Mazda ed i 12 apostoli di Gesù sono simboli dei segni zodiacali e non corrispondono a nessun particolare interprete del dramma che si sarebbe svolto sulla terra nell'anno 30 (e.v.).

A questo proposito ribadiamo ancora che:
Le figure principali del cristianesimo derivano da divinità pagane esistenti in precedenza. Ad esempio, la triade padre-madre-figlio è presente in molte mitologie antiche: gli egizi avevano Osiride, Iside ed Horo; i romani Giove, Giunone e Minerva; i sumeri Enchi, Ninhursaga e Tammuz; i persiani Ahura Mazda, Anahita e Mitra, e via dicendo. Da notare che per i romani i due dei avevano una figlia anziché un figlio per lontana eco dell'ormai remoto periodo matriarcale. Parallelamente altre mitologie avevano una coppia invece del trio: i lidi con Cibele ed Atti, i greci con Demetra e Persefone e così via.

Il fatto che alcuni popoli avessero un trio ed altri una coppia (senza il padre), avvenne perchè nella società,, in cui il maschio aveva maggior predominanza, esso si affiancò in seguito alla madre, dea della natura, ed al figlio, dio della vegetazione, un dio maschio che facesse da capofamiglia. Addirittura in alcuni popoli il dio paredro (= compagno) della dea da figlio divenne marito perdendo così ogni alone di inferiorità o subalternanza: è il caso dei palestinesi (Asera ed Aleian-Baal), degli hurriti ("Ma" ed il dio delle tempeste), e forse anche dei paleo-maltesi. Nella mitologia indiana post-vedica, infine, le tre divinità trinitarie erano tutte maschili: Brama, Visnù e Sciva.

La Dea Madre, o Grande Madre, è stata probabilmente la prima divinità immaginata dallo spirito umano; ma anche se ciò non fosse, il suo simbolismo è tuttavia una caratteristica predominante nei reperti archeologici del mondo antico, dalle Veneri gravettiane ....alle iscrizioni del Mediterraneo orientale, dell'Asia occidentale, della valle dell'Indo e dell'Egeo. Il culto si concentrò dapprima sul mistero della nascita, e perciò si mettevano in particolare risalto le funzioni della donna ....gli attributi sessuali erano esagerati e suggerivano l'idea della gravidanza e talvolta anche del parto. Il loro scopo era di stimolare la vita con un'abbondanza sempre maggiore, sia nel genere umano che negli animali e nella natura, sicchè la nascita e la generazione erano fuse in uno con la conservazione delle risorse alimentari da cui dipendeva l'esistenza.

Con lo sviluppo dell'agricoltura e della pastorizia e man mano che il culto progrediva, specialmente nel Vicino Oriente, si andò facendo sempre più chiaramente definita la figura di una dea che personificasse le funzioni materne. In un primo tempo fu la dea vergine che fece sentire la sua influenza predominante dall'India al Mediterraneo. In Mesopotamia ....le forze produttrici della terra avevano fornito nei tempi preistorici (quando la donna aiutava l'uomo a coltivare con zappe e vanghe, prima che venisse inventato l'aratro ed essa sostituita dalle bestie atte a tirarlo) una classe divina in cui predominava l'elemento femminile.
(E.O.James, Antichi dei mediterranei, cap. La dea Madre e le nozze sacre).
(Rif. 245)


Ora, il cristianesimo con il trio Dio-Spirito Santo-Figlio ricopre la posizione mitologica del trio post-maschilistico mentre colla copia Madre-Figlio ricopre la posizione mitologica della coppia pre-maschilista.

Il dio supremo d'Israele, il cui nome fu "Geova" (finchè non ci si accorse che era una lettura sbagliata delle consonanti di " Iahvé " colle vocali di "Adonai"), non era singolo (come sostengono i copti monofisiti) ma composto da più persone (cosa che ritroviamo nelle mitologie irlandese ed indiana) ed era nominalmente quello degli ebrei, cioè quello dell'antico Testamento.
Il dio di Israele era inizialmente un dio delle colline, delle montagne e del cielo (cioè delle cose alte come il fulmine, le nubi od il monte Libano, che svettando da lontano sul piatto Israele doveva suggerire un senso di superiorità e di potenza, come l'Olimpo sui Greci, l'Eta sui Cretesi, lo Jotunheim sugli Scandinavi, ecc.) ed era il patrono di Gerusalemme - uno dei rilievi maggiori della Giudea - e della sua casa regnante, nonchè ovviamente dei suoi sacerdoti i quali, durante il periodo dell'esilio babilonese lo trasformarono in divinità unica ed onnipotente, sotto l'influsso delle idee zoroastriane portate lì dai conquistatori persiani. A sua volta il zoroastrianesimo iranico nacque su influsso del pensiero indiano: i popoli dell'altopiano iranico pare avessero maggiori rapporti cogli indiani che coi mesopotamici; probabilmente perchè venivano dall'Iran gli hariia (anche noti come ariani, od arya, parola che significa "puri" o "nobili" e dalla quale deriva il nome "Iran") che invasero l'India sottomettendo i popoli, lì precedentemente stanziati. Notare l'assonanza fra "Iran" ed "Hariia".

(Rif.725)

Per questi motivi e per quasi 2000 anni centinaia di milioni di persone, prive di atteggiamenti razionali, hanno creduto alla esistenza "storica" di un Figlio di Dio, chiamato Gesù il Cristo, che sarebbe vissuto, avrebbe fatto miracoli, sofferto e morto per una speciale espiazione di sangue, stabilita una volta e per sempre da Dio stesso, creatore dell'intero cosmo.

In realtà la storia evangelica di Gesù non è il ritratto
puntuale di un maestro storico che camminò su questa
terra 2000 anni fa, ma un mito costruito sopra altri miti
ed altri dei che, a loro volta, erano personificazioni di miti
solari universali e di rituali ritrovati in antichissime culture,
diffuse in tutto il mondo, migliaia di anni prima
dell'era cristiana.

La favola di Gesù è servita solo ad amalgamare le numerose religioni, i culti e le sette dell'Impero Romano ed a creare una "religione di stato", istituita ed imposta con la frode, l'inganno e la forza da parte dell'imperatore Costantino I.
Per due millenni una favola spuria ha così condizionato la mente e lo spirito dell'umanità occidentale.


LA CONTESTAZIONE

Intanto occorre rammentare che l'esistenza terrena di Gesù era già stata messa in dubbio e negata, sin dai primi tempi del cristianesimo, da alcuni "padri e dottori" della chiesa stessa, come si può dedurre da certe parziali ammissioni:

Tertulliano: "Credo quia absurdum"

Agostino: "Tutto ciò che è conosciuto come religione cristiana esisteva tra gli antichi.....dall'inizio della razza umana sino al tempo in cui il Cristo si fece carne...."

Eusebio: "I nostri modi di comportamento unitamente ai nostri principi religiosi, non sono stati inventati recentemente da noi, ma la maggior parte degli umani principi fu costruita sui naturali concetti di coloro che amavano Dio nel remoto passato..."
(Rif.710,740)

Il gruppo dei primi critici-contestatori comprendeva molti gnostici, che si opponevano fermamente alla fisicità del Cristo ed alla giudaizzazione dei loro testi allegorici e dei personaggi in essi contenuti.
Malgrado, nei secoli successivi, la chiesa abbia brutalmente costretto al silenzio studiosi ed esegeti del mito cristiano, gli studi sono continuati in sordina sino alla prima metà del '700 quando, grazie al movimento innovatore degli Enciclopedisti francesi e poi, verso la fine dello stesso secolo, alla politica di de-cristianizzazione della Rivoluzione Francese, molti scritti poterono essere resi pubblici.

Nel secolo seguente altri scrittori, specie di origine anglosassone (lontani dalle grinfie del Vaticano), poterono esprimere le loro opinioni dando vita ad una scuola di pensiero ormai agguerrita ed inarrestabile. Uno dei capostipite di questa rinnovata corrente è stato Robert Taylor (un prete anglicano!), che scontò parecchi anni di carcere per "blasfemia", accusato di aver offeso, con le sue prediche, il "senso morale" della pudibonda e bigotta società vittoriana.
Ai nostri giorni lo stuolo di studiosi che contestano l'esistenza fisica del Gesù è talmente numeroso da non poter essere elencato.

Queste note sono pertanto dovute, in gran parte, ai loro studi, anche se i frettolosi ed incerti riferimenti non sempre rendono giustizia al loro contributo nella ricerca di una verità troppo a lungo occultata.

Buon ultimo, ma non meno importante, è lo studioso Luigi Cascioli (Rif. 760) con la pubblicazione del suo libro/denuncia

"La Favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù".

Il 18 Marzo 2006 l'Autore ha fatto ricorso al Tribunale dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (pratica n. 14910/6) per denunciare l'inesistenza del Cristo e l'uso strumentale ed ingannevole che la chiesa fa di questo personaggio. In precedenza il Cascioli aveva promosso analoga denuncia presso Il Tribunale di Viterbo che si è affrettato ad ..."archiviare" la pratica.
Secondo Cascioli la figura mitica di Gesù sarebbe stata derivata dalla persona di Giovanni, figlio primogenito di Giuda il Galileo, capo di una banda di rivoluzionari indipendentisti palestinesi, originari di Gamala.


Quello che è difficile da comprendere è l'accanimento (forse l' ultima spiaggia?) con il quale la chiesa ha sempre voluto sostenere l'esistenza fisica del personaggio Gesù, intrecciando la sua leggenda con la reale esistenza di personaggi storici dell'epoca quali Tiberio, Erode, Quirino ed altri.

Se un individuo non ragiona ma "crede", è disposto a "credere", o vuole fermamente "credere", lo fa indipendentemente da qualsiasi dimostrazione di natura storica: non ha bisogno di prove.

Nessuno degli antichi che credevano ad Apollo, a Venere Afrodite, ad Attis, ad Osiride si è mai sognato di ricercare ed esibire, i "certificati di nascita" di questi dei.
Allora perchè questo accanimento? Forse per prevalere su altre credenze, eliminare la concorrenza e dare una parvenza di credibilità ad un mucchio di frottole. Però quando mai credibilita' e fede hanno camminato a braccetto?
Tanto per dirne una: com'è possibile storicizzare l'evento di una ragazza che, resa gravida da uno spirito santo briccone, partorisce e, per giunta, resta vergine?

Probabilmente i primi predicatori dovevano cercare di far sembrare la vita del Cristo come realmente vissuta, per dare quella garanzia di veridicità che avevano le altre divinità, anch'esse prive di "certificato di nascita" ma convalidate come buone da secoli di adorazione. Questa necessità di verosimiglianza spinse i primi cristiani a mischiare la storia ed il mito.
(Rif.725)


UNA SEQUENZA TEMPORALE

La sequenza temporale che segue, e completa questa parte, non ha certo la pretesa di essere priva di errori. Serve solo a focalizzare l'attenzione di chi legge sull'alternarsi di determinati eventi che avrebbero attraversato il corso della storia.
Anche le date, in particolare quelle riferite alle epoche più remote, sono del tutto opinabili. Esistono numerose cronologie come questa anch'esse egualmente criticabili e quella che viene proposta è solo una delle tante e descrive una sequenza

solo possibile e, a volte, incerta

di alcuni fatti connessi con la nascita del cristianesimo.

Per evitare fraintendimenti nel corso della lettura, si rendono ancora necessarie alcune puntualizzazioni.
Analizzando la natura e le caratteristiche delle varie religioni, passate e presenti, si può tentare una classificazione delle stesse che, per quanto grossolana ed imprecisa, è comunque utile per seguire un determinato filo logico del discorso:
  1. Culti di tipo astro-teologico
    Assai diffusi nel remoto passato, consideravano quali divinità il Sole, la Luna ed altri Astri. I culti solari, largamente diffusi su tutta la terra, avevano una loro ragion d'essere basata sulla primordiale banale constatazione che il sole è la fonte primaria della vita sul pianeta.

  2. Culti politeistici
    Erano basati sulla credenza nella esistenza di Dei immanenti preposti ad intervenire ed esercitare la loro influenza sul particolare quotidiano dell'individuo; ad es. l'Olimpo degli Dei greci.

  3. Culti su base morale/filosofica (Vie di liberazione)
    Sono quelli tipici delle società orientali: buddismo, taoismo, confucianesimo, shintoismo, ecc.

  4. Culti di tipo misterico-rivelati (Culti di salvezza)
    Sono nati, in gran parte, nel Medio Oriente e nel bacino del Mediterraneo. Generalmente di tipo monoteistico, quali il Giudaismo ed i diversi tipi di pre-cristianesimi, che si sono affermati all'inizio dell'era volgare. Si tratta di credenze basate su testi spacciati come "Parola di Dio" ed anche "Verità Assolute", che vanno accettati come tali e che non possono essere messi in discussione.

Occorre ancora considerare alcune particolari Religioni Misteriche: esse sono quelle seguite da sette che, pur appartenendo ad una delle classificazioni precedenti e seguendone i principi, per altro verso se ne discostano trasmettendo ai loro membri insegnamenti di tipo esoterico. Ad esempio:
- Drusi (che diversamente dagli altri musulmani, credono nella metempsicosi)
- Ismailiti
- Ahmaditi
- Sufi
- ecc.

Da notare che: Non tutti gli ebrei considerano oggi l'ebraismo una religione in senso stretto, ma bensì un insieme di norme tradizionali seguite, in varie forme, dalla più tradizionale a quella più progressista, da persone unite da legami di sangue.
Nella sua nuova struttura rabbinica il giudaismo sarebbe un insieme di norme di "origine divina" che regolano la condotta del credente, che le deve osservare se "vuole realizzare sè stesso".(?)

(Rif. 725)

Ed infine, in estrema sintesi, ecco alcune caratteristiche essenziali che un culto deve avere per essere definito di "tipo cristiano":
  1. La credenza nella esistenza di un Dio unico, antropomorfo, che per sua imperscrutabile volontà ha voluto, reso e stabilito che il genere umano, da lui stesso creato, è "colpevole di qualcosa" (peccato originale) e perciò destinato alla dannazione eterna, salvo (onerose pratiche) di redenzione gestite dal clero.

  2. In una determinata epoca "pseudo proto-storica" Dio ha un ripensamento e manda sulla terra un "Salvatore" (figlio di Dio, figlio dell'uomo, un profeta, un Cristo) pre-destinato a diffondere la parola divina, che tutti gli uomini devono seguire, e con il compito di riscattare e redimere, con il sacrificio della propria vita, i peccati del mondo, indicando agli uomini stessi, la via della salvezza e della vita eterna.

  3. La credenza che esista un termine alla vita di questo cosmo, all'avverarsi del quale, dopo una grande baraonda (apocalisse), il Cristo ritornerà sulla Terra (parusia prevista anche per altri "salvatori": Zoroastro, Krisna, ecc.) e tutti i morti risorgeranno, ritroveranno i loro corpi (quale corpo: giovane, vecchio, sano, malato?) e verranno definitivamente giudicati e destinati alla dannazione eterna o alla eterna salvezza. Nel frattempo, in attesa di questo "giudizio universale", le anime dei morti sono provvisoriamente sistemate in aree di parcheggio comunemente note come: paradiso, purgatorio, inferno o altre simili, mentre i loro corpi marciscono e si polverizzano sotto terra.

Posto che per soffrire occorre avere un corpo fisico sensibile al dolore e, visto che tali corpi verranno riassegnati nel corso di questo fantomatico "giudizio", non è chiaro che cosa ci facciano ora le "anime" dei defunti relegate all'inferno.
Anche le anime possono quindi essere arrostite dalle fiamme infernali?
E poi perchè due giudizi? Non ne basta uno inappellabile?
Infine, a confondere le idee, esiste una corrente di pensiero la quale afferma che l'inferno non sarà eterno ma verrà abolito alla fine del mondo (apocatastasi) e tutte le anime verranno "redente" (indulto universale) e andranno ad affollare il paradiso; altre sette cristiane invece sostengono che solo 144.000 anime saranno ospiti definitivi del paradiso, mentre tutti gli altri (migliaia di miliardi) se la vedranno brutta.

A tutto questo si collega un insano, mortificante e deprimente culto della morte e dei trapassati, nonchè l'adorazione di strumenti di morte (croce) e immagini di atroci torture.

Alcuni scienziati (Hoyle?) hanno definito l'inizio del cosmo come"Big Bang" (avvenuto circa 14 miliardi di anni or sono) e la sua presunta fine come il "Big Crunch" (entro circa 5 miliardi di anni, la grande contrazione, la grande "strizzata", la morte termica, conseguente al continuo e costante incremento dell'entropia universale ed al raffreddamento del sole). Ciò che la chiesa ha cercato di interpretare con l'inquietante "canzonetta"

Dies irae dies illa
solvet saecula in favilla
teste David cum Sybilla
..................
..................
.

Questi sono i tre punti fondamentali ai quali un individuo deve credere per potersi definire cristiano, indipendentemente dal nome terreno assunto dal cristo sacrificale, come sopra accennato: GESU', MITRA, KRISHNA o altro.

Infine, per quei particolari cristiani che aderiscono alla setta cattolica è ancora necessario "credere", senza alcuna possibilità di discussione, in alcuni importanti princìpi (i dogmi: protervi e palesi insulti all'intelligenza umana) quali:

NOTA: L'esistenza del limbo è stata sostenuta per secoli dalla chiesa. Poi il 20/04/2007, l'infallibile Benedetto XVI ha abolito, di sua iniziativa, questo strano luogo ed ha "trasferito" le suddette anime in un angolo imprecisato del paradiso (?).

La religione cristiana si basa quindi su concetti e dogmi ridicoli che vengono definiti dal clero come sacrosanti. Sono idee che non si possono minimamente criticare o discutere.

E' così e tanto vi basti!!

Questo è il famigerato "principio di autorità" inventato ed imposto dalla chiesa: è così perchè ciò è scritto sulla Bibbia, nei vangeli, ecc., e perchè ...lo diciamo noi che abbiamo ancora il potere politico, economico e mediatico per farlo.

Il benchè minimo dubbio su qualcuna di queste "sacre verità" getta, inesorabilmente, l'anima del cattolico nelle braccia di ...Satana, nelle quali sarebbero già finiti, certamente, i papi che hanno eleborato le precedenti follie dogmatiche.
E' sempre un fatto positivo (per l'unanità intera) quando i preti, con le loro trovate, si impiccano da soli.




INSERTO 04 - Inferno e Paradiso
A proposito di Inferno (inteso come luogo di eterno dolore, e non come personaggio custode dell'Ade), occorre rammentare che durante i lavori del Concilio Vaticano II (1962-1967) l'allora titolare del Soglio di San Pietro, Giovanni XXIII, (papa di un certo carisma e che aveva raccolto intorno a sè numerosi consensi) se ne venne fuori affermando che "l'inferno non esiste" e che la punizione per i peccatori consiste nel vivere in eterno lontani dalla luce divina e perciò privati della supposta beatitudine che ne deriva.

L'affermazione lasciò tutti di stucco generando gravi imbarazzi. Non si sa come la prese il presunto Gesù che in vita sua terrena aveva molto insistito sulla fine che avrebbero fatto i peccatori, condannati ad essere precipitati nella Gheenna del Fuoco; d'altro canto anche Dante si deve essere rivoltato nella tomba, proprio lui che dell'inferno aveva minuziosamente descritto organizzazione e struttura!!

Per inciso la "Gheenna" era la discarica di immondizie di Gerusalemme, periodicamente incendiata per evitare il puzzo atroce che emanava.

Il risvolto pratico fu una percettibile riduzione degli introiti di bottega in quanto molti si chiesero se valeva ancora la pena di pagare la tangente al prete per evitare di finire arrosto, ora che le fiamme dell'inferno erano state dichiarate estinte. E' vero che restava sempre l'opportunità di tentare la conquista del paradiso ma questo pare non sia mai stato un grande incentivo per le masse di fedeli. Se chiedete a molti cattolici praticanti di darvi una definizione sulla natura e sul significato di paradiso rischiate di ricevere le risposte più strane.
Tertulliano, a suo tempo, aveva definito il paradiso come "il luogo dove i beati possono eternamente contemplare e godere delle torture inflitte ai dannati".
Boh! Chi si contenta gode!

Qualche tempo dopo, il papa successivo, Paolo VI, appena preso possesso della sua carica, si affrettò a ribadire con molta energia che "l'inferno esiste, eccome!"
La domanda che ora viene naturale è questa: cosa deve fare un fedele praticante di fronte a due affermazioni fatte da due INFALLIBILI in netto contrasto tra di loro?

Forse non troverete nessun riferimento a tutto ciò negli atti ufficiali del Concilio Vaticano II, ma li troverete sicuramente sulle pagine di quei giornali che all'epoca pubblicavano quotidianamente cronaca e resoconti dei lavori conciliari.

Comunque sia, a parte le esternazioni di Giovanni XXIII, è interessante notare come quasi tutte le religioni siano concordi nel definire i loro "inferni" come luoghi di atroci sofferenze che solo la mente perversa e corrotta del prete riesce ad immaginare.
Viceversa sulla definizione di "paradiso" le incertezze dominano; per alcune religioni il paradiso nemmeno esiste. Per altre le idee sono confuse ed incerte. Nell'ebraismo solo determinate correnti lo prendono in considerazione. L'unica religione con idee apparentemente abbastanza concrete è l'Islam.
Il musulmano che muore in grazia di Allah deve comunque sostenere un'ulteriore prova che consiste nell'attraversare il "Ponte di Sirat", (Corano 30,66) più sottile di un capello, più affilato di un rasoio, che attraversa il baratro dell'inferno. Superato tale ostacolo, accede ad un giardino di delizie dove viene nutrito con latte, miele, vini prelibati (non alcolici naturalmente) e deliziato da vezzose fanciulle, sempre vergini: le uri dai seni di alabastro. Alcuni ne assegnano 12, altri 40 oppure 70, altri ancora affermano che il numero delle fichette assegnate corrisponde al numero dei Ramadan che il fedele ha devotamente osservato durante la sua vita terrena. Il paradiso di Allah dovrebbe dunque essere un posto dove tutti copulano alla grande, come conigli! Però anche quì non mancano le incertezze: alcuni sostengono che le uri siano in realtà solo dei grappoli di "uva bianca".
Resta comunque incerta la sorte delle donne che muoiono in grazia di Allah e dei numerosi fedeli pederasti che delle Uri non sanno che farsene.


Dopo quello che è successo in questi ultimi anni, è sempre più difficile definire la teologia cristiana come "monoteista". La religione induista (certo non monoteista) annovera 3306 divinità maggiori e minori. Il cristianesimo ne contava, anni fa, circa 1350 (santi, beati ed altre entità in grado di compiere interventi di natura miracolosa).
Per l'esattezza a questi ne vanno aggiunti altri 465 proclamati dal solo papa Wojtyla, nei suoi 27 anni di pontificato. Quindi, salvo errori ed omissioni, il totale ammonterebbe, per ora (17/6/2002), a 1815.
Molti di questi personaggi sono inconsistenti e futili e le loro gesta (in virtù delle le quali sono stati elevati alla gloria degli altari) sono ridicole e a volte oscene. Ogni tanto la chiesa sgombera gli scaffali della propria bottega dai prodotti più desueti - ultimamente è toccato a san Giorgio, san Gennaro, santa Filomena, santa Elena, santa Veronica, san Cristoforo e molti, molti altri - ma ne restano comunque ancora un sacco per soddisfare il bisogno di adorazione dei più incalliti imbecilli.
(Rif. 440)

E' quindi sotto gli occhi di tutti come la religione cristiana abbia perso, da tempo, le sue caratteristiche di religione dell'unico vero dio.
Essa è oggi una religione politeistica, di stampo neopagano, basata su una scala verticistica (come quella greco-romana facente capo all'Olimpo) che va dai beati, ai santi, ai padri della chiesa sino alle alte gerarchie e alla trinità.
La cosa è ancora più evidente se si considerano i nove cori dell'angiologia "ufficiale" che comprende, in ordine ascendente: angeli, arcangeli, principati, potesta', virtù, dominazioni, troni, cherubini e serafini.

Nel corso del Medioevo gruppi di dotti clerico-citrulli hanno discusso, sino alla nausea, sul:
- sesso degli angeli
- sulla misura delle loro ali
- su quanti di essi potessero contemporaneamente danzare sulla capocchia di uno spillo.

Si pensi, ancora, allo sterminato numero di santi, ognuno dei quali è abilitato a particolari protezioni e/o interventi a favore di: viaggiatori, naviganti, militari, commessi, carcerati, prostitute, animali e con particolari competenze su: mal di pancia, anoressia, stitichezza, commercio di armi, fratture ossee e via dicendo.

Occorre poi rammentare che, mentre le religioni pagane o naturali si collocavano all'interno della società ed i sacerdoti si inserivano, come i magistrati o i mercanti, all'interno del tessuto sociale, al contrario i preti delle religioni rivelate - eccetto i musulmani sunniti - tendono a formare una classe a sè, separata dagli altri, poichè appartenenti ad una istituzione nuova ed artificiale (in quanto formata sull'elaborazione di idee correnti ma non condivise da tutti) introducendo così la distinzione tra potere temporale e potere spirituale.

Questo dio deve comunque imporsi dal nulla sui creduloni e quindi le sue caratteristiche devono garantire:
Applicando una tecnica, collaudata da secoli di prevaricazioni, il condizionamento comincia molto presto, con un rito di iniziazione (battesimo, circoncisione) imposto a pochi giorni dalla nascita, complici i genitori pavidi, timorosi, accecati dalla stessa superstizione e/o supini al conformismo corrrente; prosegue poi nella prima infanzia (con una ulteriore confermazione: cresima, bar-mitzwah) e ancora nella giovinezza, fornendo risposte assurde alle prime domande sull'origine del mondo, sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male, tali da distruggere sul nascere i primi tentativi di pensiero logico e razionale.

Non per nulla J. de Maistre predicava: Dateceli dai cinque ai dieci anni e saranno nostri per tutta la vita.

Non sempre è vero! Chi scrive è stato espulso, all'età di 10 anni, dalla chiesa cattolica, mediante un poderoso calcio nel sedere, propinatogli per futili motivi, da un certo, insofferente, Don Manubrio, titolare della parrocchia di S. Alessandro di Alessandria (AL).
Motivazioni ed ...escoriazioni a parte, ringrazio vivamente don Manubrio per avermi salvato!

Il cristianesimo (come d'altra parte anche l'islam) insegna ai bambini che occorre credere senza discutere e che questo atteggiamento "bovino" è una grande virtù: non bisogna mai argomentare sul perchè si crede!
La razionalità del giovane viene così mortificata sul nascere e l'individuo reso schiavo da credenze irrazionali che ne fanno un ilota devoto al clero.

Molti, alla fine, si aggrappano alla religione non perchè sia consolante, ma perchè sono vittime di un sistema educativo che non ha offerto loro la possibilità di una visione laica della vita.
(Rif. 800)

Titillando e facendo quindi leva sull'ignoranza del prossimo, il clero perviene al successo e miriadi di poveracci fuggono da una realtà (a volte scomoda per chi non vuole ragionare) affidandosi alla nuova religione. E' da notare che più un popolo è civilizzato ed oppresso, più sfornerà movimenti mistico-religiosi. India, Cina, Medio Oriente, Egitto, Europa Medioevale, Indiani d'America fine anni '80, ne sono la conferma.

Poichè i preti sono separati dal resto della società, essi sono inizialmente visti, dai potenti, come una minaccia e poi, o accettando il fatto che la maggioranza s'è data alla nuova fede, o sub-odorando l'affare, o perchè finalmente i preti vincono e prendono il potere (spesso per breve tempo essendo più uomini di cervello e di ventre che di azione), i regnanti li accettano all'interno della propria struttura di potere. Scelta criticabile e pericolosa perchè quando il potere politico è debole, i preti si fanno avanti per dominare: per tutto il medio evo nel mondo cristiano ci sono stati scontri di potere fra regnanti e preti. Come pure in Cina e nella Giudea monarchica.

Alla fine i poteri politici prevalgono ed i preti o vengono integrati nella società perdendo il loro status separato e privilegiato (ebrei, protestanti), o diventano una docile sezione dell'amministrazione, limitata al potere spirituale (regni cristiani, regno di Giuda, ecc.), ad essa legata per combattere le nuove tendenze innovatrici, che comunque non riescono o non vogliono scalzarla dalla sfera spirituale, dove si è autolimitata.
Comunque, la cosa peggiore che possa capitare è quando si crea il connubio "dio e patria". A questo punto non c'è più limite al terrore, alla sopraffazione, all'intolleranza più miope ed a mostruosi bagni di sangue.
(Rif.725)


LE FONTI MITICHE DEL CRISTIANESIMO (Le Leggende di base)

Dilungarci sulle fonti mitiche che hanno contribuito all'impianto teorico del cristianesimo sarebbe oltre modo lungo e tedioso. Rammentiamo solo le principali; quanto basta per affermare che gli autori dei testi fondamentali del cristianesimo non hanno dovuto lavorare molto di fantasia per infiorare i loro scritti di motivazioni sovrannaturali, ad uso e meraviglia (e consolazione) di quanti disposti a crederci. Come forse si è già intuito, essi hanno attinto, a piene mani, da leggende orientali, all'epoca ben note a Roma che, con grande condiscendenza, ospitava e tollerava sette e riti di svariata natura e provenienza. Uno dei punti di merito dei conquistatori romani è sempre stato quello di rispettare i culti praticati nei paesi occupati, senza cercare di introdurre una religione "ufficiale" di stato che, d'altro canto sino ai tempi di Costantino, nemmeno esisteva.

A costo di ripeterci è del tutto evidente che la maggior parte dell'impianto mitico cristiano si basa su diverse credenze, specialmente per ciò che concerne i concetti di trinità, spirito santo, apostoli e seguaci, ecc. Il concetto di trinità, come già detto, ha anche degli innegabili ed inequivocabili agganci con la trimurti induista.

Nella Trimurti induista Brama, Visnù e Sciva rappresentano rispettivamente il Creatore, il Preservatore e il Distruttore. Essi identificano, in definitiva, le tre forme di un unico brahman.

Non si può ignorare che tutti gli dei del sole pre-cristiani hanno, quasi tutti, in comune: Il tutto in buona parte confermato da San Giustino Martire in una sua lettera ai pagani.
P.Campbell (Rif. 160)

Una osservazione curiosa: sembra che pur di attribuire una nascita miracolosa alle loro divinità, i profeti non s'accorgano di adorare degli dei adulterini e ...bastardi. La cosa è palesemente assurda se si considera che, presso quasi tutte le religioni, l'adulterio è sempre malvisto e perseguitato.


Il mito degli angeli cristiani deriva da precedenti credenze zoroastriane, mentre il mito dei diavoli trova la sua origine nei Deva induisti.
Lo scienziato tedesco Max Muller (Oxford University), autore di un'opera nel campo della mitologia comparata, sostiene che tutti gli antichi miti delle culture proto-indoeuropee, o ariane, come quelli zoroastriani, indiani, greci derivano in sostanza da miti primitivi imperniati sul culto del sole.
(Rif. 446)

Un mito, di per sè, non e' necessariamente una cosa malvagia. Ha un potere allegorico e metaforico. Può accrescere il godimento del credente. Può essere essenziale per i risultati. Fu utile, per esempio, il mito del diritto divino dei re. E sono utili i miti del Natale, della Pasqua e quelli di altre religioni.
Ma c'è una regola, non scritta, che separa il professionista dal dilettante; l'adepto dal profano. Solo il secondo è ingannato dai miti. Il primo no.

(R.Hersh)

Indagando un poco sui singoli aspetti rileviamo ancora che:

In fatto di annunciazioni Maria non è stata la sola ad usufruirne, abbiamo anche: solo per citare le più note.

Sulla morte e risurrezione (dopo tre giorni, o al terzo giorno) si ricordano: Ercole, in particolare, figlio del dio Zeus e della fanciulla Alcmene, dopo la risurrezione, sale direttamente all'Olimpo con le prerogative di un dio tra gli dei.
Ed ancora ATALIDE, figlio di Mercurio, che moriva e resuscitava tutte le volte che gli faceva comodo.

Su particolari "concepimenti" e "parti" verginali si registrano: Quasi tutti gli "dei-salvatori" del passato sono nati in una grotta.
Le grotte erano universalmente considerate come il grembo della terra, quindi un posto logico ed ideale per la nascita simbolica di un dio o per una rigenerazione.

Sulla nascita al 25 Dicembre:

Occorre ricordare che questa data (solstizio d'inverno!) coincide, almeno nell'emisfero settentrionale, con la fine della caduta del sole sull'orizzonte e con l'inizio della sua rinascita. Questa data è sempre stata considerata, presso tutte le civiltà primitive, come un giorno fausto che preludeva al ritorno della buona stagione. Un giorno ideale per far nascere un dio, compreso l'ultimo arrivato, quello cristiano! Si ritiene che in questo fatidico giorno siano nati anche:

ADONESiria
ALBAN-ARTHUANCelti
AMATERASUGiappone
AMON-RAEgitto
ATTISFrigia
ATUM-ATUNEgitto
BACABYucatan
BALDURScandinavia
BEL-MARDUKBabilonia
DAZHBOGSlavonia
DIONISO-BACCOGrecia-Roma
DUMUSI (Tammuz)Sumeri
DUPLJAJAIlliria
DUSARESNabatei
ELABABALUSSiria
FREYRScandinavia
GEOLASassoni
HELIOSGrecia
HOROEgitto
HUITZILOPOCHTLICentro America
INTI-RAYMIIncas
ITZAMNAYucatan
KRISHNAIndia
MITRAPersia
OSIRIDEEgitto
QUETZALCOATLMessico
SAMHEINIrlanda
SCING-SHINCina
SERAPIDEEgitto
SHAMASHBabilonia
SOLE-APOLLOTroia
SURYAIndia
TAMMUZMesopotamia
TRUNDHOLMDanimarca
UTU BABBASumeri
YULEGermania
ZOROASTROPersia

La data di nascita di Gesù è stata fissata tra il 24/25 Dicembre del 753 a.u.c. (anno: 1 e.v.) dal papa(?) Giulio I, (intorno al 337 e.v.), su imposizione di Costantino I, per eliminare la festa pagana dei Saturnali (anche: festa del sole, rinascita del sole, natale del sole invincibile, Dies Natalis Solis Invicti).
Ovviamente non tutti sono d'accordo; alcune sette cristiane di matrice ortodossa celebrano questa ricorrenza il 6 Gennaio.
Sul giorno e sul mese di nascita di Gesù sono state formulate, nel corso dei secoli, oltre 136 ipotesi che proponevano, di volta in volta, date come: Il natale è diventato una ricorrenza festiva a partire dal: Sulle manifestazioni astrali:

anche ZOROASTRO sarebbe nato mentre era in corso una congiunzione di pianeti; il vecchio cammelliere sarebbe nato a Battra (nord-est della Persia) nel -630(e.v.). Filosofo e profeta ha fondato una religione dualistica (quella dei Parsi, Mazdeismo) basata sul testo sacro Avesta.

Sulla risurrezione:

gli iniziati ad antichissimi culti, sorti in Persia, Mesopotamia ed Egitto, ritenevano di poter prendere contatto con l'aldilà facendosi seppellire vivi, in stato di sonno ipnotico, in una cripta ed a volte in compagnia di altri morti, per tre o quattro giorni. Alcuni, che si risvegliavano in anticipo, ne uscivano completamente pazzi di angoscia e di terrore.

Gesù non è stato il solo ad essere inviato sulla terra come salvatore del mondo. Prima di lui se ne contano almeno altri 26, tra i quali Krishna, Mitra, Zoroastro ecc.
Lo studioso Kersey Graves ne esamina 16 nel suo libro "I sedici salvatori crocifissi nel mondo."
(Rif. 220)

Occorre inoltre ricordare che KRISHNA (incarnazione terrena di VISNU'), come salvatore è apparso almeno 1200 anni prima che i vangeli fossero concepiti:

La volontà dei Deva fu compiuta; tu concepisti nella purezza del cuore e dell'amore divino. Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio e sarà il salvatore del mondo. Ma fuggi, poichè il re Kansa ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori, che stanno alle falde del monte Meru....ivi darai al mondo il figlio divino....
(Rif. 165,345)

L'Unzione:

è un rito antichissimo con diverse valenze: Il Battesimo:

anche questo è un rito molto antico con significato di "immersione purificatrice". Era praticato, presso molti popoli, dai sacerdoti a favore degli iniziati ai diversi culti: Gli induisti praticano qualcosa di analogo, nel fiume Gange, da tempo immemorabile.

E' forse il caso di ricordare che a Nauplia (Grecia meridionale) esisteva una fonte detta "Canato" nella quale si credeva che Era, bagnandosi ogni anno, ridiventasse vergine. (Pausania, Periegesi, libro II, cap.38). Questa fonte è stata poi identificata con una sorgente che si trova nel monastero di Santa Monì, presso il borgo di Pronia.

Per inciso, dal leggendario ciclo dei Cavalieri della Tavola Rotonda risulta che anche Re Artù ebbe una nascita "fuori dal normale" a seguito di operazioni magiche e conseguenti corna al marito della di lui madre. Alla Tavola Rotonda sedevano "12" seguaci (apostoli) e come Gesù anche Artù morì in seguito ad un tradimento. Ora si attende il suo ritorno in terra, insieme ai suoi seguaci, dal regno di Avalon, una "dimensione parallela" controllata dalle divinità pagane.
(Rif. 725)

TAVOLA RIEPILOGATIVA delle divinità mitiche che hanno influito sulle origini delle credenze cristiane

(esclusi alcuni di quelli americani):

DivinitàAreaPaternitàMaternitàNascitaResurr.
3 GG.
...NomeVergineLuogoAnno25/12.
AdoneSiria.IshtarSi..SiSi
AtalideGreciaMercurio.....(Si)
AttisFrigia.NanaSi.-200SiSi
BacabAmerica.Chiribirias...Si.
BaldurScandinavia.....Si(40gg.)
Dioniso-BaccoGrecia..SiStalla.SiSi
ErcoleGreciaZeusAlcmene....Si
FreyrScandinaviaOdinoFreya...Si.
HoroEgittoOsirideIsideSi..Si.
HuitzilopochtliAmerica.....Si.
IndraTibet..Si.-700..
IsaccoPalestinaJhwhSaraNo....
KrishnaIndia(Visnù)DevakiSi.-1200SiSi
MitraPersia..SiStalla-600SiSi
OsirideEgitto.....SiSi
PerseoCaucaso.DanaeSi....
QuetzalcoatlAmerica.....Si.
SamheinIrlanda..Si..Si Si
SansonePalestinaJhwh.No....
ShamashPalestina.....Si.
TammuzMesopotamia.MilittaSi..SiSi
ZoroastroPersia..Si.-630Si.


Il testo riporta una mappa della "Palestina" mediante la quale potete avere un'idea (stimata) di come fosse il territorio ai tempi della nostra cronologia. (Anno 750 a.u.c.)

Inoltre, potete leggere un estratto di "Storia della Palestina" ai tempi di Gesù, a cura di Luigi Cascioli. Vale la pena di soffermarsi: è una storia che la chiesa non vi racconterà mai!) (Rif. Storia Palestina)



Dopo tutte le necessarie, lunghe (a volte tediose) premesse siamo ora pronti ad addentrarci, cronologicamente, in quegli anni cruciali che descrivono nascita, vita, miracoli e morte del presunto e sconosciuto Gesù, ispiratore, ma non fondatore, del cristianesimo.
E' una cronologia folle, aberrante, farneticante nella quale è difficile separare le presunte verità dagli atteggiamenti più deliranti e offensivi del buon senso comune.
Il testo è corredato di alcuni riferimenti storici che aiutano, ogni tanto, a ritornare con ...i piedi per terra. Gli altri richiami (Rif.) servono soprattutto ad individuare gli autori di tutte le sciocchezze qui elencate.




ANNO: 98 (a.e.v.) - 656 (a.u.c.)


001 - NASCITA DI GIUSEPPE
A Betlemme nasce Giuseppe, padre putativo di Gesù.
(Rif. 055)

LA FAMIGLIA DI GIUSEPPE (Secondo il mito)
Nato a Betlemme nel 656(a.u.c.)
Morto a Nazaret il 20 luglio del 767(a.u.c.) all'età di 111 anni (secondo i copti: nel giorno 26 del mese di Epep).
Appartenente alla tribù di Giuda, secondo dottrina, era figlio di Giacobbe a sua volta discendente di Davide.
Esercitava l'attività di falegname, carpentiere, artigiano edile ma qualcuno sostiene fosse anche investito di qualche prerogativa sacerdotale presso il Tempio di Gerusalemme; cosa poco probabile non essendo un levita.
Si sposa, in prime nozze, all'età di 40 anni e mette al mondo 6-8 figli:
- Giuda (Tommaso, Taddeo)
- Joseto
- Simeone (Simone)
- Giacomo (detto il Minore)
- Lidia
- Lisia (Assia)
- (Tamara?)
- (Ester?)
Resta vedovo a 89 anni (nel 745 a.u.c.), dopo 49 anni di matrimonio, quando Giacomo il Minore è ancora in tenera età.
A 90 anni (746 a.u.c.) il sommo sacerdote del tempio gli affida in custodia Maria, con regolare contratto di fidanzamento, in attesa delle previste nozze.
All'eta' di 109 anni, passato indenne attraverso gli eventi messianici che hanno coinvolto la famiglia, si ritira a vivere con Maria e con i figli Giacomo il Minore e Giuda, essendo tutti gli altri figli ormai sposati.
A 110 anni (766 a.u.c.) un angelo lo avvisa che dovrà morire entro un anno. Dopo la sua morte, gli angeli avvolgono la sua anima in un panno di seta e la portano in cielo. Il corpo invece viene sepolto nella stessa tomba del padre Giacobbe.
Una supposta genealogia mitica:
                                         Davide
                                            |
                                            |
                                            |
                          (....?)        Giacobbe                     
                             |              |
                             |______________|
                                    |
                                    |
                                 Giuseppe
               _____________________|__________________
              |                                        |
              +                                        +
           (....?)                                  (Maria)
              |                                        |
           Simeone                                   Gesù
              :                                        :
            Giuda                                 [Giovanni(?)]
              :                                        
            Joseto
              :
         Giacomo Min.
              :
          (Tamara?)
              : 
           (Ester?)
              :
         Lisia(Assia)
              :
            Lidia



ANNO 63 (a.e.v.) - 691 (a.u.c.)


002 - NASCITA DI GIOACCHINO
In questo anno nasce Gioacchino, futuro padre di Maria.
(Rif. 025,035,050)

LA FAMIGLIA DI MARIA (Secondo il mito)
. GIOACCHINO, il padre
originario della Galilea ma appartenente alla tribù di Giuda. Proprietario di mandrie e greggi, era considerato immensamente ricco (non c'era altri come lui nel popolo d'Israele). La sua ricchezza era tale che gli permetteva di essere molto generoso, tanto da dividere i suoi proventi in tre parti:
- una parte da destinarsi ai poveri
- una parte veniva versata al clero
- il rimanente era dedicato alle esigenze dei familiari e dei dipendenti.
Si era sposato a vent'anni con:
. ANNA, la madre
figlia del sacerdote Isachar, originaria di Betlemme, tribù di Levi. Per i primi venti anni di matrimonio non ebbe figli, per infecondità del marito. Come donna era ritenuta molto avvenente, tanto che dopo la nascita di Maria e la morte di Gioacchino, si sposa altre tre (?) volte e ricupera il tempo perduto, generando altri otto figli.
(Rif. 025,035,050)
Dopo la morte di Gioacchino, Maria (figlia unica) avrebbe quindi ereditato una immensa fortuna; fatto alquanto stridente con il racconto della vita di privazioni, che si ricava da alcuni autori, canonici. ma non solo. E poi perchè avrebbe dovuto sposare un presunto nullatenente (di 90 anni) con tutto ciò che le sue ricchezze potevano permetterle in fatto di matrimonio?
Infine, a rincarare la dose dei dubbi, abbiamo Maometto, che nel suo Corano, identifica Maria come discendente della famiglia di AMRAM.
(Rif. 135)
La genealogia che segue è ricavata da quanto - vero o fantasioso - gli autori riportano nei loro vari testi ed è tutta da verificare.

Occorre ricordare sempre la naturale e necessaria propensione della chiesa ad alterare, travisare e falsificare fatti, nomi e circostanze nell'intento di attribuirsi una certa "credibilità" ormai da molti messa in dubbio.

                                        Isachar
                                           +
                                        (....?)
                                           |
                                           |
                      _____________________|_________________ 
                      |                                     | 
                      |                                     |
                     Anna                                Emerina
                      |                                     +
                      |                                  (.....?)
     _________________|____________________________         |
     |                |                |          |         |
     +                +                +          +         |
(Gioacchino)       (Salome)         (Cleofa)   (.....)      |
     |                |                |          |         |
     |                |                |         (?)        |
   Maria (a)        Maria (b)        Maria (c)          Elisabetta
   Verg.          di Salome        di Cleofa                +
     +                +                +                (Zaccaria)
 (Giuseppe)       (Zebedeo)         (Alfeo)                 |       
     |                |                |                 GIOVANNI  
   GESU'              |                |                 BATTISTA
                   Giacomo          Giacomo                                                                
                 Il Maggiore       Il Minore
                      :                :
                   Giovanni         Giuseppe
                  Evangelista       Il Giusto
                                       :
                                    Filippo
                                       :
                                     Giuda
                                     Taddeo
                                       :
                                     Simone
                                       :
                                    Cleofa J.


Secondo alcuni autori, a)-b)-c) dovrebbero essere le Tre Marie canoniche; secondo altri invece il gruppo dovrebbe comprendere Maria Maddalena ed escludere Maria di Salome.

Buona parte degli affreschi di Giotto, nella cappella degli Scrovegni di Padova, dedicati alla vita di Maria, sembrano ispirati ai racconti dei vangeli apocrifi.
Anche Maometto (Corano, Sura XIX) narrando di Maria e della nascita di Gesù, si riferisce a fonti contenute in vangeli apocrifi.
(Rif.725)


ANNO 62 (a.e.v.) - 692 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
ARRIVANO I ROMANI
Pompeo, conquistata la Siria, conclude anche la conquista della Palestina e l'annette all'Impero, quale Protettorato.

ELEZIONE DI IRCANO II
Pompeo risolve in Palestina il conflitto sorto tra Aristobulo II e Ircano II, entrambi Asmonei pretendenti al trono di Gerusalemme. Viene scelto Ircano II.


ANNO 61 (a.e.v) - 693 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
TUMULTI IN PALESTINA
L'esclusione di Aristobulo II provoca disordini in Palestina. Per sostenere Ircano II Pompeo interviene e presidia militarmente il paese. Ircano II resta sul trono affiancato da un "controllore" di fiducia dei romani: Antipatro.




ANNO 59 (a.e.v.) - 695 (a.u.c.)

003 - NASCITA DI ANNA (??)
Questo è il supposto anno di nascita di Anna, madre di Maria.
(Rif. 025,035,050)


ANNO 58 (a.e.v.) - 696 (a.u.c.)

004 - LE NOZZE DI GIUSEPPE
All'età di anni 40 Giuseppe si sposa, in prime nozze, con ..? e nel corso degli anni genera sei-otto figli: (Rif. 055)

Notizie sulla prima moglie di Giuseppe non ce ne sono.
Qualcuno, con molta fantasia, ha ipotizzato che questa prima moglie, anch'essa di nome Maria, fosse la sorella maggiore di Maria Vergine, che sposerà poi Giuseppe in seconde nozze.
Tutto questo non si accorda con la storia dell'immacolato concepimento di Anna, in virtù del quale Maria sarebbe stata concepita pura e senza peccato originale, secondo la strana trovata, confermata dal dogma della Immacolata Concezione di Pio IX, nel 1854.
E poi come si giustifica la differenza di età tra le due presunte sorelle?
(Rif. 995)


ANNO 55 (a.e.v) - 699 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
EZECHIA
Ezechia (medico, zelota originario di Gamala), un galileo pretendente al trono di Gerusalemme, scende in campo per estromettere Ircano II. Il proconsole di Siria Gabinio interviene con le sue truppe, riportando l'ordine sul territorio.



ANNO 52 (a.e.v.) - 703 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
CLEOPATRA
In questo anno Cleopatra VII diventa regina d'Egitto.



ANNO 49 (a.e.v.) - 705 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ANTIPATRO
Antipatro, controllore di Ircano II, in assenza di quest'ultimo, impegnato in una guerra contro i Parti, viene nominato amministratore della Giudea.



ANNO 44 (a.e.v.) - 710 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ERODE ANTIPATRO
Erode Antipatro, figlio di Antipatro, amministratore della Giudea, nel corso di un ennesimo scontro, sconfigge ed uccide in battaglia Ezechia.
Il posto di Ezechia viene preso dal figlio Giuda detto il Galileo.


[Nell'inserto che segue potete trovare chiarimenti sui brevi ma intricati sviluppi della Dinastia Erodiana.]


INSERTO 05 - Dinastia Erodiana (Secondo la Storia)
Il re seleucide Antioco IV, temendo la diffusione del giudaismo nell'area mediterramea, proibì le pratiche giudaiche e cercò di distruggere le sacre scritture. Nel 587 a.u.c. (167 a.e.v.) Giuda il Maccabeo, figlio del sommo sacerdote, guidò la rivolta degli ebrei contro Antioco IV. Venne trovata una soluzione con la creazione della dinastia Asmonea, di origine greca, ma convertita al giudaismo.
Successivamente, l'ascesa al potere di Erode il Grande pose fine alla dinastia Asmonea.
I personaggi che maggiormente interessano questa cronologia sono sottolineati. [+ nozze , = figli]

Dal ceppo di Erode ANTIPATRO
. A + B = C + D = E + F = G
1 ERODE Antipatro + Cipro(A) = Fasael + Salampsio = Antipatro + . = .
2 . . . . . . . = Alessandro . . . .
3 . . . . . . . = Erode . . . .
4 . . . . . .. = Alessandra . . . .
5 . . . . . . . = Cipro(B) + Agrippa I = Agrippa II
6 . . . . . . . . . . . = Berenice
7 . . . . . . . . . . . = Drusilla
8 . . . = Giuseppe + Olimpia = Mariamne(C) . . . .
9 . . . = Ferora + ignoto = tre figli . . . .
10 . . . = Salome + Giuseppe = Antipatro + Cipro(C) = ???
11 . . . . . + Costobaro = Berenice + Aristobulo = ???
12 . . . . . . . . . + Teudione = ???
13 + . . . .+ Alessia =??? . . . .
14 . . . = ERODE IL GRANDE . . . . . . . .

Dal ceppo di ERODE IL GRANDE:

.A+B=C+D=E+F=G
15ERODE IL GRANDE+Doris=Anti-
patro
+(ignota)=Div.figli....
16.+Mariamne
(A)
=Ales-
sandro
+Glafira=Ales-
sandro
....
17.......=Tigrane IV
(Armenia)
....
18...=Aristo-
bulo
+Berenice(1)=Erode di Calcide+Mariamne
(C)
=???
19.......=Agrippa I+Cipro(B)=Agrippa II
20...........=Bere-
nice
21...........=Drusilla
22.......=Aristo-
bulo
+Iotape=???
23.......=Erodiade+Erode Filippo=Salome
24.........+Erode Antipa=???
25.......=Mariamne
(D)
....
26 ...=Salampsio+Fasael=???....
27...=Cipro(C)+Anti-
patro
=???....
28.+Mariamne
(B)
=Erode Filippo+Erodiade=Salome+Filippo=???
29.........+Aristobulo=???
30.+Maltace=Erode Archelao+Mariamne(E)=???....
31.....+Glafira=???....
32...=Erode Antipa+(Figlia di Areta IV)=???....
33.....+Erodiade=???....
34...=Olimpia+Giuseppe=Mariamne
(C)
....
35.+Cleopatra=Filippo+Salome=???....
36... =Erode........
37.+Pallade=Fasael........
38.+Fedra=Rossana........
39.+Elpide=Salome........
40.+cugina(?)..........
41.+nipote(?)..........


- ERODE ANTIPATRO - Si considerava un discendente diretto del profeta Esaù ed era originario dell'Idumea (regione a sud della Giudea). Aveva sposato Cipro(A), una principessa araba della tribù dei Nabatei.
Nel 705(a.u.c) viene nominato amministratore della Giudea; manterrà questo incarico sino al 711(a.u.c.) quando verrà assassinato. Sposato una sola volta, ha avuto 5 figli uno dei quali è Erode Il Grande.

- ERODE il GRANDE - Nato nel 680 e morto nel 750(a.u.c) all'età di 70 anni. E' una delle figure più controverse della dinastia erodiana. Ben deciso a mantenere saldamente in pugno il potere, si libera dalle congiure di palazzo facendo uccidere:
- la madre Cipro(A)
- la seconda moglie Mariamne(A) (nel 725 a.u.c.)
- il figlio primogenito Antipatro
- il figlio Alessandro
- il figlio Aristobulo
- il cognato Gionata (fratello di Mariamne(A))
- almeno altri 4 parenti prossimi
- decine di ufficiali della sua guardia personale, implicati in diverse congiure.
Con l'uccisione della moglie Mariamne(A) e del cognato Gionata la dinastia Asmonea si è praticamente estinta.
Si è sposato 10 volte generando un numero imprecisato di figli (si dice: oltre 14).
Salito sul trono, nel 711(a.u.c.), come tetrarca (= capo di un quarto) della Giudea, nel 715(a.u.c.) viene designato, da Ottaviano Augusto, re di tutte le provincie della Palestina. Congiure dinastiche a parte, Erode il Grande si distingue anche per atti di insospettata generosità. Si tramanda che si travestisse da popolano per mescolarsi alla gente e rendersi conto della sua miseria, e che abbia venduto buona parte dei suoi averi per sfamare i poveri durante la carestia del 729-730(a.u.c.).

Diede un notevole impulso alle opere pubbliche promuovendo:
Un fatto è certo: dovette dare prova di notevole abilità e capacità di governo considerato che il suo regno è durato ben 39 anni (6 come tetrarca + 33 come re).

- ERODE (FILIPPO) - Figlio di Erode il Grande e di Mariamne(B), non ha mai avuto grandi incarichi. E' vissuto prevalentemente a Roma con la moglie Erodiade e la figlia Salomè.

- ERODE ARCHELAO - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750 a.u.c.) riceve da Roma l'incarico limitato di Etnarca (= sovranità regionale limitata) della Idumea, Giudea e Samaria. Manterrà tale incarico sino al 759(a.u.c) quando verrà deposto ed esiliato da Ottaviano Augusto.
Sposato due volte con Mariamne(E) e con Glafira, si ignora il numero degli eventuali discendenti.

- ERODE ANTIPA - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750 a.u.c.), viene nominato dai romani tetrarca della Galilea e della Perea. Manterrà l'incarico sino al 793 a.u.c. quando verrà deposto ed esiliato da Caligola.
Sposato in prime nozze con una principessa araba (una figlia di Areta IV, re di Petra), si reca in visita a Roma, dal fratello Erode (Filippo), e qui ha un colpo di fulmine. Rapisce la moglie del fratello, Erodiade e la nipote Salomè e le conduce a Gerusalemme.
Scaccia dal palazzo la prima moglie (per questo Areta IV gli dichiara guerra e lo batte!) e vive "more uxorio" con la cognata. Non ha avuto discendenti.

- (ERODE)FILIPPO IL TETRARCA - Figlio di Erode il Grande e di Cleopatra, alla morte del padre (750 a.u.c.) riceve l'incarico di tetrarca della Traconide e della Iturea. Manterrà tale incarico sino al 787(a.u.c.) anno della sua morte.
Sposa Salomè, figlia di Erode(Filippo) e di Erodiade. Non ha avuto discendenti.

- ERODE GIULIO AGRIPPA I - Figlio di Aristobulo e di Berenice, è nipote di Erode il Grande. Nel 791(a.u.c.) viene nominato da Caligola tetrarca delle regioni ad oriente del Lago di Tiberiade (il Golan). Mantiene l'incarico sino alla sua morte avvenuta nel 797(a.u.c.)
Sposato con Cipro(B) genera tre figli: Agrippa(II), Berenice e Drusilla.

- ERODE AGRIPPA II - Figlio di Erode Giulio Agrippa I e di Cipro(B) è pronipote di Erode il Grande. Nominato re dai romani nel 802(a.u.c) rimane in carica sino all'844(a.u.c.). Non ha mai avuto poteri effettivi; era una carica più che altro onorifica.


ANNO 43 (a.e.v.) - 711 (a.u.c.)

005 - MATRIMONIO
Gioacchino ed Anna si sposano.
(Rif. 025,035,050)

Riferimento Storico:
MORTE DI ERODE ANTIPATRO
Erode Antipatro viene assassinato; gli succede il figlio Erode il Grande, come Tetrarca della Giudea.



ANNO 40 (a.e.v.) - 714 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ERODE IL GRANDE SUL TRONO
Erode il Grande viene nominato re delle seguenti provincie della Palestina (Canaan): Giudea, Galilea, Samaria, Decapoli e Transgiordania.
Ircano II, rientrato dalla prigionia, viene assassinato con tutti gli altri discendenti degli Asmonei.



ANNO 37 (a.e.v.) - 717 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
DISTRUZIONE DI QUMRAN (Prima versione)
Un violento terremoto distrugge Qumran, sede della più importante comunità essena. L'insediamento viene abbandonato per qualche decina di anni.

DISTRUZIONE DI QUMRAN (Seconda versione)
Erode il Grande attacca e distrugge l'insediamento esseno di Qumran. Gli esseni avevano violentemente contestata l'ascesa al trono di Erode il Grande in quanto ritenuto "straniero" (idumeo) e non appartenente alla discendenza di Davide, secondo la tradizione e la Legge Mosaica.


Parlando di esseni, conviene anticipare qualche notizia su quella che è stata, per la chiesa, una delle più imbarazzanti scoperte degli ultimi anni.



INSERTO 06 - I Manoscritti di Qumran

A - MANOSCRITTI DI QUMRAN (Documenti storico-cultuali)
Le vicende accadute intorno a questa importante scoperta sono emblematiche di come la chiesa abbia proceduto e proceda sistematicamente alla eliminazione di ciò che preferisce non si sappia. Il potere clericale, basato su determinate e false credenze, inculcate con forza (e con ferocia) nel corso di due millenni, difende se stesso, nascondendo determinate verità; mantenere la gente nell'ignoranza ed in uno stato perenne di pecorinismo nazareno significa difendere i propri privilegi economici, finanziari e politici.

La prima scoperta risale al 1947 ed è stata fatta casualmente da un pastore beduino, in una grotta in località Khirbet Qumran, sulla riva occidentale del Mar Morto; consisteva in 7 rotoli completi, contenuti in giare di terracotta, nonchè altri frammenti, molti dei quali venduti dai beduini sul mercato clandestino delle antichità. Successivamente la zona venne battuta alla ricerca di nuovi reperti; le grotte esplorate furono 270 e, si dice, ma non è certo, che i rotoli ritrovati siano stati oltre 40 ai quali vanno aggiunti altri 800 reperti.
Si suppone che questi reperti fossero stati sepolti nell'imminenza della guerra giudaica e trattasi di scritti prodotti, in linea di massima nella prima metà del I secolo (e.v.).

Per una serie di disgraziate circostanze ( attuale guerra in Israele), i primi rotoli e l'autorizzazione a nuove ricerche furono affidate alla cosidetta "banda del domenicano", capeggiata dal monaco DE VAUX e ben presto tutti i reperti finirono nelle mani di questa presunta "commissione di esperti" che avrebbe avuto il compito di tradurli e renderli di pubblico dominio.

Il contenuto dei rotoli fu ritenuto esplosivo non tanto perchè contenente particolari notizie sul cristianesimo (in fondo sono tutti testi ebraici), ma perchè riportavano alla luce quella realtà essena che la chiesa ha sempre voluto artatamente ignorare. Quindi, in combutta con il Vaticano e con la forzata connivenza del governo israeliano, (che aveva altri gravi problemi per le mani,) la commissione, per 50 anni (!) non fece quasi nulla se non occultare tutto il materiale impedendone anche la riproduzione fotografica. Il materiale venne classificato in due categorie:

- reperti biblici
- reperti settari (questi ultimi naturalmente top secret)

e solo nel 1996, dopo una ennesima protesta di studiosi ed accademici di tutto il mondo ed una interrogazione presso il Parlamento d'Israele, si cominciarono a diffondere le prime copie fotografiche dei documenti. Cinquanta anni di protervo e interessato occultamento di un patrimonio storico!
Tra i rotoli più importanti ed oggi noti, vanno segnalati:
- Apocrifo della Genesi
- Rotolo del Tempio
- Rotolo della guerra
- Commentario ad Abacuc
- libro dei Giubilei
- Regola dell'assemblea
- Regola della comunità
- Rotolo di rame
- Documento di Damasco
- ed altri

Il rotolo di rame è particolarmente importante perchè contiene un inventario criptato di tutti i tesori del Tempio, nascosti dai sacerdoti, in 64 nascondigli segreti, in previsione dell'attacco romano a Gerusalemme.
Il Documento di Damasco, già noto per una copia rivenuta al Cairo molti anni prima, è importante perchè lascia chiaramente intendere come "Damasco" fosse in realtà uno dei tanti nomi che indicavano la comunità essena di Qumran.
Attualmenti questi reperti sono esposti al pubblico nello speciale padiglione SHRINE OF THE BOOK ( il Santuario del Libro) dello Israel Museum di Gerusalemme.

Se giudichiamo quanto raccontano il Nuovo Testamento, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli come fatti storici indiscutibili, allora è impossibile rendere giustizia, in senso scientifico ai Rotoli. E' la dottrina cristiana in realtà a dettare le regole. (P.R.Davies)
(Rif. 347,772,374,376)

B - IL PAPIRO MAGDALEN
A proposito di questo papiro, uno studioso ci manda la seguente segnalazione che riteniamo un utile complemento a quanto esposto in merito ai reperti di Qumran.

Ho da poco letto un libro,(Testimone oculare di Gesù - Carsten P. Thiede e Mattew D'Ancona) dove si parla di tre frammenti di codice di papiro, trovati nel 1901 a Luxor da un cappellano inglese, che poi li donò all'Università di Oxford, dove aveva studiato, appunto all'Istituto Magdalen. Questi frammenti sono stati studiati anche con il microscopio a scansione laser, per individuare anche le minime tracce di inchiostro, oltre che comparandoli con molti altri manoscritti, in particolare quelli di Qumran.
Gli autori parlano anche del frammento 7Q5 di Qumran analizzato in modo analogo. Com'è noto è accertato che 7Q5 contiene un brano del Vangelo di Marco. Ebbene i tre frammenti contengono brani del Vangelo di Matteo. L'esame al radiocarbonio non è stato fatto perchè i frammenti sono troppo piccoli e comunque il margine di errore, 10% circa, lo rende inutile.
Comunque il confronto paleografico dice che la scrittura risale allo stesso periodo di alcuni testi greci di Qumran, quindi anche 7Q5, e di alcuni frammenti trovati ad Ossirinco; questi ultimi possono essere datati con certezza al 66 d.C. mentre per i testi di Qumran non ci sono problemi, non sono posteriori al 70 d.C. In altre parole sembra che i Vangeli di Matteo e di Marco esistessero come tali nel primo secolo d.C. Probabilmente nella prima metà, visto che alla fine del I sec. e l'inizio del II, lo stile di scrittura sarebbe stato leggermente diverso.
Questo non dà, come ammettono gli autori, attendibilità storica ai Vangeli in senso moderno, però è evidente che per costruire un mito simile in pochi decenni doveva esserci un ambiente culturale molto vivace.

(F. Fornasier)

Il fatto che lascia alquanto perplessi è come siano stati "datati" alcuni di questi frammenti e come sono stati interpretati i segni che essi riportano.
Sulla datazione fatta con il radiocarbonio (non sempre possibile) su frammenti tanto piccoli, il margine di errore sposta il periodo di più/meno due secoli, quindi praticamente inutili quando si vuole giocare sui quei limiti molto ristretti che farebbero comodo alla chiesa.

Quanto all'estrapolazione di interi brani, attribuiti poi a Tizio o Caio, per qualche sparuta decina di caratteri visibili e leggibili riportati sui frammenti stessi, il risultato dipende sempre dalla buona ...volontà e dal condizionamento di chi estrapola; si ha l'impressione, a volte, che si tratti di esercizi da ...Settimana Enigmistica!

C - POSTILLA - In data 10/9/2001, sul quotidiano LA STAMPA, pag. 11, sono apparsi alcuni articoli nei quali si annuncia l'intenzione della chiesa di "ritoccare" la Bibbia alla luce di quanto contenuto nei rotoli scoperti a Qumran; gli stessi per 50 anni gelosamente nascosti. Si sta profilando una ennesima e disinvolta manipolazione di quella che viene comunemente propinata come "parola di Dio".
Si afferma anche che, probabilmente, Gesù ha vissuto con gli Esseni per 18 anni, nella comunità di Qumran; questo farebbe del nostro personaggio un capo partigiano, un guerrigliero a tutti gli effetti come ipotizzato da alcuni studiosi da almeno un secolo prima!
(Rif. 450)



ANNO 35 (a.e.v.) - 719 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
LA FORTEZZA ANTONIA
Erode il Grande inizia la costruzione della Fortezza Antonia (Torre Antonia) situata su uno dei lati del Tempio. La fortezza diverrà sede del presidio romano di Gerusalemme.




Il testo riporta una mappa di "GERUSALEMME" mediante la quale potete avere un'idea della città, come si presume fosse ai tempi della nostra cronologia. (Anno 800 a.u.c.)




ANNO 33 (a.e.v.) - 721 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
NOZZE DI CLEOPATRA
Cleopatra VII sposa Antonio.



ANNO 30 (a.e.v.) - 724 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
SUICIDIO DI CLEOPATRA
Cleopatra VII ed Antonio si suicidano. L'Egitto passa sotto il diretto controllo di Roma e diventa una Provincia dell'Impero.



ANNO 24 (a.e.v.) - 730 (a.u.c.)

006 - L'UMILIAZIONE DI GIOACCHINO
Durante la celebrazione della festa della Dedicazione (Dicembre) Gioacchino si reca al Tempio con le consuete generose offerte. Il sommo sacerdote Isachar (suo suocero) lo fa avvisare in pubblico, dallo scriba Ruben, che le sue offerte e la sua presenza nel Tempio non sono più gradite causa la sua infecondità.
(Rif. 035,045,050)

Secondo le tradizioni e la legge ebraica di allora, la sterilità era considerata una maledizione divina e pertanto invalidante per coloro che ricoprivano una carica pubblica o di natura religiosa (sacerdoti). La sterilità della moglie era un valido motivo per l'annullamento del matrimonio. Si riteneva che un individuo sterile e quindi maledetto da YHWH offendesse, con la sua presenza nel Tempio, la divinità stessa. Per le donne, inoltre, era un segno della maledizione divina anche rimanere semplicemente nubili e vergini. La religione cristiana ha, con il mito di Maria, capovolto questo concetto.
L'episodio è comunque strano; se veramente Gioacchino era uno dei maggiori contributori del Tempio come poteva il clero rifiutare le sue consistenti offerte? Perchè lo suocero Isachar non ha agito con maggiore discrezione?
Pare poi che le sacre scritture considerassero, come maledetto, anche chi in Israele non generasse figli maschi.
Resta comunque il mistero su quali erano i reali contrasti tra i due.


INSERTO 07 - Le più importanti feste ebraiche
Ecco alcune delle più importati feste ebraiche celebrate ai tempi di Gesù, limitatamente a quelle a volte citate nel testo.

PASQUA - 14/15 di Nisan - (Dio è passato). Ricorda e commemora la liberazione dalla schiavitù d'Egitto. E' una festa mobile che si celebra tra metà Marzo e metà Aprile. La celebrazione è immediatamente seguita dalla festa degli Azzimi che dura 7 giorni.

PENTECOSTE - Sette settimane dopo Pasqua - (Il cinquantesimo). Si celebra 50 giorni dopo la Pasqua. Durante la festa il sommo sacerdote offriva al Tempio pani confezionati con farina di grano nuovo. Durata un giorno.

CAPANNE - 15-23 di Tisri - (Tabernacoli). Si celebra sei mesi dopo la Pasqua, a inizio di Ottobre e dura 8 giorni. Ricorda e commemora la costruzione delle capanne da parte degli ebrei in fuga dall'Egitto.

DEDICAZIONE - 25 di Kisleu - (Luminarie). Commemora la purificazione del Tempio dopo la profanazione di Antioco IV, re di Siria, avvenuta nel 587(a.u.c.). Si celebra a Dicembre e dura 8 giorni. Durante questo periodo, ogni sera, vengono accese speciali luci in tutte le case.

JOM KIPPUR - 10 di Tisri - (Espiazione e perdono). Al decimo giorno del settimo mese. E' la cerimonia dell'espiazione collettiva delle colpe di tutta la comunità. A quei tempi i peccati venivano metaforicamente caricati su di un animale (capro espiatorio) oppure anche su di un criminale od uno schiavo. In seguito la vittima veniva spinta a morire nel deserto.
Questa pratica del capro espiatorio (Hazazel) è stata copiata da analoghi riti egiziani.

Durante alcune di queste feste gli ebrei maschi erano tenuti a recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme e versare l'obolo al Tempio, di mezzo siclo d'argento.
(Rif. 172)
Chi non poteva muoversi doveva comunque versare l'obolo ai collettori disposti presso le Sinagoghe periferiche.

Mezzo siclo d'argento era il corrispettivo di una giornata e mezza di lavoro; il tributo era dovuto tre volte l'anno in occasione della Pasqua, Pentecoste e festa delle Capannne


007 - LA RICERCA DI GIOACCHINO
Gioacchino, umiliato, consulta i registri delle 12 tribù di Israele, ( quali registri?) per controllare se veramente era il solo a non aver generato figli.
La ricerca non gli giova.
(Rif. 025)

LE DODICI TRIBU' (Secondo il mito)
Tribù facenti capo ai discendenti di Giacobbe:
- Aser
- Beniamino
- Dan
- Gad
- Giuda
- Issacar
- Levi
- Neftali
- Ruben
- Simeone
- Zabulon
Tribù facenti capo ai discendenti di Giuseppe:
- Efraim
- Manasse
In effetti le dodici tribù sarebbero tredici. Normalmente non viene contata la tribù di LEVI, priva di territorio proprio e con i relativi componenti sparsi in varie città della Terra Promessa. In particolare, i leviti sarebbero i discendenti di Levi, terzo figlio di Giacobbe e di Lia la "cisposa", figlia di Labano. Ai tempi di Mosè i leviti avrebbero acquisito il monopolio dell'esercizio del sacerdozio.

008 - GIOACCHINO SI ISOLA....
Pubblicamente umiliato, Gioacchino raduna le sue mandrie e con i suoi pastori si ritira in "terre lontane".
(Rif. 035,045,050)

Si ritira sotto una tenda nel deserto digiunando per 40 giorni e 40 notti.
(Rif. 035)

009 - ....ED ANNA SI DISPERA
Anna, sola e priva della consolazione dei figli, piange per l'abbandono del marito e lo teme morto.
(Rif. 035)

010 - ANNUNCIAZIONE AD ANNA
Un angelo appare ad Anna e la consola annunciandole che, per grazia divina, partorirà una figlia, il nome della quale sarà Maria, destinata ad essere consacrata al Tempio. Esorta Anna ad incontrare il marito, alla Porta Aurea di Gerusalemme, quando egli sarà di ritorno.
(Rif. 025,035,045,050)

N.B. - Nel 730(a.u.c.) non esisteva in città una Porta Aurea. Gli autori fanno probabilmente riferimento alla Porta d'Oro (Porta di Susa?), che verrà aperta durante la ricostruzione del Tempio, ordinata da Erode il Grande nel 734(a.u.c.).
Di questa straordinaria annunciazione è stata data "sicura" conferma, nel 1854, da Pio IX che, con il dogma dell'Immacolata Concezione, ha definito Maria come persona umana concepita senza peccato.
Questo lascia quindi intendere che anche il coito, pur praticato con intento procreativo, come predicato dalla chiesa, sia comunque un peccato.

011 - ANNUNCIAZIONE A GIOACCHINO
Così, come per Anna, anche a Gioacchino appare un angelo che gli annuncia la prossima nascita di una figlia e lo invita a tornare a casa e ad incontrare Anna presso la Porta Aurea.
(Rif. 025,035,045,050)

012 - GIOACCHINO HA DEI DUBBI
Gioacchino ha qualche dubbio su quanto gli è stato annunciato. Malgrado le esortazioni dei suoi pastori esita a partire. Allora l'angelo gli riappare nuovamente nel sonno e lo convince a togliere le tende.
(Rif. 035)

013 - AVVISO PER CONOSCENZA
Come era accaduto per Anna e Gioacchino, un angelo appare anche al sommo sacerdote Isachar e lo informa della futura nascita di Maria. (In fondo lui è il nonno).
Lo invita pertanto ad accettare, di buon grado e secondo la legge, le offerte di Gioacchino, essendo caduto l'impedimento della infecondità.
(Rif. 045)

014 - VIAGGIO DI RITORNO ED INCONTRO (Giugno)
Dopo 30 giorni di viaggio, con bestiame al seguito, Gioacchino è nuovamente a Gerusalemme. La moglie, tempestivamente informata da un angelo, sul giorno del ritorno, lo attende alla Porta Aurea.
Convenevoli, ringraziamenti e lodi al Signore per la grazia ricevuta.
(Rif. 045)

015 - IL BANCHETTO
Gioacchino invita un gran numero di amici e conoscenti ad un grandioso ricevimento per festeggiare il suo ritorno ed il prossimo lieto evento.
(Rif. 045)

016 - PRIMA OFFERTA AL TEMPIO
Gioacchino offre al Tempio agnelli, capretti e vitelli promettendo di consacrare la nascitura al Signore.
(Rif. 045)

017 - SECONDA OFFERTA AL TEMPIO - AUSPICI
Al completamento del sesto mese di gravidanza (Novembre), Gioacchino rinnova le offerte di animali al Tempio. Durante il sacrificio, dall'arteria di un agnello sgorga latte anzichè sangue; da ciò vengono tratti favorevoli auspici sulla futura nascita.
(Rif. 045)


ANNO 23 (a.e.v.) - 731 (a.u.c.)

018 - NASCITA DI MARIA (Febbraio)
Tutte le fonti lasciano intendere che il parto sia avvenuto regolarmente al nono mese. Solo l'autore del "Vangelo Armeno" ci informa categoricamente che Maria è nata di sette mesi e quindi alla fine del 730.
(Rif. 045)

019 - MARIA: SEI MESI, SETTE PASSI (Agosto)
Avendo Maria compiuto i sei mesi, Anna la pone per terra per vedere se cammina: Maria fa sette passi e ritorna tra le braccia della madre. Allora Anna prende una insolita decisione:
ANNO 22 (a.e.v.) - 732 (a.u.c.)

020 - MARIA COMPIE UN ANNO
Al compimento del primo anno Gioacchino offre un grande ricevimento invitando un numero sterminato di persone:
"...i sacerdoti, gli scribi, il consiglio degli anziani e tutto il popolo d'Israele...".
Scopo della festa: presentazione della bambina e ricevimento delle consuete benedizioni.
(Rif. 025)

ANNO 21 (a.e.v.) - 733 (a.u.c.)

021 - LA FRETTA DI GIOACCHINO
Al compimento dei due anni l'impaziente Gioacchino ritiene giunto il momento di affidare Maria al Tempio temendo che, in seguito, possa essere rifiutata. Anna, considerata la tenera età della figlia, è di parere contrario e consiglia di attendere.
(Rif. 025)

ANNO 19 (a.e.v.) - 735 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
LA COSTRUZIONE DEL NUOVO TEMPIO
Erode Il Grande ordina il rifacimento del Tempio di Gerusalemme.



022 - MARIA ENTRA NEL TEMPIO
All'età di tre anni, preceduta da uno stuolo di fanciulle recanti fiaccole accese, Maria entra nel Tempio (che non esiste, ancora in costruzione!). Esegue una graziosa danza sul terzo gradino dell'altare e poi, senza voltarsi, sale di corsa i quindici gradini che conducono all'ingresso del ritiro.
(Rif. 025,035,045,050)

Si trattava probabilmente di una scuola di elite, retta dai sacerdoti e destinata all'educazione delle ragazze di un certo rango: figlie di re, di sacerdoti e di alti dignitari.
Non è chiaro dove la scuola fosse dislocata; certo non nel Tempio che, distrutto da Nabucodonosor nel 167(a.u.c.), doveva essere, nel 735(a.u.c.), per condizioni e struttura, alquanto modesto. La costruzione del nuovo Tempio, iniziata in questo anno, non poteva ospitare nel suo interno una scuola di questo genere.
Nelle sue linee essenziali, questa scuola doveva essere simile ad analoghe istituzioni greche, dove l'istruzione comprendeva anche oratoria, poesia, pittura, musica e per finire con la danza, l'educazione fisica ed il tiro con l'arco.
Maria entra nella scuola del Tempio a pieno titolo in quanto figlia di Gioacchino, uno degli uomini più ricchi della Palestina e nipote di Isachar, sommo sacerdote. (Rif. 130)



ANNO 18 (a.e.v.) - 736 (a.u.c.)

023 - MARIA ORFANA (?)
Secondo il Vangelo dell'Infanzia Armeno, all'età di quattro anni Maria sarebbe rimasta orfana di padre e madre.
(Rif. 045)

La notizia della morte di Gioacchino e di Anna, quì riportata, contrasta con quanto sostenuto da altri autori e con quanto riportato in altre parti del testo.


ANNO 14 (a.e.v.) - 740 (a.u.c.)

024 - VITA DI MARIA NEL TEMPIO
Dotata di notevole intelligenza e di precoce maturità di carattere, Maria diventa presto oggetto di ammirazione e viene additata come esempio di preclare virtù. Il ritmo quotidiano della sua vita era così scandito: Oltre a ciò trovava il tempo per lo studio e la meditazione della Legge Mosaica, per il canto dei salmi davidici e per la conversazione con diversi angeli che la ubbidivano in tutto. A volte eseguiva anche guarigioni di ammalati, con il tocco della mano.
(Rif. 035)

025 - IL NUTRIMENTO DI MARIA
Durante tutti gli anni della sua permanenza nel Tempio, Maria ha sempre distribuito la sua quotidiana razione di alimenti ai poveri. Essa si nutriva prendendo giornalmente il suo cibo dalla mano di angelo.
(Rif. 025,035)

ANNO 11 (a.e.v.) - 743 (a.u.c.)

026 - PRE-ANNUNCIAZIONE
Nel Tempio, appare a Maria un angelo, il quale si abbandona prima ad una serie di singolari prodigi e poi le annuncia che, tempo tre anni, concepirà un figlio destinato a salvare il mondo. Maria ha ora 12 anni.
(Rif. 100)

ANNO 9 (a.e.v) - 745 (a.u.c.)

027 - UNA PROPOSTA DI MATRIMONIO
Avendo Maria compiuto i quattordici anni, un certo sacerdote Abiathar offre munifici doni ai responsabili del Tempio affinchè la stessa venga concessa in sposa al proprio figlio. Netto rifiuto da parte di Maria alle pressioni dei sacerdoti.
(Rif. 035)

Infatti, durante la permanenza nel Tempio, ha fatto voto di verginità, in contrasto con le comuni credenze che ritenevano tale stato una maledizione divina.

028 - VEDOVANZA DI GIUSEPPE
Muore la prima moglie di Giuseppe, dopo 49 anni di matrimonio. Giuseppe ha ora 89 anni.
(Rif. 055)


ANNO 8 (a.e.v.) - 746 (a.u.c.)

029 - ZACCARIA DIVENTA SOMMO SACERDOTE
Muore il sommo sacerdote Eleazaro e Zaccaria, figlio di Barachia, subentra nell'incarico.
(Rif. 045)

030 - L'ETA DELLA DISCREZIONE
La permanenza delle vergini nel Tempio era prevista per un massimo di 12 anni. Avendo Maria ed altre 12 ragazze maturato il tempo per lasciare il ritiro, il consiglio dei sacerdoti deve prendere una decisione in merito alla loro collocazione.
(Rif. 050)

031 - IL SORTEGGIO
Le versioni sull'evento sono discordanti.
In sintesi: il sommo sacerdote, ispirato da un angelo, emana un bando in tutta la Giudea ordinando a celibi e vedovi di presentarsi al Tempio muniti di bastone personale (o tavoletta con inciso il nome).
Maria e le 12 vergini vengono esibite in pubblico; si ritirano i bastoni (tavolette) lasciando il compito di decidere l'affidamento alla potestà divina.
I bastoni (tavolette) vengono poi restituiti ai legittimi proprietari con la relativa indicazione dell'avvenuto sorteggio.
Dal bastone (tavoletta) di Giuseppe esce una colomba bianca, quale segno di particolare favore divino, essendogli stata assegnata in custodia (e in previsione di future nozze) Maria.
(Rif. 025,035,045,050)

L'episodio ha tutte le caratteristiche di una vendita di schiave all'incanto.
Ricorda molto alcune usanze greche dell'epoca; le ragazze allevate in scuole di elite e con garanzia di verginità, venivano cedute, per cifre altissime, a personaggi facoltosi e di rango, in qualità di concubine di lusso.
Il contratto poteva anche essere a tempo determinato o contenere clausole di riscatto.
Aspasia, compagna e consigliera di Pericle per quasi 40 anni, da giovane aveva seguito questa trafila.


032 - GIUSEPPE DISSENTE
Giuseppe è molto preoccupato per ciò che la sorte gli ha riservato. (Se le date sono esatte ha 90 anni!) Giuseppe si schermisce dicendosi troppo vecchio, carico di figli e possibile oggetto di derisione, considerato il divario di età con la giovane promessa.
(Rif. 025,035,045,050)

033 - GIUSEPPE VIENE CONVINTO
Giuseppe viene aspramente rimproverato dal sommo sacerdote e minacciato di un possibile intervento della collera divina. Alla fine si convince.
(Rif. 025,035,045,050)

034 - DOVE VA MARIA - (Prima versione)
Celebrato il rito di promessa di matrimonio Giuseppe torna a Betlemme per i preparativi delle nozze. Maria ritorna in Galilea (?), a casa dei suoi genitori, con altre sette fanciulle che le sono state destinate come dame di compagnia.
(Rif. 050)

035 - DOVE VA MARIA - (Seconda versione)
Scortata da cinque dame di compagnia: Rebecca, Sefora, Susanna, Abigea e Cael (Zahel) Maria si insedia nella casa di Giuseppe.
(Rif. 035,045)

036 - DOVE VA MARIA - (Terza versione)
Nel mese di Maggio, dopo regolare contratto di matrimonio, Maria entra a far parte della famiglia di Giuseppe mediante la tradizionale cerimonia ebraica di accoglimento.
(Rif. 378)

Su quello che poteva essere il rapporto pre-matrimoniale o matrimoniale tra Giuseppe e Maria la chiesa non è mai stata chiara. Su questo particolare ci soccorre la segnalazione di un nostro collaboratore:

Ho letto che gli ebrei, quando si sposavano, facevano un fidanzamento seguito da un primo matrimonio; e se la donna restava incinta, facevano un secondo definitivo matrimonio. Nel periodo tra il fidanzamento ed il primo matrimonio la ragazza era chiamata "almah", che erroneamente è stato tradotto con "vergine" nel caso della madre di Gesù. Durante (o poco tempo prima?) i due matrimoni, la donna ungeva il marito con olio profumato e le due unzioni, raccontate nei Vangeli, sarebbero da interpretare in questo senso.(F.Fornasier)

La verginità, per gli ebrei, era comunque una condizione sine qua non per il matrimonio; la sua mancanza era motivo di divorzio e, in casi più gravi, motivo di condanna a morte della ragazza mediante lapidazione.

037 - GIUSEPPE PARTE PER LAVORO
Sistemata Maria in casa, Giuseppe parte per impegni di lavoro a Cafarnao (o a Sefforis?). Non è chiaro quale attività svolgesse: se falegname, carpentiere o costruttore edile.
Maria si prende cura di Giacomo il Minore, ultimo nato dal precedente matrimonio di Giuseppe e ancora in tenera età.
Inoltre, con le altre cinque dame, provvede alla tessitura di un nuovo velo per il Tempio.
(Rif. 025,045,050)

Sefforis era la capitale in costruzione di Erode Antipa, distante qualche chilometro da Nazaret(?). Successivamente venne chiamata Tiberiade in onore di Tiberio Imperatore.

038 - L'ELEZIONE DI ZACCARIA VIENE CONTESTATA
Dopo averlo eletto i sacerdoti si rendono conto che Zaccaria non ha figli e mettono pertanto in dubbio la validità della nomina, a causa della sua infecondità. (Strana distrazione!)
(Rif. 045)

039 - ZACCARIA CERCA UNA SCAPPATOIA
Zaccaria invoca la grazia divina per avere un figlio ma senza nutrire troppe speranze, considerato che all'epoca aveva 120 anni e la moglie Elisabetta 98 anni.
(Rif. 045,135)

040 - ANNUNCIAZIONE A ZACCARIA
Le preghiere di Zaccaria vengono ascoltate. Un angelo gli appare nel Tempio e gli annuncia che la moglie avrà un figlio; il suo nome dovrà essere Giovanni.
(Rif. 015,045)

041 - ZACCARIA HA QUALCHE DUBBIO
Di fronte a tanta notizia Zaccaria viene colto da comprensibili dubbi e chiede all'angelo una qualche prova. L'angelo lo rimprovera per la sua poca fede e come punizione lo rende muto sino al compimento del lieto evento.
(Rif. 015,045)

La privazione della parola, anzichè nove mesi, sarebbe durata solo tre giorni.
(Rif. 135)

042 - ANNUNCIAZIONE AD ELISABETTA
(Il 20 del mese di Tishri)
L'arcangelo Gabriele annuncia ad Elisabetta, incredula, la prossima nascita di Giovanni.
(Rif. 045)

ANNO 7 (a.e.v.) - 747 (a.u.c.) * GESU': ANNI 0

043 - PRIMA ANNUNCIAZIONE A MARIA
Mentre Maria si trovava presso la fonte (o in casa, non si sa bene), le appare un angelo (Gabriele) che le annuncia il concepimento di un figlio per opera dello spirito santo. Maria ne è profondamente turbata ma l'angelo la tranquillizza.
I soliti "bene informati" ci dicono che questo è avvenuto all'ora terza di Mercoledì, 15 del mese di Nisan.
(Rif. 005,015,025,035,045,050,135)

044 - SECONDA ANNUNCIAZIONE
Qualche tempo dopo (tre ore o tre giorni), un bellissimo giovane (angelo in forma corporea) penetra in casa di Maria e le conferma l'annuncio del concepimento divino, risolvendo tutti i dubbi e le perplessità della giovane.
(...il verbo di Dio penetrò in lei attraverso l'orecchio...)
(Rif. 035,045,135)

Per opportuna informazione: Maria non era una donna ma bensì un angelo, inviato preventivamente in terra da Dio, per ricevere il figlio. Il concepimento di Gesù non è avvenuto nel ventre; Gesù è entrato nel corpo di Maria da un orecchio ed è uscito dall'altro! Questo, per lo meno, è quanto sostenuto nell'ambiente della setta catara e riportato nello pseudo libro di Giovanni (Conceptio per Aurem).
(Rif. 145)
Secondo Tertulliano, invece, la fecondazione di Maria fu operata mediante un raggio luminoso.
Altri infine sostengono che il concepimento sia avvenuto per bocca (Conceptio per Os).

Invece, stando al Vangelo di Giuda, Gesù (l'Autogenerato?) sarebbe figlio della Grande Dea Madre Barbelo che lo avrebbe concepito mediante un penetrante sguardo del Dio primitivo, unico e ineffabile, da non confondersi con El, il dio dell'Antico Testamento.
(Rif. 475)

045 - PRE-AVVISO AI MAGI
Prevedendo una regolare gravidanza di nove mesi, un angelo si reca in oriente per sollecitare i magi a mettersi in viaggio.
(Rif. 045)

046 - MARIA SI RECA DA ELISABETTA (Febbraio-Marzo?)
Maria si mette in viaggio e raggiunge Ain-Karim (monti della Giudea), per fare visita alla cugina Elisabetta, la quale è in attesa (sesto mese) della nascita di Giovanni.
(Rif. 025,045)

Se, come dicono i vangeli, il viaggio è iniziato a Nazaret, il percorso è stato di 150 Km., a dorso di mulo. Cosa alquanto sconsigliabile per una donna sola ed incinta.
Se invece Maria si trovava a Betlemme allora il percorso si riduce a circa 15 chilometri.

047 - LE RACCOMANDAZIONI DI ELISABETTA (Marzo-Giugno?)
Elisabetta si rende conto della gravidanza di Maria e le raccomanda di custodire il segreto sul suo stato e di non uscire di casa onde evitare malintesi, sospetti e pettegolezzi da parte di estranei.
(Rif. 045)

048 - NASCITA DI GIOVANNI (Giugno-Luglio?)
In questo mese nasce Giovanni il Battista.
(Rif. 015,020)

GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo il mito e la leggenda)
- Padre: ZACCARIA, a sua volta figlio di Barachia, discendente di Aronne.
- Madre: ELISABETTA, parente di Maria per vincolo con la di lei madre Anna.
Nasce ad Ain-Karin, paese situato in una zona montuosa a circa 7-8 Km. da Gerusalemme, nel Maggio del 747(a.u.c.), sei mesi prima del cugino in secondo grado Gesù.
Si dice sia cresciuto come un asceta nella zona desertica della Giudea, rivestito di pelli e mangiando ciò che la natura gli offriva, come locuste e miele selvatico.
Intorno ai 30 anni inizia a predicare, lungo il Giordano (nei pressi di Gerusalemme), praticando il battesimo e profetizzando l'avvento di un nuovo messia.
Aspramente critico nei riguardi di Erode Antipa e del suo concubinaggio con la cognata Erodiade, viene arrestato e rinchiuso nella fortezza di Macheronte, sulla sponda orientale del Mar Morto. Dopo parecchi mesi di carcere, Erodiade e la figlia Salomè ottengono, da Erode Antipa, che venga decapitato. (Presumibilmente nell'Agosto del 781 (a.u.c.))
(Rif. 015,135)

Una nota estemporanea. Sono in molti a meravigliarsi del fatto che Giovanni Battista si nutrisse di locuste mentre trovano perfettamente naturale che i francesi vadano pazzi per le lumache alla parigina.
Le locuste sono, ancora oggi, consumate in alcuni paesi dell'Africa sud-orientale. Naturalmente vengono saltate in padella con un filo d'olio, sino a renderle croccanti; un pizzico di sale e spezie secondo i gusti. Pare che anche gli esseni non le disdegnassero.
Il problema, forse, non è quello di mangiarle ma di.... acchiapparle.


GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo un'altra ipotesi storica)
Storicamente di Giovanni Battista non si sa nulla, eccetto una breve notizia, riportata da Giuseppe Flavio, sulla base della quale è possibile formulare le seguenti, discutibili, ipotesi.
Giovanni aderisce e condivide, sin da giovane, gli ideali di riscatto e di liberazione della Palestina professati dalla comunità essena. Su tale decisione potrebbe aver pesato il fatto della morte del padre Zaccaria, avvenuta anni prima, per mano della famiglia degli Erode ma il fatto è del tutto improbabile.
Vive la propria giovinezza nel deserto, a Qumran, con la comunità essena che lo accoglie di buon grado in quanto: E' il concetto della duplice attesa messianica coltivato dagli esseni.
Giovanni era un profeta di tendenze radicali ed Erode Antipa lo fa giustiziare perchè rappresentava una seria minaccia alla precaria stabilità politica del regno.

Oggi, nei territori meridionali dell'Iraq, esiste ancora una setta che non riconosce la supremazia di Gesù ma che segue, con scrupolo e convinzione, gli insegnamenti di Giovanni il Battista. Sono comunemente detti Mandei, ma essi si definiscono Nazareni (Nazorei) con riferimento all'omonima antichissima setta e non alla città di Nazaret.

Che a quei tempi qualcuno si vantasse di discendere in linea retta da Davide è una cosa che lascia alquanto perplessi. Stando alla lettera di ciò che è riportato nella Bibbia (Libro dei Re) questo Davide sarebbe stato uno dei piu' efferati farabutti che la storia ci abbia tramandato. Il fatto che sia riuscito a sedersi su di un trono non toglie nulla alla sua mostruosa protervia. Tanto per paragone: è come se oggi qualcuno si vantasse di discendere da Hitler. Resta comunque il fatto che non esiste nessuna prova archeologica o storica dell'esistenza del regno di Davide. Nessun testo contemporaneo del Medio Oriente ne parla; si tratta di uno dei tanti miti inventati dagli autori della Bibbia.
(Rif. 130)

049 - CIRCONCISIONE DI GIOVANNI (Luglio?)
Otto giorni dopo la nascita, Giovanni viene circonciso ed il padre Zaccaria riacquista l'uso della favella.
(Rif. 015,045,135)

050 - MARIA RITORNA A CASA (Luglio?)
Dopo tre mesi di permanenza presso Elisabetta e dopo aver assistito alla nascita di Giovanni Battista, Maria ritorna a casa.
(Rif. 015,025,378)

051 - IL RITORNO DI GIUSEPPE (Luglio-Agosto?)
Dopo prolungata assenza Giuseppe ritorna, pronto a sposare Maria, secondo la solenne promessa fatta al Tempio al momento dell'affidamento. Quando si rende conto che Maria è gravida si dispera e cade in uno stato di profonda desolazione e di paura. A nulla valgono le proteste di innocenza di Maria, le spiegazioni sul "singolare" intervento divino e le testimonianze di buona fede delle cinque dame di compagnia.
(Rif. 025,035,045,050,055)

052 - PENSANDO AD UNA SOLUZIONE (Agosto-Settembre?)
Giuseppe teme sopratutto la punizione che il Sinedrio potrebbe infliggergli per non aver custodito nel dovuto modo la giovane che gli era stata affidata. Pensa pertanto a come togliersi dai guai, evitando il disonore ed anche il ridicolo, escogitando alcune possibili soluzioni quali: 053 - UN ANGELO TRANQUILLIZZA GIUSEPPE (Agosto-Settembre?)
Nella notte, durante il sonno, un angelo (Gabriele?) appare in sogno a Giuseppe e lo induce a più miti consigli. Infatti Giuseppe trattiene presso di sè Maria. Secondo alcuni autori i due si sposano subito.
(Rif. 005,025,035,045,050,055)

054 - ARRESTATI! (Agosto-Settembre?)
Lo scriba Anna, recatosi in visita a casa di Giuseppe, si accorge della gravidanza di Maria e si affretta ad informare i sacerdoti. Il sommo sacerdote Zaccaria fa arrestare i due presunti colpevoli.
(Rif. 025,035,045)

055 - GIUDIZIO ED ASSOLUZIONE (Agosto-Settembre?)
In sede di giudizio Giuseppe viene praticamente accusato di violenza carnale (o quasi!), mentre Maria, qualora Giuseppe si dimostri innocente, rischia un'accusa di adulterio e quindi è tenuta per legge a rivelare il nome dell'eventuale seduttore. Considerato che i due imputati insistono nel dichiararsi innocenti, vengono sottoposti ad uno strano test di verità, consistente nel compiere sette giri intorno all'altare del Tempio, dopo aver bevuto un disgustoso intruglio ("acqua amara di maledizione").
Usciti entrambi indenni dalla prova vengono assolti e liberati.
(Rif. 035,045)

Giacomo, nel suo proto-vangelo, dà una versione dei fatti un po' diversa:
"quando Maria rimase incinta durante un'assenza del marito, e quello se ne lamentò, i sacerdoti fecero bere ad ambedue l'acqua di gelosia e tutti e due furono dichiarati innocenti".
(Rif. 025)

056 - UN RIFUGIO DISCRETO (Settembre-Novembre?)
Malgrado l'assoluzione, Giuseppe non si sente tranquillo e ritiene più opportuno appartarsi agli occhi del mondo sino al termine della gravidanza di Maria.
Secondo il Corano, a ciò avrebbe provveduto lo stesso Zaccaria, nascondendo Maria in un casolare segreto dove veniva nutrita giornalmente da "angeli del cielo".
(Rif. 045,135)

057 - CENSIMENTO E VIAGGIO A BETLEMME (Novembre?)
Per adempiere agli obblighi imposti dal censimento delle popolazioni, decretato da Ottaviano Augusto, Giuseppe si pone in viaggio con Maria alla volta di Betlemme, luogo di origine della sua casata.
(Rif. 015,025,035,040,045,050,055)

CENSIMENTI (Secondo la Storia e un'Ipotesi)
Da tempo si sta facendo strada la convinzione che, nel periodo della nascita e dell'infanzia di Gesù, i censimenti organizzati in Palestina siano stati due, anzichè uno, come generalmente si ritiene.

PRIMO CENSIMENTO (747 a.u.c.) Riportato solo per completezza di cronaca.
Per ora è solo una ipotesi, non storicamente confermata.
Sarebbe stato un censimento di natura demografica, tendente a rilevare la consistenza numerica della popolazione palestinese, suddivisa nelle varie tribù. Che fosse di natura demografica lo indica il fatto che i capi di casato furono chiamati a censirsi nel loro luogo di residenza abituale, e questo giustificherebbe lo spostamento delle popolazioni (almeno dei capi di casato).
Un censimento di natura fiscale sarebbe stato organizzato in tutt'altro modo.
Nell'anno di nascita di Gesù: 747(a.u.c.), mancando in Palestina un procuratore incaricato, il censimento ordinato da Ottaviano Augusto, venne fatto sotto la supervisione del Governatore di Siria, Sanzio Saturnino e del console di Siria, Publio Sulpicio Quirino.
Naturalmente i vari autori dell'epoca ne danno versioni a volte completamente distorte.
Alcuni esempi ripresi da M.Craveri:
Rif. 330

SECONDO CENSIMENTO (760 a.u.c.)
Storicamente certo, era di natura fiscale e catastale. La Giudea era divenuta Provincia Imperiale e pertanto si poneva il problema di accertare i redditi ed imporre le consuete imposte.
La decisione viene presa nel 759(a.u.c.) con decreto di Ottaviano Augusto. Il censimento è stato eseguito nel 760(a.u.c.) sotto la supervisione di Publio Sulpicio Quirino, divenuto nel frattempo governatore di Siria, e con la collaborazione del procuratore della Giudea, Coponio.

E' stata forse sfruttata la precedente esperienza maturata da Quirino durante il primo censimento?

Resta comunque un fatto strano: i redditi dovrebbero essere rilevati nel luogo dove vengono prodotti senza provocare estesi spostamenti della popolazione.

Altro fatto inspiegabile è il motivo per cui Giuseppe si sia messo in viaggio per ottemperare al decreto di Ottaviano Augusto che riguardava solo la Giudea. Se Giuseppe e famiglia vivevano a Nazaret, presunta località del regno autonomo di Galilea, allora erano cittadini di questo regno, governato da Erode Antipa e che nulla aveva a che vedere con questo censimento fiscale.
A rigor di logica Giuseppe doveva pagare le tasse nel suo territorio di residenza e cioè al fisco di Erode Antipa, organizzato mediante i suoi "pubblicani" che poi, a sua volta, Antipa era tenuto a versare una quota di questi tributi a Roma.
Altrimenti non si spiega la figura del pubblicano Matteo.

(Rif. 855)

Betlemme, circa 10 Km da Gerusalemme. (Beth-Lehem = Casa del Pane).
A quell'epoca contava un migliaio di abitanti.
Censimento a parte, Gesù doveva nascere a Betlemme, mentre invece non è vero. E' un falso conclamato dei vangeli per la necessità di accreditare a Gesù una certa dignità messianica, secondo quanto previsto da vecchie profezie bibliche di Isaia e Michea; inoltre, anche lui, doveva nascere nello stesso luogo dove era nato il suo sedicente antenato Davide. Oggi, alcuni teologi cattolici tendono a disconoscere la nascita a Betlemme.
(Rif.995)

Secondo E.B.Szekely:
Dobbiamo prima di tutto stabilire quali città NON sono state quelle di nascita. Gesù non è nato a Betlemme di Giudea che fu scelta per accordarsi con la Legge mosaica e con quanto contenuto in alcune profezie.
Betlemme è stata scelta anche per motivi di opportunità dinastica e di legittimazione messianica.
Non è neanche nato a Nazaret. Il nome reale della città natale è stato eliminato. Il nome storico e la posizione geografica del luogo di nascita di Gesù (posto che sia esistito), si suppone sia: GAMALA .....

(Rif. 362)

058 - LA NASCITA DI GESU' (Notte tra il 13 ed il 14 Novembre)
Quì le cose si complicano. Le versioni sull'evento sono molteplici e vale quindi la pena di dettagliare:

Un autore, il quale sostiene che il viaggio sia iniziato a Nazaret, ci informa che la coppia era dotata di: Il viaggio è durato tre giorni e due notti; la prima notte è stata passata in tenda, la seconda notte in una locanda. Per la terza notte, che è quella del parto, hanno raggiunto la stalla alle ore 20; la stalla era di metri 7 per 4.
(Questo è ciò che si dice essere bene informati!!!)

Un altro eminente Autore, che concorda sul percorso Nazaret-Betlemme, sostiene trattarsi di una "giovane coppia" e ci descrive Giuseppe come uomo robusto (....) che non dimostra più di 20 anni, mentre a Maria attribuisce un'età di circa 15 anni.
E' una versione che si discosta notevolmente dalle comuni credenze e che vale la pena segnalare in quanto l'Autore, oltre che giornalista, risulta membro di alcune Accademie Pontificie di Roma.
(Rif. 378)

Un'altra perplessità: se Betlemme era il luogo di origine di Giuseppe è ragionevole pensare che ci fosse qualche parente, conoscente o amico in grado di ospitare la coppia, evitando loro di finire in una stalla.

  • Durante il viaggio Maria ha delle strane visioni che alterano il suo comportamento. Un angelo, apparso all'improvviso, tranquillizza i viaggiatori.
    (Rif. 025,035)
  • In questo caso Gesù è sfuggito al censimento? Sarebbe rimasto uno sconosciuto non censito?

  • Il parto è avvenuto in una grotta.
    (Rif. 025,035,040,045)

  • Il parto è avvenuto in una stalla.
    (Rif. 015)

  • Il parto è avvenuto nella casa di Betlemme.
    (Rif. 005)

  • Il parto è avvenuto in un palmizio (Corano).
    (Rif. 135)

  • Il parto è avvenuto in una casa di Gerusalemme.
    (Rif. 172)

  • Quest'ultima è una versione tarda di origine islamica.
    La casa si trovava nell'angolo sud-orientale della spianata del Tempio e faceva parte delle antiche stalle di Re Salomone(?).
    Si racconta che nel 1047 e.v., il viaggiatore persiano Nasir-I-Xushraw in visita a Gerusalemme, abbia visitato detta casa ed abbia scoperto i segni impressi dalle unghie di Maria su alcune colonne alle quali si era aggrappata durante il travaglio del parto (!)

  • Il parto è avvenuto dopo sette mesi di gravidanza e non al nono mese.
    (Rif. 070)

  • Maria non è stata assistita durante il parto.
    (Rif. 040,055)

  • Maria è stata assistita durante il parto da:
  • Il parto è stato del tutto indolore ed è avvenuto a mezzanotte circa. Alla nascita Gesù aveva occhi azzurro scuro e capelli chiari.
    (Rif. 995)

  • Dopo la nascita sono intervenute le seguenti levatrici o presunte tali:
  • Una delle levatrici ha voluto constatare di persona il permanere della verginità di Maria dopo il parto. Per punizione la sua mano è stata rinsecchita; successivo pentimento, perdono e guarigione. Chi era l'incredula:
  • Dopo i Concilii di Costantinopoli del 553 e quello Lateranense del 649(e.v.), i dubbi sulla verginità di Maria sono stati "definitivamente" dissipati. I Concilii stessi hanno "decretato" la perpetua ginecologica verginità di Maria: ante partum, in parto, post partum.

    (Però che schifo!
    L'idea che una sporca mammana giudea si metta a frugare, con mano infetta, nella intimità di una ragazza che ha appena partorito, è tale da suscitare il vomito anche nel più ottuso dei credenti.)

    059 - IL PRIMO MIRACOLO(?)
    Una vecchietta, attirata dalla luce che emana dalla grotta, entra e, dopo i complimenti di rito, chiede a Maria di essere guarita da una paralisi che l'affligge da lungo tempo. Maria le dice di porre le mani sul bambino e la paralisi sparisce all'istante.
    (Rif. 040)

    060 - LE PRIME PAROLE (Prima Versione)
    Subito dopo la nascita Gesù si rivolge a Maria precisando la natura del suo ruolo terreno. Conferma di essere stato mandato in terra per la salvezza del mondo, come le era stato precedentemente annunciato dall'arcangelo Gabriele.
    (Rif. 040)

    061 - LE PRIME PAROLE (Seconda Versione)
    Dopo il parto nel palmizio, Maria torna a casa con Gesù. Stupore e perplessità dei congiunti che Gesù tempestivamente tranquillizza parlando loro dalla culla, precisando gli scopi della sua venuta in terra.
    (Rif. 135)

    062 - LA PRIMA POPPATA
    Mentre Eva esulta per la nascita del bambino, Gesù si alza dalla mangiatoia ove era stato deposto, succhia il primo latte dal seno della madre e poi torna tranquillamente a sedersi nel fieno.
    (Rif. 045)

    063 - ANNUNCIO DEGLI ANGELI ED ADORAZIONE DEI PASTORI
    Gli angeli annunciano al mondo la nascita di Gesù. I pastori che erano nelle vicinanze, dapprima spaventati e poi incoraggiati dagli angeli stessi, si dirigono verso il luogo della nascita guidati da una grande stella.
    (Rif. 015,035,040,045)

    STELLE E COMETE (Secondo la Storia e la Scienza)
    La stella cometa, che si arresta sulla stalla (grotta) dove è nato Gesù, è una immagine tanto suggestiva quanto falsa. Gli autori, canonici e non, che descrivono questo evento, (dopo qualche centinaio di anni dalla sua manifestazione), fanno riferimento, in maniera alquanto imprecisa e per sentito dire, ad eventi astronomici accaduti ai tempi della presunta nascita e, per loro natura, ripetitivi.

    - Nell'anno 748(a.u.c.)- inverno, si è verificata una congiunzione di Giove con Saturno, nella costellazione dei Pesci. Quando questo fenomeno accade, l'unione delle due sorgenti luminose riflesse produce una luminosità pari a 5 volte la loro somma, per un normale effetto di diffrazione della luce. Il fenomeno è ripetitivo e si manifesta, puntualmente ogni 854 anni.

    - Nell'anno 749(a.u.c.)- primavera, è avvenuta un'altra congiunzione di Giove, Saturno e Marte, sempre nella costellazione dei Pesci. Keplero, a suo tempo, ha studiato questo fenomeno, determinandone la frequenza in 794 anni, 4 mesi e 12 giorni.

    Questi eventi, che si sono verificati a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, hanno probabilmente messo in moto astronomi ed astrologi dell'epoca, determinati a spostarsi per studiare il fenomeno a loro agio.

    064 - IL TERZO GIORNO
    Maria cerca una sistemazione migliore; esce dalla grotta con il bambino ed entra in una stalla. Gesù viene deposto nella mangiatoia, riscaldato ed "adorato" da un "bue" e da un "asino".
    (Rif. 035)

    La chiesa non ha mai precisato chi fosse il proprietario del bue. Quanto all'asino si presume fosse quello di Giuseppe.

    065 - IL SESTO GIORNO
    La famiglia si trasferisce a Betlemme e vi sosta per due giorni.
    (Rif. 035)

    066 - CIRCONCISIONE (22 Novembre)
    Nell'ottavo giorno dalla nascita Gesù viene circonciso secondo la Legge Mosaica.

    Il nardo era una essenza balsamica ottenuta da un albero originario dell'Iran.

    067 - IL DICIOTTESIMO GIORNO
    La famiglia si trasferisce a Gerusalemme.
    (Rif. 040)

    068 - LA CONSACRAZIONE AL TEMPIO (24 Dicembre)
    Trascorsi i 40 giorni previsti dalla Legge Mosaica per la purificazione di Maria, Gesù viene condotto al Tempio per la sua consacrazione. Vengono eseguiti i sacrifici di rito con due tortore (o due colombi) e pagato il consueto riscatto di 5 sicli d'argento.
    (Rif. 015,035,045)

    Il sacrificio delle tortore prevedeva che l'officiante le uccidesse aprendo loro la testa con l'unghia del pollice. (Lev.1/14)

    Comunque gli è andata bene! Perchè la primitiva "Legge mosaica" prescriveva l'uccisione del primogenito all'ottavo giorno di vita.


    IL NOME DI GESU'
    Una tabella che riporta alcuni dei nomi e degli appellativi con i quali viene comunemente indicato il personaggio GESU'.

    ITALIANO
    ARAMAICO
    EBRAICO
    GRECO
    ARABO
    GesùYeshouaJeshuIesus.
    Dio salvaYehoshuà...
    .YehosuaIesus..
    ..Jehshua..
    Nazareno (1)NazoraiosNazoraiosNazoraios.
    ..Yeshua Ha Nostsri..
    ..Yeshua Ha Nozri..
    Cristo.Cristos..
    Cristo
    Orzo-Pane d'orzo
    ..Christos.
    MessiaMashiahMashiha..
    ..Maschia..
    Maestro.Rabbi..
    Emmanuele
    (Dio è con noi)
    .Immanuel..
    Galileo.GalilaiosGalilaios.
    Salvatore.SoterSoter.
    Figlio di DioBar Abba...
    Figlio del PadreBar Abba...
    Figlio del MaestroBar Naba...
    Figlio di Giuseppe.Jesus Ben Yoseph..
    Figlio del Falegname.Naggar Bar Naggar..
    Figlio di Maria...Hazrat Issa
    Ibin-e-Maryam
    Messia figlio
    di Maria
    .
    .
    .Al Masih
    Ibin-e-Maryam
    Figlio di Pandira (2).Yesu Bar Pandira..
    Figlio di Jochanam (3).Yesu Bar Jochanam..
    Figlio di prostituta.Yesu Bar Stada..
    Falegname.Ben Charsch Etaim..
    Resuscitato....
    Signore....
    Pesce (Acronimo)..Ichthys
    .
    Colui che ....Otho Isch..
    Un certo ...
    Quel tale ...
    .Pelomi..
    Appeso
    (crocifisso)
    .Talui..
    Maledetto.Immach Schemo
    Vezikro (ISCHV)
    ..
    Profeta Issa...Al Nabi Issa
    Parola di Dio...Kalimat Allah
    Spirito di Dio...Ruash Elohim
    (1) Il termine deriva da "Nazir" (il separato) un termine che, a quei tempi, indicava l'appartenenza ad una particolare setta.
    (2) Per Pandira/Pandera/Pantera: Vedi Genitori Gesù.
    (3) Per Jochanam: Vedi Genitori Gesù.


    069 - IL VECCHIO SIMEONE
    A suo tempo lo spirito santo aveva rivelato a Simeone, uomo giusto e di provata fede, che non sarebbe morto senza prima avere visto il nuovo messia di Israele.
    Durante la consacrazione di Gesù, Simeone (112 anni) riconosce in lui il messia e chiede a YHWH di poter finalmente morire.
    (Rif. 015,035,040,045)

    070 - LA PROFETESSA ANNA
    Anna, figlia di Fanuele della tribù di Aser(?), dopo la vedovanza ha sempre vissuto nel Tempio raggiungendo l'età di 84 anni.
    Anche lei riconosce in Gesù il nuovo liberatore di Gerusalemme.
    (Rif. 015,035,040)

    NOTA - Di quale tribù parla Luca? La tribù di Aser era scomparsa, assieme ad altre 10, dopo la distruzione del regno d'Israele e la deportazione degli ebrei a Babilonia
    (-586 e.v.).

    071 - ARRIVANO I MAGI (Fine anno?)
    In data non precisata (comunque non dovrebbe essere oltre il 9 Gennaio 748 a.u.c.), arrivano i Magi e si attendano nei dintorni di Gerusalemme.
    (Rif. 025,035,040,045)

    Alcuni autori sostengono che i Magi siano arrivati nella tarda primavera dell'anno 748(a.u.c.) o, addirittura, due anni dopo la nascita.


    INSERTO 08 - I Magi (Secondo la leggenda e il mito)
    Su questi fantastici personaggi si è scritto di tutto; potevano essere:
    • astrologi
    • astronomi
    • esoteristi
    • indovini
    • maghi
    • principi
    • regnanti
    • sacerdoti esseni
    • sacerdoti di Zoroastro
    • e quanto altro si vuole.
    Si racconta fossero tre fratelli:
    • MELKON = re dei persiani
    • GASPAR = re degli indi
    • BALTHASAR = re degli arabi
    o anche:
    • MELCHIORRE (Ram, Melkon), discendente di SEM, maharaja indiano; cede il governo a suo fratello e parte con il compagno di viaggio ed amico Tsekinata.
    • GASPAR(R)E (dall'iranico Gashspar), discendente di CAM, re dell'Armenia; era un seguace della dottrina di Zoroastro. Abdica, in favore del fratello Ntikran, per dedicarsi ai suoi studi ed alle sue ricerche.
    • BALDASSARRE (Balthasar, Valtasassour), discendente di JAFET. Era un re arabo.
    Nei primi secoli del cristianesimo alcune sette hanno dibattuto per decenni per stabilire se i magi si conoscevano tra di loro, prima di iniziare il viaggio, oppure se si sono incontrati per la prima volta a Gerusalemme; discussione veramente fondamentale!

    Altre sette primitive hanno sostenuto, per qualche tempo, che i magi fossero 2, oppure 4, oppure 12 come gli apostoli, oppure 60.

    Una menzione a parte merita il Mago Artaban, proveniente dal nord Europa. Vari inconvenienti ritardarono il suo viaggio ed arrivò a Gerusalemme dopo 33 anni, in tempo per vedere Gesu in croce.

    Tra le tante leggende si ricorda anche il ritrovamento dei corpi dei Magi, da parte di Elena, madre di Costantino, nel 315 e.v. In prima istanza sarebbero stati trasferiti a Costantinopoli, poi a Milano come dono al vescovo Eustorgio. Dopo la conquista di Milano, ad opera di Federico Barbarossa, i resti vennero trasferiti nella cattedrale di Colonia, dove oggi si dovrebbero trovare. (?)

    Uno studio interessante identifica i Magi come sacerdoti della setta essena, che avrebbero accolto nella loro comunità il bambino Gesù, figlio illegittimo di una donna (Maria?), la quale sarebbe stata ripudiata dal marito per aver commesso adulterio con un soldato romano di nome Pantera.
    Era usanza comune dare rifugio nella comunità ai bambini ed alle donne abbandonate.
    Il compito dei Magi, nella comunità essena, era quello di scrutare il cielo per individuare la stella che avrebbe dovuto annunciare l'arrivo del Messia di Aronne.

    Infine la chiesa sta cercando, ultimamente, di ricuperare un personaggio scomodo e un po' frastornante per i "fedeli": si tratta di Babbo Natale:
    • ergo Santa Claus
    • ergo Sanctus Nicolaus
    • ergo Sinterklaas
    • ergo Saint Nick
    • ergo San Basilio
    • ergo San Martino
    • e infine San Nicola presule di Mira, (oggi Demre-Turchia), a suo tempo partecipante al Concilio di Nicea. Si dice fosse un generoso e disinteressato donatore.
    In realtà Babbo Natale è un personaggio del tutto moderno, inventato dallo scrittore Clarke Moore, nel 1809 in USA, e poi ripreso nel 1949, come Saint Nick, da H. H. Sundblom, per pubblicizzare i prodotti della Coca-Cola.

    Per la cronaca le renne di Babbo Natale si chiamano:

    Blitzen, Comet, Cupid, Dancer, Dasher, Donder, Prancer e Vixen
    e non è detto che la chiesa non trasformi Babbo Natale in un santo e le renne in "animali sacri" quali l'agnello di dio, la colomba, ecc.

    Sin verso il 1950 l'elargitore di doni natalizi era un certo "Gesù Bambino", un patetico personaggio, che le nuove generazioni ormai non ricordano, al quale era necessario scrivere una letterina di buoni propositi e di attaccamento alla fede, per ricevere qualcosa in dono.

    E' persino inutile rammentare che l'usanza di scambiarsi (o elargire) doni durante il solstizio d'inverno, ha origini antichissime e rientra nelle consuetudini di tutti i culti primitivi che hanno preceduto il cristianesimo. Persino i cinesi hanno il loro "babbo-natale": Shengdan Laoren.

    In questi ultimi anni abbiamo assistito a molteplici manifestazioni di malcelato dispetto, da parte del clero, per le celebrazioni "pagane" di Hallowe'en, difficilmente recuperabili da parte della chiesa; figuriamoci poi la Befana!
    Resta il fatto che intorno a queste manifestazioni circola una montagna di denaro e dove c'è odor di soldi la chiesa non può restare indifferente:
    dona nobis partem!
    (Rif. 790,755,757,485)



    ANNO 6 (a.e.v.) - 748 (a.u.c.) * GESU': ANNI 1

    072 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione I)
    I Magi sono giunti a Gerusalemme soli o con una modesta scorta.
    Si tratta di Melchiorre (accompagnato dall'amico e compagno Tsekinata), Gasparre e Baldassarre.
    (Rif. 005,025,035)

    073 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione II)
    I Magi sono giunti a Gerusalemme scortati da un poderoso esercito di 12000 (!) cavalieri che si accampano intorno alla città. (Rif. 045)

    Caspita! In questo caso i 3000 uomini, che componevano l'esercito di occupazione romano in Palestina, devono aver avuto qualche serio problema, ma la storia non ne fa cenno.

    074 - I MAGI SI INFORMANO
    La stella, che ha guidato i Magi dal lontano oriente, si è temporaneamente occultata, pertanto gli stessi sono costretti a chiedere informazioni su dove si trovi il neonato messia Gesù.
    (Rif. 005,025,035,045)

    Come mai occultata? Intervento divino o tempo nuvoloso?

    075 - ERODE SI PREOCCUPA E CONVOCA I MAGI
    Le voci che corrono sulla nascita del nuovo messia e l'arrivo dei Magi mettono in agitazione Erode il Grande il quale fa convocare i Magi stessi per essere adeguatamente informato.
    (Rif. 005,025,035,045)

    076 - INCONTRO DI ERODE CON I MAGI
    Erode chiede ai Magi in base a quale profezia essi hanno dedotto la nascita del nuovo salvatore di Israele. I magi affermano di possedere, in patria, un libro mitico risalente ai tempi di Adamo, che solo loro sono in grado di consultare.
    (Rif. 005,035,045)

    077 - IL TERREMOTO
    Erode non è soddisfatto di quanto i Magi gli hanno riferito ed ordina alle sue guardie di arrestarli. All'improvviso un grande terremoto scuote il palazzo e lo fa crollare provocando 62 morti.
    (Rif. 045)

    078 - LIBERAZIONE / CONGEDO DEI MAGI
    I sudditi, terrorizzati, implorano Erode di liberare i Magi, a scanso di altre sciagure. Erode libera/congeda i Magi pregandoli di informarlo, non appena trovato il bambino, perchè anch'egli desidera rendergli omaggio.
    (Rif. 005,035,045)

    079 - I MAGI TROVANO GESU'
    La stella-guida dei Magi riappare in cielo e li conduce alla casa di Betlemme dove si trova Gesù.
    (Rif. 005,035)

    080 - ADORAZIONE ED OFFERTA DONI
    I Magi adorano Gesù e gli offrono in dono, ciascuno, una moneta d'oro (?) e poi, ancora: oro, incenso e mirra.
    (Rif. 005,025,040,045)

    Tre libbre per ciascuna qualità corrispondenti a circa un chilogrammo. La mirra è una resina orientale utilizzata come balsamo curativo, come analgesico o per la composizione e la conservazione dei cadaveri.

    081 - SUPPLEMENTO DONI
    Oltre ai precedenti doni ne sarebbero stati elargiti altri e precisamente:

    A proposito del libro, trattasi di una pergamena, scritta a caratteri d'oro e sigillata, che Adamo avrebbe ricevuto da Dio in persona, dopo la cacciata dal paradiso terrestre.
    Adamo affidò, in seguito, il libro al terzo figlio Set, affinchè lo tramandasse ai posteri; nella pergamena, che "nessuno aveva mai letto", era prevista, con un anticipo di 4000 anni, la venuta di Gesù in terra. ("La Caverna del Tesoro": libro apocrifo vetero-testamentario).
    Quanto agli altri doni, se davvero i Magi hanno tanto largheggiato, la successiva fuga in Egitto avrebbe dovuto compiersi senza troppi problemi economici.

    082 - RICAMBIO DONI
    Maria ricambia gentilmente i doni dei Magi offrendo loro una delle fasce usate per il bambino (Presumibilmente pulita). Questa fascia si rivelerà, in seguito, essere incombustibile.
    (Rif. 040)

    083 - I MAGI SE LA SVIGNANO.....
    Avvertiti in sogno da un angelo circa le malvagie intenzioni di Erode, i Magi ripartono alla chetichella e tornano a casa.
    (Rif. 005,025,035,040,045)

    084 - ....ED ERODE SI ARRABBIA DI NUOVO
    Accortosi che i Magi si sono eclissati, Erode si infuria nuovamente e li fa inseguire con l'ordine di ucciderli.
    Fatica sprecata.
    (Rif. 035)

    085 - ERODE ORDINA LA STRAGE
    Erode, irritato dai precedenti eventi e sobillato da un individuo malvagio di nome Beghor (Satana?), ordina che vengano uccisi tutti i bambini, al di sotto dei due anni, della città di Betlemme e dintorni.
    (Rif. 005,025,035,045,055)

    La strage degli innocenti è un evento mai accaduto e tanto assurdo che non poteva accadere.
    In primo luogo: un evento del genere avrebbe lasciato una traccia negli annali storici.
    In secondo luogo: Erode il Grande non poteva permettersi tanto; le sue azioni erano sorvegliate, controllate e condizionate dagli occupanti romani.
    Terzo: i romani ci tenevano all'ordine pubblico e non avrebbero corso il rischio di una sommossa popolare, giustificata solo dalle futili paure di Erode.
    Infine, la strage degli innocenti è una vecchia fandonia, mutuata da antiche mitologie orientali e inserita ad arte in questo contesto.
    Per quanto non esistano riferimenti storici o cenni di alcun genere, un autore, tenuto conto della presunta consistenza della popolazione di Betlemme, ha valutato in 20-25 il numero dei bambini maschi che avrebbero potuto essere uccisi, se la strage fosse avvenuta nei termini descritti da alcuni vangeli.
    (Rif. 352)

    086 - LA FUGA DI ELISABETTA
    Elisabetta, temendo per la sorte di Giovanni, fugge con il figlio in montagna. Quando si sente allo stremo delle forze, improvvisamente si apre una caverna luminosa dove madre e figlio possono rifugiarsi custoditi e protetti da un angelo.
    (Rif. 025)

    087 - MORTE DI ZACCARIA
    Erode è fortemente convinto che Giovanni, figlio di Zaccaria, possa essere il nuovo messia. Seriamente deciso a ucciderlo, fa interrogare più volte lo Zaccaria senza risultato; alla fine lo fa assassinare nel Tempio.
    (Rif. 025)

    Quì l'autore fa una gran confusione ed inserisce in questo contesto un evento accaduto 75 anni dopo!
    Durante l'assedio di Gerusalemme (823 a.u.c.) un sacerdote di nome Zaccaria, figlio di Barac, venne ucciso nel Tempio da un gruppo di militanti zeloti.
    Lo Zaccaria di questo evento aveva nel 748 a.u.c. 122 anni; se quello ucciso nel 823 a.u.c. fosse stato la stessa persona avrebbe dovuto avere ben 197 anni!
    (Rif. 185)

    088 - FUGA IN EGITTO (?)
    Non tutti gli autori concordano sulla strage degli innocenti e sulla fuga in Egitto. Secondo il Vangelo di Luca, non è successo niente; secondo il Protovangelo di Giacomo, Gesù è stato nascosto in una "mangiatoia di buoi" sino a cessato pericolo.
    (Rif. 025)

    089 - AVVISO DI PERICOLO
    Un angelo avverte tempestivamente Giuseppe dell'imminente pericolo e lo esorta ad abbandonare il paese.
    Come prima soluzione Giuseppe si rifugia ad Ascalona e poi ad Hebron dove, nel giro di sei mesi, organizza, con tutta tranquillità, il viaggio in Egitto.
    (Rif. 005,030,035,045,055)

    090 - INIZIA IL VIAGGIO
    Giuseppe, Maria e Gesù partono verso l'Egitto.
    Secondo alcuni autori erano soli, altri affermano fossero accompagnati da una certa Salomè, altri ancora accompagnati da tre ragazzi, una ragazza, carri e bestiame.
    (Rif. 045,055)

    091 - PERMANENZA FUORI ISRAELE E RITORNO
    Il viaggio e la permanenza in Egitto, secondo i vari autori, sarebbero durati da uno a tre, quattro e persino dieci anni, con soste più o meno prolungate nei posti più disparati.
    Gli eventi che seguono sono correlati all'età di Gesù più che ai luoghi dove tali eventi si sarebbero verificati.


    092 - I DRAGHI
    Alla fine del primo giorno di viaggio la famiglia decide di riposare in una grotta. Dalla grotta escono improvvisamente numerosi draghi, con grande spavento dei viaggiatori.
    Il neonato Gesù, che era in braccio alla madre, scende e si avvicina tranquillamente ai draghi che all'inizio lo adorano e poi si allontanano discretamente.
    (Rif. 035)

    093 - LEONI E LEOPARDI
    Nel secondo giorno di viaggio i viaggiatori vengono scortati da uno stuolo di leoni e leopardi che li proteggono e indicano loro la strada.
    (Rif. 035)

    094 - LA PALMA SERVIZIEVOLE
    Nel terzo giorno di viaggio Maria manifesta il desiderio di gustare i frutti di una altissima palma.
    Giuseppe (92 anni) si rifiuta categoricamente di arrampicarsi ed allora Gesù, dal grembo della madre, ordina alla palma di curvarsi.
    Dopo aver raccolto i frutti, Gesù ordina alla palma di raddrizzarsi. La palma ubbidisce e dalle sue radici sgorga anche una sorgente d'acqua limpidissima.
    (Rif. 035)

    095 - LA PALMA PREMIATA
    Dopo aver pernottato sotto la palma i viaggiatori riprendono il loro cammino. Prima di ripartire Gesù gratifica l'albero per i servizi resi: un angelo ne stacca un ramo e lo porta in cielo.
    (Rif. 035)

    096 - TELETRASPORTO IN EGITTO (Sotine)
    Per alleviare la fatica dei viaggiatori Gesù fa sì che, in un solo giorno, venga coperta una distanza per la quale sarebbero stati normalmente necessari almeno trenta giorni. Sosta in Egitto a Sotine (nome di fantasia, città inesistente).
    L'Egitto era allora una Provincia romana.
    (Rif. 035)

    Teletrasporto a parte, il viaggio da Betlemme ai confini con l'Egitto, a dorso d'asino, non richiedeva più di 8-10 giorni.

    097 - CROLLANO GLI IDOLI (Sotine)
    Maria ed il bambino entrano in un tempio contenente 365 statue dedicate a falsi idoli. Al loro ingresso tutte le statue cadono al suolo e si frantumano.
    (Rif. 035)

    098 - IL FIGLIO DEL SACERDOTE
    Altro tempio dove Satana, per mezzo di un idolo, comunica con il sacerdote addetto.
    Questo sacerdote aveva un figlio di tre anni posseduto dai demoni e solito quindi a indicibili comportamenti. Una fascia di Gesù, stesa ad asciugare e posta in capo all'indemoniato, lo guarisce facendogli vomitare corvi e serpenti.
    Naturalmente anche la statua dell'idolo crolla.
    (Rif. 040)

    099 - I BRIGANTI FUGGONO
    Prosegue il viaggio e la famiglia giunge in una località infestata da ferocissimi briganti. All'avvicinarsi dei nostri si leva un frastuono tale che i briganti si danno alla fuga terrorizzati, abbandonando bottino e alcuni prigionieri in attesa di riscatto.
    (Rif. 040)

    100 - L'INDEMONIATA NUDA
    Altra città. Una donna, uscita di notte per attingere acqua, era caduta in preda a Satana e vagava nuda per ogni luogo.
    Maria interviene e fa fuggire il demonio.
    Seguono gratitudine ed ospitalità come si conviene in questi casi.
    (Rif. 040)

    101 - LA SPOSA MUTA
    Il viaggio prosegue ed i viaggiatori giungono in una città dove si stanno celebrando delle nozze. Satana, che non è d'accordo sugli sponsali, interviene e rende muta la sposa. Maria pone il bambino in braccio alla ragazza che riacquista immediatamente l'uso della parola.
    (Rif. 040)

    102 - LA DONNA ED IL SERPENTE
    In un'altra città: una donna era andata a lavare i panni al fiume e Satana, in forma di serpente, si era impossessato di lei facendola soffrire orribilmente. Maria porge il bambino alla donna che lo abbraccia e Satana fugge da lei.
    (Rif. 040)

    103 - LA GIOVINETTA LEBBROSA
    Una giovinetta lebbrosa viene lavata con l'acqua che era stata usata per il bagno di Gesù. La giovinetta guarisce e decide di unirsi alla famiglia e seguirla nel viaggio.
    (Rif. 040)

    104 - DRAMMA AL CASTELLO
    In un castello viveva un famosissimo principe, la moglie del quale aveva partorito un bimbo lebbroso.
    Il principe, sconvolto, aveva ordinato alla moglie di ucciderlo o di affidarlo a qualcuno che lo portasse lontano dal castello.
    La giovinetta dell'evento precedente (103) interviene presso la principessa disperata assicurandola che il bambino verrà guarito.
    Si ripete la cura del punto precedente ed il bimbo guarisce.
    Ospitalità e generosi doni.
    (Rif. 040)

    105 - IL MARITO IMPOTENTE
    In un'altra città i viaggiatori chiedono ospitalità ad un uomo, recentemente sposato che, a causa di un sortilegio, non aveva ancora potuto avere rapporti con la moglie.
    L'uomo li ospita e la sola presenza della famiglia sotto lo stesso tetto scioglie l'incantesimo. Grandioso banchetto.
    (Rif. 040)

    106 - L'UOMO TRASFORMATO IN MULO
    I nostri viandanti vengono ospitati in una casa dove tre donne piangenti accarezzano, baciano e nutrono amorevolmente un mulo, rivestito con un ricco manto.
    Le tre disperate raccontano che quello è il loro fratello il quale, in procinto di sposarsi, era stato trasformato in mulo dal sortilegio di alcune donne gelose e malvagie.
    Sino ad allora nessun mago era riuscito a sciogliere l'incantesimo.
    (Rif. 040)

    107 - IL MULO TRASFORMATO IN UOMO
    La solita giovinetta rincuora le tre donne e le consiglia di rivolgersi con fiducia a Maria la quale, di buon grado, pone Gesù sul dorso del mulo e questo ritorna uomo.
    Normalizzate le cose, l'uomo in questione, che era un bel giovane, sposa la provvidenziale giovinetta. Tutti felici e contenti.
    (Rif. 040)

    108 - TITO E DUMACO
    Attraversando una zona deserta la famiglia si imbatte in due briganti: Tito (Demas) e Dumaco (Gesta).
    Dumaco vorrebbe depredare i viandanti ma Tito si oppone e offre a Dumaco, di tasca sua, 40 dracme, a titolo di riscatto, affinchè possano proseguire il loro viaggio.
    Gesù annuncia profeticamente che i due briganti saranno destinati a seguirlo sulla croce.
    (Rif. 040)

    109 - VERSO MATARIEH
    Proseguendo il viaggio verso Matarieh (12 km. da Eliopoli) i viandanti passano nei pressi della "città degli idoli" che si trasforma in colline di sabbia.
    (Rif. 040)

    110 - LA FONTE DI MATARIEH
    In questa città Gesù fa sgorgare, dalla sabbia, una fontana dove Maria lava la sua tunica.
    (Rif. 040)

    ANNO 5 (a.e.v.) - 749 (a.u.c.) * GESU': ANNI 2

    111 - AL CAIRO
    Secondo l'autore del Vangelo Arabo-Siriaco, Gesù, Giuseppe e Maria avrebbero sostato a lungo in un quartiere del Cairo (Misr-Mesrin). Durante questa permanenza sarebbero stati fatti parecchi miracoli dei quali si è persa memoria.
    (Rif. 040,045)


    ANNO 4 (a.e.v.) - 750 (a.u.c.) * GESU': ANNI 3

    Riferimenti Storici:
    MORTE DI ERODE IL GRANDE
    Il 13 marzo muore a Gerico Erode il Grande. Aveva 70 anni.
    (Rif. 780)

    COSTITUZIONE DI TETRARCHIE
    I romani dividono la Palestina in tetrarchie ed affidano ad Erode Archelao l'incarico limitato di tetrarca della Giudea.

    RICOSTRUZIONE DI QUMRAN
    Dopo la morte di Erode il Grande la comunità esseno-zelota rioccupa il territorio e ricostruisce l'insediamento di Qumran, precedentemente distrutto.

    RIVOLTE
    La datazione è incerta. In questo anno sarebbero scoppiate alcune rivolte, sgominate dal deciso intervento del Governatore Quintilio Varo. Esse sarebbero state guidate da:
    • Giuda il Galileo che, sconfitto, si rifugia sulle montagne del Golan;
    • Simone di Perea, sconfitto e crocifisso;
    • Athrongas, sconfitto e crocifisso.
      (Rif. 995)




    INSERTO 09 - Gestione del Potere in Palestina (Secondo la Storia)
    Tavola riassuntiva dei nomi di coloro che esercitavano autorità e potere in Palestina ai supposti tempi di Gesù.

    ANNI
    ROMA
    SIRIA
    PALESTINA
    e.v.a.u.c.
    (IMPERATORI)
    (GOVERNATORI/
    LEGATI)
    (PREFETTI/
    PROCURATORI)
    (SOVRANI)
    -57697PompeoGabinio.Ircano II
    -47707G. Cesare..Ircano II+Erode Antipatro
    -27727Ottav.Augusto..Erode il Grande
    -16738Ottav.AugustoM.Vis.Agrippa.Erode il Grande
    -13741Ottav.AugustoM.Tizio.Erode il Grande
    -9745Ottav.AugustoSanzio Saturnino.Erode il Grande
    -6748Ottav.AugustoQuintilio VaroSabino ?Erode il Grande
    -4750Ottav.AugustoQuintilio Varo.Erode Antipa+
    Archelao+
    Filippo
    1754Ottav.AugustoGaio Cesare.Erode Antipa+
    Archelao+
    Filippo
    4757Ottav.AugustoVol.Saturnino.Erode Antipa+
    Archelao+
    Filippo
    6759Ottav.AugustoSulpicio QuirinoCoponioErode Antipa+
    Filippo
    9762Ottav.AugustoSulpicio QuirinoMarco AmbibuloErode Antipa+
    Filippo
    12765Ottav.AugustoC.M.CreticoAnnio RufoErode Antipa+
    Filippo
    14767TiberioC.M.CreticoAnnio RufoErode Antipa+
    Filippo
    15768TiberioC.M.CreticoValerio GratoErode Antipa+
    Filippo
    26779TiberioC.M.CreticoPonzio PilatoErode Antipa+
    Filippo
    34787TiberioC.M.CreticoPonzio PilatoErode Antipa
    35788TiberioL.VitellioPonzio PilatoErode Antipa
    36789TiberioL.VitellioMarcelloErode Antipa
    37790CaligolaL.VitellioMarulloErode Antipa
    40793CaligolaP.PetronioE.Capitone.
    41794Claudio IP.Petronio?Erode Agrippa I
    42795Claudio I..Erode Agrippa I
    44797Claudio I.Cuspio FadoErode Agrippa I
    46799Claudio I.Tiberio Aless..
    48801Claudio I.Ventidio Cumano.
    49802Claudio I.Ventidio CumanoErode Agrippa II
    52805Claudio I.Antonio FeliceErode Agrippa II
    54807Nerone.Antonio FeliceErode Agrippa II
    55808NeroneC.U.QuadratoAntonio FeliceErode Agrippa II
    60813Nerone.Porcio FestoErode Agrippa II
    62815Nerone.AlbinoErode Agrippa II
    64817NeroneCestio Gallo ?Gressio FloroErode Agrippa II
    66819Nerone.TitoErode Agrippa II
    68821Galba ecc..TitoErode Agrippa II
    69822Vespasiano.TitoErode Agrippa II
    70823Vespasiano.Lucilio BassoErode Agrippa II
    73826Vespasiano.Flavio SilvaErode Agrippa II
    74827Vespasiano..Erode Agrippa II
    79832Tito..Erode Agrippa II
    81834Domiziano..Erode Agrippa II
    91844Domiziano...
    96849Nerva...
    98851Traiano...
    117870Adriano.Giulio Severo.
    ***...
    ***...
    ***...
    3061069Costantino I...
    3371100Costantino II...



    112 - LO SCIVOLO (Cairo/Mesrin)
    Al Cairo Gesù, che ha 2 anni e 4 mesi, si unisce, per giocare, ad altri bambini del posto. Sempre per gioco, Gesù si getta da un abbaino e scivola a terra, senza danno, abbracciato ad un raggio di sole.
    (Rif. 045)

    113 - LE STATUE URLANTI (Cairo/Mesrin)
    A Mesrin esistevano delle statue magiche che avevano il potere di urlare quando un nemico si avvicinava alla città. Tali statue però avevano preso l'abitudine di urlare anche quando si avvicinava Gesù.
    Giuseppe viene interrogato in proposito, dimostra di non saperne nulla ma poi ritiene più prudente cambiare alloggio per evitare altri guai ed altri sospetti.
    (Rif. 045)

    114 - IL PESCE SECCO (Cairo/Mesrin)
    Alloggiati presso una vedova. Gesù pone un pesce essiccato e salato in una bacinella e lo fa rivivere e nuotare. La vedova ammattisce dallo spavento e li caccia di casa.
    (Rif. 030)

    115 - UN DISASTRO
    In un'altra città, dove esisteva un grandioso tempio dedicato ad Apollo e ad altri idoli.
    Durante una grande festa, mentre il tempio era gremito di gente, Gesù entra e provoca il crollo dell'edificio e di tutti gli idoli. Bilancio 291 morti.
    Per intercessione di Maria e le suppliche degli scampati, Gesù fa risuscitare 182 persone mentre le altre 109 (sacerdoti e ministri di Apollo) non vengono giudicate degne di salvezza.
    (Rif. 045)

    E' stata una vera fortuna, per noi posteri, che durante il suo soggiorno al Cairo, Gesù non si sia mai spinto a Giza, tra le piramidi, la sfinge ed altre meraviglie del passato.

    ANNO 3 (a.e.v.) - 751 (a.u.c.) * GESU': ANNI 4

    116 - L'OSPITALITA DI ELEAZAR
    La famiglia viene ospitata per qualche mese (forse al Cairo) da un nobile signore di nome Eleazar, anch'egli esule dalla Giudea, da 15 anni.
    Eleazar ha un figlio di nome Lazzaro e due figlie Marta e Maria. Il soggiorno termina quando un angelo appare a Giuseppe e lo avverte che ora è possibile tornare in Israele.
    (Rif. 045)

    117 - SULLA VIA DEL RITORNO (Moab)
    Sulla via del ritorno Gesù e la famiglia sostano in una città presso il Mar Morto. Anche quì la presenza di Gesù provoca il crollo di numerosi templi tra lo sgomento e la disperazione degli abitanti.
    (Rif. 045)

    118 - L'OCCHIO DESTRO (Moab)
    Gesù fa amicizia con i bambini del luogo e partecipa ai loro giochi. Durante un litigio un bambino ne colpisce un altro schiacciandogli l'occhio destro. Gesù interviene e lo guarisce all'istante.
    (Rif. 045)

    119 - GLI OCCHI DEI BAMBINI (Betlemme)
    Una grave malattia colpisce agli occhi i bambini del luogo e li porta alla morte. Maria interviene e guarisce i bambini aspergendoli con l'acqua del bagno di Gesù.
    (Rif. 040)

    120 - LE MOGLI RIVALI (Betlemme)
    Due donne, mogli (?) dello stesso uomo, erano in disaccordo tra di loro. Una di queste, Maria, aveva un figlio di nome Cleofa che era stato in precedenza guarito da Maria V, facendogli indossare una tunica confezionata con una fascia di Gesù.
    Un giorno la moglie rivale getta Cleofa in un forno per la cottura del pane; la tunica miracolosa spegne le fiamme ed il bambino rimane illeso.
    La megera però non demorde e getta il bambino in un pozzo. Il bambino viene ritrovato tranquillamente seduto sulla superficie dell'acqua.
    Alla fine arriva la giusta punizione: la rivale stessa inciampa e cade nel pozzo fratturandosi la testa e "tutte le ossa".
    (Rif. 040)

    121 - LA GUARIGIONE DI BARTOLOMEO (Betlemme)
    Una madre aveva due figli gemelli; caduti entrambi ammalati, uno era già morto mentre l'altro, Bartolomeo, ancora agonizzante, viene risanato coricandolo nel letto di Gesù e ricoprendolo con i suoi vestiti.
    (Rif. 040)

    122 - LA DONNA LEBBROSA (Betlemme)
    Una donna lebbrosa viene guarita da Maria mediante aspersione con l'acqua del bagno di Gesù.
    (Rif. 040)

    123 - LA PRINCIPESSA LEBBROSA (Betlemme)
    Una principessa era stata ripudiata dal principe suo consorte perchè scoperta affetta da lebbra.
    La ex-lebbrosa del punto precedente (122) convince la principessa a recarsi da Maria.
    Viene naturalmente risanata con la solita cura. Splendidi doni.
    (Rif. 040)

    124 - IL DRAGO VAMPIRO (Betlemme)
    Una giovane era caduta preda di Satana che la tormentava, presentandosi a lei sotto forma di drago e succhiandole tutto il sangue, sino a ridurla simile ad un cadavere.
    La principessa del punto precedente (123) consiglia la madre della giovane di condurla a Betlemme da Maria. L'indemoniata viene aspersa con l'acqua del bagno e poi riceve in dono una fascia del corredo di Gesù, da porsi in capo non appena il drago si fa vivo. Infatti, alla successiva apparizione, la fascia comincia a sprizzare fuoco e fiamme e fa fuggire il demonio per sempre.
    (Rif. 040)

    125 - ANCHE GIUDA HA DEI PROBLEMI (Betlemme)
    Giuda (Iscariota) da bambino era posseduto da Satana che scatenava in lui paurose crisi di furore.
    Un giorno Giuda era seduto, per strada, alla destra di Gesù, quando fu assalito dal demonio ed in preda a furia cieca colpi Gesù nel fianco destro. Gesù si mise a piangere e ciò fece fuggire Satana sotto forma di un cane rabbioso.
    (L'autore ci informa che lo stesso punto, in cui Giuda colpì Gesù, verrà poi trafitto dalla lancia di Longino, durante la crocifissione).
    (Rif. 040)

    ANNO 2 (a.e.v.) - 752 (a.u.c.) * GESU': ANNI 5

    126 - LE VASCHE DI FANGO
    Un giorno in Galilea, presso il Giordano, Gesù si trastullava alla costruzione (con il solo uso della parola) di vasche e fossatelle di fango nelle quali faceva scorrere acqua melmosa che, a fine percorso, ne usciva purissima.
    Un ragazzo invidioso, figlio dello scriba Anna, distrugge per dispetto, con un bastone, il gioco di Gesù il quale, infuriato, lo maledice e lo fa cader morto all'istante.
    A fronte delle vibrate proteste dei genitori del morto, Maria convince Gesù a perdonare l'accaduto ed egli risuscita il ragazzo morto con un calcio nel sedere.
    (Rif. 030,035,040)

    127 - I PASSERI DI FANGO
    Dopo quanto sopra Gesù impasta dodici passeri di fango e li fa volare. Di ciò viene aspramente rimproverato perchè era giorno di sabato, notoriamente dedicato ad onorare il Signore.
    (Rif. 035,040)

    128 - UN RAGAZZO COCCIUTO
    Ma non finisce qui. Il figlio dello scriba Anna torna alla carica e distrugge nuovamente le vasche di fango.
    Nuova furia di Gesù che lo fa secco per la seconda volta. Nuove proteste e preghiere come da copione precedente. Alla fine Gesù risuscita nuovamente il ragazzo sollevandolo per un orecchio.
    (Rif. 035)

    129 - L'URTO (Finisce bene)
    Mentre Gesù cammina per il paese, un ragazzo giunge di corsa e lo urta in una spalla. Gesù si infuria, lo maledice e lo fa morire sul colpo.
    Giuseppe ed i genitori del ragazzo lo rimproverano aspramente; Gesù risponde per le rime ai rimproveri di Giuseppe poi cambia idea e risuscita il malcapitato prendendolo per un orecchio.
    (Rif. 035)

    130 - L'URTO (Finisce male)
    Altra versione del fatto precedente. Gesù, oltre al ragazzo, ammazza ( o rende ciechi) anche i genitori venuti a protestare.
    Quando Giuseppe lo rimprovera per l'accaduto Gesù si ribella rinfacciandogli di non essere il suo vero padre.
    (Rif. 030)

    131 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il primo maestro)
    Il rabbino Zaccheo, favorevolmente colpito dall'intelligenza del bambino, convince Giuseppe a mandare Gesù a scuola da lui.
    Gesù si oppone dicendo di non averne affatto bisogno, considerata la sua "origine divina". Comunque, a scuola, si dilunga in una puntigliosa disquisizione sui valori simbolici connessi alla lettera alfa.
    Zaccheo si stupisce e rinuncia prudentemente all'incarico.
    (Rif. 030,035,040)

    132 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il secondo maestro)
    Questa volta è il rabbino Levi che cerca di indurre Gesù allo studio. Gesù tiene un atteggiamento scostante ed il maestro, irritato, gli dà una bastonata in testa, con un ramo di storace (pianta balsamico-resinosa orientale).
    Gesù lo fa immediatamente stramazzare al suolo.
    (Rif. 030,035,040)

    133 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il terzo maestro)
    Un terzo rabbino, amico di Giuseppe, chiede gli venga affidato Gesù per una adeguata istruzione.
    Gesù si reca a scuola e, tra lo stupore degli astanti, incomincia a dissertare sulla Legge Mosaica.
    Si raduna una grande folla e Giuseppe, temendo che anche questo maestro faccia la fine del precedente, prende Gesù e lo riporta a casa.
    (Rif. 030)

    134 - I PANNI DI SALEM
    Gesù, giocando con altri bambini, entra nella bottega del tintore Salem e butta tutti i panni, in attesa di tintura, in una tinozza colma di colore indaco.
    Alle grida di protesta del povero tintore Gesù estrae i panni dalla tinozza, ognuno tinto nell'esatto colore che gli competeva.
    (Rif. 040)

    135 - ZENONE CADE DAL TERRAZZO
    Gesù ed alcuni bambini stavano giocando su di un terrazzo quando uno di essi, Zenone, precipita nel vuoto, si uccide e Gesù viene accusato di aver spinto il compagno.
    Per discolparsi Gesù risuscita Zenone e lo fa testimoniare a proprio favore.
    Terminato il processo e riconosciuta l'innocenza di Gesù, quest'ultimo fa nuovamente morire Zenone e poi fugge. (Zenone: anche Abias figlio di Thamar, oppure Sinoo)
    (Rif. 030,035,040,045)

    136 - I PASTICCI DI GIUSEPPE
    Giuseppe non era granchè come falegname; sbagliava sovente il taglio delle assi ed era compito di Gesù intervenire per allungarle e riportarle alla giusta misura.
    Giuseppe aveva anche lavorato, per due anni, alla costruzione di un trono che gli era stato commissionato da un certo "re di Gerusalemme".
    Dopo due anni di indefesso lavoro salta fuori che le misure sono sbagliate e Gesù interviene a sistemare l'opera tirandola da tutte le parti.
    (Rif. 040)

    137 - IL LEGNAIOLO
    Un giovane stava spaccando della legna quando la scure gli cade di mano e lo ferisce gravemente ad un piede. Stava per morire dissanguato quando Gesù interviene e lo risana in un attimo.
    (Rif. 030)

    138 - GIOCHI D'ACQUA
    Seduto presso una fontana Gesù getta della polvere nell'acqua e questa diventa color sangue; poi spruzza i vestiti di alcuni bambini macchiandoli di rosso. Commosso dai loro pianti provvede poi a far sparire le macchie.
    (Rif. 045)

    139 - LA SORGENTE NELLA ROCCIA
    Gesù conduce alcuni bambini fuori città, in gita nel deserto. Il caldo si fa insopportabile ed alcuni bambini ne muoiono.
    Gesù prontamente interviene:
    1. fa sgorgare una sorgente da una rupe
    2. risuscita i bambini morti
    3. popola di pesci l'acqua raccolta ai piedi della rupe
    4. accende, senza fuoco, alcuni rami, affinchè i pesci possano essere arrostiti e mangiati.
      (Rif. 045)

    140 - IL BIMBO MORTO NEL DESERTO
    Un bimbo di tre anni (Moni figlio di Saruhi), partecipante alla precedente gita, si perde nel deserto e muore.
    Si ripete il caso di cui al punto precedente. Gesù viene incolpato della morte del bambino e quando il corpo viene ritrovato lo fa risuscitare per essere discolpato.
    Risolto il problema, riammazza il bambino.
    (Rif. 045)

    ANNO 1 (a.e.v.) - 753 (a.u.c.) * GESU': ANNI 6

    141 - SIMONE IL CANANEO
    Un bimbo recatosi in montagna, per raccogliere legna, viene morso da una serpe ed è in pericolo di vita. Gesù rintraccia la serpe e la costringe a risucchiare il suo stesso veleno e poi la uccide con una maledizione.
    Gesù predice al bambino salvato che, in futuro, egli diverrà suo discepolo.
    (Rif. 040)

    142 - L'ACQUA NEL MANTELLO
    Maria, un giorno, manda Gesù ad attingere acqua alla fonte con una brocca. Accidentalmente la brocca si rompe ma Gesù porta l'acqua a Maria raccogliendola nel suo mantello.
    (Rif. 030,035,040)

    143 - CAPRETTI
    Alcuni ragazzi si rifiutano di giocare con Gesù ed allora egli li trasforma in capretti. Le mamme naturalmente piangono e si disperano sino ad indurre Gesù a ritrasformarli in ragazzi.
    (Rif. 040)

    144 - UN BUON RACCOLTO
    Un giorno Gesù prende una manciata di grano e lo semina. Giunto il tempo della mietitura il raccolto sarà di tre cori di frumento (660 litri) che egli donerà ai poveri.
    (Rif. 035)

    145 - IL PASSERO D'ARGILLA (Madiam)
    Per accattivarsi la simpatia di alcuni bambini della città di Madiam, Gesù modella un passero d'argilla, ci soffia sopra e lo fa volare.
    (Rif. 045,135)

    146 - I PASSERI D'ARGILLA
    Secondo un'altra versione i passeri in questione sarebbero stati 12.
    (Rif. 030)

    147 - MOSCHE, ZANZARE, ECC. (Madian)
    Gesù getta per aria una manciata di polvere e questa si trasforma in un enorme nugolo di mosche e di zanzare, con grande fastidio per gli abitanti e gli animali domestici della città.
    Per infastidire in particolar modo i bambini, Gesù getta loro addosso vespe e api generate da palline di argilla.
    (Rif. 045)


    ANNO 1 (e.v.) - 754 (a.u.c.) * GESU': ANNI 7


    148 - GIUSEPPE ED IL RE
    Nella città di Bothosoron (?) Giuseppe si reca in visita dal re Barjesus che lo accoglie con grande affetto e benevolenza, gli offre un banchetto e gli concede il permesso di esercitare, in città, il suo mestiere di falegname.
    Inoltre il re si accolla l'onere delle lezioni che l'insegnante Gamaliele impartirà a Gesù affinchè possa apprendere le "lettere".
    (Rif. 045)

    149 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il quarto maestro)
    Gesù si reca a scuola da Gamaliele e si ripete quì la dissertazione sui valori simbolici delle lettere dell'alfabeto.
    (Rif. 045)

    150 - GIACOMO E LA VIPERA
    Giacomo, fratellastro di Gesù, viene morso da una vipera e sta per morire. Gesù interviene e lo guarisce soffiandogli sulla morsicatura. La vipera scoppia.
    (Rif. 030,035,040)

    151 - IL BIMBO MORTO
    Una donna del vicinato piange disperatamente il suo bimbo morto. Gesù gli pone una mano sul petto e lo fa rivivere.
    (Rif. 030)

    152 - IL MURATORE MORTO
    Durante la costruzione di una casa un muratore muore a causa di un grave incidente. Gesù lo prende per mano e lo risuscita.
    (Rif. 030)

    ANNO 2 (e.v.) - 755 (a.u.c.) * GESU': ANNI 8

    153 - DA GERICO AL GIORDANO
    Mentre percorre la strada che da Gerico conduce al Giordano, Gesù entra in una caverna abitata da ferocissimi leoni.
    Quando tutti lo danno per spacciato ecco che esce dalla caverna con un codazzo di belve che giocano con lui.
    Poi Gesù continua il suo cammino verso il fiume accompagnato dalle belve stesse.
    (Rif. 035)

    154 - COME MOSE'
    Giunto al fiume le acque del Giordano si aprono e Gesù lo attraversa con il suo seguito di leoni.
    (Rif. 035)

    A proposito, sono rimasti in pochi a credere che le acque del Mar Rosso si siano aperte per lasciar passare Mose ed i suoi seguaci. La chiesa stessa dà, dell'evento, versioni meno fantasiose, supponendo che il passaggio sia avvenuto su fondali sabbiosi di paludi, saltuariamente asciutte per normali avvicendamenti stagionali. Queste paludi, scomparse dopo il taglio del canale di Suez, erano impraticabili per i pesanti carri da guerra dell'esercito egiziano.
    (Rif. 130)
    Non è chiaro se sia riferito a questo episodio: secondo San Giustino (Dialogo con Trifone), che assicura di aver appreso la notizia di prima mano dagli apostoli, Gesù scendendo nel Giordano si sarebbe aperto un passaggio facendo bollire ed infiammare le acque del fiume.

    Pare comunque che il Giordano fosse un fiume abituato a queste "compiacenze". Si era già aperto in precedenza al passaggio di Giosuè, di ritorno dall'Egitto, con relativa Arca.

    Dopo la morte di Gesù, un altro individuo, solito far stranezze sulle rive del Giordano, sarà un certo Theodas (Tèuda), altro profeta poco fortunato, il quale si vantava con i suoi 400 seguaci (dopo averli convenientemente spolpati) di poter attraversare il fiume senza bagnarsi i piedi.
    Nell'825(a.u.c.) circa, i romani sempre sospettosi e diffidenti, dispersero i suoi sprovveduti discepoli, gli tagliarono la testa e la disposero in bellavista sulle mura di Gerusalemme, infilzata su una lancia.

    Altri sedicenti messia (che allora spuntavano come i funghi) furono Dosidee (samaritano) e un certo Meandro, finiti regolarmente giustiziati.
    (Rif. 780)

    155 - UN FANTASTICO RACCOLTO
    Mentre Giuseppe stava seminando il grano in alcuni suoi campi, Gesù semina un solo chicco di frumento. Il raccolto risulterà poi essere di 100 cori (22000 litri!) che Gesù distribuirà ai poveri del villaggio.
    (Rif. 030)

    156 - GIUSEPPE SBAGLIA NUOVAMENTE....
    Giuseppe viene incaricato da un ricco cliente di costruire un letto e, come al solito, sbaglia le misure ed una asse risulta essere più corta del dovuto. Provvidenziale intervento di Gesù che rimedia stirando adeguatamente l'asse in questione.
    (Rif. 030,035)

    157 - ....E POI ANCORA
    Questa volta lo sbaglio da correggere si riferisce niente meno che a un padiglione ordinato dal re. Solito rimedio.
    (Rif. 045)

    ANNO 3 (e.v.) - 756 (a.u.c.) * GESU': ANNI 9

    158 - IL RICCO GIUSEPPE
    A Cafarnao era morto un uomo ricchissimo di nome Giuseppe e tutta la città ne era addolorata. Gesù suggerisce a Giuseppe (padre) di intervenire a ridar la vita al suo omonimo indicandogli le modalità di intervento.
    Giuseppe (padre) esegue:
    si reca dal defunto, gli copre il viso con un suo fazzoletto e pronuncia la frase "ti salvi Gesù".
    Naturalmente il morto risuscita.
    (Rif. 035)

    ANNO 4 (e.v.) - 757 (a.u.c.) * GESU': ANNI 10

    159 - GESU' VA A LAVORARE
    Trovandosi a Tiberiade, Giuseppe affida Gesù al tintore Israele affinchè cominci ad imparare un mestiere. Gesù sembra ben disposto ed ascolta con attenzione gli insegnamenti del maestro.
    (Rif. 045)

    160 - ISRAELE PARTE
    Dopo qualche tempo Israele decide di fare un viaggio di affari ed affida a Gesù i capi di vestiario da tingere, affinchè provveda al lavoro durante la sua assenza. Consigli e raccomandazioni a non finire che Gesù accetta di buon grado. Ed alla fine Israele parte.
    (Rif. 045)

    161 - COMINCIANO I GUAI
    Israele è appena partito che Gesù prende tutti i capi da tingere, in diversi colori, e li caccia in una tinozza colma di colore azzurro. Poi abbandona la bottega e se ne va a giocare.
    (Rif. 045)

    162 - GIOCHI SCATENATI
    Raggiunti i compagni di gioco Gesù si scatena e: Alla fine Giuseppe lo cattura e lo riporta a casa rimproverandolo aspramente.
    (Rif. 045)

    163 - ISRAELE RITORNA
    Ritornato a casa Israele allibisce e, malgrado Gesù ripristini i vari capi nei dovuti colori, gli tira dietro uno staio di legno che, cadendo a terra, si trasforma immediatamente in un albero da frutta.
    Gesù scappa e si nasconde sulle rive del lago e si consola passeggiando sulle acque. (Rif. 045)

    164 - ISRAELE CHIEDE VENDETTA
    Israele, sempre più infuriato, accusa Gesù di furto di fronte a tutta la città.
    Si organizzano le ricerche del colpevole, che Gesù elude facilmente assumendo sembianze diverse (bambino, giovinotto, vecchio).
    Ad ogni buon conto, in mancanza del vero colpevole, viene arrestato Giuseppe.
    (Rif. 045)

    165 - RITORNA LA PACE
    Sbollita un poco l'ira, Israele si rende infine conto di non aver subito danni e che nulla gli è stato rubato. Allora si pente di essere stato troppo impulsivo, ritira la denuncia e tutto ritorna normale.
    (Rif. 045)

    ANNO 5 (e.v.) - 758 (a.u.c.) * GESU': ANNI 11

    166 - MALACHIA E MICHEA
    Gesù incontra due fratelli, Malachia e Michea, che si stanno azzuffando per una questione di eredità. Udite le rispettive ragioni Gesù riesce a riconciliarli.
    (Rif. 045)

    167 - IL MASSO
    Gesù conduce un gruppo di ragazzi in un luogo dove si trova un grande masso con una cima molto elevata. Ad un suo cenno il masso si piega e Gesù si siede sulla cima che subito si rialza. Ad un successivo cenno il masso si piega nuovamente e Gesù ridiscende.
    (Rif. 045)

    168 - IL GIOVANE ACCECATO
    Si sparge la voce del precedente miracolo e Gesù viene fermato da un giovane, desideroso di conoscere l'autore di tanto prodigio. Gesù non è disposto a dargli retta e pertanto gli soffia sul viso e lo acceca.
    A seguito delle disperate implorazioni del malcapitato gli restituisce la vista.
    (Rif. 045)

    169 - IL BAMBINO NEL POZZO
    Mentre alcuni bambini giocano intorno ad un pozzo uno di essi, Gionata (?), ci cade dentro e muore. Il giudice ritiene Gesù responsabile dell'accaduto. Segue il solito copione già narrato nei punti precedenti.
    (Rif. 045)

    170 - LE BROCCHE NEL POZZO
    Trovandosi presso un pozzo, dove tutta la gente andava ad attingere acqua, Gesù afferra le brocche di alcuni bambini in attesa e le getta nel pozzo dove affondano.
    I bambini rimangono stupiti ed impauriti ma Gesù fa riaffiorare le brocche dal fondo e le restituisce.
    (Rif. 045)

    171 - L'ALBERO SI PIEGA
    Prodigio del tutto simile a quello del masso (167).
    (Rif. 045)

    172 - UN RAGAZZO MAL MESSO
    Un giorno Gesù incontra un ragazzo: Messo a nudo e steso per terra, Gesù lo cosparge con la polvere del suolo ed immediatamente il ragazzo torna come nuovo, vispo e sano come un pesce.
    (Rif. 045)

    173 - IL RAGAZZO DI EFTHAIEA
    Andando da Emmaus verso il villaggio di Efthaiea, Gesù incontra un giovane lebbroso, coperto di piaghe ed implorante l'elemosina. Interessato al caso di questo giovane, dopo una lunga discussione in tema di fede e medicina, Gesù lo guarisce.
    (Rif. 045)

    ANNO 6 (e.v.) - 759 (a.u.c.) * GESU': ANNI 12

    Riferimenti Storici:
    PUBLIO SULPICIO QUIRINO
    Publio Sulpicio Quirino, in precedenza console, viene nominato governatore della Siria.

    CESAREA
    Per decisione di Ottaviano Augusto la città di Cesarea diventa capitale della Giudea che passa sotto la diretta amministrazione di Roma quale Provincia Imperiale.
    Come procuratore viene nominato Coponio e si decide di attuare un (nuovo ?) censimento di natura fiscale.
    Malcontento e ribellione degli ebrei che contestano la decisione in conformità a quanto contenuto nelle "loro scritture".

    ERODE ARCHELAO
    Erode Archelao viene deposto ed esiliato.

    ERODE ANTIPA
    Erode Antipa viene nominato tetrarca della Galilea e della Perea.

    174 - HIRAM IL SIRIACO
    Gesù incontra nel villaggio di Buboron(?) un uomo, trentenne, di nome Hiram, proveniente dalla Siria ed al momento gravemente ammalato e totalmente indigente. Lunga discussione su problemi di fede e successiva guarigione.
    (Rif. 045)

    175 - KHOIRATAR E GOHARTAR
    Erano due soldati venuti in Palestina al seguito dei Magi e quivi rimasti. Gesù li incontra mentre stanno litigando per la spartizione di certi guadagni. Si intavola una lunga chiacchierata in tema di fede ed alla fine Gesù li riconcilia.
    (Rif. 045)

    176 - IL MEDICO MENDICANTE
    Essendo prossima la festa della Pasqua, Gesù si mette in cammino verso Gerusalemme ed incontra un vecchio medico, a sua volta figlio di un medico e assai malandato: storpio, semicieco e sordo. Incapace di curare se stesso si era ridotto alla mendicità.
    Gesù ottiene da lui una professione di fede nella trinità (!) e poi lo guarisce.
    (Rif. 045)

    177 - GESU' TRA I DOTTORI
    Conclusa la festa della Pasqua, Giuseppe e Maria si mettono in cammino verso casa ma dopo un giorno di marcia si accorgono che Gesù non è con loro. (Alquanto distratti!)
    Tornano preoccupati a Gerusalemme e dopo tre giorni di ricerche lo trovano nel Tempio, seduto tra i dottori, gli anziani e gli scribi intento ad interrogarli ed a rispondere alle loro domande.
    Gesù suscita la meraviglia e l'ammirazione dei presenti per le sue conoscenze sui libri della Legge, sull'astronomia e sulle scienze naturali in genere.
    (Rif. 015,030,040)


    178 - RITORNO A CASA
    Gesù ritorna con la famiglia a Nazaret e non da più segni di attività.
    Dopo il frenetico avvicendarsi di eventi miracolosi relativi alla prima infanzia, scende il silenzio sui successivi 18/20 anni della vita di Gesù. Riapparirà sulla scena nell'anno 779 (a.u.c.).

    Cosa abbia fatto Gesù sino all'età di 33 anni (780 a.u.c.) non è dato sapere. I vangeli non ne parlano e la chiesa tace ostinatamente.
    Questo ha dato luogo a numerose ipotesi alcune delle quali (le meno fantasiose) sono riportate in seguito, nella Parte VI del presente studio.



    ANNO 7 (e.v.) - 760 (a.u.c.) * GESU': ANNI 13

    Riferimenti Storici:
    CENSIMENTO FISCALE
    Viene attuato un (altro) Censimento Fiscale, condotto da Quirino e da Coponio.

    LA RIVOLTA DI GIUDA IL GALILEO
    Giuda il Galileo guida la rivolta contro (questo) censimento fiscale; ciò provoca a Gerusalemme, durante la festività pasquale, un pesante eccidio di pellegrini.
    Giuda il Galileo ne esce sconfitto e ucciso.
    Prenderanno il suo posto i figli:
    • Giovanni (il primogenito) (forse era Gesù, secondo recenti ipotesi)
    • Simone
    • Giacomo il Maggiore
    • Giuda
    • Giacomo il Minore
    • Giuseppe
    • Menahem.

    Giuseppe Flavio, nel II Libro della sua opera Guerra Giudaica, parla di Giuda il Galileo (figlio di Ezechia e presunto padre di Jeshu) come di un falso profeta che aveva raccolto intorno a sè circa 30000 seguaci. (La cifra va notevolmente ridimensionata.)
    - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
    Se si accetta l'ipotesi, ormai abbastanza diffusa e documentata, che il presunto messia fosse:
    un partigiano esseno/zelota,

    allora la figura di Gesù potrebbe essere individuata in:

    Giovanni, il primogenito di Giuda il Galileo.
    (Rif. 760)


    GIUDA IL GALILEO E IL SADDUC
    Durante la rivolta contro il censimento, Giuda il Galileo (fondatore (?) del movimento zelota) sarebbe stato affiancato da un misterioso sacerdote indicato come il "Sadduc". Ciò sarebbe in linea con il concetto esseno del duplice messia; in questo caso:


    INSERTO 10 - La Società Palestinese (Secondo la Storia)
    Ai tempi riferiti allo pseudo Gesù la società palestinese era prevalentemente pastorale, integrata da una modesta presenza contadina e di pescatori; la presenza di artigiani e commercianti era alquanto limitata, sufficiente alle contenute esigenze della popolazione. In complesso il tenore di vita era abbastanza basso, al limite della miseria.
    D'altro canto, a quei tempi, l'economia del territorio non consentiva molto di più.
    Su quanto conosciuto intorno al 1760 e.v., (anche se non probante) Voltaire così si esprimeva:

    Ho parlato con alcuni uomini di tutte le nazioni che venivano di là; e tutti mi hanno detto che la situazione di Gerusalemme è spaventosa; che il paese d'intorno è tutto sassi; che le montagne sono nude; che il famoso fiume Giordano non è più largo di quaranta o cinquanta piedi; che il solo distretto buono di quel paese è Gerico...
    Insomma, tutti ne parlano come ne parlava san Gerolamo, che abitò così a lungo a Betlemme, e che dipinge quella contrada come il rifiuto della natura; egli dice che d'estate non c'è neppure l'acqua da bere.

    (Rif. 712)


    LA LINGUA
    La lingua normalmente parlata era l'aramaico seguito dal greco, quest'ultimo limitatamente a certi strati della popolazione. La lingua ebraica non era quasi mai parlata; serviva unicamente per la lettura dei testi sacri, scritti in ebraico antico.

    IL GOVERNO
    Dopo la conquista del territorio da parte dei romani, le condizioni di governo nelle varie provincie erano alquanto mutevoli. Roma lasciava una certa autonomia nel campo amministrativo e nella gestione di problemi di natura tipicamente interna; a tale scopo nominava (o eliminava) re, tetrarchi ed etnarchi secondo le esigenze e le emergenze del momento. I governanti locali disponevano di milizie proprie (in genere mercenarie) ma non in misura sufficiente da preoccupare gli occupanti.
    Le elites locali erano, in larga parte, costituite da rappresentanti delle famiglie sacerdotali insediate e protette dagli occupanti.

    LE RELIGIONI
    Non è corretto ritenere che la religione mosaica, (giudaismo), fosse l'unica praticata nel paese. Per quanto preponderante, essa spartiva la presa sulla mente dei palestinesi, con altri culti come quelli di:
    • Baal
    • Zeus/Giove
    • Iside
    • Adonis
    • Serapide
    • e molti altri.
    Resta comunque il fatto che, all'epoca, il giudaismo era il più praticato, almeno in Giudea e a Gerusalemme, e godeva di una certa protezione da parte dei Romani che influenzavano, per motivi politici, la nomina dei sacerdoti alla direzione del tempio.

    Occorre però rammentare che l'ebraismo (se si vuole attribuire un significato ed un contenuto concreto a questa parola) si acquisisce per via "materna": cioè viene considerato ebreo ogni individuo generato da madre ebrea, indipendentemente dalla credenza del padre.
    In effetti un soggetto dovrebbe diventare "ebreo" quando viene sottoposto al rito della ciconcisione da parte di un rabbino. Questo, ad ogni modo, non ha prodotto particacolari perplessità nelle scelte delle squadre naziste che si proponevano di sterminare questa razza.

    Infine, una menzione a parte meritano i samaritani, abitanti la regione centrale della Palestina (Samaria) che separa praticamente la Galilea dalla Giudea.
    Rispetto all'ortodossia verso la Legge Mosaica come la intendevano i giudei, i samaritani erano considerati degli scismatici in quanto ritenevano loro stessi i veri prescelti da dio alla guida del popolo ebraico; avevano costruito sul Monte Garizim un Tempio, un luogo di culto (dedicato anche a molte divinità pagane) in contrasto ed in opposizione alle autorità religiose del Tempio di Gerusalemme.

    LA CULTURA
    Secondo un recente studio (W.Harris - Columbia University) il livello culturale della popolazione era minimo. L'85-90% della popolazione era analfabeta. Alcuni sapevano leggere ma non scrivere. Quelli che sapevano leggere e scrivere (sacerdoti, scribi, pubblicani) erano una minima parte della popolazione attiva.

    Difficile dunque stabilire una ripartizione della popolazione in gruppi sociali, religiosi, caste, partiti o altri raggruppamenti. Si possono annoverare solo alcuni gruppi principali.
    • EBIONITI - (Ebionim, Evyonim = poveri, umili, anche: sciocchi). Praticamente la maggioranza della popolazione.
      Persone generalmente povere e, per necessità, di costumi molto morigerati; molti probabilmente erano vegetariani. Erano ritenuti poco più che plebe e, pur assomando anche artigiani e piccoli commercianti, comprendevano quasi esclusivamente pastori, agricoltori, salariati, mano d'opera disponibile e schiavi.
      Gli ebioniti consideravano Gesù come un profeta-rivoluzionario, incaricato da YHWH di porre fine alle ingiustizie sociali che opprimevano il paese. Come un moderno"Che Guevara".
      Simili a loro erano anche gli appartenenti a particolari sette: i Nicolaiti e gli Encratiti (Encratici), che si presume fossero fondati da un certo Nicola (una specie di diacono) e che rifiutavano l'uso del vino e celebravano l'eucaristia con pane ed acqua.

    • SACERDOTI - Si puo' dire fosse un "mestiere" elitario ed ereditario. Solo gli appartenenti alla tribù di Levi, che non disponevano di un territorio proprio, potevano accedere al sacerdozio a pieno titolo. Esisteva anche una categoria di sacerdoti di rango inferiore, detti anch'essi Leviti. Il sommo sacerdote del Tempio era nominato dal re o dal tetrarca in carica. Esercitava le funzioni sacerdotali per un anno, poi poteva essere sostituito o riconfermato con il sovrano beneplacito.

    • FARISEI - (i Perushin, i separati). Appartenenti ad una corrente religiosa, conservatrice e fortemente nazionalista, fondata poco tempo prima della nascita di Gesù dal rabbino Hillel, contemporaneo di Gamaliele.
      Erano cultori, quasi fanatici, delle tradizioni orali della Legge (Talmud) e seguivano scrupolosamente precetti minuziosi, perdendosi a volte in un formalismo esasperato. Si consideravano una casta elitaria e snobbavano le altre categorie quali scribi, pubblicani e popolani in genere, da loro considerati impuri.
      I farisei credevano nella risurrezione come ad un privilegio riservato unicamente agli ebrei morti in Palestina. Quelli morti fuori sede sarebbero stati segretamente portati presso Gerusalemme per ritrovare le loro anime (!)
      Malgrado le diatribe e le invettive lanciate contro di essi (Vangeli Canonici, Atti), in fondo, per il loro nazionalismo, erano i piu' vicini all'idea messianica di Gesù.
      Non si puo' comunque dire che fossero un gruppo monolitico. Attraverso un gioco di sottili "distinguo" erano divisi in almeno 7 gruppi:
      • le spalle larghe
      • i vacillanti
      • gli sbattitesta
      • gli umili perfetti
      • i farisei di calcolo
      • i farisei della paura
      • i farisei del dovere

    • SADDUCEI - (Tsedukim) Costituivano una setta ed appartenevano ad una corrente religiosa, non proprio conservatrice. Si consideravano aristocratici internazionalisti e la loro formazione culturale aveva una matrice fortemente ellenica. Erano cultori della Legge originale di Mose (Torah), cosa che li metteva in posizione diametralmente opposta a quella dei Farisei. Erano fermamente convinti che l'anima morisse con il corpo.

    • SCRIBI - (Soferim) Categoria di persone con molte affinita' con i Farisei. Non erano sacerdoti e neanche Leviti pero' svolgevano un ruolo importante come "Dottori della Legge" della quale erano commentatori autorevoli.

    • PUBBLICANI - Erano in pratica funzionari dello Stato e dato che lo Stato, a quei tempi, si manifestava solo attraverso la riscossione delle imposte, erano visti come il fumo negli occhi, vessatori del popolo e conseguentemente grandi peccatori.

    • MILITARI - Escludendo naturalmente le truppe romane di occupazione, si possono rammentare le Guardie del Tempio al soldo dei sacerdoti (oggi qualcuno le chiamerebbe Guardie Svizzere) e le Milizie Ausiliarie dei governanti in carica, normalmente truppe mercenarie di provenienza estera.

    • ESSENI - Fantasmi inquietanti, recentemente affiorati dalle brume dei secoli, sui quali varrà la pena di soffermarsi più avanti.

    179 - NASCITA DI SAULO
    Si suppone che, in questo anno, Saulo sia nato a Tarso in Cilicia.
    Le opinioni sono discordanti e indicano anni diversi: dal 758 al 763(a.u.c.), come avviene normalmente per tutti i personaggi inventati.
    (Rif. 130)

    ANNO 8 (e.v.) - 761 (a.u.c.) * GESU': ANNI 14

    ANNO 9 (e.v.) - 762 (a.u.c.) * GESU': ANNI 15

    Riferimento Storico:
    MARCO AMBIBULO
    Marco Ambibulo viene nominato Prefetto della Giudea.

    ANNO 10 (e.v.) - 763 (a.u.c.) * GESU': ANNI 16

    ANNO 11 (e.v.) - 764 (a.u.c.) * GESU': ANNI 17

    ANNO 12 (e.v.) - 765 (a.u.c.) * GESU': ANNI 18

    Riferimento Storico:
    ANNIO RUFO
    Annio Rufo viene nominato Prefetto della Giudea.


    ANNO 13 (e.v.) - 766 (a.u.c.) * GESU': ANNI 19

    180 - PRE-ANNUNCIO A GIUSEPPE
    Un angelo annuncia a Giuseppe che dovrà morire entro un anno.
    (Rif. 055)

    ANNO 14 (e.v.) - 767 (a.u.c.) * GESU': ANNI 20

    181 - MORTE DI GIUSEPPE
    Giuseppe muore a Nazaret all'età di 111 anni.
    Durante l'agonia la sua anima si trasferisce nella gola, poi si libera e alcuni angeli l'avvolgono in un panno di seta e la portano in cielo, mentre il corpo viene deposto nel sepolcro del padre Giacobbe.
    (Rif. 055)

    Riferimento Storico:
    TIBERIO IMPERATORE
    Muore Ottaviano Augusto e gli succede Tiberio.

    ANNO 15 (e.v.) - 768 (a.u.c.) * GESU': ANNI 21

    ANNO 16 (e.v.) - 769 (a.u.c.) * GESU': ANNI 22

    ANNO 17 (e.v.) - 770 (a.u.c.) * GESU': ANNI 23

    ANNO 18 (e.v.) - 771 (a.u.c.) * GESU': ANNI 24

    Riferimento Storico:
    NOMINA DI CAIFA
    Caifa viene nominato sommo sacerdote; manterrà questa carica sino al 790(a.u.c.)
    (Rif. 130)

    ANNO 19 (e.v.) - 772 (a.u.c.) * GESU': ANNI 25

    ANNO 20 (e.v.) - 773 (a.u.c.) * GESU': ANNI 26

    ANNO 21 (e.v.) - 774 (a.u.c.) * GESU': ANNI 27

    ANNO 22 (e.v.) - 775 (a.u.c.) * GESU': ANNI 28

    ANNO 23 (e.v.) - 776 (a.u.c.) * GESU': ANNI 29

    ANNO 24 (e.v.) - 777 (a.u.c.) * GESU': ANNI 30

    ANNO 25 (e.v.) - 778 (a.u.c.) * GESU': ANNI 31

    ANNO 26 (e.v.) - 779 (a.u.c.) * GESU': ANNI 32

    Riferimenti Storici:
    NOMINA DI PONZIO PILATO
    Ponzio Pilato giunge a Cesarea (Giudea), inviato da Tiberio per rivestire la carica di Prefetto della Provincia. Suo superiore diretto è il Governatore della Siria, Cretico.

    PONZIO PILATO PROFANA IL TEMPIO
    Poco dopo il suo arrivo in Palestina Pilato (presumibilmente senza malizia) ordina che la Torre Antonia venga addobbata con stendardi raffiguranti le insegne di Roma ed immagini degli dei dell'olimpo romano.
    I giudei la giudicano una profanazione del Tempio adiacente e nasce una mezza sommossa. Una delegazione si reca da Pilato per protestare e questi si affretta a far togliere gli stendardi.
    (Rif. 172)




    Il testo riporta una mappa del "TEMPIO" quale poteva essere dopo la ricostruzione. (Anno 820 a.u.c.)


    INSERTO 11 - Il Tempio
    Praticamente non esiste nessuna prova storica dell'esistenza del primo Tempio eretto da Salomone; il sospetto che si tratti di uno dei tanti miti è più che giustificato. Alcuni autori hanno ipotizzato che si trattasse di una costruzione precaria in legno o addirittura di un tendone.

    Quanto all'Arca lo scrittore G. Hancock sostiene la tesi, alquanto fantasiosa, che si trattasse di una specie di pila o di un accumulatore in grado di produrre effetti elettromagnetici che allora potevano essere considerati prodigi divini.

    Visto che poi nessuno è in grado di dimostrare, documenti o reperti alla mano, che Mosè sia effettivamente esistito, le basi del monoteismo giudaico appaiono quindi alquanto inconsistenti.

    In quanto al Tempio che egli [Salomone] fece costruire, e che gli Ebrei hanno stimato come la più bella opera del mondo, i Bramante, i Michelangelo e i Palladio, se avessero visto quella costruzione, non l'avrebbero certo ammirata. Era una specie di piccola fortezza quadrata, che rinchiudeva un cortile, e in questo cortile c'era un edificio lungo quaranta cubiti [m. 22], e un altro di venti [m. 11]; e sappiamo soltanto che questo secondo edificio, che era propriamente il tempio, l'oracolo, il Sancta Sanctorum, aveva anche 20 cubiti di larghezza, e venti di altezza. Non c'è oggi architetto in Europa che non considererebbe una tal costruzione come un monumento di barbari.
    (Rif. 712)

    Nel 308(a.u.c.) l'imperatore Ciro consente il ritorno in patria ad alcuni ebrei esiliati a Babilonia, guidati dal principe giudeo Sesbassar, il quale provvede alla ricostruzione del Tempio.
    La costruzione, terminata nel 313(a.u.c.), viene successivamente migliorata, con il consenso di Artaserse II, da Neemia e da Esdra.
    Nel 734(a.u.c.), Erode il Grande ordina il rifacimento dell'edificio portandolo al suo massimo livello di splendore. Il locale del Debir, mancando l'Arca, viene lasciato vuoto ma si continua a considerarlo il luogo in terra dove YHWH manifesta la sua presenza; un punto di riferimento per tutti i giudei credenti.
    Il Tempio venne definitivamente distrutto dai romani nell'822(a.u.c.); sulla sua area ora sorge una moschea.

    Secondo Giuseppe Flavio, il Tempio era ricoperto da lastre d'oro e all'alba rifletteva la luce con tanta intensità da abbagliare coloro che lo ammiravano. Per chi arrivava a Gerusalemme appariva da lontano come una montagna bianca di neve perchè le parti non ricoperte d'oro erano di marmo bianchissimo.
    (Rif. 180)

    Del Tempio non è rimasto che un muro (Muro del Pianto), meta odierna di pellegrinaggio e di devozione per gli ebrei.
    Il Tempio, centro del potere sacerdotale, era il simbolo dell'unità del popolo ebraico e meta obbligata di pellegrinaggio per tutti gli ebrei maschi, durante le principali festività religiose.

    Il Tempio era una prerogativa di Gerusalemme. Nelle altre località il culto veniva esercitato nelle sinagoghe di costruzione molto più modesta.

    Questo edificio era, in ultima analisi, una enorme beccheria, dalla quale si diffondevano i miasmi di centinaia di animali sacrificati ogni giorno da un popolo credulone ad un dio inesistente. Si suppone che la maggior parte degli animali sacrificati fosse destinata al nutrimento della classe sacerdotale, mentre il resto era venduto dai sacerdoti nelle macellerie della città.

    La sinagoga veniva costruita orientando la porta principale verso Gerusalemme e poteva avere una superficie di 200-300 mq. In questo locale le funzioni, condotte da un anziano (non sacerdote), consistevano principalmente, il giorno di sabato, nella lettura delle scritture, nella preghiera collettiva e nella istruzione religiosa. Arredi d'obbligo: un armadio per custodire la Torah, un candeliere a sette bracci e uno scanno di legno ove sedeva il lettore della Torah.
    Nelle prime sinagoghe era previsto anche un matroneo, cioè una zona separata riservata alle donne.

    La costruzione del Tempio fu motivo per l'abolizione, forzosa e cruenta, dei culti delle alture largamente praticati dai samaritani sulle sommità di numerosi monti del paese.

    Mentre ai nostri giorni è perfettamente naturale che politica e religione siano poteri separati (ma non sempre, almeno in Italia), che a volte seguono vie parallele ed altre no, ai tempi di Gesù politica e religione erano in perfetta simbiosi; erano una cosa sola. Per questo il Tempio, oltre a essere il centro religioso, era anche il centro politico che orientava e pilotava le decisioni dei governanti locali (Roma permettendo). Strettamente collegato al Tempio era il Sinedrio, ad un tempo organo giuridico e consiglio supremo di Israele in materia politico-religiosa, agendo s'intende nell'ambito delle libertà concesse dagli occupanti romani. Era composto da due sezioni:
    - il Gran Sinedrio di natura politica,
    - il Bet Din di natura religiosa.
    Il Sinedrio era presieduto dal sommo sacerdote di turno ed era composto da 71 membri comprendenti:
    - sacerdoti
    - anziani
    - scribi

    Tra gli aspetti meno sacrali del Tempio occorre ricordare che, sulla spianata che circondava l'edificio e sotto i porticati che lo selimitavano, si svolgeva il più grande mercato della Palestina.
    Si poteva comprare di tutto: dal bestiame alle vivande, dagli ornamenti preziosi alle più modeste suppellettili domestiche.
    La casta sacerdotale gestiva una enorme quantità di denaro, facendo funzioni che oggi potrebbero essere definite di tesoreria pubblica o di banca nazionale. I sacerdoti accettavano in deposito denaro di terzi e lo reinvestivano finanziando imprese commerciali o facendo prestiti ad usura. Quella dei cambiavalute era una funzione affidata ai laici, in quanto il Tempio riconosceva e gestiva unicamente monete in corso e circolanti sul territorio palestinese: le valute estere dovevano essere convertite. Era considerata valuta estera anche la moneta romana!

    Durante le principali ricorrenze religiose, quando sulla spianata si accalcavano migliaia di persone, l'ordine pubblico era assicurato dal presidio romano che schierava i suoi uomini lungo i porticati che circondavano il complesso Tempio/Mercato.


    182 - PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA
    Dopo aver vissuto a lungo nel deserto, Giovanni Battista riappare sulle rive del Giordano (Betania di Transgiordania o presso Gerico?) ed inizia il suo ciclo di predicazioni. Veste una pelle di cammello e si nutre di locuste e miele selvatico. Pratica il rito del battesimo.
    (Rif. 005,010,015,020,060)

    183 - POLEMICHE DI GIOVANNI BATTISTA
    Giovanni Battista non è sempre molto compiacente con chi si reca ad interrogarlo durante le sue predicazioni. E' particolarmente critico nei confronti di Erode Antipa e della sua convivente Erodiade.
    (Rif. 015)

    ANNO 27 (e.v.) - 780 (a.v.c.) * GESU': ANNI 33

    184 - BATTESIMO DI GESU'
    Gesù si fa battezzare da Giovanni Battista, che inizialmente è assai turbato ed esitante. A fine battesimo una colomba bianca (spirito santo) scende su Gesù.
    Voci osannanti dal cielo.
    (Rif. 005,010,015,020,060)

    185 - LE TENTAZIONI NEL DESERTO
    Dopo il battesimo, Gesù viene sospinto dallo spirito santo nel deserto (dalle parti di Qumran ?) dove resta per 40 giorni, a digiuno e tentato per tre volte dal diavolo. Vinte le tentazioni, alcuni angeli lo servono di cibo e bevande.
    (Rif. 005,010,015)

    Un essere umano può restare sino a 40 giorni senza mangiare a condizione però che beva. Nel deserto, particolarmente nella stagione calda, senza bere non si va oltre i sei giorni e necessitano dai 5 ai 6 litri di acqua al giorno.

    186 - GESU' LA VEDE BRUTTA
    Tornato a Nazaret (?) si reca, il sabato, nella sinagoga e si alza a leggere il libro del profeta Isaia. A fine lettura annuncia che la profezia di Isaia si è avverata e lascia intendere essere lui il nuovo messia.
    I presenti si indignano e lo trascinano sul ciglio di un burrone (?) decisi a scaraventarlo nel vuoto; Gesù riesce fortunosamente a liberarsi e si allontana indenne.
    (Rif. 015)

    Nazaret si trova in Galilea e dista circa 120 Km da Gerusalemme e 25 Km dal Lago di Tiberiade. Si estende su di un terreno piano, vagamente ondulato, dove non c'è traccia di burroni o precipizi ove gettare un qualsiasi incauto messia.
    Oltre a tutto, non è certo che esistesse ai tempi di Gesù. Giuseppe Flavio, a volte puntiglioso, nelle sue descrizioni della Palestina di allora, ne ignora completamente l'esistenza. Se esisteva, doveva essere un insignificante gruppo di tuguri ed il suo nome è stato utilizzato, in seguito, per confondere le idee sul significato dello scomodo termine NAZARENO. Tutto lascia supporre che invece di Nazaret si trattasse della località di GAMLA.
    (Rif. 176,180)


    GAMLA or GAMALA (Secondo la Storia)
    Malgrado le descrizioni di G. Flavio, l'esistenza di questa città e' stata ignorata (ad arte?) sino al 1967, quando, durante la "guerra dei sei giorni", alcuni militari israeliani ne scoprirono le rovine, sulle alture del Golan, quasi a picco sul Lago di Tiberiade ed a 200 Km da Gerusalemme.

    Stando a quanto ci dice Giuseppe Flavio:
    (Rif. 180):
    si affacciava a mezzogiorno e la sua sommità meridionale, elevandosi ad una smisurata altezza, formava la rocca della città, sotto cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone. Era vicina alla sponda del Lago di Tiberiade.

    Secondo D.Donnini (da una recente relazione di viaggio):
    (Rif. 176)

    187 - SCELTA DEI PRIMI APOSTOLI
    Le modalità di scelta dei primi apostoli variano secondo gli autori:
    1. inizialmente sono quattro ed esattamente SIMONE (Pietro) ed il fratello ANDREA figli di Giovanni, pescatori nonchè GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo, anch'essi pescatori, scelti da Gesù sulle rive del lago di Tiberiade;
      (Rif. 005,010)
    2. sono gli stessi del punto a) che si convincono a seguire Gesù dopo aver assistito ad una pesca miracolosa;
      (Rif. 015)
    3. il primo apostolo ANDREA (il Protoclita) sarebbe stato affidato a Gesù da Giovanni Battista. Successivamente si aggregano SIMONE, FILIPPO DI BETSAIDA e BARTOLOMEO (Natanaele);
      (Rif. 020)
    4. i primi apostoli furono sette, scelti a Cafarnao nella casa di SIMONE (Pietro) e cioè:
      • i fratelli GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo
      • i fratelli SIMONE e ANDREA
      • TADDEO, SIMONE ZELOTA e GIUDA ISCARIOTA, ebioniti.
        (Rif. 060)

    188 - L'INDEMONIATO DI CAFARNAO
    Mentre predica nella sinagoga di Cafarnao un uomo, "dallo spirito immondo", apostrofa duramente Gesù.
    Gesù lo riprende severamente e lo spirito immondo abbandona l'uomo e fugge.
    (Rif. 010,015)

    189 - LA SUOCERA DI PIETRO
    La suocera di Pietro soffre per una gran febbre; Gesù la guarisce all'istante toccandola con una mano.
    (Rif. 005,010,015)

    190 - IL LEBBROSO
    Un lebbroso chiede a Gesù di essere guarito ed egli lo accontenta toccandolo con una mano; poi gli raccomanda di recarsi da un sacerdote per la certificazione della guarigione (?).
    (Rif. 005,010,015,135)

    191 - IL PARALITICO
    Gesù si trova a Cafarnao e la casa che lo ospita è assediata da una folla di postulanti. Un paralitico, steso su una barella, viene introdotto nella casa attraverso un varco praticato nel tetto; Gesù lo guarisce.
    (Rif. 005,010,015)

    192 - LA CHIAMATA DEL PUBBLICANO
    Matteo (Levi), figlio di Alfeo, espressamente invitato da Gesù, abbandona il banco delle gabelle e si aggrega al gruppo degli apostoli.
    (Rif. 005,010,015,855)

    Per la precisione: Matteo, nella sua funzione di "pubblicano" era un appaltatore per la ricossione delle imposte per conto del governo di Erode Antipa, allora tetrarca della Galilea.
    Resta un mistero come questo fantomatico Matteo abbia potuto, "così sui due piedi", risolvere il suo contratto di appalto con l'amministrazione di Erode Antipa. Chi avrebbe pagato le pesanti penali per la risoluzione di questo contratto?

    193 - A CENA CON MATTEO
    Gesù partecipa ad una cena, a casa del pubblicano Matteo, ora apostolo, in compagnia di persone ritenute poco raccomandabili e si pone al centro di aspre critiche da parte di scribi e farisei.
    (Rif. 005,010,015)

    IL METABOLISMO DI GESU'.
    A proposito di mangiare, S. Valentino (c. 270 e.v.) ci informa che:
    il cibo che Gesù mangiava non si corrompeva all'interno del suo corpo.......Mangiava e beveva come un uomo ma, considerata la sua natura essenzialmente spirituale, lo faceva in maniera particolarissima, non restituendo gli alimenti.
    (Rif. 760)

    194 - LA SCELTA DEGLI APOSTOLI
    Gesù si reca su di un monte e dopo una notte di preghiera nomina definitivamente i 12 apostoli:



    INSERTO 12 - GLI APOSTOLI (Secondo il mito e la leggenda)
    Visto che ormai è stabilito, storicamente, che questi apostoli non sono mai esistiti, e considerato che i quattro evangelisti non sono molto d'accordo sul nome degli apostoli di Gesù e neanche sul loro numero, le falsificazioni in argomento non si contano.

    "Non esiste un solo documento storico che ne rilevi l'esistenza e le loro mirabolanti vicende."

    La seguente tavola mette comunque in evidenza le differenze che si rilevano nelle varie versioni.

    MATTEO
    MARCO
    LUCA
    GIOVANNI
    Simone(Pietro)Simone(Pietro)Simone(Pietro)Simone(Pietro)di Giovanni
    Andrea fr. di SimoneAndreaAndrea fr. di SimoneAndrea fr. di Simone
    Giacomo di ZebedeoGiacomo di ZebedeoGiacomoGiacomo di Zebedeo
    Giovanni fr. di GiacomoGiovanni fr. di GiacomoGiovanniGiovanni di Zebedeo
    FilippoFilippoFilippoFilippo di Betsaida
    TommasoTommasoTommasoTommaso(Didimo)
    Giuda IscariotaGiuda IscariotaGiuda IscariotaGiuda Iscariota di Simone
    BartolomeoBartolomeoBartolomeo*
    Giacomo di AlfeoGiacomo di AlfeoGiacomo di Alfeo*
    Matteo(pubblicano)MatteoMatteo*
    Simone(cananeo)Simone(cananeo)Simone lo zelota*
    Taddeo (coraggioso)Taddeo (coraggioso)Giuda fr. di Giacomo*
    **Simone(zelota)*
    **Giuda di Giacomo*
    ***Natanaele da Cana
    **Mattia*
    ***Discepolo prediletto

    Utilizzando gli Atti degli Apostoli di Luca ed altre fonti, tutte sospettabili, si possono ottenere le seguenti schede indicative, di natura ovviamente falsa e mitica, dove traspare, con una certa evidenza, l'appartenenza di alcuni di essi al movimento combattente jahvista.

    PIETRO.
    Altri nomi: Kepha, Cefa, Simone Bar-Jona (Bar-Jona=partigiano/terrorista), Boanerghes (Figlio del Tuono)
    Paternità: Giovanni
    Maternità: =
    Nascita: a Betsaida e residente a Cafarnao
    Attività: pescatore
    Coniugato: si
    Parentele: fratello di Andrea
    Missioni: Antiochia, Corinto e Roma
    Decesso: Prima versione: giustiziato in Palestina nel 799 a.u.c. (46 e.v.) da Tiberio Alesandro

    Seconda versione: giustiziato a Roma nell'820(a.u.c.). Catturato dal prefetto Agrippa, per ordine di Nerone, sarebbe stato crocifisso a testa in giù.

    ANDREA.
    Altri nomi: (Il Protoclita)
    Paternità: Giovanni
    Maternità: =
    Nascita: a Betsaida e residente a Cafarnao
    Attività:
    pescatore
    Coniugato: ==
    Parentele: fratello di Simone-Pietro
    Missioni: Epiro, Grecia, Tracia, Armenia, Georgia, Scizia (Russia).
    Ha fondato la Chiesa di Costantinopoli.
    Decesso: arrestato a Patrasso, flagellato ed ucciso su una croce ad X

    GIACOMO.
    Altri nomi: Figlio del Tuono (partigiano)
    Paternità: Zebedeo
    Maternità: Maria di Salomè, sorellastra di Maria V.
    Nascita: Betsaida
    Attività: pescatore
    Coniugato: ==
    Parentele: cugino di Gesù; fratello dell'apostolo Giovanni
    Missioni: ==
    Decesso: passato a fil di spada (o decapitato) a Gerusalemme, probabilmente nel 795(a.u.c.)

    GIOVANNI.
    Altri nomi: Giovanni il Minore, Figlio del Tuono (partigiano)
    Paternità: Zebedeo
    Maternità: Maria di Salomè, sorellastra di Maria V.
    Nascita: Betsaida
    Attività: pescatore
    Coniugato: ==
    Parentele: cugino di Gesù; fratellastro dell'apostolo Giacomo
    Missioni: Patmos ed Efeso. Evangelista, ha scritto anche l'Apocalisse; si è preso cura di Maria V. dopo la morte di Gesù
    Decesso: ad Efeso di morte naturale, nell'853(a.u.c.). Si racconta che, dopo la morte, Giovanni si agitasse di continuo nella tomba, facendo alzare ed abbassare la terra che lo copriva.

    FILIPPO.
    Altri nomi: ==
    Paternità: Tolomeo(?)
    Maternità: ==
    Nascita: Betsaida
    Attività: probabile maestro di filosofia
    Coniugato: ==
    Parentele: probabile fratello di Bartolomeo
    Missioni: Grecia (Delfo), Lidia, Tunisia e Frigia
    Decesso: a Ierapoli, inchiodato ad un albero a testa in giù

    BARTOLOMEO.
    Altri nomi: Bar-Tolmay (figlio di Tolomeo in aramaico), Natanaele
    Paternità: Tolomeo
    Maternità: ==
    Nascita: Betsaida(?)
    Attività: Rabbino
    Coniugato: ==
    Parentele: probabile fratello di Filippo
    Missioni: India, Etiopia e Armenia. Scritti apocrifi: Le Interrogazioni, L'apocalisse di Bartolomeo, Vangelo di Bartolomeo
    Decesso: scorticato in Licaonia

    TOMMASO.
    Altri nomi: Didimo (il Gemello), Giuda il Gemello, Giuda il Cananeo
    Paternità: ==
    Maternità: ==
    Nascita: Antiochia(?)
    Attività: costruttore edile, architetto
    Coniugato: ==
    Parentele: ==
    Missioni: Persia e India. Scritti apocrifi: Apocalisse di Tommaso, Atti di Tommaso, Vangelo di Tommaso
    Decesso: in India, ucciso a pugnalate (o a colpi di lancia) su ordine di un certo Gondophares (o re Mazdai?). Si dice che la sua tomba a Madras sia stata, in seguito, trovata vuota (risuscitato?).

    MATTEO.
    Altri nomi: Levi
    Paternità: Alfeo
    Maternità: ==
    Nascita: Cafarnao
    Attività: pubblicano, esattore fiscale in Galilea, letterato(?)
    Coniugato: ==
    Parentele: ==
    Missioni: evangelista, avrebbe scritto uno dei 4 vangeli canonici
    Decesso: ==

    GIACOMO.
    Altri nomi: Giacomo il Minore, Giacomo di Alfeo, Giacomo il Sadoqita, Giacomo il Giusto
    Paternità: Alfeo
    Maternità: Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V.
    Nascita: ==
    Attività: falegname a Nazaret con Giuseppe
    Coniugato: ==
    Parentele: cugino di Gesù e fratello di Taddeo
    Missioni: ha scritto un'epistola canonica e l'aposcrifo Proto Vangelo di Giacomo
    Decesso: a Gerusalemme, lapidato e finito con una bastonata

    TADDEO.
    Altri nomi: Giuda, Lebbeo, Giuda lo Zelota, il Coraggioso
    Paternità: Alfeo
    Maternità: Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V.
    Nascita: ==
    Attività: falegname
    Coniugato: si
    Parentele: cugino di Gesù e fratello di Giacomo il Minore
    Missioni: Giudea, Mesopotamia e Persia
    Decesso: a Suamyr (Persia); ucciso a bastonate per ordine dei sacerdoti

    SIMONE
    IL CANANEO
    .
    Altri nomi: Simone lo Zelota
    Paternità: ==
    Maternità: ==
    Nascita: Cana
    Attività: ==
    Coniugato: ==
    Parentele: ==
    Missioni: ==
    Decesso: Prima versione: martire a Roma

    Seconda versione: giustiziato in Palestina

    GIUDA
    ISCARIOTA
    .
    Altri nomi: Giuda di Simone Iscariota, Giuda il Sicario
    Paternità: Simone Iscariota
    Maternità: ==
    Nascita: Qerrijoth (Giudea)
    Attività: Addetto alla Casa dei Tributi; dipendente di Matteo il Pubblicano
    Coniugato: si
    Parentele: ==
    Missioni: potrebbe aver scritto Il Vangelo di Giuda(?)
    Decesso: Prima versione: suicida
    Seconda versione: assassinato

    SIMONE
    LO ZELOTA
    .
    Altri nomi: Vedere Simone il Cananeo

    NATANAELE.
    Altri nomi: Vedere Bartolomeo

    GIUDA DI
    GIACOMO
    .
    Altri nomi: Nessuna informazione

    MATTIA.
    Altri nomi: (La ruota di scorta ?)
    5 Missioni: Figura amorfa. Sarebbe il tredicesimo apostolo che avrebbe sostituito Giuda Iscariota.


    195 - DISCORSO DELLA MONTAGNA (DELLE BEATITUDINI)
    Da una collina, alta 150 metri, nei pressi di Cafarnao, Gesù enuncia alla folla il suo celebre discorso messianico.
    (Rif. 005,015)

    Secondo Matteo il discorso fu fatto da una "montagna" mentre, secondo Luca, venne enunciato in pianura.

    196 - IL SERVO DEL CENTURIONE (Cafarnao).
    Gesù guarisce a distanza il servo di un centurione romano.
    (Rif. 005,015)

    197 - LA TEMPESTA SEDATA
    Mentre Gesù e gli apostoli si trovano in barca sul lago di Tiberiade, si leva una furiosa tempesta che mette in serio pericolo l'imbarcazione. Gesù si alza in piedi e "rimprovera" severamente gli elementi scatenati che istantaneamente si calmano.
    (Rif. 005,010,015)

    NOTA - Lago di Tiberiade detto anche Lago di Genezaret o Mare di Galilea. Misura 21 per 11 Km, pari a 165 Kmq. Si trova in una depressione a 210 metri sotto il livello del mare.

    198 - LA TAVOLA IMBANDITA
    Su richiesta degli apostoli, Gesù fa scendere dal cielo una tavola imbandita alla quale tutti possono nutrirsi.
    (Rif. 135)

    ANNO 28 (e.v.) - 781 (a.u.c) * GESU': ANNI 34

    Riferimento Storico(?):
    ARRESTO ED UCCISIONE DI GIOVANNI BATTISTA
    Giovanni Battista, nel corso delle sue predicazioni, ha superato certi limiti e messo in allarme Erode Antipa. Il carisma di Giovanni Battista è tale che Erode teme possa essere promotore di una rivolta popolare; pertanto lo fa arrestare e decapitare a salvaguardia dell'ordine pubblico. Erode ha esitato parecchio prima della condanna, temendo una reazione incontrollata degli esseni.
    Giovanni Battista era conscio del fatto che la comunità di Qumran vedeva in lui il messia religioso destinato a riformare la casta sacerdotale del Tempio; questo forse lo ha indotto a tirare troppo la corda.
    (V. anche punto 208)
    (Rif. 185)

    199 - I PORCI DI GADARA
    Zona a sud-est del lago di Tiberiade. Gesù incontra un indemoniato (due secondo Matteo), che asserisce di chiamarsi "Legione" e chiede di essere liberato dai demoni che lo perseguitano.
    Gesù trasferisce i demoni in un branco di 2000 (!) maiali che, impazziti, corrono ad affogarsi nel lago, distante alcuni chilometri.
    Gli abitanti del luogo, preoccupati per la salvaguardia dei loro allevamenti, pregano Gesù di andare a compiere i suoi prodigi da qualche altra parte.
    (Rif. 005,010,015)

    Considerato che il Levitico (11.7) proibisce categoricamente agli ebrei di mangiare carne di maiale, a che cosa serviva questo colossale allevamento?
    Si trattava comunque di maiali ...da corsa visto che da Gadara al Lago di Tiberiade ci sono almeno 12 chilometri.
    (Rif. 130)

    200 - L'EMORROISSA
    Una donna (Bernice), che soffriva da 12 anni di incessanti emorragie, guarisce toccando il mantello di Gesù.
    (Rif. 005,010,015)

    201 - LA FIGLIA DI GIAIRO
    Gesù risuscita, con il tocco della mano, una fanciulla di 12 anni, figlia del capo della sinagoga Giairo, pronunciando la frase: telita qumi! (ragazza sorgi!)
    (Rif. 005,010,015)

    202 - DUE CIECHI
    Gesù guarisce due ciechi toccando loro gli occhi.
    (Rif. 005,010)

    203 - IL MUTO INDEMONIATO
    Gesù caccia il demonio dal corpo di un muto che riacquista così anche la favella.
    (Rif. 005)

    204 - LE NOZZE DI CANA
    Durante una festa di nozze, a Cana, verso la fine del banchetto, viene a mancare il vino.
    Gesù, sollecitato da Maria, trasforma in vino l'acqua contenuta in sei giare di circa tre metrete l'una. (Totale 700 litri).
    Lo sposo è un presunto parente di Bartolomeo.
    (Rif. 020)

    NOTA - Alcuni ritengono che, in realtà, queste siano state le nozze di Gesù.
    Per inciso, anche Dioniso era solito a prodezze del genere: trasformare l'acqua in vino.

    205 - A CAFARNAO
    Gesù si trasferisce con discepoli e parenti a Cafarnao, ospite di Pietro. Questo luogo diventerà una specie di base tattica per le sue successive attività.
    (Rif. 020)

    206 - DISPUTA SUL BATTESIMO
    Tornato in Galilea anche Gesù inizia a praticare il battesimo. A tal proposito nasce una disputa tra i discepoli di Giovanni Battista e quelli di Gesù.
    (Rif. 020)

    207 - PRIMA CACCIATA DEI MERCANTI
    Recatosi a Gerusalemme (con sei apostoli), per celebrare la Pasqua, Gesù caccia dal Tempio i mercanti che con i loro commerci profani offendono la sacralità del luogo.
    (Rif. 020)

    Utilizzata una frusta, fatta con un mazzo di cordicelle, con la quale Gesù avrebbe cacciato dal Tempio qualche centinaio di persone, se ci limitiamo ai soli mercanti e, soldati di guardia romani permettendolo.
    Particolari tecnici e di fattibilità a parte, da questo episodio sarebbero nati i primi seri attriti tra Gesù ed i sacerdoti, gli scribi ed i farisei.
    L'unico che pare apprezzare le idee di Gesù è il fariseo Nicodemo, il quale interverrà in sua difesa davanti a Pilato e concorrerà, in seguito, alle spese per il suo funerale.

    208 - L'ARRESTO DI GIOVANNI BATTISTA
    Erode Antipa ordina l'arresto di Giovanni Battista per le pesanti critiche, fatte in pubblico, circa la sua convivenza con la cognata Erodiade. L'arresto avviene ad Ennon-Salin, sulle rive del Giordano.
    (Rif. 005,010,378)

    209 - LA MANO ATROFIZZATA
    Un muratore, con una mano atrofizzata, entra nella sinagoga e chiede a Gesù di essere risanato. Gesù lo guarisce sollevando le proteste e l'indignazione dei farisei per aver operato il miracolo di sabato.
    (Rif. 005,010,015,065)

    Tutto sommato, pare che ai giudei non importasse proprio nulla dei miracoli ma che, sostanzialmente, non fossero operati di ...sabato!

    210 - UNA MANCIATA DI SPIGHE
    Passando di sabato attraverso alcuni campi, i discepoli di Gesù raccolgono qualche manciata di spighe per sfamarsi. Polemica con i farisei per il mancato rispetto del sabato festivo.
    (Rif. 005,010,015)

    211 - I PARENTI SI PREOCCUPANO
    I parenti di Gesù sono piuttosto perplessi e preoccupati per il comportamento del loro familiare; arrivano addirittura a pensare che sia fuori di testa o posseduto dal demonio.
    Quando lo trovano, mentre predica circondato da una folla di discepoli, Gesù li disconosce ed indica i discepoli come suoi veri parenti.
    (Rif. 005,010,015)

    Questo è un punto delicato e controverso: pare che Gesù avesse almeno quattro fratelli ed un numero imprecisato di sorelle.

    Secondo Matteo (3,31):
    Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?
    Su questo argomento la chiesa è sempre stata alquanto, se non totalmente, evasiva. Ammettere che Maria abbia potuto avere altri figli (e con chi?) contrasta con il concetto di "perpetua verginità" della Madonna, ridicolmente "stabilito d'autorità" nel 649 (e.v.). Si propende pertanto a lasciar credere che fossero i figli nati dal primo matrimonio di Giuseppe.

    Tra le altre incertezze, nel Nuovo Testamento, di individui di nome "Giacomo" ce ne sono parecchi: La confusione è massima e quindi cercare di collocare questi "Giacomo" nella loro giusta luce risulta, a volte, un lavoro veramente improbo. Quale "Giacomo" avrebbe dato origine alla ricca bottega di Santiago de Compostela?

    Non parliamo poi delle varie "Maria".

    In effetti solo il mito sostiene la tesi che Giuseppe si sia sposato due volte. Al contrario un ricercatore ci segnala quanto segue:

    "Noi sappiamo che il vangelo di Matteo fu scritto in greco, ed in greco "Adelphos" significa letteralmente ed etimologicamente "fratello carnale, nato dallo stesso grembo". Di conseguenza Matteo non poteva riferirsi ai fratellastri di Gesù; anzi denotava volutamente il fatto che essi erano consanguinei".(E.C.)

    Questo giustifica anche quanto riportato precedentemente sulla famiglia di Gesù.
    Resta comunque il fatto che, a partire dal IV secolo, la Chiesa ha fatto di tutto per contestare la consanguineità dei fratelli di Gesù e per sostenere, ad oltranza, la verginità di Maria. Complice anche Eusebio con la sua addomesticata Historia Ecclesiastica.
    (Rif. 240)

    212 - IL FIGLIO DELLA VEDOVA
    A Naim, presso la porta della città, Gesù si imbatte nel funerale del figlio unico di una madre vedova. Lo risuscita.
    (Rif. 015,135)

    213 - LA PECCATRICE (Maria di Magdala).
    Gesù viene invitato a pranzo in casa del fariseo Simeone. Mentre si trova a tavola arriva una "peccatrice pentita" che si umilia ai suoi piedi e poi lo onora cospargendolo con prezioso olio profumato di nardo, prelevandolo da un vaso di alabastro. Gesù perdona i peccati della donna non senza sollevare alcune perplessità da parte degli astanti.
    Secondo alcuni autori doveva trattarsi di una donna molto ricca appartenente alla tribù di Beniamino.
    (Rif. 015)

    Maria Maddalena, nota anche come Maria di Magdala in quanto originaria e/o proveniente dalla città di Magdala (La Colombaia, il Paese delle Colombe).
    Questa unzione è riportata solo da Luca; gli altri evangelisti ne parlano altrove.

    214 - LE DONNE AL SEGUITO
    Durante i suoi spostamenti Gesù era seguito, oltre che dagli apostoli, anche da alcune donne:
    1. secondo Luca: Maria di Magdala, Giovanna moglie di Chuza (un amministratore di Erode), Susanna e molte altre.
      (Rif. 015)
    2. secondo Filippo: Maria Vergine, sua sorella(?) e Maddalena sua consorte.
      (Rif. 120)

    La presenza della Maddalena non era gradita a tutti.
    Simone Pietro disse loro: "Maria si allontani di mezzo a noi, perchè le donne non sono degne della vita!" Gesù disse: "Ecco, io la trarrò a me in modo da fare anche di lei un maschio, affinchè anch'essa possa diventare uno spirito vivo simile a voi maschi. Perchè ogni donna che diventerà maschio entrerà nel Regno dei Cieli."
    (Rif. 115)
    Questo è ciò che ci dice il vangelo gnostico di Tommaso e sembra quindi che la misoginia della chiesa abbia origini molto lontane.

    Un aspetto singolare della vicenda è quello che si rileva in Luca 8,1-3 dove, dopo aver elencato le donne al seguito, egli afferma "Esse li servivano con i loro beni." Questo lascia supporre che Gesù fosse finanziato dal suo seguito femminile, donne facoltose, e questo spiegherebbe la libertà di movimento attraverso la Galilea, Samaria e Giudea di Gesù stesso e dei suoi apostoli.
    Tutto sommato viaggiare costava e dovevano pur mangiare!

    Il tradizionale senso dell'ospitalità che molti cercano di far passare come una generosa qualità dei nostri avi non sempre è vera (soprattutto tra i giudei). In questo caso poi non si trattava di un semplice e sprovveduto viandante, ma di una banda tumultuosa ed esagitata, composta da numerosi elementi molto turbolenti e assai poco raccomandabili, prepotenti e sopra tutto ...famelici.
    (Rif. 015, 115)


    INSERTO 13 - La Moglie (Secondo il Mito)
    Gesù era sposato?
    Il Vangelo di Filippo
    (Rif. 120) è, in proposito, abbastanza categorico. Testualmente:

    (.32) Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella e la Maddalena, che è detta sua consorte. Infatti era "Maria" sua sorella, sua madre e la sua consorte.

    (.55) La consorte di (Cristo è Maria) Maddalena. (Il Signore amava Maria) più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla (bocca).


    Il dubbio verte sulla identità della Maddalena. Potrebbe trattarsi di:
    1. Maria di Magdala, la "pentita" dell'evento descritto in precedenza e successivamente sposata o convivente;
    2. Maria Maddalena di Betania, sorella di Lazzaro.
    Alcuni autori ritengono più probabile la versione a) e sostengono che Maria di Magdala, molto ricca, non fosse una prostituta e facesse parte della tribù di Beniamino. Le nozze sarebbero avvenute a Cana e in questa occasione la di lei suocera Maria Vergine, si preoccupa del benessere degli invitati che rischiano di rimanere senza vino.
    In effetti la nomea di prostituta, di peccatrice anche se pentita, le fu appioppata dal papa Gregorio Magno (591 e.v.) con apposito proclama.
    Poi, nel 1969, la chiesa fece una tardiva dichiarazione, a detti stretti, affermando che la Maddalena non era una "prostituta" ma solo una "donna perduta"; una sottile distinzione che pochi hanno capito.
    Una lettera trovata in un monastero di Gerusalemme, nel 1959, dallo studioso Morton Smith, riapre il problema. In questa lettera, del 200 e.v., il vescovo Clemente di Alessandria evidenzia al suo collega Teodoro la presenza, nel Vangelo di Marco, di alcuni passi che riguardano il matrimonio di Gesù e che andrebbero eliminati a salvaguardia dell'ortodossia dell'insegnamento cristiano.

    Si racconta anche che Maria Maddalena, dopo la crocifissione di Gesù, sia fuggita dalla Palestina, rifugiandosi in una comunità ebraica, nel sud della Francia (Sainte Beaume in Provenza), portando nel suo grembo una "figlia": Sara.
    Su una vetrata posta nella cattedrale di Chartres (c. 1145 e.v.) si ha la più antica rappresentazione della vita di Maria Maddalena in Francia.

    Questa mitica figlia, Sara, di sangue reale, in quanto discendente della casa di Davide, sarebbe stata la leggendaria capostipite della dinastia dei Merovingi.
    Questa è una panzana colossale! Intanto non è certa l'esistenza di Davide come sovrano: lo attesta solo la Bibbia. E, comunque, dalle genealogie contrastanti e strampalate riportate da Matteo e Luca, si può solo sicuramente certificare la natura plebea di Gesù e non altro.

    Infine, Filippo, al punto 32, solleva un altro problema: quello sulla possibile esistenza di una sorella di Gesù. Infatti come si interpreta la frase "sua sorella": sua di Maria o sua di Lui?

    Una ulteriore conferma del matrimonio ci viene dai Vangeli nei quali Gesù viene sovente chiamato RABBI (maestro). Nell'antica Palestina per avere diritto all'appellativo di Rabbi occorreva essere sposati ed avere dei figli. I matrimoni venivano solitamente combinati dai padri i quali avevano l'obbligo di cercare per i figli una moglie socialmente adeguata e conveniente.

    Da qualche tempo è in corso una discussione volta a chiarire chi fosse il famoso "discepolo prediletto", tante volte citato nei vangeli ma mai nominato. Alcuni sostengono trattarsi di Giovanni Evangelista altri, invece, indicano Maria di Magdala altri ancora propendono per Lazzaro (Eleazar).

    L'ammettere che Gesù fosse sposato costituisce uno dei più gravi imbarazzi per la chiesa, che basa la sua dottrina su un figlio di dio alieno da qualsiasi pulsione sessuale.
    A dare una pedata nel formicaio ci ha recentemente pensato lo scrittore Dan Brown, con il suo delirante romanzo di fantastoria "Il codice da Vinci". Pur trattandosi di opera di pura fantasia, la sua pubblicazione è stata sufficiente per agitare le acque stagnanti delle menzogne clericali nonchè a puntare il dito sui traffici finanziari del Vaticano (Opus Dei).


    215 - LA MISSIONE DEI DODICI
    Gesù conferisce ai suoi 12 apostoli i poteri e le facoltà necessarie per cacciare i demoni ed operare guarigioni. Gli apostoli partono in coppia per visitare tutti i villaggi e predicare l'avvento del regno di Dio.
    (Rif. 005,010,015)

    216 - MORTE DI GIOVANNI BATTISTA - 29 Agosto.
    Malgrado le insistenze di Erodiade, Erode Antipa è restio a far giustiziare Giovanni Battista, prigioniero a Macheronte da lungo tempo. Alla fine Erodiade, con l'aiuto della figlia Salomè, la spunta, ed Erode ordina la decapitazione del prigioniero.
    (Rif. 005,010)

    217 - PRIMA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E PESCI
    A Betsaida Gesù predica ad una folla di 5000 (!) uomini, più donne e bambini al seguito. Giunta la sera, Gesù risolve il problema logistico di nutrire la folla "moltiplicando" cinque pani e due pesci: i soli disponibili. A folla nutrita e soddisfatta resteranno ancora 12 ceste di cibo non consumato.
    (Rif. 005,010,015,020)

    In questo caso il vero miracolo sarebbe stato quello di riuscire a concentrare, nello stesso luogo e nello stesso giorno, una folla di circa 10000(5000+5000) persone (la popolazione di una piccola regione). Con i sistemi di comunicazione ed i mezzi di trasporto di allora, non deve essere stata impresa da poco.
    Secondo Lattanzio (uno dei padri della chiesa) questo evento sarebbe stato previsto, molto prima, niente meno che dalla Sibilla Eritrea, in questi termini:
    "con cinque pani e due pesci nutrirà 5000 uomini nel deserto e, raccogliendone le briciole, ne riempirà dodici panieri".

    218 - GESU CAMMINA SULLE ACQUE
    Gesù decide di attraversare il lago di Tiberiade ed invita i suoi discepoli a precederlo in barca. Egli li raggiunge in seguito camminando sulle acque. Anche Pietro vuole provarci ma rischia di affogare.
    (Rif. 005,010,020)

    219 - GENEZARET
    Approdato dalle parti di Genezaret Gesù compie numerosi miracoli.
    (Rif. 005,010)

    220 - IL POZZO DI GIACOBBE
    Gesù sta attraversando la Samaria per tornare in Galilea. Presso il Pozzo di Giacobbe (città di Sichar) chiede da bere ad una donna samaritana che si stupisce della richiesta. Un Giudeo non avrebbe mai rivolto la parola ad una samaritana (causa i forti attriti esistenti tra giudei e quest'ultimi). Gesù si rivela alla donna quale profeta.
    (Rif. 020)

    221 - PREDICHE AI SAMARITANI
    La donna samaritana diffonde la notizia della presenza di Gesù e questi si trattiene due giorni presso il Pozzo di Giacobbe per predicare alla folla di samaritani ivi accorsa.
    (Rif. 020)

    222 - GUARIGIONE A DISTANZA
    Mentre Gesù si trova a Cana, il funzionario regio Chuza giunge da Cafarnao pregando Gesù di andare a salvare il figlio morente.
    Gesù opera la guarigione a distanza.
    (Rif. 020)

    223 - LA PISCINA DI BETESDA (Piscina dei 5 portici).
    A Gerusalemme esisteva una piscina miracolosa nella quale, ad intervalli regolari, un angelo ne agitava le acque; il primo a tuffarsi, dopo l'intervento, ne usciva guarito da qualsiasi male. Gesù guarisce un uomo ammalato da 38 anni che non era in grado di tuffarsi da solo.
    (Rif. 020)

    224 - MIRACOLI A CORAZIN ED A BETSAIDA
    In queste due città Gesù compie ben 53 miracoli.
    (Rif. 065)

    225 - MALEDIZIONI
    Gli abitanti delle due dette città, malgrado i 53 miracoli, si ostinano ad ignorare il messaggio salvifico di Gesù e perciò egli le maledice, aggiungendovi, per buona misura, anche Cafarnao.
    (Rif. 005)

    226 - LA FIGLIA DELLA CANANEA
    Trovandosi dalle parti di Tiro, Gesù caccia i demoni che possedevano la figlia di una cananea (Rachele), ivi residente.
    (Rif. 005,010)

    227 - IL SORDOMUTO
    Partito da Tiro verso Sidone, Gesù guarisce un sordomuto mettendogli le dita nelle orecchie e umettandogli la lingua con la sua saliva.
    (Rif. 010)

    Tiro e Sidone sono situate in territorio siriano e rappresentano itinerari inconsueti per Gesù che, secondo il Nuovo Testamento, avrebbe privilegiato nei propri spostamenti i territori della Palestina. Cosa ci faceva da quelle parti?

    228 - GUARIGIONI PRESSO IL LAGO
    Tornato sulle sponde del lago di Tiberiade Gesù guarisce un grande numero di ammalati.
    (Rif. 005)

    229 - SECONDA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E DI PESCI
    Gesù sfama una turba di 4000 uomini, più donne e bambini, moltiplicando sette pani e pochi pesci disponibili. A fine pasto residuano sette corbelli di cibo non consumato.
    (Rif. 005,010)

    230 - IL CIECO DI BETSAIDA
    Passando per la città di Betsaida Gesù guarisce un cieco sputandogli negli occhi e imponendogli le mani.
    (Rif. 010)

    231 - IL PRIMATO DI PIETRO
    Gesù conferisce a Pietro il primato sugli altri apostoli, i supremi poteri spirituali e lo pone a fondamento della sua chiesa.
    (Quale chiesa? Gesù era un ebreo ortodosso e non ha mai avuto intenzione di fondare una nuova chiesa.)

    (Rif. 005,010,015)

    232 - TRASFIGURAZIONE
    Gesù, con tre apostoli (Pietro, Giacomo e Giovanni), sale su di un alto monte (Tabor) e qui si "trasfigura" (cambia aspetto agli occhi degli apostoli).
    Durante tale evento si incontra e chiacchera anche con Mose ed Elia.
    (Rif. 005,010,015)

    233 - L'INDEMONIATO EPILETTICO
    Gesù risana un ragazzo indemoniato ed epilettico che i suoi apostoli non erano riusciti a guarire.
    (Rif. 005,010,015)

    234 - IL TRIBUTO AL TEMPIO
    A Cafarnao Pietro, su esortazione di Gesù, provvede al pagamento del tributo al Tempio, con una moneta rinvenuta nella bocca di un pesce appena pescato.

    Il tributo al tempio variava da mezzo siclo ad un siclo e mezzo. (Si tratta comunque di una cifra incerta. (Rif. 005)


    ANNO 29 (e.v.) - 782 (a.u.c.) * GESU': ANNI 35

    235 - IL RIFIUTO DEI SAMARITANI
    Gesù parte dalla Galilea verso Gerusalemme con il suo seguito, preceduto da alcuni messaggeri che hanno il compito di agevolarlo, nel cammino e nelle soste.
    Sostanzialmente un viaggio organizzato per una banda di tumultuosi beduini.
    Un villaggio di samaritani rifiuta di accoglierli. La qual cosa manda in bestia gli apostoli che minacciano di incendiare l'abitato.
    (Rif. 015)

    Per quello che si può supporre, il rifiuto dei samaritani è abbastanza comprensibile. E' ormai evidente che Gesù non si muoveva da solo, come uno sprovveduto profeta. Aveva un codazzo di discepoli, apostoli, donne e fanatici integralisti, di tutto rispetto, che si muovevano come "cavallette" nell'ambito dei territori palestinesi provocando, forti del loro numero, notevoli devastazioni a spese delle popolazioni contadine.

    236 - SETTANTADUE DISCEPOLI
    Visto quanto sopra, Gesù manda avanti a sè una staffetta di 72 discepoli, per tastare il terreno nelle città e nei luoghi dove intende recarsi.
    (Rif. 015)

    237 - IL RITORNO DEI DISCEPOLI
    I 72 discepoli ritornano e riferiscono sull'esito della loro missione.
    (Rif. 015)

    238 - OSPITALITA DI MARIA E MARTA
    Durante il viaggio verso Gerusalemme Gesù viene ospitato da due sorelle: Maria e Marta (a Betania?)
    (Rif. 015)

    Betania = Casa di Anania. Era nota anche come Al-Ayzariyah cioè Casa di Lazzaro. Si trova a 4 km sud-ovest di Gerusalemme.

    239 - GUARIGIONE DELL'INDEMONIATO
    Gesù guarisce un uomo che il demonio aveva reso muto. Alcuni presenti però lo accusano di operare miracoli per mezzo di Belzebù.
    (Rif. 015)

    Il potere, o l'illusione, di scacciare i cosidetti "demoni" era molto diffuso tra i giudei all'epoca di Gesù; molti di essi esercitavano questo potere ficcando strane erbe "consacrate" nel naso degli indemoniati ed è probabile che i demoni fossero espulsi da.... fragorosi sternuti.
    Nei secoli successivi i demoni furono sempre meno numerosi e quelli rimasti divennero appalto di alcuni preti birboni (i cosidetti esorcisti). Ai nostri tempi i "demoni" sono oggetto di stretta competenza della psichiatria.

    240 - LA DONNA DEFORME
    Mentre si trova in una sinagoga Gesù guarisce una donna curva e rattrappita da 18 anni. Nasce una polemica con il capo della sinagoga che lo accusa di non rispettare il sabato.
    (Rif. 015)

    241 - GUARIGIONE DI UN IDROPICO
    Sempre di sabato, in casa di uno dei capi dei farisei, Gesù guarisce un uomo idropico.
    (Rif. 015)

    242 - DIECI LEBBROSI
    Entrando in un villaggio Gesù incontra 10 lebbrosi e li guarisce. Uno solo di essi, un samaritano, gli dimostra la sua riconoscenza.
    (Rif. 015,135)

    243 - ZACCHEO
    A Gerico Gesù si fa ospitare in casa di Zaccheo, capo dei pubblicani. Scandalo da parte dei benpensanti, essendo Zaccheo ritenuto un grande peccatore.
    (Rif. 015)

    244 - IL CIECO DI GERICO
    Uscendo dalla città, Gesù guarisce Bartimeo, un mendicante cieco. (Secondo Matteo, in questo caso, i ciechi sarebbero stati due).
    (Rif. 005,010,015)

    245 - LA FESTA DELLE CAPANNE (Ottobre)
    Gesù giunge, in incognito, a Gerusalemme per la festa delle Capanne. Durante la festa però svela la sua presenza ed inizia a predicare nel Tempio. Sacerdoti e farisei ne chiedono l'arresto ma le guardie non eseguono l'ordine.
    (Rif. 020)

    246 - LA LAPIDAZIONE DELL'ADULTERA
    Scribi e farisei tendono nuovamente un tranello contro Gesù chiedendogli di esprimersi sulla condanna da infliggere ad una donna colta in flagrante adulterio. La risposta è classica: Chi è senza peccato.....
    (Rif. 020)

    A questo proposito un'osservazione è d'obbligo. L'adulterio è un "reato" (almeno per quelle società che lo considerano tale) che viene consumato mediante il concorso di due protagonisti: il maschio e la femmina.
    Era solo la miserabile, distorta e misogina morale degli ebrei (poi seguita da altri) che si limitava a punire soltanto uno dei protagonisti e cioè la parte più debole ed indifesa: la donna.
    Sembra comunque che questo episodio sia stato ignorato sino alla fine del III secolo e poi che sia stato tardivamente preso e interpolato da un vangelo apocrifo(?).

    247 - IL CIECO NATO
    Gesù guarisce un uomo, cieco dalla nascita, spalmandogli gli occhi con fango impastato con la sua saliva ed ordinandogli poi di lavarsi nella piscina di Siloe.
    (Rif. 020,135)

    Anticamente si riteneva che nella saliva si concentrasse l'essenza dell'anima.
    (Rif. 995)

    248 - FESTA DELLA DEDICAZIONE (Dicembre)
    Mentre Gesù si trova nel Tempio, durante la festa della Dedicazione, i giudei tentano prima di lapidarlo e poi di arrestarlo. Gesù si sottrae all'aggressione e lascia Gerusalemme, recandosi oltre il Giordano.
    (Rif. 020)

    249 - RESURREZIONE DI LAZZARO
    Supplicato da Marta e Maria, Gesù si reca a Betania e risuscita il loro fratello Lazzaro morto, da 4 giorni.
    (Rif. 020,135)

    Alcuni ritengono si sia trattato di un esperimento, comune a quei tempi, tra gli iniziati di pratiche esoteriche. Si tratterebbe di riduzione al minimo, mediante ipnosi, delle funzioni metaboliche e successivo richiamo in vita.
    Nel corso di questi esperimenti si faceva uso, a volte, anche di sostanze psicotrope, quali la psilocibina, elemento attivo di alcuni funghi allucinogeni. (J.M.Allegro)
    (Rif.384)
    Lazzaro aveva anche una terza sorella di nome Rut, sposata con il fariseo Asher-ben, che gestiva una locanda a Gerico; era stata cacciata di casa dal marito perchè seguace di Gesù.

    Altri autori, basandosi su alcuni frammenti di un vangelo poco noto e di dubbia provenienza (Vangelo Segreto secondo Marco - Vangelo dei Carpocraziani?), hanno ipotizzato che Lazzaro fosse stato sepolto vivo, colpevole di essere omosessuale.
    Essere sepolti vivi era la pena prevista dai sacerdoti giudei per atti di pederastia e Lazzaro era incappato in questa condanna a seguito di una denuncia fatta dalla sua stessa sorella Maria di Betania.
    (Rif. 390)
    Credere nei miracoli resta comunque una prerogativa degli sciocchi i quali non pensano minimamente al fatto che, così facendo, accusano implicitamnte il loro dio di essere incapace di eliminare il male nel mondo.

    250 - LA CONDANNA DEL SINEDRIO
    Gesù, con le sue predicazioni, è ormai diventato un elemento scomodo e destabilizzante per i sacerdoti ed i farisei. Convocato il Sinedrio, capeggiato dal sommo sacerdote Caifa, Gesù viene condannato a morte in contumacia. Con questa condanna il Sinedrio cerca di prevenire le eventuali reazioni dei romani alle esternazioni messianiche e libertarie del nuovo leader.
    (Rif. 020)

    251 - IL RITIRO AD EFRAIM
    Informato della condanna, Gesù abbandona temporaneamente la vita pubblica e si ritira con gli apostoli ad Efraim.
    (Rif. 020)

    Efraim (oggi Taybeh) era una città ideale come rifugio. Da sempre ribelle alle autorità centrali, disponeva di rifugi segreti, gallerie e cunicoli dove i ricercati potevano facilmente nascondersi.
    (Rif. 378)


    ANNO 30 (e.v.) - 783 (a.u.c.) (30 e.v.) * GESU': ANNI 36

    252 - IL FURTO DEI TESTI SACRI
    Uno dei due ladroni che accompagneranno Gesu sulla croce, Demas (Tito), aveva, qualche tempo prima, rubato i libri della Legge, custoditi nel Tempio dalla profetessa Sarra, figlia di Caifa.
    (Rif. 085)

    253 - IL TRASFERIMENTO DEI LADRONI
    Demas (Tito) e l'altro ladrone Gesta (Dumaco), arrestati e condannati a morte a Cafarnao, per tutta una serie di altri misfatti, vengono tradotti a Gerusalemme su ordine di Pilato.
    (Rif. 085)

    254 - ACCORDI CON GIUDA
    La folla minaccia di rivalersi su Sarra e di bruciarla viva in quanto, mancando i testi sacri, era praticamente impossibile celebrare la Pasqua.
    Anna e Caifa si accordano con Giuda affinchè venga gettata su Gesù la colpa del furto. Per il servizio Giuda riceve "ufficialmente" 30 monete d'oro (non denari!) più un altro lauto compenso versato, sotto banco, dai due sacerdoti.
    (Rif. 085)

    255 - L'UNZIONE DI BETANIA (Sabato, 1 Aprile)
    Gesù si trova a Betania ospite di Simone il Lebbroso (il Fariseo), amico anche di Marta, Maria e Lazzaro.
    Durante la cena, una donna (Maria?) prende un vasetto di alabastro e versa sul capo di Gesù una libra di profumo di nardo puro del valore di 300 denari.
    Tutti i presenti, Giuda in particolare, si scandalizzano per l'enorme spreco.
    (Rif. 005,010,020)

    L'unzione era uno dei riti previsti per il conseguimento della dignità regale. Di qui la successiva accusa a Gesù di essersi proclamato "Re dei giudei".
    A conferire la dignità regale sarebbe stata Maria Maddalena, probabile discendente della tribù di Beniamino e supposta consorte di Gesù. Se, come alcuni autori sostengono, Maria Maddalena era molto ricca, allora questo presunto spreco ha una sua valida giustificazione.
    I 300 denari dovevano corrispondere al controvalore di circa 1155 grammi d'argento e, secondo Giovanni, ad un quantitativo di profumo pari ad una libbra.


    INSERTO 14 - Unità di Misura
    Alcune delle unità di misura usate in Palestina ai tempi di Gesù:

    MONETE
    - GHERA: un ventesimo di siclo; (oro o) argento; grammi 0.6
    - SICLO: unità base; (oro o) argento; grammi 11.4
    - MINA (EMINA): pari a 50 sicli; argento; grammi 570
    - TALENTO: pari a 60 mine; oro o argento; chilogrammi 34.27
    - DENARO: argento; grammi 3.85 (si suppone fosse la paga corrente per un giorno di lavoro)
    Esistevano anche molte altre unità frazionarie, in rame o in argento, quali: dramma, didramma, asse, quadrante, statere ecc.

    MISURE DI PESO
    - LIBBRA: pari a grammi 327
    - TALENTO: misura variabile da 20 a 40 chilogrammi

    MISURE DI LUNGHEZZA
    - CUBITO: pari a centimetri 45-55 (variabile: dal gomito alla punta del dito medio)
    - BRACCIO: pari a centimetri 185
    - STADIO: pari a metri 185
    - MIGLIO: pari a metri 1478

    MISURE DI CAPACITA'
    - XESTES: pari a litri 0.3
    - METRETA: pari a litri 39.5
    - KOROS: pari a litri 525

    MISURA DEL TEMPO
    Per gli ebrei il nuovo giorno iniziava al tramonto ed era così ripartito:
    - Prima vigilia (dal Tramonto e per la durata di 3 ore)
    - Seconda vigilia (di 3 ore)
    - Terza vigilia (di 3 ore)
    - Quarta vigilia (dalla terza all'alba, +/- 3 ore)
    - Ora prima (dall'alba e per la durata di 3 ore)
    - Ora terza (dall'ora prima, (c. ore 9 del mattino) per 3 ore)
    - Ora sesta (da mezzogiorno alle ore 15)
    - Ora nona (dalle ore 15 sino al tramonto, +/- 3 ore)
    A Gerusalemme il segnale del nuovo giorno veniva dato, con suon di tromba al tramonto, dai sacerdoti del Tempio.

    RETRIBUZIONI CORRENTI
    - 400 / 500 denari al mese era una retribuzione normale per un operaio "specializzato"
    - un salariato riceveva, mediamente, sui 250 denari al mese, appena sufficienti per nutrire se stesso e la famiglia con pane d'orzo e qualche verdura povera (cipolle, aglio, ecc.)
    (Valori non certi.)



    256 - LA CONDANNA DI LAZZARO
    A causa del fatto precedente e di altri stretti rapporti con Gesù, il Sinedrio condanna a morte anche Lazzaro.
    (Rif. 995)

    257 - L'ASINO DI BETFAGE (Domenica, 2 Aprile)
    Gesù hs deciso di rientrare nuovamente in Gerusalemme. Manda pertanto gli apostoli in un vicino villaggio (Betfage) per procurargli un asino, sul quale nessun uomo abbia mai cavalcato.
    (Rif. 005,010,015)

    L'asino era considerato la cavalcatura delle persone autorevoli. Se a questo si aggiunge l'autoproclamazione a re d'Israele, mediante l'unzione, c'è quanto basta per portare sacerdoti, scribi, farisei, ecc. al massimo furore. Questa è la prima apparizione pubblica di Gesù come messia di fatto.

    258 - LA BARDATURA DELL'ASINO
    Trovato l'asino, questo viene bardato ed addobbato con i mantelli degli stessi apostoli.
    (Rif. 005,010,015,020)

    259 - ENTRATA IN GERUSALEMME
    Gesù entra trionfalmente in Gerusalemme preceduto e seguito da turbe di discepoli osannanti. Durante la marcia di avvicinamento Gesù formula cupe previsioni sul destino della città e dichiara di essere in grado di distruggere il Tempio e di ricostruirlo in tre giorni.
    (Rif. 005,010,015,020)

    Gesù, nelle sue predicazioni amava i toni apocalittici. Per lui la fine del mondo e la sua rinascita erano imminenti:
    "In verità vi dico: vi sono alcuni quì presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza."(Marco)
    ".... In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute." (Marco)
    (Rif. 010)

    260 - I GRECI DEVOTI
    A Gerusalemme Gesù si intrattiene con alcuni greci "devoti" che desiderano conoscerlo.
    (Rif. 020)

    Questi greci sarebbero stati inviati dal re di Edessa Abgaro V, molto ammalato (lebbra, gotta?). Il re offre a Gesù protezione ed asilo politico in cambio di una sua miracolosa guarigione. Gesù gli scrive una lettera declinando l'invito ma promettendo l'invio di un suo discepolo. In altra versione si dice che Gesù inviò ad Abgaro un proprio ritratto, alla vista del quale il re guarì immediatamente.
    (Rif. 995)

    261 - RITORNO A BETANIA
    Gesù si reca in visita al Tempio e poi in serata ritorna a Betania con i 12 apostoli.
    (Rif. 010)

    262 - IL FICO MALEDETTO (Lunedi, 3 Aprile)
    Uscendo da Betania, per tornare a Gerusalemme, Gesù scorge un fico con i rami privi di frutti; Gesù lo maledice.
    (Rif. 005,010)

    Atteggiamento alquanto bizzarro visto che i fichi, nell'emisfero a nord dell'equatore, maturano normalmente tra Giugno e Settembre. Ad Aprile non è stagione di fichi.

    263 - SECONDA CACCIATA DEI MERCANTI
    Giunto al Tempio Gesù caccia nuovamente i mercanti che con la loro presenza offendono la sacralità del luogo.
    (Rif. 005,010,015)

    264 - GUARIGIONI DIVERSE
    Gesù opera, nel Tempio, parecchie guarigioni di ciechi e storpi tra i commenti indignati dei sacerdoti e degli scribi. Ritorno a Betania.
    (Rif. 005)

    265 - DICHIARAZIONE DI AUTORITA' (Martedi, 4 Aprile)
    Nuovamente al Tempio. Anziani, scribi e sacerdoti chiedono a Gesù di precisare chi gli ha conferito l'autorità in base alla quale egli agisce ed opera in modi così inconsueti. Gesù nega la risposta.
    (Rif. 005,010,015)

    266 - UNA GIORNATA IMPEGNATIVA (Mercoledi, 5 Aprile)
    Stando ai vari autori, in questo giorno Gesù si sarebbe espresso su molteplici argomenti che qui vengono elencati solo per memoria: 267 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione A)
    Anziani e sacerdoti sono giunti al limite della sopportazione. Si riuniscono per escogitare il modo migliore di uccidere Gesù. Vengono presi accordi con Giuda per la cattura del messia. (Qui si parla di 30 sicli d'argento).
    (Rif. 005,010,015)

    268 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione B)
    I sacerdoti e gli anziani tengono consiglio nel palazzo di Caifa e decidono di catturare Gesù ed ucciderlo prima di Pasqua. Anania, membro del Sinedrio, propone di contattare Giuda per farsi rivelare il luogo delle riunioni notturne di Gesù.
    Caifa consegna ad Anania 100 denari, pari a 30 sicli e cioe' circa 350 grammi di argento.
    Anania si reca a Betania e contatta in segreto Giuda, proponendo uno stratagemma: fare incontrare Gesù con i sacerdoti per discutere (di cosa?).
    Giuda riceve i 30 sicli che allora equivalevano al valore di uno schiavo in buone condizioni fisiche.
    (Rif. 995)

    Secondo Giuseppe di Arimatea, Giuda era un infiltrato nel gruppo degli apostoli, retribuito giornalmente dai sacerdoti.
    Di più: Giuda era il cassiere del gruppo e ne gestiva la borsa; sposato con una donna avida di denaro, veniva continuamente istigato a sottrarre contanti dalla cassa comune.
    (Rif. 085)

    269 - LA PREPARAZIONE DELLA CENA (Giovedi, 6 Aprile)
    Gesù fiuta il pericolo e dà precise istruzioni agli apostoli sul luogo segreto ove dovrà svolgersi la cena pasquale. Manda pertanto Pietro e Giovanni, in città, ad incontrare segretamente "un uomo con una brocca d'acqua" (Giuseppe d'Arimatea?) che li avrebbe guidati alla casa di un amico fidato (Nicodemo?)
    (Rif. 005,010,015)

    270 - IL LAVACRO DEI PIEDI
    Prima di dare inizio alla cena Gesù provvede personalmente al lavaggio dei piedi dei suoi apostoli.
    (Rif. 020,065)

    271 - LO SVOLGIMENTO DELLA CENA
    Secondo i vari autori, durante la cena Gesù interviene e si sofferma sui seguenti argomenti: Durante lo svolgimento della cena Giuda si allontana e si reca dai sacerdoti.
    A fine cena Gesù invita categoricamente i presenti a munirsi di una spada in previsione di ciò che dovrà avvenire.
    (Rif. 005,010,015,020)

    La cena da un punto di vista pratico.
    Gesù arriva con altri 10 apostoli verso le ore 22.30. La sala è dotata di bassi divani e di una tavola semicircolare, apparecchiata con piatti di colore scuro e con uncini in funzione di forchette.
    Gesù è sdraiato al centro con Pietro alla sua destra e Giovanni alla sinistra. Secondo la consuetudine, allora in atto, il menu comprendeva: (Il 7 Aprile 2007, nel corso delle solite carnevalate pasquali, il massimo dirigente della setta cattolica Ratzinger ha affermato, che nel corso di questa sacra abbuffata, Gesù NON ha mangiato l'agnello!
    Delusione generale da parte dei cattolici, degli ebrei, dei pastori ma soprattutto dei beccai nostrani che su questa ricorrenza ci contano molto.
    Parola di "infallibile"!)


    La sacra cena era un rito molto importante anche per la comunità essena. Comprendeva la benedizione del pane azimo e del vino da parte del capo famiglia.

    Secondo la tradizione ebraica la cena avrebbe dovuto svolgersi Venerdi, 7 Aprile (15 di Nisan). Gesù ha in effetti anticipato la cena di un giorno (14 di Nisan). Se, come alcuni ritengono, Gesù era esseno, allora ha seguito il calendario di Qumran.

    Se effettivamente si trattava della tradizionale cena pasquale (rito tipicamente familiare) come mai mancano le donne che fanno parte della famiglia di Gesù e che lo hanno seguito nelle sue peregrinazioni attraverso la Palestina?

    272 - IL CANTO CORALE
    Prima di recarsi al Getsemani per il riposo, gli apostoli si dispongono in cerchio tenendosi per mano, mentre Gesù nel mezzo, canta una litania alla quale gli apostoli rispondono con un ritornello.
    (Rif. 128)

    273 - ATTESA AL GETSEMANI
    Gesù si reca a trascorrere la notte, con i suoi apostoli, in un podere appartato (orto di Getsemani) dove, in precedenza, era solito riunirsi segretamente con i suoi discepoli.
    Il podere distava circa 600 metri dalle mura di Gerusalemme.
    Si ritira in preghiera, sudando sangue, assistito e confortato da un angelo. Rimprovera i suoi apostoli che, malgrado le sue esortazioni, non riescono a stare svegli.
    (Rif. 005,010,015,020,065)

    Forse la cena era stata piuttosto abbondante e la sonnolenza degli apostoli può essere in parte giustificata.
    Quanto a "sudare sangue" trattasi di un fenomeno non molto frequente, ma ben noto in campo medico, detto ematoidrosi, cioè sudorazione ematica, che può manifestarsi nel corso di stati emozionali violenti oppure in soggetti affetti da disturbi di natura ematica.

    274 - ARRIVA LA TRUPPA
    Giuda arriva scortato da una coorte di soldati romani e da una folla di gente armata e munita di fiaccole, reclutata dai sacerdoti.
    (Rif. 005,010,015,020)

    Una coorte romana era composta da circa 600 uomini. Tenuto conto di questi e della folla al seguito, si può presumere che almeno 1000(!) uomini abbiano partecipato alla cattura di Gesù. E' evidente che non si voleva arrestare solo un "messia" ma stroncare un tentativo di rivolta.

    275 - IL RICONOSCIMENTO
    Gesù viene riconosciuto dalle guardie: 276 - TENTATIVO DI RESISTENZA
    Pietro cerca di opporsi all'arresto. Con un colpo di spada taglia l'orecchio destro di un certo Malco (un servo del sommo sacerdote). Gesù lo rimprovera e riattacca l'orecchio a Malco.
    (Rif. 015,020)

    277 - LA FUGA DEI DISCEPOLI
    A questo punto le cose precipitano. I discepoli e gli apostoli che erano con Gesù fuggono disordinatamente. Uno di essi scappa nudo lasciando, nelle mani di chi cerca di trattenerlo, il lenzuolo che indossava in quel momento. Fortunatamente il padrone del podere di Getsemani, un certo Massaliano, gli dà poi di che rivestirsi.
    (Rif. 005,010)

    Gerusalemme è situata ad oltre 700 metri sul livello del mare e nel mese di Aprile le notti sono ancora abbastanza fredde. Chi è questo singolare personaggio (discepolo, apostolo o ...altro) che sfida il freddo della notte in deshabillé, nell'orto di Getsemani, proteggendo le sue pudenda con un leggero lenzuolo invece della tradizionale tunica e del manto di lana? Perchè un abbigliamento cosi inconsueto?
    Che facesse molto freddo è anche confermato dal fatto che Pietro, poco dopo, rischierà grosso pur di scaldarsi al fuoco nel cortile di Caifa. (v. oltre)

    278 - L'ARRESTO (Giovedi, 6 Aprile; presumibilmente ore 24)
    Gesù viene legato e scortato a destinazione.
    (Rif. 005,010,015,020)

    279 - GESU' VIENE CONDOTTO ALLA CASA DI ANNA (Venerdi, 7 Aprile)
    Anna era lo suocero di Giuseppe Caifa. Caifa, in quell'anno, era il sommo sacerdote di turno.
    (Rif. 020)

    280 - PIETRO SEGUE A DISTANZA
    Pietro segue il corteo, a debita distanza, con un altro discepolo (Giovanni?)
    (Rif. 005,010,015,020)

    281 - PIETRO NEL CORTILE DI ANNA
    Pietro entra nel cortile di Anna mediante l'aiuto dell'altro discepolo che conosceva bene la portinaia del palazzo.
    (Rif. 020,065)

    282 - INTERROGATORIO DI ANNA
    Gesù risponde alle domande di Anna con tono polemico.
    (Rif. 020)

    283 - GESU' VIENE SCHIAFFEGGIATO
    Una delle guardie schiaffeggia Gesù per il tono poco riguardoso tenuto nei confronti di Anna.
    (Rif. 020)

    284 - GESU' VIENE SCORTATO DA CAIFA
    ? . . . . ?
    (Rif. 005,010,015,020,085)

    Trasferimento inutile considerato che Anna e Caifa vivevano nella stessa casa.

    285 - L'ATTESA ED IL RINNEGAMENTO DI PIETRO
    In attesa, nel cortile di Caifa, Pietro rischia di essere scoperto e nega di essere un apostolo di Gesù.
    Alla terza negazione un gallo canta, Gesù getta uno sguardo su Pietro e questo fugge pieno di vergogna.
    (Rif. 005,010,015,020)

    286 - L'ATTESA E GLI OLTRAGGI
    In attesa di comparire davanti a Caifa, le guardie che custodiscono Gesù, lo deridono e lo percuotono.
    (Rif. 015)

    287 - RIUNIONE DEL SINEDRIO (Venerdi, 7 Aprile - appena giorno)
    Si riuniscono i capi del popolo, i sacerdoti e i dottori in legge. Gesù viene condotto davanti al Sinedrio per essere processato. Presiede Caifa vestito in pompa magna. Era detto anche Tribunale di Gazith, situato presso il muro ovest del Tempio, l'attuale muro del pianto.
    (Rif. 015,378)

    Questo processo era praticamente e formalmente impossibile. E' stato introdotto nei vangeli per gettare la colpa della morte di Gesù sugli ebrei "deicidi".
    Come sempre la storia la scrivono i vincitori.

    PROCESSI EBRAICI (Secondo la storia)
    Qualsiasi processo, per avere un minimo di credibilità, non può prescindere da certe regole procedurali e deve garantire un minimo di difesa per l'accusato.
    Riprendiamo da W.Fricke (Rif. 370) alcuni punti essenziali in merito ai processi ebraici:
    - I processi non potevano essere svolti in una abitazione privata ma nell'apposita area del Tempio, detta Beth Din.
    - I processi non potevano essere svolti di notte.
    - I processi non potevano essere svolti alla vigilia di una festività importante, come la Pasqua.
    - La sentenza non poteva essere pronunciata sulla base di una sola confessione estorta.
    - La sentenza di morte non poteva essere pronunciata se non erano trascorse almeno 24 ore dall'interrogatorio.
    - Il capo d'accusa non costituiva necessariamente un reato di blasfemia.

    L'espressione BAR-ABBA (figlio del padre, figlio di dio) era un appellativo molto comune, all'epoca; veniva sovente aggiunto al nome dell'interessato in segno di deferenza. D'altro canto, secondo la Torah, tutti gli ebrei sono figli di dio (Bar-Abba) ed anche Gesù era un ebreo.
    Gli ebrei potevano eseguire liberamente sentenze di morte senza dover ricorrere ai romani per esserne autorizzati. Basta ricordare:
    - le numerose sentenze dei diversi regnanti asmonei a carico di ebrei
    - l'uso corrente della lapidazione come punizione per le adultere
    - la lapidazione di diversi apostoli tra i quali Giacomo Il Giusto
    - l'uccisione di Giovanni Battista a Macheronte
    - ed altri...
    In occasione di particolari festeggiamenti romani (es. un nuovo imperatore), veniva a volte concessa una amnistia che però riguardava solo i reati minori.

    288 - PARTECIPANTI DI SPICCO
    Tra i partecipanti al Sinedrio si segnalano in particolare: 289 - CAPI DI ACCUSA
    Le accuse formulate contro Gesù, sia presso il Sinedrio che presso Pilato, sarebbero state le seguenti: 290 - FALSI TESTIMONI A CARICO
    Durante l'udienza presso il Sinedrio vengono rintracciati ed ascoltati alcuni falsi testimoni. Solo Nicodemo tenta una debole difesa in favore di Gesù.
    (Rif. 005,010)

    291 - COMPORTAMENTO DI GESU' DAVANTI AL SINEDRIO
    Alle domande che gli vengono poste Gesù non risponde oppure risponde in maniera evasiva.
    (Rif. 005,010,015)

    292 - LE VESTI STRACCIATE
    Gesù alla fine dice, o lascia intendere, di essere figlio di Dio. Caifa la considera una enorme bestemmia e si straccia le vesti.
    (Rif. 005,010)

    293 - CONDANNA A MORTE
    Il Sinedrio giudica Gesù meritevole di morte.
    (Rif. 005,010)

    Potrà sembrare una stranezza ma, secondo l'antica Legge Mosaica, quando un colpevole veniva condannato a morte all'unanimità, questi doveva essere immediatamente liberato, per sospetta faziosità del tribunale. Nel caso specifico di Gesù la condanna a morte era formalmente valida perchè mancavano almeno due voti all'unanimità: quello di Nicodemo e quello di Giuseppe d'Arimatea. D'altro canto, secondo la legge, una condanna a morte poteva essere pronunciata solo dopo 24 ore dall'interrogatorio.

    294 - NESSUNA CONDANNA
    Secondo Giovanni non c'è stato nessun processo ebraico e nessuna condanna a morte. Gesù, dopo un primo sommario interrogatorio da parte di Anna, è stato inviato a Caifa affinchè lo custodisca in attesa di comparire innanzi a Pilato.
    (Rif. 020)

    295 - NUOVI OLTRAGGI
    Dopo la condanna del Sinedrio Gesù viene percosso, gli sputano in faccia e lo dileggiano. In seguito viene rinchiuso nelle cantine di casa Caifa.
    (Rif. 005,010)

    296 - UNA DELEGAZIONE DA PILATO
    Tenuto consiglio, una delegazione del Sinedrio si reca da Pilato per rinnovare le accuse contro Gesù e chiedere l'esecuzione della condanna capitale. I componenti la delegazione sono gli stessi elencati in precedenza.
    (Rif. 005,010,080)

    La residenza abituale dei Procuratori romani era a Cesarea. Non è ben noto per quali motivi Pilato fosse presente a Gerusalemme e dove si trovasse: nel suo palazzo o alla Torre Antonia, sede del presidio romano.
    La richiesta di esecuzione capitale fatta a Pilato viene giustificata asserendo che gli ebrei, sotto dominazione romana, non potevano eseguire una sentenza di morte (negazione dello Jus Gladiis).
    Non è esatto; era solo vietato agli ebrei eseguire condanne a morte mediante la spada o la croce. Avevano invece la facoltà di procedere alla lapidazione, allo strangolamento ed alla decapitazione con la scure. (v. Giovanni Battista)

    Un cortese collaboratore ci precisa:
    Lo "jus gladii" si applicava alla sola Giudea ed entrò in vigore dopo la morte di Erode il Grande. Ne da testimonianza lo scrittore giudeo Giuseppe Flavio nelle "Antichità Giudaiche", Libro 20 - Cap. 9.
    (G.S.)

    297 - LE RICHIESTE A PILATO
    La delegazione accusa Gesù di varie colpe tra le quali quella di essersi dichiarato re dei giudei. Viene chiesto a Pilato di dare corso all'esecuzione della condanna a morte.
    (Rif. 005,010,015,020,085)

    298 - LA MOGLIE DI PILATO
    La moglie di Pilato, Claudia Procula, ha fatto un sogno premonitore. Avverte pertanto il marito di non immischiarsi in quella che viene ritenuta una bega tra giudei.
    (Rif. 005,080)

    299 - PILATO CERCA DI DESTREGGIARSI
    Memore dell'ammonimento della moglie e non ravvisando particolari colpe a carico di Gesù, Pilato si dichiara incompetente ad esprimere un giudizio.
    (Rif. 080)

    300 - CONVOCAZIONE DI GESU'
    Pressato dalle insistenze dei giudei, Pilato ordina ad un suo corriere/messo di condurre Gesù in sua presenza per interrogarlo.
    (Rif. 080)

    301 - IL MANTELLO DEL CORRIERE
    Il corriere introduce Gesù facendolo camminare sul suo mantello steso a terra.
    (Rif. 080)

    302 - I GIUDEI PROTESTANO
    I giudei protestano per l'atto di formale ossequio reso a Gesù con il mantello.
    (Rif. 080)

    303 - LE INSEGNE SI INCHINANO
    Quando Gesù entra le insegne imperiali, rette da 12 portainsegne, si inchinano riverenti senza che i portainsegne se ne rendano conto.
    (Rif. 080)

    304 - ALTRA PROTESTA DEI GIUDEI
    I giudei protestano vivamente contro i portainsegne per l'omaggio reso a Gesù.
    (Rif. 080)

    305 - SOSTITUZIONE DEI PORTAINSEGNE
    I portainsegne si discolpano; Pilato vuole essere conciliante e chiede ai giudei di reggere essi stessi le insegne.
    (Rif. 080)

    306 - LE INSEGNE SI INCHINANO ANCORA
    Gesù viene introdotto una seconda volta e le insegne si inchinano nuovamente malgrado gli sforzi dei giudei.
    (Rif. 080)

    307 - PRIMO INTERROGATORIO DI PILATO
    Pilato interroga Gesù circa la sua pretesa di considerarsi re dei giudei e sulle altre accuse che il Sinedrio muove contro di lui. Risposte evasive di Gesù.
    (Rif. 005,010,015,020,080)

    308 - TESTIMONI A FAVORE
    Durante l'interrogatorio di Pilato si presentano spontaneamente alcuni testimoni a favore di Gesù: Proteste e contestazioni a non finire da parte dei giudei.
    (Rif. 080)

    309 - PILATO NON RAVVISA COLPE
    Pilato è sempre più perplesso e non riesce a capire di quali colpe possa essere accusato Gesù.
    (Rif. 015,020,080)

    310 - INVIO AD ERODE ANTIPA
    Quando viene informato che Gesù è originario della Galilea, Pilato cerca di liberarsi del problema e lo manda da Erode Antipa, competente per giurisdizione.
    (Rif. 015,080)

    Alcuni autori sono dell'avviso che il personaggio inviato ad Erode non fosse quello interrogato da Pilato. Notare, sulla mappa di Gerusalemme, che i palazzi di Pilato e di Erode erano prospicienti.

    311 - ERODE CURIOSO ED INTERESSATO
    Erode desiderava da tempo conoscere Gesù ed assistere a qualcuno dei suoi prodigi.
    (Rif. 080)

    312 - LA TUNICA BIANCA
    Gesù non e' propenso a compiere prodigi per il divertimento di Erode. Questo si spazientisce, lo fa rivestire con una tunica bianca e lo oltraggia con i suoi soldati.
    Comportamento strano: la tunica bianca era la veste degli adepti esseni, simbolo di dignità sacerdotale.
    (Rif. 015,080)

    313 - RINVIO A PILATO
    Gesù viene rinviato, nuovamente, al giudizio di Pilato.
    (Rif. 015,080)

    314 - SECONDO INTERROGATORIO DI PILATO
    Su insistenza dei giudei Pilato interroga ancora Gesù.
    (Rif. 015,080)

    315 - NESSUNA COLPA
    Malgrado tutto Pilato non riesce a giudicare Gesù colpevole, mentre i giudei continuano a chiedere la sua morte, minacciando una sommossa.
    (Rif. 080)

    316 - PILATO PROPONE UNA SCELTA
    Secondo una tradizione (inventata dalla chiesa), Pilato aveva il potere di graziare, in occasione delle feste pasquali, un condannato a morte.
    Un altro condannato, in attesa di esecuzione, era un certo Barabba, reo di ribellione ed omicidio. Richiesti di esprimere la loro preferenza i giudei chiedono a gran voce la liberazione di Barabba e la crocifissione di Gesù.
    (Rif. 005,010,015,020,065)


    INSERTO 15 - Barabba (Secondo il Mito)
    Occorre anzitutto premettere che Barabba o Bar-Abba non è un nome ma un appellativo, un titolo e significa "figlio del Padre" e per estensione di significato "figlio di Dio". Visto come sarebbero andate le cose, dalla Genesi in poi, possiamo considerarci tutti Bar-abba!
    Dobbiamo quindi ritenere che Barabba sia un personaggio di pura invenzione degli autori evangelici.
    Non viene indicato come un delinquente comune (un ladrone) bensì come un partigiano che si era battuto, a mano armata, contro gli oppressori romani. Sarebbe stato catturato ed imprigionato durante una sommossa scoppiata in Gerusalemme, che aveva causato una vittima. Barabba sarebbe quindi stato accusato e condannato a morte per questo omicidio e per sovversione.

    Stando così le cose, da un punto di vista politico, Barabba era molto più colpevole di Gesù Nazareno, che si era limitato a dichiararsi "figlio di Dio (Bar-abba) e ad autoproclamarsi "re dei Giudei". Come era dunque possibile uno scambio del genere riportato nei vangeli?
    Oltre a tutto il resto anche Barabba si chiamava Gesù, quindi ci troviamo di fronte a due individui, processati quasi contemporaneamente, per la stessa colpa di insubordinazione nei confronti dell'impero. Uno si chiamava Gesù Barabba (detto il Nazareno) e l'altro Gesù Barabba (detto il Lestos).
    Nelle edizioni antiche, del Vangelo di Matteo, (Rif. 150) si legge testualmente:

    Avevamo in quel tempo un prigioniero famoso, Gesù Barabba, il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio.

    Nelle edizioni moderne (Rif. 005,130) invece si legge:

    in quel tempo c'era un prigioniero distinto di nome Barabba....

    L'aggiustamento è notevole quanto ingenuo. Bruciare le biblioteche (come quella di Alessandria) in genere non serve a nulla: appaga solo i cretini che lo fanno, mentre certe memorie comunque restano!
    Allora quale dei due Barabba l'avrebbe scampata? Il Corano (Rif. 135) afferma che Gesù Nazareno non è mai stato crocifisso.

    Anche altri autori sostengono la tesi che a finire sulla croce sia stato Gesù Barabba (il Lestos) mentre Gesù Barabba (il Nazareno), ottenuta la libertà, avrebbe continuato a predicare per altri 11 anni, ed al dodicesimo si sarebbe trasfigurato, nel corso di un grandioso evento, durante il quale avrebbe rivelato ai suoi discepoli alcune fondamentali verità (?).
    (Rif. 126,175,390,995)

    NOTA - Secondo il diritto romano e nell'ambito delle sue funzioni di procuratore, Pilato non aveva nessun potere di grazia. Se avesse applicato questa supposta tradizione si sarebbe reso responsabile di un grave errore, o quanto meno di un abuso di potere, nei confronti dei suoi diretti superiori. E poi, se di scelta si trattava, c'erano anche i due ladroni, Gesta e Disma, da far entrare in concorso.
    A parte ciò Pilato era ben consapevole di dover reprimere, con estrema durezza, qualsiasi tentativo insurrezionale e condannare qualsiasi sedicente liberatore, o messia. Non avrebbe mai condizionato i suoi poteri ad una scelta popolare. Da questo mitico episodio del ballottaggio, nella canea cristiana si è sviluppato un odio assurdo contro gli ebrei accusati di "deicidio".
    Solo nel 1962 Giovanni XXIII (bontà sua!) discolperà gli ebrei da questa accusa.

    Alcune recenti tesi sostengono che Pilato non ha dovuto fare nessuna scelta. Agendo molto pragmaticamente, e nell'ambito delle sue competenze, avrebbe semplicemente:
    1. liberato Gesù Nazareno perchè le accuse a suo carico erano inconsistenti;
    2. condannato a morte Barabba per sedizione ed omicidio.
    Se e' andata così la grande figura del figlio di dio che si sacrifica per redimere l'umanità crolla come un castello di carte.


    317 - PILATO SE NE LAVA LE MANI
    Pilato si lava pubblicamente le mani dichiarandosi, con questo gesto simbolico, non responsabile della morte di Gesù che egli continua a ritenere innocente.
    (Rif. 005,080)

    Il Pilato che si lava le mani è una immagine retorica molto bella e suggestiva ma ha un grosso difetto: Pilato era tutt'altro che uno sprovveduto!

    318 - LA SENTENZA: QUELLA DI PILATO
    La sentenza di Pilato prevede, secondo la legge, che Gesù venga flagellato prima di essere crocifisso (flagellazione con 49 colpi di flagrum).
    (Rif. 080)



    INSERTO 16 - Sentenza di Pilato (Secondo il Mito)
    Questo documento, datato 1580(e.v.), è conservato a Simanca (E), presso l'Archivio Generale-Segreteria di Stato- L847/F1.
    La versione riportata è ripresa dal volume di M. Craveri - I Vangeli Apocrifi.
    (Rif. 330)
    Sulla attendibilità storica del documento il giudizio è lasciato a chi legge; in buona sostanza sembra un'altra tessera del mosaico di bugie, costruito, nel corso di due millenni, a sostegno di determinate tesi sulla vita di Gesù.

    Sentenzia che diede Pilato contra Cristo nostro Signore -
    Copia de la sentenzia che diede Pilato contra cristo nostro signore ritrovata nela cita de Laquila inoabruzo, de lanno 1580 in Certte antiquita di marmori dove si trovorno doi Cassete, una di ferro, nela quale vi era una carta bregamina et selcrito in littre ebreia Che se in terpetato deliu fraschritto tenore:
    Lanno 17º de tiberio Cesare Enperador romano et di tutto il mondo monarcha in vittisimo et nelle olimpiade 121 et nelle Chiade 24 et nella Creiacione del Mondo secondo il numero e compartimento deli ebrei quattro volte 1147 dela propaggine del romano Inperio lanno 73 et de la liberacione dela servitu de la Babilonia lanno 430 et dela restitutucione del saqro inperio lanno 497 sotto li conzoli del pontechie Romano lucio pisano et marzio silaurico pro cunzoli delo in vocio valerio palestino plubico governadore de giudeia quinto flavio sotto il riggimento et governo dela Cita Jerosalem presidente gratissimo pocio pilato reggente dela bassa galilea herodiade anti patrircha et pontifice del sommo sacerdocio anna et caifas: alesmael mastro del tempio Rabaham ambel: irachino Centurione de conzoli et de la Cita di Jerosale quinto Cornelio Sublemio et sesto ponpilio Ruffo nel mese de Marzo sotto il di 25.
    Yo Ponzio pilato qui presidente de linpero romano dentro al palazo de larchiresidenza giudico connanno sentenzio a la mortte Jesu chiamato Christo Nazareno de la turba de patria galilea homo sedicioso dela legge Mosaica Contra lo magnio inperador tiberio Cesare ditermeno et pronunzio per questo che la morte sua sia nella Coroce con chiodi a hosanza di rei per che qui Congregatosi molti homini richi et poveri non ha cessato di conmovere tumulto per tutta la galilea facendosi figliolo de iddio Rre de israel con minaciar la roina di Jerosalem e del saqro inperio con dinegare lo tributo a Cesare doversi, et averio ancora auto ardire de intrare con palme e triunfo e conpaquiato da la turba como Rre dentro de la Cita di ierosalem nel sacro tempio, onde comando al mio Centurione quinto Cornelio conduca publicamente por la Cita di ierosalem esso iesu Christo ligato e flaggelato di porpora vestito e coronato di pondente spine, con la propia Croce ne li omeri accio sia esenpio a tutti li mali fattori e con lui voglio siano condotti doi ladroni homicidi et uscirano per la porta giancarola ora detta antoniana conduca seco giesu al plubico monte di scelirati chiamato Calvario dove crucifisso e morto il corpo resti su la Croce come spettacolo di tutti li malvaggi et su la Croce sia posto il titolo in tre linguaggi ebreo greco et latino Ebreo iesu aloi chisidin - Greco iesus nazareno - Latino iesus nazarenus Rex iudeoro.
    Comandamo ancora che nesciuno de qual si voglia stato sosia ardischa temerariamente inpedire tal giusticia per noi comandata administrata et esiguita con ogni rigore secondo li decreti e legge del Romani come ebrei sotto pena de Rebelione alinpero Romano.
    Testimoni di questa nostra sentenzia li dodeci tribui de Israel: Ravan-Daniel - Rabani II - Joan - Barbosisabet - Preticlani.
    Per il sommo sacerdocio Raban - Judas - Boncasato.
    Per li farisei Rolian - Simon - Daniel.
    Raban - Mordogin - Boncortassitis.
    Per linperio et presidente di roma: lucio sextilio amostro Silio.
    Notari di questa publica Criminali per li libri: Nastan - Restena.


    319 - LA SENTENZA: QUELLA DI ERODE
    Stando al Vangelo di Pietro parrebbe che la sentenza sia stata emessa da Erode Antipa e che la stessa sia stata eseguita dalle sue guardie.
    (Rif. 075)

    320 - I GIUDEI CORROMPONO I FLAGELLANTI
    I giudei corrompono quattro soldati (o tre?) affinchè la flagellazione venga eseguita con particolare violenza e crudeltà.
    (Rif. 065)

    321 - LA FLAGELLAZIONE
    Gesù viene denudato, legato ad una colonna e flagellato da tre soldati (o quattro), muniti di fruste a molte code e con pesi metallici terminali.
    (Rif. 005,010,020)

    322 - LA PARODIA
    Dopo la flagellazione, i soldati organizzano una specie di parodia di incoronazione del sedicente re dei giudei:

    Che mattacchioni questi romani! Sarebbe stato più naturale che la parodia l'avessero inscenata i giudei: almeno loro avevano qualche motivo in più per farlo.

    323 - PILATO NON DESISTE
    Dopo i trattamenti inflitti, Pilato esibisce Gesù (ecce homo), alquanto malridotto, agli ebrei pensando che la punizione già subita fosse sufficiente a soddisfare la loro sete di vendetta. Niente da fare. Gli ebrei insistono a gran voce per la crocifissione. (schelappo!)
    (Rif. 020,080)

    324 - ANCORA UN COLLOQUIO
    Pilato parla ancora con Gesù sperando, in qualche modo, di trovare una via di salvezza. Gesù non lo aiuta molto e viene quindi condannato a morte.
    (Rif. 020)

    325 - PARTENZA PER IL GOLGOTA (ore 11.30)
    Gesù viene spogliato dalla veste di porpora e rivestito con i suoi panni.
    Caricato della croce, si avvia verso il Golgota, seguito da altri due condannati e scortato dai soldati romani. Percorso in salita di circa 1000 metri. Aprivano il corteo alcuni sinedristi, seguiti da Gesù, dai due ladroni e da quattro soldati romani.
    (Rif.005,010,015,080)

    Il Golgota era detto anche il "Cranio" perchè si supponeva che in quel luogo fosse stato sepolto il cranio di Adamo. Si trattava di una vecchia cava abbandonata dalla quale emergeva un piccolo rilievo roccioso di circa 4 metri di altezza.
    (Rif. 378)

    326 - LA VERONICA
    Una donna, Veronica (forse sorella dell'ex emorroissa Bernice), asciuga il volto trafelato di Gesù, con uno scialle (vera eicon). I tratti del volto rimangono impressi sul tessuto come in un ritratto. (Immagine acheropita ?)
    Si tramanda che questo scialle sia stato poi donato a re Abgar, sovrano di Edessa, dal 13 al 50 (e.v.)
    (Rif. 090)

    327 - PRECETTAZIONE DEL CIRENEO
    Durante il percorso i soldati fermano un contadino, Simone il Cireneo (con i suoi due figli Alessandro e Rufo) e lo obbligano a caricarsi della croce di Gesù.
    (Rif. 005,010,015,080)

    Le cadute durante il percorso, che fanno parte del rituale della "via crucis", non sono mai avvenute. Fanno parte di una "pia" sceneggiata introdotta dal clero qualche secolo dopo.

    328 - LA CHIAMATA DI MARIA
    Giovanni, uno dei discepoli di Gesù, che aveva assistito agli eventi descritti, corre a chiamare Maria, che invece era rimasta del tutto ignara degli avvenimenti.
    (Rif. 080)

    329 - MARIA ACCORRE
    Maria accorre accompagnata da Marta, Maria Maddalena, Salomè ed altre donne.
    (Rif. 080)

    330 - LAMENTAZIONE DI MARIA
    Maria si lamenta e piange sulla sorte del figlio. I giudei cercano di allontanarla.
    (Rif. 080)

    331 - ARRIVO AL CALVARIO
    Il corteo arriva al luogo previsto per le esecuzioni, una cava abbandonata fuori le mura.
    (Rif. 080)

    332 - LA SPOGLIAZIONE
    Gesù viene privato dei suoi indumenti. Solo una fascia, probabilmente offerta da uno dei presenti, gli cinge le reni. (Panno di pudicizia / subligacum)
    (Rif. 080)

    333 - LA BEVANDA
    Viene offerta a Gesù una bevanda a base di vino e mirra (vino e fiele) ma egli la rifiuta.
    (Rif. 005,010)

    Era una specie di narcotico, un tranquillante o un anestetico affinchè il condannato non si agitasse troppo durante l'affissione alla croce.

    334 - CROCIFISSIONE (Venerdi, 7 Aprile - ore 12)
    Gesù viene affisso al patibulum. Le modalità di esecuzione variano secondo gli autori. Comunque si ritiene che sia stato inchiodato ai palmi.
    (Rif. 005,010,015,020,075,080,085)


    INSERTO 17 - La Croce (Secondo la Storia)
    La croce, intesa come segno, è un simbolo solare antico quanto l'uomo che lo disegnava sulle pareti delle grotte preistoriche e come lo si trova presso tutte le culture, primitive e civilizzate, cristiane e no, per rappresentare di solito il sole e la vita.
    (Rif. 490)

    La croce è diventata il macabro simbolo della fede cristiana a partire dal III secolo e viene oggi rappresentata nella forma stereotipa che tutti conoscono: la croce latina. In realtà non era così; la croce non aveva la forma di una "...croce" ma di uno degli strumenti riportati in figura, quindi una I, una Y, una T,
    oppure poteva consistere in un traversino sorretto da due pali terminanti a forcella. Il braccio orizzontale era detto Patibulum, quelli verticali Stipes.
    Anche San Francesco, un santo molto scomodo per la chiesa, era convinto che la croce del cristo fosse a forma di T.
    Di solito alcuni stipes erano tenuti pronti, solidamente conficcati nel terreno ove normalmente avvenivano le esecuzioni. Il condannato, avviato al luogo di esecuzione, portava con se solo il patibulum orizzontale (20-25 Kg.); questo (se si ammette l'uso dei chiodi nella crocifissione) per un motivo pratico molto semplice: in carcere, secondo l'apertura di braccia del condannato, venivano predisposti nel patibulum i due fori destinati a ricevere i chiodi che trapassavano i palmi. Data la natura grossolana dei chiodi, forgiati a mano, di forma trapezoidale e sezione quadra, senza l'accorgimento descritto, sarebbe stato molto difficoltoso farli penetrare nel legno. A parte il fatto che la chiodatura era raramente applicata e si preferiva di gran lunga la legatura con spezzoni di funi rudimentali.

    Il condannato, intontito da una mistura di vino e mirra, disteso a terra, veniva dapprima legato al patibulum per le braccia e per i polsi e poi (eventualmente) inchiodato; due robusti esecutori sollevavano il tutto ed incastravano il patibulum nello o negli stipes.
    L'operazione successiva, se il patibulum era troppo alto ed il condannato non poggiava i piedi per terra, era quella di disporre un apposito supporto (un sasso, un traversino) alla base del/dei supporti verticali. L'inchiodatura dei piedi non veniva quasi mai praticata perchè di difficile esecuzione ed oltre tutto si cercava di limitare la perdita di sangue al minimo, certo non per delicatezza, ma per prolungare al massimo la permanenza sulla croce, prima della morte.
    Era essenziale che i piedi del condannato poggiassero su un supporto, al fine di prolungarne il più possibile l'agonia; gli stipes erano quindi abbastanza bassi tanto che quelli che assistevano all'esecuzione arrivavano con il capo al petto o al viso del condannato con il quale potevano facilmente parlare.

    La crocifissione era una pena destinata unicamente a chi si ribellava contro l'autorità imperiale ed agli schiavi. Era sempre eseguita in pubblico in modo da servire come esempio; un cartiglio appeso al collo della vittima portava la motivazione della condanna. I romani la consideravano una punizione vergognosa ed infamante.

    L'agonia sulla croce poteva durare, in casi particolari, anche 2-3 giorni; la morte era dovuta a collasso conseguente ad anossia causata dalla lunga immobilizzazione (tetano dei crocifissi). In casi particolari si fratturavano le gambe della vittima per impedire, durante la notte, che parenti ed amici lo liberassero e ne favorissero la fuga. Questo supplemento di sofferenza poteva abbreviare l'agonia in quanto il condannato per respirare tendeva a sollevarsi puntando sui piedi.
    La morte poteva essere molto più rapida nei rarissimi casi di chiodatura ai polsi (nello spazio di Destot, in mezzo alle ossa del metacarpo). In questo caso il chiodo lede il nervo mediano ed il fortissimo dolore provoca lo svenimento del condannato ed una accelerazione del processo di anossia.
    Se Gesù fosse stato inchiodato ai polsi allora molti degli eventi che seguono non potrebbero essere giustificati.

    Comunque Giovanni dichiara esplicitamente che Gesù è stato inchiodato ai palmi.
    (Rif. 020)

    Le prime immagini della croce, scoperte dagli archeologi, erano in realtà graffiti di origine anticristiana, mentre l'arte delle catacombe usava solo simboli astratti per la raffigurazione del Cristo. La croce veniva considerata come un osceno strumento di tortura, un ricordo di abietta umiliazione e di morte.
    Solo al tempo di Costantino si cominciò a mostrarla come un simbolo trionfante di vittoria del bene sul male. Ci vollero quasi altri mille anni prima che gli artisti medioevali osassero rappresentare il Cristo morto appeso alla croce.


    La crocifissione viene ancora oggi eseguita nelle isole Filippine. Tutti gli anni, nel periodo pasquale, la televisione ci propone orripilanti documentari sull'argomento.
    E' consuetudine che in alcune di queste isole, (in particolare nel villaggio di Gua Gua, isola di Pampanga, la preferita dai turisti) durante la Pasqua, un certo numero di sprovveduti bigotti, imbottiti di alcool e di droghe, si facciano legare ed, a volte, inchiodare su una croce, sulla quale restano esposti per qualche ora. Ai loro piedi gruppi di fanatici pregano, si commuovono, organizzano pic-nic e si ubriacano quanto basta.
    Passata la fiesta i crocifissi vengono deposti, medicati e rianimati con energici trattamenti.

    Tra le tante sciocchezze si cerca di far credere che la croce sia stata costruita:
    • con il legno dell'albero del peccato originale
    • con il legno di un ulivo cresciuto sulla tomba di Adamo. (Rif. ***)

    335 - ELEVAZIONE
    Durante l'elevazione ci si accorge che la buca scavata nel terreno (?) non e' sufficientemente profonda e la croce pencola pericolosamente. Alcuni "volenterosi" modificano la buca.
    (Rif. 995)

    336 - IL CARTIGLIO
    Per ordine di Pilato, sopra la croce viene affisso un cartiglio recante la pseudo motivazione della sentenza in tre lingue:
    "Gesù Nazareno re dei giudei".
    (Rif. 005,010,015,020,075,080)

    337 - PROTESTE PER IL CARTIGLIO
    I giudei non ritengono appropriata la dicitura del cartiglio e protestano presso Pilato. La protesta non viene accolta.
    (Rif. 020,080)

    338 - I DUE LADRONI
    Nel contempo anche i due ladroni vengono messi in croce ai fianchi di Gesù.
    (Rif. 005,010)

    La croce era la pena per chi si ribellava all'autorità di Roma. Quindi questi due condannati non erano "ladroni" ma, probabilmente, partigiani zeloti; altrimenti sarebbero stati uccisi in altro modo: spada o strangolamento.

    339 - LE TENEBRE
    A partire dalle ore 12 e sino alle ore 15, il sole si oscura e le tenebre avvolgono la terra. Nicodemo riferisce a Pilato, alquanto preoccupato, che si tratta di una eclissi di sole.
    (Rif. 005,010,015,075,080,085)

    Nicodemo ha detto una sciocchezza. La Pasqua è una festa mobile che cade sempre con la luna piena, diametralmente opposta al sole. Non poteva quindi trattarsi di una eclissi.
    Ammesso, solo per discutere, che si sia trattato di una eclissi di sole, tenuto conto delle velocità relative della terra e della luna rispetto al sole stesso, l'oscuramento non poteva durare più di quattro-sette minuti.

    340 - SPARTIZIONE E SORTEGGIO
    I soldati romani si spartiscono i vestiti di Gesù. La tunica, tessuta in un unico pezzo, viene sorteggiata.
    (Rif. 005,010,015,020,075,080)

    Tanto per precisare, i soldati romani, oltre a quelle di Gesù, si spartiscono anche le vesti dei due ladroni. Non era un atto di brutale ladrocinio; i soldati erano autorizzati a farlo da un'apposita legge (Lex Pannicularia).
    Era una specie di indennizzo o di sovrassoldo per l'adempimento della funzione poco piacevole di carnefici.
    La Lex Pannicularia è applicata anche ai nostri giorni: i boia moderni ricevono un adeguato indennizzo per ogni esecuzione di sentenza capitale. Nei secoli passati, agli inquisiti per eresia, venivano carpiti tutti i beni, mobili ed immobili e divisi in parti adeguate tra: In realtà, i soldati romani cosa si sono divisi? Secondo gli usi i Giudei vestivano una tunica a pelle ed un mantello, entrambi di lana. In particolare, non si sa con precisione se Gesù portasse sandali e a chi sia toccata la tunica.
    (Rif. 378)

    341 - OLTRAGGI DELLA FOLLA E DEI SOLDATI
    La folla che assite all'esecuzione beffeggia e deride Gesù. I soldati lo percuotono con colpi di canna sulla testa.
    (Rif. 005,010,015,080)

    342 - LA DERISIONE DEI DUE LADRONI
    Anche i due ladroni, crocifissi ai suoi fianchi, lo deridono per la sua impotenza e la sua incapacità di sottrarsi al suplizio.
    (Rif. 005,010)
    Alla fine però il ladrone alla sua destra, Disma, ha un ripensamento e si pente della sua condotta e dei suoi peccati.
    (Rif. 075)

    343 - LE DONNE
    Assistono alla crocifissione: 344 - AFFIDAMENTO DI MARIA
    Gesù, dalla croce, affida Maria alle cure dell' apostolo Giovanni.
    (Rif. 020,080)

    345 - ALLONTANAMENTO DELLE DONNE
    I giudei, infastiditi dai lamenti di Maria, l'allontanano dalla croce, con le altre donne e con Giovanni.
    (Rif. 080)

    346 - IL LADRONE ALLA SINISTRA (Gesta/Dumaco)
    Questo ladrone non si dà pace ed inveisce contro Gesù. Dopo la morte si trasformerà in un orrendo mostro.
    (Rif. 080,085)

    347 - IL LADRONE ALLA DESTRA (Disma/Demas/Tito)
    Il ladrone di destra, pentito dei suoi peccati, riceve da Gesù: Qualche ora dopo, al momento della deposizione, il corpo di Demas risulterà scomparso.
    (Rif. 015,080,085)

    348 - GLI ULTIMI MOMENTI
    Gesù manifesta il desiderio di bere e gli viene offerta una spugna imbevuta di aceto.
    (Rif. 005,010,015,020,075,080)

    349 - LA MORTE (Venerdi, 7 Aprile - ore 15)
    Gesù lancia alcune ultime invocazioni e poi muore.

    Se la frase esatta riportata è: "Eloì, Eloì, lemà sabactani?" allora si può arguire che Gesù parlasse normalmente in aramaico.

    350 - DUBBI SULLA MORTE DI GESU'
    Non tutti concordano con i vangeli. Ad esempio:

    Qui si innesterebbe un'altra ipotesi, che in questi anni appare insistentemente nella letteratura corrente: Gesù, sfuggito in qualche modo alla crocifissione, si sarebbe rifugiato in Oriente dove avrebbe continuato la sua predicazione. Ovviamente questa ipotesi è tutta da verificare.
  • Papia sostiene che Gesù continuò la sua missione e morì in età avanzata.
  • S. Ireneo nel trecento sosteneva che Gesù era morto a 50 anni.
  • Secondo il Vangelo degli Ebrei Gesù avrebbe iniziato la predicazione a 46 anni e sarebbe morto a 49 anni. Da più autori è stato poi rilevato l'esiguo numero di ore (15 ore!) intercorse tra la cattura di Gesù e la sua morte. Trascurando molti fatti non salienti, rimane da comprimere in 12 ore lo svolgersi dei seguenti eventi:
    1. cattura al Getsemani.. (ore 00.00)
    2. trasferimento alla casa di Anna
    3. interrogatorio di Anna
    4. trasferimento alla casa di Caifa
    5. attesa che si riunisca il Sinedrio
    6. svolgimento del processo presso il Sinedrio
    7. formazione della delegazione che si reca da Pilato
    8. trasferimento di Gesù davanti a Pilato
    9. primo interrogatorio di Pilato
    10. trasferimento di Gesù presso Erode Antipa
    11. interrogatorio di Erode Antipa
    12. nuovo trasferimento di Gesù davanti a Pilato
    13. secondo interrogatorio di Pilato
    14. ballottaggio con Barabba
    15. flagellazione e parodia
    16. trasferimento dal Pretorio al Golgota
    17. affissione alla croce ed elevazione.. (ore 12.00)
    In qualsiasi modo si consideri la cosa, tutto questo ci dà l'impressione di un film che scorra ad una elevata ed anormale velocità . Avrebbe senso se si fosse trattato di una esecuzione sommaria (tipo corte marziale), nel qual caso sarebbero significativi solo i punti 1,12,15,16 e 17.
    E poi anche, la morte dopo solo tre ore sulla croce, lascia alquanto perplessi.

  • 351 - EVENTI STRAORDINARI
    Alla morte di Gesù si sarebbero verificati i seguenti fatti straordinari:

    La cortina del santuario del Tempio (detta anche velo) separava la zona proibita del Tempio (santo dei santi) dalla parte riservata all'accesso pubblico.

    352 - DISCESA DI GESU' NELL'ADE (Tartaro, Amenti, Inferno).
    Appena morto, ed ancora in croce, Gesù scende nell'Ade.
    Due gemelli, Leuco e Carino, risuscitati come riferito al punto precedente ed interrogati dal Sinedrio, forniscono un dettagliato resoconto scritto di come si sono svolti i fatti.
    Sintetizzando il loro racconto:
    1. concitata discussione tra Satana ed Inferno che paventano l'arrivo di Gesù e quindi predispongono la chiusura delle porte di accesso all'ade;
    2. le porte non resistono e Gesù entra trionfalmente nell'Ade;
    3. Gesù cattura Satana, lo lega e lo consegna ad Inferno perchè lo custodisca; (Inferno inteso come mitico custode dell'ade)
    4. incontro con Adamo e con suo figlio Set che giacciono nell'ade da 5500 anni;
    5. incontro con patriarchi, profeti, antenati, ecc.;
    6. Gesù pianta la sua croce nel centro dell'ade;
    7. Gesù conduce Adamo e tutti gli altri personaggi menzionati al punto e) in paradiso e li affida alle cure dell'arcangelo Gabriele.
      (Rif. 080,100)

    Per quanto precisi e puntigliosi nella loro relazione, Leuco e Carino hanno dimenticato un particolare importante che, per nostra fortuna, ci viene ricordato da Tommaso.
    Dopo il punto g) i personaggi interessati vengono fatti "morire" una seconda volta per poter concedere loro l'impagabile privilegio di risuscitare la domenica seguente contemporaneamente a Gesù.
    (Rif. 115)

    353 - LA VERSIONE DI BARTOLOMEO
    Bartolomeo invece sostiene che Gesù, sceso nell'Amenti:

    Visto che abbiamo incontrato Adamo (anche se quì è solo una digressione), riportiamo, dal Vangelo di Filippo, una particolare versione della Genesi.
    .83 - Adamo è stato fatto da due vergini: lo spirito e la terra vergine. Per questo motivo, Cristo è stato generato da una vergine: per riparare alla caduta che è avvenuta alle origini.
    .84 - Ci sono due alberi in mezzo al Paradiso: uno produce animali, l'altro produce uomini. Adamo ha mangiato dell'albero che produce animali ed è diventato animale ed ha generato animali. Per questo (i figli) di Adamo venerano dei che hanno forma di (animali). L'albero (di cui Adamo ha mangiato) i frutti è l'albero della (conoscenza. Per questo i peccati sono divenuti) numerosi. Se egli avesse mangiato (dell'altro albero), i frutti (dell'albero della vita), che produce uomini, (gli dei venererebbero) l'uomo.

    (Rif. 120,330)
    Un grave sbaglio, non c'è che dire!

    354 - MORTE DI GIUDA - Prima versione.
    Visto come sono andate le cose, Giuda si pente del suo tradimento e cerca di restituire i trenta sicli ai sacerdoti.
    I sacerdoti rifiutano di riprendere il denaro ed allora egli lo getta nel tempio e fugge a casa.
    Colloquio con la moglie con la quale paventa ciò che potrebbe accadere alla prevista risurrezione di Gesù. La moglie prende la cosa con leggerezza e dichiara di non credere possibile la risurrezione.
    Improvvisamente un gallo, che stava arrostendo in un tegame, stende le ali e canta tre volte; a questo punto Giuda si spaventa a morte e si impicca.
    (Rif. 005,080)

    355 - MORTE DI GIUDA - Seconda versione.
    Giuda pentito getta le monete d'argento ai sacerdoti e corre ad impiccarsi.
    I sacerdoti utilizzeranno il denaro per comprare un appezzamento di terreno, il "campo del vasaio" da destinare alla sepoltura degli stranieri.
    Il terreno verrà ribattezzato "campo del sangue".
    (Rif. 005)

    Difficile stabilire, anche con una certa approssimazione, quanto abbia ricevuto Giuda per il suo tradimento. Nei diversi testi si parla indifferentemente di "sicli" o di "denari". E' una credenza popolare, molto diffusa e tollerata dalla chiesa, che Gesù sia stato venduto per 30 Denari. In relazione a quanto riporato nell'Inserto 14, questo non poteva essere il prezzo di un tradimento ma una semplice ...mancia, un prezzo offensivo anche per l'amor proprio di un qualsiasi traditore.

    356 - MORTE DI GIUDA - Terza versione.
    Con i soldi del tradimento Giuda si compra un campo. Poi precipita nel campo stesso, si spacca in due e sparge intorno le sue viscere.
    Il campo assumerà il nome di Akeldama ossia campo del sangue.
    (Rif. 140)

    357 - MORTE DI GIUDA - Quarta versione.
    Giuda viene ucciso, qualche giorno dopo, da seguaci di Gesù (forse da Pietro) e le sue viscere vengono sparse in giro come monito per tutti i traditori.
    (Rif. 995)

    358 - IL PERMESSO DI SEPOLTURA
    Maria prega Giuseppe d'Arimatea (fariseo e membro del Sinedrio) di ottenere da Pilato il permesso per un rapida sepoltura di Gesù, in una tomba di nuova costruzione, offerta dallo stesso Giuseppe d'Arimatea.
    La tomba è ubicata presso il Calvario, nel giardino di Sloam. Giuseppe d'Arimatea chiede a Nicodemo di accompagnarlo da Pilato ma questi, timoroso, si rifiuta di seguirlo.
    Pilato, alla richiesta di Giuseppe d'Arimatea, manifesta qualche perplessità ma alla fine concede il debito permesso.
    (Rif. 010,015,020,080)
    Secondo Pietro, il permesso di sepoltura sarebbe stato richiesto a Pilato ed anche ad Erode, prima ancora che Gesù fosse crocifisso.
    (Rif. 075)

    Su Giuseppe d'Arimatea la chiesa ha sempre steso un velo di mistero.
    Su questo personaggio circolano diverse ipotesi: Dove si trovasse poi la città/villaggio/località di Arimatea ci sono alcuni dubbi.

    Quanto al permesso di sepoltura e a tutto quel che segue, siamo di fronte alla solita incauta bugia. Secondo la legge romana allora vigente

    i crocifissi non avevano diritto alla sepoltura

    I loro corpi erano abbandonati sul patibolo, per parecchi giorni, alla mercè di avvoltoi, corvi, ecc. che ne spolpavano la carcassa. Quello che restava veniva in seguito bruciato e le ceneri accuratamente disperse. Del suppliziato non doveva restare nulla. D'altro canto, nei secoli seguenti, la stessa norma fu applicata dalla chiesa nei confronti di coloro che erano condannati al rogo: eretici, streghe, ecc.

    359 - FRATTURA DELLE GAMBE E COLPO DI LANCIA
    I giudei chiedono a Pilato di affrettare la morte dei condannati al fine di poter rimuovere l'indecoroso spettacolo prima della festività del sabato. Pilato ordina pertanto che vengano loro spezzate le gambe. L'ordine viene eseguito sui due ladroni; quanto a Gesù un soldato (Longino) ne accerta la morte con un colpo di lancia nel costato.
    (Rif. 020,080)

    La morte in croce era caratterizzata da una agonia molto lunga. L'esitazione di Pilato nel concedere il permesso di sepoltura era dovuta al breve periodo di permanenza di Gesù sul patibolo.

    La frattura delle gambe poteva anche affrettare la morte del condannato; certamente ne aumentava le sofferenze.
    L'operazione veniva eseguita, a titolo cautelativo, onde impedire che, di notte, parenti ed amici deponessero il condannato ancora vivo e ne favorissero la fuga.
    Longino (soldato o centurione?) è stato in seguito proclamato santo martire. Ricorrenza: 15 Marzo (Mantova-Brunswick).
    (Rif. 440)

    Periodicamente viene proposto sugli schermi televisivi un filmato (DER GRAAL), molto lungo ed altrettanto noioso e farneticante, dove gli autori tedeschi piangono lacrime di coccodrillo sui fasti e nefasti del passato regime nazista e, tra le altre cose, si vedono alcune immagini della presunta lancia di Longino.
    Questa "reliquia", affiorata dalle brume della storia una decina di secoli or sono, sarebbe passata per le mani di numerose famiglie di nobili bricconi teutonici per poi approdare nella Cancelleria del Terzo Reich dove pare che il cattolicissimo Adolfo Hitler la tenesse in gran conto. Lo affermano gli autori del filmato ma è tutto da dimostrare!!
    (Rif. 995)

    360 - MATERIALI PER LA SEPOLTURA
    Giuseppe d'Arimatea, unitamente a Nicodemo, provvede all'acquisto di quanto necessario per la sepoltura e cioè:

    Cento libbre di mirra e aloe corrispondono a circa 33 chilogrammi e dovevano costare un patrimonio.
    E' una quantità sufficiente per comporre la salma di un ...elefante.
    Se erano tutti convinti che Gesù sarebbe risorto a che cosa serviva tanta roba?
    I magi, che passavano per essere munifici e generosi, si erano limitati ad una offerta di sole tre libbre (un chilogrammo) di mirra. Quanto al sudario si suppone fosse una pezza lunga m. 4.36 e larga m. 1.10, tessuta a spina di pesce su un telaio a quattro pedali, di fattura probabilmente siriaca.
    (Rif. 378)

    361 - MARIA MADDALENA SI RIBELLA
    Durante la preparazione del corpo per la sepoltura, Maria Maddalena piange e manifesta il suo sdegno, minacciando di recarsi a Roma dall'imperatore per chiedere una tardiva giustizia.
    (Rif. 080)

    Difficilmente avrebbe potuto farlo. Non essendo cittadina romana non aveva alcun diritto di appellarsi a Cesare. E poi Tiberio non risiedeva a Roma ma a Capri (Villa Iovis).

    362 - LA PREPARAZIONE DELLA SALMA

    Se Giovanni ha ragione allora la Sindone è un falso conclamato.

    363 - LA SEPOLTURA (Venerdi, 7 Aprile - in prima serata)
    Gesù viene deposto nel sepolcro. Secondo Luca "era la vigilia di Pasqua e già cominciava a sorgere il sabato".

    Secondo le usanze di allora il sabato iniziava verso le ore 18 del venerdi quando la tromba del Tempio, suonata da un sacerdote, imponeva la sospensione di ogni attività.

    Provvedono e/o presenziano alla sepoltura, oltre a Giuseppe d'Arimatea:

    Si dice che, durante la deposizione e le operazioni di sepoltura, Giuseppe d'Arimatea abbia raccolto alcune gocce del sangue di Gesù nella coppa usata per l'ultima cena. Dopo la distruzione di Gerusalemme, Giuseppe d'Arimatea emigrerà in Inghilterra portando con sè la coppa: probabilmente una tazza di onice. Da questo episodio hanno origine le varie leggende sorte intorno al Graal.

    La prima leggenda nota è Il racconto del Graal di Chrétien de Troyes, apparsa intorno al 1180 e poi ripresa e sviluppata sotto forma di romanzo (racconto cavalleresco), da Robert de Boron, Il libro del Graal, agli inizi del 1200. Quest'ultimo è, in definitiva, un testo "esoterico" di matrice celtica dove elementi di natura religiosa (Trinità, Spirito Santo, ecc.) si fondono liberamente con concetti magici, favolistici e personaggi che vanno da Re Artù, al Mago Merlino, alla Fata Morgana, a Perceval ed altri.

    Quello che lascia perplessi è come poteva Gesù essere ancora sanguinante se era morto da qualche ora.
    A parte questo, considerata la breve permanenza in croce di Gesù e la fretta di Giuseppe d'Arimatea nel volerlo deporre, è stato ipotizzato un vero e proprio giallo (tradotto alcuni anni or sono in un film L'inchiesta): Giuseppe d'Arimatea avrebbe deposto Gesù ancora vivo e, con la complicità di Longino, avrebbe simulato la sepoltura mentre Gesù veniva nascostamente affidato a terzi che avevano l'incarico di rimetterlo in sesto.

    Leggende e fantasie a parte, oggi pare che una specie di Graal sia conservato presso la cattedrale di Valencia. L'8 novembre 1982 il papa Giovanni Paolo II ha reso i dovuti onori a questa presunta reliquia.
    (Rif. 995)

    364 - RICHIESTA DI SORVEGLIANZA (Sabato, 8 Aprile - mattino)
    I Giudei temono che gli apostoli possano trafugare il corpo di Gesù per poi sostenere che è risorto; viene pertanto chiesto a Pilato di far sorvegliare la tomba. Pilato incarica per la sorveglianza: 365 - SETTE SIGILLI
    I soldati incaricati della sorveglianza sigillano l'ingresso della tomba con sette sigilli.
    (Rif. 075,080)

    366 - ARRESTO DI GIUSEPPE D'ARIMATEA (Sabato, 8 Aprile - sera)
    Conosciuta la parte svolta da Giuseppe d'Arimatea nella sepoltura di Gesù, Anna e Caifa lo fanno imprigionare in attesa di condannarlo a morte. Giuseppe d'Arimatea viene rinchiuso in una cella di massima sicurezza dalla quale è impossibile fuggire. Essendo Giuseppe un membro del Sinedrio, il suo comportamento viene considerato come un vero e proprio tradimento.
    (Rif. 080,085)

    367 - PERMANENZA NEL SEPOLCRO
    Stando a quello che ci racconta Bartolomeo, la breve permanenza di Gesù nel sepolcro non è stata molto tranquilla.
    Dopo il decesso di Gesù, ...la Morte si reca nell'Amenti (inferno) per prendere possesso della sua anima. Non riuscendo a trovarla, si introduce nel sepolcro con i suoi sei figli (Gaio, Trifone, Orfiat, Ftimon, Sotomi, Comfion) e interroga più volte il corpo di Gesù che le risponde con un ghigno.
    Mentre la Morte insisteva con le sue domande, il corpo di Gesù venne trasportato in cielo sul carro dei cherubini, con un grande seguito di angeli, vegliardi e dominazioni. A questo punto la Morte non sa più che fare e manda la Pestilenza nell'Amenti per dar l'allarme, ma essa giunge tardi.

    (Rif. 103)

    368 - RISURREZIONE (Domenica, 9 Aprile - mattino)
    Su come sia avvenuta la risurrezione e l'uscita di Gesù dalla tomba esistono le versioni più disparate e fantasiose.
    I vari autori riferiscono di terremoti, voci celesti, guardie tramortite, apparizioni angeliche, ecc.
    Comunque sia andata, resta il fatto che domenica mattina, sul presto, la tomba risulta vuota.
    (Rif. 005,010,015,020,075,080)

    Un punto dovrebbe essere chiarito; al di là di ciò che la chiesa ha sempre voluto farci intendere, e se la matematica non è un'opinione, Gesù non è resuscitato dopo tre giorni o al terzo giorno. La sua permanenza nel sepolcro è stata di circa 36 ore.

    369 - CORRUZIONE DEI SOLDATI
    Avuta notizia della scomparsa di Gesù, i sacerdoti versano una grossa somma di denaro ai soldati perchè spargano la voce che il corpo è stato trafugato, con un colpo di mano, dai suoi discepoli.
    (Rif. 080)

    370 - LIBERAZIONE DI GIUSEPPE D'ARIMATEA
    Gesù, insieme al buon ladrone Disma, libera Giuseppe d'Arimatea dal carcere, sollevando, per i quattro lati, l'edificio della prigione e Lo riporta a casa ordinandogli di rimanervi per 40 giorni.
    (Rif. 080,085)

    371 - GESU' ARRIVA IN CIELO
    Allorchè Gesù giunge in cielo, il Padre gli pone in capo una "corona di gloria e di benedizione" di tale splendore da illuminare tutta la terra.
    Il Padre invita alla cerimonia anche Adamo ed Eva che vengono festeggiati da tutti. Risulterebbero assenti Caino, Abele e Seth.
    (Rif. 103)

    372 - PRIMA APPARIZIONE DI GESU' RISORTO (Domenica, 9 Aprile-mattina)
    Uscito dal sepolcro, Gesù si solleva in aria e sorvola il Calvario dove incontra Maria Vergine, la consola e poi sparisce.
    (Rif. 995)

    373 - GESU' RISORTO APPARE ALLE BUONE DONNE (Domenica, 9 Aprile-matt.)
    Gesù appare ad un gruppo di donne che, di buon mattino, si recavano al sepolcro per meglio comporre la sua salma. Gesù annuncia loro che si recherà in Galilea.
    Le donne erano: 374 - CONSTATAZIONE DI PIETRO E GIOVANNI
    Gli apostoli Pietro e Giovanni, avvertiti da Maria Maddalena, corrono al sepolcro per constatare la scomparsa di Gesù. Essi vedono soltanto "alcune bende sparse per terra".
    Quindi, secondo (Giovanni 20,2-5), la "sindone" sarebbe un reperto inventato".
    (Rif. 015,020)
    Pietro e Giovanni incontrano presso il sepolcro un gruppo di angeli che confermano la resurrezione di Gesù.
    (Rif. 995)

    375 - APPARIZIONE A MARIA MADDALENA
    Gesù appare a Maria Maddalena ma le impedisce di toccarlo. (noli me tangere!)
    (Rif. 010,020)

    Nei primi secoli del cristianesimo, ai tempi di Origene, alcuni sostenevano che la resurrezione e l'apparizione a Maria Maddalena fossero frutto della folle fantasia di quest'ultima, impazzita per la morte del compagno.

    375.1 - VERSO EMMAUS
    Dirigendosi verso Emmaus, Gesù si accompagna con due discepoli (Zaco e Cleofa) che, inizialmente, non lo riconoscono. Quando lo riconoscono i due si precipitano a Gerusalemme per informare gli apostoli.
    (Rif. 010,015)

    376 - APPARIZIONE AGLI APOSTOLI (Domenica, 9 Aprile - sera)
    Gesù appare agli apostoli, che si tenevano prudentemente nascosti e cena con loro.
    Gli autori non concordano sul numero dei presenti: 377 - L'ASSENZA DI TOMMASO
    L'assenza di Tommaso, nel corso della precedente apparizione, era dovuta al fatto che questi si era recato al suo paese, essendogli morto il figlio Siofane.
    Tommaso si affretta a resuscitare il figlio, nel nome di Gesù e pertanto l'arcangelo Michele provvede a restituirne l'anima.
    Tommaso coglie l'occasione per farsi raccontare dal figlio come vanno le cose "dall'altra parte".
    (Rif. 103)

    378 - OTTO GIORNI DOPO
    Gesù riappare agli apostoli otto giorni dopo. In questa occasione Tommaso si toglie il dubbio toccando le piaghe di Gesù.
    (Rif. 020)

    379 - ULTIMA PESCA MIRACOLOSA
    Gesù si incontra sul lago di Tiberiade con Pietro, Tommaso, Natanaele, i figli di Zebedeo ed altri due.
    Inizialmente non viene riconosciuto. Invita quindi Pietro, deluso da una magra pesca, a gettare nuovamente le reti. Vengono pescati 153 grossi pesci.
    (Rif. 020)

    380 - APPARIZIONE SUL MONTE
    Gesù raduna gli apostoli e i discepoli, sul monte Mamilch (Amalech). In questa occasione viene visto anche da: I tre si affrettano a riferire la cosa a Gerusalemme.
    (Rif. 005,080)

    381 - LA VISTA DELL'ADE
    Sollecitato dagli apostoli, Gesù li conduce in località Cherudek. Qui la terra si spalanca e gli apostoli possono vedere gli orrori dell'ade. Spavento e deliquio generale.
    (Rif. 100)

    382 - LA VISTA DEL DIAVOLO
    L'apostolo Bartolomeo chiede a Gesù di poter vedere Satana. Gesù ordina all'arcangelo Michele di suonare la sua tromba ed ecco che il demonio appare, avvinto da catene di fuoco e tenuto a bada da 660 angeli. Secondo l'autore le misure del demonio sono: Il Demonio racconta a Bartolomeo una "patetica e melanconica" storia della sua trasformazione da angelo del Signore ad angelo del Male.
    (Rif. 100)

    Se Bartolomeo ha preso le misure esatte, il diavolo dovrebbe avere la forma e l'aspetto di un lungo biscione dotato di due misere alucce. Una creatura straordinariamente longilinea.

    383 - STATISTICHE
    Interrogato da Bartolomeo Gesù fornisce i seguenti dati "statistici": 384 - ULTIMA APPARIZIONE
    Dopo 40 giorni dalla resurrezione Gesù appare agli apostoli, di buon mattino, e fà colazione con loro. Dopo colazione salgono sul Monte degli Ulivi dove Gesù impartisce loro le ultime raccomandazioni per la loro futura missione apostolica. Erano presenti a questa riunione anche Lazzaro, la moglie di Pilato ed il soldato Longino.
    Gesù parla agli apostoli in una lingua incomprensibile e, solo in un secondo tempo, resa palese.
    (Rif. 103, 995)

    Quello che lascia un po' perplessi è il bisogno di Gesù di fare colazione, dopo morto.

    385 - ASCENSIONE DI GESU'
    Gesù sale in cielo, dopo 40 giorni dalla sua risurrezione, a bordo di una compiacente nube luminosa.
    Prima di inalzarsi lascia una impronta del suo piede su di una pietra.
    (Rif. 010,015,080,995)

    Lo hanno fatto anche molte altre pseudo divinità prima di lui! Ed è un peccato che questa divina zampata non sia mai stata ritrovata.

    Quello che proprio non si comprende (ovviamente per mancanza di ...fede) è il motivo per cui Gesù non abbia ostentato la sua resurrezione di fronte a tutto il mondo.
    Ormai morto e resuscitato e quindi immune dalle offese terrene dei suoi nemici (giudei, romani), perchè non ha comprovato le verità da lui sempre predicate di fronte a tutto il creato?
    Se lo avesse fatto, tacitando per sempre gli increduli e gli uomini di poca fede, ora tutto il mondo sarebbe cristiano e scritti come quello che state leggendo non avrebbero ragione d'essere. Tutti si sarebbero arresi di fronte al suo divino splendore.
    Invece ha fatto solo qualche fuggevole apparizione ad alcuni poveri sprovveduti, ad alcune povere sprovvedute, mentre una universale ostensione della sua divinità avrebbe potuto conquistare il mondo.
    Una delle tante irrazionalità della religione cristiana spiegate come misteri della fede!!

    386 - RELAZIONE DI PILATO A TIBERIO
    Pilato riferisce per iscritto, a Tiberio, gli eventi e le circostanze che lo avrebbero costretto a condannare Gesù, malgrado i suoi dubbi sulla colpevolezza dello stesso. (Rif. 090)

    Comunicazione del tutto improbabile. Pilato non poteva rivolgersi direttamente a Tiberio scavalcando il suo diretto superiore Vitellio, Governatore della Siria.

    387 - LETTERA DI PILATO AD ERODE
    Pilato si lamenta con Erode Antipa e lo ritiene in qualche modo responsabile di averlo indotto a condannare Gesù. Gli riferisce anche che sua moglie Procula ed il legionario Longino hanno potuto vedere ed ascoltare Gesù mentre predicava, dopo essere risorto.
    (Rif. 090)

    388 - LETTERA DI ERODE A PILATO
    Erode Antipa è in un mare di guai e li riferisce puntigliosamente a Pilato:
    - ha perso una figlia piccola, Erodiade, in circostanze davvero strane; mentre giocava la bimba è caduta nelle acque di un fiume. La madre l'ha afferrata per il capo ma la testa della bambina si è staccata e le è rimasta tra le mani, mentre il corpo è stato trascinato via dalla corrente;
    - il figlio Lesbonace è ormai in fin di vita per una misteriosa malattia;
    - egli stesso, Erode, è immobilizzato dalla idropisia ed afflitto da vermi che gli escono dalla bocca;
    - inoltre la sfortunata madre della piccola Erodiade ha perso anche l'occhio sinistro.
    Infine Erode dichiara di non fidarsi più dei sacerdoti leviti e prega Pilato di volersi personalmente occupare dei suoi prossimi funerali.
    (Rif. 090)

    389 - SOSTITUZIONE DI GIUDA
    Gli apostoli reitegrano il loro numero (12), sostituendo Giuda con un nuovo apostolo designato con sorteggio. Il nuovo apostolo è Mattia.
    (Rif. 140)

    390 - SPIRITO SANTO E GLOSSOLALIA
    Gli apostoli si riuniscono e lo spirito santo scende su di loro sotto forma di fiammella. Dopo questo evento gli apostoli si mettono a parlare in tutte le lingue allora conosciute, senza averle mai studiate.
    La folla che assiste all'evento e li ascolta li ritiene ubriachi.
    (Rif. 140)

    Pare che questo fenomeno si manifesti anche oggi, durante le riunioni di una particolare setta cristiana (Pentecostale). In sede di preghiera collettiva, lo spirito santo scende, senza fiammelle, su alcuni fedeli e questi iniziano a pregare in lingue totalmente sconosciute.
    Almeno, questo è ciò che sostengono questi nuovi settari.

    Di diverso avviso è Dario Fo (Nobel per la letteratura) che nel suo testo "Mistero Buffo" indaga e mette in chiaro la tecnica del "grammelot": un parlare apparentemente coerente ma privo di senso, in uso presso i giullari medievali.

    391 - PRIMO DISCORSO DI PIETRO
    Pietro assicura i giudei che gli apostoli non sono affatto sbronzi e tiene alla folla un lungo e convincente discorso.
    Alla fine del discorso 3000 giudei si convertono e si fanno battezzare.
    (Rif. 140)

    392 - GUARIGIONE DELLO STORPIO
    Presso la "Porta Bella" del Tempio Pietro guarisce un uomo di 40 anni, storpio dalla nascita.
    (Rif. 140)

    393 - SECONDO DISCORSO DI PIETRO - ARRESTO
    La guarigione precedente richiama nel Tempio una grande folla e Pietro, con Giovanni, coglie l'occasione per un altro lungo discorso.
    I sacerdoti intervengono ed ordinano l'arresto dei due.
    (Rif. 140)

    394 - GIUDIZIO IN SINEDRIO
    Pietro e Giovanni, tradotti davanti al Sinedrio ed accusati di predicare in nome di Gesù, si difendono al meglio.
    Alla fine vengono minacciati di ritorsioni in caso di altre predicazioni e rilasciati.
    (Rif. 140)

    RIORGANIZZAZIONE
    Dopo la morte di Gesù e superato un periodo di comprensibile sbandamento, il gruppo esseno-zelota degli "apostoli" si riorganizza e ricomincia ad operare. Si viene a costituire una comunità settaria, politico-religiosa, di stampo nazionalista (la Nuova Chiesa di Gerusalemme) che ha, come scopo primario, quello di destabilizzare la casta sacerdotale al potere e sostituirsi ad essa.
    Oggi organizzazioni di questo tipo vengono chiamate PARTITI.
    La Nuova Chiesa di Gerusalemme è la prima comunità mista, di matrice giudaico-cristiana che cerca di mettere d'accordo la legge mosaica con la emergente, ma ancora confusa, dottrina nazionalista cristiana.
    I membri di questa comunità/setta vengono indicati come Zelanti della Legge, di assoluta ortodossia ebraica. Si assiste ad uno strano scontro ideologico: la classe sacerdotale al potere e gli zelanti predicano, in fondo, le stesse cose; l'unica differenza è il pulpito dal quale predicano, o vorrebbero predicare.
    Per la Nuova Chiesa di Gerusalemme sostituirsi alla classe sacerdotale al potere non è solo una missione moralizzatrice; si tratta anche di controllare il notevole flusso di denaro che confluisce annualmente nelle casse del Tempio.
    Il capo della comunità sarà per qualche tempo Pietro, sostituito poi da Giacomo il Giusto ed infine da Giovanni il Minore (le cosidette "colonne"), sempre in contrasto tra di loro, all'inizio, e con Paolo dopo. Questo naturalmente se si ammette, con molto distacco, l'esistenza storica di questi strani personaggi o, almeno, di loro sostituti.
    Dopo la distruzione di Gerusalemme e la conseguente diaspora (135 e.v.) questo movimento si estinguerà polverizzandosi in numerose sette che il Concilio di Nicea dichiarerà, poi, eretiche. (Rif. 140,172,185)


    ANNO 31 (e.v.) - 784 (a.u.c.)

    395 - CHE FINE HA FATTO PILATO?
    Le versioni in argomento sono molteplici e talmente fantasiose da rendere impossibile una classificazione cronologica degli eventi.
    L'anno scelto, il 784 a.u.c., è solo indicativo e vale unicamente come riferimento di comodo.

    396 - LA FINE DI PILATO - Prima versione. Tiberio, mentre è a caccia, scocca una freccia contro una gazzella. Manca però il bersaglio e la freccia vagante entra nella fessura dell'antro e uccide Pilato.
    (Rif. 090)

    397 - LA FINE DI PILATO - Seconda versione. 398 - LA FINE DI PILATO - Terza versione.

    399 - LA FINE DI PILATO - Altre versioni.
    Le versioni precedenti non esauriscono certo l'argomento della fine di Pilato. A parte ciò che riportano alcuni vangeli apocrifi, nel corso dei secoli, parecchi scrittori trattarono questo soggetto dando origine a tutta una serie di manoscritti assai fantasiosi e privi di qualsiasi accettabile riferimento storico: Lo scopo ultimo di questa strana letteratura era, in buona sostanza, quello di scagionare i romani ed addossare agli ebrei la colpa della condanna di Gesù.
    (Rif. 465)

    400 - COMUNIONE DI BENI
    Intanto gli apostoli si organizzano e si danno da fare. Gli aderenti alle prime comunità, fondate da Pietro, praticavano la comunione dei beni. I possidenti vendevano case e terreni e depositavano il ricavato ai piedi degli apostoli.
    L'usanza della comunione dei beni era tipica della setta essena di Qumran.
    (Rif. 140)

    401 - ANANIA E SAFFIRA
    Anania e Saffira, coniugi, aderenti alla nuova comunità di Gerusalemme retta da Pietro, vendono un podere per deporne il ricavato ai piedi degli apostoli. Prudentemente però mettono nascostamente da parte una quota del ricavato.
    Pietro se ne accorge e li fa immediatamente morire.
    (Rif. 140)

    La setta nota come "Nuova Chiesa di Gerusalemme" era in realtà una propaggine del movimento insurrezionalista esseno-zelota. Il conferimento di tutti i propri beni alla setta era un obbligo tassativo per tutti coloro che volevano far parte del movimento.
    A parte gli introiti, questo garantiva il movimento da eventuali ripensamenti degli aderenti e dalla loro defezione.
    Resta il fatto che questo potrebbe essere il primo esempio di quell'atteggiamento predatorio che caratterizzerà il cristianesimo nei secoli a venire.
    Se avete tempo e voglia varrebbe la pena di informarsi su fatti e misfatti di "pie" consorterie quali i gesuiti, i francescani e, buon utimi, quelli dell'Opus Dei, ai quali si accenna alla fine di questo testo.

    402 - MIRACOLI IN MASSA
    Gli apostoli si riunivano normalmente nel portico di Salomone ed in tali occasioni venivano a contatto con innumerevoli ammalati ed indemoniati che erano prontamente guariti.
    (Rif. 140)

    403 - ARRESTO ED EVASIONE
    Naturalmente sacerdoti e sadducei non vedendo di buon occhio quanto sopra, decidono di far arrestare i 12 apostoli.
    Di notte un angelo apre le porte del carcere e libera i prigionieri.
    (Rif. 140)

    In fine che fastidio ne poteva derivare ai giudei se qualcuno di loro "guariva"? Probabilmente più che di guarigioni si trattava di discorsi eversivi.

    404 - IL GIUDIZIO DEL SINEDRIO
    Constatata la fuga, i 12 vengono prontamente rintracciati nel Tempio, dove erano tornati a predicare come se nulla fosse.
    Condotti nel Sinedrio vengono nuovamente invitati a smettere di predicare in nome di Gesù, sottolineando l'invito con una congrua dose di bastonate.
    Dopo la bastonatura vengono rilasciati.
    Pare che l'ufficio della difesa, in questo singolare processo, sia stato assunto da un certo Gamaliele, strano personaggio di comodo che la chiesa ogni tanto tira in ballo.
    (Rif. 140)

    405 - LA SCELTA DEI SETTE
    Gli apostoli decidono di delegare una parte dei loro impegni quotidiani a sette nuovi incaricati (diaconi) e scelgono:
    Stefano, Filippo, Procoro, Nicamore, Timone, Parmenas e Nicola.
    (Rif. 140)

    ANNO 33 (e.v.) - 786 (a.u.c.)

    406 - GIRO DI VITE
    La predicazione degli apostoli preoccupa sempre di più le autorità di Gerusalemme che decidono di porre un freno alla cosa, con tutta una serie di provvedimenti persecutori ed arresti.
    In questo periodo Saulo (Paolo) si fa notare come uno dei più zelanti persecutori della nuova dottrina. Molti discepoli ed apostoli cominciano a lasciare Gerusalemme per diffondere il loro credo in aree più sicure della Palestina e altrove.
    (Rif. 140)

    407 - SIMONE MAGO
    Simone Mago praticava le sue arti magiche in Samaria. Nell'intento di aggiungere ai propri poteri anche quelli conferiti agli apostoli dallo spirito santo, si fa battezzare da Filippo e poi tenta di convincere Pietro e Giovanni a trasmettergli detti poteri, in cambio di denaro. Categorico rifiuto degli apostoli.
    (Rif. 140)


    INSERTO 18 - Simone Mago (Tra Mito e Storia)
    A Simone Mago viene attribuito il non invidiabile primato di avere inaugurato il malcostume della "simonia", destinato a perdurare nei secoli, in seno alla chiesa.
    In realtà Simone Mago è sempre stato inviso ai predicatori di culti monoteisti in quanto, nella sua filosofia, negava decisamente il concetto di "immortalità dell'anima".
    Luca, nei suoi Atti (8,9-25) lo indica come cultore dello gnosticismo.

    Anche se alcuni autori sono propensi a ritenere Simone Mago come un personaggio reale, mancano nondimeno precisi riferimenti storici sulla sua esistenza in vita e sulle sue opere. E' quindi probabile si tratti di un personaggio inventato da Marcello, senatore ai tempi di Nerone Imperatore (54-67 d.C.), e poi ripreso tardivamente da Luca negli Atti degli Apostoli (c. 180 d.C.).
    Dalle fonti citate si desume sia nato in Samaria nei primi anni dell'era volgare e morto a Roma nel 64-65 e.v.
    Col termine Mago non si deve intendere un facitore di prodigi ma bensì un appartenente alla classe sacerdotale (Magi) del culto di Zoroastro.
    In questa sua veste avrebbe contribuito alla formazione della concezione dualistica di Dio (un dio del bene coesistente ed eternamente opposto alla figura di un dio del male) e sarebbe l'ispiratore, con altri, dei primi vangeli dualistici e della setta manichea.
    La sua attività di sacerdote e medico/guaritore si svolge, per i primi anni, in Samaria, dove sarebbe stato battezzato dall'apostolo Filippo, aderendo in parte ai concetti messianici della Nuova Chiesa di Gerusalemme.

    Trasferitosi successivamente a Roma, ospite nella casa del senatore Marcello, diviene consigliere "spirituale" dell'Imperatore Nerone, che pare tenesse in gran conto i suoi insegnamenti di carattere filosofico e gnostico.
    Catturato da un gruppo di giudeo/cristiani, facenti capo a Pietro ed a Paolo, anche essi a Roma in quel periodo (cosa palesemente impossibile!), viene scaraventato giù da una torre ma se la cava, fracassandosi malamente una gamba che, in seguito gli verrà amputata, con una operazione mal riuscita che lo condurrà alla morte.
    Nerone, molto addolorato, ordina solenni onoranze funebri ed individua in Pietro il responsabile del misfatto; per questo delitto Pietro sarebbe stato condannato ad essere crocifisso a testa in giù.
    (Rif. 140,146,390,995)


    408 - BATTESIMO DELL'EUNUCO
    Sulla strada di Gaza, Filippo incontra un etiope, eunuco ed alto funzionario, sovraintendente ai tesori della regina d'Etiopia Amanishakheto
    Filippo induce l'etiope al battesimo e poi scompare.
    (Rif. 140)

    La regina della Nubia Amanishakheto, ben nota ai romani per precedenti questioni politiche, era morta da ben ...50 anni!
    (Rif. 876)

    ANNO 35 (e.v.) - 788 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    LA RIVOLTA DEI SAMARITANI
    Un presunto messia (uno dei tanti) eccita gli animi della gente di Samaria, già scismatica nei confronti dell'autorità sacerdotale del Tempio, ed organizza un grande raduno presso il santuario del Monte Garizim, con la scusa di mostrare ai fedeli alcune reliquie appartenute a Mosè.
    Ponzio Pilato, messo sull'avviso e temendo che la riunione fosse fomentata da intendimenti di ribellione contro l'Impero, ordina l'intervento della cavalleria della Quinta Legione Macedonica, che fa strage della folla giunta al monte.
    Molto elevato, anche se incerto, il numero delle vittime; si narra di 10000 morti (cifra del tutto irreale).



    ANNO 36 (e.v.) - 789 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    RIMOZIONE DI PONZIO PILATO
    A seguito degli eventi accaduti sul Monte Garizim una delegazione di Samaritani si reca dal Governatore della Siria Vitellio per chiedere giustizia contro l'eccidio ordinato da Pilato. Ritenuto responsabile di un eccesso non giustificato, Ponzio Pilato viene rimosso dal suo incarico e inviato a Roma per essere giudicato. Dopo la sentenza viene confinato a Vienne (Gallia) dove finirà i suoi giorni.
    Secondo lo storico della chiesa Eusebio si sarebbe suicidato.


    409 - ARRESTO E LAPIDAZIONE DI STEFANO
    Stefano si fa notare per i suoi prodigi e per i miracoli compiuti tra il popolo. Arrestato, viene sottoposto a giudizio in Sinedrio; durante il giudizio si lascia andare ad un lungo discorso in propria difesa che irrita ancor più i sacerdoti e quindi del tutto controproducente. Viene pertanto condannato alla lapidazione, anche con l'approvazione di Saulo (Paolo), allora non ancora convertito.
    Durante la lapidazione Stefano "si addormenta e passa così dal sonno naturale a quello eterno, sotto una grandinata di sassi".
    (Rif. 140)

    Stefano (ennesima invenzione di Luca-Atti degli Apostoli) sarebbe stato il capo di una comunità di ebrei ellenisti, rientrati in patria ed aderenti alla Nuova Chiesa di Gerusalemme. Durante le sue predicazioni Stefano attacca pesantemente i sacerdoti del Tempio accusandoli, tra le altre cose, di essere "idolatri".
    La reazione non tarda: Stefano viene arrestato e lapidato e la comunità di ebrei ellenisti, che a lui faceva capo, viene espulsa dal paese.
    Gesù, secondo Stefano, era l'ultimo, in ordine di tempo, dei profeti annoverati dalla Bibbia.
    (Rif. 995)


    410 - CONVERSIONE DI SAULO (Una versione)
    Saulo parte da Gerusalemme, verso Damasco, con l'incarico di arrestare il maggior numero possibile di seguaci di Gesù.
    Presso Damasco una luce sfolgorante lo acceca e lo fa stramazzare al suolo, mentre una voce celeste lo invita a cessare le persecuzioni contro i cristiani.
    Viene condotto cieco a Damasco dagli uomini della sua scorta.
    (Rif. 140)

    Saulo era alle dipendenze del sommo sacerdote di Gerusalemme e quest'ultimo non aveva nessun potere di ordinare arresti in territorio siriano. Quindi non si tratterebbe di Damasco in Siria ma di Damasco sul Mar Morto. In realtà Damasco sarebbe sinonimo di Khirbet Qumran, anche se si è sempre cercato di mascherare questo particolare.
    (Rif. 710)

    411 - BATTESIMO DI SAULO
    A Damasco Saulo viene visitato da un certo Anania, inviato del Signore, che gli restituisce la vista e lo battezza. In questa occasione Saulo assume il nuovo nome di Paolo.
    (Rif. 140)

    412 - LA FUGA DI PAOLO
    Paolo comincia subito a predicare, in Damasco, con la stessa foga sino ad allora dedicata alla persecusione dei seguaci di Gesù. La cosa lascia a bocca aperta i giudei di Damasco che, dopo qualche giorno, decidono di farlo fuori.
    Viene salvato, nottetempo, da alcuni discepoli che lo calano all'esterno delle mura cittadine dentro ad una "sporta".
    (Rif. 140)

    413 - PIETRO A LIDDA
    Pietro, a Lidda (piana di Saron), guarisce un uomo di nome Enea, paralitico da 8 anni.
    (Rif. 140)

    414 - PIETRO A GIAFFA
    A Giaffa, Pietro risuscita una vedova di nome Tabita (= Gazzella). Alcuni sostengono invece trattarsi della cucitrice Dorcas.
    (Rif. 140)

    415 - PIETRO E LA TOVAGLIA
    A Giaffa Pietro è ospite di Simone, conciatore di pelli. Mentre, un po' affamato, attende che gli preparino del cibo, cade in "estasi" e vede, per tre volte, una grande tovaglia che va su e giù per il cielo. La tovaglia contiene animali di ogni sorta; una voce celeste invita Pietro ad uccidere ed a mangiare ciò che vuole ma egli si rifiuta.
    (Rif. 140)

    416 - PIETRO E CORNELIO
    A Cesarea Pietro battezza Cornelio, un centurione romano. Si tratta del primo pagano (non giudeo e non circonciso) ad essere convertito alla nuova fede.
    Pesanti critiche a Pietro, da parte dei discepoli circoncisi, per aver concesso la "grazia", riservata ai soli giudei, ad un indegno pagano.
    (Rif. 140)

    417 - SAULO A QUMRAN (DAMASCO) (Un'altra versione)
    Saulo, malgrado i suoi precedenti di persecutore del movimento esseno-giudeo-cristiano, decide di entrare a far parte di questa comunità e si reca all'insediamento di Qumran. Durante il viaggio cade da cavallo; è probabile fosse epilettico.
    Accettato, con qualche perplessità, nella comunità, si sottopone al previsto periodo di noviziato.
    (Rif. 995)
    ANNO 38 (e.v.) - 791 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    ERODE AGRIPPA
    Erode Agrippa viene nominato da Caligola tetrarca delle regioni ad est del lago di Tiberiade (Golan).


    ANNO 39 (e.v.) - 792 (a.u.c.)

    418 - PAOLO A GERUSALEMME
    Paolo, tornato a Gerusalemme, cerca di aggregarsi ai discepoli di Gesù (Nuova Chiesa di Gerusalemme) i quali lo accolgono con grande diffidenza, in considerazione dei suoi precedenti.
    Infine riesce a farsi accettare tramite la mediazione di Barnaba. Inizia a predicare e si crea un sacco di nemici che decidono di ucciderlo.
    Alcuni discepoli lo salvano trasferendolo a Cesarea e poi a Tarso.
    (Rif. 140)

    ANNO 40 (e.v.) - 793 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    ERODE ANTIPA
    Erode Antipa viene destituito da Caligola ed esiliato nei Pirenei.


    ANNO 41 (e.v.) - 794 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    ERODE AGRIPPA I
    Erode Giulio Agrippa I viene nominato re della Palestina.

    CLAUDIO IMPERATORE
    Claudio I diventa imperatore.



    ANNO 42 (e.v.) - 795 (a.u.c.)

    419 - ARRESTO E FUGA DI PIETRO
    Erode Giulio Agrippa I fa arrestare Pietro e lo chiude in carcere, ben legato con due catene e in mezzo a due soldati.
    Di notte arriva un angelo che scioglie le catene e lo conduce fuori città, attraverso una porta di ferro che si "apre da sola".
    Recatosi a casa di Maria, madre di "Giovanni detto Marco"(?), stenta a farsi riconoscere.
    Scoperta la fuga Erode fa ammazzare i carcerieri.
    (Rif. 140)

    ANNO 43 (e.v.) - 796 (a.u.c.)

    420 - MISSIONE DI BARNABA E PAOLO
    Mentre si trovano presso la comunità di Antiochia (Siria), lo spirito santo indica i due personaggi come prescelti per future importanti missioni.
    (Tra gli adepti della comunità di Antiochia si annovera anche un certo Mehaem, compagno di scuola di "Erode il tetrarca")
    (Rif. 140)

    421 - PIETRO A ROMA (?)
    Dopo la fuga dal carcere di Gerusalemme, Pietro giunge a Roma dove continua le sue predicazioni presso la comunità ebraica.
    (Rif. 995)

    422 - GIACOMO IL GIUSTO
    Dopo la fuga di Pietro da Gerusalemme, la comunità esseno-zelota (Nuova Chiesa di Gerusalemme) viene diretta e governata da Giacomo il Giusto (il Pio, il Saddiq, il Minore).
    (Rif. 140)
    Secondo alcune ipotesi, mai dimostrate, Giacomo sarebbe stato figlio di Yoseph e pertanto fratello di Jeshu.

    Una descrizione di Giacomo secondo Eusebio di Cesarea.
    Vestiva una tunica di lino, non bevve mai alcool, non mangiò mai carne, non si tagliò mai i capelli, non si rase mai, non fece mai un bagno. Aveva le ginocchia dure come quelle di un cammello per il tanto che stava inginocchiato a pregare.

    L'abito di lino bianco era quello usato dai sacerdoti del Tempio. Giacomo si era attribuito delle funzioni sacerdotali?


    ANNO 44 (e.v.) - 797 (a.u.c.)

    Riferimenti Storic1:
    MORTE DI AGRIPPA I
    Muore Erode Giulio Agrippa I, re della Palestina

    ARRESTO DI PIETRO
    Secondo Giuseppe Flavio, il Procuratore romano Cuspio Fado ordina l'arresto e l'esecuzione di PIETRO (Simone) e del fratello GIACOMO, figli di Giuda il Galileo, accusati di sedizione contro l'Impero.
    Per quanto concerne il nominato "Giacomo" ci sono alcune incerte opinioni sulla sua identità; molti studiosi sostengono trattarsi di Giacomo il Maggiore.
    (Rif. 180)

    Il viaggio di Pietro a Roma e tutto ciò che ne consegue è solo un falso delle scritture inserito, nel 1429, da Poggio Bracciolini, segretario di Papa Martino V.
    (Rif. 760)

    (L'anno non è certo: vedere anche analoga notizia riportata per l'anno 46 (e.v.) - 799 (a.u.c.))

    423 - MORTE DI AGRIPPA I
    Discutendo con alcuni emissari delle città di Tiro e Sidone, per risolvere certi dissidi, Erode Giulio Agrippa I viene colpito da un angelo e muore divorato dai vermi.
    (Rif. 140)

    ANNO 45 (e.v.) - 798 (a.u.c.)

    424 - MATTEO RACCOGLIE DATI ?
    Matteo avrebbe cominciato a redigere, in aramaico (?), una prima raccolta parziale degli avvenimenti e delle predicazioni di Gesù.
    (Rif. 130)

    425 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO: Cipro
    Paolo, Barnaba e Giovanni (come aiutante), giungono a Cipro.
    Mentre intrattengono il procuratore romano Sergio Paolo, interviene un mago, tale Elimas Bar-Iesus, che cerca di distogliere il procuratore dalle chiacchiere di Paolo. Paolo si arrabbia ed acceca il mago; il procuratore, esterfatto si affretta a convertirsi. (Convertirsi a cosa?)
    (Rif. 140)

    426 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO: Antiochia di Pisidia
    Giovanni manifesta forti dissensi sulla natura delle predicazioni di Paolo; abbandona quindi i compagni e torna a Gerusalemme. Paolo e Barnaba proseguono il viaggio sino ad Antiochia di Pisidia.
    Paolo tiene un paio di prediche ma subito dopo i due missionari vengono cacciati dalla città.
    (Rif. 140)

    427 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO: Iconio
    Paolo e Barnaba giungono ad Iconio dove si trattengono a predicare per lungo tempo, finchè sono costretti alla fuga per evitare la lapidazione.
    (Rif. 140)

    ANNO 46 (e.v.) - 799 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    CONDANNA DI PIETRO (SIMONE)
    Il procuratore TIBERIO ALESSANDRO fa giustiziare, Gerusalemme, PIETRO (Simone) e il fratello GIACOMO (il Maggiore?), figli di GIUDA IL GALILEO e presunti parenti di Gesù (secondo l'ipotesi storica).
    (Rif. 180, 760)


    (Molti autori ritengono più probabile, per questo evento, l'anno 44 (e.v.) - 797 (a.u.c.). Ciò che è certo è che Pietro non ha mai predicato a Roma.)

    Secondo S. Isidoro da Siviglia, Giacomo (il Maggiore) sarebbe morto nel nord della Spagna, a Campostella, e sulla sua tomba sarebbe stato poi eretto il famoso santuario (bottega!) di Santiago de Compostela: Parola di ...S. Isidoro.
    Come questo fantomatico Giacomo sia approdato nel nord della Spagna resta un ...sacro mistero. (In realtà non si sa nemmeno di quale Giacomo si stia parlando).


    428 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO: Listra
    Paolo e Barnaba giungono a Listra. Qui Paolo guarisce uno zoppo dalla nascita sollevando l'entusiasmo popolare.
    Qualche tempo dopo alcuni Giudei aizzano la folla e Paolo viene parzialmente lapidato e trascinato fuori città quasi morto.
    (Rif. 140)

    ANNO 48 (e.v.) - 801 (a.u.c.)

    429 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO: Conclusione
    Dopo aver toccato Derbe ed altre lunghe peregrinazioni, anche in luoghi già precedentemente visitati, Paolo e Barnaba giungono ad Antiochia (Siria) dove si trattengono con i discepoli di questa città per lungo tempo.
    (Rif. 140)

    ANNO 49 (e.v.) - 802 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    ESPULSIONE DEGLI EBREI
    L'imperatore Claudio I emana un editto che ordina l'espulsione di tutti gli ebrei da Roma.

    NOMINA DI ERODE AGRIPPA II
    Claudio I nomina re Erode Agrippa II senza conferirgli particolari poteri. E' una figura di sovrano del tutto simbolica.

    430 - ANTEFATTO
    Quando Gesù era ancora in vita, Maria gli aveva chiesto la grazia di essere avvisata, almeno tre giorni prima di morire, per potersi adeguatamente preparare al trapasso.
    (Rif. 110)

    431 - L'ANNUNCIO
    Mentre sta pregando presso il sepolcro di Gesù l'arcangelo Gabriele appare a Maria, le dona un ramo di palma e le annuncia la sua prossima morte.
    (Rif. 105,110)

    432 - LA PREPARAZIONE
    Nella casa di Betlemme, assistita da tre giovinette: Sefora, Abigea e Zaele, Maria si prepara all'evento e convoca presso di sè parenti ed amici.
    (Rif. 105,110)

    Stabilire dove abitasse Maria, negli ultimi anni della sua vita, è un'impresa ardua. Supponiamo Betlemme, ospite dei suoi nipoti, figli delle sorelle Anna ed Emerina. Visto come la chiesa ha imbrogliato le carte, questa è solo un'ipotesi di comodo.
    Quanto ad Abigea, Sefora e Zaele, più che giovinette, dovevano ormai essere delle attempate zitellone. Per contro Susanna e Rebecca avrebbero dovuto essere defunte da tempo.

    433 - ARRIVA GIOVANNI
    Giovanni evangelista, al quale Gesù, dalla croce, aveva affidato Maria, si trovava in quei giorni ad Efeso. Lo spirito santo provvede a trasportarlo a Betlemme su di una nuvola.
    (Rif. 105,110)

    434 - ARRIVANO GLI ALTRI APOSTOLI
    Tutti gli altri apostoli ancora viventi, sparsi in varie parti del mondo per predicare, vengono teletrasportati a Betlemme, adagiati su delle nubi. Quelli già morti (Andrea, Filippo, Luca, Simone il cananeo e Taddeo) vengono risuscitati e raggiungono anch'essi la casa di Maria. Presente anche Paolo; assente Tommaso.
    (Rif. 105,110)

    435 - EVENTI STRAORDINARI
    Stuoli di angeli, serafini e santi primigenii raggiungono la casa di Maria. Il sole e la luna si posizionano stabilmentesulla casa stessa.
    (Rif. 105)

    436 - MIRACOLI
    Una grande folla stupita accorre da Gerusalemme e molti ammalati, ciechi, storpi, sordi e lebbrosi guariscono all'istante toccando i muri esterni della casa.
    (Rif. 105)

    437 - I SACERDOTI REAGISCONO
    Venuti a conoscenza dei fatti i sacerdoti giudei mandano a Betlemme un gruppo di uomini incaricati di arrestare Maria e gli apostoli.
    La spedizione fallisce perchè, dopo un miglio di strada, il gruppo viene paralizzato / accecato da un intervento divino.
    (Rif. 105,110)

    438 - TRASFERIMENTO A GERUSALEMME
    Temendo il peggio e per evitare l'intervento del governatore romano, sollecitato dai sacerdoti, lo spirito santo trasporta su di una nube Maria e gli apostoli e li deposita in una casa segreta di Gerusalemme.
    (Rif. 105)

    439 - MARATONA DI CANTO
    Raggiunta la nuova sistemazione gli apostoli si pongono in piedi, intorno a Maria, e cantano ininterrottamente inni e salmi, per cinque giorni di seguito.
    (Rif. 105)

    Una cantata a 12 voci, per cinque giorni consecutivi, non è certo il modo migliore per passare inosservati.

    440 - IL FUOCO
    Dopo 5 giorni si sparge la voce della loro presenza ed una folla di giudei, istigata dai sacerdoti, cerca di incendiare la casa.
    Però una grande fiamma esce dall'abitazione e brucia vivi un grande numero di malintenzionati.
    (Rif. 105)

    441 - ARRIVA GESU
    Gesù arriva (di domenica) accompagnato da una moltitudine di angeli e cherubini. Convenevoli, preghiere ed ultime benedizioni.
    (Rif. 105,110)

    442 - MORTE DI MARIA
    Maria muore all'età presunta di anni 71. Dopo la morte la casa si riempie di luce e di profumo e la terra trema.
    (Rif. 105,110)

    443 - IL TRASPORTO
    Gli apostoli provvedono al trasporto della salma al sepolcro. Gli autori non concordano sul percorso e sulla destinazione: 444 - UN EBREO IMPRUDENTE
    Durante il trasporto un ebreo di nome Jefonia (oppure Ruben) si avventa sul feretro. Un angelo interviene e gli taglia le due mani con una spada di fuoco.
    Pianti, pentimento, perdono e le mani tornano al loro incauto proprietario.
    (Rif. 105,110)

    445 - ASCENSIONE DI MARIA
    Dopo aver deposto il corpo nel sepolcro si manifesta una grande luce ed il corpo di Maria viene traslato in cielo dagli angeli.
    Per alcuni: Maria e' stata deposta nel sepolcro di sabato ed è ascesa in cielo la domenica mattina seguente.
    (Rif. 105,110)

    Dopo quello di Demas, di Gesù e di Enoch (e forse di Elia) il corpo di Maria è il quarto a risiedere fisicamente nello spazio senza che nessuno abbia mai stabilito dove sono realmente allocati.
    E' un dubbio che ha sempre tormentato i fedeli e non solo loro; a suo tempo anche il cardinale Bellarmino si era arrovellato su questo importante problema giungendo poi alla conclusione che forse, i nostri "amici" erano stati allocati sotto alcune "stelle fisse".
    Gli astronauti dovrebbero comunque fare attenzione.
    Questo, se non si vuole tenere conto dell'ascensione-assunzione leggendaria di Romolo, che però Tito Livio dichiarava esplicitamente essere una fola.
    (Rif. 995)
    Il culto di Maria venne istituito ed incoraggiato all'inizio del 1500(e.v.) ed è stata una delle iniziative della controriforma.
    Nel 1850, dopo quasi 1500 anni, l'ineffabile ed infallibile papa Pio XII, decide di dare una sistemata definitiva al corpo fluttuante di Maria Vergine e, con apposito dogma la dichiara "Assunta in Cielo".
    Difficile capire la sottile differenza tra ascensione ed assunzione; e poi dove si troverebbe questo cielo?

    446 - RITARDATARIO ED INCREDULO
    Mentre il corpo di Maria sale in cielo incrocia con una nube che sta trasportando Tommaso. Alle sue implorazioni Maria gli getta, come ricordo, una fascia che le cingeva il corpo. Comunque, sceso a terra, Tommaso vuole esaminare la tomba per togliersi i soliti dubbi.
    (Rif. 110)

    447 - RITORNO
    Terminate le onoranze funebri tutti gli apostoli vengono riportati alle rispettive residenze mediante l'uso delle solite nubi.
    (Rif. 110)

    ANNO 50 (e.v.) - 803(a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    UNA TRAGICA PROVOCAZIONE
    Durante lo svolgimento della Pasqua a Gerusalemme, uno dei soldati romani di guardia sul tetto del portico, improvvisamente si denuda e comincia a far gesti osceni ai devoti pellegrini.
    Lo scandalo è enorme; nasce una grande agitazione durante la quale decine di ebrei vengono calpestati a morte nel cortile.
    (Rif. 172)

    448 - CONCILIO DI GERUSALEMME
    In seno alle diverse correnti, facenti capo alla Nuova Chiesa di Gerusalemme, si ripropone il solito problema. Si tratta di decidere, per conto di YHWH o del nuovo dio cristiano, se anche i pagani convertiti, ma non circoncisi, sono meritevoli o meno della salvezza eterna. Prevale la corrente del si.
    (Rif. 140)

    Così, come Luca lo pone negli Atti degli Apostoli, sembra un problema di lana caprina. La circoncisione è l'atto fondamentale di adesione all'ebraismo come il battesimo lo è per il cristianesimo. Non si è cristiani senza il battesimo come non si è ebrei senza la circoncisione.
    Ciò premesso, il far dipendere la salvezza, che un eventuale dio puo' decidere di elargire, dallo stato di conservazione del proprio pene, sembra un'idea quanto meno .....stravagante!

    Si avverte una certa aria di scisma nella Nuova Chiesa di Gerusalemme.

    Ma che cos'era questa Nuova Chiesa di Gerusalemme? Solo Luca ne parla negli Atti degli Apostoli. Circola una "battuta" che dice: se mettete insieme tre ebrei, presto o tardi, essi inventeranno una nuova corrente religiosa prona a Yhwh, ad Adonai o ad altre sciocche entità del genere. E' quello che è successo anche nel mondo occidentale, specie in America, dopo che la chiesa ha perso parte del suo primitivo potere ed il rogo comminato per eresia non spaventa più nessuno.
    E' ovvio che si tratta di una ennesima falsificazione perpetrata da Luca, da Eusebio di Cesarea e da altri apologisti che hanno, senza scrupoli, "corretto" e fatto sparire, per perseguire proprii fini di potere, antichi documenti (ma non tutti!).
    Voler oggi dare una collocazione storica a Giacomo (il minore, il giusto, fratello e/o cugino di Gesù), o a qualsiasi altro personaggio dei vangeli, è come cercare di collocare storicamente le figure di Cappucetto Rosso o di Pollicino.
    (Rif. 876)

    449 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO: Inizio
    Dopo una furiosa litigata con Barnaba, in merito alla scelta dei compagni di viaggio, Paolo parte in compagnia di Sila. Giunti a Listra si aggrega un terzo compagno, Timoteo, previa circoncisione dello stesso.
    (Rif. 140)

    450 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO: Filippi
    Qui Paolo, Sila e Timoteo se la vedono brutta. Per aver tolto i "poteri divinatori" ad una indovina del luogo, i magistrati li fanno caricare di legnate e li sbattono in prigione.
    Durante la notte un compiacente terremoto spalanca le porte del carcere e scioglie i ceppi dei prigionieri.
    Paolo fa pesare sui magistrati la sua cittadinanza romana e questi, dopo essersi scusati, li fanno accompagnare fuori città.
    (Rif. 140)

    ANNO 51 (e.v.) - 804 (a.u.c.)

    451 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO: Tessalonica
    Anche qui una sollevazione popolare costringe Paolo, Sila e Timoteo a lasciare la città, di notte, diretti a Berea. Costretti a fuggire anche da Berea, Paolo si separa dai suoi compagni e prosegue per Atene.
    (Rif. 140)

    452 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO: Atene
    Ad Atene Paolo predica sull'Aeropago con modesti risultati e qualche commento canzonatorio da parte della folla.
    (Rif. 140)

    453 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO: Corinto
    Paolo si trattiene a Corinto per 18 mesi, ospite di una famiglia di ebrei, cacciati da Roma per ordine dell'imperatore Claudio I; si trattava di un certo Agullo, (Agullo-Aquila(?) e della moglie Priscilla). Paolo collabora all'attività di questa famiglia (fabbricanti di tende).
    Poi le cose si guastano, a causa delle solite predicazioni e Paolo viene trascinato davanti a Gallione Giunio, procuratore dell'Acaia.
    Gallione rifiuta di occuparsi di squallide beghe inerenti a problemi di fede pseudo-ebraica e lo rimanda libero. Paolo parte per Antiochia (Siria).
    (Rif. 140)

    ANNO 52 (e.v.) - 805 (a.u.c.)

    454 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO: Termine
    Il secondo viaggio di Paolo termina praticamente ad Antiochia. Durante il viaggio, oltre alle predicazioni, Paolo avrebbe scritto la prima e la seconda lettera ai Tessalonicesi.
    (Rif. 140)

    ANNO 53 (e.v.) - 806 (a.u.c.)

    455 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO: Inizio
    Lasciata Antiochia, Paolo inizia un terzo viaggio, toccando numerose località della Galizia e della Frigia. Si ferma ad Efeso per circa due anni, sino a quando scoppia un tumulto, provocato dagli artigiani argentieri del luogo, contrari, per motivi economici, alle predicazioni di Paolo.
    (Rif. 140)

    456 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO: Prosecuzione
    Continuano i viaggi di Paolo. E' il viaggio più lungo e del quale si sa meno. Durerà sei anni, durante i quali Paolo continuerà a diffondere la sua nuova teologia provocando reazioni a volte violente.
    (Rif. 140)

    ANNO 54 (e.v.) - 807 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    NERONE IMPERATORE
    Il 13 Ottobre Nerone diventa imperatore con il titolo di Pater Patriae.



    ANNO 58 (e.v.) - 811 (a.u.c.)

    457 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO: Termine
    Dopo aver lasciato Efeso nell'anno 808(a.u.c.), Paolo passa per la Macedonia e la Grecia e sosta qualche tempo a Troade, dove risuscita un ragazzo (Eutico) che, addormentato su una finestra(!), era caduto dal terzo piano. Poi si dirige a Mileto ed alla fine a Cesarea.
    Durante questo viaggio Paolo avrebbe scritto quattro lettere:

    Strani costumi quelli di Troade! Di solito sulle finestre ci dormono i gatti.

    458 - PAOLO A GERUSALEMME
    Malgrado fosse stato vivamente sconsigliato da amici e discepoli, Paolo parte per Gerusalemme dove si incontra con Giacomo il Giusto ed altri apostoli e riferisce in merito ai precedenti viaggi.
    (Rif. 140)

    459 - RIMPROVERI E PURIFICAZIONE
    La chiesa di Gerusalemme, retta da Giacomo il Giusto, rimprovera Paolo perchè nelle sue predicazioni sostiene la non necessità della circoncisione e non sempre si dimostra ligio alla Legge di Mosè. Gli viene chiesto di assogettarsi ad un rito di purificazione di sette giorni.
    (Rif. 140)

    460 - ARRESTO DI PAOLO
    Nel Tempio, mentre si purifica, Paolo viene riconosciuto da alcuni rigidi osservanti della Legge i quali aizzano i presenti contro di lui provocando una vera e propria sommossa.
    Mentre stanno per ucciderlo, viene salvato da un tribuno (Claudio Lisia) e da alcuni soldati romani, che lo prendono in consegna, in stato d'arresto.
    (Rif. 140)

    461 - DISCORSO DI PAOLO
    Prima di essere condotto in carcere dai soldati romani, Paolo chiede il permesso di tenere un discorso, in propria difesa, alla folla tumultuante.
    Il discorso non convince, il tumulto aumenta ed il tribuno lo mette in salvo in caserma.
    (Rif. 140)

    I romani erano sempre molto guardinghi e pronti ad usare le armi di fronte a qualsiasi tumulto o atteggiamento contrario all'autorità dell'impero.
    Come mai il tribuno Lisia si assume la responsabilità di far parlare Paolo di fronte ad una folla palesemente ostile e tumultuante?

    462 - CITTADINO ROMANO
    In caserma, per evitare maltrattamenti e pesanti interrogatori, Paolo si dichiara cittadino romano.
    (Rif. 140)

    463 - DAVANTI AL SINEDRIO
    Comunque il tribuno vuole vederci chiaro e capire cosa sta veramente succedendo; conduce Paolo davanti al Sinedrio per sentire quali esatte accuse gli vengono mosse.
    Altro discorso di autodifesa che non convince nessuno e provoca ancora un tumulto.
    Paolo viene ricondotto in caserma sotto la protezione dei romani.
    (Rif. 140)

    464 - LA CONGIURA DEI QUARANTA
    Quaranta giudei decidono di uccidere Paolo e si impegnano a tale proposito con un giuramento solenne. Si mettono d'accordo con i sacerdoti e gli anziani al fine di escogitare uno stratagemma per avere Paolo a portata di pugnale.
    (Rif. 140)

    Sarebbe interessante sapere su cosa hanno giurato i 40 congiurati. Certo non sulla testa di YHWH perchè, oltre che blasfemo, sarebbe stato poco pratico. Infatti, secondo l'apostolo Bartolomeo (sempre ben informato) YHWH ha ...12 teste.
    (Rif. 995)

    465 - IL NIPOTE
    Un nipote (figlio di una sorella di Paolo) venuto a conoscenza della congiura, si reca in caserma e mette in guardia Paolo ed il tribuno romano.
    (Rif. 140)

    466 - TRASFERIMENTO A CESAREA
    Il tribuno si preoccupa e decide di trasferire, nottetempo, il prigioniero a Cesarea, sotto una buona scorta di 470 uomini: Il tribuno scrive una lettera di accompagnamento al Governatore Felice, spiegando le circostanze dell'arresto, della congiura e della inconsistenza delle accuse a carico del prigioniero.
    (Rif. 140)

    470 uomini di scorta!?!? un sesto dell'esercito romano di occupazione per scortare Paolo? Praticamente tutto il presidio di Gerusalemme sarebbe restato sguarnito.

    467 - PROCESSO
    Il governatore Felice imbastisce un processo chiamando, come accusatori, il sacerdote Anania ed alcuni anziani, assistiti dall'"avvocato" Tertullo.
    Autodifesa di Paolo ed il processo si conclude con un nulla di fatto. Paolo resta custodito a Cesarea (per evitare altri tumulti da parte ebraica), godendo di una certa libertà di movimento. La prigionia durerà due anni.
    (Rif. 140)

    ANNO 60 (e.v.) - 813 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    PORCIO FESTO
    Il nuovo governatore Porcio Festo giunge a Cesarea in sostituzione di Antonio Felice.


    468 - NUOVO PROCESSO A PAOLO
    Il governatore Festo, appena giunto in Palestina, viene sollecitato dai giudei affinchè Paolo venga consegnato a loro.
    Festo organizza un nuovo processo ma Paolo se la cava, in quanto cittadino romano, appellandosi al giudizio di Cesare. Festo consente che Paolo venga condotto a Roma per appellarsi all'imperatore.
    (Rif. 140)

    469 - PAOLO ED ERODE AGRIPPA II
    Il re Erode Agrippa II e la sorella Berenice, informati da Festo sullo "strano" caso di Paolo, chiedono di poterlo conoscere ed ascoltarlo.
    Paolo si difende con energia, raccontando ad Agrippa II ed agli altri convenuti, la storia delle sue vicende e della sua "conversione". Agrippa II si convince della sua innocenza.
    (Rif. 140)

    Berenice, vedova, diverrà la concubina di Tito, durante la sua presenza in Palestina, nel corso della imminente guerra giudaica.
    (Rif. 140,995)

    470 - IN VIAGGIO PER ROMA
    Paolo ed alcuni altri prigionieri vengono affidati al centurione Giulio affinchè li scorti a Roma.
    Nel corso del viaggio la nave naufraga nei pressi di Malta; tutti salvi.
    Durante la forzata permanenza di tre mesi a Malta, Paolo guarisce il padre di un certo Publio, che lo ospitava, mediante la imposizione delle mani.
    (Rif.140)

    ANNO 61 (e.v.) - 814 (a.u.c.)

    471 - PAOLO A ROMA
    Giunto a Roma, vengono concessi a Paolo gli arresti domiciliari, con un soldato di guardia.
    Paolo approfitta della relativa libertà per fare opera di proselitismo. La prigionia durerà due anni.
    (Rif. 140)

    ANNO 62 (e.v.) - 815 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    NOMINA DI ALBINO
    Muore il procuratore Porcio Festo e Albino viene nominato prefetto della Giudea.

    UN ALTRO GESU'(?)
    Nel corso di una festa, arriva a Gerusalemme un altro Gesù, pazzo da legare, che urla come un ossesso contro tutto e tutti, contro il Tempio, i sacerdoti, ecc.
    Arrestato e bastonato come si conviene, viene poi tradotto davanti al Governatore che, dopo un interrogatorio, lo rimette in libertà: troppo matto per essere preso sul serio!
    (Rif. 855)

    MORTE DI GIACOMO IL MINORE - Prima Versione.
    L'apostolo Giacomo il Giusto (il Minore) viene lapidato su istigazione dei sacerdoti del Tempio.
    (Rif. 140,147)

    LA VENDETTA
    La reazione del gruppo esseno-zelota, alla uccisione di Giacomo, è immediata. Un commando vendica la morte dell'apostolo ammazzando il sommo sacerdote Anano.

    472 - LETTERA DI GIACOMO IL MINORE
    Giacomo "fratello del signore" scrive una lettera, di natura teologica, alle 12 tribù d'Israele.
    (Rif. 140)

    473 - MORTE DI GIACOMO IL MINORE - Altra Versione
    L'apostolo Giacomo "fratello del signore", mentre si trova nel Tempio, viene assalito da scribi e farisei, gettato fuori, lapidato e finito con una bastonata in testa.
    (Rif. 147)

    Durante il periodo in cui Giacomo il Giusto (il Minore) fu a capo della comunità esseno-zelota (Nuova Chiesa di Gerusalemme), fu costretto a combattere su due fronti:
    - contro Paolo che, allontanandosi sempre più dalla Legge Mosaica, crea una propria immagine di Gesù ed una propria dottrina;
    - contro i sacerdoti del Tempio, collaboratori dei romani, in combutta con i regnanti erodiani.
    Alla fine Giacomo fa uno sbaglio. Si attribuisce le funzioni di sacerdote, si reca al Tempio, vestito con la tunica di lino bianco ed attacca violentemente il sommo sacerdote Anano (figlio di Annas), nominato da Erode Agrippa II. La reazione dei sadducei, sostenitori di Anano, è scontata ed immediata, con esito tragico.
    (Rif. 185,995)

    474 - MORTE DI GIACOMO IL MINORE - Terza Versione.
    Il prefetto della Giudea Albino ordina l'esecuzione, mediante lapidazione, dell'apostolo Giacomo il Giusto (il Minore) per istigazione alla guerra santa.
    (Rif. 995)

    Versione poco probabile. Se ritenuto sovversivo Giacomo, secondo la legge di Roma, avrebbe dovuto essere crocifisso.

    ANNO 63 (e.v.) - 816 (a.u.c.)

    475 - PAOLO LIBERATO
    Trascorsi i termini di due anni di arresto domiciliare Paolo viene liberato. Durante il periodo della prigionia avrebbe scritto parecchie lettere:

    ANNO 64 (e.v.) - 817 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    INCENDIO DI ROMA
    Mentre Nerone si trova ad Anzio un violento incendio, provocato dalla calura, dalla siccità e dalle precarie condizioni edili dell'Urbe, distrugge una buona parte della città, gremita di baracche e di tuguri abitativi.
    Le autorità identificano alcuni responsabili tra gli appartenenti ad impopolari gruppi settari giudeo/messianici e Nerone li fa mettere a morte.
    SVETONIO:....furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova e malefica....
    TACITO:....mise avanti come rei dell'incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo chiama cristiani....


    ALBINO
    Il prefetto ALBINO lascia la Giudea.

    475.1 - I MARTIRI
    Il mito dei primi martiri cristiani parte da un supposto passaggio di Tacito in cui lo storico attribuisce a Nerone di aver fatto uccidere una grande moltitudine di cristiani, nel 64 d.C. a Roma.

    Questo passaggio è un falso, uno dei tanti compiuti dai primi padri della chiesa. In effetti si tratta di un passaggio interpolato da Melito, vescovo di Sardi, intorno al 170 d.C.
    (Rif.525)

    Lo stesso Tacito (55-120 d.C.) ebbe a chiedersi se le vicende di Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone non fossero state falsificate, nel raccontarle, dai suoi stessi colleghi, che lo avevano preceduto.
    (Rif.799)

    Nel 240 d.C. Origene affermò, con raro candore, che pochissimi cristiani sono morti per la loro fede e che essi sono facilmente enumerabili.
    (Rif.705)
    Le storie sui martiri cristiani, addebitati a Nerone e ad altri Imperatori, sono state inventate molto più tardi, nel nono secolo (e.v.): prima di allora non si conoscono documenti che parlino di questi martiri.
    In realtà i nomi di questi presunti martiri sono stati presi a caso da antiche pietre tombali e la storia è stata scritta, su ordinazione della chiesa di Roma, riprendendo in parte il contenuto da uno dei Libri dei Maccabei, libro successivamente espuntato dal canone per evitare imbarazzanti riferimenti.
    (Rif.510)
    A parte poi la banale considerazione che all'epoca il movimento neo-cristiano non era ancora nato e quindi, se esecuzioni ci furono, si poteva al più trattare di soggetti turbolenti appartenenti a sette giudeo-messianiche o giudeo-cristiane e perciò eretici dal punto di vista della futura ortodossia; in realtà si è trattato di qualche fanatico e intollerante mestatore giudeo che cercava di imporre le sue idee revansciste. Oggi poi, una letteratura asservita, cinema e televisione fanno di tutto per consolidare la mistificazione.

    Sul deprecato incendio di Roma la chiesa, nei secoli successivi, ha avuto buon gioco per diffondere le più stupide menzogne.
    L'incendio è scoppiato tra il 18 ed il 19 di un mese di Luglio particolarmente torrido, preceduto da un periodo di persistente siccità. L'acqua era scarsa ed i rifornimenti idrici precari.
    Nerone, che si trovava ad Anzio, torna immediatamente a Roma per controllare la situazione ed organizzare l'assistenza per la massa di cittadini rimasti senza tetto. Molti vengono ospitati in edifici pubblici ed altri sistemati in baracche provvisorie, erette su suolo pubblico con materiali distribuiti gratuitamente. Nerone ordina anche la distribuzione a prezzi contenuti e a volte gratuita del grano, molto abbondante, stoccato negli edifici dell'annona.
    L'incendio viene domato dopo sei giorni e sei notti. Viste le proporzioni dei danni, la città verrà ricostruita sulla base di un nuovo piano regolatore e con materiali incombustibili, compreso il nuovo palazzo imperiale (Domus Aurea), in quanto il precedente è stato anch'esso distrutto dalle fiamme.

    [Per inciso bisognerebbe rammentare, ma pochi lo fanno, che a questo primo incendio ne seguirono parecchi altri (almeno 6?), alcuni ancora più devastanti del primo].(Rif. 855)

    Come in tanti casi del genere, il popolo chiede un capro espiatorio e Nerone, su suggerimento di Poppea Sabina, manda a morte un gruppo di settari giudeo-messianici, invisi alla maggior parte della popolazione per i loro tumultuosi scostanti atteggiamenti e odio dichiarato verso una società che pure li ospitava.
    (Rif. 155,799,***)

    Il parlare male di Nerone, da parte degli storici "ufficiali" conniventi con il potere clericale, è un fatto largamente scontato. Quanti si ricordano che Nerone è stato per anni educato da Seneca e che tutta la sua educazione era permeata dalle idee di questo grande filosofo stoico?

    Nessuno vuole quì negare le sue incredibili dissolutezze, i suoi vizi, le sue stranezze, le orge e i costosissimi festeggiamenti pubblici che misero in ginocchio le finanze romane. Stravizi e festeggiamenri a cui comunque tutto il patriziato romano ed il popolo partecipavano (non dimentichiamolo) più che volentieri.
    Tutto sommato, Nerone era un figlio dei suoi tempi e dava a Roma quel che Roma allora voleva!

    In questi ultimi tempi però si nota una timida inversione di tendenza. Pubblicazioni e documentari televisivi tendono a rivalutare il personaggio e a dargli una nuova collocazione storica, meno servilmente clericale.

    ANNO 65 (e.v.) - 818 (a.u.c.)

    476 - MORTE DI PIETRO (?)
    Secondo alcuni autori in questo anno Pietro sarebbe stato giustiziato a Roma. Si tratta di una notizia palesemente falsa. Pietro (Simone) è stato giustiziato, sotto Tiberio Alessandro, nell'anno 44 o 46 (e.v.), in Palestina.


    ANNO 66 (e.v.) - 819 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    PRIMI MOTI DI RIBELLIONE IN PALESTINA
    L'insofferenza verso l'occupazione romana e la connivenza con Roma da parte delle autorità civili e religiose, ha superato i limiti di guardia. Da Gamla (citta' di Giuda il Galileo) vengono organizzate le prime azioni militari estese a tutta la Palestina.

    PROVVEDIMENTI DI GRESSIO FLORIO
    Il procuratore Gressio Florio fa giustiziare 2000(!) ebrei rivoltosi nell'anfiteatro di Cesarea (Cifra del tutto improbabile).

    LE GESTA DI MENAHEM: Masada
    Altro figlio di Yoseph (?), all'inizio della rivolta, si distingue subito come uno dei capi rivoltosi più audaci. Con uno straordinario colpo di mano entra nella fortezza di Masada, saccheggia l'arsenale e la trasforma in una roccaforte ribelle.
    (Rif. 185)

    ANNO 67 (e.v.) - 820 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    CONQUISTA DI GAMLA
    22 Novembre: i romani penetrano nella città di Gamla e ne distruggono la torre di guardia.

    DISTRUZIONE DI GAMLA
    24 Novembre: i romani completano la distruzione di Gamla e uccidono 4000(!) ribelli che difendevano la città. Altri 5000(!) si suicidano in massa per non arrendersi.
    (Rif. 185)

    N.B. - Le cifre sono palesemente irreali. Come si potevano stipare nella rocca di Gamla 9000 persone?

    LE GESTA DI MENAHEM: Autoproclamazione di Menahem
    Approfittando di una situazione di sbandamento e di generale incertezza, Menahem, affiancato da Eleazar Ben-Jair, conquista facilmente Gerusalemme, uccide il Sommo Sacerdote Anania e si autoproclama messia/re dei giudei.
    (Rif. 185)

    LE GESTA DI MENAHEM: La Contestazione
    Le fazioni conservatrici e filo romane di Gerusalemme non apprezzano il gesto di Menahem. Si organizzano e dopo qualche giorno riescono a sopraffare gli uomini di Menahem e a "detronizzarlo"
    (Rif. 185)

    LE GESTA DI MENAHEM: Fine del Sogno
    La reazione dei conservatori esplode furibonda:
    - fanno strage di tutti gli uomini di Menahem che non riescono a fuggire in tempo
    - Menahem si nasconde a Gerusalemme nel quartiere di Ofel; viene scoperto ed ucciso dopo molti supplizi.
    (Rif. 185)

    ELEAZAR A MASADA
    Sfuggito al massacro di cui al punto precedente, Eleazar Ben- Jair si rifugia nella fortezza di Masada, ne prende il comando e difenderà questa rocca, contro i romani, per ben due anni.
    (Rif. 185)

    Eleazar Ben-Jair (Lazzaro) era fortemente coinvolto nella politica di rivendicazione esseno-zelota messa in atto da Giuda il Galileo.
    Se le ipotesi sono attendibili egli era cognato di Jeshu e di Menahem (fratello di Jeshu). Eleazar era figlio di Giairo (Jair) e dovrebbe corrispondere a quanto, riferito da Giuseppe Flavio, in merito a questo personaggio.
    (Rif. 185)

    477 - ULTIMI ANNI DI PAOLO
    Dopo la liberazione avenuta nell'816(a.u.c.), Paolo si reca ad Efeso, dove prosegue la sua attività apostolica. Nuovamente arrestato, viene rispedito a Roma. Durante questi anni avrebbe scritto le seguenti lettere:
    - prima lettera a Timoteo
    - lettera a Tito
    - seconda lettera a Timoteo
    - lettera agli ebrei
    (Rif. 130)

    478 - PRIMA LETTERA DI PIETRO (Un altro mito)
    Da Roma Pietro avrebbe scritto una lettera indirizzata ai gruppi di pseudo-cristiani dislocati nell'Asia Minore
    (Rif. 130)

    479 - MORTE DI PIETRO (Un altro mito e una grossa bugia)
    Pietro viene condannato a morte ed ucciso a Roma il 29 Giugno.
    (Rif. 130)

    La crocifissione di Pietro, a Roma ed a testa in giù, ha tutta l'aria di essere la solita "pia" favola.
    E certamente lo è, visto che manca qualsiasi, serio, riferimento storico.
    In primo luogo la giustizia romana non prevedeva certe fantasie nelle esecuzioni capitali: al contrario, gli esecutori erano sempre molto pragmatici. In secondo luogo la presunta lettera, citata al punto 478, sarebbe stata scritta e spedita da Babilonia.
    Se Pietro si trovava a Roma quale interesse poteva avere per i gruppi pseudo-cristiani dell'Asia Minore?
    A parte la banale constatazione che era stato giustiziato in Palestina da almeno 24 anni!
    (Rif. 410)

    480 - MORTE DI PAOLO
    Tradotto a Roma Paolo viene condannato a morte. L'esecuzione sarebbe avvenuta il 26 Giugno in località Tre Fontane. Sarebbe stato sepolto in una tomba della via Ostiense dove oggi esiste la basilica eretta in suo onore da Costantino I.
    (Rif. 130)

    E' una delle più spudorate "bufale" del nascente movimento cristiano.

    481 - PRIMI VANGELI (?)
    In questo anno sarebbero nati il vangelo di Marco, il vangelo di Matteo, quello di Luca e gli Atti degli Apostoli.
    (Rif. 130)

    ANNO 69 (e.v.) - 822 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    DISTRUZIONE DI QUMRAN
    Vespasiano distrugge definitivamente l'insediamento esseno di Qumran.

    VESPASIANO IMPERATORE
    Il Primo di Luglio Vespasiano viene eletto imperatore.


    ANNO 70 (e.v.) - 823 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    DISTRUZIONE DI GERUSALEMME
    A Settembre Tito, figlio di Vespasiano, porta a termine l'assedio di Gerusalemme e distrugge la città. Nello sfacelo generale la Nuova Chiesa di Gerusalemme ed i suoi ultimi dirigenti svaniscono nel nulla.
    (Rif. 185)

    DISTRUZIONE DEL TEMPIO
    L'ultima roccaforte di Gerusalemme, il Tempio, difeso da militanti esseno-zeloti, dopo giorni di assedio, capitola, viene conquistato e distrutto completamente.
    (Rif. 185)

    LA DIASPORA
    Dopo la caduta di Gerusalemme alcune decine di migliaia di nomadi ebrei lasciano il territorio palestinese cercando salvezza e migliori condizioni di vita nei paesi circostanti (peraltro tutti territori romani!).


    Sugli ultimi due eventi si sono scritte molte esagerazioni: Si presume invece, da documenti storici, che alla fine della guerra giudaica, Tito abbia organizzato dei festeggiamenti, presso le arene di Cesarea, Beirut ed altre località, dove gli ebrei furono costretti a combattere, come gladiatori, e ad uccidersi tra di loro.

    La guerra di repressione della rivolta palestinese è stata condotta con tre legioni, fatte affluire in Palestina dai territori limitrofi: Siria, Egitto e Cilicia. Ogni legione era composta da poco più di 5000/6000 uomini (normalmente fanti), circa 120 cavalieri, oltre a vari ausiliari, ecc.) quindi un totale di circa 18000 uomini, dislocati in tutti i punti più "caldi" del territorio; l'assedio di Gerusalemme dovrebbe aver comportato l'impiego di 5000-6000 uomini della Decima Legione Fretensis.

    Le altre legioni interessate a domare la rivolta erano la:
    - Quinta Macedonica
    - Quindicesima Apollinaris

    Durante l'assedio di Gerusalemme, una certa Maria di Betezuba, impazzita per la fame, ammazza il suo figliolo e ne mangia una parte, offrendo il resto ad alcuni miliziani zeloti, entrati in casa, che fuggono inorriditi. Giuseppe Flavio riporta l'episodio aggiungendo il commento di Tito il quale, irritato dalla determinazione e dalla ostinazione dei giudei nella ribellione, li dichiara "degni di tanto cibo".
    (Rif.185)

    Anzitempo ed in previsione della distruzione del Tempio, i sacerdoti hanno avuto cura di nascondere, in decine di nascondigli diversi, le notevoli ricchezze sino ad allora accumulate. Il Rotolo di Rame (MANOSCRITTI DI QUMRAN) ci fornisce un inventario dettagliato e criptato sia delle ricchezze che dei luoghi segreti scelti per occultarle. Tra le varie ricchezze nascoste ed elencate nel rotolo si calcola esistessero anche 65 tonnellate di argento e 26 tonnellate d'oro. Dopo la distruzione del Tempio questo tesoro non venne ritrovato e Tito se ne tornò a Roma con un bottino piuttosto deludente.
    (Rif. 772)

    Su questa vicenda sarebbe poi nata la (?)leggenda-storia(?) della immensa ricchezza ritrovata dai Cavalieri Templari, durante lunghi anni di scavi tra le rovine del Tempio (c.1119-1130 e.v.). Una ricchezza che nel 1307-1313 e.v. sarebbe poi stata causa del loro massacro e della loro eliminazione.

    ANNO 71 (e.v.) - 824 (a.u.c.)

    Riferimenti Storici:
    PAGARE LE TASSE
    Vespasiano decreta che ogni ebreo, ovunque residente nei territori dell'Impero, deve pagare una tassa pro-capite di due dracme a favore del Tempio di Giove Capitolino in Roma. Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme il pagamento dei relativi tributi, da parte degli ebrei, era venuto meno. Vespasiano vuole riattivare questo flusso di denaro a favore dell'amministrazione di Roma.
    (Rif. 185)

    MOTI AD ALESSANDRIA
    Dopo la sconfitta molti rivoltosi, zeloti e sicari, si erano rifugiati in Egitto, con le rispettive famiglie. Ad Alessandria molti di essi cominciano ad istigare gli ebrei della comunità locale alla rivolta contro Roma e alla sua nuova tassazione. Arrestati in 600 (compresi donne e bambini) vengono torturati dai romani per costringerli a riconoscere Cesare come loro imperatore e dio; nessuno cede.
    (Rif. 185)

    ANNO 73 (e.v.) - 826 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    LA CADUTA DI MASADA
    In Aprile cade Masada, assediata per oltre due anni da Vespasiano, da Tito ed infine da Flavio Silla. Comandava la fortezza Eleazar Ben-Jair, il quale, resosi conto dell'impossibilità di resistere ancora, convince i superstiti al suicidio collettivo. Muoiono in questo modo 955(!) persone. Solo due donne e tre bambini, che si erano prudentemente nascosti, scampano al massacro.
    (Rif. 185)


    ANNO 81 (e.v.) - 834 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    DOMIZIANO
    Domiziano diventa imperatore. Fa perseguitare i discendenti di Davide e quindi imprigionare i nipoti di Giuda Il Galileo. Gli arrestati erano considerati rivoltosi e combattenti messianici per il ristabilimento sul trono della "vera" stirpe regale d'Israele.
    Giuda il Galileo era fratello carnale di Gesù, secondo quanto sostenuto da Eusebio di Cesarea nella sua "Storia Ecclesiastica".
    Questi presunti discendenti di Davide (pronipoti di Gesù) vengono tradotti a Roma al cospetto dell'Imperatore per essere giudicati. Constatato trattarsi di un branco di illusi, morti di fame, Domiziano li libera.

    ANNO 90 (e.v.) - 843 (a.u.c.)

    482 - SECONDA LETTERA DI PIETRO
    E' uno scritto apocrifo ad opera di un discepolo di Pietro che avrebbe cercato di interpretare il pensiero dell'apostolo.
    (Rif. 130)

    ANNO 95 (e.v.) - 848 (a.u.c.)

    483 - GIOVANNI A PATMOS
    L'apostolo Giovanni viene confinato nell'isola di Patmos a causa delle sue manifestazioni di natura messianica. Durante questo soggiorno avrebbe redatto il testo dell' Apocalisse.
    (Rif. 130)

    ANNO 98 (e.v.) - 851 (a.u.c.)

    Riferimento Storico:
    TRAIANO IMPERATORE
    Il 27 Gennaio Traiano viene eletto imperatore.

    ANNO 100 (e.v.) - 853 (a.u.c.)

    Attorno a questo anno la comunità rabbinica di IAMMIA stabilisce quali devono essere i libri canonici della Bibbia ebraica. A questo proposito occorre notare:
    1. come solo la fazione moderata dei farisei sia sopravvissuta alla caduta di Gerusalemme; cioè quella corrente riformatrice vicina al popolo e lontana dalla templocrazia sadducea e dai zeloti (corrente vicina ai farisei ma usa all'azione violenta). I farisei trasformeranno la figura del rabbino (rabbi = padre) da semplice uomo di prestigio a prete, quale punto di riferimento religioso della società, ed in pratica segneranno, come una loro matrice, la cultura ebraica dalla guerra giudaica sino ad oggi;
    2. come solo allora si sia deciso quali dovessero essere "i libri della Bibbia", oltre ai primi cinque già noti. Quindi Gesù, Paolo, Davide, Salomone, Esdra, Giuda Maccabeo ed Erode non sapevano - e non potevano sapere - quali fossero i loro "libri santi", al di fuori del Pentateuco.
      (Rif.725)

    484 - MORTE DI GIOVANNI - OPERE
    L'apostolo Giovanni muore a Patmo (o a Efeso?). Durante gli ultimi anni di vita avrebbe redatto il suo vangelo. Gli sono attribuite anche tre lettere, probabilmente risalenti al periodo che va dall'848 all'853 (a.u.c.).
    (Rif. 130)










    PARTE IV - L'Affermazione del Cristianesimo
    Gli aspetti protervi e nascosti della fede





    NOTA SUI PAPI
    I Papi non solo sono stati vescovi di Roma, vicari di Cristo, successori del principe degli apostoli, principi dei vescovi, pontefici supremi della chiesa universale, primati d'Italia, arcivescovi e vescovi metropolitani della provincia romana, servi dei servi di Dio (servus servorum Dei), padri dei re, pastori del gregge di Cristo e sovrani della città-stato del Vaticano,

    ma anche:

    uomini sposati e pederasti, stupratori e omosessuali, feticisti e ruffiani, nepotisti e incestuosi, sadici e masochisti, simoniaci e zoofili, papi padri di papi e papi figli di papi. Tutti protetti da Dio e dallo spirito santo.
    (Rif. 802)

    In questo scritto sarebbe lungo e difficile dare un rendiconto delle malefatte di tutti questi discutibili individui; ci limiteremo a quelli più " storicamente significativi".
    Per chi volesse approfondire l'argomento si consiglia la lettura del documentatissimo volume di:
    ERIC A. FRATTINI (Docente all'Univerità di Madrid) - I papi e il sesso - Ed. Salani S.p.A / 2010 (Rif. 802) dal quale riprendiamo questa edificante statistica:

    Molti dei 265 pontefici (da Pietro a Ratzinger), elencati nel prontuario pontificio ufficiale della chiesa, (oppure 233 se si escludono quelli da Pietro a Miliziade - impropriamente ritenuti papi), si possono così suddividere, documenti storici alla mano, in:

    Sposati12
    Pedofili17
    Supratori9
    Omosessuali22
    Feticisti6
    Ruffiani10
    Incestuosi10
    Sadici-Masochisti20
    Zoofili1
    Papi padri e figli4
    Papi figli di preti15
    Concubinari69
    Travestiti2
    Guardoni5


    In questo periodo ha inizio la fase
    "pre-costantiniana"
    della storia del cristianesimo
    (secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II).



    Negli anni che vanno dal 100 al 115 (e.v.), si ritiene siano nate parecchie correnti di pensiero intese a sintetizzare in nuovi culti quelli che erano i fondamenti delle credenze più diffuse nell'ambito dell'Impero Romano.
    Sovente questi pensieri rappresentavano, nelle loro manifestazioni messianiche, più che un bisogno spirituale, un anelito alla libertà ed alla indipendenza dal giogo di Roma.
    Non a caso questi movimenti si manifestano in quella fascia di territori che si estende dall'Egitto all'Anatolia. E' la classica mistificatrice, illusoria e consolante politica del "Dio è con noi - Dio lo vuole" opposta al prepotere romano ed anche alla soffocante invadenza dell'integralismo giudaico del "popolo eletto", esercitato prima dal Tempio di Gerusalemme e poi attraverso la diaspora, che insospettiva ed infastidiva quelli che "eletti" non erano e neanche ci tenevano ad esserlo.
    Questi nuovi culti, basati sullo sperato avvento di un "Salvatore", possono essere definiti di tipo

    giudeo-cristiano / giudeo-messianico

    o pre-cristiano (Nuova Chiesa di Gerusalemme) ed alcuni dei loro contenuti verranno, più tardi, recepiti nel nuovo cristianesimo.

    Nel 34 d.C. Tiberio cerca di porre un freno alle intemperanze ed ai disordini, fomentati a Roma, da gruppi di appartenenti a sette giudeo-messianiche; 4000 giudei vengono deportati in Sardegna e destinati al lavoro in miniera.
    (Rif. 799)

    Nel generale fermento di iniziative di questo periodo, destinato a durare anche dopo la caduta di Gerusalemme, è nota l'attività sovversiva, in Palestina, di diversi predicatori e briganti, fra i quali figura anche un certo "Gesù", capo brigante attivo nei pressi di Tolemaide. Notare che il nome "Gesù" e' una successiva versione di "Giosuè" ed entrambi derivano dalla radice J-Sh-W; si possono quindi considerare come dei sinonimi.
    (Rif. 710,725)

    ANNO 116 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    SOLLEVAZIONE DEGLI EBREI
    Una nuova sollevazione degli ebrei viene domata dalle truppe di Traiano.


    ANNO 117 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    ADRIANO IMPERATORE
    In Agosto Adriano viene eletto imperatore.

    ANNO 130 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    LA VISITA DI ADRIANO
    L'Imperatore Adriano visita la Palestina e rimane fortemente impressionato dalle rovine, ormai quasi disabitate, di Gerusalemme.
    Ordina che la città venga ricostruita, ornata di templi pagani e ribattezzata (Elia) AELIA CAPITOLINA.
    (Rif. 172)

    ANNO 132 (e.v.)

    Riferimenti Storici:
    SIMONE BAR-KOSBA
    (anche: Barcho-Kheba, Simone il Magnifico, il figlio dell'astro, il figlio della stella) l'ultimo degli esseno-zeloti a perseverare nella guerra messianica di liberazione della Palestina; i Giudei lo consideravano un nuovo messia, un cristo. Dotato di larghi mezzi e fiducioso in alleanze, che poi verranno a mancare, organizza una grandiosa rivolta, mettendo in crisi l'esercito romano, mediante una nuova tecnica di guerriglia (mordi e fuggi).

    GIULIO SEVERO
    Giulio Severo, inviato dall'imperatore Adriano e dotato di un cospicuo esercito di 12 legioni(!) contrattacca i rivoltosi.

    Dodici legioni, circa 73000 uomini, è un esercito che non si era mai visto prima, soprattutto in Palestina. La cifra va decisamente ridimensionata, anche se i romani dovettero faticare non poco per ripulire il paese dai ribelli. Si dice abbiano dovuto espugnare una cinquantina di fortificazioni e passare al setaccio quasi mille centri abitati.

    Secondo stime dello storico Starr Chester G., l'esercito romano raggiunse i 300000 uomini, dislocati su tutti i territori dell'Impero, nel III secolo (e.v.). E' probabile, ma non certo, che l'esercito abbia raggiunto i 5/600000 effettivi nel IV secolo.

    ANNO 133 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    SCONFITTA DI SIMONE BAR-KOSBA
    Stretto in una morsa dall'esercito romano, Simone Bar-Kosba viene definitivamente sconfitto ed ucciso nella roccaforte di Beitar (Biter), vicino a Gerusalemme.

    ANNO: 135 (e.v.)

    Dopo la distruzione finale di Gerusalemme e lo sfacelo del mondo giudaico, uno dei culti giudeo-cristiani, quello della Nuova Chiesa di Gerusalemme, si dissolve; una modesta parte di questo culto e alcune idee, verranno importate a Roma da elementi non solo giudei.

    Riferimenti Storici:
    FINE DELLA RIVOLTA
    Giulio Severo spegne gli ultimi focolai di rivolta e pone fine all'ultima guerra messianica di liberazione.

    AELIA CAPITOLINA
    Conformemente alle istruzioni impartite dall'Imperatore Adriano, il legato Tinneio Rufo dà inizio alla ricostruzione della città. E' un piano di lavori talmente innovativo che cancellerà praticamente tutte le traccie di quella che era Gerusalemme ai tempi di Gesù. Sull'area dell'ex Tempio sorgeranno parecchi templi dedicati agli dei del Campidoglio Romano. Sull'area del calvario e del presunto sepolcro di Gesù verrà costruito un tempio dedicato alla dea Afrodite.
    (Rif. 172)


    ANNI: 139-144 (e.v.)(?)

    Il teologo Marcione si trasferisce da Antiochia a Roma, portando con se una copia del Diegesis (vedi oltre: Apollonio). A Roma il libro viene tradotto in greco ed in latino e costituirà la base comune per la stesura di altri vangeli tra i quali il Vangelo di Marcione.
    Pare sia stato lo stesso Marcione a diffondere, in questo periodo, notizie sulle ipotetiche figure di Paolo di Tarso e di Luca, sino ad allora illustri sconosciuti.

    Nel Vangelo di Marcione il messia non è nato a Betlemme ma "disceso da Cafarnao" nell'anno 15 del regno di Tiberio; secondo l'autore non si trattava di un uomo in carne ed ossa ma di un puro spirito. Dichiarazione incauta che gli costerà l'allontanamento dalla setta di Roma che propendeva per la figura di un messia, mezzo uomo e mezzo dio, morto su di una croce.

    Durante il suo soggiorno a Roma, Marcione avrebbe anche tentato di definire un canone di tutti gli scritti utili alla nuova religione, escludendo completamente i libri del Nuovo Testamento.

    Marcione, teologo e filosofo greco, nato sul Mar Nero, a Sinope (ex Ponto Eusino) nel 85 e.v. e morto nel 165 e.v..

    Armatore benestante, dotato di larghi mezzi, venne scomunicato dallo stesso padre per le sue idee religiose di connotazione decisamente gnostica e fortemente critica verso il dio del Vecchio Testamento, al quale attribuiva caratteristiche pesantemente negative, considerandolo un essere vendicativo, troppo severo e geloso, alla stregua di un demone.
    Il cristo sarebbe stato invece figlio di un altro dio la cui essenza era sconosciuta e indefinita, se non indefinibile.

    Nel 140 e.v. raggiunge Roma ed entra, (dopo aver versato una barca di soldi), in qualità di vescovo, nella comunità giudaico-esseno-cristiana locale, dalla quale verrà poi allontanato nel 144 e.v., sempre a causa delle sue idee, dando luogo al primo scisma nella storia della cristianità e creando una nuova corrente religiosa, il marcionismo, destinata a durare per qualche secolo.

    E' assai probabile che dal vangelo di Marcione sia stato ricavato quello di Luca che, in buona parte (almeno 3/4), è del tutto simile al primo.
    Alcuni studiosi ritengono che le lettere di Paolo siano dovute a questo autore.
    (H. Detering-1995)

    ANNI: 150-160 (e.v.)

    In questo periodo si verifica una scissione tra gli "pseudo- cristiani" (la maggior parte ebrei della ex Nuova Chiesa di Gerusalemme, che non aderivano più alla sinagoga) i quali cominciano a distinguersi in "materialisti" (sostenitori dell'incarnazione = nuovi cristiani) e
    "gnostici" i quali asserivano che il messia spirituale in realtà non era un uomo ma che dell'uomo aveva assunto solo le apparenze.

    A seguito di ciò si rilevano i primi accenni al nome Gesù, dopo 120 anni dalla sua presunta morte. Nessun scrittore ne aveva mai parlato prima di questa epoca. (I riferimenti parlano di un certo cristo o cresto).

    Verranno fatti risalire a quest'epoca alcuni vangeli gnostici (copti) ritrovati a Nag Hammadi (Egitto), nel 1945. Erano stati sepolti per motivi non ben chiari, nel 500(a.e.v.).

    ANNI: 166-174 (e.v.)

    In questi anni avrebbe pontificato il primo papa di Roma: papa Sotero.
    In opposizione a quello che sostengono gli storici del cristianesimo, alcuni precedenti papi, ed esattamente: non sono mai esistiti, o almeno nessun storico indipendente li ricorda.
    Non esistendo ancora una religione cristiana, in senso proprio, non potevano conseguentemente esistere papi cristiani. Al più, qualcuno può essere stato un capo-setta di qualche raggruppamento di esseno-zeloti o di giudei che, avendo rifiutata la legge mosaica, erano in cerca di una nuova collocazione o di nuova identità cultuale.

    Si ritiene che il primo papa, storicamente accertabile come tale, sia stato Silvestro I, di Roma (314-335 e.v.)
    Quelli che vengono indicati come "primi papi", nell' Annuario Pontifico, ostentato dal Vaticano, sono un falso accertato e attribuibile allo zelo del falsario Ireneo da Lione.
    La figura del "vescovo" Sotero resta indefinita. Pare abbia istituito il primo ordine gerarchico della nuova chiesa: Da notare l'inserimento delle "diaconesse" che, successivamente, la misoginia della chiesa relegherà a funzioni sempre più secondarie.

    La corruzione nella chiesa comincia assai presto; si ha notizia di un certo Callisto, vescovo di Roma, che con la complicità di una certa Marcia (una delle concubine dell'imperatore Commodo) specula a man salva sulla compravendita dei loculi delle catacombe, promettendo "sicura resurrezione e paradiso garantito" agli acquirenti, sollevando così un vero scandalo, in seguito ripreso e sottolineato da san Cipriano.
    (Rif. 862)

    Non è ben chiaro se sia stato successivamente il papa Damaso (c. 350 e.v.) oppure il papa Simmaco (c. 500 e.v.) ad organizzare una nuova ed ennesima falsificazione, mediante la prima stesura del "Liber Pontificalis", da altri in seguito, successivamente aggiornato.

    ANNI: 170-180 (e.v.)

    Appaiono i vangeli attribuiti ai quattro evangelisti:
    Malgrado i successivi e patetici tentativi della chiesa di retrodatare la nascita di questi testi, resta il fatto che prima di queste date nessuno ne aveva mai sentito parlare.

    Questi vangeli, basati in buona parte (o copiati) da quello di Marcione, giudaizzano e storicizzano la figura di Gesù, attribuendogli anche una discendenza dinastica giudaica. Molto probabilmente sono stati scritti, su ordinazione, per affermare la supremazia della setta neo-cristiana romana sulle altre numerose sette esistenti. L'attribuzione a tre dei presunti apostoli è grossolanamente falsa e serve solo a dare una certa credibilità ai testi.
    E Marco (non apostolo) da dove è saltato fuori?

    Nessuno di questi testi contiene accenni sulla nascita e sull'infanzia di Gesù.

    Queste notizie verranno aggiunte in seguito, sui vangeli di Matteo e di Luca, a partire dal III-IV secolo, introducendo le figure di Maria e di Giuseppe.

    Qualche tempo dopo Ireneo di Lione negherà, in prima istanza, la validità di questi vangeli, sostenendo che Gesù era morto all'età di 50 anni e non a 33 anni. Poi Ireneo viene richiamato all'ordine, ritratta e si adegua.

    E' certo che questi vangeli sono stati scritti originariamente in greco - in quanto i nomi usati sono tutti di derivazione greca - e non si conosce nessuna traduzione in altre lingue prima del 200 e.v.
    (Rif.500)
    Alcuni esperti sostengono che il Vangelo e l'Apocalisse di Giovanni siano stati scritti dallo gnostico Cerinto.

    Di Cerinto si conosce molto poco. Nato ad Efeso o ad Antiochia, nel II secolo e.v. (alcuni sostengono fosse di origine egizia), era praticamente un contemporaneo del presunto Giovanni Evangelista.
    Avrebbe scritto un Vangelo ed una Apocalisse che, in seguito, vennero riscritti da Giovanni per "mondarli" della loro forte connotazione gnostica ed eretica ed allinearli, almeno in parte, alla credenza ortodossa cristiana che allora si stava affermando. Oltretutto Cerinto non credeva che il mondo fosse stato creato da Dio ma bensì da un Demiurgo oppure da alcuni angeli.


    Non è comunque chiaro (Cerinto a parte) come il vangelo di Giovanni abbia potuto entrare a far parte del canone della chiesa romana malgrado la sua spiccata connotazione gnostica, poco compatibile con i principi del nuovo culto che si andava creando.

    Il vangelo di Marco divenne poi la base sulla quale fu fondato il primo nucleo della chiesa copta.
    Particolarmente diffusa in Egitto, nel corso dei millenni, la chiesa copta resistette con determinazione ai tentativi di assorbimento della chiesa cattolica e a tutt'oggi dispone di una propria gerarchia: un papa (non infallibile), vescovi, monaci, ecc.

    Comunque quello che è importante notare è il fatto che nessuno dei presunti padri della chiesa, prima di questi anni ha mai parlato, o scritto, o fatto riferimento a questi testi, per il semplice motivo che non esistevano.
    (Rif.530)

    Il primo vangelo, in senso assoluto, potrebbe quindi essere stato quello di Marcione, in seguito cacciato dalla setta di Roma per eresia (gnostico).

    Giustino Martire, uno dei più importanti padri della chiesa, nei suoi scritti (150 e.v.) per sostenere la divinità del Cristo, cita centinaia di volte il Vecchio Testamento ed altri libri apocrifi ma MAI i vangeli. Ignora completamente il nomi di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
    (Rif.750,500,530)

    Nella prima metà del XVIII secolo (e.v.), lo storico L. A. Muratori scopre un documento, giacente presso la Biblioteca Ambrosiana, che riporta il primo riferimento storico dei vangeli.
    Si tratta del Codice Muratoriano (pubblicato nel 1740), nel quale vengono, per la prima volta, citati Luca e Giovanni. E' stato stimato che il documento originale, sul quale si basa la notizia, risalga al 170 e.v. circa.

    Si suppone che il concetto di resurrezione corporea di Gesù sia nato con la stesura di questi vangeli. Prima di questo periodo pare che nessuno abbia mai accennato a tale evento. Comunque è una considerazione non certa.

    Il vangelo di Filippo, rinvenuto a Nag Hammadi, nega sostanzialmente la resurrezione corporea di Gesù.

    ANNI: 180-190 (e.v.)

    Era inevitabile che la stesura dei vangeli (canonici e non) suscitasse reazioni contrarie da parte degli esponenti della cultura pagana.
    Il più noto di questi contestatori della nuova teologia è stato CELSO, autore di un'opera intesa a smontare, pezzo per pezzo, le sciocchezze diffuse con i vangeli: La dottrina verace.
    Secondo Celso, quello che i vangeli spacciavano per "figlio di dio", non era altro che il figlio adulterino di una filatrice e/o sarta ebrea (sposata con un carpentiere), e sedotta da un soldato romano di nome Panthera (Pondera). Madre e figlio seguono succesivamente il soldato trasferito in Egitto e qui il ragazzo sarebbe stato iniziato a quelle arti magiche di cui farà grande uso durante la sua "strana carriera" di pseudo profeta.
    Celso ritiene che i presunti miracoli di Gesù, che si era proclamato figlio di una vergine, non sono altro che giochi di prestigio e/o bugie inventate dai suoi furbi seguaci; nega la resurrezione di Gesù, che in realtà nessuno ha visto, e si chiede perchè Gesù stesso, dopo risorto, non si è fatto vedere dai suoi nemici, se non altro per confonderli e disorientarli. Come immortale che cosa aveva ancora da temere?

    Su Celso, filosofo di formazione platonica, le notizie sono scarse. Il clero cristiano si è dato attivamente da fare per distruggere tutte le sue opere.
    La sua esistenza e la sua attività ci sono note perchè altri autori, dopo di lui, lo hanno citato e riportato nei loro scritti, per sostenere o contestare le sue opinioni (Origene, Porfirio, ecc.).

    Alcune delle sue affermazioni:
    E' noto che tutto quello che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti a segito delle critiche che vi venivano rivolte.

    Colui al quale avete attribuito il nome di Gesù, in realtà non era altro che il capo di una banda di briganti.

    Oltretutto di individui chiamati Gesù, nome molto comune, in quegli anni ne vengono ricordati parecchi: sacerdoti, figli di sacerdoti, dignitari ed anche un capobanda di un gruppo di briganti operanti dalle parti di Tolemaide.
    (Rif. 710)

    ANNI: 190-199 (e.v.)(?)

    Si suppone che in questo periodo abbia visto la luce una delle più grandi baggianate di tutta le letteratura cristiana dei primordi: l'Apocalisse (= rivelazione) del presunto Giovanni.
    Il testo era nato per terrorizzare i seguaci forse più tiepidi, prendendo a prestito quanto già scritto su vari libri di questo genere, non ultimo quello di Zoroastro.

    Un fatto è incontestabile: questo libro è stato una fonte di ispirazione inesauribile per gli scrittori di libri del terrore e per i produttori di film dell'orrore di Hollywood.

    ANNO 193 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    NOMINA DI SETTIMIO SEVERO
    Settimio Severo viene nominato imperatore.

    ANNO 202 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    PERSECUZIONE DI SETTIMIO SEVERO
    L'imperatore Settimio Severo emana un bando di proscrizione e di persecuzione contro le sette giudeo-cristiane.

    ANNI: 203-240 (e.v.)

    Cominciano ad apparire le prime immagini del Cristo:

    Queste immagini non sono mai riferite al personaggio Gesù, il nome del quale, affiorato nella seconda metà del secolo precedente non è ancora noto e diffuso, ma ad un presunto "Unto del Signore, ad un Signore, ad un Cristo".


    Cosa c'entra il pesce?
    Qualcuno partendo dalla parola greca "ICTHYS" ha ricavato un precario anagramma che recita: "Iesus Cristos Teheou Uios Soter" e l'ha propinato agli sprovveduti dell'epoca.

    La setta neo-cristiana di Roma ha inventato, molto probabilmente all'inizio del 200 d.C, (Rif.710,500) la strana figura del "missionario" Paolo, alias Saulo di Tarso, descritto negli Atti degli Apostoli di Luca. Che sia una invenzione o una scopiazzatura, lo dimostrano, come al solito, la mancanza di qualsiasi riferimento storico, le incertezze dello pseudo autore Luca e alcune pesanti incongruenze, già descritte nella Parte IV del presente testo.

    Una precisazione: su questo periodo non tutti sono d'accordo. Alcuni autori ritengono che le epistole di Paolo siano di poco precedenti la compilazione dei quattro vangeli.
    (Rif.710)
    Questo spiegherebbe il fatto che nelle epistole i vangeli non vengono mai menzionati.


    ANNI: 240-250 (e.v.)

    Intorno a questi anni la comunità giudeo-cristiana che faceva capo alla setta che allignava a Roma contava: su di un totale di circa un milione di abitanti. Questa comunità non disponeva di chiese costruite su suolo pubblico.
    (Rif.710,***)
    Origene era convinto che i cristiani fossero una esigua frazione degli abitanti del mondo da lui conosciuto. Egli li stimava in circa il due per cento della popolazione.

    Anche se erano pochi a Roma, come sostiene Origene, nondimeno le sette giudeo-cristiane risultavano estremamente fastidiose. Sparse in tutti gli angoli dell'Impero, queste sette apparivano assai pericolose per l'ordine pubblico: L'imperatore Quinto Decio, preoccupato dal fatto che questi gruppi svolgevano sovente azioni fortemente rivoluzionarie, prese la decisione (come aveva fatto Tiberio) di deportarne qualche migliaio in Sardegna, a lavorare nelle miniere.
    (Rif.710,799)

    In questi anni vengono prodotti decine di vangeli, da parte delle innumerevoli sette neo-cristiane. Molti di essi verranno considerati apocrifi nel corso del Concilio di Nicea; altri dureranno alcuni secoli e verranno poi eliminati dalla chiesa per motivi del tutto contingenti e opportunistici.

    La falsificazione di documenti e l'uso della "Pia Frode" vengono sostenuti ed istituzionalizzati dal padre della chiesa e storico Eusebio (260-340 e.v.). In uno dei suoi scritti definisce un manuale pratico del "pio" falsificatore intitolato:
    Come può essere legittimo ed opportuno usare il falso come una medicina e per il beneficio di coloro che vogliono essere ingannati.

    Tra i più sfrontati falsificatori occorre rammentare anche Ambrogio da Milano, che sotto il nome di Esegippo riscrisse una versione addomesticata di "Guerre Giudaiche" di Giuseppe Flavio.
    Comunque Eusebio non ha inventato nulla di nuovo: qualcosa del genere era già stata ipotizzata e suggerita da Platone nel suo libro La Repubblica.
    (Rif.710,530)

    ANNO 253 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    VALERIANO
    Valeriano viene nominato imperatore.


    ANNO 258 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    PERSECUZIONE DI VALERIANO
    L'Imperatore Valeriano cerca di porre fine alle tumultuose discordie che nascono tra le varie correnti "giudeo-cristiane" in seno alle comunità ebraiche, ordinando arresti, condanne ed espulsioni.


    ANNO: 274 (e.v.)

    L'imperatore Aureliano introduce a Roma il culto del Dio Sole, cercando di imporlo come culto di stato. Edifica un tempio/santuario dedicato a questa divinità e proclama il 25 Dicembre giorno di festa in onore del nuovo dio, del quale, l'imperatore stesso si è fatto supremo sacerdote.
    (Rif.799)

    ANNO 284 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    DIOCLEZIANO IMPERATORE
    Il 17 Settembre Diocleziano viene eletto imperatore

    ANNO 303 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    PERSECUZIONI DI DIOCLEZIANO
    Diocleziano emana un decreto per la soppressione delle sette giudeo-cristiane.

    Diocleziano è passato alla storia come uno dei più accaniti persecutori dei cristiani. Sono solo bugie dovute a certi storici asserviti al clero.
    Diocleziano, sposato con una cristiana, è stato nei primi 17-18 anni del suo regno, alquanto tollerante verso i movimenti giudaico-cristiani. Acconsentì che a Nicomedia, di fronte al suo palazzo, fosse costruita una delle più grandi chiese dell'antichità.
    Le cose si guastarono sia per le pressioni di Galerio (che dei cristiani aveva la massima diffidenza), sia per l'atto sconsiderato di un cristiano protervo e fanatico che con un gesto offensivo cercò di mettere in dubbio l'autorità imperiale di Diocleziano. La reazione dell'imperatore fu conseguente:
    - abbattimento della chiesa di Nicomedia
    - arresto e condanna di 200 capi fanatici sparsi su tutto il territorio dell'impero.
    (Rif. 410)


    INSERTO 19 - I Martiri (Secondo la Storia)
    Uno dei più importanti fiori all'occhiello ostentato dalla chiesa, per nobilitare le sue origini, è quello dei poveri martiri cristiani che entrano nell'arena delle belve, o si fanno crocifiggere, cantando inni sacri, forti della loro incrollabile fede.
    Peccato che tutto questo sia falso; questi morti ammazzati, a partire dall'inizio del 47 (e.v.) sino all'Editto di Milano del 313 (e.v.), potevano essere incolpati di tutto meno che di essere "cristiani", almeno nel senso che noi normalmente attribuiamo a questo termine.
    Il cristianesimo, inteso come teologia purgata dalle idee messianiche degli ebrei, inventato dallo pseudo Paolo di Tarso, è diventato religione, in senso stretto, dopo l'Editto di Milano ed il Concilio di Nicea. E' stato in questo concilio che Costantino I, con mano ferma ed un occhio ai propri interessi, ha fissato le regole del nuovo ordinamento religioso ed ha sopratutto stabilito che cosa era opportuno e lecito credere e che cosa doveva invece essere rigettato del baillamme di idee e di superstizioni che si erano cristallizzate intorno all'idea primitiva di Paolo:
    è stata la prima definizione del "Credo di Nicea".

    Ancora prima ma sopratutto dopo la distruzione di Gerusalemme, migliaia di ebrei lasciano la Palestina portandosi dietro un bagaglio di frustrazioni, di rabbia ed una grande voglia di rivalsa. Sono, in genere, ebrei di fede ortodossa ma non mancano rappresentanti irrequieti della Nuova Chiesa di Gerusalemme: esseni, zeloti ed altri che cercano riparo dalle inevitabili ritorsioni che Roma avrebbe a loro riservate se fossero rimasti in patria.
    Nel cuore stesso dell'Impero, a Roma, nascono comunità sovente tumultuose, lacerate internamente da lotte su problemi di ortodossia verso la Legge Mosaica, ma compatte quando si tratta di rivendicare l'indipendenza della loro terra natale. E' fatale che manifestazioni di irredentismo finiscano, a volte, in sommosse e tumulti violenti; ed è comprensibile che l'Impero difenda il suo potere ricorrendo all'uso della croce, in particolare verso quegli elementi residui della Nuova Chiesa di Gerusalemme (esseni e zeloti), ormai acefala, che si definiscono cristiani in quanto guardano a Gesu il Cristo come ad un martire del movimento messianico di liberazione e non certo come al figlio di dio.

    Attribuire a queste vittime l'etichetta di martiri della fede cristiana è stato uno dei tanti giochi di prestigio del potere clericale.
    Quelli che si è cercato di spacciare come cristiani erano solo dei turbolenti appartenenti alle numerose sette giudee (non sempre ortodosse) come farisei, sadducei e scribi; i cosidetti cristiani si distinguevano, dagli altri, per la loro matrice messianica-rivoluzionaria. A parte gli atteggiamenti di alcuni facinorosi che fomentavano disordini cercando di insinuare il germe dell'intolleranza religiosa in una società largamente multicultuale.
    L'Imperatore Claudio I aveva cercato di risolvere, al meglio, il problema dell'ordine pubblico espellendo tutti gli ebrei da Roma (802 a.u.c.) ma il successo dell'operazione fu effimero. Usciti dalla porta, dopo qualche decennio, gli ebrei rientrarono dalla finestra riproponendo il problema di una comunità, per sua stessa natura, ingovernabile.

    Infine quanti sarebbero stati questi "veri" martiri cristiani? Secondo la chiesa, qualche migliaio; secondo coloro, che si sono presi la briga di spulciare gli annali storici, qualche decina.
    Affermazioni difficili da conciliare.
    Si possono facilmente contare i cristiani che sono morti per la loro religione, perchè n'è morti pochi, e soltanto di tanto in tanto, a intervalli.(Origene-III Libro contro Celso)
    Occorre ancora rammentare che, in questi specifici casi, era abbastanza semplice evitare la croce ed essere rimessi in libertà. (Salvo ovviamente il sussistere di altre gravi accuse come, ad es., l'omicidio.)
    La legge di Roma richiedeva unicamente che l'accusato dichiarasse, in pubblica assise, di riconoscere il Cesare in carica come suo imperatore. I cittadini di Roma, liberi di professare qualsiasi religione, erano comunque tenuti, per legge, a rendere un omaggio rituale all'Imperatore considerato un semidio.
    Coloro che si salvavano dalla condanna, riconoscendo la divinità del Cesare in carica, erano definiti LAPSI.
    (Rif. 995)
    Nell'impero romano il cristianesimo fu considerato dall'inizio come una corrente del giudaismo, ma quando i "cristiani" dissero apertamente di non essere più membri delle sinagoghe, furono trattati con disprezzo, come seguaci di una "religio" di fanatici che avevano commesso un grave peccato di empieta' rompendo con la fede dei padri.
    (Rif. 770)

    ANNO 306 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    COSTANTINO IMPERATORE
    Costantino I viene eletto imperatore.


    ANNI: 300-310 (e.v.)

    Questo sarebbe il primo concilio, storicamente noto, della neo organizzazione cristiana. La data è incerta; la riunione è avvenuta ad Elvira (presso Granada) ed era limitata ai vescovi e ai presbiteri di Spagna.
    Questo "santo" conciliabolo stabilì: Le sinagoghe verranno definite "bordelli e tane di bestie impure possedute dai demoni".
    Il neo-cristianesimo comincia a "prendere le distanze" dal tumultuoso messianesimo giudaico che ancora condiziona le nuove comunità.

    ANNO 311 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    EDITTO DI NICOMEDIA
    Galerio emana un editto con il quale si concede ai cittadini la liberta' di praticare qualsiasi religione, compresa quella "neo-cristiana o giudeo-cristiana", così come si manifestava nelle sue molteplici sette e correnti.


    La situazione politica a Roma è assai complessa. Di fatto l'impero è governato da diversi esponenti del potere politico/militare: Però uno di essi, Costantino, nutre ben altre ambizioni: diventare imperatore assoluto; perciò guarda con interesse agli accoliti delle sette giudaico-cristiane, elementi rissosi e pronti a menare le mani agli ordini di chi prometta loro un pasto quotidiano e la garanzia dell'impunità.
    Come prima mossa Costantino, unitamente a Galerio, emette un editto che sospende le persecuzioni dei cosidetti cristiani e ne arruola un discreto numero nelle sue legioni. Si stà preparando per la sua marcia su ...Roma.

    Celso (180 e.v.?) aveva dato una sua interpretazione dello spirito asociale e turbolento che animava gli appartenenti alle sette giudaico-cristiane.
    I principi divulgati dai vangeli (nella misura che erano già noti) non avevano potuto attecchire presso le classi borghesi colte, per la loro assurdità e la loro intrinseca pochezza.
    Perciò era stato giocoforza, da parte dei caporioni di tali sette, aumentare la consistenza numerica degli addetti rivolgendosi alle masse più emarginate della società: incapaci, morti di fame, ladri, delinquenti, depravati, ecc. Per questi elementi il raggrupparsi aveva significato sviluppare quell'istinto del "branco" che, in qualche misura, li metteva al riparo dai rigori della legge.

    Occorre notare come diversi autori abbiano più volte sottolineato che quella gentaglia, definita da Marx "proletariato degli stracci", sia sempre stata un'ottima riserva di materiale umano per agitatori ambiziosi - come ben si puo' notare nella Rivoluzione Francese - perchè non avendo niente da perdere s'attaccano a qualunque cosa. E poi finchè Chiesa e Stato sono stati d'accordo il cristianesimo e' stato un'eccezionale "instrumentum regni"; il problema è che nel cristianesimo romano Chiesa e Stato non sempre sono andati d'accordo, col risultato di avere tutta una serie di turbamenti, res novae, scismi, ribellioni e quant'altro.
    (Rif. 725)



    Stiamo entrando nella fase
    "costantiniana"
    della storia del cristianesimo
    (secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II).



    ANNI: 312-313 (e.v.)

    Costantino, pur rimanendo fedele al culto del dio Sole, continua a strizzare l'occhio alle sette neo-cristiane. In questo ha buon gioco in quanto Massenzio non nasconde il suo attaccamento al culto ed alla cultura pagana.
    A Milano (313 e.v.), d'accordo con Licinio, emana un editto in cui si riconosce alle sette di matrice cristiana gli stessi diritti di quelle pagane introducendo, di fatto, un'ampia libertà di culto (Editto di Milano - Editto di tolleranza).
    In effetti gli affiliati alle neo-sette cristiane cominciano a rappresentare (nelle provincie dell'impero, più che a Roma) una considerevole forza politica, tale da influire qualche volta sulle scelte dello stato. Si stima rappresentassero il 5-8% della popolazione dell'Impero.

    Riferimento Storico:
    EDITTO DI MILANO - Editto di tolleranza
    Con questo editto Costantino I conferma quello di Galerio (del 311 e.v.) e lo amplia, riservandosi, comunque, il diritto e la facoltà di intervenire e di decidere, al posto dei vescovi, su qualsiasi questione di natura teologica e sui problemi dottrinali e dogmatici che dividono le varie chiese definite "cristiane".
    Nasce con questo editto il Cesaropapismo. Il cristianesimo è ora, nella sua forma primitiva) una delle religioni "ufficiali" dell'impero romano. (Religio licita)


    La Svolta.
    Costantino I, a partire da questo anno, favorirà l'evoluzione della nuova teologia promuovendone il distacco dalla sua origine messianico-giudaica.



    INSERTO 20 - Costantino (Secondo la Storia)
    Costantino I, detto il Grande, nato in Albania nel 1027 a.u.c.,
    nel 1059 a.u.c. (306 e.v.), agguanta il potere a York, approfittando di un vuoto di governo e con elezioni subito contestate dal Senato di Roma. Le sue aspirazioni al potere assoluto sull'Impero di Roma non tardano a manifestarsi.
    Sconfitto Massenzio, consolida la sua posizione e fa il vuoto intorno a sè, temendo di essere ostacolato nei suoi progetti. Tanto per la cronaca:
    • annega la moglie Fausta in bagno
    • fa scannare il figlio primogenito Crispo
    • assassina lo suocero
    • ammazza il cognato
    • accoppa il nipote Licinio di 12 anni
    • elimina un numero imprecisato di ex amici e sostenitori.
    Costantino si è comportato, in definitiva, come Erode il Grande (se non peggio) però quest'ultimo, nella storia "clerico-ufficiale", è stato considerato un demonio, mentre il primo è poco meno che un santo.

    L'impero è barcollante e Costantino è alla continua ricerca di nuove alleanze ed aiuti; preso atto che nei territori dell'Impero, un individuo su 10 ora aderisce alle sette cristiane, cerca di controllare ed incanalare questa massa di individui a proprio vantaggio.

    Stabilita la sua capitale a Costantinopoli, nel 1078 a.u.c. ordina un concilio a Nicea cercando (e riuscendo in parte) a mettere ordine nel marasma di idee di quelle innumerevoli sette che allora si definivano cristiane.

    Malgrado il suo interessato appoggio alla cristianità, pare sia rimasto fedele, sino all'ultimo giorno, al culto del dio Sole. Alcuni sostengono che, in punto di morte, abbia "prenotato un posto di prima classe" per l'al di là (non si sa mai!) facendosi battezzare da Eusebio, vescovo di Nicomedia. In realtà Eusebio avrebbe approfittato della debolezza di Costantino sul letto di morte. Se la cosa è vera allora Costantino è morto eretico perchè Eusebio era vescovo della setta ariana.
    E' morto a Nicomedia il 22 Maggio del 1090 a.u.c. (337 e.v.); altri invece dicono sia morto a Costantinopoli di lebbra.

    Siccome i discendenti di Costantino regnarono dopo di lui, l'adulazione dei popoli romani, da molto tempo abituati alla schiavitù, giunse ad un tale eccesso che quelli dell'antica religione ne fecero un dio, e quelli della nuova ne fecero un santo: i cristiani celebrarono per molto tempo la festa del suo nome, insieme con quella della madre.
    (Rif. 712)

    ANNO 314 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    IL VIAGGIO DI EUTROPIA
    Eutropia, suocera di Costantino I, compie un viaggio in Palestina, accompagnata da Eusebio di Cesarea, alla riscoperta dei luoghi citati nella Bibbia.

    (Rif. 172)

    ANNO 315 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    LE RICERCHE DI ELENA
    Elena, madre di Costantino I, aderisce con entusiasmo alla nuova iniziativa politica del figlio e parte, anche lei, per la Palestina alla ricerca di luoghi e di reperti riguardanti l'origine del cristianesimo. Riesce a ritrovare:
    • la stalla di Betlemme dove Gesù sarebbe nato
    • la croce originale, con il cartiglio redatto da Pilato
    • i chiodi della croce
    • la lancia di Longino
    • il punto esatto in cui sarebbe avvenuta l'ascensione
    • i resti dei tre Magi.
    Dopo la sua morte Elena verrà santificata.

    NOTA - Quando si dice essere fortunati!
    Ritrovamenti così importanti, dopo 300 anni dagli eventi ad essi collegati, potevano capitare solo a lei, ad Elena. Non per sminuire le sue "pie" intenzioni ma si ha l'impressione che Elena si sia fatta infinocchiare come una citrulla da un branco di astuti giudei che le hanno fornito esattamente tutto quello che le "occorreva trovare".

    Elena (ca.255-330 e.v.), di probabili origini britanniche, prima di diventare madre di Costantivo, esercitava in Roma le funzioni di prostituta sacra presso il tempio della dea Astarte (Ishtar). Queste prostitute erano considerate capaci di guarire alcune malattie; si riteneva che le loro secrezioni intime avessero dei poteri medicamentosi.
    In un secondo tempo diventa concubina di Costanzo Cloro e dalla loro unione nascerà Costantino. Poi per "naturale, pia e cristiana" evoluzione verrà fatta santa e resterà tale sino alla meta del 1900, quando verrà "declassata" dalla chiesa stessa.
    Infatti, nel 1960 il Vaticano sopprime la festività del 3 Maggio dedicata alla "Invenzione della Vera Croce" e alla sua protagonista Elena, ritenendo questo avvenimento "privo di fondamenti storici".
    A volte (raramente) persino i preti si vergognano delle loro stesse bugie.

    Secondo quanto si raccontava (o si spacciava per verità) Elena, a Gerusalemme, avrebbe toccato con le tre croci rivenute sul Calvario (e ancora in piedi dopo 300 anni!) un cadavere che sarebbe resuscitato, vispo e giulivo, al tocco della vera croce.

    Per inciso, Astarte era una antica dea promotrice della fertilità di piante, animali e uomini. Il suo culto includeva la prostituzione sacra maschile e femminile. Nel Medioevo il clero cristiano identificò con questa dea (femmina) il demone (maschio) Astaroth.

    Rif.715,295,520)


    INSERTO 21 - Reperti e Reliquie
    Gesù non ha lasciato traccie materiali e tangibili della sua esistenza.
    - Non esistono evidenze fisiche della vita di Gesù: nessun manufatto, lavoro di carpenteria o scritto di propria mano. Neppure resti mortali. Tutto ciò che si sa di lui è scritto da altri. Tutto fu scritto dopo la sua morte. Nessuno degli scrittori ha mai incontrato Gesù. Questi scritti sono assolutamente falsi. Anche allora, come oggi, si viveva in un mondo infestato da credenze di demoni, Ufo e Mostri di Lochness.-
    Jim Walker (Rif. 366)


    Eppure la chiesa ha sempre cercato di proporre (e sfruttare commercialmente) determinati reperti privi di qualsiasi attendibilità e fondamentalmente falsi, sapendo che è la fede degli sprovveduti a farli diventare sostanzialmente veri.

    - IL PREPUZIO
    Misteriosamente scomparso dopo la circoncisione, il reperto riappare a Roma all'inizio dell'800 e.v. ritrovato dal papa Pasquale I (uomo davvero fortunato!) Venne in seguito custodito nella chiesa di Calcata, vicino a Viterbo, ove, per secoli attirò folle di "devoti" estasiati.
    Improvvisamente, pochi anni or sono, il reperto sparì dalla chiesa e non se ne seppe più nulla. La stampa, opportunamento addomesticata, evitò di dare troppo rilievo al fatto lasciando credere che la reliquia fosse stata rubata.
    Ma la cosa più eclatante è che, nello stesso periodo, in Francia, nella chiesa di Puy-en-Velay veniva devotamente adorato un altro "autentico" prepuzio di Gesù.
    (Rif. 712)
    Altro prepuzio, che va per la maggiore, è quello conservato a Charroux (Francia) ed esposto annualmente all'adorazione dei fedeli.
    (Rif. 760)

    - LA VERONICA
    Riportiamo una notizia ANSA del 31/5/1999 che ci fornisce esaurienti notizie riguardo a questa reliquia. Un altro colpo di fortuna nell'imminenza del Giubileo 2000.

    Ho ritrovato il velo della Veronica - Londra
    Il velo della Veronica, che, secondo tradizioni cristiane non riportate dai Vangeli, una donna dette a Gesù Cristo che saliva la "Via Crucis" per detergersi dal viso il sangue e il sudore e così vi restò impressa la sua immagine, secondo il "Sunday Times" di ieri, sarebbe stato ritrovato in un monastero dei frati cappuccini a Manoppello, sull'Appennino in provincia di Chieti.
    La scoperta è di Heinrich Pfeiffer, docente di Storia dell'arte cristiana all'università Gregoriana di Roma, il quale oggi, secondo il giornale, farà una conferenza stampa per presentare i risultati di oltre dieci anni di ricerche. Quasi quattro secoli dopo la sua scomparsa, ricompare così una delle più pregiate reliquie della cristianità, considerata per secoli da milioni di cristiani come la vera immagine del viso di Cristo. Tracce della leggenda della Veronica sono riscontrabili a partire dal quarto secolo dopo Cristo, ma solo nel Medioevo essa viene messa in diretto rapporto con le sofferenze di Cristo.
    Dal XII secolo al 1608 la Veronica fu conservata a Roma, nella basilica di San Pietro. Nel 1608 papa Paolo V ordino la demolizione della cappella dove era conservata la reliquia, che fu data agli archivi vaticani. Da allora non è stata più vista e il Vaticano non ha mai spiegato la sua scomparsa.
    A Manoppello Pfeiffer ha trovato un velo quasi trasparente, che misura 17 cm. per 24 cm..
    (un po' piccolino, non vi pare?) Segni marrone-rossastri sulla sua superficie tratteggiano la faccia di un uomo con barba e capelli lunghi e gli occhi ben aperti, che diventa visibile a seconda dell'angolazione della luce. Secondo i documenti conservati al monastero dei Cappuccini, la moglie di un soldato nel 1608 vendette il velo, per ottenere il rilascio del marito dal carcere, a un nobile di Manoppello che lo cedette poco dopo ai Cappuccini. Nel 1618 esso fu messo tra due lastre di vetro, e incorniciato da un listello di noce sbalzato con argento e oro. Da allora è sempre rimasto lì.
    L'immagine sul velo, assicura Pfeiffer, non è dipinta. Ma le sorprese non finiscono qui: ingrandimenti fotografici digitali del velo hanno permesso di confrontare il viso con quello della Sindone, il telo mortuario nel quale secondo un'altra importante tradizione cristiana fu avvolto il corpo di Cristo deposto dalla croce. Le due immagini rappresentano strabilianti rassomiglianze, che vanno dalla stessa forma del viso, ai capelli lunghi, a una ciocca di capelli sulla fronte, alla stessa forma della barba.
    Analisi di laboratorio aiuteranno a capire l'origine del velo di Manoppello, anche se è probabile che i risultati apriranno furiose polemiche come avvenne con la Sindone, che nel 1988, con esami al carbonio-14 fu datata tra il 1260 e il 1390. (ANSA)


    - LA SINDONE
    A parte il fatto che qualche anno fa un bello spirito si è preso la briga di contarne oltre 40, quella attualmente esibita dalla bottega è conservata a Torino.

    Sottoposta nel 1988 ad esami mediante carbonio-14, si stabilì che la sua origine poteva collocarsi tra il 1260 ed il 1390; malgrado ciò viene periodicamente ostentata.
    Oltre tutto le due immagini, la frontale e la dorsale, differiscono in lunghezza di ben quattro centimetri.

    Il Prof. A. Piazzoli, ordinario di fisica all'Università di Pavia, ritiene che:
    "L'immagine della Sindone di Torino non può essere stata provocata da un corpo avvolto, nè morto nè vivo, nè sudato nè spalmato, nè dipinto, nè emanante qualunque forma di un'improbabile radiazione. E ciò per una semplice ragione di geometria euclidea: l'impronta del volto (limitiamoci a questo) stesa su un piano apparirebbe deformata, poichè il modello non era piano".

    Recentemente due studiosi inglesi (C.Knigth e R.Lomas-Rif. 376) hanno avanzato una interessante ipotesi. Ritengono che l'immagine riprodotta sul lenzuolo funebre sia quella di JACQUES DE MOLAY (1294-1314), l'ultimo maestro della setta dei Templari, arrestato nel 1307 e inchiodato (per i polsi!) ad una porta, da uno zelante inquisitore, per farlo confessare e ...salvargli l'anima.


    Altri ritengono trattarsi del Gran Maestro templare GUGLIELMO DI BEAUJEU (1273-1291)

    Infine, secondo il Vangelo di Giovanni Rif. 020 Gesù è stato inchiodato per i palmi e non per i polsi.

    Prima della Rivoluzione Francese esisteva una Sindone conservata all'interno della cattedrale di Besançon. Questa reliquia veniva esposta una volta all'anno dal balcone dell'arcivescovado provocando, a volte, scene di isteria collettiva. Per ordine della Convenzione Nazionale, nel 1793, questo grosso lenzuolo fu sequestrato ed inviato a Parigi dove venne frazionato in bende e pannolini per la medicazione dei degenti dell'ospedale Hôtel Dieu di Parigi.
    Rif. 448

    Un'altra Sindone, o qualcosa di simile, si trova (o si trovava) ad Urfa in Turchia (l'antica Edessa).

    Al di là di ogni interpretazione cosa dimostra infine la Sindone? Che un ignoto individuo, in epoca non definita, è morto, ma non che sia resuscitato. Mi pare si voglia trasformare un curioso, macabro reperto da museo in una testimonianza di fede.

    - LA VERA CROCE
    "Rinvenuta" nel 1068(a.u.c.), 315(e.v.), da Elena, madre di Costantino I, per quasi un secolo venne ignorata come oggetto di culto, in quanto ai primi cristiani (seguaci di una forma di ebraismo illegittimo ed apostata) non importava granchè di come era morto Gesù.
    Solo dopo il 390(e.v.) la croce diventa simbolo ed oggetto di devozione della cristianità. Su questo reperto si è detto di tutto salvo quando e come sia sparito dalla circolazione, il che fa pensare che questa croce non sia mai esistita.
    In compenso esiste in circolazione una quantità enorme di schegge della croce che se accorpate basterebbero a costruire un vascello da 100 cannoni (Voltaire)

    Nei pressi di Alessandria(Italia), intorno agli anni '50 del secolo scorso, esisteva ancora un convento dove tutte le monache (ed erano tante!) possedevano una scheggia della vera croce.
    (Rif. 712,995)

    - ALTRE RELIQUIE
    (Il Diritto Canonico distingue due tipi di reliquie;
    - quelle "insigni" quali corpo, testa, braccio, cuore, lingua, mano, coscia, organo sessuale e sangue;
    - quelle "secondarie": qualsiasi "cosa" che sia stata convalidata come "autentica" da un cardinale.)


    Sparse un po' ovunque e pubblicizzate quando serve a far soldi, vengono proposte alla devozione dei fedeli:
    . la lancia di Longino
    . brani del vestito di Maria Vergine
    . numerose fiale del suo latte
    . grummoli cristallizzati del suo latte
    . forfora dei suoi capelli
    . penne cadute dalle ali dell'arcangelo Gabriele durante le sue continue missioni in terra
    . una camicia ed un sudario della Vergine (cattedrale di Chartres) . ecc. ecc.

    (A proposito del latte Martin Lutero osservò: Ce n'è tanto che se Maria fosse stata una vacca o avesse fatto la balia per tutta la vita, difficilmente avrebbe potuto produrne una tale quantità.
    Rif. 448

    NOTA - LE MADONNE PIANGENTI
    Anche se hanno poca attinenza con questa trattazione, meritano una nota. Anni or sono, prima della Perestroika, a Leningrado, presso il Museo di Storia delle Religioni (Ex Cattedrale di Kazan - Nevskij Prospekt) era possibile far piangere alcune madonne, dipinte su icone, introducendo nell'apposita fessura, un monetina da 10 copeki.
    (Qualche anno fa, l'autore ne ha fatto personale esperienza, divertendosi un mondo).

    Questa è una nota di agenzia ANSA del maggio 1999:
    Intervista a Radio vaticana - Il gesuita boccia le Madonne piangenti "Sono tutte false".
    Città del Vaticano. Madonne che piangono, stimmate, presunte possessioni diaboliche, spiritismo: sono per lo più manifestazioni che si presentano in momenti di crisi religiosa dell'uomo che ha "bisogno di aggrapparsi a qualcosa, di aver qualcosa al disopra di lui". L'ha spiegato alla Radio Vaticana il gesuita Josè Maria Pilon, parapsicologo, autore di libri su questi fenomeni. Per padre Pilon, che si basa più che altro sulla sua esperienza spagnola e non cita il caso di Civitavecchia, tutti i casi di Madonne piangenti "alla fine si sono dimostrati falsi, cioè provocati artificialmente".(ANSA)


    Le statue piangenti non sono una invenzione prettamente cristiana. Nell'antica Roma, in determinate occasioni, si facevano piangere le statue di Giunone e di Minerva.

    In India piangono la statua della dea Laksmi e quella della dea Parvati; quest'ultima ha pure un regolare ciclo di "sacre" mestruazioni.

    Una curiosità: secondo le tradizioni induiste pare che un coito tra Shiva e la compagna Shikta, durasse ben 25 anni!

    Risale probabilmente a quest'anno il primo decreto antisemita, con il quale si proibisce, pena la morte, il proselitismo giudaico.
    Questo decreto verrà, nel corso dei secoli, reiterato infinite volte, sino al Concilio Vaticano II (1960) quando, guarda caso, verrà ipocritamente annunciato che gli ebrei sono i nostri ...più amati fratelli.
    Questo è ciò che comunemente si dice: aver la faccia come il sedere!

    ANNO: 324 (e.v.)

    Costantino, sconfitto e ucciso Licinio, è diventato imperatore unico dell'impero romano. Dà pertanto inizio, a Bisanzio, ai lavori per la costruzione della sua nuova capitale. I lavori termineranno nel 330 e.v. e la nuova città assumerà il nome di Costantinopoli.

    ANNO 325 (e.v.)

    Costantino I si era avvicinato alle sette neo-cristiane per una serie di validi motivi:
    1. aveva trovato, in un contesto di individui turbolenti, un importante aiuto per risolvere i suoi problemi con Massenzio, al ponte Milvio;
    2. il cristianesimo gli offriva la facile, ipocrita scappatoia dell'assoluzione per gli omicidi a danno dei suoi familiari e dei suoi amici; cosa che non era riuscito ad ottenere dal culto mitraico, che non vedeva di buon occhio un tale assassino;
    3. infine il completamento e l'appagamento della sua smodata ambizione di potere: diventare, oltre che unico imperatore, anche pontefice (cesaropapismo), concentrando in tal modo, nelle sue mani, tutti i poteri dello stato. Un impero con un solo dio, una sola fede e un solo imperatore.

    O forse, come qualcuno sostiene, si decise di mettere d'accordo le varie sette cristiane per motivi di "ordine pubblico" interno, senza pensare più di tanto ad un suo personale tornaconto.
    Opinione alquanto discutibile visti gli omicidi che la storia gli attribuisce.


    Per ottenere questo era necessario fondere in una unica "religione di stato" tutti i culti presenti in Roma e nei territori dell'impero.
    Impresa non da poco! Costantino si mette in moto ed ordina un concilio straordinario a Nicea (oggi Iznik) dove riunisce tutti i capi delle numerose sette neo-cristiane (oltre 80!), provenienti da Alessandria, Antiochia, Atene, Gerusalemme, Roma, ecc. Ma non basta: occorre anche la presenza dei rappresentanti dei culti piu' importanti dell'Impero Romano, che potrebbero rappresentare un serio ostacolo all'affermazione di un "cristianesimo di stato", succube ed asservito al potere imperiale.

    Riferimento Storico:
    CONCILIO DI NICEA (20 Maggio)
    Costantino I (non battezzato) guida il concilio di Nicea (presso Costantinopoli) con un pugno di ferro ed obbliga i convenuti ad un accordo sui dogmi destinati a diventare la base delle future istituzioni ecclesiastiche. I vescovi contrari alle sue direttive finiscono destituiti ed esiliati. Il risultato della votazione finale parla da se':
    316 si e 2 no (Secondo di Tolemaide e Teona di Marmarica).


    Per Costantino ed i suoi delegati non e' stata comunque una impresa di poco conto. All'inizio del concilio si contavano circa 80 correnti "cristiane", sviluppatesi sul presunto ceppo originario paolino e su altre fonti, ognuna delle quali si riteneva depositaria della verita' e cercava di prevalere sulle altre a colpi di reciproche scomuniche. Tra queste correnti, dichiarate poi eretiche, dopo la formalizzazione del Credo di Nicea, si annoveravano: Comunque pare che anche Dio abbia dato una mano a far chiarezza. Deposti su di un altare tutti i vangeli noti (apocrifi e non), durante la notte il Padreterno fece fuori tutti gli apocrifi, lasciando intatti quelli che ben conosciamo, vale a dire i testi nel Nuovo Testamento, a suo tempo indicati da Ireneo di Lione.

    Compito del concilio era dunque quello di unificare i vari culti, tra loro in eterno conflitto, sotto una chiesa universale cattolica, che naturalmente sarebbe stata controllata dall'imperatore. Si trattava, senza mezzi termini, di

    stabilire, per gli appartenti alle nuove sette cristiane, che cosa e a quale dio credere
    con il beneplacito imperiale.

    Venne quindi riformulato e reso standard un credo cristiano accuratamente ripulito da tutti quegli elementi di natura messianica strettamente legati al movimento jahvista.

    Roma reclamava, naturalmente, l'autorità suprema, sul presupposto che la sua setta più importante sarebbe stata fondata da Pietro, le cui presunte ossa vennero successivamente sistemate in Vaticano e la statua di Giove convertita in quella di Pietro. (Cosa d'altronde facile perchè avevano tutti e due la barba).
    In un tipico movimento di sostituzione religiosa, tutti gli dei degli altri culti furono assogettati al nuovo dio sotto forma di apostoli, di santi o di demoni.

    Come è ben noto, durante questo concilio i termini Gesù e Cristo vennero fusi insieme per la prima volta nel contesto ambiguo "Gesù Cristo"(non Gesù il Cristo), conciliando le richieste delle numerose fazioni che si riferivano a: E' accertato che la frase "Gesù Cristo" non ha mai costituito un nome e cognome in senso proprio, e non è mai apparsa negli scritti degli autori greci e latini, prima di questo concilio.
    Gli scritti dei primi presunti padri della chiesa non parlano mai di Gesù. Sino al Quarto Secolo era frequente e generalizzato il termine "IL CRISTO" ma non è mai stata trovata una autentica menzione, prima di questo evento, di un "Gesù Cristo".
    (Rif.771)
    Occorre comunque rammentare che il processo di fusione e di unificazione delle varie fazioni non fu immediato ma lungo e lento. Nei secoli che seguirono almeno altri 21 concilii furono convocati per stabilire le politiche e le dottrine del culto unificato. Il più delle volte si trattò di rissose riunioni di ruffiani ignoranti e paludati, ognuno dei quali tirava l'acqua al proprio mulino; alcuni di questi concilii finirono in un bagno di sangue. Altro che divina ispirazione!
    (Rif.750)
    Il fatto che i documenti autografi originali dei vangeli, crifi ed apocrifi, non siano più disponibili è probabilmente dovuto alla decisione del concilio di distruggere tutti i testi non ritenuti validi ed adeguati al nuovo culto. Vecchia abitudine a suo tempo introdotta da Ireneo vescovo di Lione e da Atanasio vecovo di Alessandria. Si parla comunque di 200 documenti eliminati.
    In questo contesto si conservarono copie dei quattro vangeli ufficiali "canonici", alcuni vangeli apocrifi ed altri documenti sottoposti successivamente al famigerato "ritocco" di Anastasio (506 e.v.)

    Altro accordo fondamentale per il nuovo credo è stato quello di "stabilire d'ufficio" che Gesù e Dio sono in sostanza la stessa cosa:

    Io e il Padre siamo una cosa sola, consustanziali.

    Qualcosa del genere era già stato affermato, circa 3500 (!) anni prima, nei testi della religione egizia, riferita ad Osiride ed al figlio Horo:

    Io e mio Padre siamo uno.

    Affermazione dogmatica che, di fatto divinizza l'improbabile figura di Gesù e che, in seguito, darà origine a tutta una serie di battibecchi di natura teologica.

    I primi a farne le spese furono gli "Adozionisti" che ritenevano il Gesù nato da un naturale rapporto sessuale tra Giuseppe e Maria. Solo in un secondo tempo, al momento del battesimo impartitogli da Giovanni Battista, Gesù viene "adottato" da Dio che gli conferisce i poteri necessari alla sua missione terrena.

    Anche ai "Docetisti" non andò meglio. Questi ritenevano che Gesù fosse di natura esclusivamente divina e che il suo sembrare umano fosse solo un'apparenza di comodo.

    Una soluzione di compromesso fu proposta da Ario, il quale sosteneva che Gesù (divino) fosse la prima cosa creata dal Padre e quindi già esistente sin dalla notte dei tempi, ma non per questo uguale ne coeterno al padre stesso, ma a lui sottoposto. Questa teoria non ebbe maggior fortuna delle altre ed Ario finì esiliato. Malgrado ciò l'arianesimo sopravvisse, semiclandestino, per alcuni secoli in particolare tra i barbari neo-convertiti.

    Questa nuova religione, testè nata, non unisce ne affratella le genti. Questa religione non ha fatto altro che dividere il genere umano attraverso un razzismo estremo, il sessismo ed altri particolarismi. Questa religione infatti si nutre sulla divisione tra i popoli, perchè per esistere necessita di un nemico da combattere, sia terreno che sovrannaturale. Questa religione sostiene che alcuni popoli sono speciali o eletti perchè possiedono la vera fede, mentre gli altri sono immorali e dannati e spesso insiste sul fatto che è dovere degli eletti distruggere gli altri. Comunque non è la sola: altre religioni sostengono gli stessi concetti.
    (Rif.710,***)

    E' interessante notare che solo le religioni rivelate tendono ad essere motivo di contenzioso e di relative guerre.
    Questo perchè? Perchè la religione rivelata, essendo a differenza dei varii paganismi naturali, appunto rivelata, stabilisce subito, nel suo formarsi, una distinzione fra il bene (i propri credenti) ed il male (gli altri). I secondi sono de-individualizzati in funzione della loro alterità e della loro possibile minaccia, quindi sono naturali nemici dei primi e se non vanno sterminati (caso peggiore, non previsto apertamente) vanno comunque in qualche modo discriminati; la cosa diventa grave se la religione rivelata acquisisce il potere e lo esercita in forma discriminante.

    In generale per scatenare una guerra di religione occorre un regime politico interessato a coprire con motivazioni religiose interessi ed ambizioni proprie, oppure un proselitismo religioso capace di incendiare le masse, già tese a causa di tensioni sociali, e lanciarle verso l'esterno (crociate dei poveri) o verso l'interno (progrom, caccia alle streghe, ecc.). Secondo una mia personalissima opinione, nel primo caso la guerra avverrà comunque, nel secondo caso può darsi che le tensioni sociali possano trovare altri mezzi di espressione; dipende dal caso.
    Lo stesso si può dire delle ideologie politiche come nazionalsocialismo e comunismo, anch'esse preoccupate di stabilire una differenza tra i "propri" e gli "altri", naturali nemici, da eliminare appena possibile, con le buone o con le cattive.
    (Rif.725)


    DONAZIONE DI COSTANTINO
    Durante il concilio di Nicea Costantino avrebbe firmato un atto che riconosce alla chiesa autorità assoluta negli affari secolari. Questo atto, tenuto segreto, sarebbe poi stato reso noto nell'VIII secolo dal papa Stefano III.

    Questa è una delle tante vergognose bugie inventate dalla chiesa di Roma a tutela dei propri interessi materiali. Si tratta unicamente di un falso clamoroso, come dimostrato, nel 1440, da Lorenzo Valla.
    L'unica concessione che sembra certa è stata quella di conferire alla chiesa la possibilità di ereditare i beni dei propri fedeli (lasciati con testamento).

    ANNO 326 (e.v.)

    Riferimento Storico:
    ELENA CI RIPROVA
    Il vescovo di Aelia Capitolina, Macario, aveva sollecitato presso Costantino I il permesso di demolire il tempio di Afrodite, fatto costruire dall'Imperatore Adriano sul presunto luogo del calvario e della sepoltura di Gesu. Costantino I acconsente e spedisce la madre Elena, in nuova "missione imperiale" ufficiale, per affiancare Macario e sovraintendere alla demolizione e agli scavi.
    Alla fine i lavori porteranno alla luce una tomba, scavata nella roccia, ed una massa rocciosa calcarea ritenuta il calvario.
    (Rif. 172)


    Altre sette cristiane onorano un sepolcro ed un calvario diversi da quelli dei cattolici e degli ortodossi.
    Questi luoghi sono stati scoperti nel 1881-1882(e.v.) dal Generale Charles "Cinese" GORDON (il generale inglese ucciso a Khartum) sulla base di alcuni rilievi topografici eseguiti qualche anno prima dall'archeologo britannico Wilson.
    (Rif. 172)

    RELIGIONE DI STATO
    La religione cristiana diventa RELIGIONE UFFICIALE DI STATO dell'Impero Romano con gli Editti di Tessalonica (1134 a.u.c./381 e.v.) e di Costantinopoli (1144 a.u.c./391 e.v.), emanati dall'Imperatore Teodosio I, dietro suggerimento di Ambrogio da Milano.

    Con questi editti tutti gli altri culti vengono aboliti e dichiarati fuori legge; i loro beni ed i loro templi sono confiscati e devoluti al nuovo clero; vengono naturalmente abolite anche tutte le feste pagane, compresi i "frivoli e peccaminosi" giochi olimpici. Vengono eseguite le prime condanne a morte a carico dei presunti eretici.

    Si sono intanto definite e consolidate le prime gerarchie nell'ambito della chiesa, costituite da:

    ANNO: 331 (e.v.)

    Eusebio, storico della chiesa, nella sua Vita di Costantino, ci informa di aver ricevuto personalmente dall'Imperatore, l'ordine di produrre 50 copie della Bibbia(?) cristiana, da distribuire nelle chiese della capitale Costantinopoli. Ordine puntualmente eseguito da scribi professionisti presso lo scriptorium annesso alla chiesa di Cesarea.

    ANNO: 337 (e.v.)

    Il papa (?) Giulio I, per ordine di Costantino, fissa la data di nascita di Gesù al 25 Dicembre.

    A Gerusalemme il vescovo Cirillo (?-386), contrariamente a quanto riportato sul Vangelo di Giovanni, accenna alla probabile esistenza di un sudario di Gesù (Sindone).

    ANNO 356 (e.v.)

    In quest'anno viene genericamente sancita, in tutto l'Impero, la pena di morte per tutti quelli che praticano ancora i riti pagani.

    ANNI: 361-363 (e.v.)

    Nel 361 Giuliano diventa imperatore di Roma e si dimostra subito estremamente tollerante nei confronti di tutte le religioni e ristabilisce la libertà di culto, con grande rabbia del clero cristiano che lo ribattezzerà Giuliano l'Apostata".
    Giuliano era stato educato, a suon di "frustate", alla religione cristiana da Eusebio, vescovo di Nicomedia, generalmente ritenuto un viscido intrigante.
    Poco incline a certe imposizioni, Giuliano si dà, di nascosto, alla lettura ed allo studio dei testi della filosofia neoplatonica e si riavvicina alla religione degli antichi dei, ritenendo il cristianesimo una religione violenta, ipocrita, ingannevole, dominata da rozzi dogmi e da oscuri imbrogli di potere; un coacervo di superstizioni

    buono per popolazioni di creduloni e per matrone in menopausa.

    "Essi credono che l'Ellade sia morta. Da tutte le parti del mondo, i monaci neri si avventano come corvi sul suo purissimo corpo di marmo, e vi frugano con i becchi come in una carogna, gracchiando allegramente: "l'Ellade è morta!" Ma l'Ellade non può morire; l'Ellade è nei nostri cuori. E' la divina bellezza dell'uomo sulla terra. Quando essa si risveglierà, guai ai corvi di Galilea!"

    Giuliano è stato autore di diversi libri, ormai perduti, tra i quali: Sulla morte di Giuliano si sono create molte leggende per mascherare quello che è stato un omicidio perpetrato dal clero cristiano. Un turpe individuo, Atanasio vescovo di Alessandria, mandante e anche autore di alcuni omicidi, istiga un soldato ad ucciderlo. L'opportunità si presenta il 26 Giugno 363, in Mesopotamia, nel corso di una battaglia contro i persiani; durante questa azione il milite approfitta dell'occasione e pugnala alla schiena l'imperatore.
    (Rif.799)

    Mito e politeismo erano necessariamente legati perchè facenti parte della espressione della capacità immaginativa umana, mentre il monoteismo avversa tale capacità immaginativa imprigionando lo spirito religioso dentro forme ed immagini statiche prefissate. (P.Trevisan)

    In questo IV secolo e.v. il mondo occidentale, in particolare quello dell'Impero Romano, vive una frastornante situazione nella quale:

    "gli Dei non ci sono più e Dio non c'è ancora".

    Sino ad allora l'Impero aveva garantito la libertà di culto, l'ateismo, la filosofia e la ragione. Ora tutto questo viene a mancare ed inizia la barbarie.
    (Rif. ***)

    ANNO: 365 (e.v.)

    Morto Giuliano, i cristiani riprendono saldamente il potere e ristabiliscono la pena di morte per coloro che praticano i riti pagani.

    ANNO: 366 (e.v.)

    Pontificato di Damaso I (366 - 384) (Sposato, adultero e pedofilo)
    In questo anno viene eletto (diciamo così) papa Damaso I,
    successivamente fatto santo per le sue indiscutibili ...virtù cristiane.

    Di origini ispaniche, si era distinto a Roma combattendo contro il vecovo Feliciano, in numerose zuffe civili, per la conquista del potere religioso nell'ambito della nuova setta cristiana.

    Nel 366 era morto il papa Liberio, sostituito con papa Ursino, e questo provoca l'ira del buon Damaso, che ambiva da tempo al soglio di Pietro. Damaso non si scoraggia: assolda un'accozzaglia di miserabili e di morti di fame e con questi ammazza i sostenitori di Ursino (ursiniani), conquistando il massimo potere nella setta cristiana.
    Si è trattato di un vero e proprio scontro politico, tra fazioni rivali, per la conquista di un potere ancora oscuro, ma che si prospetta molto redditizio.
    Solo nell'area in cui sorgerà la chiesa di Santa Maria Maggiore (secondo lo storico Ammiano Marcellino) si conteranno 135-140 cadaveri di filo ursiniani, morti in difesa del loro schieramento.
    Potere che poi eserciterà a lungo, massacrando quanti lo contestano con l'approvazione, e sotto la protezione, di speciali editti dell'imperatore Teodosio I: i cosidetti "editti di sangue".
    Difficile stabilire quanta gente abbia mandato al cimitero per soddisfare la sua smodata ambizione.
    Qualcuno gli attribuisce anche la paternità del falso "Liber Pontificalis" che compendia una cronologia, tutta "inventata" dei primi vescovi/papi di Roma a partire da Pietro;
    non tutti gli storici però concordano con questa attribuzione.
    Muore nel 384 e.v.

    ANNO: 367 (e.v.)

    Il vescovo di Alessandria Atanasio, in una lettera pastorale stabilisce quali sono i 27 libri da recepire nel Nuovo Testamento. Viene così fissato, in prima istanza, il Canone della nuova religione cristiana, contenente anche i quattro vangeli detti canonici.
    Ce n'è voluto del tempo!

    ANNO: 376 (e.v.)

    Il 25 Dicembre, su ordine dell'Imperatore, il Prefetto di Roma sopprime il culto di Mitra e consegna il tempio nelle mani del culto rivale cristiano.

    Si può affermare che in questo periodo comincia a prendere forma ed a consolidarsi la struttura burocratica-temporale della chiesa cristiana. Similmente alla vita religiosa di tutti i tempi (e di tutti i templi), anche in questa organizzazione sono presenti tre aspetti tipici: A metà strada fra la profeticità e la sacerdotalità sfuma la vasta galassia dei predicatori che cercano di persuadere le masse a seguire la retta via, talvolta anche con predicazioni apocalittiche.
    Il sacerdote delle religioni rivelate ha bisogno di un predicatore che gli porti quattrini e prestigio sociale dalle masse ma teme il lato inquietante dell'ascetismo ed anche il profeta che tuona e scombussola quella società nella quale egli è perfettamente e comodamente inserito.
    Per quanto riguarda il monaco, esso è visto dal sacerdote come un esempio inoffensivo da additare alle masse.
    (Rif. 725)


    Inizia la fase
    "post-costantiniana"
    della storia del cristianesimo
    (secondo il Concilio Vaticano II).


    ANNO: 380 (e.v.)

    A Tessalonica, il 28/2/380, l'imperatore Teodosio I il Grande emana un editto (De fide catholica) che, in pratica, dichiara la nuova religione cristiana-cattolica quale unica Religione Ufficiale dell'Impero.

    A questo editto ne seguiranno molti altri (almeno 15) intesi a perseguitare tutti quelli che, pur proclamandosi cristiani, non accettano in toto quelle che sono le direttive dell'ortodossia che si vuole imporre.
    Ne fanno le spese i manichei, i marcioniti, gli ariani, apostati di vario genere e tanti altri che vengono "devotamente" perseguitati, uccisi, accecati o condannati (questa è una novità!) all'esilio in patria, cioè totalmente esclusi ed isolati dal resto della comunità.

    ANNI: 381-385 (e.v.)

    Viene inventato lo Spirito Santo(!)
    L'imperatore Teodosio I convoca a Costantinopoli un concilio nel corso del quale viene stabilito e formalizzato il concetto di Trinità, aggiungendo lo Spirito Santo ai due soggetti già esistenti: Dio e Gesù. Il Credo di Nicea ora recita:

    Crediamo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili ed invisibili.
    E in un solo Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, unigenito e nato dal Padre,
    della stessa sostanza del Padre, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero,
    generato e non creato, consustanziale al Padre, per mezzo di lui tutte le cose sono state create,
    in cielo e in terra; per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e si incarnò,
    si fece uomo, patì e il terzo giorno resuscitò, sali al cielo, e verrà per giudicare i vivi e i morti.
    E credo nello Spirito Santo che procede dal Padre, e con il Padre e il Figlio
    è adorato e glorificato.

    Saranno necessari più di 1500 anni prima che Ernest Hemingway si ribelli e dia una sua interpretazione di queste demenziali e folli affermazioni, proponendo il suo Nulla Nostro...:

    Nulla nostro, che sei nel nulla,
    sia santificato il tuo nulla, venga il tuo nulla,
    sia fatto il tuo nulla, dovunque nel nulla.
    Dacci oggi il nostro nulla quotidiano, e rimetti a noi i nostri nulla,
    come noi li rimettiamo agli altri nulla.
    E non ci indurre nel nulla, ma liberaci dal nulla.
    Amen

    Nel 385 d.C. Teofilo, vescovo di Alessandria, con la compiaciuta approvazione di Teodosio I, attacca e distrugge con le sue truppe, i monasteri che seguivano ancora le idee di Origene.
    Origene era stato dichiarato eretico perchè aveva avuto l'ardire di sostenere che Dio è una essenza puramente spirituale ed immateriale.
    Evidentemente dominava ancora una grande confusione sulla "natura di Dio" malgrado la trovata trinitaria di Teodosio I e seguaci.
    Tant'è vero che un certo Priscilliano e sei dei suoi fedeli vengono decapitati nella città di Treviri per conclamata eresia derivante da tali incertezze.

    ANNO: 391 (e.v.)

    Al fine di nascondere il fatto che non esiste nessuna base storica per le sue bugie teologiche, il clero cristiano si è reso colpevole di vergognosi crimini distruggendo, sin dall'inizio, molte delle opere degli storici dei primi secoli dell'era cristiana. Quel poco che ci è pervenuto è talmente alterato e modificato da inficiarne, quasi sempre, il suo valore storico.
    (Rif.771)
    Uno dei più grandi crimini della storia cristiana è stata la distruzione, nel 391 e.v., del Tempio di Serapide e dell'annessa biblioteca, (nota come Biblioteca di Alessandria - Serapeum), perpetrata da fanatici cristiani, guidati dal vescovo Teofilo (il piromane) e con la connivenza dell'Imperatore Teodosio I. La biblioteca conteneva circa 700 mila volumi, tra cui manoscritti babilonesi, assiri, fenici, persiani, composizioni buddiste, scritti ebraici e papiri egizi. La biblioteca era il simbolo, temuto dai cristiani, del mondo e del sapere pagano.

    Qualche tempo dopo, al fine di completare l'opera devastatrice, l'arcivescovo Crisostomo eccitava i suoi fanatici esprimendosi in questi termini:

    "Qualsiasi traccia dell'antica filosofia e della letteratura del mondo antico deve scomparire dalla faccia della terra".

    Inizia quel processo secolare di egemonia culturale, da parte della chiesa, che mira ad imporre ai credenti una forma di ubbidienza animale, escludendo qualsiasi forma di libero ragionamento.
    Questa politica, applicata per 10 secoli, fu confermata e ancora ribadita dal Concilio di Trento, nel 1545-1563.
    (Rif.771)
    Per fortuna (si fa per dire!) guerre, rivoluzioni e sommovimenti vari costrinsero, in più occasioni, alla fuga di antiche confraternite pagane, che si portarono dietro i loro libri, impedendo così che molti di essi cadessero nelle mani dei devastatori cattolici. Nei secoli che seguirono molti studiosi si dedicarono al ricupero di queste opere (molte tradotte, a suo tempo, in arabo) e conservate massimamente in Baghdad e in altri eccellenti centri culturali.

    Intanto è nata una nuova usanza: quella di arrostire i cosidetti eretici sul rogo. La prima esecuzione avviene in Germania. Questa "moda" destinata a durare sino all'inizio del 1800, verrà successivamente raffinata e migliorata dall'istituto della "santa" inquisizione che verrà fondato da Gregorio IX nel 1231 (e.v.).

    Il piacere sadico di mandare a morte, con orribili tormenti, i propri nemici (o presunti tali) è sempre stata una costante nella storia della religione cristiana. Ancora parecchi secoli dopo, ai tempi della Rerum Novarum (c.a. 1900), Leone XIII scriveva:

    "Tutti i governanti devono onorare il sacro nome di dio, e uno dei loro principali impegni deve essere quello di favorire la religione. [...] La pena di morte è il necessario ed efficace mezzo affinchè la chiesa consegua i propri fini, quando i ribelli cospirano contro di essa e i disturbatori dell'unità ecclesiastica, specialmente gli ostinati eretici, non possono essere arrestati con nessun'altra pena dal continuare a minare l'ordine ecclesiastico ed istigare gli altri ad ogni sorta di crimine."


    ANNI: 392-400 (e.v.)

    Sopprimere la libertà di culto a totale vantaggio della religione cristiana, provoca a volte qualche tardiva e disperata protesta come quella avvenuta a Calama (Numidia) che conterà almeno 60 morti.
    Ma Teodosio impazza e decide di proibire pure i frivoli ...giochi olimpici.

    A Roma poi anche i Senatori se la vedono brutta: istigato da Ambrogio vescovo di Milano, Teodosio ordina loro di abiurare il culto di Giove Capitolino; la statua della Vittoria viene rimossa dal Senato e sostituita con una croce.

    In questi anni si cerca di porre fine alla generale confusione definendo quali scritti devono far parte del canone della nuova religione. Nei convegni di Ippona e di Cartagine si stabilisce che i documenti essenziali sono: In totale sono 27 scritti in seguito abbondantemente rimaneggiati, tra i quali mancano, stranamente, le lettere di Paolo.

    ANNO 401 (e.v.)

    Un altro personaggio, che oggi sarebbe molto probabilmente ospite di un reparto di neurodeliri, si affaccia all'orizzonte: è Agostino, protetto dal vescovo Ambrogio di Milano, campione indiscusso di paranoia mistico-religiosa.
    O meglio: si tratta di Sant'Agostino, vescovo di Cartagine, ritenuto un "grande pensatore" e "dottore della chiesa". Suo è quel capolavoro di totale ipocrisia noto come Confessioni.
    Intanto, a tempo perso, partecipa attivamente alla distruzione di templi e statue pagane di Cartagine e dintorni; sono attività di selvaggia demolizione che di "mistico" sembra abbiano hanno assai poco.

    Nel suo trattato "DE CIVITATE" - Sermone XXXVII, parlando di un suo viaggio (mai fatto) in Etiopia, il "dottore della chiesa" ci racconta:

    - Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due grandi occhi sul petto.

    Ma, come se questo non bastasse, va poi oltre con altre amenità del genere:
    - Il pavone pare favorito dall'Onnipotente dato che la sua carne non si corrompe e trionfa sulla morte.
    - In Cappadocia ci sono giumente che vengono ingravidate dal vento e i cui puledri vivono solo tre anni.
    - Le rane nascono dalla terra e non da genitori sessuati.


    E poi continua, sempre nel Libro 16, paragrafo 8.1:
    V'è anche il problema se si deve ritenere che dai figli di Noè, o meglio dall'unico progenitore da cui anche essi discendono, derivarono alcuni tipi mostrosi d'individui umani, di cui parla la storia profana. Si tramanda che uno di essi aveva un solo occhio in mezzo alla fronte, le piante dei piedi di alcuni erano rivolte alla parte posteriore delle gambe, altri avevano i caratteri dei due sessi, la mammella destra virile e quella sinistra femminile e accopiandosi alternativamente fra di sé fecondavano e partorivano; alcuni non avevano la bocca e vivevano respirando soltanto con la narici, altri ancora erano della statura di un cubito e per questo dal cubito i Greci li chiamano pigmei; in alcune parti le donne concepivano a cinque anni e non oltrepassavano l'ottavo anno di vita.
    Narrano anche che esiste un popolo nel quale gli individui hanno una sola gamba inserita nei piedi, non piegano il ginocchio e sono di celerità prodigiosa, li chiamano sciopodi perchè, giacendo supini per il caldo, di difendono con l'ombra dei piedi. Dicono anche che alcuni senza la testa hanno gli occhi nelle spalle e di uomini o ominidi le altre caratteristiche che, desunte dai libri di narrazione fabulatrice, sono state ritratte a mosaico, nel porto di Cartagine. Non saprei dire dei cinocefali perchè la testa di cane e l'abbaiare fanno pensare più a bestie che ad uomini. Però non è necessario ammettere tutti i tipi di uomini di cui si parla.
    Anche nell'ipotesi che in luogo qualsiasi nasca un uomo, cioè un animale ragionevole mortale, quantunque presenti ai nostri sensi una insolita tipologia somatica di forma, di colore, di movimento, di voce o di caratteristiche in termini di forza, organi e proprietà, il credente non deve dubitare che egli proviene dal primo uomo. Si manifesta però che cosa la natura abia raggiunto in parecchi soggetti e che cosa sia straordinario a causa della rarità.

    Poi, in un'altre occasioni, dà la misura di se stesso (e della sua dabbenaggine) affermando:
    "S'aggiunge un'altra forma di tentazione, pericolosa per molteplici ragioni. E' la curiosità vana, ammantata dal nome di cognizione e di scienza."
    E ancora:
    Il buon cristiano deve stare in guardia contro i matematici e tutti coloro che fanno profezie vacue. Esiste già il pericolo che i matematici abbiano fatto un patto col diavolo per oscurare lo spirito e confinare l'umanità nelle spire dell'inferno. (Ottantatrè Questioni Diverse)

    Ecco un tipico "padre" della chiesa! Sul suo pensiero è stata abbozzata un'intera teologia, una religione!

    Una domanda nasce spontanea: si può essere così falsi e ...cretini?


    ANNO: 415 (e.v.)

    Nel 415, Cirillo (?-444 e.v.) patriarca cristiano di Alessandria d'Egitto, (che aveva ereditato la carica dallo zio materno Teofilo, il "piromane") istigò le sue canaglie (monaci combattenti, brutti e sporchi, provenienti dal deserto) a terrorizzare gli ebrei e ad uccidere la nota "maestra di filosofia" Ispasia (Ipazia/Hypatia: 370-415 e.v.).

    Ispasia (figlia di Teone, matematico e Rettore dell'Università di Alessandria), donna di grande saggezza versata in filosofia, matematica e astronomia, aveva fondato una scuola assai rinomata, rivolgendo i suoi insegnamenti sopratutto ai giovani di Alessandria, nell'intento di emanciparli dal soffocante condizionamento imposto dal protervo, dilagante potere della setta cristiana dell'epoca.
    Si dice fosse una donna bellissima votata alla verginità.

    Era inevitabile che il suo pensiero si scontrasse con quello gretto e grossolano di questo protervo "dottore della chiesa".

    Non potendo tenerle testa Cirillo ordinò la sua cattura, ad un branco di monaci fanatici (Parabalani, Circumcelliones), capeggiati da "Pietro il Lettore del Vangelo" della chiesa di Kaisareion e la mandò a morte, nella stessa chiesa, facendola scarnificare viva, mediante l'uso di conchiglie taglienti (e cocci di ceramica). Prima di morire le furono cavati gli occhi e, infine, i suoi resti furono portati al cinaron e bruciati.
    Tutto per la maggior gloria di Dio.

    Per questo diabolico atto Cirillo fu in seguito canonizzato dalla infallibile chiesa cristiana (1882) ed ancora oggi viene celebrato ad Alessandria il 9 Febbraio e nelle chiese latine il 28 Gennaio.

    Ispasia era talmente stimata ed apprezzata per la sua brillante intelligenza che il suo assassinio è stato considerato da molti autori come

    la morte del MONDO e della CULTURA pagana.

    Dopo la sua morte anche molti suoi discepoli furono uccisi, gli scritti bruciati ed i suoi insegnamenti andarono in parte perduti. Alcuni suoi lavori, conosciuti anche in Oriente, vennero tradotti in arabo e furono resi noti in Occidente dopo quasi mille anni di silenzio.
    (Rif.710,200,320)
    A seguito del misfatto, la maggior parte degli studiosi e dei filosofi, seriamente impauriti, lasciano la città che, poco alla volta, si traformerà in un borgo di incolti analfabeti, assogettati alla prepotenza del nuovo clero.

    E' cominciato l'oscurantismo.

    (Per approfondire l'argomento, vedere su questo sito:
    In memoria di Ipazia di Negrini Roberto - APsAD.)

    Risale a questo periodo una singolare affermazione di S.Agostino (354-430 e.v.):
    "Non crederò nella verità dei Vangeli se l'autorità della chiesa cattolica non mi obbligherà a farlo."
    (Rif.706)

    ANNI: 430-431 (e.v.)

    Si tiene, ad Efeso, per volere dell'imperatore Teodosio II, un concilio che darà una prima formalizzazione al culto della Madonna, sino a questo momento in gran parte trascurato.
    Si trattava sostanzialmente di stabilire se Maria Vergine, dichiarata d'ufficio Deipara, poteva essere considerata come: Ne nacque un immenso "pasticcio" interpretativo e qualcuno (un eretico forse) suggerì qualcosa come la iperdulia (iper-adorazione), cosa che non mancò di dare luogo ad altre imbarazzanti perplessità: Come si vede, si trattava di problemi del cavolo veramente gravi e fondamentali, che non vennero risolti e furono la causa di nuove eresie che si trascinano ancora oggi.

    La croce comincia timidamente ad apparire quale emblema della cristianità; ha ancora una forma a T, sulla quale risulta legato il presunto Cristo.

    Nel corso del concilio viene definitivamente dichiarata eretica la dottrina di Nestorio che aveva trovato da ridire sugli attributi di Maria.

    Allo scopo di addebitare ai "perfidi Giudei" la condanna a morte del presunto Gesù, un certo Anania scrive un resoconto del processo (sono passati solo 400 anni!), discolpando pienamente il buon Pilato e creando le premesse per la futura beatificazione dello stesso, unitamente alla moglie Procula.

    I "corvi di Galilea", come definiti da Giuliano, procedono alacremente nella loro opera. In tutto il bacino del Mediterraneo i templi dedicati agli antichi culti sono praticamente spariti; molti sono stati distrutti, gli altri adattati e riconvertiti al nuovo culto.

    ANNI: 440 (e.v.) e oltre

    In questo periodo si accentua, particolarmente in Egitto e Siria, uno uno strano fenomeno, già rilevato nella prima metà del 300.
    Ai margini di importanti città, (dove è facile ricevere assistenza ed essere adeguatamente mantenuti!) alcuni fanatici, detti stiliti, si issano in cima a delle colonne o tra le biforcazioni dei rami di alberi (dendriti), dai quali predicano le loro presunte verità su di una fede non ancora ben definita e, intanto, attendono offerte di cibo ed altri generi di conforto. Pare che alcuni tra i più determinati ci abbiano anche lasciato la pelle a seguito di rovinose cadute.
    Non è chiaro come provvedessero all'igiene e alle loro altre necessità fisiologiche ...meno confessabili.

    ANNO: 451 (e.v.)

    Si svolge il concilio di Calcedonia che cerca, con scarsi risultati, di dirimere la diatriba tra:
    - nestorianesimo, che cerca di valorizare l'aspetto umano del Cristo
    - monofisismo, che cerca di esaltarne l'aspetto divino.
    In fondo non è ancora ben chiaro chi sia questo Cristo!

    ANNO: 506 (e.v.)

    L'imperatore d'oriente, Anastasio I, ordina, nel 506 e.v., una revisione generale di tutti gli scritti fondamentali della religione cristiana, compresi gli scritti dei padri della chiesa e la conseguente distruzione di tutti quei documenti ritenuti inadeguati o pericolosi per la credibilità della giovane "religione di stato". Manca un bilancio preciso di quanto sia andato perso. Alcuni autori ritengono che in questa occasione siano spariti i supposti vangeli originali dei quattro evangelisti. (?)
    (Rif.500)
    Nel 512, Anastasio I viene in contrasto con la chiesa romana negando la natura umana del Cristo, riconoscendone solo la natura divina. La chiesa romana era invece saldamente attaccata al dogma trinitario, come formulato alla fine del IV secolo.
    A causa di questo contrasto, scoppiano a Costantinopoli paurosi tumulti ed i seguaci dei due gruppi si accoppano tra di loro (centinaia di morti) per sostenere l'una o l'altra delle tesi che, probabilmente, non riuscivano neanche a comprendere.

    In effetti, esaminando i vangeli (almeno quelli canonici), pare che il Cristo si sia dimenticato di dire se aveva o no una doppia natura, cosa che si è sempre cercato, ostinatamente, di attribuirgli.



    Pontificato di Felice IV (526-530)

    FeliceIV viene eletto pontefice (con l'appoggio di Teodorico il Grande).
    In effetti l'appoggio vero fu quello di Amalasunta, figlia di Teodorico e amante di Felice IV, il quale è passato alla storia come primo papa fatto eleggere dalla sua concubina. Ma non sarà il solo.

    ANNI: 527- 569 (e.v.)

    Teodora, in seguito moglie dell'imperatore Giustiniano, è una delle figure più inquietanti che abbia influenzato e orientato il potere della chiesa.

    Originaria di una famiglia di artisti ambulanti, specializzata in "contorsionismo", all'età di 11 anni viene adddestrata dalla sorella Comite, nota prostituta, all'arte della prostituzione spinta, quale sesso orale, masturbazione, ecc. In seguito si esibirà nuda sulle scene, cosparsa di miele, invitando gli spettatori ad intrattenersi pubblicamente con lei.
    Il contorsionismo e le straodinarie tecniche amatorie da lei sviluppate colpiscono Giustiniano, imperatore di Bisanzio che finisce con lo sposarla, nel 527, nella chiesa di Hagia Sophia di Costantinopoli. Tra i primi provvedimenti presi, dopo le nozze:
    - quello di non commentare mai i trascorsi sessuali dell'imperatrice (pena la morte) e
    - la .......chiusura immediata di tutti i bordelli di Costantinopoli e la detenzione in appositi conventi delle prostitute, con lo scopo di "redimerle".
    Teodora, sostenne, senza esitazione, la candidatura a papa di Vigilio (537-555).
    Fu una corsa sul filo di lana: quando Vigilio giunse a Roma era già stato eletto papa Silverio (536-537); ma Teodora non demorde: manda a Roma un esercito al comando di Belisario il quale depone Silverio e, più tardi, lo farà strangolare. Vigilio resterà pontefice per parecchi anni: dal 537 al 555.

    L'imperatore Giustiniano emette l' Editto dei Tre Capitoli che suona come ulteriore condanna avverso le idee dei nestoriani, a scapito della chiesa di Costantinopoli. Non tutti sono d'accordo e si apre un ennesimo motivo di scisma destinato a durare sin verso la fine del 600.

    In questo secolo avranno origine molte altre "eresie" dovute alla messa in discussione del concetto trinitario. La chiesa si difenderà sempre ferocemente da questi elementi disgregatori del suo potere; nel 527 (e.v.) verrà decretata la pena di morte per i Manichei.
    Credenza tenace quella dei Manichei! Protetti sin dal III secolo, in Siria dalla regina Zenobia, diverrà, nel corso di un millenio, una seconda religione universale, estesa dalla Persia sino alla Cina, per poi confluire, almeno in parte nel catarismo sviluppatosi in Linguadoca.

    Nel corso degli anni seguenti la chiesa di Roma definisce lo standard iconografico della immagine di Gesù, immagine destinata ad essere riprodotta per secoli e che lentamente sostituisce le raffigurazioni precedenti, alcune delle quali originariamente derivate dal culto di Serapide.
    Questa immagine standard di Gesù sarebbe la stilizzazione di una figura, il Mandylion, che appariva su di un'altra presunta Sindone conservata ad Edessa (Urfa/Turchia).
    E' comunque strano che l'identikit di Gesù, approvato dalla chiesa, suggerisca, sempre di più, i tratti somatici di uno scandinavo: figura alta, magra, occhi azzurri, chioma bionda e fluente e barba in stretta analogia.
    Si tratta dell'ennesimo inganno perpetrato dalla chiesa sul suo "fondatore". Ammesso che sia esistito, Gesù era un semitico, un giudeo di origini "medio-orientali" con una struttura fisica adeguata, per forza di cose, a questo ceppo antropologico.
    Qualcuno ha poi supposto che Gesù fosse di razza negra con tutti i caratteri somatici tipici di questa razza.

    ANNO 570 (e.v.)

    Nasce in Arabia, a La Mecca, Muhammad al-Qurais, noto come Maometto, il profeta dell'Islam.


    Pontificato di Gregorio I (590-604)
    Il 3 Settembre del 590 viene nominato papa Gregorio I, in seguito santificato e definito "magno". Uno dei peggiori oscurantisti che la storia ricordi.
    Nemico ed oppositore di tutte le scienze, del pensiero razionale, della cultura greco-romana e della filosofia, viene ricordato per una lettera (passata alla storia) inviata al vescovo di Vienne (Francia) dove testualmente si legge:

    "...abbiamo sentito una voce, che non posso riferire senza disonore; sembra che nella tua congregazione si insegni la grammatica".

    Pare, ma non è certo, che abbia introdotto nella liturgia della chiesa il "Canto Gregoriano", in seguito molto diffuso.
    Essendo proibito alle donne la partecipazione attiva ai riti liturgici, venne sopperito in seguito, alla necessità di "voci bianche", castrando orribilmente ragazzi in età pre-puberale, da destinarsi a tale bisogna.
    Ci si chiede poi quanti ne siano morti a causa di orribili infezioni generate da questi interventi eseguiti con strumenti chirugici primitivi ed infetti.

    Aveva comunque tutti i numeri e le qualità per essere poi proclamato "santo e magno"!

    ANNI: 600-699 (e.v.)

    In questi anni il simbolo del crocifisso entra decisamente a far parte del bagaglio dei simboli cristiani. Si elimina lentamente la croce a forma di T che viene sostituita con la "croce latina", come siamo abituati a vederla.
    Per qualche tempo l'occupante della croce sarà un agnello e non un uomo.
    A Roma questo simbolo era stato importato dall'India alcuni secoli prima dell'era cristiana. I primi cristiani avevano ripudiato il simbolo della croce perchè ritenuto pagano. Per le prime immagini di Gesù avevano preferito il simbolo del "Buon Pastore" che porta sulle spalle un agnello.

    ANNO: 622 (e.v.)

    E' l'anno d'inizio del calendario musulmano. Maometto (570-632 e.v.), insediato a Medina, completa la stesura del Corano, testo sacro dell'Islam.

    ANNO 632 (e.v.)

    E' l'anno di morte di Maometto, il fondatore della terza religione monoteistica (un sottoprodotto tardivo derivato dalle due credenze pre-esistenti) e autore, come si presume, de Il Corano, testo di riferimento e di devozione di tutti i musulmani.
    Benchè le sue date estreme siano certe (570-632 e.v.) lo stesso non può dirsi per le vicende che hanno scandito la sua esistenza di commerciante, condottiero e capo spirituale.
    Si suppone fosse analfabeta. La sua prima biografia, redatta da Ibn Ishaq, 120 anni dopo la sua morte, è andata perduta e quindi l'unico riferimento, presumibilmente attendibile, è la biografia redatta, in un secondo tempo (nell'834 e.v), da Ibn Hisham.

    ANNI: 632-750 (e.v.)

    I musulmani, guidati da quattro califfi e dalla Dinastia Ommiade, conquistano l'Africa del nord, la Spagna ed il Vicino Oriente. Questo comporta, da parte del cristianesimo, la perdita della Terrasanta, della Siria, di 3 dei suoi 5 patriarcati e di alcune regioni da lungo tempo cristianizzate. Il patriarcato di Roma si avvale di questa situazione che favorisce l'aumento del proprio prestigio in ambito europeo.


    ANNO 646 (e.v.)

    Il vescovo di Saragoza fa una strana ammissione: non dice che il sudario di Gesu (Sindone) sia "autentico" ma bensì che non può essere definito "superstizioso" chi crede che lo sia. Sottigliezza degna di un prete!

    ANNO: 649 (e.v.)

    Un Concilio Lateranense fa proprie alcune conclusioni del precedente II Concilio di Costantinopoli (553 e.v.) e decreta d'ufficio la verginità di Maria

    prima del parto, durante il parto e dopo il parto di Gesù.

    Dopo quasi 700 anni Maria ri-diventa vergine!

    Ne consegue, e si sancisce, che tutti i riferimenti dei Vangeli canonici a "fratelli e sorelle di Gesù" devono essere intesi come riferimenti a parenti non prossimi.
    La solita enorme e proterva stupidaggine sviluppatasi da un errore di ...traduzione e imposta ai devoti beoti.
    In lingua ebraica vergine corrisponde a bethulah mentre almah significa solo "giovane donna" o, se è permessa la licenza, "signorina" (non necessariamente vergine).
    Sono stati scambiati i ...termini.

    ANNO 663 (e.v.)

    A Withby, nel regno di Northumbria (attuale Yorkshire), avviene la riunione della chiesa celtica con quella romana. I celti tagliati fuori dalla cristianità da una serie di precedenti invasioni, avevano sempre nominati i propri vescovi, proclamato santi e fondato monasteri senza alcun intervento dell'autorità romana. Ripristinati i contatti con Roma viene a mancare quella tolleranza e quel rispetto che i celti avevano sempre avuto nei confronti delle antiche tradizioni e dei culti pagani. L'ortodossia, imposta dai vescovi papalini, finirà con il distruggere e far scomparire tradizioni antiche di millenni.

    Pontificato di Stefano II (752-757)
    Il Concilio di Ieria (754) approva il bando, emesso nel 730, dall'imperatore di Costantinopoli Leone III, che impone la distruzione delle immagini sacre; decreto in seguito reiterato anche da Costantino V.
    Nasce così "l'iconoclastia" che, con alterni sussulti, si trascinerà sino all'843, sopratutto nei patriarcati sotto il controllo di Bisanzio.
    Il papa di Roma non è d'accordo e, con il Secondo Concilio di Nicea (787 e.v.), abolisce quanto disposto precedentemente a Ieria e ripristina l'uso e la devozione per le immagini sacre.

    In questi anni stanno maturando le premesse (o le promesse: Promissio Carisiaca di Pipino) per trasformare la chiesa in vero e proprio stato (con poteri temporali). La cosa si realizzerà, nel 795 e.v., con il papa Leone III (795-816).

    Stefano II è passato alla storia per avere ratificato l'editto di Costantino (un falso conclamato dell'325) attribuendo alla chiesa enorme ricchezza e potere. La notizia non certa: qualcuno attribuisce questa ratifica al sucessore Paolo I (757-767)

    Pontificato di Paolo I (757-767)
    Alcuni storici sono più propensi ad attribuire a questo papa la ratifica della falsa donazione di Costantino I.

    Pontificato di Stefano III (768-772)
    Stefano III si libera sbrigativamente dell'antipapa Costantino condannadolo al taglio della lingua e a ricevere mille colpi in testa; ai tre vescovi che avevano consacrato Costantino, fece mozzare la lingua e cavare gli occhi. Andò meglio a Teodoro, sostenitore di Costantino, a cui furono mozzate ...solo tre dita della mano destra.
    Durante tutto il pontificato, seguirono molti altri omicidi, anche di persone che avevano contribuito alla sua elezione.

    Pontificato di Adriano I (772-795)
    Questo pontefice, protetto dall'imperatrice di Bisanzio Irene, diede sfogo a innumerevoli crudeltà, mutilazioni ed ucccisioni di tutti coloro che sospettava volessero ucciderlo. Viveva, notte e giorno, in compagnia di due belle schiave siriane, dono dell'imperatrice Irene.

    Pontificato di Leone III (795-816)
    Il 25/12/800 il papa Leone III, si sdebita e pone la corona imperiale sul capo di Carlomagno, re dei Franchi. In fondo qualche riconoscimento gli era pur dovuto dopo tutto quello che aveva fatto per la Chiesa!
    Naturalmente si trattò di una grandiosa buffonata. Il fatto stesso che l'imperatore ricevesse la corona dal papa era una prova, per i giuristi filo-pontifici, che il Potere Spirituale era superiore al Potere Temporale.
    Tardivo sussulto di malintesa ierocrazia.
    Basandosi su questo ragionamento il papa si oppose (o cercò di controllarla), per tutto il Medioevo ed oltre, all'autorità dei vari imperatori fomentando situazioni di disordine e di torbidi interni.

    Intanto Leone III approfitta della sua carica per estorcere cospique quantità d'oro in cambio di indulgenze; sembra inoltre che, per difendersi dai rigori invernali di Roma, avesse al suo seguito tre suore giovani e belle con il compito di "scaldargli il letto" e altre piacevoli incombenze.

    Pontificato di Gregorio IV (825-844)
    In questo periodo molti monasteri divennero un serio problema per il pontefice: erano diventati normali, in queste sedi, baccanali omosessuali ed altro.
    Numerosi conventi di suore si traformarono in case di tolleranza dove i bambini, quì nati a dispetto dei numerosi aborti, venivano uccisi e sepolti alla chetichella. Altrove i prelati praticavano l'incesto con le rispettive madri, figlie e sorelle, e con i loro conviventi, malgrado l'incesto fosse allora un peccato punito col rogo.
    Il concilio di Aix-en-Chapelle (836), convocato dal papa, per trovare un rimedio a questa situazione, non ebbe esiti positivi.

    Pontificato di Sergio II (844-847)
    Gli piaceva circondarsi di giovani adolescenti, futuri vescovi o cardinali.
    Il "preferito" era un certo Ebbo, diventato poi suo segretario personale.
    Suo fratello Benedetto nominato, in tutta fretta vescovo, si occupava della gestione delle finanze e delle imposte papali.

    ANNI 847-852 (e.v.)

    In questo periodo, nella diocesi di Reims, un certo Isidoro Mercator con un gruppo di amanuensi, mette insieme le cosidette "Decretali dello preudo Isidoro", un corpo giuridico di diritto canonico in contrasto con la giurisdizione vigente dei sovrani dell'epoca.
    Queste "Decretali" , ovviamente false e manipolate ad arte, costituirono la base legislativa dello Stato Pontificio fino al 1870.

    Pontificato di Leone IV (847-853?)
    Quando morì lasciò un figlio di nome Floro e di madre ignota.

    Papessa Giovanna - [Giovanni VIII] (853?-855?)
    In questi anni pare che il soglio di san Pietro sia stato occupato da una donna: la fantomatica Papessa Giovanna che assunse il nome ...d'arte di Giovanni VIII(?). Nascondendo la sua natura sotto abiti maschili, diventa segretario particolare di Leone IV (847-855)(?) che, alla sua morte, la designa come successore.
    Resa incinta da un suo amante:
    - un probabile nipote di Carlo Magno, sceso in Italia per combattere i mori
    - oppure, come sostengono alcuni storici, trattarsi di un certo Floro, (figlio del defunto Leone IV),
    nasconde la sua gravidanza, ma finisce col partorire in mezzo alla strada, durante una processione. Il popolo romano, sdegnato, la riduce in poltiglia.
    La chiesa, a partire dal suo successore Benedetto III (855-858), ha fatto il possibile ed oltre per cancellarne la memoria e tramandarla ai posteri come una leggenda.
    Nel duomo di Siena è presente un elenco di pontefici ed una statua che potrebbero attestare l'esistenza della papessa, malgrado gli sforzi del clero di cancellarla dalla storia.


    Resta il fatto che sono molti gli storici, anche autorevoli, che rammentano questo evento e che in S. Giovanni Laterano esiste una sedia di marmo bucata o sedia stercoraria con la quale, in tempi andati, si controllava il sesso dell'erigendo papa.

    Un'ampia ricostruzione di questi avvenimenti è documentata su (Rif. 802)


    Pontificato di Niccolò I (858-867)
    Viene ufficializzato dal papa il "nuovo canone" (l'ennesimo) della religione cristiana. E' una ulteriore elencazione di libri da recepire o da ritenere come fondamentali per il credo cattolico. Viene formalizzato anche l'elenco dei libri da rifiutare e da distruggere perchè non conformi ai principi teologici ortodossi.


    Pontificato di Adriano II (867-872)
    Sistema moglie e figlia in un'ala del Palazzo Laterano, da cui vengono poi rapite, uccise e i loro cadaveri trovati sotto un ponte del Tevere.

    Durante il suo pontificato Adriano II prese vari, strani e contradditori provvedimenti per contenere la sessualità sfrenata di vescovi, arcipreti e preti, ivi compreso, per tutti i religiosi, l'obbligo di dormire in ...tre, che, in caso di omosessualià, divenne una vera ....manna e forniva altre straordinarie occasioni di sesso sia per i sorveglianti che per i sorvegliati.





    Pontificato di Giovanni VIII (872-882)
    In combutta, e con la protezione dell'imperatore Carlo il Calvo, fece tutte le cose peggiori che la sua carica poteva consentirgli:
    -avvelenò personalmente il prete Donato che lo criticava, con i suoi sermoni nelle chiese di Roma,
    -vendette, per una quantità enorme di denaro, indulgenze e perdoni papali,
    -sodomizzò un numero impressionante di giovani segretari che facevano parte della sua corte.
    - Infine, a Genova, dove si era rifugiato per sfuggire ai suoi nemici, divenne l'amante di un giovane nobile sposato; lo suocero del giovane, per soffocare lo scandalo, lo uccise con dieci martellate in testa.

    Pontificato di Marino I (882-884)
    Eletto per rimediare, per quanto possibile, alle malefatte del suo predecessore; cerca di richiamare all'ordine i molti vescovi che vivono in stato di concubinato.
    Muore nel 884 avvelenato dal suo successore Adriano III.

    Pontificato di Adriano III (884-885)


    Conviveva nel palazzo Laterano con una ragazza di venti anni ed andava pazzo per le prostitute in generale. Una donna, che resistette alle sue lusinghe, fu spogliata nuda e trascinata per le vie di Roma a suon di frustate. Era solito far cavare gli occhi a chi per qualche motivo lo criticava o contestava il suo comporamento licenzioso.


    Pontificato di Stefano V (885-891)
    Questo papa aveva un profondo senso della ....giustizia. Per lui la stregoneria e l'adulterio erano la stessa cosa. Gli inquisiti, sopratutto donne, venivano gettati in acqua fredda:
    - se galleggiavano erano colpevoli e destinati al rogo
    - se affogavano erano innocenti e allora si meritavano una ...preghiera!


    Pontificato di papa Formoso (896-897)
    Il 6/10/891 viene eletto papa Formoso, deceduto avvelenato, il 4/4/897 a Roma.
    Di lui si sa poco; quello che è certo è che deve averne combinate di tutti i colori, durante il suo breve pontificato, tanto che i suoi successori non hanno esitato a prendersi qualche postuma soddisfazione. Sembra fosse legato, o succube, della famiglia spoletina di Ageltrude (una lady di ferro di quei tempi) estremamente ambiziosa e mirante, con i suoi figli, al potere sulla chiesa di Roma.
    Nell'897, il nuovo papa Stefano VI (897-897), (succeduto a Bonifacio VI (896-896), morto dopo soli 15 giorni di podagra (?), e succube di Ageltrude, lo fa riesumare, trascina il suo cadavere davanti ad un sinodo (sinodo cadaverico), lo fa condannare (per cosa?) e gli fa mozzare 3 dita. Dopo di che il cadavere viene buttato nel Tevere, poi ripescato e riseppellito.
    Ma non è finita! Nel 905, il nuovo papa Sergio III (904-911) ci riprova; fa di nuovo riesumare il cadavere, lo fa rivestire con i paramenti pontificali e nuovamente processare.
    Alla fine la carcassa viene decapitata, mutilata di altre 3 dita e ancora gettata nel Tevere.
    La storia di santa madre chiesa è fatta anche di queste piacevolezze!!!

    Una nota a parte è dovuta a Bonifacio VI (896-896), anche se come papa è durato poco. Già come diacono e presbitero ne aveva combinate di tutti i colori: un vero collezionista di peccati capitali.
    A questo "santo pontefice" si attribuisce la fama di pedofilo, di sfrenato lussurioso, di concubino e di quanto altro si possa immaginare a proposito dei più innominabili vizi. La sua morte dopo soli 15 giorni di pontificato resta comunque un mistero: indigestione dopo un colossale banchetto, veleno propinatogli dalla longa manus di Ageltrude di Spoleto o altro?

    Quanto ad Ageltrude continuò ancora a lungo ad influire sul papato romano:
    - fece strangolare in carcere, per desiderio di Marozia, Stefano VI (896-897)
    - divenne concubina del successivo papa Romano (897-897)
    - dopo quattro mesi, lo fece deporre, chiudere in un convento e poi assassinare
    - fece eleggere papa il suo nuovo amante Teodoro II (897-897) e poi lo avvelenò
    - infine, dopo aver deciso le sorti di almeno cinque pontefici, sorprese i suoi contemporanei ritirandosi, fino alla morte, in un convento.


    ANNI 904 e Oltre (e.v.)

    La pornocrazia cattolica raggiunge livelli allucinanti.
    Teodora de Teofilatti (moglie del senatore romano Teofilatto) detta anche la papissa (e "puttana spudorata", secondo Liutprando da Cremona), fa eleggere papa il suo amante Giovanni X (914-928) mentre, contemporaneamente, la figlia Marozia, degna discepola di Ageltrude di Spoleto, fa strangolare Stefano VI (896-897) e diventa amante di Sergio III (904-911), questi la rende incinta di un figlio che in seguito diventerà papa Giovanni XII (955-964).

    La discutibile "discendenza" di Teodora de Teofilatti (tre figlie) è dunque rappresentata da:
    - Teodora la giovane, con il marito Teofilatto
    - Marozia, con papa Giovanni X
    - Sergia, con papa Sergio III.

    A questo punto il "casino" sul soglio di San Pietro è generale e consolidato. Dilaga quella storia di corruzione dei preti cattolici, e non solo di questi, che accompagnerà, per oltre 60 anni, le vicende del papato con tutta una serie di elezioni fasulle e manipolate che daranno origine a quel fatidico "abemus papam", applaudito ogni volta da una folla di emeriti imbecilli opportunamente plagiati.

    Pontificato di Sergio III (904-911)
    Malgrado fosse stato consacrato nel 904, fece falsificare i documenti per apparire consacrato nel 898, al fine di eliminare dall'elenco dei pontefici i tre precedenti papi, per motivi di astio personale.
    In uno strano menage a tre, ospitò nel suo letto (pare contemporaneamente) sia Teodora la madre (la vecchia) che la figlia Marozia e mise in cinta la Marozia, prima che andasse in sposa ad Alberico, duca di Spoleto.

    ANNO 910 (e.v.)

    In Borgogna viene fondata l'abbazia di Cluny. Godendo di forti protezioni, questi monaci avranno in seguito una notevole influenza sulle politiche papali.

    Pontificato di Anastasio III (911-913)


    Amante e succube di Teodora la vecchia.
    Intanto Marozia è occupata a sfornare il suo secondo figlio: che sarà Alberico II, duca di Spoleto.




    Pontificato di Landone (913-914)
    Fu amante di Teodora, anche se aveva una forte predisposizione per giovani adolescenti.
    Morto ammazzato dal suo successore, il futuro Giovanni X.

    Pontificato di Giovanni X (914-928)

    Amante di Teodora, oltre che pontefice, fu un politicante astuto, che incise pesantemente nella vita e nella politica degli stati che governavano il territorio italiano. Morta Teodora, Marozia si vendicò di alcuni torti istigando il marito, Guido di Toscana, a deporre il papa e a rinchiuderlo in Castel Sant'Angelo. dove mori avvelenato, pare per mano della Marozia stessa.


    Pontificato di Giovanni XI (931-936)

    Fece arrestare tre donne di Siena (madre e due figlie), in pellegrinaggio a Roma, e le violentò per quattro giorni consecutivi, nei suoi appartamenti in Laterano. Fece allestire, sempre a Roma, un postribolo maschile e non disdegnò di copulare con la propria figlia Marozia che, rimasta vedova di Guido di Toscana, nessitava di una dispensa papale per convolare a nuove nozze.
    Dopo molte, tumultuose vicende, morì nel dicembre del 936.


    Pontificato di Giovanni XII (955-964)
    Ottaviano, figlio di Alberico II di Spoleto e laico, è arrivato alla cattedra di San Pietro per vie traverse, dando un chiaro esempio di quanto possa essere porco e corrotto un papa tanto che, almeno cosi si racconta, molti fedeli si misero a pregare affinchè morisse in fretta (non è chiaro a chi, questi citrulli, rivolgessero le loro preghiere!).
    Quello che è certo è che non si fece .... mancare nulla; a volte omosessuale e a volte eterosessuale, si circondava di giovani di ambo i sessi che poi costringeva ad accopiarsi davanti a tutti e, secondo l'estro, con cani ed asini portati appositamente in Laterano.
    Fece un uso molto "disinvolto" delle finanze vaticane, destinando una parte di esse alla costruzione e al mantenimento di una casa di tolleranza nel Laterano stesso e al mantenimento di una scuderia di 1000 cavalli nutriti con mandorle, fichi e vino; ordinò vescovi alcuni bambini di 10-12 anni poi regolarmente sodomizzati.
    Ordinò il sequestro di donne, pellegrine a Roma, violentate per saziare i suoi bisogni e tra le altre cose si abbandonò a rapporti incestuosi con sua madre e con la sorellastra di 14 anni, con lui conviventi nel Laterano.
    E non andiamo oltre nel descrivere le abitudini di questo ....sant'uomo.
    Fu ucciso, il 14/5/964, da un marito geloso, che lo aveva sorpreso a letto con sua moglie.

    Pontificato di Giovanni XIII (965-972)
    L'imperatore Ottone I impone sul trono di San Pietro Giovanni XIII, dopo il rapido e caotico alternarsi di Leone VIII (963-965) e di Benedetto V (964-966?).
    I romani non gradiscono la scelta e, capitanati dal prefetto Pietro, si ribellano; cercano di catturare il papa che però riesce a fuggire e a rifugiarsi presso l'imperatore Ottone. Temendo la reazione dell' imperatore i romani finiscono con l'accettare Giovanni XIII che appena può esercita la sua vendetta sul prefetto Pietro, appeso per i capelli ad una statua e condanna a morte 24 cittadini romani che si erano inizialmente ribellati al suo primo insediamento.
    Giovanni XIII aveva delle strane abitudini: viveva come un principe orientale nel lusso più sfrenato, giocatore accanito; pretendeva di essere servito solo da giovani vergini.
    Trasformò il Laterano in un lupanare e commise incesto con una cugina.
    Finì ucciso con una pugnalata al cuore, infertagli da un marito geloso, mentre si intratteneva con sua moglie.

    Pontificato di Bonifacio VII (974-985)
    Il diacono Francone viene eletto papa con il nome di Bonifacio VII, non prima che fosse strangolato il precedente Benedetto VI (973-974). Viene successivamente rinchiuso a Castel Sant'Angelo per lo stupro "seriale" di parecchie avvenenti pellegrine. Dopo molte vicissitudini fugge a Bisanzio portandosi dietro la cassa e gli ornamenti d'oro della chiesa.

    Pontificato di Giovanni XIV (983-984)
    Imposto dall'imperatore Ottone II è stato un papa impopolare.
    Ne approfitta Bonifacio VII (Francone) tornato da Bisanzio, che lo cattura e lo fa rinchiudere a Castel Sant'Angelo dove muore qualche tempo dopo.
    Neanche Bonifacio VII fa una bella fine: nel luglio 985 viene ammazzato nel Laterano dal popolo di Roma che lo fa a pezzi.

    ANNO: 986 (e.v.)

    In questo anno, a Castel Sant'Angelo, sarebbe morta Marozia (fatta rinchiudere da Alberico II di Spoleto), dopo ben 54 anni di carcere.
    E' stata soffocata dal boia con un cuscino.
    Non tutti gli storici concordano; qualcuno anticipa il decesso al 955, in un convento. Tutti però ricordano come Marozia e sua madre Teodora hanno contribuito all'elezione di ben nove pontefici destinati a una fine violenta; infatti:
    - due sono stati strangolati
    - uno soffocato con un cuscino
    - quattro cacciati via in circostanze diverse
    - due avvelenati.

    Pontificato di Gregorio V (996-999)
    Imposto dall'imperatore Ottone III, Gregorio V (Brunone), non ebbe vita facile, insidiato dalla presenza dell'antipapa Giovanni XVI, nominato da un gruppo di contestatari della famiglia Crescenzi.
    Ritornato a Roma, l'imperatore Ottone III farà una spettacolare pulizia dei membri di questa famiglia, ammazzandone 64 durante un tragico banchetto.

    Pontificato di Silvestro II (999-1003)
    Questo papa, il prelato Gerberto de Aurillac, era il tipo ideale per diventare vicario di Cristo in terra:
    - ateo conclamato
    - votato al diavolo
    - esperto di magia nera
    - pedofilo incallito
    . probabilmente era anche sposato e con figli.
    Condannato da uno speciale concilio, convocato dal re di Francia, per porre un freno contro vescovi ed arcivescovi corrotti e della sua stessa risma, questo non gli impedì di diventare papa.
    Morì di consueto ...avvelenato il 17/5/1003.

    ANNO: 1000 (e.v.)

    E' un anno fatidico, inquietante e di ...grandi abbuffate per il clero. Terrorizzando il popolo bue con oscure, apocalittiche profezie che prevedono, per questo anno la fine del mondo, (Mille e non più mille!), molti sprovveduti cercano una estrema via di salvezza mediante donazioni e lasciti alla chiesa che garantisce loro, ovviamente, un posto in paradiso.

    La fantasia dei preti per arraffare quattrini agli sprovveduti ha dell'incredibile! Tanto per esempio: l'ultima trovata, di pochi anni fa, è stata quella di pretendere dal Comune di Roma, la destinazione al "sacro ventre di nostro signore", delle monetine gettate dai turisti nella ...Fontana di Trevi.


    Pontificato di Benedetto VIII (1012-1024)
    Appoggiato dalla famiglia Tuscolo, divenne pontefice dopo aver eliminato il predecessore Sergio IV (1009-1012) e combattuto contro la famiglia Cresenzi che lo voleva estromettere.
    Consolidato il suo potere, fu accusato dal suo stesso clero (che tentò di processarlo) di molti peccati quali:
    - simonia a favore dell'imperatore Enrico II
    - assassinio del predecessore Sergio IV
    - incesto con due nipoti di 14 e 17 anni, le quali solevano correre nude per le sale del Laterano e che gli diedero due figli
    - ladro di fondi ricavati dalla vendita di indulgenze.
    - pedofilo incallito.
    Muore nell'aprile del 1024 marcio di sifilide.

    ANNO: 1030 (e.v.)

    Il culto della Madonna ha stentato molto ad affermarsi anche a causa delle sciocchezze formulate a Efeso nel 430. Dopo le prime sollecitazioni risalenti al III Secolo, ad opera di Teodosio II, è solo in questo periodo che la devozione per la Madonna con il Bambino si consolida. E' una tardiva ripresa di un mito risalente al culto di Horo, in parte già recepito dalle sette gnostiche e poi trascurato e passato in secondo ordine e quindi poco praticato. Per motivi mai spiegati molte delle madonne nate in questo periodo sono dipinte di nero. Oggi, di queste madonne nere se ne contano oltre 400, sparse un po' ovunque.
    Questo culto è stato "vigorosamente" ripreso in seguito, dopo il 1550, come un tentativo di resistere e di opporsi alle varie riforme (luteranesimo, calvinismo, ecc.) che minacciavano di decimare seriamente la clientela della chiesa cattolica. Una caratteristica tipica delle madonne più recenti (Fatima, Medjgorie, ecc.) è quella di fare misteriose rivelazioni, che nessuno capisce, o di dettare, a qualche cretina di turno, delle profezie, che devono poi essere tenute rigorosamente segrete e rivelate infine al popolo bove, quando a volte e per caso si realizzano.
    (Avete visto: la madonna aveva ragione!)
    Con simili profezie ci proverà anche un certo Nostradamus (altro prete imbroglione), verso la metà del 1500, con le sue "impenetrabili e incomprensibili" centurie.


    INSERTO 22 - La Donna e la Chiesa
    Maria come ideale di modestia, di grazia, di verecondia e di umiltà viene additata come modello di vita per tutte le donne (escluse naturalmente quelle che, animatrici della porno-teocrazia di Roma, bazzicano nelle alcove dei papi e dei prelati; basterebbe qui ricordare i generosi, disponibili, benedetti e interessati grembi di Teodora e Marozia de' Teofilatti).

    E' l'ennesimo tentativo di supremazia maschilista sulla donna, soggiogata all'autorità paterna, fraterna e del marito. La donna sottomessa, priva dei propri slanci e delle proprie ambizioni, diventa una bestia da ingravidare per generare altri citrulli da aggiogare al carro della chiesa.

    L'idea che la donna (la metà del genere umano!) sia un essere inferiore ed indegno, da trattarsi alla stregua di un animale, ha origini antiche, riportate nella Bibbia e riprese poi dalla teologia cristiana.
    Secondo questa teologia, il destino della donna è di obbedire, servire l'uomo e stare in silenzio. Tutto questo perchè, secondo quella massa di untuosi cretini, definiti padri della chiesa, è stata la donna a cedere alle tentazioni del serpente e a indurre l'uomo al peccato.

    Paolo a questo proposito non scherza. Nella lettera 1 a Timoteo 2,11-15, è alquanto perentorio: "La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, nè di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perchè prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia".

    Anche Tertulliano da Cartagine (160-225 e.v.) non ha dubbi: "E non sai di essere Eva? In questo mondo è ancora operante la sentenza divina contro codesto tuo sesso: è necessario che duri anche la condizione di accusata. Sei tu la porta del diavolo, sei tu che hai spezzato il sigillo dell'Albero, sei tu la prima che ha trasgredito la legge divina, sei stata tu a circuire colui che il diavolo non era riuscito ad aggirare; tu, in maniera tanto facile hai annientato l'uomo, immagine di Dio; per quello che hai meritato, cioè la morte, anche il figlio di Dio ha dovuto morire: e hai ancora in animo di coprire di ornamenti le tue tuniche di pelle?"

    E ancora Filone di Alessandria (I sec. d.C.): "Poichè il progresso non è altro che la rinuncia al genere femminile che viene trasformato in maschile; poichè il genere femminile è materiale, passivo, corporeo e percettibile ai sensi, mentre quello maschile è attivo, razionale, incorporeo e più affine alla mente e al pensiero."

    Occorre anche rammentare che per gli ebrei misogini le mestruazioni erano ritenute una grave impurità, per cui le donne in ciclo dovevano indossare particolari sonagli (Lev. XV 19 agg.); e gli ebrei più devoti recitano ancora, secondo quanto prescritto dalla Torah:

    Grazie, oh Signore, per non avermi generato donna!

    Origene era talmente terrorizzato dal diabolico pericolo del fascino femminile da arrivare ad amputarsi da solo i testicoli.
    Questa pratica (autocastrazione) venne in seguito proibita dal Concilio di Nicea (325), ed è stato un vero peccato, viste le tendenze dei nostri "padri" moderni nei confronti dei loro parrocchiani minorenni.

    Nei secoli seguenti alcune donne verranno santificate, per motivi di contingente opportunità e convenienza (anche al cavallo si dà, ogni tanto, lo zuccherino per tenerlo buono), ma l'idea della naturale inferiorità della donna è tuttora dominante.

    Per inciso, è curioso notare come, nel corso dei secoli, i pittori abbiano sempre dipinta la madonna con i capelli biondi; essendo una ebrea palestinese avrebbe dovuto essere di carnagione e di peluria scura.

    Dobbiamo arrivare al XIX secolo per osservare una rinascita dei culti dedicati alle dee, ad esempio il movimento Wicca, che si basa su di un equilibrio di parità tra il dio e la dea, ridonando alla donna le sue originarie prerogative. Naturalmente la chiesa è corsa ai ripari definendo il movimento Wicca come "stregoneria bianca".

    L'ultima tesi sostenuta per l'emarginazione della donna è quella di Luitzen Egbertus Brouwer (Olandese, 1881-1966. Autore di alcuni testi sull'Intuizionismo e Teoria del Punto Fisso). Brouwer era un filosofo che ha vissuto e prosperato all'ombra del nazismo; uno dei pochi tollerati dal cattolicissimo Hitler. Negli anni 30 del secolo scorso aveva colto il plauso della Germania nazista con la seguente dichiarazione:
    L'usurpazione di un qualunque lavoro da parte della donna lo degraderà automaticamente ed inesorabilmente, rendendolo ignobile. Quando tutto il lavoro produttivo sarà reso oscuro ed ignobile dal socialismo, verrà svolto esclusivamente da donne.
    Nel frattempo gli uomini occuperanno il loro tempo secondo le loro capacità ed attitudini, dedicandosi agli sports, alla ginnastica, allo studio della filosofia, al giardinaggio, alla lotta, ad intagliare il legno ed a tutto ciò che all'epoca sarà considerato un lavoro nobile, anche giocarsi al tavolo verde quello che le loro mogli avranno guadagnato.


    Brouwer deve aver letto (e mal digerito) la storia del regno di Butua (Aline e Valcour di De Sade), dove i negracci costringono le mogli a:
    - lavorare come schiave
    - soddisfare tutte le loro pulsioni proibite
    - essere mangiate, tanto per variare la dieta
    - ed altre amenità del genere.
    (Rif.725)

    Figliuol mio, bassa gli occhi a terra, non le guatare, ch'elle son mala cosa. (Boccaccio/Decamerone)

    ANNO: 1032 e oltre (e.v.)

    Strani, inquietanti turn-over sulla cattedra di San Pietro:
    - Si annovera un Benedetto IX (1032-1044) della famiglia Tuscolo,
    - sostituito da un Silvestro III (1045-1045) (per 22 giorni).
    - Si rileva poi un secondo ritorno di Benedetto IX (1045-1045)
    - Subito sostituito da Gregorio VI (1045-1046)
    - e da Clemente II (1046-1047) (Honburg)
    - Infine ritorna per la terza volta Benedetto IX (1047-1048).
    Un chiarimento può essere inteso se si considera il:

    Pontificato di Benedetto IX (1032-1044, 1045, 1047-1048)
    Teofilatto della famiglia Tuscolo fu eletto papa ed assunse il nome di Benedetto IX alla precoce età di undici anni.
    Fu dipinto dai suoi stessi contemporanei come un "emerito mascalzone" di una cattiveria e volgarità uniche e ineguagliabili. Era ritenuto uno:
    - stregone
    - negromante
    - satanista
    - sodomita bisesuale
    - simoniaco
    - zoofilo
    - mandante di numerosi omicidi
    - stupratore
    - Incestuoso con sua sorella
    - ecc.

    Si può dire che il sant'uomo sommasse in sè tutte le "migliori" qualità che hanno distinto, nei secoli, tutte le alte cariche della gerarchia cattolica.
    Un primo tentativo di ucciderlo, mentre diceva messa, andò fallito per una inattesa eclissi di sole.
    Nel 1044, una sommossa organizzata dalla famiglia Crescenzi, lo costrinse a lasciare Roma, sostituito da un altro: papa Silvestro III, che durò poco.
    Tornato a Roma con l'aiuto delle truppe tedesche di Enrico III, rimase sul trono per circa due mesi, poi abdicò per sposare una bellissima cugina, vendette il trono e la tiara, per 1500 libbre d'oro, a Graziano Pierleoni, un ricco ebreo, che divenne così papa Gregorio VI.
    Di fronte all'assurda situazione della coesistenza di tre pontefici viventi, Enrico III depose ed imprigionò i tre sedicenti papi e li sostituì con il neoeletto Clemente II, destinato, anche lui a non durare. Infatti morì nell'ottobre del 1047, avvelenato dal solito Benedetto IX che, abbandonata la cugina per la quale aveva fatto follie, si riappropriò del papato e si abbandonò, per otto mesi, ad incredibili orge ed altre ignobili mattane.
    Enrico III lo allontanò definitivamente da Roma nel 1048. Benedetto IX morì infine nel 1055, all'età di 34 anni.

    Pontificato di Leone IX (1049-1054)
    Fu l'artefice del concilio di Reims convocato per contenere lo sfacelo morale della chiesa e del clero in particolare, accusato di praticare la masturbazione, inghiottire sperma, bere sangue mestruale, impastare il pane per la messa, sul culo nudo di una bambina o tra le coscie di una donna e praticare estesamente la sodomia ritenuta un atto del diavolo.
    Gli diede manforte (san) Pier Damiani che definì, tra le altre cose, le donne come .......baldracche, bagasce e pasticcio per porche lardose(!)
    Pier Damiani fu particolarmente accanito contro la sodomia però, quando chiese al papa di cacciare dalla chiesa tutti preti sodomiti e omosessuali, Leone IX si rifiutò di farlo per non correre il rischio di .....rimanere senza preti.
    Fece scalpore, a quell'epoca il caso dell'abate Eugenio di Brest che fu accusato di aver sodomizzato tutte le suore di un vicino convento e altre 200 donne e le relative figlie: morì infine di infarto mentre sodomizzava una gallina.

    Pontificato di Alessandro II (1061-1073)
    Impotente a tenere a freno la travolgente immoralità del suo clero, Alessandro II ha un'idea: affidare ai parrocchiani il compito di controllare i preti refrattari; è una vera e propria "crociata" contro il clero sposato e/o concubinario.
    Forte dell'appoggio papale, il popolino entra nelle chiese, aggredisce i preti sposati e/o concubini e, ...devotamente le saccheggia; uccide per strada preti, con relative mogli e bambini. Molti sacerdoti verrano, in seguito, estromessi d'ufficio, dall'esecizio del culto. (Concilio di Gerona 1068).

    ANNO: 1070 (e.v.).

    Una nuova "papessa": Matilde contessa di Canossa (1046-1115)
    Una delle figure più inquietanti che mai abbiano operato nell'ambito corrotto e perverso della chiesa.
    Sposata con Goffredo III il Gobbo, abbandona ben presto il letto coniugale, per infilarsi in quello del papa Gregorio VII (1073-1085) e, in rapida successione, in quello di Vittore III (1086-1087) e di Urbano II (1088-1099); concubina di tre pontefici dei quali influenzerà profondamente politica e azioni.
    Gregorio VII non era certo un tipo facile; giunto al pontificato con un colpo di mano, era un laico, (qualcuno lo aveva ribattezzato San Satana) dedicherà la maggior parte del suo tempo a ....moralizzare il clero dell'epoca, che viveva allegramente sposato o in concubinaggio, con il beneplacito dei vescovi locali; c'è da chiedersi da quale pulpito venga la predica!
    Comunque, con l'appoggio non solo morale di Matilde, Gregorio VII impazza: distribuisce una quantità di scomuniche, numerose condanne a morte, (ordina l'uccisione immediata di parecchi preti sposati), fa avvelenare sei vescovi finchè, nel 1080, l'imperatore Enrico IV, sollecitato dai vescovi impauriti e superstiti, ordina un Concilio nel quale viene scomunicato e destituito il papa stesso.
    Le cose però si guastano ed Enrico IV è costretto a recarsi a Canossa per chiedere il perdono del papa (i famosi tre giorni di attesa).
    Su questo episodio gli storici della chiesa si sono scatenati per esaltare il prestigio, l'autorità, la potenza del papa, trascurando in genere di descrivere con cura ciò che è successo dopo.
    Perdonato, o meno, Enrico IV torna in Germania, arma un poderoso esercito e ridiscende in Italia mettendo a ferro e fuoco tutti i possedimenti papali, Roma compresa.
    La guerra e i saccheggi dureranno quattro anni, finchè il popolo di Roma non chiederà la destituzione e l'allontanemento del papa, rintanato a Castel Sant Angelo.
    Intanto, nel 1076 e con la complicità di Gregorio VII, Matilde si sbarazza dello scomodo marito, Goffredo il Gobbo, facendolo assassinare da un sicario, in un modo orribile: viene trafitto con una daga conficcata nell'ano mentre sta defecando e morirà dopo un'atroce agonia.
    Eliminato anche Gregorio VII, Matilde passa senza esitazioni e per un breve periodo, nel letto di Vittore III (1086-1087), e poi in quello di Urbano II (1088-1099) continuando nella sua politica di persecuzione dei preti sposati o conviventi; anzi fu la promotrice, con Urbano II, della istituzione del "cullagium", una tassa pontificale che concedeva ai preti il permesso di vivere con una concubina. Tanto per fare un po' di soldi!
    Nel 1095 Matilde si risposa, per motivi di interessi territoriali, con Guelfo V di Baviera ma non consumerà mai le nozze per l'intervento tempestivo di Urbano II che annullerà il matrimonio.
    Matilde muore di gotta nel 1115 nella sua villa di Bondeno. E' stata sepolta in San Pietro con papi e altra gente della sua stessa risma.

    ANNO 1054 (e.v.)

    Nel 1054 (durante il Pontificato di Leone IX (1049-1054)) si cerca di concludere una grave crisi tra la chiesa d'oriente e quella romana. Si trattava di accordarsi:
    1. se il pane usato per la comunione doveva essere lievitato (Bisanzio) o azimo (Roma)
    2. se il segno della croce andava fatto da destra verso sinistra o viceversa.
    Problemi fondamentali e tali da far tremare le vene ed i polsi!
    Non essendo pervenuti a nessun accordo la chiesa di Bisanzio si stacca definitivamente da quella di Roma. (Scisma d'Oriente)

    In realtà, a prescindere dalle stupide motivazioni assunte come pretesto, il motivo vero dello scisma era dovuto alle pesanti ingerenze del papato romano intese ad ampliare la sua sfera di influenza, a spese dei territori controllati dal patriarca di Costantinopoli e, viceversa, dell'imperatore inteso a cercare di controllare tutte le forze religiose del suo reame.
    Due galli nello stesso pollaio! Le due parti avrebbero potuto dirimere la questione con le armi ma Bisanzio era ormai troppo indebolito per un simile intervento ed il papa non aveva nè le risorse nè gli uomini necessari.
    E, neanche a dirlo, seguì il solito rituale di reciproche scomuniche, tra Leone IX ed il patriarca Michele Cerulario, con invocazioni, allo stesso Dio, di annientare il rivale.
    Con una strana forma di rivalsa, il clero cattolico bandisce l'uso delle forchette, assai diffuso nel Vicino Oriente, additando l'utile posata come simbolo e strumento del demonio. L'uso della forchetta a tavola costituiva peccato riscattabile pagando tre messe. Può sembrare incredibile ma questa proibizione si è protratta sino al 1600.

    Pontificato di Gregorio VII (1073-1085)
    Durante questo pontficato il papa, nel 1074, in opposizione al movimento nicolaita, da sempre favorevole al concubinato e al matrimonio del clero, decreta fermamente (e per l'ennesima volta) il celibato dei preti. La cosa solleva un'ondata di proteste da parte di tutto il clero. Sarà necessario reiterare il decreto, con varie motivazioni e nel corso di diversi concili.
    nel 1075, forte della sua autorità, basata sul nulla, sulla menzogna, sulla paura e l'ignoranza di chi gli striscia davanti, Gregorio VII emette la sua "Prescrizione Papale", capolavoro di farneticante, ottusa e gretta presunzione:

    La Chiesa romana è stata fondata da Dio e da lui soltanto.
    Solo il papa ha diritto di emanare nuove leggi, di fondare nuove comunità, di deporre i vescovi senza bisogno delle decisioni sinodali.
    Egli solo ha diritto di servirsi delle insegne imperiali.
    Egli solo porge il piede al bacio dei principi.
    Solo il suo nome è invocato un tutte le chiese.
    Il suo nome, papa, è unico in tutto il mondo.
    Egli ha il dirito di deporre gli imperatori.
    Egli può sciogliere i sudditi dalla loro fedeltà verso i superiori ingiusti.
    Senza la sua autorità, nessun capitolo, nessun libro è canonico.
    La suo sentenza è inappellabile.
    Egli non può essere giudicato da alcuno.
    La chiesa romana non ha mai sbagliato né mai in futuro sbaglierà, come testimonia la sacra scrittura.
    Se il papa romano è eletto canonicamente, diventa santo per i meriti di san Pietro.
    Cattolico è soltanto chi è in accordo con la romana chiesa.

    La permanenza in monasteri, conventi, seminari di struttura strettamente monosessuale ha, da sempre, prodotto deviazioni di tipo omosessuale che, solo recentemente hanno cominciato ad essere largamente note e, talvolta, apprezzate. In fondo è stata la chiesa a suggerire i ...Pacs, oppure i Di.Co. che oggi tanto osteggia.


    Pontificato di Urbano II (1088-1099)
    Il papa Urbano II, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle, dà inizio ad uno dei più spregevoli e miserabili misfatti di santa madre chiesa: le "crociate". Susseguitesi, con alterne riprese, sin verso l'inizio del 1300, produrranno qualche milione di vittime.

    Bande di delinquenti, banditi, assassini, grassatori, tagliaborse e nulla-facenti guidati da nobili farabutti in cerca di facile bottino e provenienti da tutta l'Europa cristiana, si dirigono verso la Palestina con lo scopo conclamato di "liberare" i luoghi santi e, a modo loro, ...ci riescono.

    Come cavallette attraversano molti paesi europei, lasciandosi dietro una spaventosa scia di sangue trucidando, en passant e un po' ovunque, dai 12000 ai 15000 ebrei, di cui si rammentano:
    - 800 vittime a Worms (Germania)
    - 700 vittime a Magonza (Germania)
    - 4000 vittime in Ungheria
    nonchè migliaia di vecchi, donne e bambini bruciati vivi nella città turca di Nikaia. Ma non basta: il 3 Giugno 1098, dopo la conquista di Antiochia, di Marra ed altre località, il massacro viene esteso ad altre migliaia di vittime, con casi di cannibalismo ad opera delle stesse fameliche schiere cristiane.
    Alla fine i beccai giungono a Gerusalemme dove, nel 1099, il governatore (musulmano) della città tratta la resa con i fanatici del papa, a condizione che venga comunque risparmiata la popolazione civile.

    Neanche a dirlo! Appena entrati in città i crociati sfogano i loro istinti bestiali, fomentati dai preti, stuprando, violentando, uccidendo e distruggendo tutto ciò che si para loro inanzi.
    Moschee e sinagoghe diventano il teatro di un immane massacro e, alla fine, i "santi soldati di Cristo" si riuniranno per un solenne Te Deum cosparsi e immersi nel sangue dei massacrati. E dopo avranno l'enorme soddisfazione di dichiarare: "Tutto ciò che respirava nella città è stato eliminato"

    Un cronista dell'epoca (Albert Aquensis) riporta: "...e la davanti (al Tempio) si svolse una tale mischia cruenta che i cristiani si trascinavano nel sangue dei nemici fino alle nocche dei piedi ... le donne, che avevano cercato scampo negli edifici alti e nei palazzi turriti, furono buttate giù a fil di spada; i bambini, anche i neonati, li tiravano a pedate dal petto delle madri, o li strapavano dalle culle, per poi sbatterli contro i muri o le soglie."
    Per contro, Guglielmo di Tiro, arcivescovo, dichiarava tutto soddisfatto: "...felici, piangenti per l'immensa gioia, i nostri si radunarono quindi dinanzi alla tomba del nostro salvatore Gesù, per rendergli omaggio e offrirgli il loro ringraziamento."

    Le stime per Gerusalemme sono incerte, si presume che 40000/70000 persone siano state massacrate nel solo mese di Luglio '99: in maggior parte donne e bambini musulmani ed ebrei.

    Per inciso, e vale per tutta questa succinta cronologia, occorre ricordare che la "caccia all'ebreo" a cura dei "volenterosi" cristiani non ha mai avuto soste. Per la maggior gloria di dio, si calcola che dall'anno 1000 e sino all'anno 1890 circa, vuoi mediante cacce vere e proprie, o con progroms ed altre pie scuse, i devoti cattolici unitamente ai protestanti, agli ortodossi ed altre bestie del genere hanno sterminato almeno 500000 ebrei sparsi un po' ovunque.
    Di fronte a questi santi esempi il cattolico Hitler poteva essere da meno?

    ANNO: 1113 (e.v.)

    In questo anno viene fondato l'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, oggi conosciuto come Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM).
    E' una strana organizzazione, apparentemente indipendente dal Vaticano, che gode di privilegi inconsueti come quello di battere moneta ed essere rapprentato, ancor oggi, nel Cosiglio d'Europa e presso la FAO e l'Unesco. Un antenato dell'Opus Dei?

    Pontificato di Callisto II (1119-1124)
    Il papa si preoccupa di reiterare i provvedimenti contro i preti sposati o conviventi ordinando agli stessi di sciogliere il matrimonio; il risultato è stato quello di incrementare la convivenza con prostitute e sodomiti.

    Nell'anno 1119 nasce l'Ordine dei Cavalieri Templari, ufficialmente con lo scopo di fornire scorta e protezione ai pellegini che si recano in Terra Santa. In pratica per fare soldi e dare vita ad una grandiosa organizzazione finanziaria che farà gola a molti e sarà la causa della sua eliminazione cruenta. Inizialmente l'ordine godette della protezione del monaco Bernardo di Chiaravalle (istigatore delle crociate e poi proclamato santo) che ne dettò la Regola.
    (Rif.376)

    Bernardo è un tipo infaticabile. Riesce a convincere i tedeschi a varcare l'Elba per convertire gli idolatri slavi al convincente grido di "Battesimo o morte", istituendo altri ordini cavallereschi di monaci-guerrieri (Teutonici-Ospedalieri-Portaspada), estremamente agguerriti e determinati nelle loro imprese.

    A tempo perso, manda anche al rogo chi non è d'accordo con le sue politiche, e cioè Arnaldo da Brescia e Gilberto da Porrata, tanto per citare i più noti.

    Lo sapevate che Bernardo si vantava di aver avuto il privilegio di succhiare il latte dal seno nudo della Madonna? (Lactatio Bernardi)

    Pontificato di Onorio II (1124-1130)
    Il papa Onorio II prosegue nella politica di contenimento dell'attività sessuale del clero e, a questo scopo, manda in Inghilterra un legato pontificio, il cardinale Giovanni di Crema, il quale, una notte, viene sorpreso nudo in casa di una celebre prostituta. La notizia giunta a Roma provoca un grandioso scandalo.

    ANNI DAL 1145 AL 1191 (e.v.)

    La caccia agli ebrei da parte dei devoti cattolici non conosce sosta:

    - nel 1145: 120 a Colonia e Spira (Germania)
    - nel 1146: 100 a Sully e Ramerupt (Francia)
    - nel 1171: 18 a Blois (Francia)
    - nel 1191: 100 a Bray-sur-Seine (Francia)

    Pontificato di Alessandro III (1159-1181)
    L'elezione di questo pontefice fu molto contestata sopratutto dai monaci di Cluny, che lo accusavano di simonia e concubinato (aveva due figlie). Solo dopo 19 anni dall'elezione riuscì ad entrare a Roma ed insediarsi in Laterano.
    Nel consueto tentativo di arginare la foja del clero (sopratutto quello spagnolo) ebbe a che fare con due casi eclatanti:

    - quello dell'abate di San Pelayo de Antealtares che concedeva l'assoluzione contro prestazioni sessuali collezionando, nel frattempo, 34 concubine che gli sfornarono 62 figli; alla fine fu scomunicato ma con la concessione di una congrua rendita per permettergli di mantenere la nunerosa ....famiglia.
    Ecco come è nato l'istituto degli assegni familiari!
    - l'altro caso fu quello di Robert Arbissel, dirigente in Francia di un covento di suore, di cui circa 100 furono ingravidate.

    Quanto poi al clero inglese, occorre ricordare due monaci "castigamatti":
    - Clarembaldo di Canterbury, padre di 17 figli illegittimi,
    - e William di Lincoln che pomiciava in confesionale con le monache per "accertarsi" della loro verginità.

    La chiesa dei poveri non è più tanto ...povera! visto che il Vaticano sente la necessità di creare un apposito organismo (ministero delle finanze) detto "Camera Apostolica" e di affidarlo alla responsabilità di un nuovo "Camerlengo" (ministro delle finanze).
    Questa Camera diventerà, ben presto, un terreno di scontro, di intrighi e di intrallazzi per le famiglie di patrizi legate, in qualche modo, alla designazione del papa: si spazia dai Corsini ai Colonna ai Caetani e a tanti altri.

    L'onda lunga del Scisma d'Oriente (del 1054) si abbatte nuovamente su Costantinopoli
    La città ospita ora numerose colonie di mercanti latini (veneziani, genovesi, pisani, amalfitani) che non prendono troppo sul serio le regole del clero locale, per quanto riguarda la natura del pane (azimo o lievitato) e altre sciocchezze religiose.
    Nel 1182 gli ortodossi insorgono e "devotamente" massacrano migliaia di esponenti della chiesa di Roma.
    In realtà si è trattato di far fuori una concorrenza agguerrita che stava ormai occupando troppo spazio nell'ambito mercantile della città.

    Pontificato di Celestino III (1191-1198)
    Membro laico della famiglia Orsini fu ordinato sacerdote il giorno prima di essere designato papa.
    Durante questo pontificato si consumò la tragedia di Eloisa e Abelardo, castrato per punizione da Fulberto canonico di Parigi (e zio di Eloisa).

    Celestino III, vista l'impossibilità di arginare le tendenze sessuali dei clero, stabilì che i preti potessero divorziare e le mogli dichiarate conseguentemente eretiche. Ma la dichiarazione di eresia della moglie e il successivo annullamento del matrimonio presso il tribunale della Sacra Rota, costavano molto cari e visti i numerosi casi di preti sposati, la cosa finì con il soòito ingente flusso di denaro nelle casse papaline.

    Intorno al 1150, nascono nelle Fiandre, alcune comunità di individui, detti beghine e begardi. Sono raggruppamenti para religiosi e cattolici, fuori dalla chiesa ufficiale, in quanto non professano voti, pur vivendo una vita di tipo monastico e dichiarandosi "Fratelli del Libero Spirito".
    Si tratta di individui benestanti, artigiani, commercianti, ecc. per i quali la chiesa avvertirà sovente sentore di eresia e li perseguiterà assimilandoli, a volte, all'eresia albigese.
    Una vittima celebre di tali persecuzioni sarà Marguerite PORETE che nel 1310 verrà bruciata a Parigi per eresia, avendo reiterato la pubblicazione del suo libro Lo Specchio delle Anime Semplici.
    Pur con alterne vicende il movimento durerà a lungo, sino alla morte dell'ultimo appartenente: Sorella Marcella, avvenuta in Belgio nel 2008.

    ANNI: 1200 e oltre (e.v.)

    Agli inizi del secolo Costantinopoli era talmente piena di reliquie da far pensare che esistesse una vera e propria industria con relative apposite fabbriche.
    Ed in effetti proprio di questo si trattava.
    Costantinopoli era un passaggio obbligato per i Crociati/Pellegrini che andavano o venivano dai territori siro-palestinesi (meta: Gerusalemme), tutti desiderosi di portarsi a casa una testimonianza della loro opinabile impresa.
    Economicamente parlando, vista l'esistenza di una insistente domanda di mercato, era inevitabile che l'offerta si organizzasse, inizialmente a spese dei citrulli e poi dei furbi e degli speculatori che avevano fiutato l'affare.
    Ebrei, veneziani e sopratutto genovesi, dopo la batosta del 1182, nuovamente ben sistemati nei loro quartieri, cominciarono a darsi da fare.
    Si producevano a ritmo serrato reperti facili da imitare, ma non solo quelli: Tra gli articoli più costosi, che pochi potevano permettersi, c'erano gli "autentici" prepuzi della Circoncisione di Gesù. Costosi perchè era difficile procurarsi prepuzi di neonati senza rischiare la galera e che poi dovevano essere mummificati/essicati e confezionati in pregiati contenitori di cristallo, oro e pietre dure. Se ne ricordano un paio giunti in Europa, in epoche anche diverse, e proposti, per qualche secolo, alla adorazione dei fedeli a Calcata (Viterbo) e a Puy-en-Velay (Francia).

    In questo periodo si ritiene siano state confezionate almeno 26 "autentiche" Sindoni.

    Viceversa un articolo che proprio non "tirava" erano le giare della trasformazione dell'acqua in vino: troppo pesanti, ingombranti e fragili da trasportare.

    Si diceva: Chi vuol fare fortuna a Costantinopoli vende reliquie, chi vuol farla tornando a casa le compra per poi rivenderle. Infatti qualsiasi stupidaggine arrivasse in Europa, trovava subito qualche vescovo compiacente pronto ad "autenticarle" per poi rivenderle a qualche ricco babbeo, oppure a collocarle nelle varie chiese come specchietti per le allodole.
    (Rif.710,757,***)

    Intanto, in questo periodo, a Roma i fedeli potevano andare in deliquio ammirando in Laterano: I primi quattro reperti erano palesemente ostentati a dispetto e per l'indignazione degli ebrei "deicidi". Oggi non è chiara la fine che hanno fatto questi "preziosi tesori".
    (Rif.***)

    Comunque se avete sei euro da buttare (tariffa 2004), e se siete disposti a farvi prendere per i fondelli, potete sempre visitare le Catacombe di S. Sebastiano in Roma dove, alla fine del tour, vi faranno ammirare una delle frecce che aveva trafitto il martire, nonchè (e questo è veramente interessante) l'impronta dei piedi di Gesù su di un sasso della via Appia Antica.
    Se invece siete propensi al risparmio, potete ammirare gratis le suddette impronte anche in una chiesa poco distante (chiesa del "Quo Vadis?"). Quello che veramente impressiona è la lunghezza di dette impronte che, oggi, potrebbe corrispondere in calzoleria, alla misura 48-50; con buona pace dei ...regnanti inglesi.


    E' stato detto che è la fede degli uomini a rendere credibili e venerabili anche le reliquie più improbabili.
    Verità sacrosanta!
    Anni or sono, un giovane, fantasioso imprenditore americano, cavalcando l'onda emotiva causata dalla immatura scomparsa di una grande attrice, ha racimolato un bel po' di quattrini esponendo, nella saletta di un club privato, un paio di mutandine di Marilyn Monroe. Però, dopo qualche tempo, fu costretto a chiudere lo show perchè le mutandine erano risultate false. In realtà appartenevano a sua sorella che lo aveva denunciato in quanto non voleva dividere equamente i profitti dell'impresa.
    (Rif.***)

    Il cattolicissimo Hitler ha speso un sacco di tempo, denaro ed energie per entrare in possesso di una "vera" lama della lancia di Longino, ritenendo che essa, come molti altri "sacri" oggetti, avesse dei poteri occulti. E' stato fortunato nelle sue ricerche, aiutato anche dallo scodinzolante nunzio apostolico che, all'epoca, era gradito ospite nei saloni della Cancelleria del Terzo Reich. Oggi questo straordinario reperto dovrebbe essere ancora conservato nella cattedrale di Braunschweig.


    INSERTO 23 - Le Eresie
    Gli anni che corrispondono allo sviluppo del cristianesimo ed, in particolare, il periodo storico che va dall'anno 1000 al 1500 (e per certi aspetti sino ai nostri giorni) segnalano il fiorire di un numero, difficilmente quantificabile, di una serie di predicatori (preti o laici) che la chiesa dichiarerà poi eretici, perseguitandoli e uccidendoli "devotamente". Si tratta di predicatori, ingenuamente (o maliziosamente) illusi, determinati a diffondere una nuova concezione di idee in netto contrasto con le abitudini e i costumi del loro clero contemporaneo.
    In questo occasioni, (come da sempre, per chi lo vuol vedere) la chiesa sta mostrando il suo vero volto bugiardo e capezzatore, ostentando con protervia e senza pudore:
    • la ricchezza cumulata dai preti e dal clero in generale
    • la prepotenza dei vescovi
    • la struttura incerta e traballante dell'istituzione
    • l'ignoranza crassa del clero
    • la supersizione
    • l'oscurantismo
    • l'arroganza del potere
    • la negata risposta alle istanze vitali dei fedeli
    portando con ciò ad innumerevoli ribellioni e al nascere di predicatori che (ingenuamente o artatamente) propongono un ritorno alle origini (comunque false e mitiche) del cristianesimo.
    Elenchiamo quì, le principali eresie, sorte nel tempo e che hanno messo in difficoltà il potere indiscriminato della chiesa ufficiale di Roma e al quale, in fin dei conti, si volevano sostituire per poterlo a loro volta esercitare a spese degli sciocchi (naturalmente).
    D'altro canto le idee "nuove", proposte dai cosidetti "eretici" sono, per loro natura, all'altezza di quelle sostenute dalla chiesa stessa: vuote, incosistenti e oziose, se non stupide.
    Alcuni di questi concetti "eretici" sono stati riportati e descritti nel testo.

    La tabella che segue non ha la pretesa di essere esaustiva e, tanto meno, precisa; viene inserita in questo contesto solo per dare un'indicazione di massima sul fenomeno delle eresie.
    A chi volesse spprofondire l'argomento segnaliamo il lavoro di Angelo Clemente - Il Libro Nero delle Eresie - Ed. Mondadori, 2008.
    (Rif. 771)

    ERETICI PERIODO CONCETTI ERETICI
    Apollonio di Tiana 30?-100? Messaggi oscuri non "conformi" a quanto creduto dalla setta romana
    (Filostrato-Vita di Apollonio)
    Giacomo
    (Apostolo / fratello di Gesù?)
    43?-62? In contrasto con le idee di Paolo su:
    battesimo-adozione e/o natura del Cristo
    Ebioniti 20?-600 Gesù considerato come straordinario profeta ma non di natura divina.
    (Vangelo degli Ebioniti)
    Elkesai: Elcasaiti ???-??? Libro di Elkesai
    Libro di natura magica ed astrologica "ricevuto" da un angelo.
    Nicola: Nicolaiti 50? - ??? Il Cristo non è di natura divina.
    Libertà sessuale.
    Concubinaggio lecito per il clero?
    Valesio: Valesi ??? - 300? Predicavano l'autocastrazione per meglio aderire allo spirito del vangelo.
    Forse Origene apparteneva a questa setta.
    Simon Mago: Simoniaci
    (Menandro)
    (Saturnino)
    30? - oggi Commercio delle cariche ecclesiastiche.
    Marcione di Sinope: Marcioniti 140 - ???? Negazione del dio del Vecchio Testamento:
    JHWH=generatore del male
    Cristo=generatore del bene
    (Vangelo di Marcione)
    Taziano: Encratiti/Severiani
    (Severo)
    (Dositeo)
    ??? - ??? Predicazione controversa e rifiuto del vino, della carne e del sesso (anche matrimoniale).
    La donna si faccia uomo.
    Basilide
    (Cerinto)
    (Giovanni Apostolo)
    110? - 140? Il dio che non è.
    Il dio inconoscibile.
    Concetti di teologia apofatica.
    Gesù sostituito sulla croce da Simone di Cirene.
    Valentino: Valentiniani
    (Marco della Gallia)
    155 - 180? Cristo quale portatore della Gnosi.
    Tolomeo
    Eracleone
    Barbelognostici
    Bardesane
    100? - 200? Teorie varie anche di natura gnostico-astrologica.
    Mito di Barbelo.
    Carpocrate: Carpocraziani
    (Epifanio)
    117 - 138 L'inferno è la vita che viviamo.
    Liberazione attraverso molteplici reicarnazioni.
    Rifiuto della Legge Mosaica.
    Seth: Sethiani ??? - ??? Cristo considerato come figlio di Seth, terzo figlio di Adamo
    (Serpente): Ofiti ??? - ??? Serpente biblico come vero salvatore dell'umanità.
    (Caino): Cainiti ??? - ??? Veneravano tutti i personaggi biblici che si erano opposti a JHWH.
    Seleucio
    (Ermia)
    ??? - ??? Gli uomimi creati dagli angeli e non da dio.
    La materia è eterma.
    Rifiuto del battesimo.
    ?------?: Fibioniti 200 - 300 Esasperazione sessuale.
    Riti in onore del Cristo a base di sperma umano.
    Montano: Montanisti
    (Massimilla
    Priscilla
    Prassea)
    156 - 570 Identificazione di Montano con la spirito santo.
    Supremazia di Montano sui vescovi.
    Origene ??? - 250 Preesistenza delle anime e reincarnazione.
    Apocatastasi alla fine dei tempi.
    Mani: Manichei 236? - 277? Sincretismo religioso.
    Religione-Gnosi universale.
    Priscilliano
    (Eucrozia)
    360? - 400? Rielaborazione di dottrine gnostiche.
    Impossibilità di Gesu di reincarnarsi.
    Novaziano 251? - 400? Fonda la Chiesa dei Santi.
    Nessun perdono per i clerici traditori - lapsi.
    Concetti di fondamentalismo cristiano.
    Donato di Numidia: Donatisti - Circoncellioni
    (Parmeniano)
    295? - 355? Ripresa del concetto di "non perdono= espresso da Novaziano.
    Circoncellioni: braccio armato dei donatisti.
    Elvidio
    (Bonoso-
    Gioviniano)
    360? - 400? Contestazione della verginità di Maria.
    Contestazionedell'ascetismo monastico.
    Colliriani: movimento eretico che contesta questa eresia.
    Pelagio: Pelagiani
    (Celestio
    Zosimo)
    360? - 420? Discussione sul peccato originale.
    Il battesimo non è necessario.
    Ario: Arianesimo-Ariani 256? - 336? Dubbi sul fatto che dio possa avere figli.
    Gesù non sarebbe dio.
    Apollinare di Laodicea 340? - 388 Divide la natura del Cristo:
    -due terzi sono umani
    -un rezo è divino.
    Problemi riguardo la trinità: non esisterebbe.
    Sabellio e Altri:
    Adozionisti
    Patripassiani
    Monotelisti
    300? - 400? Le tre persone della trinità non esistono.
    Dio può soffrire?
    Nestorio: Nestorianesimo
    Cirillo
    381 - 451
    370 - 434
    Decisioni sulla natura di Maria
    - Theotokos: (madre di dio)
    - Christokos (madre di Cristo)
    - Theodokos (riceve dio)
    - Prevaricazione sul sinodo del 430
    - Omicidio di Ipazia
    Eutiche: Monofisiti 440? - 470? Unica natura incarnata nel Cristo.
    Leone III Isaurico: Iconoclasti.
    ( Sereno di Marsilia)
    750? - 820? Problemi sulla immagine di dio.
    Pascasio
    (Ratramno)
    (Berengario)
    830 - 1090 Lunga disputa sull'eucaristia intesa come cannibalismo.
    Abelardo
    (Eloisa)
    1079 - 1142 Eresia triteista.
    Logica e religione.
    Pietro di Bruis: Pietrobrusiani
    (Enrico il monaco)
    1050? - 1139? Chiesa infedele al proprio fondatore.
    Battesino solo per gli adulti.
    Edifici sacri sono inutili.
    Rifiuto della croce.
    Abolizione della messa.
    Non pregare per i defunti.
    Non fare elemosine.
    Arialdo: Patarini
    (Landolfo Cotta)
    1000? - 1066 Lotta contro la simonia e il concubinaggio dei preti.
    Belibaste(?): Catari-Albigesi 1200 - 1240 Credenza dualistica: sul bene e sul male.
    Favorevoli all'aborto e all'endura.
    Erano contro:
    la mediazione dei preti, il battesino, l'eucaristia, il matrimonio, la sessualità in generale.
    Pietro Valdo(?): Valdesi 1130? - oggi Rifiuto della gerarchia ecclesiastica cattolica.
    Inutilità della preghiera per i defunti.
    Rivendicazione del ruolo sacramentale per i laici.
    Libertà di predicazione.
    Accettazione dei soli sacramenti del Battesimo, Confessione, Eucaristia.
    ******: Umiliati 1170? - 1571 Contestavano la ricchezza del clero.
    Predicavano il ritorno ad una maggiore spiritualità e ad una vita frugale.
    Gioacchino da Fiore: Gioachimiti 1150? - 1300? Ordinamento della Storia in tre fasi corrispondenti alla trinità:
    Antico testamento = padre.
    Nuovo testamento = figlio.
    Ultima fase (da iniziare) = spirito santo.
    Raniero Fasani: Flagellanti, Disciplinati di Gesù, ecc.
    (Altri predicatori).
    1260? - 1400? Forme esasperate di masochismo religioso.
    Elia da Cortona: Francescano 1180? - 1253 Travisamento del messaggio originale di Francesco d'Assisi
    Pietro Giovanni Olivi: Francescano 1248? - 1298 Sostiene le idee di Gioacchino da Fiore.
    Cadavere riesumato e bruciato sul rogo.
    Angelo Clareno: Spituali, Clareni 1245 - 1337 Chiesa spirituale aderente alle idee di Gioacchino da Fiore.
    Ubertino da Casale: Francescano 1259 - 1330? Critiche alla chiesa dominante e al papa.
    Michele da Cesena: Michelisti 1270? - 1342 Pronunciamento a sostegno della povertà del Cristo e degli apostoli.
    Gherardino Segarelli: Fratelli Apostolici-Condormienti 1260? - 1300 Imitazione di Cristo.
    Rifiuto di ogni ricchezza.
    Vita itinerante.
    Rifiuto del modello della chiesa di Roma.
    Fra Dolcino di Novara: Fratelli Apostolici
    Margherita di Trento (convivente)
    Longino
    1290? - 1307 - Ordine religioso nuovo per sostituire la chiesa corrotta.
    - Contestazione dell'autorità papale

    Creazione di uno pseudo esercito di apostolici con il quale si sposta nel nord Italia sino a giungere in Valsesia e nel Biellese (Monte Rubello) dove, dopo vari saccheggi a danno delle popolazioni locali, verrà sconfitto dalle truppe dell'inquisizione e arso sul rogo.
    Zaccaria di Sant'Agata
    Rolandino de Ollis
    Pietro del Pra
    Bartolomeo Petri Rubey
    Guovanni Gherardini
    ???? - ???? Tesi varie in contrato con la chiesa di Roma.
    Hugues de Payne: Ordine dei Templari
    (Bernardo di Chiaravalle)
    1119 - 1314 L'ordine, fondato con lo scopo di proteggere i pellegrini in Terra Santa, accumula immense ricchezze finanziarie che finiscono per fare gola a Filippo IV (il Bello) e al papa Clemente V che sopprimono l'ordine e si impossessano del suo patrimonio.
    L'ultimo maestro dei Templari (Jacques de Molay) finisce sul rogo, lanciando pesanti maledizioni sul re e sul papa che pare abbiano puntualmente attecchito.
    Michele Berti: Francescano 1350? - 1400? Predicava che Gesù e gli apostoli erano poveri.
    Martin Lutero: Luterani-Protestanti
    (Filippo Melantone)
    (Andrea Carlostadio)
    1517 - oggi 95 tesi di Wittemberg contro la chiesa cattolica.
    Rifiuto totale della supremazia del clero di Roma.
    Giovanni Calvino: Calvinisti
    (Ulrich Zwingli)
    1541 - oggi Segue la strada tracciata da Lutero e fonda la chiesa calvinista.
    Kondraty Selivanov: Skoptcy (castrati)
    (Altri seguaci)
    1730 - 1832 L'attrazione sessuale è la radice di ogni male.
    Invito all'autocastrazione per gli uomini e alla mutilazione dei seni per le donne.
    Circa 2000 seguaci.
    Teilhard de Chardin 1881 - 1955 Il Cristo Cosmico.
    Le idee di Gioacchino da Fiore e il darwinismo


    Pontificato di Innocenzo III (1198-1216)
    Innocenzo III: sadico, concubinario e fornicatore ordina, nel 1202, la quarta crociata e il sacco di Costantinopoli, durante il quale i "devoti crociati", istigati dal papa, mettono la città a ferro e fuoco, per costringere il Patriarca ortodosso a sottomettersi al volere di Roma e soprattutto consentire ai ...mercanti veneziani di occupare posizioni di privilegio nel commercio con i paesi orientali.
    A chi interessa ancora Gerusalemme e il santo sepolcro, da tempo ormai devotamente spolpati?

    Il papa bandisce poi, nel 1209, la "crociata" contro l'eresia dei catari: il re di Francia, fiutando l'affare di associa, raduna parecchie migliaia di cavalieri ambiziosi o disperati che devastano le città della Francia meridionale e provocano migliaia di morti.

    Lo scopo del re di Francia era di impadronirsi dell'attuale sud di questa nazione, allora considerato come un paese a sé e tutt'altro desideroso di assogettarsi ai voleri di Parigi. Grazie a questa crociata (combattendo contro la quale verranno sconfitti e moriranno il conte di Tolosa ed il re d'Aragona), il Midi viene così umiliato, impoverito, devastato e privato dell'autonomia politica, aprendo la strada alla Francia nazionale (che per tutta la modernità seminerà guerre e raccoglierà tempesta per via delle ambizioni dei propri governanti).
    La letteratura provenzale, che aveva partorito quelle canzoni che rallegrarono le corti di mezza Europa medievale, finì praticamente di esistere di fronte all'imposizione forzata della lingua francese. Da notare che si è recentemente supposto che parecchi trovatori fossero catari, per via del loro cantare l'amore sublimato e masochista che rispecchia l'anelare cataro a dio.

    (Rif.725)

    La setta catari (detti anche albigesi, dalla città di Albi nella Linguadoca), allo scopo di rendersi indipendente dalla struttura e dalla burocrazia sfruttatrice della chiesa romana, aveva elaborato una propria teologia, improntata alle idee del pope Bogomil, fondata sul dualismo Dio e Demonio (una ripresa del concetto manicheo del bene e del male). Sviluppatasi rapidamente, già nel 1167, la setta aveva tenuto un Concilio proprio diretto da un loro papa di nome Niceta.
    A differenza dei cattolici essi, ritenevano l'uomo portatore di per sè stesso di "luce divina" e negavano: Per i catari Gesù era solo un profeta illuminato, sposato con Maria Maddalena, mentre ritenevano Giovanni Battista un demone. I fedeli si dividevano in due categorie: credentes e perfecti. Questi ultimi erano quelli che avevano ricevuto il consolamentum, (battesimo adulto) cerimonia che mondava l'anima dai peccati e obbligava i perfecti ad una vita di astinenza, di privazioni (in estremo: sino alla morte per fame) ed alla predicazione del credo.

    Incitati dal cistercense Arnaldo Amalrico e dall'inquisitore Domenico di Guzman, il massacro ebbe presto inizio e gli ordini del papa furono categorici: "nell'incertezza ammazzateli tutti, tanto Dio saprà riconoscere i suoi".
    Si calcola che dal 1208 al 1255 (fine della "crociata") siano stati torturati e massacrati in Linguadoca circa 100.000 persone di cui:

    - 20000 a Béziers
    - 5000 a Marmande
    - molti altri in varie località della Linguadoca.

    Nel 1244, nella fortezza di Montségur (Pirenei) i 210 catari, fatti prigionieri, vennero condotti a valle e bruciati in un gigantesco rogo.
    In Italia si rammentano inoltre i 200 catari arsi vivi a Bagnolo e nell'arena di Verona, ancora nel Febbraio del 1278.

    L'interesse intorno alla vicenda dei catari venne risvegliato, negli anni trenta del 1900, da uno scrittore tedesco: Otto Rahn (1904-1939).
    Rahn, membro delle SS e pseudo-storico, è stato l'autore di un libro di fanta-storia la: Crociata contro il Graal che attirò l'attenzione dei vertici della gerarchia nazista, sempre a caccia di reliquie a sostegno delle idee nazionalsocialiste e dell'auspicato millenarismo del III Reich. (Vedi anche: lancia di Longino, anni 359 e 1200).
    Incaricato da Hitler e da Himmler, Rahn fece indagini e scavi dalle parti di Monteségur, alla vana ricerca di questo fantomatico Graal e delle prove dell'esistenza di una "antichissima civiltà ariana".
    Ricerche inutili estese poi anche all'Egitto, al Tibet e al Nord Europa/Artico, sino ai primi anni della II Guerra Mondiale.

    In questo periodo prende consistenza anche l'"eresia" valdese, fondata nel 1176 dal mercante lionese Pietro Valdo e che, inizialmente, sfuggirà alle persecuzioni trovando rifugio nelle alte valli piemontesi. Valdo è stato condannato, per le sue predicazioni, nel 1184 e poi scomunicato nel 1215.

    Nel 1210, Innocenzo III (1198-1216) concede a Francesco d'Assisi il permesso di istituire l'ordine dei francescani mendicanti.
    Nella sua impostazione originale (come chiesa dei "poveri") durerà poco. Subito dopo la morte di Francesco, l'ordine si affretterà a riformarsi seguendo gli andazzi del tempo: inganno, avidità, cupidigia e sfruttamento dei credenti.
    (Rif. 820)

    Sulla storia e sulle vicende di questo presunto santo ci sarebbe molto da dire.
    Il "poverello d'Assisi" era tutt'altro che una persona mite, una devota "pecorella di dio". Infatti, alla sua morte, la chiesa si affretterà a diffondere un falso testamento spirituale per arginare la sua nuova dottrina, pregna di connotazioni naturalistiche, magiche e druidiche, in grado di infliggere, alla ottusa clericocrazia papale, notevoli danni di immagine e finanziari.

    Oggi la punta dell'iceberg di questa vorace confraternita è rappresentata da S. Giovanni Rotondo, il cui imponente flusso di quattrini fa gola, da sempre, allo stesso Vaticano. Sul suo fondatore, padre Pio da Pietrelcina, il S. Uffizio ha, da tempo, sospettato, intuito una truffa ai danni della stessa Santa Sede che cerca di porvi rimedio.
    Malgrado il sospetto di truffa (per chi non lo sa: truffa dell'acido fenico e della tintura di iodio), il "padre Pio" è stato recentemente proclamato santo. Come si può resistere all'imponente flusso di quattrini che, annualmente, si riversa nelle casse degli astuti frati?

    Nel IV Concilio Lateranense, del 1215, promosso da Innocenzo III, si stabilisce che la transustanziazione (vecchia pratica cara ai credenti) è un "dogma" della dottrina cattolica.
    La transustanziazione è una cerimonia "magica", vecchia di millenni, (vedi i culti di Osiride, Mitra, Dioniso, ecc.), mediante la quale un sacerdote trasforma ed attribuisce ad un pezzo di pane (ostia) le stesse qualità, virtù e poteri del corpo del dio sacrificale di turno, in questo caso Gesù.
    Lo stesso Concilio stabilisce che la comunione è un sacramento e la rende obbligatoria per tutti i fedeli.
    Nel corso dei "lavori" vengono enunciate anche le prime norme di comportamento per la lotta alle eresie; l'inquisizione è di fatto nata!

    Su ordine di Innocenzo III tutti gli ebrei devono vestire di giallo per essere facilmente riconosciuti.

    ANNI: 1220 e oltre (e.v.)

    Le crociate non bastano mai!!
    Nel corso di questo secolo verrà creato l'ordine dei Cavalieri Teutonici e verrà dato inizio alle Crociate del Nord, con lo scopo di "convertire con le armi" i pagani slavi e baltici.
    Questi nuovi banditi, armati sino ai denti e sotto l'egida della croce, devasteranno con la consueta ferocia dei cattolici, le regioni dei Balti, dei Livoni e dei Lettoni spingendosi, a volte, anche nei territori russi.

    Nel periodo compreso tra gli anni 1212 e 1252 dovrebbero essere avvenute quelle che sono passate alla storia (o alla leggenda) come "le crociate dei bambini" (o dei poveri) che avrebbero avuto il loro inizio in Francia e in Germania.
    Sostanzialmente di narra che migliaia di bambini e di adolescenti, eccitati dai soliti fanatici, si siano messi in cammino verso il Mediterraneo (Marsiglia o Genova) con l'intenzione di recarsi in Palestina per ricuperare e restituire alla cristianità la "vera croce di Cristo". (Non si sa che fine avesse fatto la croce recuperata, in precedenza da Elena, durante le sue devote spedizioni).
    La conseguenza fu che migliaia di sprovveduti morirono di fame e di stenti durante l'attraversamento delle catene montuose; alcuni altri, imbarcati, morirono in un naufragio e infine, i superstiti furono venduti come schiavi sulle coste africane.
    Questo è ciò che qualcuno sostiene senza però fornire prove convincenti.

    ANNI: 1224-1230 (e.v.)

    Da tempo è ormai diffusa e consolidata l'usanza (chiamiamola così) di arrostire gli eretici sul rogo.
    Alcuni sovrani: Federico II, Alfonso X e molti altri servi della chiesa, avevano ufficializzato le necessarie procedure con decreti appositi, non coordinati e spesso in contrasto tra di loro; perciò era quindi inconcepibile che, a parità di colpa, qualcuno si accontentasse di applicare, al posto del rogo, il meno impegnativo taglio della lingua o la marchiatura a fuoco.
    L'intervento della chiesa, nel 1231, metterà fine a queste "deplorevoli" discordanze, dotando l'istituto dell'inquisizione di regole ...ben precise e affidandone la gestione all'Ordine dei Domenicani, volenterosamente coadiuvati dall'Ordine dei Francescani.

    L'ordine dei domenicani era stato fondato da (san) Domenico da Guzman che, con i suoi miserabili accoliti, passerà alla storia per i suoi incredibili misfatti.


    Pontificato di Gregorio IX (1227-1241)
    Il nome di questo papa si lega strettamente a quello di Corrado di Marburgo, sadico fanatico cistercense. Con il beneplacito di Gregorio IX, Corrado mandò al rogo 237 persone di Stedin (Montenegro) presunti appartenenti ad una setta satanica ed altre 80 persone a Strasburgo, compresi donne e bambini, (presunti luciferani).
    Corrado di Marburgo era sempre accompagnato dalla giovane Elisabetta d'Ungheria, ex moglie di Ludovico IV, langravio di Turingia. A volte, sotto lo sguardo compiaciuto del papa che assisteva, Corrado fustigava a sangue le natiche di Elisabetta.
    Il Marburgo finì morto ammazzato e dichiarato dal papa: martire della fede.
    Dopo varie polemiche con l'imperatore Federico II, Gregorio IX morì nel 1241, lasciando in eredità l'infame istituto dell'inquisizione, accettato da tutti i papi che seguirono e responsabile, nel corso della storia, dei più atroci misfatti compiuti per "la gloria ed in grazia di dio".

    ANNO: 1231 (e.v.)

    Col tempo, il "Santo" Ufficio della Inquisizione troverà volenterosi imitatori anche presso la futura setta protestante. A partire da questa data e sino all'inizio del 1800, si calcola che oltre un milione di persone siano state torturate e bruciate sul rogo: L'inquisizione e la caccia alle streghe ed agli eretici hanno costituito un affare colossale che ha procurato alla chiesa una incredibilmente solida posizione finanziaria ed immobiliare.
    L'istituto della inquisizione è tuttora vivo e si maschera sotto la "pia" dizione di Congregazione per la dottrina della fede, della quale era prefetto il card. Ratzinger, ora pontefice.

    In pratica la chiesa ha reintrodotto l'uso del sacrificio umano agli dei, abbandonato agli albori della storia e rifiutato dalla cultura pagana.
    Solo che ora non si tratta più di giovinetti e di vergini; le vittime prescelte per il "sacrificio" sono in genere persone che possiedono qualcosa (ma che non sono abbastanza ricche e potenti per difenderlo) su cui il prete a messo gli occhi e che finirà inevitabilmente nelle casse della chiesa.

    A volte si trattava di poveri disgraziati odiati da tutti per via di assurdi pregiudizi. Raramente la chiesa salverà queste persone, in quanto pochi inquisitori, a loro rischio e pericolo, cercavano con serietà le prove della magia e della comunione con Satana. E siccome si dà il caso che la magia non esista, è ovvio che davanti ad una ricerca approfondita ed accurata, quasi tutti i sospetti venissero a cadere, non potendo disporre di prove oggettive. Solo che in tal caso veniva a cadere anche il "busines", che era poi ciò che contava.
    (Rif.725)


    ANNO 1234 (e.v.)

    Quando si parla di persecuzione degli ebrei, il pensiero corre inevitabilmente a Hitler. Ma lui, poveraccio, non ha inventato niente; da buon "cattolico" non ha fatto altro che applicare la disposizione del Concilio di Arles (1234) che imponeva "l'obbligo agli ebrei di portare su di loro un segno distintivo"
    Che fosse un marchio o una stella gialla che differenza fa?

    Nello stesso anno, a Steding (Germania settentrionale), il 27 Maggio 1234, uno pseudo esercito "crociato", massacra cristianamente l'intera popolazione (si stimano da 5000 a 11000 vittime, compresi donne e bambini) che si era rifiutata di sottostare ad una assurda pressione fiscale; almeno così si dice. Alla fine, però, case e fattorie sequestrate verranno subito riassegnate a miti e devoti cattolici!

    ANNO: 1240 (e.v.)

    Nel 1240 l'Europa occidentale fu messa a soqquadro da voci che parlavano di un grande re del lontano oriente che marciava, senza trovare ostacoli, verso l'occidente.
    Si sosteneva che i regni islamici cadessero , l'uno dopo l'altro, sotto il suo dominio. Alcuni pensarono che si trattasse dell'arrivo del leggendario "Prete Gianni" che veniva ad unirsi ai re cristiani per distruggere l'Islam.
    Gli ebrei d'Europa pensarono invece che il re d'oriente fosse il "figlio di Davide", il re messia e si prepararono con giubilo ad accoglierlo. In effetti il re che stava arrivando era il khan dei tartari (tatari/mongoli) Batu, nipote di Gengis Khan, che portò le sua "Orda d'Oro" sino alle rive del Mar Adriatico.
    Ma perchè si pensava che stesse arrivando un nuovo messia o un salvatore? L'anno 1240 corrisponde all'anno ebraico 5000 e c'era chi riteneva che il messia sarebbe arrivato proprio nel 5000". (R.Hersh)
    Fascino o magia delle cifre tonde?

    Pontificato di Innocenzo IV (1245-1254)(Sinibaldo Fieschi)
    Dobbiamo a questo papa l'introduzione e l'uso sistematico della tortura nelle carceri dell'inquisizione (Bolla "Ad Extirpanda - 1252)", applicata anche alle bambine di 12 anni e ai bambini di 14. Il papa leggeva personalmente i rapporti sulle torture, soprattutto quelli relativi alla donne, traendone una intensa eccitazione sessuale.
    In lotta contro l'imperatore Federico II fu costretto a rifugiarsi, con tutta la corte, in Inghilterra da dove fu poi cacciato da Enrico III che mal sopportava il "tanfo della corte papale".


    ANNI: 1245-1270 (e.v.)

    In questi anni imperversa un altro cattolico d.o.c.: Luigi IX, re di Francia, che verrà successivamente (1290) proclamato santo.
    Si distingue per il suo assurdo bigottismo, come promotore di disastrose crociate e come sadico torturatore di eretici.

    ANNI: 1245-1274 (e.v.)

    Un nuovo astro fa la sua apparizione nel firmamento della chiesa e partorirà la sua "Summa Theologica", ancor oggi un testo fondamentale per le sottigliezze teologiche della chiesa stessa.
    Si tratta di Tommaso d'Aquino: ed infine detto anche "bue ottuso" per il suo lento muoversi.

    Comunque, per inquadrare tanto "dottore" basta questa preziosa "perla" ripresa dalla sua

    Summa Theologica (seconda parte) l'Eresia
    che recita:

    Per quanto riguarda gli eretici, ci sono due cose da considerare, una dal loro punto di vista, un'altra dal punto di vista della chiesa. Coloro per i quali essi non solo meritano di essere separati dalla chiesa colla scomunica, ma anche d'essere cancellati dal mondo colla morte. In effetti, è molto più grave corrompere la fede che falsificare le monete che servono alla vita temporale. Di conseguenza, se i falsi coniatori o gli altri malfattori sono immediatamente messi a morte dalla buona giustizia dei principi secolari, tanto più gli eretici, specie se sono convinti d'eresia, possono non solo essere scomunicati ma anche, molto giustamente, messi a morte.

    Per questa ed altre belle trovate, Tommaso tiene banco nell'ambito della chiesa da quasi 800 anni; l'ultima insaponata gliela data Giovanni Paolo II nel 1998, in mancanza di ...meglio!


    Pontificato di Gregorio X (1271-1276)
    Durante il suo pontificato, il papa Gregorio X fu costretto a convocare un apposito concilio a Lione (1278), al fine di destituire il vescovo Enrico di Luttlich per le sue incredibili intemperanze sessuali; pare che il buon prelato avesse 70 concubine, tra le quali molte suore, e 65 figli illegittimi. E avrebbe continuato su questa strada se non fosse stato fermato a colpi di pugnale dal padre di una ragazza di 15 anni, stuprata dall'insaziabile vescovo.
    Gregorio X, alla sua morte, impose e stabilì che l'elezione dei futuri papi avvenisse mediante l'uso del conclave.

    Pontificato di Niccolò III (1277-1280)
    Apparteneva alla famiglia Orsini e sua madre era Perna Caetani, ben nota nella curia per i suoi trentanni di maneggi ed intrallazzi: era detta la "papessa ombra".
    Niccolò III conservò, come pontefice, tutti i vizi conosciuti in gioventù; fece destinare un'ala del Laterano alle sue numerose "aiutanti" d'alcova. Si suppone sia morto, nel 1280, di sifilide contratta da una prostituta napoletana.

    ANNO: 1278 (e.v.)

    A Londra vengono diffuse false accuse di omicidi rituali perpetrati dagli ebrei ai danni dei cattolici. E' un'ottima scusa per impiccare 267 membri della sinagoga.

    Pontificato di Bonifacio VIII (1294-1303)
    Uno straordinario atto di fede attribuito a Bonifacio VIII:

    "Io dò importanza alla vita di un altro quanto ne posso dare ad un fagiolo. Gli uomini hanno un'anima del tutto uguale a quella delle bestie. Il vangelo insegna più menzogne che verità; il parto di una Vergine è assurdo; l'incarnazione del figlio di Dio è ridicola; il dogma della transustanziazione è una pazzia. Le quantità di denaro che la favola di Cristo ha apportato ai preti è incalcolabile. Le religioni sono state inventate dagli ambiziosi per ingannare gli uomini. Gli ecclesiastici non possono comunicare con il popolo perchè la loro fede e la loro credenza non è la stessa. L'abbandonarsi ai piaceri sessuali con una bambina o con un ragazzo è un atto da considerarsi privo di peccato come stropicciarsi le due mani insieme. Il nostro scopo è quello di vendere nelle chiese tutto ciò che gli idioti vogliono."

    Queste sono le parole di papa Bonifacio VIII riportate dallo studioso e storico Jean Villani che descrive questo papa come un prete crudele, ambizioso, vizioso, cupido ed egoista. Le parole pronunciate da Bonifacio VIII sono state riportate dal Villani (1276-1348) nella sua opera "CRONICA", che scrisse in seguito ad un'idea che gli venne mentre si trovava a Roma per il giubileo (1300) indetto da Bonifacio VIII. Jean Villani, contemporaneo di Bonifacio VIII è considerato il maggiore esponente del 1300 della storia fiorentina con tutte le relazioni che Firenze aveva avuto, dai tempi più antichi ai contemporanei, con il mondo esteriore. La "Cronica" comprende dodici libri. Le parole attribuite a Bonifacio VIII sono in uno degli ultimi libri della serie. Villani non ha scritto in latino ma in italiano. La sua prosa viene ritenuta così avanzata nello stile letterario da superare lo stesso suo contemporaneo Boccaccio. (E. Montesi)

    La Famiglia dei Colonna, acerrimi nemici dei Caetani, non perse l'occasione per definire Bonifacio VIII come un essere ripugnante, simoniaco, omosessuale, assassino, stupratore, sodomita, eretico, alcolizzato e adoratore del diavolo. A questo farà poi seguito Dante Alighieri che lo caccerà, senza esitazioni, nel suo inferno.
    Le pulsioni sessuali di questo "gentiluomo" erano insaziabili ed esercitate tanto a Roma quanto a Napoli, Viterbo e in Inghilterra.
    Alternò atti di sodomia allo stupro ripetuto di Elisabetta Cola e della figlia Gartamicia de Pisis. Gli amanti di sesso maschile non si contavano.
    Filippo re di Francia lo accusò formalmente di eresia e di aver ucciso il suo predecessore (Celestino V); il "buon" pontefice reagi scomunicando tutti i testmoni del processo.
    Il giubileo o "anno santo", indetto da Bonifacio VIII, è stato un altro colpo di genio che ha mosso migliaia di pecoroni verso Roma, pronti a versare sugli altari della basiliche romane i quattrini necessari per ottenere l'ambita remissione dei peccati.

    Ma non basta ancora!! La chiesa propaganda anche un nuovo movimento millenaristico (cioè una tardiva fine del mondo) per cui un sacco di sprovveduti imbecilli destina i propri beni, mobili e immobili, alla chiesa.

    Pare che Bonifacio VIII sia morto suicida e che il suo cadavere sia stato bruciato come eretico; comunque la fine di questo papa risulta storicamente incerta.

    Pontificato di Clemente V (1305-1314 (e.v.)

    In questi anni, durante il pontificato di Clemente V:
    - Fra Dolcino da Casale,
    - Suor Margherita di Trento (sua convivente-moglie?),
    - Margherita Porrete da Parigi (Eresia del Libero Spirito),
    - Frate Longino
    - ed oltre mille loro seguaci
    vengono sconfitti, uccisi e bruciati vivi per avere osato accusare il papato di immoralità e di ingordigia.

    Clemente V, con la complicità e l'appoggio del re di Francia Filippo IV (Filippo il Bello), ordina la soppressione dell'Ordine dei Cavalieri Templari (Bolla n. 1312 Vox in Excelso).
    Il 13 Ottobre 1307, i 5000 appartenenti all'Ordine, (accusati di eresia, sodomia, stregoneria ed altre bazzeccole del genere: non erano certo degli stinchi di santo!), vengono arrestati, processati sommariamente e la maggior parte uccisi. Tutte le immense proprietà dell'Ordine vengono sequestrate e finiscono, parte nelle mani della chiesa (ordine dei Cavalieri Ospitalieri?) e, il rimanente, nelle tasche di Filippo IV. Il Gran Maestro dell'Ordine, Jacques de Molay, prima di essere ucciso (1314), viene interrogato dall'Inquisizione, inchiodato per i polsi, ad una porta.

    Il 21 Gennaio 1793, quando verrà giustiziato Luigi XVI, (della dinastia dei Capeti) una voce levatasi dalla folla lì presente esclamerà: "Jacques de Molay, sei vendicato!"
    (Rif.376)

    Il papa Clemente V trasferisce, su esplicita e non discutibile richiesta di Filippo IV (il Bello), la sede del papato ad Avignone. La sede ritornerà, (purtroppo!) a Roma nel 1377 per iniziativa di Gregorio XI. La permanenza ad Avignone rappresenterà comunque un periodo d'oro per le ricchezze papali che si gonfieranno a dismisura grazie a decime, annate, procurazioni, diritti di spogliazione e quanto altro il clero riuscì inventare ed imporre alle popolazioni sottomesse di mezza Europa.
    Dal canto suo Clemente V non non si risparmiò nulla: prese come amante la contessa Arminde de Perigord, fece tassare tutte le prostitute di Avignone e organizzò una tratta di donne bianche di tutto rispetto; altra fonte di guadagno fu una nuova regolamentazione dei matrimoni e dei divorzi.
    Fini col morìre avvelenato dal vino della messa propinatogli da un monaco di Carpentras.

    Pontificato di Giovanni XXII (1316-1344).
    Con uno sguardo attento ai cordoni della borsa, questo pontefice rese più incisiva l'imposta annuale del cullagium (imposta sui preti autorizzati a fare sesso).
    Secondo quanto riferito dal cronista-storico Giovanni Villani, Giovanni XXII, alla sua morte, lascia un patrimonio stimabile dai 18 ai 22 milioni di fiorini oro a cui si devono aggiungere altri 7-8 milioni di fiorini spesi in arredi, seterie, stoviglie in oro, pellicce, guarnizioni di ermellino, ecc., e favolosi banchetti conviviali.
    Pare comunque che nel periodo del suo pontificato abbia destinato, bontà sua, almeno il ...6% degli introiti ricevuti in elemosine e beneficenze.


    Pontificato di Benedetto XII (1334-1342).
    Si era già reso celebre, come feroce inquisitore, con le sue persecuzioni in Linguadoca prima di diventare papa, e in seguito, lo divenne come ubriacone.
    Francesco Petrarca ce l'aveva a morte con questo pontefice che aveva cercato di sottrargli una sorella, della quale si era invaghito.

    Dei suoi exploit, come inquisitore, si ricordano particolarmente:

    A Venezia nel 1337: Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e 10 frati francescani vengono arsi vivi per aver predicato la povertà del Cristo.
    A Parma: Donna Oliva segue la stessa sorte.

    ANNI: dal 1340 al ... 1750 (e.v.)

    Si apre un nuovo perverso businness per la "santa" chiesa: la caccia alle streghe ed agli eretici. Lo scopo era quello di sequestrare ed incamerare i beni delle vittime a favore del clero e di un ristretta minoranza di sicofanti (giudici, delatori, ecc.)
    Nessun storico è mai riuscito a quantificare il numero delle vittime. Si parla di circa 1.500.000 disgraziati, orrendamente torturati, mutilati e bruciati sul rogo.

    Questo è un argomento che ha costituito la base di centinaia di pubblicazioni. Nell'ambito di questo testo ci limitiamo all'inserto seguente per sottolineare, ancora una volta, la bestiale e infinita protervia del clero.


    INSERTO 24 - Il Diavolo (Satana) e le Streghe
    Prima di quest'epoca il diavolo non era mai stato una figura troppo incombente e pregnante per la massa dei credenti. Malgrado il fatto che moltissimi "dotti" avessero scritto fior di trattati di "demonologia", la massa lo riteneva come una figura paurosa e inquietante con cui, tuttalpiù, fare eventualmente i conti se capitava di morire in stato di peccato e senza il nullaosta del prete per l'aldilà.
    L'opera di Dante poteva, al limite, titillare la mente dei nobili, degli aristocratici e di quelli che sapevano leggere ma non certo quella del popolo analfabeta sottoposto alla continua e pressante invadenza del prete.
    A parte dunque il passato, si può dire che, a partire dal 1320, la letteratura clericale e gli scritti sul demonio si fanno sempre più frequenti e puntuali, facendo bene attenzione a mettere in evidenza i complici stessi del demonio, residenti sulla terra, quali streghe, maghi, eretici, apostati, ecc.. Si contano in parecchie decine i testi di questo genere prodotti tra il 1300 e la fine del 1600.
    Parecchi di questi vennero in seguito ristampati più volte ed alcuni di essi sono reperibili, ancora oggi, nelle librerie specializzate. Come si può non ricordare, ad esempio, il Malleus Maleficarum di Sprenger e Kramer, oppure dimenticare autori del calibro di Bernardo Gui, di Nicolau Eymerich, di Claude Tolosan, di Jean Vineti, di Bernardo Rategno, di Jean Bodin, di F.M. Guazzo e di tanti altri che hanno contribuito a conferire una immagine bestiale al genere umano; almeno a quello cristiano.
    Tutti questi autori contribuirono alacremente a definire una figura antropomorfa di Satana, mettendo bene in evidenza, a volte, i suoi strordinari attributi ...sessuali.


    E dato che il diavolo, poveraccio, non poteva fare tutto da solo, si pensò, ovviamente, di individuare in terra i suoi aiutanti (cioè streghe, maghi ed eretici vari) da catturare e punire convenientemente, attribuendo loro alcuni poteri diabolici quali: il volo notturno, il sabba ed altre fantasiose capacità malefiche.
    E' stata la naturale, assurda e "redditizia" reazione del clero, a partire dal 1300 e sino all'inizio del 1700, al fatto che l'Europa (ma non solo) sia stata travagliata da una profonda crisi economica ed esistenziale dovuta, prima, alla paurosa peste nera che, a partire dal 1346, ha spopolato tutti i paesi, generando conseguentemente una estesa carestia ed una profonda crisi economica, causa di centinaia di sollevazioni del mondo contadino ridotto alla fame; a questo si deve aggiungere l'avvento del luteranesimo, le guerre di religione e la presa di coscienza dell'esistenza di un papato marcio e decadente.
    Alla domanda che il popolo si poneva:
    perche dio è sordo alle nostre sofferenze?
    venne facile la risposta:
    perchè il diavolo, suo potente nemico, lo impedisce.

    Divenne allora cosa agevole al prete individuare astutamente gli aiutanti del diavolo in terra e perseguitarli con la tortura ed il rogo

    incamerando nel ventre proprio e della chiesa i beni delle vittime.

    E' praticamente impossibile stabilire quante siano state le vittime di questa "cristiana" follia. Si ritiene attendibile una stima di 1.500.000 persone, a partire dal 1340 al 1750 e oltre.
    A seguito si elencano alcuni casi eclatanti, certamente non esaustivi. Per tutto il resto si rimanda ai numerosi studi specializzati riguardanti l'Europa e l'America.

    - 1416 Como: 300 persone bruciate vive
    - 1485 Bormio: 41 persone bruciate vive
    - 1505 Cavalese: 14 persone bruciate vive
    - 1507 Logrono (Spagna): 30 persone bruciate vive
    - 1514 Bormio: 30 persone bruciate vive
    - 1518 Valcamonica: 80 Donne bruciate vive
    - 1562 Oppenau (Germania): 300 persone bruciate vive
    - 1562 Wiesensteig (Germania): 63 persone bruciate vive
    - 1562 Obermachtal (Germania): 54 persone bruciate vive
    - ecc., ecc., ecc., ....

    Poi, con la vendita delle indulgenze, si profilerà un altro business di tutto rispetto, durato almeno quattro secoli.
    (Rif. 825)


    Pontificato di Clemente VI (1342-1352)
    Certo che, come papa, Clemente VI non si fece mancare nulla; sarebbe sufficiente leggere gli scritti di Francesco Petrarca, che per qualche tempo soggiornò ad Avignone, per avere un identikit del tutto singolare di questo "santo" padre della chiesa.
    Sostanzialmente trasformò la sede papale in una casa di tolleranza senza alcun limite di morale o di decenza, dove si trascorrevano i giorni e le notti in bagordi, divertimenti licenziosi, banchetti faraonici e quanto altro si possa immaginare.

    Lo spreco di denaro raggiunse livelli allucinanti: il papa donava ricchezze a piene mani ai suoi parenti, fece addirittura ferrare i suoi cavalli con ferri d'oro e fece sacrificare 1800 ermelllini per il suo guardaroba personale.

    Donnaiolo impenitente, divenne l'amante della regina Giovanna di Napoli (1326-1382) che lo raggiunse ad Avignone, dopo aver fatto uccidere il marito, il principe Andrea.
    La Giovanna, favorita ufficiale, dovette comunque condividere la regale alcova anche con Cecile de Tourenne.
    A quell'epoca, Avignone era talmente piena di prostitute che Clemente VI, da bravo prosseneta, ritenne doveroso tassare le loro attività.

    Il papa comprò la citta di Avignone, compresi gli abitanti, per 80000 sovrane d'oro e fece costruire il Palais Neuf (decorato con affreschi osceni, ancora visibili), nel quale si rifugiò per sfuggire alla peste nera (1348) che in pochi mesi sterminò, nei dintorni, 62000 persone.

    In questo periodo si stimano molto numerose le vittime dell'inquisizione, insediata nei piani inferiori del Palais Neuf; molti (anzi moltissimi) documenti processuali sono stati "opportunamente" eliminati. Tra i più noti si ricorda ancora:

    - Francesco Stabili, arso vivo per aver messo in dubbio un passo del vangelo sulle tentazioni di Gesù.
    - Pietro D'Albano, medico, arso vivo per supposta stregoneria.
    - Domenico Savi, arso vivo per avere edificato un ospedale senza la benedizione della chiesa.

    ANNI: dal 1348 al 1402 (e.v.)

    A partire da questo anno la peste nera dilaga in Europa con conseguenze devastanti. Diffusa dalle pulci dei ratti neri, si manifesterà in tre ondate sucessive (sino al 1402) con effetti, sulla popolazione e sull'economia, oggi difficilmente immaginabili.

    ANNO: 1350 (e.v.)

    Assente il papa, che si trova ancora ad Avignone, lo rappresenta a Roma il cardinale Annibale Caetani, losco figuro sotto ogni aspetto, che gestisce l'anno santo a modo suo e fa il bello ed il cattivo tempo in una città sconvolta oltretutto dal colpo di stato di Cola di Rienzo e dall'incombente flagello della peste nera.

    Pontificato di Innocenzo VI (1352-1362)

    Si contano numerose esecuzioni per eresia tra cui:
    - Pietro da Novara
    - Bernardo da Sicilia
    - Tommaso vescovo d'Aquino
    - Francesco Marchesino vescovo di Trivento
    - numerosi frati di S. Francesco
    - e molti altri torturati e arsi vivi.


    Pontificato di Gregorio XI (1371-1378)
    Gregorio XI si libera dalla scomoda (ma non troppo) tutela del re di Francia e riporta a Roma la bottega di San Pietro.
    E tanto per mettere le "cose a posto" aizza i suoi mercenari e fa massacrare i 2500 abitanti di Cesena accusati di essere ribelli antipapali.

    Stragi in molte città che avevano ospitato eretici; a Firenze, Venezia, Roma e Ferrara i roghi erano quasi continui.
    1372 - Beltramo Agosti viene torturato ed arso vivo per avere bestemmiato durante una partita a carte.
    1377 - Menelao Sartori arso vivo perchè convivente con due donne.
    1378 - Lorenzo di Bologna confessa sotto tortura di aver rubato una pisside. Tormentato a morte viene spinto sul rogo a colpi di frusta.

    ANNI: dal 1378 al 1415 (e.v.)

    Ciò che è accaduto in questi anni è difficile e complesso da descrivere ed, in fondo, va oltre le finalità di questa cronologia.
    Diamo solo qualche breve cenno per rammentare la smodata foia di potere assoluto, che è sempre stata una costante del clero, e che ha indotto protervi individui a scannarsi vicendevolmente pur di deporre il loro deretano sul trono di Pietro.
    Questo periodo è passato alla storia come il Grande Scisma d'Occidente sul quale la chiesa ha fatto di tutto per sminuire, mascherare, alterare fatti e motivazioni allo scopo di distrarlo dall'attenzione dei credenti più allocchi.

    Visto che il papa dovrebbe essere il delegato del Cristo in terra, allora dobbiamo supporre che il detto Cristo, in questi anni, si sia distratto ed abbia fatto una grande confusione nell'attribuire le sue sante "deleghe".
    Infatti, in questo periodo si sono avuti, a volte due, ed altre volte, anche tre papi contemporaneamente i quali, ciascuno dalla propria precaria tana, si sono devotamente combattuti, maledetti, delegittimati, scomunicati ed anatemizzati l'un l'altro accusandosi, a vicenda di essere, ognuno, antipapa all'altro.

    Date le circostanze, il "presunto" papa Urbano VI (1378-1389), famelico di soldi, anticipa, con oscure motivazioni, le celebrazioni dell'anno santo al 1390; senza dimenticare Bonifacio IX (1389-1404) che da inizio ad una strepitosa svendita di indulgenze, in tutta Europa, nonchè l'assegnazione di fantasiose cariche ecclesiastiche prive di ogni valore quali:
    - Segretari
    - Notari
    - Procuratori
    - Abbreviatori
    - Archivisti
    - Uscieri
    - ecc.

    Solo nel 1415 Martino V (1417-1431) riuscirà a rassettare la pattumiera della chiesa, ritornando ad essere unico pontefice.
    Soltanto per memoria, ecco un breve elenco dei galantuomini interessati a questa "riffa" da strapaese. (Rif. 725)

    NOME
    ELETTO
    FINE INCARICO
    Urbano VI 1378 1389
    Clemente VII 1378 1394
    Bonifacio IX 1389 1404
    Benedetto XIII 1394 1423
    Innocenzo VII1404 1405
    Gregorio XII 1409 1415
    Alessandro V 1409 1410
    Giovanni XXIII 1410 1415
    Clemente VIII 1423 1429
    idem 1425 1430


    ANNO: 1380 (e.v.)

    John Wycliff (1328-1384) prete di Lutterworth, nel 1380 traduce la Bibbia in inglese e la consegna alla setta dissidente ed eretica dei "lollardi". La chiesa, che ha sempre osteggiato la lettura libera della Bibbia, non glie la perdona e ancora, nel 1415, durante il concilio di Costanza, ordina che i suoi resti vengano riesumati e dati alle fiamme.

    ANNO: 1389 (e.v.)

    Circa 3000 ebrei di Praga sono stati macellati da uomini di "provata fede cattolica".

    ANNO 1391 (e.v.)

    In Spagna (Andalusia) una enorme "purga" si abbatte sugli ebrei qui residenti. Circa 25.000-30.000 vittime, preventivamente marchiate secondo le "sante" disposizioni a suo tempo emanate dal Concilio di Arles (1234 e.v.), vengono in parte ammazzate e in parte ridotte in schiavitù. Solo a Siviglia si contano 4000 vittime.
    Anche la setta valdese comincia a preoccupare la "santa" inquisizione. A Graz (Austria) 100 valdesi vengono impiccati e successivamente bruciati.

    ANNI: 1400-1450 (e.v.)

    In questo periodo entra in uso, nella liturgia cristiana, l'ostensorio. Pare sia stato introdotto da Bernardino da Siena (?) ma era, senza dubbio, uno strumento già in uso presso gli antichi egizi, ai tempi di Akhenaton.
    Era l'immagine del disco solare, dotato di raggi, simboleggiante il dio Aton.

    ANNI: 1409-1415 (e.v.)

    Pontificato di Gregorio XII

    Solita recrudescenza di stragi e di roghi.
    1413 - A Pisa, un giovane di nome Andreani viene torturato e bruciato vivo con la moglie e la figlia, colpevole di avere deriso alcuni padri conciliari, che poi assisteranno in massa all'esecuzione.
    1415 - A Praga vengono torturati e arsi vivi Jean Hus e Gerolamo da Praga per avere criticato la smodata sete di ricchezza del clero.

    ANNI: 1431-1447 (e.v.)

    Pontificato di Eugenio IV

    - Nel 1431 Giovanna d'Arco viene bruciata sul rogo per stregoneria.
    - Due popolani, Merenda e Matteo, vengono bruciati vivi su sollecitazione e denuncia delle famiglie Colonna e Savelli, colluse con l'inquisizione.
    - In Boemia vengono eseguite numerose stragi contro i seguaci di Jean Hus (hussidi). Molti di essi vennero rinchiusi in un fienile al quale venne poi dato fuoco.

    ANNI: 1436 - 1517 (e.v.)

    Sono gli anni in cui vive ed opera, in Spagna, il cardinale Francisco Jimenes de Cisneros, artefice della:
    - politica di "cristianizzazione forzata" di tutti i musulmani
    - l'annientamento della loro secolare cultura
    - la tassazione selvaggia degli stessi
    - la soppressione della loro autonomia amministrativa.

    Questa ennesima vessazione sarà il motivo della sanguinosa e feroce rivolta delle Alpujarras dove questi "cristiani per forza" cercheranno inultimente di riconquistare i loro perduti diritti.

    ANNO 1456 (e.v.)

    Termina l'assedio di Belgrado. Un'altra crociata dei poveri fomentata da Callisto III.
    Per ripulire e riconsacrare la città alla "vera fede" vengono sterminati circa 80000 musulmani. Forse la cifra è storicamente esagerata, ma questo non toglie nulla al merito e alle pie intenzioni dei devoti "missionari", inviati dalla chiesa e capeggiati dal frate Giovanni da Capestrano.

    Pontificato di Paolo II (1464-1471)
    Gli intimi lo chiamavano "la divina Maria" per la sua assoluta propensione alla sodomia e per i vestiti sfarzosi e coperti di gemme con cui amava vestirsi. Viveva, in massima parte, nei suoi appartamenti privati, circondato da uno stuolo di giovani depravati che, regolarmente promuoveva a diverse cariche ecclesiastiche o ad assistenti personali: ne aveva più di 400!
    Si eccitava inoltre ad assistere alle torture praticate su uomini nudi nelle segrete dell'inquisizione. Morì d'infarto, fedele alle sue tendenze, mentre sodomizzava un giovane stalliere.

    Pontificato di Sisto IV (1471-1484)
    Sisto IV, uno dei più grandi roditori della storia della chiesa, ha alcune idee brillanti per fare quattrini.
    - anzitutto porta a cadenza venticinquennale le celebrazioni dell'anno santo
    - poi riunisce in una specie di ghetto tutte le prostitute di Roma, tassando sia le loro prestazioni professionali, sia i clienti che ne usufruiscono, specie quando si tratta di clericali, asicurandosi così un flusso costante di denaro
    - infine, riprendendo alcuni concetti, già espressi nei "Libri Tariffari" del 700, nel Concilio di Lione del 1274 ed in quello di Firenze del 1439, questo re Mida con la tiara istituisce il "purgatorio a pagamento", un'area di parcheggio e di decontaminazione delle anime che, in prima battuta, non sono finite all'inferno. Pur nella sua perversione bisogna riconoscere che l'idea rasenta la genialità.

    Del purgatorio non si sa praticamente niente; non si sa quali anime ci siano finite dentro e per quanto tempo ci debbano restare; l'unica cosa certa (lo dice il papa!) è che, con opportune donazioni alla chiesa, si può abbreviare alle anime il tedio dell'attesa, anticipando la loro ascesa in paradiso.
    Tariffe precise non ce ne sono. Si sa soltanto che acquistando indulgenze più o meno costose si abbrevia più o meno incisivamente la permanenza in purgatorio delle povere anime.
    Attenzione però: si finisce in purgatorio solo se si sono confessati i peccati commessi e si è ottenuta l'assoluzione seguendo le opportune regole contenute nelle "Penitenze Tariffate" i cui soldi competono ai vescovi delle diverse diocesi.

    Su questa trovata gli storici hano versato fiumi di inchiostro e quindi è inutile dilungarsi più di tanto. Si può solo aggiungere che è stato uno dei commerci più abietti ed immondi che il clero abbia inventato. Il fiume di denaro finito nelle tasche del papa è sintomatico del livello di imbecillità e di plagio a cui le popolazioni erano state ridotte da secoli di feroce superstizione.
    Il Concilio di Trento (1545-1563 e.v.) garantirà l'allegro flusso di cassa confermando questo santo dogma.

    Come persona poi Sisto IV aveva tutti i numeri per essere un buon papa e governare la chiesa; la storia ce lo tramanda come come sodomita (bisessuale), simoniaco, stupratore e incestuoso con i nipoti Giulio e Giovanna Riario,"svezzati" a 12 anni.

    Seguento alcune sciocchezze, riportate nell'Antico Testamento, alcuni "citrulli" di capi mastro solevano ancora, a quest'epoca, murare viva la propria moglie nelle fondamenta di qualche chiesa o di qualche convento in costruzione. Analogamente si procedeva a murar vivi dei bambini negli altari. In seguito si ritenne più "ecomomico" e meno problematico ricorre al sacrificio di gatti vivi (possibilmente neri).

    Difficile definire l'istituzione del Purgatorio come una ispirazione divina. I vangeli e i padri della chiesa che pure hanno attribuito a Gesù un sacco di cose, non ne hanno mai parlato.

    Ancora nel 1930, il suo successore, Pio X, disponeva di tabelle dove erano indicati i numeri di giorni di purgatorio che gli esponenti autorizzati della chiesa potevano ipocritamente condonare dietro congruo pagamento:


    Pontificato di Innocenzo VIII (1484-1492).
    Pare che questi siano gli anni d'oro dell'inquisizione cristiana. Infatti in questo periodo il domenicano Tomas de Torquemada (1420-1498) dà il meglio di sé stesso. Confessore degli "illuminati" sovrani spagnoli, semina il terrore in numerosi paesi della Spagna dove si muove come un cane sciolto mandando a morte parecchie migliaia di eretici e di streghe. Tanto sciolto che persino il papa Innocenzo VIII si preoccupa; gli ordina spartire l'immenso bottino cumulato con le sue persecuzioni e di ritirarsi in convento dove finirà con lo schiattare nel 1498.

    Il bilancio della sua attività è impressionante, per quanto impreciso. Si parla di: Comunque, sotto questo pontificato, neanche a Roma si scherza in fatto di roghi e di immense ricchezze sequestrate e finite nelle grinfie del clero.

    Infatti Innocenzo VIII emette la bolla "Summis Desiderantes Affectibus" seguita, a breve, dal volume "Malleus Maleficarum" dei domenicani Sprenger e Kramer che sarà un testo fondamentale per la persecuzione delle streghe e degli eretici.

    Dal canto suo questo pontefice è passato alla storia come un individuo lussurioso, despota e con tendenze omosessuali anche se genererà e riconoscerà 16(!) figli, regolarmente battezzati in San Pietro; Pico della Mirandola ha definito queso papato come l'età d'oro dei bastardi.

    Si verifica il primo scandalo finanziario del Vaticano reso noto al pubblico: quello dei plumbatores, che emettono e commerciano lucrosamente bolle pontificie false: ladri che rubano a casa dei ladri! E che finiscono puntualmente sul patibolo.

    ANNI: 1485-1486 (e.v.)

    A Guadalupe (Spagna) l'Inquisizione manda a morte 49 persone. Altri 31 ebrei sono stati giustiziati a Belalcazar, sempre in Spagna.

    Pomtificato di Alessandro VI (1492-1503)
    Se il buon giorno si vede dal mattino, Rodrigo Borgia (Alessandro VI) ha mantenuto fede a questo detto, compiendo a soli 12 anni il suo primo omicidio: uccidendo un bambino; poi ha continuato di conseguenza passando alla storia come il peggior papa mai esistito.

    Quando era ancora cardinale, era già noto per le sue focose e incontenibili doti amatorie, esercitate a spese di nobili fanciulle spagnole dalle quali ebbe almeno 6 figli.
    Lussurioso oltre ogni dire, nel 1459 parve mettere ...la testa a posto innamorandosi di Vannozza Cattanei, che divenne per lungo tempo, la sua amante ufficiale, non prima però di aver circuito la madre e la sorella della stessa. La Vannozza lo gratificò con 4 figli: Cesare, Giovanni, Gioffrè e Lucrezia.

    Avendo raggiunta l'età sinodale, Vannozza Cattanei fu giubilata e sostituita con Giulia Farnese (15 anni) che gli diede altri 2 figli; per la cronaca Giulia Farnese venne definita dai suoi contemporanei: sposa di Cristo e meretrice di Dio.

    Certo non si fece mancare nulla; ricchissimo di famiglia, aumentò le sue ricchezze con incredibili trovate: vendendo indulgenze, assassinando i propri cardinali per potere rivendere ad altri le corrispondenti cariche.
    I numerosi omicidi commessi a Roma in quei tempi, furono un'altra fonte di guadagno: i colpevoli venivano assolti se potevano pagare il perdono papale, altrimenti venivano affidati al boia.

    Fu accusato di aver stretto un patto col diavolo, di sodomia, di bestalità e, benchè sifilitico, di aver avuto rapporti sessuali con la figlia Lucrezia, alla quale, durante le sue assenze da Roma, il papa affiderà la reggenza del Palazzo Apostolico, e che quindi lo sostituirà nelle sue prerogative papali, diventando una vera e propria "papessa".

    Alessandro VI, trascorse la vita come pontefice organizando grandiose orge faraoniche e festini triviali, togliendo di mezzo, con estrema durezza, qualsiasi critica ai suoi poco ortodossi comportamenti: per questo Gerolamo Savonarola finì sul rogo il 23/5/1498.

    Una impressione di Giovanni Burcardo, suo segretario, rende bene l'idea della vita di questo papa e della sua corte:

    Sarebbe impossibile enumerare e calcolare gli omicidi, le violenze carnali e gli incesti che si commettevano ogni giorno alla corte papale. La vita di un uomo sarebbe appena sufficiente per registrare i nomi di tutte le vittime assassinate, avvelenate, fatte a pezzi, pugnalate nei vicoli bui o gettate vive nel Tevere.

    1498 - Con Gerolamo Savonarola anche i suoi discepoli Domenico Buonvicini da Pescia e Silvestro Maruffi vengono arsi vivi a Firenze.
    1498 - Tre ebrei sono arsi vivi a Roma.
    1498 - Gentile Cimeli viene arsa viva, a Roma, per stregoneria.
    1498 - Marcello da Fiorentino viene arso vivo a Roma.

    Questo santissimo padre muore avvelenato nell'Agosto del 1503, lasciando di sè uno straodinario esempio di umile e mite fede cattolica.

    ANNO 1492 (e.v.)

    In questo fatidico anno i "cattolicissimi" Isabella e Ferdinando, sovrani di Aragona e Castiglia, utilizzando una tecnica ormai collaudata, decidono di "saldare" il loro immenso debito contratto con i banchieri ebrei scatenando contro di loro l'inquisizione. Molti di essi saranno eliminati ed altri costretti ad emigrare in tutta fretta. Non si è mai saputo quanta parte di questa rapina sia finita nelle casse del clero.
    L'organizzazione di progrom per cancellare i debiti contratti con gli ebrei diventerà, nei secoli che seguirano, una consuetudine "normale".

    ANNI: dal 1492 (e.v.) e seguenti

    Se si dovesse dare anche solo un cenno, men che sommario, delle "ignobili piacevolezze" compiute dai Conquistatori Spagnoli e altri, questa cronologia proseguirebbe all'infinito.
    E' sufficiente questo breve appunto.
    Istigati da "frati missionari portatori di pace, fede e salvezza eterna", orde di miserabili farabutti ammazzarono, stuprarono, squartarono, rapinarono, fecero sbranare dai cani, torturarono e bruciarono, secondo una incerta stima, circa 150 milioni di nativi (aztechi, maia, incas ed altri).

    Ripeto: 150 MILIONI e questa stima (se pure incerta) è largamente condivisa!

    Occorreva però rispettare alcune regole, una certa procedura in omaggio alla quale, dopo aver fatti prigionieri gli indigeni e prima di ammazzarli, doveva essere letto, in una lingua a loro incomprensibile (lo spagnolo), uno dei più infami documenti mai partoriti da mente umana: quella cristiana;
    era il cosidetto REQUERIMIENTO che, tra le altre cose recitava:
    ...garantiamo e giuriamo, con l'aiuto di Dio e del nostro potere, di penetrare nel vostro territorio e combattervi per sottometervi all'autorità e al dominio di nostra Santa Madre Chiesa...
    Per i "pellerossa", in seguito, le regole sono leggermente cambiate, ma i risultati sono stati gli stessi.

    ANNI: dal 1500 al 1600 (e.v.)

    Ora tocca agli irlandesi. Definiti dai bravi cattolici un popolo di "selvaggi gaelici e animali irragionevoli senza idea di dio e di buone maniere".
    L'isola viene a più riprese aggredita da santi conquistatori, tra i quali Humphrey Gilbert, che fece collocare sistematicamente, lungo le strade, decine di migliaia di teste mozzate, a monito e gloria del vero dio cristiano.

    ANNI: dal 1500 al 1713 (e.v.)

    Non avendo probablmente nulla di meglio da fare, una parte del clero imbastisce una oziosa e secolare diatriba su un argomento quale quello della ...grazia divina. La follia terminerà nel 1713 con la distruzione dell'abbazia di Port Royal, ordinata da Luigi XIV, e con la bolla Unigenitus di Clemente XI che abolirà il movimento giansenista.

    Pontificato di Giulio II (1503- 1513)
    E' stato giudicato un papa licenzioso, padre di molti figli illegittimi avuti da diverse amanti, alcolizzato, bestemmiatore, sodomita passivo e sifilitico; i suoi contemporanei dicevano di lui:"tiene in bocca il fiasco e in mano il caz(z)o".
    Tra le altre trovate firmò, nel 1510, un decreto per costituire in tutta Roma case di prostituzione maschili. Era detto anche "il terribile" per la sua smodata passione per la guerra.
    Nasce il primo nucleo della Guardia Svizzera, costituito da 150 prezzolati capitanati da Gaspare von Silinen.

    1505 - 4 donne vengono mandate al rogo, per stregoneria, a Cavalese di Trento.
    1506 - Diego Portoghese è stato impiccato per eresia.
    **** - 30 persone sono bruciate vive, a Logrogno (Spagna), per stregoneria.
    1507 - Fra Agostino Grimaldi viene giustiziato per eresia.
    1513 - 15 cittadini romani, accusati di eresia, vengono massacrati dalle guardie svizzere.
    1513 - Orazio e Giacomo di Riffredo sono stati giustiziati per eresia.

    Pontificato di Leone X (1513-1521).
    La folgorante carriera ecclesiastica di questo individuo, figlio di Lorenzo de Medici, riflette molto bene il livello di corruzione della chiesa e del clero di questo periodo, infatti:
    - a 7 anni gli vengono attribuiti i voti sacerdotali
    - a 8 anni viene nominato abate
    - a 9 anni diventa protonotario apostolico
    - a 11 anni diventa abate di Montecasino
    - a 13 anni gli viene attribuito il cappello di cardinale
    e infine
    - a 37 anni diventa papa,
    anche se, in quanto pontefice, non ebbe vita tranquilla.

    Una congiura di alcuni cardinali:
    Alfonso Petrucci
    Francesco Soderini
    Adriano Cortellesi
    Raffaele Riario
    Bernardino Sauli
    concretizzata in un tentativo di avvelenamento andato a vuoto, si risolve con la fuga di alcuni di essi e la condanna a morte per gli altri.

    Intanto ad intrattenerlo e a consolarlo ci pensava il cardinale Bibbiena, instancabile nell'organizzare feste, banchetti, balli e cacce, con un contorno di sesso sfrenato, dentro e fuori, del Palazzo Apostolico; con questo Leone X di conquisterà la fama di omosesssuale, sodomita, ubriacone e volgare sibarita.

    Leone X, durante il suo pontificato, in un conato di onestà ebbe a dichiarare, con una lettera al cardinale Bembo:
    Tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri più stretti seguaci.
    (Rif.760,712,520)

    Lettera di papa Leone X al card. Bembo - Archivi vaticani - Corr. Leone X - Vol. 3° - Scaffale 41 - 2° piano inf.
    Ovviamente il vaticano l'ha occultata, spostata, smarrita o distrutta e ne nega, naturalmente, l'esistenza.

    1514 - A Bormio, 30 donne sono arse vive, accusate di stregoneria.
    1517 - Martin Jacopo giustiziato a Vercelli per eresia.
    1518 - 30 donne arse vive in Valcamonica.
    1519 - 5 eretici arsi vivi Brescia.
    1520 - Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia
    1520 - Fra Camillo Lomaccio, fra Giulio Carino e Leonardo Cisalpini sono stati strangolati in carcere per eresia

    La vendita delle "indulgenze" raggiunge con questo pontefice aspetti allucinanti (occorre tenere conto che le feste del papa costano care!) tanto che si rende necessario nominare uno speciale "commissionario- concessionario-venditore" nella figura del chierico Giovanni Arcimboldi che, nel nord della Germania, organizzerà un efficiente e sistematico collettore di denaro estorto ai citrulli dell'epoca.
    Ma la riforma di Lutero è alla porte!

    Come nota tragi-comica occorre aggiungere che, per Leone X, sedersi era un problema serio; andare a cavallo, poi, un vero tormento.
    Infatti, appena insediato a Roma come pontefice, aveva preso l'abitdine di girare, la notte ed in incognito, nei vicoli bui e più malfamati della città, dove si sottoponeva passivamente a numerosi atti di sodomia, a scapito del suo sfintere che era andato così coprendosi di ulcere ed altre immonde piaghe.
    Andava a cavallo seduto su un solo lato del proprio fondo schiena, suscitando nel seguito non pochi maliziosi sorrisetti ed ammiccamenti.
    (Rif. 802)

    ANNO: 1517 (e.v.)

    Ha inizio la riforma luterana. Con il sostegno discreto ma risoluto dei governanti di Sassonia, Martin Lutero pubblica le sue 95 tesi che compendiano il rifiuto a seguire ulteriormente i dettami e le imposizioni del papa romano e della chiesa cattolica.
    Questa decisa presa di posizione è l'atto di nascita della nuova setta luterana (protestantesimo) che cerca di prendere le distanze dalla chiesa di Roma: In fin dei conti, si è cercato di ridurre certe pesanti pretese della bottega cattolica per delegarle, almeno in parte, alla nuova e più snella bottega protestante.


    Ma chi era veramente Martin Lutero? Si trattava di un frate cattolico agostiniano, aggregato all'Università di Wittemberg che, il 31 Ottobre 1517, decise di ribellarsi alla voracità, all'ingordigia ed alle assurde imposizioni del papato di Roma.
    Nel fare questo ebbe l'appoggio e la collaborazione di Filippo Melantone, altro ecclesiastico, professore di greco presso l'Università di Tubinga e poi in quella di Wittemberg.
    In seguito Lutero ebbe l'appoggio di Andrea Carlostadio, rettore della stessa Università, che propose ipso facto l'abolizione:
    Era ora! Visto che per il clero romano, portare il cibo dell'anima al popolo significava sempre lasciarlo con la pancia vuota e depredarlo; i contadini ed i cittadini, vittime ormai ben conscie di ciò, accettarono senza esitare (ma alcune volte con qualche riserva) la nuova riforma.
    La riforma non ebbe, al principio, una vita facile considerata la strenua e feroce reazione del clero cattolico, saldamente incistato nei paesi di lingua germanica.
    All'inizio la riforna ebbe il sostegno della nuova setta ANABATTISTA, poi ferocemente contestata che:
    1. rifiutava il battesimo dei neonati, perchè riteneva che lo Sprito Santo dovesse essere accettato, soltanto in età adulta, dalla cosciente volontà del fedele che lo riceveva
    2. rifiutava la gerarchia ecclesiastica
    3. si riconosceva in comunità i cui pastori venivano eletti dagli stessi fedeli
    4. misconoscevano l'autorità dottrinale della chiesa e consideravano la scrittura (Bibbia) come unica fonte di riferimento
    5. rifiutavano di obbedire alle autorità secolari e pretendevano fossero le singole autorità cristiane a governare le amministrazioni civiche
    6. avversavano la ricchezza e tutte le forme secolari di culto, le immagini sacre, la chiesa e i suoi paramenti, in nome dell'ugualianza di tutti i discendenti di Adamo.

      (Era una nuova forma di teocrazia che doveva portare la setta anabattista alla sua inevitabile estinzione)
    Era molto di più di quanto Lutero e i suoi seguaci si fossero proposti, e questo condusse gli Anabattisti ad una rapida decadenza ed e persino alla persecuzione da parte degli stessi luterani.

    E, alla fine, Lutero rivela sè stesso per quello che veramente è, con la seguente esternazione:

    "La ragione è nemica giurata della religione e spesso mette in guardia i fedeli dalle sue insidie. La ragione è la più grande nemica della fede; non aiuta mai la spiritualità, ma spesso e volentieri combatte contro il verbo divino, trattando con disprezzo tutto quanto emana da dio. Chiunque voglia essere cristiano strappi gli occhi alla ragione. La ragione dovrebbe essere eliminata in tutti i cristiani".

    Questa sarebbe una frase da scolpire sul marmo, ma pare che i cristiani, sia cattolici che protestanti, non abbiano recepito il messaggio.

    Quando poi si vuole litigare di motivi se ne trovano mille; sentite questa: per i protestanti divenne manifestazione di fede aprire il guscio dell'uovo sodo dalla parte più appuntita, mentre i cattolici si fecero un santo dovere di aprire l'uovo dalla parte più larga. Fare il contrario costituiva eresia!

    Pontificato di Clemente VII (1523-1534)
    Adriano VI, predecessore di Clemente VII, aveva tentato inutilmente di moralizzare la corte pontificia e porre un freno alla dilagante simonia.
    Ma Clemente VII non ne vuole sapere; comprare il papato gli era costato un mucchio di soldi (72000 ducati d'oro) e quindi ricomincia in grande stile la vendita della cariche ecclesiastiche e inventa il collocamento del denaro dei fedeli ai cosidetti "sacri monti della fede", con un tasso del 10%: una specie di antenato dei moderni fondi d'investimento, naturalmente senza copertura.

    Durante il pontificato Clemente VII vive ostentatamente con la sua concubina Simonetta da Collevecchio, dalla quale avrà un figlio, Alessandro il Moro, futuro signore di Firenze.

    Nel 1527 Carlo V di Spagna, col suo esercito, scende in Italia e costringe il papa a fuggire a Orvieto (sacco di Roma).

    Nel marasma generale dovuto alla riforma luterana, le reazioni del papa non mancano di farsi sentire; anche se non esattamente quantificabili, la storia rammenta un notevole numero di nuovi protestanti e di anabattisti, caduti nelle grinfie del papato: decapitati, bruciati vivi, annegati e torturati a morte per la difesa del traballante potere della chiesa di Roma.

    1524 - Anna Furabach viene giustiziata per eresia.
    1525 - .... ...... viene arsa viva in Campidoglio per stregoneria.
    1526 - Claudio Artoldi, giustiziato per eresia.
    1526 - Lorenzo Di Pietro, giustiziato per eresia.
    1528 - Rinaldo di Colonia, giustiziato per eresia.
    1528 - Lorenzo Di Gabriele da Parma, torturato e giustiziato per eresia.
    1528 - Tiberio Di Giannantonio, torturato e giustiziato per eresia.
    1529 - Bernardino da Palestrina, bruciato vivo per eresia.
    1530 - Giovanni Milanese, arso vivo per eresia.

    In Inghilterra, Enrico VIII non ha esitazioni: visto che Clemente VII gli nega il permesso di sposare Anna Bolena, prende il toro per le corna e: Nel 1534, su iniziativa di Ignazio di Loyola, nasce una delle più pestifere e inquietanti consorterie partorite dalla chiesa cattolica: l'ordine dei Gesuiti, intriganti e spie per vocazione. Una mafia nell'ambiente mafioso della chiesa che avrà un rapido sviluppo (nel 1556 contava già oltre 5000 appartenenti). Tant'è che nel 1777 la chiesa stessa sarà costretta ad abolire l'ordine che la stava praticamente dominando e condizionando. L'ordine venne, alcuni anni dopo, ripristinato su nuove basi.
    Attualmente il capo di questa setta, il papa nero continua, ancora oggi, ad inquietare le gerarchie vaticane.

    Pontificato di Paolo III (1534-1549)
    Un cronista dell'epoca descrive e ci tramanda, questo Farnese, come un individuo dedito al furto, stregoneria, tradimento, assassinio, tirannia, incesto e prostituzioe. Era uno degli uomini più ricchi d'Europa e aveva trascorso la sua giovinezza nel fasto, con numerose amanti e generando figli illegittimi, a favore dei quali i suoi atti di nepotismo riuscirono a scandalizzare persino la società dell'epoca, che pure era di ....bocca buona.

    Ancora peggio di Leone X si comportò Paolo III, come riferisce l'ambasciatore spagnolo Mendoza, in termini inequivocabili:

    Spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altro che il sole, adorato dalla setta Mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto la forma di montone e di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua reincarnazione e della sua resurrezione mettendo in parallelo Cristo e Mitra. Egli diceva ancora che l'adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zaratustra offrivano al loro dio oro, incenso e mirra, le tre cose attribuite all'astro della luce. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine, o meglio ancora d'Iside, che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra, erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo per cui Mitra e Gesù erano lo stesso dio. Egli osava dire che non c'era nessun documento valido per dimostrare l'esistenza di Cristo, e che, per lui, la sua convinzione era che non era mai esistito.
    (Rif. 710)

    Se lo dice un papa, poi definito infallibile!!!

    Comunque, che ci credesse o meno, nel 1545 cerca di mantenere ben stretto il suo potere facendo massacrare, dai cattolici, 2740 valdesi insediati in Provenza.

    1535 - Tutti gli anabattisti della città di Munster vengono massacrati dai cattolici.
    1535 - Giovanni di Leida, capo degli anabbattisti di Munster, viene sottoposto a orrende torture e poi giustiziato.
    1536 - Martino Govinin viene giustiziato nelle carceri di Grenoble.
    1538 - Francesco Da Giovanni di Capocena viene giustiziato per eresia.
    1539 - Enea Di Ambrogio viene giustiziato per eresia.
    1540 - Tutti gli abitanti di Merindol (F), convertiti al protestantesimo, vengono sterminati ed i loro beni confiscati.
    1541 - Galateo Di Girolamo viene ucciso nel carcere dell'inquisizione per eresia.
    1542 - Federico D'Abruzzo, accusato d'eresia, viene trascinato al patibolo da un cavallo e i suoi resti appesi alla forca.
    1546 - Girolamo Francese, impiccato in quanto luterano.
    1548 - Baldassarre Altieri, addetto all'Ambasciata Inglese, sparisce nelle carceri dell'inquisizione.
    1549 - Federico Consalvo, giustiziato per eresia.
    1549 - Annibale Di Lattanzio, giustiziato per eresia.

    Nel 1536 William Tyndale finisce sul rogo. Si era dedicato per anni a curare la stampa e la diffusione, in diversi paesi, della traduzione inglese della Bibbia.

    Dal 1538 al 1584: sono gli anni di vita di un singolare e perverso personaggio della chiesa, Carlo Borromeo, fatto poi, naturalmente santo.
    Terrorizzato dal fatto stesso dell'esistenza del genere femminile (!) rifiuterà per tutta la vita di avere contatti, anche solo verbali, con le donne di casa, comprese le sue parenti e le domestiche.
    Fin qui fatti suoi!
    Quello che invece preme ricordare è il suo accanimento contro gli attori della Commedia dell'Arte; nel corso della sua esistenza costringerà centinaia di compagnie di attori a rifugiarsi all'estero dove, per fortuna, molte fecero ...fortuna (specie in Francia), grazie alla loro indiscussa abilità.
    Come si sa, i commedianti corrompono l'anima candida degli spettatori, li distolgono dalle loro devozioni e inducono in loro peccaminosi pensieri: vade retro Satana!

    A tempo perso promosse anche centinaia di processi per stregoneria (Val Mesolcina) molti dei quali conclusi con i relativi roghi purificatori.

    Nel 1570, ormai vescovo di Milano, prende di mira Gerolamo Donato e i suoi confratelli dell'Ordine degli Umiliati; li accusa di eresia e li fa giustiziare, il 2 Agosto, dopo lunghe e spaventose torture.

    ANNO 1541 (e.v.)

    Dopo un primo, fallito tentativo di Ulrich Zwingli, Giovanni Calvino consolida le posizioni conquistate dal protestantesimo in Svizzera, porta alcune modificazioni e da origine ad una nuova setta, consorella della prima, detta calvinismo.
    Tra le tante sciocchezze e le elucubrazioni, del tutto degne di un prete intrigante ed ambizioso, ha ipotizzato l'esistenza di due chiese:
    - una chiesa invisibile che comprende una ristretta minoranza di eletti noti solo a dio(!?)
    - una chiesa visibile che comprenderebbe invece la comunità dei credenti beoti.

    La storia ha fatto giustizia di questo individuo definendolo un sadico, un torturatore ed un assassino, responsabile dei roghi di presunti eretici, tra i quali Michele Serveto.
    Serveto, di origine spagnola era uno studioso: umanista, medico, matematico ed astronomo che aveva osato contestare il dogma trinitario ed altre sciocchezze diffuse dalle sette cristiane e Calvino gli riservò un trattamento tutto speciale: venne bruciato a Ginevra il 27/10/1553 con il capo cinto da una corona di foglie impregnate di zolfo, per rendere più atroce la sua sofferenza. Certe idee possono venire soltanto ad un prete!

    Questa ha tutta l'aria di essere una leggenda ma qualcuno ha tramandato che Serveto, prima di morire, abbia lanciato un urlo tanto atroce e disumano da provocare l'eiaculazione spontanea del suo carnefice Calvino.


    ANNO 1543 (e.v.)

    Andrea Vesalio, anatomista (e medico di Carlo V e Filippo II di Spagna), ha avuto l'ardire di affermare, nel suo trattato "Fabbrica del Corpo Umano", che le costole del corpo umano sono in pari numero sia nell'uomo che nella donna, in barba a quanto riportato nella Bibbia.
    Perseguitato dall'inquisizione, dovrà lasciare le corti d'Europa e morirà di stenti, dopo essere naufragato, sulle coste dell'isola di Zante.

    ANNI: 1545 - 1563 (e.v.)

    Durante il Concilio di Trento la chiesa cerca di correre ai ripari contro l'invadenza delle sette protestanti (controriforma). Vengono stabilite le regole per la celebrazione della messa in latino.
    Prima di questa data, le cerimonie religiose celebrate nelle chiese, salvo poche regole essenziali, erano lasciate alla discrezione dell'officiante.

    Pontificato di Giulio III (1550-1555)
    A parte i soliti misfatti, questo pontificato si è distinto per una grandiosa ripresa delle feste di corte, omosessualità, banchetti, spettacoli piccanti e trionfo di puttane di ogni specie. Anche il nepotismo, esercitato, senza pudore, dal papa, a favore dei propri parenti ed amanti, rasenta l'inverosimile.
    A questo papa piaceva molto osservare il suo amante, Innocenzo dal Monte, mentre sodomizzava i domestici di corte, oppure intrattenersi con lui, nelle segrete dell'Inquisizione, durante le torture a cui venivano sottoposti i disgraziati di turno. Ne riferiscono, in proposito, Giovanni della Casa (De laudibus sodomie) e Pietro L'Aretino.

    1550 - Fanino Faenza viene impiccato e poi bruciato per eresia.
    1550 - Domenico Della Casa Bianca, luterano, viene decapitato.
    1550 - Geronimo Geril Francese, viene prima impiccato per eresia e poi squartato.
    1553 - Giovanni Buzio e Giovanni Teodori vengono impiccati e poi bruciati per eresia.
    1554 - Francesco Gamba, decapitato e poi bruciato per eresia.
    1554 - Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani, impiccati e poi brucati per eresia.

    ANNO: 1555 (e.v.)

    Con la stipulazione della Pace di Augusta (25 Settembre) l'Europa viene praticamente divisa in due sfere di influenza religiosa, secondo il principio cuius regio eius religio e cioè chi comanda stabilisce qual'è la religione da praticarsi sul territorio.

    Quando i cosidetti cristiani parlano di pace si deve sempre attendere un massacro imminente. Le esigenze del ventre del prete vanno ben oltre quelle dettate dal normale buon senso. Puntualmente questa pace sfocerà, nel 1618, nella paurosa "Guerra dei trent'anni".

    Pontificato di Paolo IV (1555-1559)
    Durante i suoi anni di pontificato Paolo IV (Gian Pietro Carafa) istituisce il ghetto di Roma, con regole e restrizioni ancora peggiori di quelle adottate a Venezia, e obbliga tutti gli ebrei sd indossare un cappello giallo.

    1555 - Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia
    1555 - Bartolomeo Hector è stato bruciato vivo per aver venduto due bibbie.
    1555 - Golia Elia e Paolo Rappi sono bruciati vivi a Torino in quanto protestanti.
    1555 - Vernon Giovanni e Labori Antonio, evangelisti, vengono bruciati vivi.
    1556 - Stefano Di Girolamo, giustiziato per eresia.
    1556 - Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia.
    1556 - Ambrogio De Cavoli, impiccato e poi bruciato per eresia.
    1556 - Don Pompeo Dei Monti, bruciato vivo per eresia.
    1556 - Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia.
    1557 - Nicola Sartorio, luterano bruciato vivo.
    1557 - Jeronimo Da Bergamo, Alessandra Fiorentino e Madonna Caterina sono stati impiccati e poi bruciati per omossessualità.
    1558 - Fra Goffredo Varaglia, bruciato vivo per eresia.
    1558 - Gisberto Di Milanuccio eretico, bruciato vivo.
    1558 - Francesco Cartone eretico, bruciato vivo.
    1559 - Gabriello di Thomaien, bruciato vivo per omosessualità.
    1559 - Antonio Di Colella, eretico bruciato vivo.
    1559 - Leonardo Da Meola e Giovanni Antonio Del Bò, impiccati e poi bruciati per eresia.
    1559 - 14 eretici di Augsburgo, arsi vivi per omossessualità.
    1559 - Antonio Gesualdi, giustiziato per eresia.
    1559 - Ferrante Bisantino, eretico arso vivo.
    1559 - Scipione Retio, ucciso nelle carceri dell'inquisizione.
    1559 - Nell'Abazia di Perosa (Pinerolo), i monaci bruciano a fuoco lento un prete evangelico ed i suoi seguaci.

    ANNI: 1559-1571 (e.v.)

    La pretesa di egemonia culturale della chiesa dà origine, in questi anni, ad una delle sue più proterve trovate: Paolo IV istituisce e rende operante l'Indice dei Libri Proibiti, che coinvolge non solo gli autori ma anche i detentori dei testi vietati, passibili entrambi d'accusa di eresia.
    Molti autori supereranno l'impasse affidando la stampa dei loro volumi a stampatori esteri, fuori dai territori cattolici.

    Questo delirante indice è stato abolito solo nella seconda metà del XX secolo, non perchè fosse cambiata l'ottusa mentalità clericale, ma perchè l'editoria, sfornando migliaia di titoli ha reso troppo difficoltoso l'aggiornamento di questo vergognoso catalogo.
    (Pare che la sola editoria italiana sforni, di questi tempi, da 100.000 a 120.000 nuovi titoli l'anno).

    Intanto il clero non si placa:
    - nel 1559 a Valladolid (Spagna) 15 protestanti vengono arsi vivi
    - nel 1559 a Siviglia (Spagna) 14 protestanti finiscono sul rogo
    - nel 1561 in Calabria, a Guardia Piemontese, San Sisto e Montalto, i cattolici torturano e massacrano 2000 valdesi.

    Pontificato di Pio IV (1560-1566)
    Fu un papa nepotista.
    Malgrado la sollecitazione dell'imperatore Ferdinando I d'Asburgo per abolire il celibato dei preti, confermò e ribadì questo obbligo per salvaguardare la ricchezza della chiesa e dichiarò eretici e passibili del rogo gli eventuali contravventori.
    Negli stati tedeschi, durante il 1562, la mano del clero si abbatte pesantemente, tanto che:
    - 300 persone ad Oppenau
    - 63 donne a Wiesensteig
    - 54 donne a Obermachtal
    vengono bruciate vive per stregoneria.

    Ed ancora:
    1560 - Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola, Nicola Bucello, Antonio Rietto e Francesco Sega sono stati condannati a morte per aver partecipato ad un funzione religiosa (messa), in una casa privata, officiata da uno spretato.
    1560 - Giacomo Bonello, evangelista, bruciato vivo.
    1560 - Mermetto Savoiardo, eretico, bruciato vivo.
    1560 - Dionigi Di Cola, eretico, bruciato vivo.
    1560 - Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e poi bruciato.
    1560 - Gian Pascali di Cuneo, eretico, bruciato vivo.
    1560 - Stefano Negrone, eretico, viene condannato a morire di fame nelle prigioni dell'inquisizione.
    1560 - Stefano Morello, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1560 - Bernardino Conte, eretico, arso vivo.
    1562 - Macario, vescovo di Macedonia ed eretico, bruciato vivo.

    1562 - Si manifestano in Francia i primi segni di guerra religiosa tra gli Ugonotti (protestanti-calvinisti) e i cattolici saldamente radicati nel territorio.

    1562 - Cornelio di Olanda, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1564 - Francesco Cipriotto, eretico, impiccato e poi bruciato.
    **** - Giulio Cesare Vanini, panteista, gli viene strappata la lingua e poi bruciato vivo.
    **** - Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.
    1566 - Muzio della Torella, eretico, giustiziato.
    1566 - Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo.
    1566 - Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia.
    1566 - Curzio di Cave, decapitato per eresia,
    **** - In questo periodo agisce nel Comasco e nel Bergamasco, Michele Ghislieri (poi papa Pio V), che nel giro di poco tempo consegnerà all'Inquisizione ben 1200 persone accusate di eresia. Di questi oltre 200 verranno regolarmente massacrati.

    Pontificato di Pio V (1567-1572)
    Gli storici lo hanno descritto come un sadico torturatore, un assassino ed un antisemita; qualità più che sufficienti per essere proclamato santo nel 1712.
    Con una bolla papale Pio V (Michele Ghislieri) decreta la chiusura di tutte le sinagoghe di Roma e pone il ghetto sotto stretto controllo, al pari di un carcere.
    Con un'altra disposizione Pio V getta la primitiva base di quelli che saranno in seguito i:
    "Servizi Segreti Vaticani"
    ai quali conferirà il "santo" incarico di assassinare l'eretica Elisabetta I d'Inghilterra.

    Prima di essere eletto pontefice, aveva imperversato, come inquisitore, nel nord Italia (assieme alla sua concubina che gli diede tre figli) meritandosi l'appellativo di "boia di Bergamo".

    1567 - Giorgio Olivetto, luterano, arso vivo.
    1567 - Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e poi bruciato in piazza della Giudia, nel ghetto di Roma.
    1567 - Girolamo Landi, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1567 - Pietro Carnesecchi, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1567 - Giulio Maresco, eretico, decapitato e poi bruciato.
    1567 - Paolo di Matteo, eretico, murato vivo.
    1567 - Ottaviano Fioravanti, eretico, murato vivo.
    1567 - Giovannino Guastavillani, eretico, murato vivo.
    1567 - Geronimo del Puzo, eretico, murato vivo.
    1567 - Macario Giulio da Cetona, eretico, decapitato e poi bruciato.
    1568 - Lorenzo Da Mugnano, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1568 - Matteo d'Ippolito, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1568 - Francesco Stanga, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1568 - Donato Matteo Minoli, eretico, viene lasciato morire in carcere dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi.
    1568 - Francesco Castellani, eretico, impiccato.
    1568 - Pietro Gelosi, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1568 - Marcantonio Verotti, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1568 - Luca di Faenza, eretico, arso vivo.
    1569 - Borghesi Filippo, eretico, decapitato e poi bruciato.
    1569 - Giovanni del Blasi, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1569 - Camillo Ragnolo, eretico, inpiccato e poi bruciato.
    1569 - Fra Cellario Francesco, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1569 - Bartolomeo Bertoccio, eretico, bruciato vivo.
    1569 - Guido Zanetti, eretico, murato vivo.
    1570 - Filippo Porroni, luterano, impiccato.
    1570 - Gian Matteo di Giulianello, eretico, giustiziato(?).
    1570 - Nicolò Franco, impiccato per avere deriso il papa con i suoi scritti.
    1570 - Giovanni Di Pietro, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1570 - Aonio Paleario, eretico, impiccato e bruciato su espresso desiderio di Pio V.
    1570 - Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo.
    1571 - Don Girolamo di Pesaro, eretico, giustiziato(?).
    1571 - Giovanni Antonio di Jesi, eretico, giustiziato(?).
    1571 - Pietro Paolo di Maranzano, eretico, giustiziato(?).
    1572 - Francesco Galatieri, eretico, pugnalato a morte da sicari del papa.
    1572 - Madonna Dianora di Montpellier, eretica, impiccata e poi bruciata.
    1572 - Madonna Pellegrina di Valenza, eretica, impiccata e poi bruciata.
    1572 - Madonna Girolama Guanziana, eretica, impiccata e poi bruciata.
    1572 - Madonna Isabella di Montpellier, eretica, impiccata e poi bruciata.
    1572 - Domenico Della Xenia, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1572 - Teofilo Penarelli, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1572 - Alessandro Di Giulio, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1572 - Giovanni di Giovan Battista, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1572 - Girolamo Pellegrino, eretico, impiccato e poi bruciato.


    INSERTO 25 - Servizi Segreti Vaticani - SSV - ENTITA'

    Causa la Riforma, la setta cattolica si trova ora in forte minoranza. Le nuove sette: protestante, anglicana, calvinista, ecc. le hanno sottratto oltre la metà dei suoi aderenti. L'inquisizione (con i suoi metodi basati sul terrore) non basta più ad arginare un fenomeno che stà dilagando in tutta l'Europa. Massacri, roghi, esecuzioni di massa non sembrano porre un freno all'apostasia che sembra ridimensionare seriamente i poteri e le ricchezze della chiesa cattolica.
    Pio V cerca di correre ai ripari intervenendo segretamente nei luoghi dove si esercita il potere, vale a dire presso le corti e i centri di governo degli stati europei.
    La prima vittima designata da Paolo V sarà la Regina Elisabetta I, capo della chiesa anglicana in un paese che, in prima istanza, era cattolico. I Servizi Segreti organizzano quindi una serie di attentati (almeno sei, bloccati dall'intelligence inglese) al fine di eliminarla e sostituirla sul trono con Maria Stuarda, molto più accomodante verso le ambizioni di Roma. La tormentata storia di questa sovrana è universalmente nota.
    I Servizi Segreti Vaticani, nati come Santa Alleanza, nel corso dei secoli assumeranno (secondo le circostanze e le contingenze) varie designazioni per poi approdare alla denominazione, comune di "Entità", così come viene riconosciuta, oggi, da organizzazioni similari quali: C.I.A., Mossad, MI6, Deuxième Bureau, e molti altri servizi di intellicence.

    Ovviamente il Vaticano ha sempre negato e negherà sempre l'esistenza dei suoi Servizi Segreti, pertanto i termini "Entità" o "SSV" vanno intesi in senso lato senza una specifica corrispondenza a quanto veramente avviene anche se rappresenta un insieme di servizi mutevoli nel tempo, secondo le circostanze e i compiti da svolgere. Più che riferirsi ai termini "Entità" o "SSV" bisognerebbe, ogni volta, far riferimento al responsabile dell'attività (generalmente un cardinale) al quale viene affidato il potere e i mezzi per sguinzagliare agenti in ogni parte del mondo, per cogliere notizie, approfittare di occasioni favorevoli alle politiche vaticane e, quando il caso lo richiede, compiere omicidi "eccellenti".
    Inutile, pertanto, cercare il "Servizio Entità" o "SSV" negli organigrammi mutevoli, ingannevoli ed anodini che si mascherano sotto pie denominazioni quali: Propaganda Fide, Congregazione per la Dottrina della Fede ed altre. Ognuna di queste indicazioni copre e maschera ben altre realtà. E' stato detto: in Vaticano tutto ciò che è palese è sacro e tutto ciò che non è sacro è segreto.

    Mentre i SSV sono predisposti per organizzare le attità e le varie operazioni di spionaggio, una sua più recente derivazione, il cosidetto "Sodalitium Pianum", si occupa di dare la caccia alle varie talpe ed alle spie incistate nel Vaticano stesso; in sostanza un servizio di "controspionaggio".
    Le maggiori fonti di informazione dei SSV sono le nunziature apostoliche (veri e proprii centri di spionaggio periferici) nonchè i delegati e i visitatori apostolici, le sedi vescovili, le Conferenze Episcopali e ultimi, ma non da meno, i confessionali che riportano puntualmente notizie ritenute sensibili alle gerarchie superiori.

    Le comunicazioni dal centro alla periferia, e viceversa, avvengono mediante messaggi criptografati e, a questo proposito, "pare" che uno dei cifrari utilizzati, presso le nunziature "il cosidetto codice verde" non sia mai stato decifrato dagli altri servizi di intelligence. Il trasporto dei messaggi viene generalmente affidato a "corrieri speciali" oppure utilizzando apposite "valigie diplomatiche".

    La Guardia Svizzera, che normalmente ostenta i suoi fantocci con l'alabarda, nei luoghi aperti al pubblico, dispone di reparti speciali appositamente addestrati per mantenere l'ordine all'interno del Vaticano ed intervenire, quando necessario, a lavare i panni sporchi in famiglia.

    Dilungarci su questi aspetti esula dagli scopi di questa cronologia. Quando necessario, verranno riportate le circostanze e i fatti più significativi ed eclatanti attribuibili a questa oscura organizzazione.
    La tabella sotto riportata mette in evidenza i nomi dei pontefici e dei responsabili dell'organizzazione segreta. La quarta colonna della tabella non è certamente esaustiva; nel corso di 500 anni di storia gli agenti segreti, le spie, gli assassini sguinzagliati nel mondo dal Vaticano e i loro misfatti vanno oltre l'immaginazione. Si è trattato di centinaia di cani sciolti, privi di scrupoli, al servizio della chiesa.

    Di tutto questo siamo debitori, per quanto riportato, a: ERIC FRATTINI, docente presso l'Università di Madrid, autore del testo "L'ENTITA'", recentemente apparso in Italia, edito da Mondadori (2008). Si tratta di una vera e propria enciclopedia di personaggi e di fatti molto ben documentati. (Rif. 348)

    PERIODO
    PONTIFICATO
    RESPONSABILI DEI S.S.V.
    ALCUNI INPORTANTI AGENTI
    1566-1572 PIO V
    (Antonio Michele Ghislieri-Boscomarengo-AL)
    Card. Gian Pietro Carafa
    Card. Antonio Michele Ghislieri
    Davide Rizzio
    Lamberto Macchi
    Roberto Ridolfi
    1572-1585 GREGORIO XIII
    (Ugo Buoncompagni-Bologna)
    ------------ Nicholas Sanders
    Francis Throckmorton
    Ippolito Aldobrandini
    1585-1590 SISTO V
    (Felice Peretti-Grottammare)
    Card. Ippolito Aldobrandini -----------
    1590-1590 URBANO VII
    (G.B. Castagna-Roma)
    ---------- ----------
    1590-1591 GREGORIO XIV
    (Niccolò Sfrondati-Milano)
    ----------- -----------
    1591-1591 INNOCENZO IX
    Giovanni Antonio Facchinetti-Bologna)
    Card. Ippolito Aldobrandini Marco Antonio Masia
    1592-1605 CLEMENTE VIII
    Ippolito Aldobrandini-Fano)
    Card. Ippolito Aldobrandini
    Card. Alessandro de' Medici
    Rodrigo Lopez
    Claudio Tinico
    Carew
    1605-1605 LEONE XI
    (Alessandro de' Medici-Firenze)
    Card. Alessandro de' Medici
    Concino Concini
    Leonora Galigai
    1605-1621 PAOLO V
    (Camillo Borghese-Roma)
    ----------- Jean Francoise Ravaillac
    Concino Concini
    Leonora Galigai
    Card. Richelieu
    Card. Maffeo Barberini
    1621-1623 GREGORIO XV
    (Alessandro Ludovisi-Bologna)
    Card.Ludovico Ludovisi ------------
    1623-1644 URBANO VIII
    (Maffeo Barberini-Firenze)
    Card. Lorenzo Magalotti Giulio Guarnieri
    1644-1655 INNOCENZO X
    (G.B. Pamphili-Roma)
    (Olimpia Maidalchini)
    Card. Camillo Pamphili
    Card. Panciroli
    Card.Fabio Chigi
    (Alberto Mercati)
    1655-1667 ALESSANDRO VII
    (Fabio Chigi-Siena)
    Card. Corrado
    Card. Sforza Pallavicini
    -----------
    1667-1669 CLEMENTE IX
    (Giulio Rospigliosi-Pistoia)
    ------------ ------------
    1670-1676 CLEMENTE X
    (Emilio B. Altieri-Roma)
    Card. Paluzzo Paluzzi Altieri ------------
    1676-1689 INNOCENZO XI
    (Benedetto Odescalchi-Como)
    Card. Paluzzo Paluzzi Altieri
    Card. Alderamo Cibo
    (Rete Scipion)
    1689-1691 ALESSANDRO VIII
    (Pietro Vito Ottoboni-Veneto)
    Card. Paluzzo Paluzzi Altieri Antonio Pignatelli
    1691-1700 INNOCENZO XII
    (Antonio Pignatelli-Spinazzola)
    Card. Paluzzo Paluzzi Altieri ------------
    1700-1721 CLEMENTE XI
    (Gian Francesco Albani-Pesaro)
    Card. Fabrizio Paolucci
    Card. Annibale Albani
    Tebaldo Fieschi
    Giulio Alberoni
    1721-1724 INNOCENZO XIII
    (Michelangelo Conti-Roma)
    ------------ ------------
    1724-1730 BENEDETTO XIII
    (Pier Francesco Orsini-Roma)
    Card. Annibale Albani
    Card. Fabrizio Paolucci
    (Operazione "Iscariota")

    Enrico Fasano
    Lorenzo Valdo
    1730-1740 CLEMENTE XII
    (Lorenzo Corsini-Roma)
    Card. Neri Corsini ------------
    1740-1758 BENEDETTO XIV
    (Prospero Lambertini-Bologna)
    Card. Neri Corsini
    Card. Silvio Valenti
    -----------
    1758-1769 CLEMENTE XIII
    (Carlo Rezzonico-Venezia)
    ------------ ------------
    1769-1774 CLEMENTE XIV
    (Lorenzo Ganganelli-S.Arcangelo)
    ------------ ------------
    1775-1799 PIO VI
    (Giovanni Angelo Braschi-Cesena)
    Card. G.B. Caprara Abate Salamon
    Pierre G. Chaumette
    Frottè
    Emile Fronzac
    1800-1823 PIO VII
    (Barnaba Chiaramonti-Cesena)
    Card. Bartolomeo Pacca
    Card. Ettore Consalvi
    Karl Schulmeister
    1823-1829 LEONE XII
    (Annibale della Genga-Spoleto)
    Card. Bartolomeo Pacca
    Card. Agostino Rivarola
    Francesco Capaccini
    1829-1830 PIO VIII
    (Francesco Saverio Castiglioni-Cingoli)
    Card. Bartolomeo Pacca Francesco Capaccini
    1831-1846 GREGORIO XVI
    (Bartolomeo Alberto Cappellari-Belluno)
    Card. Bartolomeo Pacca
    Card. Luigi Lambruschini
    ------------
    1846-1878 PIO IX
    (G.M. Mastai Ferretti-Senigallia)
    Card. Luigi Lambruschini
    Card. Antonio de Luca
    Card. Giacomo Antonelli
    Wilhem Stieber
    Antonino De Luca
    Tancredi Bellà
    1878-1903 LEONE XIII
    (Gioacchino Pecci-Carpineto)
    Card. Mariano Rampolla Donato Sbarretta
    1903-1914 PIO X
    (Giuseppe Sarto-Riese)
    Card.Rafael Merry del Val
    Umberto Benigni
    Carlo Montagnini
    Pietro Perciballi
    1914-1922 BENEDETTO XV
    (Giacomo della Chiesa-Roma)
    Card. Rafael Merry del Val
    Umberto Benigni
    Card.Pietro Gasparri
    Card. Gaetano de Lai
    Card. Eugenio Pacelli
    (Operazione "Prussia")

    (Affaire "Gerlach")


    Mathias Erzberger
    Antonio Lapoma
    Giuseppe Ambrogetti
    Michel d'Herbigny
    1922-1939 PIO XI
    (Achille Ratti-Desio)
    (Collegium Russicum)
    Card. Pietro Gasparri
    Michel d'Herbigny
    Card. Eugenio Pacelli
    Eugene Neveu
    Alexander Deuber
    1939-1958 PIO XII
    (Eugenio Pacelli-Roma)
    Robert Leiber
    Card. Eugène Tisserant
    Card. G.B. Montini
    Card. Pietro Fumasoli Biondi
    Albert Hartl
    Nicola Storzi
    Joseph Muller
    Marguerite d'Andurain
    Krunoslav Draganovic'

    (Operazione "Eitles Gold")

    (Operazione "Odessa")

    (Operaz. "Corridoio Vaticano")
    1958-1963 GIOVANNI XXIII
    (Angelo Roncalli-Bergamo)
    Card. Pietro Fumasoli Biondi
    ------------
    -----------
    1963-1978 PAOLO VI
    (G.B. Montini-Concesio)
    Pasquale Macchi
    Card. Paul Casimir Marcinkus-IOR
    Aligjiero Tondi
    Carlo Jacobini
    Angelo Casoni
    Giovanni Da Nicola

    (Operazione "Nessun dorma")

    (Operazione "Tatoi")
    1978-1978 GIOVANNI PAOLO I
    (Albino Luciani-Belluno)
    Card. Jean Villot Giovanni da Nicola
    1978-2005 GIOVANI PAOLO II
    (Karol Wojtyla-Wadowice)
    Card. Jean Villot
    Card. Luigi Poggi
    Card. Pedro Lopèz Quintana
    (Comitato Sicurezza)
    Giovanni Danzi
    Kasimier Przydatek

    (Operazione "Solidarnosc")

    Ryszard Kublinsky

    (Operazione "Pesce Volante")

    Leopold Ledl

    (Operazione "Immagine")

    Lorenzo Zorza
    Yvan Bertorello
    2005- BENEDETTO XVI
    (Joseph Aloysius Ratzingher-Monaco)
    Card. Giovanni Lajolo
    Card. Tarcisio Bertone
    Card. Carlo Maria Martini
    Ingrid Stampa
    Konrad Stanislav Hejmo

    ANNO: 1568 (e.v.)

    Il tribunale dell'inquisizione spagnolo ha una straordinaria idea: ordina che vengano "eliminati" i tre milioni di olandesi delle Fiandre, (allora le Fiandre erano sotto il dominio spagnolo) in quanto protestani e ribelli a "santa madre chiesa". In virtù di questa decisione circa 5000/6000 eretici verranno devotamente annegati in mare, dalle truppe di occupazione cattoliche spagnole, altri 10000-11000 verranno resi schiavi.
    (E' venuto a mancare il genio organizzativo di A. Hitler?)

    ANNO 1569 (e.v.)

    Il teologo Sigmund Feyerabend, dopo una vita di studi e di ricerche, è giunto alla conclusione che lo stuolo di demoni agli ordini di Satana ammonta a 26 trilioni di unità. Rapportati ai circa 6 miliardi di individui che oggi fanno parte dell'umanità, risulta che ognuno di noi, poveri mortali, supporta 4333 demoni.
    Per questo, a volte, ci sentiamo così stanchi!

    ANNO: 1570 (e.v.)

    Visti gli inutili sforzi dei SSV per fare fuori Elisabetta I d'Inghilterra, il papa ripiega sulla bolla Regnans in Excelsis con la quale la scomunica.

    ANNO: 1572 (e.v.)

    Per ordine di Pio V si scatena in Francia la caccia agli Ugonotti (protestanti).
    Nella sola notte di S. Bartolomeo (24-25 Agosto) vengono scannate circa 20000 persone (di cui 10000 nella sola Parigi!).
    Ricordiamo per tutti Pietro Ramo.
    Due anni dopo (1574) anche il capo degli ugonotti, Gaspard de Coligny, verrà fatto a pezzi a Montfaucon e gettato in pasto ai corvi.

    ANNO: 1573 (e.v.)

    Il vecovo cattolico Jurai Draskovic fa sterminare 5000 contadini croati, in rivolta contro la chiesa.

    Pontificato di Gregorio XIII (1573-1585)
    Questo papa (al secolo Ugo Boncompagni) occupò la cattedra di San Pietro in buona compagnia: un'amante ed 8 figli e fu, di necessità, un nepotista, ma anche un prosseneta, avendo riaperto le porte di Roma alle prostitute, dalle quali lucrava le consuete tasse professionali, nonchè le varie tasse sul concubinato del clero, istituite dai suoi precedessori.
    In questo periodo almeno 222 ebrei sono stati arsi vivi sul rogo per la solerzia della "santa" inquisizione, agli ordini di Gregorio XIII .
    Tra i più noti si ricordano:

    1573 - Nicolò Colonici, eretico, impiccato e bruciato.
    1574 - Giovanni Francesco Ghisleri, eretico, strangolato nelle carceri dell'inquisizione.
    1574 - Alessandro di Giacomo, eretico, arso vivo.
    1574 - Benedetto Thomaria, eretico, arso vivo.
    1578 - Don Antonio Nolfo, eretico, giustiziato(?).
    1578 - Giovanni Batista di Tigoni, eretico, giustiziato(?).
    1578 - Baldassarre di Nicolò, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Antonio Valles de la Malta, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Francesco di Giovanni Martino, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Bernardino di Alfar, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Alfonso di Poglis, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Marco di Giovanni Pinto, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Girolamo di Giovanni da Toledo, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Gasparre di Martino, eretico, impiccato e bruciato.
    1578 - Fra Clemente Sapone, eretico, impiccato e bruciato.
    1579 - Pompeo Lolani, eretico, impiccato e bruciato.
    1579 - Cosimo Tranconi, eretico, impiccato e bruciato.
    1580 - Salomone (?), un ebreo impiccato per aver rifiutato il battesimo.
    1581 - Un inglese (?), bruciato vivo per aver offeso un prete.
    1583 - Diego Lopez, eretico, bruciato vivo.
    1583 - Domenico Danzarelli, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1583 - Prospero di Barberia, eretico, impiccato e bruciato.
    1583 - Gabriello Henriquez, eretico, bruciato vivo.
    1583 - Borro d'Arezzo, eretico, bruciato vivo.
    1583 - Ludovico Moro, eretico, bruciato vivo.
    1583 - Fra Camillo Lomaccio, fra Giulio Carino e Leonardo di Andrea, eretici, strangolati nel carcere di Tor di Nona.
    1584 - Lorenzo Perna, eretico, arrestato per ordine del cardinale; la fine è ignota.
    1584 - "La Signora di Bellegard", arrestata per eresia, la fine è ignota.
    1585 - Giacomo Paleologo, eretico, decapitato e bruciato.
    1585 - Fratelli Missori, decapitati per aver espresso il diritto alla libertà di stampa. Le loro teste furono lasciate esposte al pubblico.

    ANNO: 1580 (e.v.)

    La solerte inquisizione portoghese brucia sul rogo 224 ebrei.

    ANNO: 1581 (e.v.)

    Il papa nomina Claudio Acquaviva nuovo generale dei Gesuiti, rimasti senza guida dopo la morte di Ignazio di Loyola, avvenuta nel 1556.

    ANNO: 1584 (e.v.)

    La spia dei SSV Francis Throckmorton, incaricato di raccogliere informazioni militari, viene giustiziato a Londra su ordine di sir Francis Walsingham (capo dello spionaggio inglese).
    A fornire le informazioni per smascherare Throckmorton, sarebbe stato un certo"Fagot", identificato poi come Giordano Bruno, allora addetto all'Ambasciata francese di Londra e informatore segreto del servizio di spionaggio inglese.

    Pontificato di Sisto V (1585-1590)
    Felice Peretti, Sisto V, fu un papa di stomaco forte e di buon appetito.
    Nel corso del suo pontificato avvenne che uno spagnolo uccidesse una guardia svizzera che lo aveva ferito con l'alabarda. Lo spagnolo fu condannato all'impiccagione e la sua richiesta di sostituire la forca con la mannaia fu respinta.
    Il papa che assiteva sempre volentieri e con gioia alle esecuzioni capitali, facendosi servire da mangiare, soleva affermare che questi atti di "divina giustizia" gli stimolavano grandemente l'appetito".
    A fine esecuzione soleva esclamare: Dio sia benedetto per il grande appetito con cui ho mangiato.

    A parte i suoi macabri sollazzi gastrici, questo papa si vantava di essere un "moralizzatore", avendo disposto la cattura di tutte le monache fuggite dai conventi, dedite alla prostituzione, e alla loro riconduzione in convento a suon di frustate: il papa si riservava di controllare personalmente le cicatrici sul corpo delle vittime.

    Il pontefice aveva anche organizzato, a Roma, una speciale polizia notturna con il compito di catturare e giustiziare gli eventuali malviventi e appenderne, ogni mattina, le spoglie ai ponti sul Tevere.

    L'indice dei libri proibiti venne ritoccato in modo da rendere leggibili alcuni volumi piccanti, che interessavano particolarmente al papa, come Il Decamerone di Boccaccio, le opere di Rabelais, ecc.

    1585 - Pietro Benato, eretico, arso vivo.
    1587 - Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò e fra Giovanni Bellinelli, eretici, impiccati e poi bruciati.
    1589 - Vittorio Conte di Saluzzo, eretico, giustiziato(?).
    1590 - Valerio Mariliano, eretico, impiccato e bruciato.
    1590 - Don Domenico Bravo, eretico, decapitato.
    1590 - Fra Lorenzo dell'Aglio, eretico, impiccato e bruciato.

    Pontificato di Innocenzo IX (1590-1591)
    Malgrado il suo breve papato, Innocenzo IX (Antonio Facchinetti) si distingue per le seguenti esecuzioni:

    1590 - Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brallo, Antonio Costa, fra Giovanni Battista Grosso e l'abate Volpino insieme ad altri seguaci di fra Girolamo da Milano sono stati arrestati dall'inquisizione e non si sa che fine abbiano fatto.
    1591 - Fra Andrea Forzati, fra Flaminio Fabrizi, e fra Francesco Serafini, eretici, impiccati e bruciati.

    Pontificato di Clemente VIII (1592-1605)
    Neanche Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini), scherza in fatto di esecuzioni:

    1594 - Francesco Gambonelli, eretico, viene arso vivo.
    1594 - Marcantonio Valena ed un altro luterano, eretici, sono stati arsi vivi.
    1596 - Graziani Agostini, eretico, impiccato e poi bruciato.
    1596 - Menandro Prestini, eretico, impiccato e bruciato.
    1597 - Achille della Regina, eretico di cui si ignora la fine.
    1597 - Cesare di Giuliano, eretico, impiccato e bruciato.
    1597 - Damiano di Francesco, eretico, impiccato e bruciato.
    1597 - Baldo di Francesco, eretico, impiccato e bruciato.
    1597 - De Magistris Giovanni Angelo, eretico, impiccato e bruciato.
    1597 - Don Ottavio Scipione, eretico, decapitato e bruciato.
    1599 - Giovanni Antonio da Verona e fra Celestino, eretici, bruciati vivi.
    1599 - Fra Clerrente Mancini e don Galeazzo Porta, eretici, decapitati
    1600 - Quattro donne ed un vecchio vengono bruciati vivi per eresia.
    1600 - Maurizio Rinaldi, eretico, bruciato vivo.
    1600 - Francesco Moreno, eretico, impiccato e bruciato.
    1600 - Nunzio Servandio, ebreo, impiccato.
    1601 - Bartolomeo Coppino, luterano, bruciato vivo.
    1601 - Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo, eretici, decapitati e poi bruciati.

    ANNO: 1594 (e.v.)

    Un misterioso "frate", emisssario dei SSV, attenta alla vita di Enrico IV, re di Francia, ferendolo leggermente con un pugnale.

    ANNO: 1598 (e.v.)

    Enrico IV, re di Francia, emana l'Editto di Nantes con il quale si sancisce la libertà di religione degli ugonotti e delle altre sette religiose.

    I gesuiti vengono espulsi dalla Francia. Riusciranno però a ritornare sul territorio nel 1603.


    ANNO 1600 (e.v.)

    Dopo sette anni termina il processo a Giordano Bruno da Nola e il filosofo viene bruciato vivo, il 17 Febbraio, in Campo dei Fiori a Roma. E' stato trascinato al rogo con un boccaglio di legno e chiodi conficcati nel palato e nella lingua; rifiuta orgogliosamente l'immagine del crocifisso che gli viene offerta, come estremo tentativo pretaiolo di ricuperare la sua 'anima'.
    Dopo di che vengono affidati al pubbligo rogo tutti i suoi libri e gli scritti.

    Nel 1889 Francesco Crispi inaugura il monumento celebrativo, opera dello scultore Ettore Ferrari, tra le furiose, inutili proteste, del pontefice allora in carica: Gioacchino Pecci.



    ANNO 1602 (e.v.)

    Tre protervi gesuiti, su istigazione dei servizi segreti del vaticano, organizzano un attentato contro Elisabetta I di Inghilterra, andato a vuoto per il provvidenziale tradimento di un domestico "cattolico".

    ANNO: 1603 (e.v.)

    Il 24 Marzo muore Elisabetta I d'Inghilterra, una delle più acerrime nemiche del cattolicesimo romano.
    Quel protervo individuo di Clemente VIII ordina che tutte le campane di Roma suonino a festa. (Sai che soddifazione!!!)

    Pontificato di Leone XI (1605-1605)
    Alessandro de' Medici diventa papa con il nome di Leone XI. Durerà solo 16 giorni. La storia lo ricorda unicamente per le sue precedenti attività di spionaggio esercitate in Francia, come cardinale, per conto dei SSV.

    Pontificato di Paolo V (1606-1621)
    Concubino inveterato si accompagnava senza remore con le sue amanti che definiva "cameriere della Vergine" e invitando la sua cerchia di sicofanti a fare altrettanto; peggio di lui si comportava l'arcivescovo di Salisburgo che aveva avuto l'originale idea di creare una speciale "zona di esclusione", a 9 chilometri dalla città, dove tutti i religiosi potevano folleggiare con le loro amanti.

    Un altro tipo tosto fu un certo Pietro Leoni, sacerdote della Valcamonica, che viveva come un satiro con 400 suore ospiti di un convento che il Leoni aveva il compito di custodire; alla fine fu denunciato e giustiziato, se non altro per il numero veramente strabiliante di "pecorelle" sedotte!

    1607 - Giovanni Pietro di Tunisi, eretico, impiccato e bruciato.
    1609 - Giuseppe Teodoro, eretico, impiccato e bruciato.
    1609 - Felice d'Ottavio, eretico, impiccato e bruciato.
    1609 - Rossi Francesco, eretico, impiccato e bruciato.
    1609 - Antonio di Jacopo, eretico, impiccato e bruciato.
    1609 - Fortunato Aniello, eretico, impiccato e bruciato.
    1609 - Vincenti Pietro, eretico, impiccato e bruciato.
    1609 - Umberto Marcantonio, eretico, impiccato e bruciato.
    1610 - Fra Manfredi Fulgenzio, eretico, impiccato e bruciato.
    1610 - Lucarelli Battista, eretico, impiccato e bruciato.
    1610 - Emilio di Valerio. ebreo, impiccato e bruciato.
    1611 - Don Domenico di Giovanni, impiccato per essere passato dal cristianesimo al'ebraismo.
    1611 - Giovanni Milo, luterano, impiccato.
    1611 - Giovanni Mancini, impiccato e bruciato per ever celebrato messa da spretato.
    1616 - Jacopo de Elia, ebreo, impiccato e bruciato.
    1616 - Francesco Maria Sagni, eretico, impiccato e bruciato.
    1617 - E' stato arrestato un "negromante" zoppo, arso vivo per stregoneria.
    1618 - Lucilio Vanini è stato arso vivo per aver messo in dubbio l'esistenza di dio.
    1619 - Giulio Cesare Vannini: mutilato della lingua, strangolato e bruciato.

    Paolo V (Camillo Borghese), crea nell'ambito dei SSV, uno speciale settore-reparto composto da potenziali assassini, disposti anche a morire per eseguire gli ordini del papa. I membri di questa consorteria (detta Circolo Octagonus) si riconoscono tra di loro mediante il possesso di un pezzo di pergamena ritagliata in forma ottagonale e dotata di particolari scritte.

    ANNO: 1605 (e.v.)

    Jean Françoise Ravaillac, membro dei S.S.V. (Circolo Octagonus) attenta alla vita di Enrico IV.

    ANNO: 1618 (e.v.)

    E' stata chiamata la "guerra dei trentanni". Terminerà infatti nel 1648. Durante questo periodo cattolici e protestanti, in nome di un dio inesistente, invocato da entrambe le parti, si sono devotamente massacrati fra di loro, provocando lo sterminio di almeno il 40% della popolazione europea.
    Nel 1631, nella sola città di Magdeburgo, rasa al suolo dai devoti cattolici, circa 30000 abitanti (metà della popolazione) verranno fatti a pezzi.
    Questa folle mattanza, scatenata dai preti, termina con la Pace di Westfalia dove vengono ribaditi alcuni dei principi già espressi nella Pace di Augusta del 1555.
    Tra una "pace" e l'altra si sono contati quasi 60 milioni di morti. La cifra non è certa ma è indicativa di dove può condurre l'assurda sete di potere del clero e dei suoi sicofanti.

    ANNO 1620 (e.v.)

    Nel mese di Luglio si scatena in Valtellina, cantone dei Grigioni, una feroce caccia ai protestanti che farà oltre 600 vittime.

    La chiesa ritiene ancora oggi, (2007!) che nella Valtellina siano tuttora vive tendenze religiose di stampo pagano-eretiche. Per questo ha disposto e mantiene la regione sotto il controllo di una strana "Missione Rezia" affidata ad una banda di frati cappuccini, che rispondono direttamente agli organi vaticani. (SSV)

    Pontificato di Gregorio XV - (1621-1623)
    Fedele ad una sola concubina, conosciuta nel 1616, ospitata negli appartamenti papali, con i due figli Niccolò ed Ippolita.
    Dedito, come tutti gli altri, al nepotismo, sistema conveniente i due figli e rende favolosamente ricco il nipote Ludovico Ludovisi e tutta la famiglia che gli sta accanto.

    Pontificato di Urbano VIII -(1623-1644)
    Il nepotismo praticato da questo papa raggiunge livelli record, con la nomina di fratelli, nipoti e tutto il resto della famiglia Barberini, a remunerative posizioni nella gestione dello stato pontificio. Ma quello che lascia perplessi è la significativa approvazione ottenuta da una commissione di vari cardinali e vescovi, che ritengono questo nepotismo come una santa "operazione voluta ed approvata dalla divina provvidenza". Il chè lascia intendere che la cosidetta divina provvidenza è un concetto del tutto "puttanesco".

    **** - Tommaso Campanella, torturato dall'inquisizione, riesce a fuggire in Francia.
    1623 - Paolo Sarpi, muore di morte naturale, dopo essere stato perseguitato, per tutta la vita, dall'inquisizione.
    1624 - Ferrari Ambrogio, eretico, impiccato.
    1624 - Donna Anna Sobrero, eretica, condannata al carcere a vita. Morta di peste con altri detenuti dello stesso carcere.
    1634 - Frate Serafino, eretico, impiccato e bruciato.
    1634 - Urbain Grandier, eretico, stregone e adoratore del diavolo, condannato al rogo.
    1635 - Giacinto Centini, decapitato per evere offeso la sovranità del papa.
    1635 - Fra Diego Glavaloni, eretico, impiccato e bruciato.
    1640 - Alverez Ferdinando, bruciato vivo per essersi convertito all'ebraismo.
    1642 - Policarpo Angelo, impiccato e bruciato per avere celebrato messa da spretato.
    1644 - Ferrante Pallavicino, eretico, impiccato e bruciato.
    1644 - Fra Camillo d'Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio, Domenico da Sterlignano, eretici, giustiziati (?).

    ANNO 1633 (e.v.)

    Si conclude il processo a Galileo Galilei.
    Nel corso del dibattito l'accusatore cardinal Bellarmino ha posto le basi per essere poi proclamato santo, con la seguente uscita che ben riassume la fondamentale idiozia che anima il cristianesimo e il suo clero:

    Affermare che la terra gira intorno al sole è come affermare che Gesù non è nato da una vergine.



    ANNO 1640 (e.v.)

    Nasce il movimento del "giansenismo" a seguito della pubblicazione del libro di Cornelio Giansenio, che nega il libero arbitrio e afferma che il Cristo è morto solo per la salvezza di pochi eletti, i soli meritevoli di grazia, e non per tutti gli uomini. Teoria fortemente osteggiata dai gesuiti al seguito dell'abate Molina.

    Dopo varie vicissitudini questo movimento verrà soppresso nel 1705 da Clemente XI che ordina anche l'abbattimento del convento femminile di Port Royal, aderente alle teorie di Giansenio.


    Pontificato di Innocenzo X - (1644 - 1655)
    Nel 1644 il papa affida la direzione dei Servizi Segreti Vaticani ad una donna: Olimpia Maidalchini (sua cognata e amante). Essa agirà nelle segrete faccende (e nelle finanze vaticane) utilizzando come tramite suo figlio, il Card. Camillo Pamphili.
    La sua dimestichezza con Innocenzo X raggiunse un punto tale da essere considerata come "facente funzioni" del pontefice.

    Nel corso del suo singolare incarico, ha creato, all'interno dei SSV, uno speciale servizio di controspionaggio, l'Ordine Nero con il compito di neutralizzare le spie infiltrate nel Vaticano.

    Durante la sua "carriera" gestirà gli avvenimenti del giubileo del 1650, impossesandosi con audaci colpi di mano delle sacre cassette contenti le monete e le medaglie d'oro del precedente anno santo, murate nelle porte di San Pietro e Santa Maria Maggiore.
    Il suo incarico durerà sino al 1655 quando verrà congedata dal papa Alessandro VII con una grossa somma di denaro.

    1646 - Mathurin Picard, Thomas Boulle, Magdelaine Bavent, accusati di messe nere e stupro di giovani ragazze, condannati al rogo.
    1652 - Brugnarello Giuseppe e Claudio Borgegnone, falsari, impiccati e bruciati per avere falsificato alcune lettere apostoliche.

    ANNO 1655 (e.v.)

    Truppe cattoliche penetrano nelle valli piemontesi e massacrano 1712 valdesi.

    Pontificato di Alessandro VII (1655-1667)

    1657 - Fello Giovanni, prete eretico, decapitato.


    ANNO 1656 (e.v.)

    Il filosofo BARUCH SPINOZA (1632-1677), nel suo "Trattato Teologico-Politico", considerava il Vecchio Testamento come una raccolta incompleta e corrotta di documenti sulla storia del popolo d'Israele. Aveva notato che nel Pentateuco, "che sarebbe stato scritto dal mitico personaggio Mosè", si parla anche delle cerimonie di lutto che gli ebrei avrebbero officiato per la morte di quest'ultimo e dei paragoni tra il Mosè stesso ed i successivi profeti che ne avrebbero raccolta l'erdità e gli insegnamenti.
    In buona sostanza Mosè avrebbe fatto la cronaca dei suoi funerali e delle sue celebrazioni.
    Per l'esattezza Spinoza sosteneva che l'autore del Pentateuco fosse stato Esdra, vissuto almeno mille anni dopo.

    Nel Trattato Spinoza sostiene che la vera religione consiste nella pratica di una semplice pietà e che è del tutto indipendente dalle speculazioni pseudo filosofiche e dagli elaborati sistemi dogmatici, costruiti dai teologi e basati sulla superstizione e sulla paura.

    Concetti più che sufficienti per meritarsi una scomunica (un cherem) dai parrucconi della comunità ebraica di Amsterdam. Il Decreto di scomunica del 27/7/1656, quì riportato in parte, sembra riemergere dall'Alto Medioevo:

    Secondo il decreto degli angeli ed su ordine dei santi noi scomunichiamo, bandiamo, malediciamo e danniamo Baruch de Espinoza, con il consenso di Dio, sempre sia lodato, e con il concorso dell'intera santa congregazione e di fronte a questi rotoli che recano scritti al loro interno i 613 precetti, con la maledizione con cui Giosuè maledisse Gerico, e con la maledizione con cui Eliseo maledisse i fanciulli e con tutte le imprecazioni che stanno scritte nella Legge.
    Che egli sia maledetto di giorno, e che sia maledetto di notte, sia maledetto quando si sdraia, sia maledetto quando si leva, sia maledetto quando esce e maledetto quando rientra. .....
    Noi ordiniamo che nessuno abbia rapporti orali o scritti con lui, che nessuno lo soccorra, che nessuno rimanga con lui sotto uno stesso tetto, che nessuno gli si avvicini più di quattro passi, che nessuno legga uno scritto redatto o pubblicato da lui.


    Gli ebrei di Amsterdam cercarono anche di assassinare Spinoza che se la cavò per un soffio. Fino alla sua morte il filosofo conservò lo spesso mantello invernale lacerato da una coltellata, per fortuna non fatale.

    Ci furono comunque altri, meno ottusi della comunità ebraica di Amsterdam, che gli offrirono una cattedra all'Università di Heidelberg, un vitalizio ed anche una pensione offertagli da Luigi XIV (il re Sole). Spinoza preferì continuare nel suo umile mestiere di tagliatore di lenti, morendo di silicosi nel 1677.

    Pontificato di Clemente IX (1667-1669)
    Giulio Rospigliosi, si ritiene sia stato l'amante di Cristina, regina di Svezia, ma la notizia è dubbia, anche se diverse nomine prestigione pare siano duvute alla sua influenza sul papa: Allacci, Kircher, Cassini, Bernini ed altri.

    E' stato il primo pontefice a cercare di porre un inutile freno al dilagante malcostume del nepotismo papale.

    ANNO 1668 (e.v.)

    In Cina la dinnastia Ming è in crisi e questo apre le porte a tutta una serie di contatti diplomatici volti ad accaparrarsi concessioni e privilegi commerciali; Anche il Vaticano è presente con una sua legazione. L'olandese Olfert Dapper cerca di convincere la corte cinese ad un accordo favorevole ai galeoni di quei paesi europei che hanno ripudiato il cattolicesimo. Clemente IX, per salvaguardare gli interessi dei paesi che sono rimasi cattolici, molto diplomaticamente, fa assassinare il Dapper, nel porto di Canton, da due menbri del Circolo Octagonus.


    Pontificato di Clemente X (1670-1676)
    Durante questo pontificato, il Card. Paluzzi, responsabile dei SSV, ordina a due sicari l'uccisione del segretario del Duca d'Estrées, ambasciatore di Francia a Roma. L'omicidio è compiuto mediante avvelenamento, mentre il segretario è a cena in una taverna. La vittima agonizza a lungo nelle strade di Trastevere mentre, ben nascosto, il cardinale Paluzzi lo osserva morire.

    Pontificato di Innocenzo XI (1676-1689)
    Durante il 1680 a Madrid, l'inquisizione manda al rogo 20 ebrei.

    ANNO: 1685 (e.v.)

    Il re di Francia Luigi XIV revoca l'Editto di Nantes e, come conseguenza, circa 500 mila ugonotti abbandonano il paese.

    ANNO: 1686 (e.v.)

    Nel mese di Maggio, truppe cattoliche penetrano nelle valli alpine piemontesi per sterminare i valdesi. Si contano 2000 valdesi massacrati.

    ANNO: 1687 (e.v.)

    In questo anno 24 protestanti vengono giustiziati a Preslov, in Slovacchia.

    A Roma i sicari dell'Ordine Nero (SSV) riescono a individuare ed eliminare un gruppo di spie francesi (La Rete Scipion) che Luigi XIV aveva, da tempo, introdotto nelle segrete stanze della Segreteria di Stato del vaticano. Si trattava di tre religiosi che dopo la cattura,, furono debitamente torturati, uccisi ed appesi sd un ponte sul Tevere. L'identità del capo della rete non fu mai svelata.

    Pontificato di Alessandro VIII (1689-1691)

    1680 - 20 Ebrei vengono condannati al rogo.
    1685 - Vincenzo Scatolari, cronista, decapitato per aver esercitato la sua professione senza l'autorizzazione del clero vaticano.
    1690 - Martino Alessandro, ucciso in carcere da orrende torture (motivi ignoti.


    Pontificato di Innocenzo XII (1691-1700)
    Innocenzo XII (Antonio Pignatelli) fu detto il papa NO per il rigore con cui cercò di moralizzare quella grande "meretrice di Babilonia" che era ormai la chiesa cattolica.

    - Nel 1692, con la bolla Romanun Decet Pontificem cercò di porre un limite al vergognoso e dilagante nepotismo a cui si erano sempre abbandonati gli altri pontefici
    - proibì alle donne di esibirsi in palcoscenico, sostituendole con giovani castrati
    - e, questa è veramente buona, fece coprire il seno della Madonna del pittore Guido Reni. Intanto:

    1697- John Toland viene arrestato e processato dalla Camera Irlandese dei Comuni. Il suo libro sulla vita di Ipazia viene dato al rogo.

    ANNO: 1691 (e.v.)

    In Spagna a Maiorca, l'inquisizione condanna al rogo 37 ebrei.

    Charles Blount, si fa notare come un nemico pericoloso della chiesa di Roma. Aveva fondato una nuova setta, quella dei "DEISTI", che aveva avuto un notevole seguito. I suoi predicatori l'avevano diffusa anche entro i confini dello stato pontificio. Il SSV corre ai ripari inviando in Inghilterra, (nel 1693) tre monaci dell'Ordine Nero che lo uccidono nella sua abitazione.

    1695 - Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, decapitati perchè seguaci della setta "quietista" di Molinos.

    ANNO 1697 (e.v.)

    Uno studente scozzese, Thomas Aikenhead, viene impiccato ad Edimburgo per aver sostenuto le idee di Spinoza sulle origini del Pentateuco.

    Il card. Paluzzo Paluzzi, capo dei SSV per oltre 30 anni è ormai in congedo e muore nella sua abitazione, dopo aver ingerito cibo avvelenato. Nessuno degli assaggiatori addetti alla sua protezione aveva naturalmente notato nulla di strano.
    In fondo sapeva troppe cose e molti della curia lo temevano.

    Pontificato di Clemente XI (1700-1721)
    A dispetto di quanto stabilto, dal suo predecessore, questo pontefice (G. Francesco Albani) non esita a nominare cardinale il nipote Annibale Albani e tollera gli appetiti sessuali dei preti che si sfogano contro i molti rifugiati ed ospiti, delle chiese e dei monasteri, a causa di un terremoto che aveva colpito Roma nel 1703.

    William de Kerry era un commerciante irlandese e il capo di una rete di spionaggio a favore degli inglesi. Quattro sicari dei SSV lo raggiungono a Malta, (1720?) dove il de Kerry si trovava, lo uccidono e lo gettano in mare.

    1708 - Filippo Rivarola, eretico decapitato; condotto al patibolo in barella a causa delle torture subite.
    1711 - Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per una bestemmia a seguito di un colpo di alabarda ricevuto da una guardia papalina.
    1720 - Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il papa.


    Pontificato di Benedetto XIII (1724-1730) (Pier Francesco Orsini)
    L'Operazione Iscariota è stata condotta dai cardinali Fabrizio Paolucci e Annibale Albani, capi dei SSV, per neutralizzare il card. Niccolò Coscia, segretario particolare del papa e universalmente noto come persona infida, corrotta e sovvenzionata da parecchi stati europei, per influenzare le decisioni del pontefice;
    (lo sapevano tutti meno il papa che nutriva un particolare e giovanile "affetto omosessuale" nei confronti del Coscia stesso).
    Il Coscia aveva anche costituito una milizia di lazzaroni romani che avevano fatto fuori gli agenti dei SSV Enrico Fasano e Lorenzo Valda, messi sulle sue tracce dal card. Albani.
    Solo la successiva elezione di Clemente XII (1730-1740) porterà all'arresto ed al processo di Niccolò Coscia condannato, nel 1733, a 10 anni di carcere in Castel Sant'Angelo. Curiosamente, quando usci dal carcere, il card. Coscia fu reintegrato nei suoi onori e nei privilegi inerenti il suo stato di cardinale, ma non fece in tempo a goderne perchè schiattò nel Settembre 1755.

    Intanto Benedetto XIII ha il suo da fare per mettere un freno a suore e frati che, nei loro conventi trasformati in bordelli, si danno a inimmaginabili licenze sessuali e, come se questo non bastasse:

    il 9 Luglio 1729 l'Europa è sconvolta da uno scandalo eccezionale. Il parroco di Etrèpigny (Ardenne), Jean Meslier (1664-729), muore lasciando tre copie del suo testamento, destinato a scuotere la chiesa alle sue fondamenta.
    Dopo quarant'anni di cura della sua parrocchia, senza mai aver destato sospetti di alcun genere, il prete rinnega il suo credo e chiede scusa ai suoi parrocchiani per essere stato costretto ad ingannarli per quattro decenni.

    I tentativi da parte della chiesa di bloccare la diffusione del testamento falliscono e centinaia di copisti producono copie del documento rivendendole a prezzi altissimi a tutte le corti d'Europa ed ai nobili che potevano permettersi l'ingente spesa.

    Nel 1733 Voltaire si fa carico di una edizione ridotta del testamento che viene così universalmente conosciuto. Nel 1937 diverrà poi un testo di riferimento per le scuole superiori e le università dell'Unione Sovietica.

    Pontificato di Clemente XII (1730-1740) (Lorenzo Corsini)
    Come si sa (o come sostenevano i preti) il gioco del lotto è di natura satanica e gli eventuali guadagni sono soldi del diavolo.
    Forti di queste premesse, a partire da Alessandro VII, i giocatori e i gestori venivano scomunicati e minacciati di sanzioni gravissime, fingendo di ignorare che le estrazioni venivano in realtà eseguite normalmente presso le abitazioni di patrizi e nobili romani che erano legati a filo doppio con la chiesa.

    Questo atteggiamento si trascinerà per diversi anni, (a favore dei detti nobili) fino a quando, dopo "accurati studi", il clero si rende conto dei favolosi guadagni che la gestione del lotto procura, ragion per cui, dal 1731, Clemente XII non lo ritiene più "diabolico" ma "santo" e lo introduce in tutto la stato pontificio affidandone la gestione all'Arciconfraternita di San Gerolamo della Carità, che evidentemente del diavolo non ha paura.

    Questo papa è passato alla storia per aver autorizzato efferati metodi di tortura; per esempio l'impiego della "mazzolatura" che consisteva nella frattura sistematica di tutte le ossa a colpi di bastone.
    Le vittime di questo criminale, per quanto numerose, sono rimaste sconosciute in quanto tutte morte, a seguito di queste torture, nelle carceri dell'inquisizione.

    1736 - Pietro Garinone, filoso e storico, morto sotto tortura per avere sostenuto la supremazia dei sovrani su quella della curia pontificia.
    1737 - Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di ribellione contro il papa.
    1740 - Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria.

    Nel corso di questo pontificato e nel 1738, i SSV redigono un rapporto in cui si denunciano forti infiltrazioni della massoneria (liberi muratori) dentro la chiesa e nello stato pontificio. Il papa reagisce comminando la scomunica (28/4/1738), la pena di morte e il sequestro dei beni a tutti i cittadini coinvolti nei riti di questa antica setta.

    La scomunica e la proibizione verranno più volte reiterate (1751, 1884, ....) senza significativo successo tant'è che nel 1978, il giornalista Mino Pecorelli (poi regolarmente... assassinato) pubblica sulla rivista OP-Osservatore Politico, una lista con i nomi e i numeri di matricola di oltre un centinaio di esponenti vaticani e del mondo cattolico, regolarmente iscritti nella loggia massonica P2.

    Pontificato di Clemente XIII (1759-1769)

    Il 1° Luglio 1766, viene assassinato ad Abbeville
    Jean-Françoise Lefebvre d'Ormesson, chevalier de La Barre
    studente di anni 19, colpevole di non aver salutato una squallida processione che stava passando a due isolati di distanza.


    Per questo motivo il cavaliere de La Barre fu condannato: Il monumento al cavaliere de La Barre, eretto a Montmartre, vicino alla insulsa "bottega" del Sacro Cuore, la dice lunga sulla infinita protervia del clero.

    Questo pontefice esprimerà poi, con l'enciclica Christianae Repubblicae (1766), il suo illuminato pensiero:
    "Si deve lottare accanitamente, come richiede la circostanza stessa, con tutte le forze, al fine di estirpare la mortifera peste dei libri; non potrà infatti essere eliminata la materia dell'errore fino a quando gli elementi impuri di pravità non periscano bruciati."

    1761 - Giuseppe Morelli, spretato, impiccato per aver celebrato l'eucaristia.
    1765 - Carlo Sala, eretico, giustiziato(?)


    Pontificato di Clemente XIV (1769-1774)
    Nel 1773 il papa decreta, con il breve Dominus ac Redemptor, lo scioglimento della Compagnia di Gesù, pressato dalle istanze di numerosi stati europei che avevano già provveduto all'espulsione dei gesuiti dai loro territori:

    1759 - espulsione da Portogallo e dalla Spagna,
    1760 - espulsione da Malta e dal Ducato di Parma.

    Famelici di potere e di ricchezze, mandanti e/o esecutori di omicidi politici, intriganti e spie al soldo dei SSV di Roma, si erano resi invisi alla maggior parte dei governanti che li temevano e paventavano le loro oscure trame.
    Il generale dell'ordine Lorenzo Ricci e i suoi più stretti accoliti vengono rinchiusi a Castel Sant'Angelo.
    L'eliminazione della compagnia andò comunque a scapito dei Servizi Segreti Vaticani ai quali venne a mancare una estesa ed articolata rete di informatori.

    Questo papa è morto avvelenato poco dopo, "pare" per mano degli stessi gesuiti.

    Pontificato di Pio VI (1775-1799) (Angelo Braschi)
    La corte pontificia se la spassa allegramente tra feste, spettacoli, danze, banchetti e vestiti sfarzosi che non hanno più nulla a che vedere con l'abbigliamento solito del clero.
    Tra i gaudenti più scandalosi la storia ricorda il cardinale Alessando Albani, notorio protettore di un grande numero di puttane di Roma e dintorni. Ottusamente la chiesa cerca di ignorare le idee nuove e rivoluzionarie che si stanno consolidando in Europa.
    Che piaccia o meno, i concetti espressi dall'Illuminismo, e le rivendicazioni operate ed imposte dalla Rivoluzione Francese si stanno facendo strada.
    Malgrado tutto questo, l'illuminato "successore di Pietro", durante il suo pontificato, impone che tutti gli ebrei indossino vesti di color giallo, affinchè il popolo possa distinguerli e oltraggiarli.
    L'ora della débacle è cominciata:

    Austria
    Regno di Napoli
    Toscana
    Francia
    ecc.

    rifiutano di seguire i vani decreti del papa, aboliscono conventi, monasteri, seminari e sopratututto sospendono il versamento dei contributi e delle prebende, a suo tempo concordate con il vaticano, che vivacchia (si fa per dire) con i proventi del lotto dello stato pontificio.

    Durante il periodo della Rivoluzione i SSV si attivano creando in Francia un'estesa rete di spie, capeggiata da un certo abate Salomon, che costituirà l'unico contatto con Roma dopo la cacciata del nunzio apostolico da Parigi.

    Questa rete fu implicata in oscure vicende ma con scarsi risultati: la Rivoluzione, omai incontrollabile, percorre il suo cammino, abbattendo ogni ostacolo.
    Il pontefice viene umiliato da Napoleone che gli sottrae parte dei territori dello stato pontificio, lo obbliga a pesanti ammende ed infine lo arresta e lo deporta a Valence, dove muore nel 1799.
    Lo stato pontificio verrà annesso all'Impero Francese nel 1809.

    Come tardiva ritorsione i SSV progettano l'assassinio a Roma del Generale Mathurin-Leonard Duphot, compiuto da un membro del "Circolo Octagonus" che lascia la sua firma sul luogo del delitto.

    **** - Si rammentano cinque esecuzioni capitali a Roma, per reati diversi.



    Per tutto ciò che riguarda gli avvenimenti dei secoli XIX e XX, il Lettore può far riferimento alle abbondanti raccolte
    di giornali e periodici conservati presso le biblioteche pubbliche e ai
    numerosi testi di Storia Moderna in circolazione.

    (Rif.990)



    Pontificato di Pio VII 1800-1823) (Barnaba Chiaramonti)
    Papa chiaramente simoniaco che si sottomette alle richieste di Napoleone I:

    - sposando il presbitero Maurice Talleyrand con Catherine Grand
    - concedendo a Napoleone stesso il divorzio da Giuseppina

    In seguito i rapporti con Napoleone si guastano e, per qualche tempo, il papa sarà tenuto prigioniero.

    In questi anni i SSV entrano in contatto (e poi lo assoldano), con un singolare individuo: Karl Schulmeister di origine svizzera. In realtà il Schulmeister era un maestro del "triplo gioco" che vendeva le sue informazioni al miglior offerente; fu, allo stesso tempo:
    - capo del contro-spionaggio di Napoleone
    - capo del servizio di spionaggio austriaco
    - membro, di scarsa rilevanza, dei SSV.

    Intanto la mattanza ordinata da Pio VII, sulla base dei rapporti, consegnati dai SSV, continua:

    1800 - Gregorio Silvestri impiccato per cospirazione politica.
    1800 - Ottavio Cappello, patriota rivoluzionario, impiccato.
    1800 - Giovanni Battista Genovesi, patriota, è stato squartato e poi bruciato; la sua testa è stata esposta al pubblico.
    1801 - Teodoro Cacciona, impiccato e poi squartato per aver rubato un abito ecclesiastico.
    1805 - Paolo Salvati, impiccato e poi squartato per avere derubato un corriere del papa.
    1806 - Bernardo Fortuna, impiccato e poi squartato per avere derubato un corriere francese.
    1806 - Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese.
    **** - Sommano a 161 le esecuzioni capitali, comminate da questo "mite" pontefice, per i motivi più disparati e cospirazione politica.

    Nel 1809 Napoleone ordina al generale Radet di occupare il palazzo del Quirinale, centro del potere papale.
    I cardinali Pacca e Consalvi dispongono lo scioglimento, almeno formale, deI SSV e ordinano il trasporto dei suoi "archivi segreti" in un posto sicuro a Venezia.

    Nel 1814 il papa, nuovamente prigioniero, viene trasferito a Fontainbleau.

    Pontificato di Leone XII (1823-1829) (Annibale della Genga)
    Eletto papa a suon di intrighi e bustarelle, cercherà di far dimenticare i suoi trascorsi giovanili all'insegna del gioco, del vino e delle donne. Per questo si accanì con una serie di provvedimenti contro il ballo, il vino venduto nelle taverne, la prostituzione, la lunghezza delle vesti femminili e anche si preoccupò del mascheramento delle pudenda, ostentate dalle statue classiche e dalle pitture.

    Pretese persino dal re di Spagna di ristabilire l'inquisizione e di bruciare tutti gli ebrei residenti a Valencia!

    Il movimento di ribellione all'assolutismo del papa-re e di altri sovrani d'Europa, comincia a farsi pericolosamente sentire e i SSV si attivano per eliminare o almeno contenere queste nuove tendenze liberali e libertarie.
    Vengono creati nuovi gruppi speciali, segreti quali:

    gli Abiti Neri
    la Società dei Tredici
    i Seguaci di Jeshù
    e i Gruppi Sanfedisti

    che si affiancano ai già noti Ordine Nero e Circolo Octagonus.
    Si realizza così una vasta rete di spie e di traditori che si infiltreranno nel nascente movimento Carbonaro, producendo a volte danni significativi.
    In particolare l'agente Francesco Capaccini si rese noto per la sua attività di infiltrato nella Carboneria olandese.

    1825 - Leonida Montanari, carbonaro, decapitato per aver "offeso" pubblicamente il papa.
    1825 - Angelo Targhini, carbonaro, decapitato per avere ferito una spia papalina.
    1828 - Luigi Zanoli, carbonaro, decapitato per avere ucciso uno sbirro del papa.
    1828 - Angelo Ortolani, carbonaro, impiccato per aver ucciso una guardia papalina.
    1828 - Gaetano Montanari, carbonaro, squartato per tentato omicidio dell'emissario del papa card. Agostino Rivarola.
    1828 - Gaetano Rambelli, carbonaro, impiccato per evere ferito un emissario del papa.
    **** - Altre 29 condanne a morte per futili motivi (simpatizzanti carbonari) e reati comuni.

    Pontificato di Pio VIII (1829-1830) (Francesco Saverio Castiglioni)
    In poco più di un anno di pontificato è riuscito a comminare 13 condanne capitali per reati politici e comuni.

    Pontificato di Gregorio XVI (1831-1846) (Bartolomeo Alberto Cappellari)
    Questo pontificato è stato, per la chiesa, un vero sfacelo. Il territorio dello stato pontificio si riduce dell'80 per cento a causa delle continue sommosse che lo disgregano e lo riconquistano, istituendo numerosi governi locali indipendenti. Il papa cerca di salvare il salvabile chiedendo l'intervento provvisorio dell'esercito austriaco.
    I SSV e la "Santa Inquisizione" fanno quello che possono per arginare il disastro, convincendo il papa a firmare un numero straordinario di condanne a morte: un vero record storico:

    1833 - Giuseppe Balzani, patriota e liberale, decapitato per aver "offeso" il papa.
    1840 - Luigi Scopigno, liberale, decapitato per furto di oggetti sacri.
    1844 - Pietro Rossi, decapitato per un piccolo furto.
    1844 - Luigi Muzi, decapitato per un piccolo furto.
    1844 - Giovanni Battista Rossi, decapitato per un piccolo furto.

    **** - Oltre a quelle elencate il sant'uomo autorizzò altre 110 condanne a morte mediante impiccagione, decapitazione e squartamento, per futili motivi, su indicazione dell'inquisizione.

    Se ne ha notizia da una memoria scritta da "Mastro Titta", a quei tempi carnefice di Roma e quinsi costretto ad un vero tour de force.

    Intanto, per poter tirare avanti, il papa contrae un prestito di un milione di scudi, con la banca Rothschild di Parigi che, gli viene concesso al modico tasso del 61%, anticipato. (Forse una Piccola vendetta dei giudei!?)

    Comunque il papa non si cruccia troppo per i soldi. Anzi!
    Nomina come "spenditore segreto"il suo barbiere Gaetano Moroni che, saldamente incistato vicino al trono di San Pietro, prostituirà la propria moglie al papa e spenderà, a proprio favore migliaia di scudi, oltre ad un favoloso lascito finale, elargitogli da papa con il proprio testamento. Lo scandalo verrà segnalato dal giornale belga "Flandre Libèrale", con conseguente azione penale presso il tribunale di Gand.

    A conclusione delle sue molte e idiote esternazioni il Cappellari considerava le "ferrovie" come un prodotto del "diavolo".

    Pontificato di Pio IX (1846-1878) (G.M. Mastai Ferretti)
    Nel 1854 proclama il dogma della Immacolata Concezione che lascia tutti i fedeli un po' perplessi e che fa dubitare seriamente della sua sanità mentale; come può un papa rimettere in discussione il concepimento di Anna (ammesso che sia esistita), dopo quasi 2000 anni dall'evento?

    A dirimere tempestivamente i dubbi, nel 1858, viene in suo soccorso dai Pirenei una certa Bernadette Soubirous, alcolizzata cronica, figlia di alcolizzati, che sostiene di avere percepito, (non visto) un aquerò, (un qualcosa: nel dialetto locale) in una grotta situata in località Lourdes. (Massabielle)
    Il bisogno di "credere" in qualcosa che li riscatti, sentito da parte dei miserabili abitanti della zona e le precarie condizioni politiche della Francia in quell'epoca, sono un elemento sufficiente, ben orchestrato dal clero locale e dal Vaticano, per organizzare quel grandioso supermarket della superstizione e dell'inganno che oggi tutti conoscono.
    L'unica che non ne abbia approfittato è stata Bernadette, prontamente rinchiusa in convento e obbligata dalle suore a lavori degradanti tanto da infettarsi di numerose malattie, all'epoca incurabili, e morirne nel 1879.

    E' comunque il pontefice che Giuseppe Garibaldi definì, senza esitazioni: "il metro cubo di merda". Definizione che, senza dubbio, potrebbe essere estesa ai suoi predecessori e a quelli che lo seguiranno, indipendentemente dal loro "cubatura".

    Alla definizione di Garibaldi occorre poi aggiungere quella di "protervo citrullo" perchè il 18/7/1870, Pio IX si dichiara, si auto-definisce, si proclama:

    INFALLIBILE

    una trovata che seppellirà la setta cattolica sotto una valanga di risate riecheggianti da ogni parte del mondo.

    Eppure aveva cominciato bene, suscitando molte speranze tra gli esponenti del liberalismo europeo ed italiano.
    Eletto papa quasi per caso e fortuitamente grazie ad un'involontario escamotage a spese dei:
    1. card. Lambruschini
    2. card. Gizzi
    3. card. Gaysuk.
    aveva, all'inizio, dato prova delle sue idee quasi liberali:
    1. nominando un consiglio di ministri composto da membri laici
    2. abolendo l'obbligo, per gli ebrei, di risiedere nel ghetto
    3. abolendo il rito del "calcio nel sedere natalizio al capo della comunità ebraica"
    4. realizzando una "tortuosa" costituzione, per lo stato pontificio, composta di 69 articoli.
    Anche digerire alcuni libri come L'origine della specie di Charles Darwin e Il Capitale di Karl Marx non deve essere stato facile per questo pontefice.

    Poi la marea di merda che, da sempre, dilaga in vaticano, inevitabilmente lo travolse trasformandolo in uno dei più protervi pontefici, in linea con quanti lo avevano preceduto sul cosidetto soglio di S. Pietro.

    Sono anni di profondi cambiamenti che i SSV non sono in grado di seguire e di influenzare. Il Servizio è in fase di stallo anche se si può attribuirgli l'assassinio del Conte Pellegrino Rossi, consigliere del papa e di idee troppo liberali, non gradite dai responsabili dei SSV.
    L'unico personaggio di rilievo è Wilhelm Stieber, grande avventuriero che, allo stesso tempo, riesce ad imbrogliare i servizi segreti prussiani, quelli austriaci e quelli vaticani.

    Ai meriti di questo papa va anche attribuita la "coraggiosa" fuga a Gaeta, travestito da prete, per sottrarsi alle istanze della Repubblica Romana, di breve durata.

    Rientrato ben presto a Roma si prende le sue soddisfazioni facendo arrestare e condannare, dal suo "Triumvirato Nero", numerosi patrioti repubblicani.
    E infine il 20 Settembre 1870, l'esercito piemontese, attraverso la breccia di Porta Pia, occupa Roma e mette fine al millenario Stato Pontificio. Vittorio Emanuele II si insedia nel Quirinale, sede storica del papa e questi si atteggia a vittima e a "povero prigioniero" e si fa ritrarre dietro alle sbarre.

    Quello che era l'orgoglioso, pretenzioso, marcio e corrotto stato pontificio è ora ridotto ad una superficie di 0,44 chilometri quadrati.

    Il Parlamento del Regno d'Italia, il 13 Maggio 1871 (Legge delle Guarentigie), assegna al "metro cubo di merda" una rendita annua di 3.225.000 lire, oltre a diversi edifici in Roma. Il papa respinge l'offerta e preferisce affidarsi agli intralazzi finanziari internazionali del famigerato cardinale Antonelli, contando anche sugli introiti dell'anno santo 1875.

    Al nero bilancio di questo pontificato mancano ancora:

    1848 - Pellegrino Rossi, assassinato per le sue idee liberali
    1849 - Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai Garibaldini l'arciprete di Anagni.
    1851 - Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni e Ignazio Mancini, decapitati per avere ucciso tre preti.
    1854 - Antonio de Felici, decapitato per avere attentato al grande intrallazatore cardinale Antonelli.
    1868 - Giuseppe Monti, carbonaro, decapitato
    1868 - Gaetano Tognetti, carbonaro, decapitato
    1868 - Giulio Ajani, carbonaro, decapitato
    1868 - Pietro Luzzi, carbonaro, decapitato
    **** - Altre numerose vittime ad opera del Triumvirato Nero
    **** - ecc.
    **** - ecc.
    **** - Si calcola che almeno 8000 vittime siano passate, durante questo pontificato, nelle carceri vaticane e di molte di esse non si conosce la vera sorte.

    Infine per comprendere la criminalità di questo straordinario "metro cubo di merda" è sufficiente ricordare che quando i patrioti dell'Unificazione Italiana entrarono nelle carceri pontificie, per liberare alcune decine di prigionieri, incatenati al buio da tanto tempo da aver perso la vista e l'uso delle gambe, trovarono nei sotterranei mucchi di scheletri e di cadaveri in putrefazione, in un misto di tonache di frati e di monache, di vestiti civili di uomini e di donne, divise militari e scarpe, simile a quanto trovato nei campi di sterminio nazisti.
    Furono rinvenuti anche giocattoli di bambini sacrificati con i loro genitori. (L. Cascioli)

    Chiedetevi dunque: da chi ha imparato il cattolicissimo Hitler?

    Pontificato di Leone XIII (1878-1903) (Gioacchino Pecci)
    Sotto questo pontificato la parola d'ordine è unica ed imperativa: speculare.
    Speculare su tutto: obbligazioni, titoli vari, terreni edificabili, azioni e gioco in borsa. Qualche crac finanziario non scoraggia gli arditi e spregiudicati "finanzieri" vaticani.
    Anzi, nei periodi di crisi, viene rilanciata la vecchia vendita delle indulgenze che ora assume la veste di "vendita della benedizione papale a pagamento" che si può richiedere e ricevere, anche per posta, dietro versamento di una congrua e consistente somma. E poi c'è sempre il toccasana dell'anno santo 1900.
    In questo contesto inizia a profilarsi l'ombra sinistra della famiglia Pacelli.

    Leone XIII viene ricordato anche per le sue esternazioni Rerum Novarum e Apostolicae Curae con le quali cerca di mettere il naso in faccende come il parto e il divorzio che costituiranno una seria remora alla partecipazione dei fedeli alla chiesa cattolica.

    Una cosa curiosa si verifca nel 1900: da una "cassa segreta" del vaticano vengono rubati titoli per mezzo milione di lire; la cassa era talmente "segreta" che il vaticano non può o non osa denunciare il furto e quindi i ladri la fanno franca. Quando si dice: rubare in casa dei ladri!

    A New Haven - Connecticut viene fondata, nel 1881, una consorteria clerico-mafiosa, i "Cavalieri di Colombo", che avrà il compito di gestire ingenti capitali americani ed influire, con tali soldi e in maniera incisiva, nella futura politica vaticana.

    Pontificato di Pio X 1903-1914) (Giuseppe Sarto)
    Su questo papa la chiesa stessa ha sollevato alcune perplessità riguardanti la segretezza e il corretto svolgimento del conclave. Alcuni partecipanti (50) sono stati avvelenati, non mortalmente ma in maniera tale da turbare il regolare svolgimento delle elezioni. Quasi non si sapesse che i "giochi" vengono sempre fatti prima e al di fuori del conclave; avremo altri ottimi esempi nel corso di questa cronologia.

    Dopo una inevitabile e comprensibile stasi di attività imposta dalle condizioni oggettive in cui versa lo stato pontificio, sotto questo pontificato viene creato il "Sodalitium Pianum", una nuova branca dei SSV, affidata ad un nuovo astro dello spionaggio vaticano: il prete Umberto Benigni.
    Più che occuparsi dello spionaggio verso l'esterno, il Sodalitium Pianum si occupa dello spionaggio verso l'interno inteso a scoprire e denunciare tutti quegli appartenenti al clero che si sono fatti coinvolgere da quelle idee liberali e moderniste che possono minare alla base la ormai precaria esistenza della chiesa, del Vaticano e di quel poco che ancora rappresenta.
    Il Benigni svolge questo compito con dedizione ed una attività di tutto rispetto, scoprendo e denunciando almeno 300 religiosi "infettati" dalle moderne idee liberali.

    In questo periodo anche le opere di Albert Einstein sulle Teorie della Relatività sono dichiarate eretiche e messe all'indice.

    Nel 1903, cinquantenario del dogma dell'Immacolata Concezione e con un evidente riferimento alla bufala di Lourdes, viene creata l'Unital (Unione trasporto malati a Lourdes), poi Unitalsi, poi Uftal, con lo scopo di organizzare il trasferimento di migliaia di sprovveduti verso una chimerica speranza. Sarà una delle più significate e redditizie iniziative del clero.
    Però, quasi per legge di compensazione, vengono alla luce, dopo secoli di occultamento, i primi scandali di pedofilia e di natura sessuale, destinati a rivelare il volto vero, marcio e protervo del clero, dall'inizio sino ai giorni nostri. Ecco alcuni primi riferimenti storici che hanno permesso di smuovere la melma clericale e dare luogo a scandali e processi:

    - Pallanza: accusato il prete Eugène Borg
    - Milano (Istituto Fumagalli): accusato il prete Carlo Riva
    - Alassio: accusato il prete don Bertoni
    - Varazze (salesiani) accusati Mussa e Rolla
    - Trani: accusate tre suore
    - e molti altri nascosti nelle pieghe della cronaca giornalistica opportunamente imbavagliata.

    Intanto l'ambiziosa famiglia Pacelli, tramite il suo membro Ernesto, continua ad operare, in modo insidioso e nascosto, a livello bancario, immobiliare ed editoriale. Si stanno gettando le basi per l'elezione a papa del famigerato Eugenio.

    Nel 1908 viene scomunicato il prete francese Alfred Loisy (1857-1940). Esegeta di grande fama mondiale aveva messo in dubbio, con i suoi scritti e i suoi studi, le basi della bugiarda religione cristiana.

    Pontificato di Benedetto XV (1914-1922) (Giacomo della Chiesa)
    Anche questo conclave da adito a sospetti di irregolarità e forzature. Ce lo dice il diario personale del cardinale Gustav Piffl - arcivesovo di Vienna, reso noto nel 1963, dopo la sua morte, da Max Liebermann, sulla rivista belga "La Revue Nouvelle".

    Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale è stato un grande stimolo per i vari Servizi Segreti e, in particolare, per quello vaticano. Pescare nel torbido è nella natura di questi servizi.

    Iniziata la guerra, il Kaiser di Germania Guglielmo II, paventa l'apertura di un nuovo fronte da parte dell'Italia che reclama i suoi territori irredenti.
    Mediante approcci con il pontificato (diplomatici e/o segreti) Guglielmo II chiede al Vaticano di operare per dissuadere l'Italia dall' entrare in guerra o, in caso contrario, di schierarsi al fianco di Germania ed Austria.
    Dato che certi favori costano, il Kaiser versa enormi somme al Vaticano (si parla di milioni di marchi) mediante l'apertura di appositi conti cifrati in Svizzera. Oltre tutto il Kaiser offre al Vaticano anche il possesso delle terre irredente, compreso il Trentino austriaco, che avrebbero consentito al Vaticano stesso la ricostituzione dello stato pontificio, dotato di uno sbocco sul mare.

    Questi soldi sono una vera manna per il Vaticano, visto che il Banco di Roma è stato portato sull'orlo del fallimento dal responsabile Ernesto Pacelli, che ha approfittato della sua posizione per speculare a titolo personale e a tutto vantaggio della famigerata "dinastia" Pacelli.
    Parte di questo denaro verrà impiegato per tacitare alcune testate giornalistiche favorevoli all'intervento in guerra dell'Italia, avvenuto, malgrado queste ingerenze, nel 1915. Il resto del denaro residuo resterà sepolto nei forzieri del Vaticano.

    In questo periodo si profila un nuovo scandalo, quello di Monsignor Rudolph Gerlach, ciambellano e confidente del papa, che si scopre essere contemporaneamente spia dei SSV e agente dei Servizi Segreti tedeschi. Il processo che ne seguì vide parzialmente coinvolto anche il generale italiano Luigi Cadorna.

    Negli ultimi anni del suo pontificato Benedetto XV diede un grande impulso ai servizi segreti facendo preparare i futuri "diplomatici e/o spie" presso la "Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici".

    Nel 1918, lo Zar Nicola II viene giustiziato, con tutta la famiglia, in uno scantinato di Yekaterinenburg.
    E il Vaticano esulta! Infatti lo zar, ortodosso, si era sempre opposto alle infiltrazioni del cattolicesimo nelle terre di Russia.

    Nello stesso anno il Vaticano interviene, per la prima volta, contro uno strano frate di S. Giovanni Rotondo (padre Pio) che stà realizzando un nuovo supermarket della fede ma che si rifiuta di dividere i cospicui guadagni con la santa sede (Atteggiamento egoistico e veramente intollerabile!)
    Sottoposto a perizia psichiatrica dall'inquisitore Agostino Gemelli del Santo Uffizio, viene giudicato psicopatico, autolesionista e imbroglione. Malgrado questo continuerà, in sordina, i suoi loschi affari, ostentando ad un gregge di pecoroni, delle stigmate che sono il frutto di un'azione continuata di acido fenico e tintura di iodio.

    Pontificato di Pio XI (1922-1939) (Achille Ratti)
    Il conclave si svolge all'insegna, ormai consolidata, della corruzione e del compromesso tra diverse correnti politiche che aspirano al potere della setta romana; ed è sempre il cardinale Piffl che lo rende noto attraverso il suo diario.

    Durante questi anni il SSV si produce in una ridda di operazioni intese ad infiltrare nella Russia ortodossa, numerose talpe e spie che dovranno aprire un varco alla dottrina cattolica.

    Nel 1929, per coordinare questa proliferazione di iniziative, viene creato, in seno ai SSV il "Collegium Russicum".

    Tra le improvvide iniziative di questo strano Collegium occorre ricordare il prestito di 10 milioni di dollari offerto a Lenin, il quale accetta, ringrazia e prosegue per la sua strada, considerando i cattolici alla stregua degli ortodossi e di tutti gli altri parassiti che succhiano la linfa vitale della nuova Russia.

    Nel 1919, uno sconosciuto Benito Mussolini, fondatore dei funesti "fasci di combattimento italiani", durante una riunione politica in piazza S. Sepolcro a Milano, propugna "l'espropriazione di tutti i beni delle congregazioni religiose." e poi...

    Poi, nel 1929, come capo del governo italiano, e con la coerenza di pensiero che sempre lo distinguerà, firma i cosidetti e infami "Patti Lateranensi" con i quali riconoscerà di fatto l'esistenza di uno Stato del Vaticano e gli elargirà, tra altre ricche concessioni, un indennizzo pari a 85 milioni di dollari l'anno.
    Indennizzo per cosa?
    In teoria come risarcimento per quanto perduto dopo la breccia di Porta Pia, ma, in pratica, perchè il vaticano sconfessi gli altri partiti politici che si oppongono all'avvento del fascismo. Una cosa che l'Entità, diretta dal Card. Pietro Gasparri farà assai bene, con discrezione, costringendo all'esilio Luigi Sturzo ed eliminando il Partito Popolare di matrice cattolica.
    Per 85 milioni dollari si può vendere anche la "mamma"; in fondo i 30 denari di Giuda erano solo dei bruscolini.

    Mussolini venne definito dal papa come l'uomo della Provvidenza; da quel momento clero e fascismo furono, per qualche anno, come "culo e camicia", due ruoli che potete attribuire come vi pare. Il fiume di denaro, elargito dall'uomo della provvidenza, che si incanala verso i forzieri del vaticano, è qualcosa di strepitoso, ancora oggi abilmente mascherato ed occultato e quindi difficilmente ricostruibile.

    Nel 1930, con l'enciclica Casti Connubii, Pio XI propina il suo illuminato pensiero e le sue sante regole sul retto comportamento sessuale di ogni buon cattolico; in sostanza una serie di NO ai matrimoni misti, al divorzio, all'educazione sessuale, alle esperienze pre-matrimoniali, alla inseminazione artificiale, ecc.

    Considerato che la religione, in un mondo di citrulli plagiati sin dalla nascita, è stata e resta ancora un formidabile "instrumentun regni", il vaticano assicura il suo appoggio (ben retribuito!) ai vari, squallidi, dittatori di destra che si sono succeduti nei primi anni del '900:

    - nel 1933 firma un concordato con Hitler
    - nel 1940 firma un concordato con Salazar
    - nel 1953 firma un concordato con Franco


    L'iddiliaco rapporto tra il papa ed il dittatore italiano è destinato però a guastarsi per la voracità e l'ingordigia del papa stesso che pretende dallo stato italiano altre concessioni. Siamo nel 1939 ed il pontefice si appresta a redigere ed a leggere, ad un'assemblea di vescovi appositamente convocati, un dictat contro Mussolini, con relativa minaccia di scomunica dello stesso; ma non fa in tempo a pronunciarlo, perchè muore improvvisamente, la notte del 10 Febbraio, ufficialmente per un attacco cardiaco.
    Qui si inserisce un inquietante giallo passato alla storia come il "giallo Tisserant".
    In un memoriale pubblicato postumo, nel 1972, sul quotidiano Paris Match, il cardinale Eugène Tisserant dichiara espressamente che il pontefice è stato assassinato per ordine di Mussolini, mediante l'emissario Professor Francesco Petacci (padre dell'amante del dittatore: Claretta), mediante un'iniezione letale.


    A partire da questa data dobbiamo rinunciare ai riferimenti formali alle fonti che ci informano.
    Il mascalzonismo e l'ingordigia della chiesa e dei suoi sicofanti si sono succeduti ad una velocità tale che è impossibile stargli dietro. Vi cosigliamo pertanto di riferivi ai diversi mezzi moderni di comunicazione quali:
    - internet
    - giornali
    - riviste
    - libri
    - pubblicazioni varie
    - trasmissioni radio e televisive

    nonchè ad una recente pubblicazione di Claudio Rendina che consigliamo caldamente di leggere:
    La Santa Casta della Chiesa -Ed. 2009 - Newton Compton, ripresa e rieditata, su licenza, da Mondolibri - 2009.
    E' un catalogo puntuale e molto esatto di delitti, di infamie, di prevaricazioni, di omicidi, di turpitudini e di quanto altro di vergognoso la "santa chiesa" si sia macchiata, in precedenza e in questi ultimi anni.



    Pontificato di Pio XII (1939-1958) (Eugenio Pacelli)
    Per descrivere la vita e le malefatte di questo "santo padre", (una vita di inganni, di spionaggio, di tradimenti di menzogne e di assordanti silenzi), non basterebbe un intero volume. In questo contesto sarà sufficiente elencare alcuni momenti salienti della sua nefasta carriera.
    Comunque non governò da solo: già dai tempi in cui era nunzio apostolicao e per 41 anni, fu seguito come un'ombra da Pasqualina Lenhert (Suor Pasqualina) che in seguito venne definita la "papessa" o anche la "Virgo Potents" per le pesanti ingerenze messe in atto tra il papa ed il resto dei cardinali. Ferdinand Vallejo nel suo libro La puta de Babilonia, non ha dubbi sui rapporti sessuali tra i due.

    All'ombra di questo perverso ipocrita si muove, inizialmente, il conte Francesco Ratti che si impossessa della Banca Nazionale dell'Agricoltura, dell'Istituto Italiano di Credito Fondiario, del Banco Ambrosiano e, per la produzione bellica di armamenti, della SNIA Viscosa, le Officine Meccaniche Reggiane, la Compagnia Navale Aeronautica e il Gruppo Caproni.

    Pacelli, emerito leccapiedi, all'inizio della sua carriera:

    (Franz Von Papen - Pacelli - Rudolf Bultman)

  • Informato dalle sue spie dei SSV sull'attività del famigerato Rasse-Hierat Institut, (accoppiamenti programmati tra esemplari di pura razza ariana e/o la sterillizazione e l'omicidio di centinaia di individui ritenuti impuri), il nunzio apostolico non dice una sola parola.

  • Nel 1938, quando si era in attesa del Conclave per l'elezione del nuovo pontefice, il suo "grande amico" Hitler, per favorire la sua elezione a pontefice, organizza la spedizione a Roma di un treno speciale carico d'oro, per un valore di 3 milioni di marchi, da distribuire eventualmente come "incoraggiamento" per orientare il loro voto, agli altri cardinali patecipanti al conclave.
    L'operazione, chiamata "Eitles Gold", fu particolarmente curata nei dettagli da Heinrich Himmler che fece giungere il treno direttamente alla stazione ferroviaria interna del Vaticano.

  • Comunque, Eugenio Pacelli viene eletto papa l'1/3/1939 senza la distribuzione di "bustarelle" ed è a questo punto che il treno misteriosamente "scompare", cioè svanisce nel nulla, si volatilizza.
    Ancora oggi non è noto che fine abbia fatto; l'ipotesi più attendibile è che i lingotti, stampigliati con l'imbarazzante marchio della Reickbank, siano stati nuovamente fusi con il marchio dello stato pontificio. Dal canto suo il vaticano ha sempre spudoratamente sostenuto che il treno in questione è stato ..."rubato".

    Il 20 Ottobre 1939 emette la sua stupida enciclica Summi Pontificatus giudicata estremamente ambigua ed anodina.

  • L'11 Maggio 1940 viene informato sui crimini nazisti in Polonia, dal Console italiano fuggito da Varsavia, ma pare che non glie ne abbia importato più di tanto.

  • Anche se i nostri due, Eugenio e Adolfo, vanno d'amore e d'accordo e si scambiano sistematicamente ed "ufficialmente" auguri di buon compleanno, Pio XII non rinuncia alla sua innata tendenza al doppio gioco e mediante i SSV comunica agli Alleati ed alla Resistenza Francese, notizie sui movimenti delle truppe tedesche ed altre informazioni di natura strategica.

  • Intanto nel firmamento dei grandi criminali appare un nuovo astro, Ante Pavelic fervente cattolico e fondatore del movimento nazional-fascista degli ustascia croati.
    Il movimento si proponeva di "liberare" la Croazia dalla fastidiosa presenza della setta ortodossa, dagli zingari, dagli ebrei, dai comunisti, eccetera. Come poteva Pio XII non essere d'accordo!
    Nel 1939 Pavelic viene ricevuto a Roma dal papa, che elogia apertamente il nazionalfascismo croato e lo considera "avanguardia del vero cristianesimo" nei Balcani.
    Della stessa opinione è naturalmente l'arcivescovo di Zagabria, Alojzije Stepinac (per questo beatificato nel 1998) che elogia altrettanto apertamente i massacri compiuti dagli ustascia nel campo di concentramento di Jasenovac, con il fattivo contributo di alcuni frati francescani, armati sino ai denti, guidati da "padre" Simic di Knin e corresponsabili di altri estesi massacri nei pressi di Banja Luka.

    Tanto per dare un'idea di questo individuo (responsabile del massacro di 150 mila croati) basti ricordare che, in occasione di un suo compleanno, i suoi fedelissimi gli donarono un cestello colmo di occhi umani estirpati agli infedeli ortodossi. (Curzio Malaparte-1948)

    Nel Novembre 1948, finita la guerra, dopo essere stato a lungo ospite del vaticano, venne scortato da agenti dei SSV (guardie del corpo) a Genova e, a bordo della nave Sestriere, raggiunse l'America munito di passaporto di comodo procuratogli dagli stessi solerti servizi segreti vaticani che si trattenero, "per il favore", circa 200 milioni di franchi svizzeri (oro e diamanti) facenti parte del tesoro rapinato in Croazia negli anni del suo funesto potere.

  • E, tanto per mettere le cose in chiaro:

    Il 20 Gennaio 1942, in una villa sul Lago Wansee, quindici gerarchi nazisti di alto rango parteciparono a una riunione presieduta da Reinhard Heydrich. Nel testo finale, approvato all'unanimità, si stabiliva come attuare la "soluzione finale", ovvero lo sterminio di tutti gli ebrei d'Europa. Secondo Adolf Eichmann, che assistette all'inquietante vertice di Wansee, dovevano essere assassinati 11 milioni di ebrei.
    Il 9 Febbraio, esattamente 20 giorni dopo, i SSV informarono il Vaticano della riunione e delle sue conclusioni. Il 18 Marzo 1942, il Vaticano ricevette le prime informazioni degli agenti dello spionaggio papale sugli assassinii di massa e le deportazioni di ebrei in Slovacchia, Croazia, Ungheria e nella Francia occupata.
    (Rif. 348)

    Quindi chi oggi sostiene che il Pacelli non intervenne, almeno moralmente, per impedire il massacro, "perchè non lo sapeva" è uno spudorato bugiardo.

  • Circola da tempo, insistentemente, una voce di origine non documentata, che sostiene come durante la preparazione del processo di Norimberga, qualcuno della pubblica accusa abbia proposto la chiamata in correo di Egenio Pacelli per "complicità morale" nei delitti ascritti al nazismo. Iniziativa poi decaduta per ovvi motivi.

  • Fonte di enormi guadagni fu anche l'organizzazione del cosidetto "Corridoio Vaticano":
    costituito in collaborazione con i "tecnici" argentini della famigerata "Organizzazione Odessa", nata in previsione della disfatta nazista, per favorire la fuga in Sud America di quei gerarchi che si erano ben meritati il diritto al capestro; non è necessario rammentare qui i nomi di Mengele, Eichmann, Priebke ai quali occorrerebbe aggiungere almeno altri 5000 nominativi riportati nelle liste del Centro Simon Wisenthal di Vienna.
    Il Corridoio Vaticano, voluto e sostenuto dal card. Eugène Tisserant, capo dei SSV, provvedeva a prelevare dai loro provvisori nascondigli, i candidati alla fuga, mediante agenti "accompagnatori" (in genere preti), scortarli in Svizzera e successivamente a Roma ospitandoli presso apposite strutture:
    (ad es. il Collegio di San Gerolamo degli Illirici, diretto dal prete Krunoslav Dragonovic'), nelle quali trascorrevano rilassanti soggiorni in attesa della preparazione dei documenti falsi (fabbricati presso le stesse strutture).
    Alla fine venivano scortati a Genova per l'imbarco immediato o, in alternativa,

    in Spagna dove venivano traghettati in Marocco a bordo di un lussuoso yatch, il "Djeilan", di proprietà di una avventuriera, Marguerite D'Andurain, anch'essa agente dell'Entità, poi uccisa , a Tangeri, da un altro agente, perchè ormai sapeva troppo.

    Era un'organizzazione un po' "costosa" ma molto efficiente!

  • In previsione delle elezioni politiche del 18 Aprile 1948, venne diffusa la notizia di una possibile scomunica contro gli appartenenti ai movimenti della Sinistra italiana. Si voleva così scongiurare l'eventuale, paventato e ridicolo pericolo di un "bivacco di cosacchi sulla piazza di San Pietro".
    Il papa è un uomo di parola! Pertanto l'1/7/1949, rilevata la consistenza di 8.137.047 possibili votanti a favore del Fronte Popolare social-comunista, li scomunica in massa quali "apostati della fede cristiana", con apposito decreto promulgato e debitamente inserito negli "Acta Apostolicae Sedis"


    Tale scomunica venne poi reiterata e confermata dal successore Giovanni XXIII, a cura del card. Alfredo Ottaviani (responsabile del Santo Uffizio), con apposito atto dell'1/4/1954, ufficializzato con l'inserzione nei soliti Acta Apostolicae Sedis.
    Stranamente, in questi ultimi anni, si è fatto di tutto per dimenticare questa scomunica, per altro tutt'ora operante, che in qualche modo rammenta la "vendetta del marito tradito (chiesa) che si taglia i testicoli per punire la moglie fedifraga". Se Pio XII tace, in compenso si muove in modo frenetico e sguazza in un mare di scandali unitamente ai suoi sicofanti Nogara e Spada nonchè ai roditori della famigerata famiglia Pacelli: Carlo, Marcantonio e Giulio. Dopo aver rifondato una specie di banca vaticana (qualcosa di simile allo I.O.R.) si impadronisce di parecchie prestigiose società per azioni italiane ed estere. Lasciamo l'elenco di queste malefatte a Eugenio Scalfaro che le rende note sull'"ESPRESSO" il 10/3/1958; difficile però dimenticarsi di certi figuri come il truffatore monsignor Edoardo Prettner Cippico, arrestato dalla polizia italiana mentre folleggia con la sua amante, fuori dalle protettive mura vaticane, o di Giulio Pacelli esentato dalle tasse dal ministro delle finanze Giulio Andreotti nel 1957, o del principe Filippo Napoleone Orsini, assistente al Soglio pontificio e amante dell'attrice Belinda Lee, o ancora del farabutto cardinale Francis Spellman in combutta con i "Cavalieri di Colombo", e di tantissimi altri che ci risparmiamo il tedio di elencare.

    Finalmente schiatterà nel 1958, coperto da un mare di merda; per questo qualcuno vuole ora farlo santo: i numeri li ha tutti!
    Ultimo risvolto giallo della sua vita è l'atto di suor Pasqualina Lenhert che, appena morto il papa, si affretta a bruciare 3 sacchi di documenti riservati. Scoperta dal cardinale Eugene Tisserant, viene buttata fuori dal Vaticano e finirà la sua vita in America ospite del cardinale Spellman.

    Pontificato di Giovanni XXIII (1958-1963) (Angelo Roncalli)
    Sulle oscure e intricate vicende che hanno preceduto il conclave è stato scritto e difffuso molto per cui, se proprio vi interessa, potete leggere il fascicolo dell' F.B.I. "The Vatican Exposed" pubblicato nel 1994 da Paul Williams (ex agente).
    In compenso è' stato un pontificato abbastanza "tranquillo" all'insegna delle "consuete e consolidate, oneste corruzioni". In questi cinque anni l'attività dei SSV si limita ad infiltrare qualche decina di spie nei paesi comunisti dell'est Europa.
    Il Sodalitium Pianum, per quello che gli compete, aumenta i controlli nei vari dipartimenti del vaticano impegnati nella preparazione del Concilio Vaticano II, che si aprirà l'11/10/1962. Questo concilio, sollecitato da nuove istanze avanzate dal mondo esterno, arriverà ad aperture inconsuete e mai viste nell'ambito della chiesa. Il papa stesso lascia intendere che "l'inferno non esiste".
    Sarà un breve boccata di aria fresca. I pontefici che seguiranno si affretteranno a rinnegare in buona parte i risultati di questo concilio.

    Questo non significa che non ci siano stati scandali: due pederasti della Guardia Svizzera, l'8/4/1959, si scambiano per motivi di gelosia alcuni colpi di pistola: sono Robert Nunlist e Adolf Ruckert radiati ovviamente dall'arma.

    E sempre a proposito di sesso questo pontificato ci riserva qualche sorpresa: nel 1962 viene stilato dal Santo Uffizio, con l'asistenza del cardinale Antonio Ottaviani, il documento "Crimen Sollicitationis" (Crimine di provocazione), che dovrebbe porre un freno alla morbosa sessualtà dei preti, ma che finisce inspiegabilmente negli archivi segreti vaticani dove giacerà dimenticato per ben 41 anni(!) e riportato alla luce nel 2003, con il conseguente scandalo che coinvolgerà papa Ratzinger.

    Padre Pio, il "duro" di San Giovanni Rotondo continua la sua lucrosa attività e rifiuta ancora una volta di dividere i proventi con gli altri "confratelli" vaticani, all'insegna di "le stigmate sono mie e me le gestico io". E il papa manda i suoi sgherri in paese ordinando un'inchiesta sul frataccio che pare si diletti, nel tempo libero, di alcune attività sessuali dette eufemisticamente "baci".

    La banca vaticana, il famigerato IOR, è ora diretta dal conte Massimo Spada, uomo veramente eccezionale, con... i testicoli di acciaio svedese temprato, perchè non si capisce come faccia, nel frattempo, a conservare altri prestigiosi incarichi in molte altre società (controllate dallo IOR) quali:
    • Banca Cattolica del Veneto
    • Riunione Adriatica di Sicurtà
    • Banco di Roma
    • Credito Commerciale di Cremona
    • Istituto Bancario Italiano
    • Finanziaria Capitolina
    • Banca Provinciale Lombarda
    • Assicuratrice Italiana
    • Lancia Automobili
    • Costruzioni Vianini
    • Salifera Siciliana
    • Consulenza Progredi
    • Italcable
    • Italmobiliare
    • Franco Tosi
    • Cotonificio Olcese
    • Siemens Elettra
    • Pellami Bocciardo Sebastiano
    • Italcementi
    • Fabbriche Riunite Cemento
    • Soc. Strade Ferrate Meridionali
    • Mediobanca
    • Investimenti Fidia
    • Snia Viscosa
    • Compagnia Dolciaria
    • Partecipazioni Industriali Italpi
    • Soc. Italiana per il Gas
    • Clinica La Madonnina
    • Finsider (IRI)


    Pontificato di Paolo VI (1963-1978) (G.B. Montini)
    Anche questo conclave "puzza" ignobilmente. L'elezione di Montini è stata decisa con il solido aiuto della.... massoneria.
    I giochi sono stati decisi da una riunione di cardinali ospitati, in gran segreto, in una villa di Grottaferrata appartenente a Umberto Ortolani, noto appartenente alla P2 di Licio Gelli.
    Come ringraziamento l'Ortolani verrà nominato dal Montini "Gentiluomo di camera di sua santità" con ampia licenza e mano libera negli intrallazzi della banca vaticana (come narreranno in seguito le cronache nere italiane).

    Due encicliche caratterizzarono il pontificato di Montini:
    - la "Humanae Vitae" con la quale ribadì fermamente il divieto per i fedeli di controllare le nascite
    - la "Sacerdotalis Celibatus" con la quale confermava l'obbligo del celibato dei preti e il loro voto di castità.
    Questa seconda enciclica lo precipitò in un mare di polemiche e di sospetti quando lo scrittore Roger Peyrefitte, col suo libro "Le chiavi di San Pietro", lo acccusò apertamente di essere un omosessuale ed un pedofilo; il Peyrefitte citava la fonte delle sue informazioni in Leon Gromier, un alto funzionario vaticano.

    Il papa sostituisce l'infaticabile Massimo Spada, nella gestione degli "affari" vaticani con Luigi Mennini nientemeno che "cameriere segreto di cappa e spada", che coprirà infinite cariche nelle numerose società su cui il vaticano ha messo le mani, comprese le ambite ricchezze di S. Giovanni Rotondo, dopo la capitolazione dell'irriducibile padre Pio.

    Già collaboratore del card. Tisserant nell'attuazione del Corridoio vaticano, Pio VI incappa in un grave infortunio con la nomina di Alighiero Tondi quale suo segretario particolare. I SSV ed il Sodalitium Pianum scoprono che, dal 1944 e per oltre 24 anni, il Tondi è stato una talpa del KGB e che, nel corso della sua "carriera" , ha denunciato e fatto arrestare almeno 250 agenti che il Collegium Russicum era riuscito ad infiltrare nell'Unione Sovietica e nei paesi dell'est comunista.
    Cacciato Alighiero Tondi, il papa ordina in "gran segreto", nel Gennaio 1974, al Sodalitium Pianum di attivarsi per scovare altre talpe ed eventuali elementi massoni che si sarebbero infiltrati nei palazzi vaticani: è l'operazione detta "Nessun Dorma".
    E qui viene il bello: terminate le ricerche il papa omette per qualche tempo, di prendere ufficialmente in considerazione il corposo rapporto sull'indagine, compilato da Mons. Edouvard Gagnon, sino a quando tale rapporto verrà misteriosamente (e provvidenzialmente) ...rubato.

    (Ma Gagnon siamo seri! Certi nomi della clerico-massoneria romana non si devono assolutamente fare!)

    Siamo nel 1967 - In vaticano nasce un nuovo Ente la Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede. Organo che avrebbe dovuto mettere ordine nel caotico e incotrollato giro di denaro della sede. Durerà poco perchè il responsabile dell'ente, Card. Egidio Vagnozzi, si dimetterà quasi subito spaventato da quello che aveva scoperto.

    Durerà comunque il tempo sufficiente perchè con gli agenti dei SSV ed il fattivo intervento di individui quali Michele Sindona e Licio Gelli (capo della loggia massonica P2) venga finanziato il colpo di stato dei Colonnelli in Grecia.
    Il tutto è passato alla storia con il nome di "Operazione Tatoi".

    Nel 1969 l'infaticabile, Paolo VI darà vita ad un altro misterioso ente lo IOR-Istituto per le Opere Religiose (si fa per dire), in seguito conosciuto come Banca Vaticana, affidata alle cure del noto filibustiere americano Paul Casimir Marcinkus (legato ai capitali dei Cavalieri di Colombo) e sotto il diretto controllo del papa, che coscientemente o meno, lascierà le briglie sul collo al Marcinkus dandogli spazio e possibilità per spericolate manovre finanziarie che verranno alla luce negli anni seguenti con uno scandalo di tali proporzioni da fare il giro del mondo.

    Il 21/8/1967 il Marcinkus si iscrive ufficialmente nelle liste della Massoneria con il numero di matricola 43/649 e lo pseudonimo di "Marpa" e si trova in buona compania con altri numerosi e prestigiosi cardinali. Il giornalista Mino Pecorelli pubblicherà, in seguito, la lista di questi emeriti "saltafossi" ma questo, il 20/3/1979, gli costerà la vita. Dopo un interminabile processo, non è stata chiarita la collaborazione, in tutto questo, del sicofante Giulio Andreotti.

    Nel 1972 i SSV ed il Sodalitium Pianum, tornano a lavorare a pieno ritmo ed in collaborazione con il MOSSAD (intelligence istraeliana) e con la DIGOS italiana sventano un attentato organizzato a Roma, da membri del movimento palestinese Settembre Nero, contro il Primo Ministro Israeliano Golda Meir, in occasione di una sua visita.

    Nel 1976 il Mossad coopererà a sua volta con i SSV per sventare un attentato al papa organizzato da un mercenario internazionale, "Ramirez Carlos detto lo sciacallo". I mandanti sono rimasti ignoti.

    E' un periodo d'oro per le finanze vaticane anche se il clero non ne ha mai abbastanza. Vengono acquisite innumerevoli partecipazioni nelle più prestigiose imprese italiane e anche mondiali. Marcinkus e compagni danno vita a molte società di comodo, situate nei cosidetti paradisi fiscali per coprire i loro opinabili commerci, che vanno dalla gestione di denaro mafioso, riciclaggio di denaro sporco, commercio di droga ed armamenti e quant'altro possiate immaginare o leggere sulle cronache di questi ultimi anni.

    Un solo esempio può essere significativo: la partecipazione della chiesa nell'Istituto Farmacologico Serono che produce e smercia la "Luteolas", nota pillola anticoncezionale.

    Pontificato di Giovanni Paolo I (1978-1978) (Albino Luciani)
    Questo pontefice è durato poco più di 20 giorni. Colpa sua? Quasi sicuramente si. Subito dopo la sua elezione aveva cominciato a ficcare il naso su fatti e misfatti dello IOR con la collaborazione di un agente dei SSV: padre Giovanni da Nicola.
    Certi fatti, certe trame oscure, non dovevano venire a galla. Fu così che papa Luciani fu assassinato la sera del 28 Settembre 1978, dopo aver dato la "buona notte" alla sua cameriera personale: suor Vincenza Taffarell.
    Quattro giorni dopo il suo informatore, Giovanni da Nicola, venne trovato impiccato in un parco malfamato di Roma. Di suor Vincenza Taffarell, che rinvenne cadavere il papa, la mattina seguente, si sono perse le traccie.

    Pontificato di Giovanni Paolo II (1978-2005) (Karol Wojityla)
    E' quasi inutile dire (ormai è una consuetudine!) che anche questo conclave è stato "addomesticato" in anticipo da un gruppo si cardinali da sbarco riuniti nella sede dell'Opus Dei, di viale Bruno Buozzi, Roma. A questo punto è facile intuire che la fortuna dell'Opus Dei è così assicurata.

    Nel suo lunghissimo pontificato questo papa ne ha viste, dette, fatte, subite e combinate di ...tutti i colori.
    Dilungarsi su questi eventi si riduce perciò ad una ripetizione di fatti recenti e noti a tutti. Dobbiamo quindi limitarci ad una sintesi che comunque non è troppo breve.

    Ricordiamo subito i records che il Wojtyla ha battuto nel corso del suo pontificato:
    • oltre 100 viaggi in tutte le parti di questo mondo, per un totale di 1.150.000 Kilometri
    • la proclamazione di 482 nuovi santi
    • la proclamazione di 1337 nuovi beati.

    Nel 1981 il nostro gagliardo Karol si ...distrae e si fa fotografare nudo, proprio come mamma lo fece, n