Non dovete credere solo perchè alcune cose sono contenute in antichi manoscritti,
non dovete credere solo perchè questa è la fede del vostro paese,
non dovete credere solo perchè siete stati indotti a farlo dai vostri
pavidi genitori e dai vostri maestri, ma ragionate sulla verità delle cose,
e se dopo averle analizzate ritenete di poterle credere allora fate pure.
Evitate, comunque, di costringere gli altri a farlo.

ALATEUS
alateus@tiscali.it
IL BREVIARIO DEGLI
ATEI
(Testo aggiornato, riveduto e corretto al: 19/01/2012)
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PREFAZIONE - Dimenticare Dio
L'ateismo non è una "fede" e non si propone di fare opera di de-conversione, di de-cristianizzazione, di de-islamizzazione o di altro. Semplicemente l'ateismo ignora il concetto di dio e rifiuta tutte le falsità che sul suo conto, nel corso di millenni, sono state astutamente ed ingannevolmente diffuse da gruppi di furbi parassiti che, in suo nome, si sono attribuiti titoli quali: padre, iman, rabbi, guru ed altre vuote qualificazioni del genere.
L'ateismo è una forma di ragionamento razionale che si oppone, da millenni, alla truffa perpetrata dai "furbi" ai danni di chi non è in grado, o non vuole, ragionare.
L'unico dio, se così si può chiamare, è la vostra innata coscienza; è la vostra capacità di vivere in seno alla società alla quale appartenete, rispettando ed evitando di danneggiare il vostro prossimo.
Tutto qui!
L'incontrastabile ed assoluto potere della morte e la conseguente paura che essa genera in tutti gli esseri animati (istinto di conservazione) è stato la fonte di tutte le religioni.
L'idea, insidiosamente indotta dai preti, sulla esistenza e sull'immortalità dell'anima ha resistito e si è diffusa solo perchè sopiva, in parte, il timore (istintivo) della morte e soddisfaceva, artatamente, ad una illusione molto potente coltivata dalla presunzione stessa degli uomini: un desiderio assurdo di immortalità; il desiderio di essere "ricordati". Ricordati da chi e perchè?
Mettiamocelo bene in testa: solo pochi uomini che hanno lottato per il trionfo della scienza, del razionalismo e l'affermazione delle arti (Newton, Copernico, Galileo, Shakespeare, Lavoisier, Einstein, Mozart, ecc.) hanno conquistato il meritato diritto di essere ricordati.
Solo loro e purtroppo ... alcuni altri brutti ceffi che si sono distinti negativamente per le loro opere devastanti e per i loro comportamenti che hanno oscurato le pagine della storia: da Attila a Gengis Khan, a Carlo Magno, a Hitler, Stalin, Costantino I ... ed altri gentiluomini di questa risma.
Noi esistiamo in questo mondo come qualsiasi altra specie animale. Il caso ci ha generati dal nulla ad al nulla siamo destinati a ritornare senza lasciare qualsiasi particolare memoria che non sia quella, breve e limitata, dei nostri eventuali discendenti.
Dobbiamo abituarci a pensare che la morte non è niente per noi, perchè il bene ed il male risiedono nei sensi e la morte è la privazione dei sensi. Perciò la giusta consapevolezza che la morte non è niente per noi ci rende apprezzabile la caducità della vita, non prolungandone il tempo all'infinito ma togliendoci il desiderio dell'immortalità. (Epicuro)
Come si può credere seriamente, tranquillamente ad un "aldilà" di cui non si conosce nulla?
I riti funerari, secondo Voltaire, sono solo dei gesti consolatori. Un modo di onorare il defunto (che non sempre lo merita) e, nel frattempo, di sbarazzarsi del suo ingombrante cadavere, secondo modalità, rituali e costose abitudini che i vostri vicini di casa e una "interessata, ricca industria funeraria" si aspettano da voi.
Domandatevi: perchè gli uomini dovrebbero avere un'anima e il vostro cane, o il vostro gatto, no!
Chi sono i furbi che l'hanno deciso per voi?
Si è persino cercato astutamente di "dimostrare" l'esistenza dell'anima, basandosi sul fatto che, qualche volta, una persona defunta possa apparire in sogno!
Esiste una ben orchestrata confusione tra il concetto di anima e quello di una "difficoltosa digestione notturna"!
Diciamolo ancora e più chiaramente: dio non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai; non è luce, non è ispirazione, non è regola sacra; non esistono regole dettate ed allineate ad una sua presunta ed imposta condotta di vita e di comportamenti.
"La natura basta a se stessa" e quindi non ha bisogno di queste regole assurde.
Dio è solo una favola; è il mostruoso caos intellettuale che i preti vi hanno scaricato addosso insidiando il vostro pensiero con capziose, quanto inutili domande: chi siamo, perchè siamo, da dove veniamo, perchè esiste il mondo ... ben sapendo che nessun intelletto umano
(proprio perchè di questo mondo è parte)
può dare loro risposta e quindi facilmente riducibile in fertile terreno per il loro parassitismo.
Nella storia dell'umanità dio è solo un grande imbroglio, uno strumento di comodo, una nozione affiorata e maturata dagli imbroglioni in tempi relativamente recenti,
all'inizio del III millenio prima dell'era volgare.
In fondo dio è un grande ritardatario se vogliamo dare un peso all'incerto ed ingannevole concetto di tempo, legato al breve scorrere della vita umana, ma privo di significato se rivolto alla realtà dell'universo. Pensateci: eternità non significa tempo infinito che scorre su una linea retta, dal passato al futuro. Siamo noi che abbiamo inventato il concetto di tempo per adattarlo alle nostre precarie idee storiche e cronologiche di "passato", sul quale ci crogioliamo e, in parte, ci consoliamo.
L'idea del dio unico (forma singolare di "dei") è nata da un naturale, quasi impercettibile, passaggio da primitive forme di magia spicciola, esorcizzante (coltivata da sciamani-stregoni) a forme più evolute, ma non meno bugiarde di pensiero, indotte dai furbi e poi riprese da "astuti ebrei" che sono disinvoltamente passati dagli Elohim (spiriti), ad El (demiurgo?), ad Eloi, ad Adonai per poi accomodarsi definitivamente e altrettanto disinvoltamente su Yhwh.
Provate dunque a chiedervi dov'era dio, prima del III millennio a.e.v.; prima che fosse inventato 5000 anni or sono! o (cosa abbia fatto per i miliardi di individui - homo sapiens-sapiens - vissuti a partire da 160.000 anni or sono.)
Durante la sua esistenza l'uomo segue determinate regole che nascono dal fatto stesso di dover convivere con i propri simili, di collaborare con loro facendo attenzione a non crearsi troppi problemi di convivenza. In fin dei conti l'uomo è un animale sociale che deve confrontarsi con il suo prossimo evitando particolari motivi di attrito; gli eventuali attriti vengono risolti mediante le leggi e le norme di comportamento che l'uomo stesso si è date, senza scomodare nessun dio. Già intorno al 1770 a.C., ci aveva pensato Hammurabi che, tenuto conto delle esigenze sociali dei suoi tempi, formulò il primo codice della storia dell'umanità.
Quando il fantomatico Mosè (o chi per lui) disse, nel primo comandamento:
"Non avrai altro dio al di fuori di me"
era perfettamente cosciente di gettare le basi per la più grandiosa truffa mai operata ai danni del genere umano del mondo occidentale.
Affermare: "non avrai altro dio al di fuori di me" è una regola che affonda le sue radici nella paura dei sempliciotti e, quindi, una legge fatta da scaltri individui, che sfruttano questa paura, e perciò non è attribuibile a nessuna particolare divinità.
Thomas Jefferson, a suo tempo, affermava: Parlare di esistenze immateriali significa parlare di nulla. Dire che l'anima umana, gli angeli, dio sono immateriali significa dire che non sono nulla e che non ci sono né dio, né gli angeli né l'anima.
Constatazione che dovrebbe essere abbastanza ovvia, ma che non ha impedito, nel corso dei millenni, a capziosi parassiti, ammantati di falsa saggezza e di prosopopea, di elaborare quell' enorme sciocchezza nota come teologia, non scienza, non disciplina e non filosofia che è servita a dare una base falsa ed inconsistente sulla quale perpetrare l'inganno a danno di poveretti succubi di ancestrali paure e della loro ignoranza.
Alcuni chierici, o pseudo filosofi, si sono affannati anche a dimostrare, con tortuosi giri di parole, l'esistenza dell'inesistente.
Dopo essersi inutilmente affaticati su argomentazioni speciose quali quella cosmologica, quella ontologica, quella teleologica o quella di natura morale e sulla nozione assai relativa e inconsistente di bene e di male, alla fine si sono resi conto della loro impotenza e hanno cercato di ribaltare il problema:
se è vero che l'esistenza di dio non è dimostrabile, allora è anche vero che non è dimostrabile la sua inesistenza.
Argomentazione di comodo; una trappola nella quale sono caduti parecchi studiosi scettici i quali non hanno tenuto conto che, razionalmente parlando, la dimostrazione compete a chi afferma qualcosa e non a chi la nega.
Già ai suoi tempi Euclide aveva messo in chiaro che "Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova".
La premessa, falsa, che dio esiste è la base fondamentale per l'esistenza di diverse forme di religione;
ma se questa premessa viene a mancare, che altro resta?
Per fortuna, già dal XVIII secolo, il Barone d'Holbach, con la sua opera "Il Buon Senso" ha posto fine a queste assurde affermazioni; ma bisogna purtroppo constatare che il buon senso è di pochi.
Ricordatevi sempre di Seneca: la religione è vera per la plebe, falsa per il saggio e redditizia per quelli che ne fanno un mestiere.
Perciò mangiate, bevete, fumate, fate all'amore nei limiti di un responsabile comportamento ma, soprattutto, non versate soldi alle chiese ingorde e parassite che chiedono continuamente il vostro supporto.
A tutte le vostre azioni c'è un limite ragionevole che dovete razionalmente percepire, al di fuori dell' insidiosa e "interessata" morale del prete sfruttatore e, ormai troppo sovente, corrotto e pedofilo.
Godetevi al meglio questa vita che la natura vi ha casualmente assegnato. Non dovete aspettarvi nulla dopo la morte; il vostro spirito vitale non andrà da nessuna parte esattamente come quello di un topo, di un cane, di un bue o di qualsiasi altro essere animato.
Dopo il movimento illuminista del 1700, dopo il comunismo, il liberalismo ed il positivismo scientifico del 1800, s'è affermato, dall'inizio degli anni '60 del secolo scorso, il grandioso, anche se ancor confuso, movimento della "New Age", dando vita ad
una estesa forma di controcultura che si è (finalmente!) opposta allo stagnante e melmoso immobilismo culturale imposto, da sempre, da una fradicia casta sacerdotale che ha preteso, per millenni, di porsi come unico tramite tra l'uomo ed il "divino". Sopra tutto è stata ampiamente rigettata l'idea balzana del dio creatore dal nulla. Oggi l'uomo tende finalmente ad accorgersi che è stato lui a "creare l'idea di dio e non dio l'uomo" (Feuerbach) ed a considerare se stesso e il suo intelletto aciecome il solo e vero aspetto "divino" della vita e "sacralizzare" la propria unica, inimitabile e insostituibile personalità.
E dobbiamo anche dire che Internet, pur con tutti i suoi difetti e le sue inevitabili storture, ha dato un efficace contributo nel far colloquiare gli uomini tra loro, senza l'ingannevole e occhiuta interpretazione del prete. La corrosione delle cariatidi religiose del passato, operata da Internet, è imponente.
Ad ogni modo non è questa la sede per rinfocolare un dibattito di questa natura. Lo scritto che segue si propone solo di analizzare e criticare, nei limiti del possibile, uno dei prodotti più nefasti derivato da questi concetti: la religione cristiana e tutte le sue infinite storture.
Questo non significa che le altre credenze (islam, ebraismo, ecc.) siano meno corrotte, perverse o criticabili del cristianesimo; indagare sulla loro natura è solo una questione di tempo, di studio e di disponibilità.
Ogni religione porta in sé i germi della propria dissoluzione; quante religioni del passato si sono dissolte nel nulla per questo salutare effetto di autodistruzione? Ed anche qui è solo questione di tempo.
In questi ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di nuove strane credenze come quella del dio "Cargo" (il dio Aeroplano) accaduto nell'isola di Tana (Oceano Pacifico), ma quello che oggi appare ancora più divertente e sintomatico è la nascita (almeno in Europa) di un nuovo culto: quello del dio Pallone Non è uno scherzo! La chiesa ha già manifestato segni d' insofferenza, (con Giovanni Paolo II) verso i (tiepidi) fedeli che disertano il Tempio a favore dello Stadio (sottraendo indirettamente quattrini alla chiesa). D'altro canto abbiamo chiare manifestazioni che questi nuovi adepti (i tifosi) si comportano con la stessa furia devastatrice, la stessa insofferenza che ha caratterizzato i primi giudeo-cristiani e poi la chiesa stessa nel corso dei secoli.
L'intrallazzo finanziario è comunque sempre lo stesso ed imponente; pare che l'iniqua ripartizione della rapina dell'otto per mille non basti ancora per spennare i polli.
Occorre però tenere nel debito conto che le attuali religioni, in generale, ed il cristianesimo in particolare, sono istituzioni ancora troppo radicate e ricche per
pensare di eliminarle in un tempo relativamente breve.
Resta il fatto che l'ebraismo, il cristianesimo e l'islam saranno nel tempo destinati a dissolversi quasi ntemporaneamente essendo, tutti e tre, basati sulle stesse assurde menzogne del "Libro".
Fino a quando esisterà gente, incapace di ragionare, che crederà in un qualche comodo dio, anche dio continuerà ad esistere.
Il bisogno di credere nel fantastico (qualsiasi cosa di tipo consolatorio, proposta con una certa enfasi) è una delle peggiori tare del genere umano che preclude, nella mente di molti, la capacità elementare di formulare un qualsiasi pensiero razionale.
Le religioni, come il comune raffreddore, sono ormai diffuse in tutto il mondo. (D.Dennet)
Questo però non impedisce di curarci, di prendere l'aspirina, in attesa che qualche potente vaccino riesca a debellare definitivamente il vibrione della stupidità umana.
Il Dio monoteista è un prodotto dell'ignoranza che la scienza va lentamente ed inesorabilmente sgretolando ed emarginando; è un concetto ancora molto redditizio per pochi ma che rischia di perpetuare la servitù di molti; è un concetto ammorbante, un'ombra velenosa e pestifera.
Viviamo perciò serenamente dimenticandoci di dio!
PARTE I - Introduzione e Precisazioni Necessarie
Questo testo non è esente da errori ed inesattezze.
Nel corso dei secoli la chiesa ha talmente mentito, imbrogliato e distrutte le carte che è alquanto difficoltoso, a volte, separare la verità dal falso.
Qualsiasi suggerimento è pertanto gradito e bene accetto.
§ 1 - OGGETTO DEL LAVORO
Il contenuto di queste pagine è sostanzialmente una:
RACCOLTA IN ORDINE CRONOLOGICO
di pseudo fatti, personaggi, eventi, accadimenti, circostanze, leggende, bugie e soprattutto sciocchezze che hanno costituito, 2000 anni or sono, la base sulla quale si sarebbe poi sviluppato il cristianesimo nelle sue molteplici sette.
Si tratta della storia di un certo Gesù, falegname ebreo, divenuto stranamente rabbino, giustiziato dai romani (e poi presumibilmente risorto) all'epoca dell'Imperatote Tiberio.
Oggi, non sono in pochi a sostenere che Gesù Nazareno non sia mai realmente esistito ma che egli sia soltanto una figura mitica e carismatica estrapolata da:
- concetti politico-religiosi non sempre in accordo tra di loro
- esposti in maniera più o meno credibile
- scritti in luoghi e circostanze non sempre chiare (ambiente greco- romano?)
- scritti in tempi alquanto lontani dalla presunta morte del soggetto
- scritti su supporti originali definitivamente perduti
- scritti da autori di dubbia identità e credibilità.
Accantonando i molti dubbi ed ipotizzando una
reale (ma non dimostrata) presenza terrena di questo Cristo
lo scopo del lavoro, almeno nella prima parte, è dunque quello di raccogliere e catalogare, in forma cronologica e nei limiti del possibile, tutte le notizie riguardanti fatti ed eventi relativi alla vita di Gesù Nazareno e di altri personaggi ad esso collegati.
Una precisazione si rende subito necessaria:
sono stati elencati fatti ed eventi ma non le implicazioni dottrinarie e teologiche che da esse possono derivare.
Un esempio per tutti: interessa a questo testo rilevare che, in determinate circostanze, Gesù possa aver pronunciato un discorso noto come "Discorso della Montagna o delle Beatitudini", mentre non interessa minimamente al testo vagliare o esprimere giudizi di natura dottrinaria, teologica o fideistica sul contenuto del discorso stesso.
Questo è solo una RACCOLTA di eventi, che si ritiene siano, o possano essere accaduti, ed entro tali limiti vuole, possibilmente, restare.
§ 2 - LE FONTI
Qualsiasi fonte è accettabile se aiuta ad aggiungere qualcosa di più, o di nuovo, rispetto a ciò che si sa o si crede di sapere.
Grosso modo si possono distinguere, per la loro natura, due tipi di fonti:
- gli scritti di tutti coloro che, credenti, espongono i fatti in chiave dottrinaria, esaltandone questo ultimo aspetto a scapito, quasi sempre, della precisione e della verità;
- gli scritti degli storici e di tutti coloro che, non credenti, risalgono ai fatti per darne una valutazione storica, a volte anche ipotetica e del tutto agnostica.
Entrambe le fonti sono state prese in considerazione, nella misura in cui sono state in grado di arricchire il contenuto del testo.
Tra le fonti di tipo a), oltre agli inevitabili vangeli canonici, sono stati considerati anche quelli non canonici, tollerati, ignorati o, a volte, giudicati eretici dalla dottrina ortodossa. Tutto è utile e anche necessario per evitare di accettare, supinamente, determinate tesi, generalmente false, consolidate nel tempo.
Precisazioni sui V A N G E L I
(I fondamenti del mito e della leggenda)
Si rende subito necessario qualche importante chiarimento.
Fin dall'ottocento gli studiosi ed alcuni teologi hanno dimostrato in maniera convincente come i vangeli non siano resoconti attendibili di quanto realmente accadde 2000 anni fa. Furono tutti scritti molto tempo dopo la morte di Gesù e anche dopo le lettere di San Paolo, dove non è menzionato nessuno dei presunti episodi della vita del Cristo.
Quando furono scritti i vangeli, molti anni dopo la morte di Gesù, nessuno sapeva neanche dov'era nato. Ma in base ad una profezia dell'Antico Testamento (Mi 5,2) gli ebrei supponevano e si aspettavano che il messia (poi negato!) sarebbe nato a Betlemme.
(Rif. 800)
Gesù non ha mai scritto nulla (probabilmente non era in grado di farlo). Nessuno dei suoi ipotetici testimoni oculari: apostoli, seguaci, ecc. ha lasciato una sola riga su questo enigmatico personaggio. I suoi apostoli pare fossero persone talmente semplici da essere quasi sicuramente analfabeti.
Al di fuori dei soliti vangeli, nessuno ha mai testimoniato per iscritto gli eventi relativi alla sua nascita, ai suoi miracoli, al processo, alla sua morte o quant'altro lo riguarda.
Trattandosi di persona che avrebbe sconvolto il mondo e scompigliato la società di allora, con centinaia o migliaia di seguaci, questo lascia quantomeno perplessi e pone seri dubbi sulla sua reale esistenza.
Ammettendo, solo per ipotesi, che Gesù sia esistito allora doveva essere noto solo ai suoi parenti e ad un ristretto, quanto discutibile, gruppo di beduini della Giudea.
Tutto ciò che si sa di lui è stato scritto qualche secolo dopo la sua presunta esistenza, facendo man bassa su tutti i miti allora esistenti e noti nell'ambito dell'Impero Romano (e non solo), con una fantasiosa costruzione a tavolino resa poi "ufficiale" e "credibile" dagli interventi autoritari di Costantino nel quadro del Concilio di Nicea.
Pertanto si può ritenere tutte le fonti che seguono artatamente false e prive di fondamento.
Ciò premesso, tutti i fatti, gli eventi, e quant'altro riportato come "Mito o Leggenda", pur essendo necessariamente inattendibili, sono stati ricavati dalle seguenti fonti che restano comunque le uniche disponibili per addentrarci nella favola:
- FONTI CANONICHE
- Vangelo secondo Matteo
- Vangelo secondo Marco
- Vangelo secondo Luca
- Vangelo secondo Giovanni
- Atti degli apostoli di Luca
- Lettere apostoliche di Paolo
- Apocalisse di Giovanni
- VANGELI APOCRIFI
- Proto vangelo di Giacomo
- Vangelo dello pseudo Tommaso
- Vangelo dello pseudo Matteo
- Vangelo dell'infanzia arabo-siriaco
- Vangelo dell'infanzia armeno
- Libro sulla natività di Maria
- Storia di Giuseppe il falegname
- Vangelo degli ebioniti
- Vangelo dei nazarei
- Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli ebrei)
- Vangelo di Pietro (ritrovato nel 1886?)
- Vangelo di Nicodemo
- Vangelo di Maria (ritrovato nel 1896?)
- Ciclo di Pilato (anafora, paradosis e morte)
- Dichiarazione di Giuseppe d'Arimatea
- La vendetta del Salvatore
- Vangelo di Bartolomeo
- Dormizione della S.Madre di Dio, di Giovanni il Teologo
- Transito della Beata Vergine, dello pseudo Giuseppe d'Arimatea
- Atti di Giovanni il Teologo
- Atti di Tommaso
- La Didachè (Dottrina dei 12 Apostoli)
- Il Vangelo di Giuda
- VANGELI GNOSTICI DI NAG HAMMADI (Alto Egitto/1945 e.v.)
- Vangelo di Tommaso (Didimo)
- Vangelo di Filippo
- Vangelo di verità (Valentino)
- Apocalisse di Pietro
- Libro segreto di Giovanni
- L'origine del mondo
- VANGELI DUALISTICI
- Libro di Giovanni Evangelista
ATTENDIBILITA' E COMMENTI
Per quanto concerne i vangeli in generale occorre quindi ricordare:
- che si tratta di opere di fede, finalizzate alla diffusione di un credo, chiuse nel loro contesto e quasi sempre in disaccordo con gli
eventi storici;
- di nessun vangelo, canonico od altro, esiste lo scritto originale; oggi disponiamo solo di copie di....copie, ecc. che durante i secoli hanno subito innumerevoli manipolazioni e modifiche per adattare i loro contenuti alle esigenze ad agli interessi del clero;
- i testi originali della maggior parte dei vangeli sarebbero stati scritti in ambiente greco/romano ed in lingua greca. Essi erano rivolti a fruitori non ebrei e per essere tollerati a Roma, e nei paesi sotto il suo dominio, dovevano eliminare qualsiasi riferimento circa l'attività politica svolta dal presunto Gesù. La massima preoccupazione degli autori è stata quella di addossare la colpa della condanna di Gesù agli ebrei anziché a Roma, fomentando cosi un odio bestiale ed implacabile verso l'ebraismo "deicida", destinato a durare due millenni;
- per quello che oggi si conosce, o si può arguire, nessun vangelo è stato scritto prima della distruzione di Gerusalemme (70 e.v.); è molto probabile che i più antichi risalgano alla fine del II secolo, duecento anni dopo la nascita di Gesù;
- i vangeli, in generale, non sono d'accordo su nessuno dei fatti più importanti della vita di Gesù. Nessuno degli autori ha mai conosciuto Gesù ed ascoltato le parole che vengono trascritte con tanta enfasi; i vangeli sono stati redatti su voci, racconti e miti ripresi, in maggior parte, da altri culti.
Jerome Neyrey: la cosa più importante è che noi realisticamente non sappiamo chi abbia scritto i vangeli.
(Rif. 344)
Rudolf Bultman: i racconti dei vangeli sono tali che noi non possiamo sapere nulla su ciò che concerne la vita e la personalità di Gesù.
(Rif. 346)
Thomas Paine: quando i mitologisti della chiesa fondarono il loro sistema, essi raccolsero tutti gli scritti che poterono trovare e li rielaborarono a loro piacimento.
(Rif. 342)
C.Denni Mc Kinsey: Gesù è una figura mitica aderente alle tradizioni della mitologia pagana; chiunque voglia credere che Gesù visse e camminò come un essere umano lo fa a dispetto delle evidenze e non per causa loro.
(Rif. 348)
Voltaire: E' una questione grossa individuare i primi Evangeli. Quel che risulta [.....] è che nessuno dei primi padri della chiesa, fino ad Ireneo incluso, cita mai nessun passo dei quattro Evangeli che noi conosciamo.
(Rif. 410)
U. Ranke-Heinemann: I vangeli altro non sono che un tessuto di favole dannose e di "kitsch" di cattivo gusto.
(Rif. ***)
Infine ricordiamoci di J.P. Goebbels, ministro responsabile della propaganda nazista, che 2000 anni dopo soleva dire ai suoi collaboratori: Non importa quanto sia grande la bugia che volete raccontare. L'importante è che la raccontiate con ferma determinazione e soprattutto che la ripetiate infinite volte e con convinzione; alla lunga la gente finirà col crederci.
ALTRE NOTE INFORMATIVE SUI VANGELI
A - SUI VANGELI CANONICI
Oggi, dopo infiniti rimaneggiamenti e ridefinizioni del Canone, sono quelli riportati nella versione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana e pubblicati nella Bibbia. (La parola di dio cambia secondo le mutevoli esigenze del clero).
(Rif. 130)
I quattro vangeli considerati canonici sarebbero stati scelti, inizialmente da Ireneo di Lione (metà del II secolo) in base a criteri alquanto singolari:
- dovevano essere quattro come i quattro punti cardinali (le 4 regioni del mondo)
- dovevano essere quattro come i quattro venti principali
- dovevano essere quattro come le prime quattro creature viventi e cioè:
- il leone (Marco),
- il vitello (Luca),
- l'unicorno (Matteo)
- l'aquila (Giovanni).
Oppure, secondo un'altra versione, quattro come gli esseri animati:
- il leone (Marco),
- il toro (Luca),
- l'uomo (Matteo)
- l'aquila (Giovanni).
E' il cosi detto vangelo quadriforme secondo la stessa definizione di Ireneo di Lione.
Con il suo libro "Contro gli Eretici" Ireneo si scaglia violentemente contro gli ebrei accusandoli dell'assassinio del loro Signore; queste accuse verranno poi riprese da Costantino mediante pesanti atti di discriminazione giuridici e razziali.
Si tramanda anche che, durante il concilio di Nicea, tutti i vangeli allora conosciuti (canonici ed apocrifi) siano stati messi alla rinfusa su di un altare. L'intervento dello spirito santo fece cadere a terra i vangeli "non autentici" risparmiando naturalmente quelli canonici a noi noti.
(Rif. 410)
E' certo che gli evangelisti non furono apostoli di Gesù; primo perchè sono sovente in dissonanza (se non disaccordo) tra di loro; secondo perchè avrebbero dovuto raggiungere una età alquanto inconsueta per quei tempi. Ad esempio: Giovanni avrebbe dovuto vivere sino a 110 anni, Matteo almeno 70 anni.
Cosa poco probabile visto che, a quei tempi, la vita media era di circa 30 anni.
In questi ultimi anni è stata avanzata una nuova ipotesi: secondo l'Università di Tubinga, i vangeli di Matteo, Marco e Luca sarebbero derivati da un precedente documento detto "Q" (dal tedesco: quelle = fonte) del quale però poco si sa. Qualcuno ipotizza trattarsi di un proto-vangelo, utilizzato dalla Nuova Chiesa di Gerusalemme, per memorizzare fatti ed eventi riguardanti questo singolare messia (cosidetti Loghia).
In particolare:
- Vangelo di Marco sarebbe stato scritto a Roma dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme. E' ritenuto il più antico dei tre vangeli sinottici.
Altri sostengono sia stato scritto in oriente (Siria?) forse in lingua aramaica.
- Vangelo di Matteo decisamente derivato da quello di Marco mentre dovrebbe essere il contrario se è vero che Matteo (Levi) era l'apostolo di Gesù.
A parte le solite falsità inventate dai preti, su Matteo Evangelista non si sa praticamente nulla; da come scrive si può ipotizzare che non fosse ebreo, mai vissuto in Palestina ignorando persino l'ubicazione dei suoi principali luoghi.
(Rif. 875)
- Vangelo di Luca su questo evangelista sono state fatte molte ipotesi:
- era un gentile,
- era un ebreo ellenizzato,
- era una donna,
- era un medico siriano, convertito da Paolo in Antiochia.
Si ipotizza anche che Luca abbia derivato il suo vangelo da quello gnostico attribuito a Marcione. Luca è stato anche l'autore degli Atti degli Apostoli.
- Vangelo di Giovanni non sinottico, va decisamente contro corrente e descrive un Gesù del tutto particolare rispetto agli altri tre vangeli.
Le differenze rispetto agli altri tre risultano sostanziali:
- diversità nella identificazione degli apostoli
- la resurrezione di Lazzaro è soltanto sua
- Gesù NON è stato processato e condannato a morte dagli ebrei.
Se è vero che era l'apostolo di Gesù (Giovanni figlio di Zebedeo) allora era un pescatore ebreo analfabeta che avrebbe scritto questo vangelo all'età di 100 anni circa. In precedenza avrebbe scritto l'Apocalisse.
Circola l'ipotesi che l'autore di questo vangelo e dell'Apocalisse sia stato un certo Cerinto, un discepolo gnostico, che avrebbe sfruttato il nome di Giovanni per attribuire una certa credibilità(?) ai suoi scritti.
Per quanto riguarda l'Apocalisse è evidente che i motivi sono tratti da
precedenti apocalissi contenuti nel Vecchio Testamento e redatti da Daniele,
Enoch, Baruc, Esdra ed Elia; altre analogie si incontrano anche nei testi scritti in persiano antico della religione dei zoroastriani.
Una ipotesi recente è quella di P.Benvenuto (Rif. 444), il quale sostiene che i compilatori dei vangeli canonici si siano basati su precedenti documenti (pseudo vangeli?) quali:
- Vangelo dei dodici (Gerusalemme): una raccolta di materiale evangelico a cura della Nuova Chiesa di Gerusalemme, in ebraico e antecedente l'anno 36 e.v. (forse: la Didache' ??)
- Vangelo ellenista (Antiochia): traduzione in greco della raccolta a).
- Vangelo paolino (Efeso/Filippi): traduzione in greco del materiale a) corredato con concetti espressi da Paolo. Portato ad Efeso da Sila.
- Vangelo dei timorati di dio (Cesarea): traduzione in greco del materiale a) con aggiunta di passi catechistici, a cura di Filippo. E quindi:
- Marco, a Roma, avrebbe derivato il suo vangelo da b+c.
- Matteo, ad Antiochia, dopo la caduta di Gerusalemme, avrebbe derivato il suo vangelo da b+d.
- Luca, in Grecia, intorno al 62 e.v., avrebbe derivato il suo vangelo da c.
- Giovanni, ad Efeso, intorno al 90-100 e.v., avrebbe compilato il suo vangelo in maniera autonoma.
Una ulteriore ipotesi (da comprovare) sostiene che la prima forma scritta dei vangeli sia derivata da una fonte primitiva detta Ur-Markus.
In particolare, per quanto riguarda il "Vangelo dei dodici" (a) occorre precisare:
- sino ad oggi nessuno ne ha rilevata l'esistenza certa
- se anche esisteva e se i vangeli sinottici fossero derivati da questo documento, allora bisognerebbe ammettere che la Nuova Chiesa di Gerusalemme abbia, a suo tempo, recepito le idee di Paolo, contrariamente a quanto si può arguire dagli Atti di Luca.
Per quanto poi concerne La Didachè (greco = insegnamento, dottrina, dottrina dei dodici apostoli), si tratta di un documento, redatto in greco, ritrovato a Costantinopoli nel 1056 e rimasto sepolto sino al 1873 nell'archivio della Chiesa Metropolita di Gerusalemme. Non si conosce l'autore di questo documento, probabilmente scritto in Siria; l'ipotesi più probabile è che sia di scuola e di origine ebraica.
Riportato alla luce nel 1873 dal metropolita Filoteo Bryennios, venne indicato come un "manuale primitivo di diritto canonico", di istruzioni liturgiche e di catechesi. Qualcuno lo ritiene di origine antichissima e suppone sia stato la fonte di ispirazione dei tre vangeli sinottici.
D'altro canto la chiesa non l'ha mai incluso nel Canone e cerca, quanto meno, di minimizzarne l'esistenza anche se un brano dello stesso è riportato negli attuali breviari (Liturgia delle Ore).
- Atti degli Apostoli testo attribuito a Luca, narra quanto accaduto nel periodo che va dalla morte di Gesù alla misteriosa scomparsa di Paolo. La chiesa ritiene sia stato composto verso la fine del primo secolo.
B - SUI VANGELI APOCRIFI
Sono oltre trenta lavori che hanno visto la luce in un arco di tempo molto ampio, dal II secolo al XIX secolo. L'ultimo scoperto è il vangelo di Pietro ritrovato nel 1886 e.v. Alcuni di questi vangeli sono talmente fantasiosi e fiabeschi che vien fatto di chiedere a quali categorie di credenti fossero indirizzati.
La loro prima stesura è comunque molto incerta. E' probabile siano stati scritti originariamente in greco e poi più volte tradotti e ritradotti in copto, siriaco, ecc; non è neanche chiaro da dove siano derivate le versioni in italiano oggi disponibili.
Trattarne diffusamente esula dai limiti di questo testo perciò, per maggiori
informazioni, si rimanda a M. Craveri: I Vangeli Apocrifi.
(Rif. 330)
C - SUI VANGELI GNOSTICI
Sono stati scoperti di recente (1945 in Egitto, a Nag Hammadi). Si tratta di 52 testi copti (tra cui alcuni vangeli inediti) sepolti 1500 anni or sono in una giara di terracotta. Si ritiene che alcuni di questi testi, probabilmente copiati da originali greci, possano risalire al II secolo.
Probabilmente, dopo l'ordine di Atanasio, vescovo di Alessandria, di distruggere tutti i testi ritenuti apocrifi, qualche monaco del monastero di Nag Hammadi, disubbidendo al vescovo tolse dagli scaffali i 52 libri, li sigillò dentro una giara e li seppellì.

Sono stati tradotti inizialmente da Gilles Quispel e portati a conoscenza del pubblico nella meta degli anni 50.
Le fonti di tipo b) FONTI STORICHE sono in realtà abbastanza scarne e poco illuminanti.
Nel corso dei secoli la chiesa ha fatto di tutto per eliminare qualsiasi riferimento storico contrario alle sue idee. L'ultimo, maldestro tentativo risale agli ultimi anni del '900 con il tentato occultamento dei reperti di Qumran.
Gli storici, almeno nei primi secoli del dopo Gesù, pare abbiano completamente ignorato l'esistenza e l'attività del nostro soggetto. Gli altri, moderni, lavorano su ipotesi, sovente logiche e ragionevoli, quali oggi si possono formulare, alla luce delle recenti scoperte archeologiche.
PRECISAZIONI SULLE FONTI STORICHE
A - STORICI EBRAICI -
In generale gli storici ebraici, contemporanei di Gesù o di generazione immediatamente seguente, ignorano completamente la sua esistenza e le sue vicende. I casi sono due:
- la chiesa, nel corso dei secoli, ha sistematicamente revisionato i loro scritti e le successive traduzioni, in quanto contenenti notizie non positive e contrarie ai dogmi teologici della chiesa stessa;
- oppure si deve ammettere che il personaggio non era poi tanto rilevante da finire sugli annali storici o, addirittura, era inesistente.
Tra questi autori ricordiamo:
- PHILO JUDAEUS (Filone Alessandrino), nato nel 734 a.u.c.(20 a.C.) e morto nell'803 a.u.c.(50 e.v.), era a tutti gli effetti un contemporaneo di Gesù, vissuto nei dintorni di Gerusalemme.
Ha scritto note dettagliate sugli eventi accaduti in Palestina in quegli anni; di Gesù neanche una parola.
- GIUSTO DA TIBERIADE (opere scomparse rammentate da Pothius, patriarca di Costantinopoli)
- GIUSEPPE FLAVIO nato a Gerusalemme presumibilmente nel 791 a.u.c.(38 e.v.) e morto a Roma nell'853 a.u.c.(100 e.v.).
E' una delle fonti più citate anche se non mancano dubbi sulla genuina autenticità dei suoi scritti. Dei testi originali di questo autore praticamente non esiste più nulla. Circola una ipotesi, o il sospetto, che i suoi scritti sulla guerra giudaica siano stati manomessi e falsati dalla chiesa e poi rimessi in circolazione sotto il nome di Esegippo.
Si dice anche che, recentemente, sia stata scoperta una versione della sua opera "Guerra Giudaica" in lingua slava, risalente a vari secoli or sono, che pare sia fortunatamente sfuggita alle manipolazioni del clero. La notizia non è comunque comprovata.
Il personaggio è peraltro singolare. Riportiamo qui, fuori testo, una breve biografia di questo storico.
B - STORICI LATINI -
Anche gli storici latini non rammentano Gesù e le sue vicende. Solo alcuni citano, quasi per caso, i termini Cristo e cristiani. Ad esempio:
- SVETONIO - 69/140(e.v.) - nella sua opera biografica sugli imperatori romani, scrivendo di Claudio dice: ....l'imperatore Claudio scacciò da Roma i giudei che istigati da Cresto (Cristo), erano continuamente in lotta.
A proposito di Nerone scrive ancora: ....furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova e malefica....
- TACITO - 55/120(e.v.) - parlando di Nerone cosi si esprime: ....mise avanti come rei dell'incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo chiama cristiani, e infine inflisse loro i più raffinati supplizi. Quel nome essi derivarono da Cristo, che sotto il regno di Tiberio fu mandato a morte dal procuratore Ponzio Pilato.
Lo ignorano pure:
- PLUTARCO
- SENECA
- MARZIALE
- CASSIO DIONE
- PLINIO IL VECCHIO
- PLINIO IL GIOVANE
- e un'altra trentina di scrittori tra i più noti
Come si può constatare tutti questi storici ignorano l'esistenza ed il nome di Gesù; solo un paio di volte viene rammentato il titolo messianico Cristo (l'unto) e non certo in senso positivo; gli vengono attribuite caratteristiche assai poco spirituali, considerandolo fonte di disordini e di velleitarismo politico.
(Rif. 180,185,760,995)
Eppure il mitico Gesù avrebbe dovuto, con le sue gesta e i suoi miracoli, creare un notevole scalpore ed essere, di conseguenza, annotato negli annali storici del mondo allora noto.
§ 3 - IL CALENDARIO
Il calendario è una nota dolente. Catalogare cronologicamente eventi di natura storica presuppone l'esistenza di un metodo di scansione del tempo (calendario) non opinabile.
Purtroppo non è così; nel nostro mondo occidentale è invalso l'uso, indiscusso, del calendario gregoriano, che è assai meno preciso di quanto si possa immaginare. Quale valore si può attribuire ad a.C. e d.C. quando l'anno 1 di riferimento è messo in dubbio?
In questo testo si e' comunque scelto di fare riferimento al calendario gregoriano (e.v. = era volgare) integrandolo, a volte e quando necessario, con quello romano (a.u.c. = ab urbe condita).
Nell'inserto che segue, sono riportati alcuni indispensabili chiarimenti sui calendari, evitando però qualsiasi riferimento al fenomeno della Precessione degli Equinozi, scarsamente significativo data la brevità del periodo storico preso in esame (circa 7000 anni).
§ 4 - LE DATE RELATIVE A GESU'
Sulle date di nascita e di morte di Gesù Nazareno ci sono decine di "dotte opinioni", allo stesso tempo tutte valide e tutte criticabili che, indirettamente, avvalorano la tesi che si tratti di un personaggio mitico e quindi difficilmente databile.
Quello che ci mette seriamente in imbarazzo è Luca, il quale afferma che Maria ha avuto l'Annunciazione (cioè è rimasta in cinta) sotto Erode il Grande (morto il 4 a.e.v.) ed ha partorito durante il censimento di Quirino (anno 6-7 e.v.)(!!!!)
In effetti stabilire la data di nascita di Gesù è praticamente impossibile.
- NASCITA DI GESU' (secondo il mito)
L'unico documento che potrebbe dare delle indicazioni utili è il Vangelo secondo Luca il quale però, come sostenuto, malgrado le affermazioni rassicuranti dell'autore, sbaglia in maniera veramente eclatante.
A complicare le cose ci si mette poi anche Dionigi il Piccolo il quale, aggiungendo errore ad errore, ci porta completamente fuori strada.
A conti fatti, sulla base della tabella che segue, ricavata da Luca, dalla data del concepimento (annunciazione) a quella del parto, sarebbero trascorsi 11/12 anni. Se per il fedele questo potrebbe non essere un problema, è innegabile però il discredito che viene gettato sulla storicità della figura di Gesù.
EVENTO | RIFER. STORICO |
1 - PROEMIO (Luca) .....Tuttavia, anch'io, dopo aver indagato accuratamente ogni cosa fin dall'origine, mi sono deciso a scrivere con ordine, egregio Teofilo, affinché tu abbia esatta conoscenza di quelle cose intorno alle quali sei stato catechizzato.
. . . . . . . . . . | Da quello che segue non si direbbe abbia indagato molto.
|
- ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GIOVANNI BATTISTA Al tempo di Erode, re della Giudea, .......Dopo quei giorni Elisabetta concepì ma si tenne nascosta....... . . . . . . . . . . | Erode, (il Grande) re della Giudea, è nato nel 74(a.e.v.) e morto nel 4(a.e.v.) all'età di 70 anni. |
- ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GESU' Al sesto mese Dio mandò l'angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazaret, ad una vergine sposa di un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide ...... . . . . . . . . . . | Dopo sei mesi dall'annuncio ad Elisabetta. Infatti Gesù sarebbe nato tre mesi dopo Giovanni Battista. Quanto a Nazaret era un indirizzo difficilmente reperibile, visto che a quei tempi non esisteva. |
2 - NASCITA DI GESU' In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo censimento fu fatto da Quirino che era governatore della Siria........
.......Mentre si trovavano là, [Betlemme] giunse per lei [Maria] il tempo di partorire....... . . . . . . . . . . | Il censimento della Palestina è stato ordinato ed eseguito negli anni 6/7(e.v.) |
3 - LA PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA Era l'anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare; Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell'Idumea e della Traconitide;......... | Questo riferimento corrisponde all'anno 27/28(e.v.) circa. E' uno dei riferimenti base su cui Dionigi il Piccolo si è servito per calcolare, sbagliando, l'anno di nascita di Gesù. |
I riferimenti attribuiti a Luca sono tratti da:
LA BIBBIA - Nuova versione dai testi originali
Edizioni Paoline S.r.l., 1987
Imprimatur: Frascati, 12-11-1982
Sac. Carlo Meconi, Vic. Gen.
Dovendo comunque iniziare da qualche parte, sono state scelte, per questo lavoro, due date fondamentali:
- DATA DI NASCITA: la notte tra il 13 ed il 14 Novembre del 7 (a.e.v.) / 747(a.u.c.)
- DATA DI MORTE: ore 15 del 7 Aprile del 30 (e.v.) / 783(a.u.c.)
e non c'è nulla che possa far ritenere queste date peggiori o migliori di tante altre che vengono continuamente proposte. La data di nascita ha comunque il pregio, se così si può dire, di avvicinarsi molto alle ipotesi formulate, in proposito e in questi ultimi anni, dalla chiesa, presumibilmente basate sulle deduzioni a suo tempo fatte da Giovanni Keplero.
(Rif. 130,131)
Inoltre, queste due date si accordano, abbastanza bene, con quelle di concomitanti eventi storici, databili con un certo grado di sicurezza. Questo, comunque, non vuol dire che siano esatte: come si può dire quando è nato un individuo che probabilmente non è ...mai nato!
Ad ogni modo, ammettendone l'esistenza, il Gesù sarebbe vissuto su questa terra per 36 anni.
Altro motivo di imbarazzo è la reale durata della predicazione del Cristo:
- per Giovanni si tratta di un anno
- per Marco e Matteo due anni
- per Luca almeno tre (tre pasque?)
Un illuminato teologo, Monsignor Bosquet di Vanves, ha calcolato che Gesù, nel corso delle sue peregrinazioni in Palestina, abbia percorso una distanza di 2740 chilometri e 58 centimetri. Tutta la nostra riconoscenza a Mons. Bosquet anche se quello che ci preoccupa un poco sono i 58 centimetri.
In fondo, però, la cosa non ha molta importanza; quello che realmente importa è di non dimenticare i fatti e gli eventi che si tramanda siano accaduti.
§ 5 - I PRESUNTI GENITORI DI GESU'
SEPHER TOLDOS JESCHUT (Una Ipotesi)
Per completezza di informazione riprendiamo il brano che segue dal Dizionario Filosofico di Voltaire, alla voce Messia. Il brano risente molto del noto e viscerale atteggiamento antisemita dell'Autore; resta comunque il fatto che si tratta di un antico e poco noto documento (vero o falso che sia) che questo testo, considerate le premesse iniziali, non può esimersi dal riportare.
Fra tutte le opere dettate da questo loro accecamento, [degli ebrei] nessuna è così odiosa e stravagante come l'antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, rimesso alla luce da Wagenseil, nel II tomo della sua opera intitolata: Tela Ignea, ecc.
In questo libello si può leggere una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, forgiata con tutta la passione e la malafede possibili. Così, per esempio, vi si trova che un certo Panther o Pandera, abitante di Betlemme, essendosi innamorato di una giovine donna sposata a Jochanan, ebbe da questo commercio impuro un figlio che fu chiamato Jesua o Jesu. Poi il padre di questo bambino fu obbligato a fuggire, e si ritirò a Babilonia. Il piccolo Jesu da parte sua fu mandato a scuola; ma, aggiunge l'autore, ebbe l'insolenza di star a testa alta e scoperta davanti ai sacrificatori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto come era costume: atto che destò grande riprovazione, e attirò l'attenzione sulla sua nascita spuria, esponendolo così all'ignominia.
Questo Sepher Toldos Jeschut era conosciuto fin dal secondo secolo: Celso lo cita dandogli fede, e Origene lo confuta nel suo IX capitolo.
Un altro libro anch'esso intitolato Toldos Jeschut, pubblicato l'anno 1705 dallo Huldrich, segue più da presso l'Evangelo dell'infanzia, ma formicola di anacronismi e di grossolani errori. Fra l'altro fa nascere e morire Gesù sotto il regno di Erode il Grande, e vuole che davanti a questo principe sia stata mossa la causa dell'adulterio di Panther e di Maria madre di Gesù.
L'autore, che prende il nome di Jonathan e si dice contemporaneo di Gesù e abitante di Gerusalemme, dice che Erode consultò a questo proposito i senatori di una città della terra di Cesarea.
(Rif. 410)
E' probabile che questa interpretazione sia stata tratta dal libro "Contro i Cristani" di Celso (II-III sec.) il quale recita:
.....tu t'inventasti la nascita da una vergine: in realtà tu sei originario da un villaggio della Giudea e figlio di una donna di quel villaggio, che viveva in povertà filando a giornata. Inoltre costei, convinta di adulterio, fu cacciata dallo sposo, falegname di mestiere. Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti generò quale figlio furtivo. ........Tua madre dunque fu scacciata dal falegname che l'aveva chiesta in moglie, perchè convinta di adulterio e fu resa incinta da un soldato di nome Pantera.
Alcuni autori ritengono di aver individuato questo misterioso Pantera in:
Tiberio Giulio Abdeo, detto Panthera, centurione dell'esercito romano, presente in Palestina prima del 9 (e.v.).
Sarebbe morto a 62 anni e sepolto nei pressi di Bingerbruck (Germania) dove è stato trovato un monumento funebre a lui dedicato.
(Rif. 855, 330)
Un'altra interpretazione molto fantasiosa (forse troppo!) sostiene che Maria sia stata sedotta niente meno che da Tiberio (futuro imperatore) che da giovane si trovava in Giudea. Questo giustificherebbe le ambizioni di Gesù ad essere proclamato re dei giudei.
Una nuova versione dei fatti viene fornita da Luigi Cascioli,
prelevata dal Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli Ebrei).
(Rif. 760)
Ai tempi del secondo santuario, essendo imperatore Tiberio, e ai tempi di Erode II d'Israele, responsabile di azioni malvagie, come è raccontato nello Josippon, in quei tempi c'era un uomo della stirpe di David, chiamato Giuseppe, che aveva una moglie di nome Maria; egli era timoroso di Dio ed era discepolo del Rabbino Schimon ben Shatach. Abitava vicino a lui un malvagio, di nome Jochannan, trasgressore delle leggi ed adultero. Maria era una donna di bell'aspetto, ed il malvagio Jochannan aveva posto gli occhi su di lei, voleva possederla. Così seguiva sempre la donna ma in modo che lei non si accorgesse di nulla.
Il fatto avvenne nel mese di Nissan, alla fine della Pasqua, nel giorno di Sabato, a mezzanotte.
Poiché Giuseppe doveva recarsi al tempio per le cerimonie, questo malvagio si alzò di nottetempo e si appiattò vicino alla porta della casa. Quando Giuseppe uscì, Jochannan entrò in silenzio e giacque con Maria, mentre lei gridava, pensando che fosse il marito:
- Mio signore, mio signore, perchè ti accoppi con me? Non lo sai che ho le mestruazioni e sono impura? Allontanati da me, e non fare questa orribile azione, non suscitare l'ira divina. -
Ma il malvagio giacque con lei e lei rimase incinta di lui. Jochannan se ne andò via ma poco dopo ritornò per ripetere la stessa azione. Maria si ribellò ancora e, sempre convinta che fosse il marito, gli ripetè:
- Non ti è bastato offendere Dio una volta? Ora ritorni ancora? -
Il malvagio, dopo averla posseduta una seconda volta, se ne andò via dalla casa. La donna era addolorata e piangeva, e si colpiva forte il volto per il peccato commesso.
All'alba Giuseppe ritornò a casa e trovò la moglie che piangeva e si lamentava. Le chiese cosa avesse e lei gli rispose:
- Guai a noi e guai a mia madre che mi ha generato, e guai a te che hai commesso una così grave trasgressione, sapendo che ero mestruata sei venuto da me due volte questa notte senza timore di Dio! Cosa sarà di te il giorno del giudizio? -
Giuseppe così le rispose:
- Sei matta, forse hai fatto un sogno e hai pensato che fossi io! -
Ma Giuseppe aveva capito che il responsabile era il suo vicino ma non disse nulla alla moglie. Lo stesso giorno andò dal rabbino Shimon ben Shatach suo maestro il quale, dopo averlo ascoltato, gli disse:
- So che non hai testimoni, per cui la sola cosa che puoi fare per controllare se il figlio che nascerà sarà di Jochannan il malvagio, è di segnarti il giorno. -
Giuseppe, però, pensando che se fosse rimasto a Gerusalemme gli sarebbe venuta grande vergogna e disprezzo per ciò che era avvenuto a sua moglie, la quale sarebbe rimasta incinta non certo di lui che tutti sapevano non aver mai avuto contatti con lei, decise di partire per trasferirsi in Babilonia lasciando la moglie nella sua casa.
Dopo nove mesi avvenne che Maria partorì un figlio a cui dette il nome di Giosuè che era il nome di suo zio, fratello di sua madre. Lo circoncisero a otto giorni.
Maria non avendo mai saputo ciò che era veramente successo, rimase nella convinzione che Giosuè fosse il figlio di suo marito Giuseppe anche se tutti sapevano la verità perchè Jochannan il malvagio lo aveva raccontato alla gente del paese. Tutti parlavano di questo fatto, mentre lei non ne sapeva nulla.
Quando il ragazzo crebbe lo mise in una scuola per studiare la Torah e quel bastardo era intelligente tanto che in un giorno imparava ciò che agli altri non bastava un anno. Per questo che da quel giorno i rabbini dissero:
- I bastardi sono intelligenti ma lo sono di più se figli di una mestruata. -
Giuseppe, marito di Maria, stava in Babilonia lontano da Gerusalemme due mesi di viaggio. Mai chiese di lei nè fece sapere ad alcuno la sua questione e colà rimase per tutta la vita.
Un giorno, durante una lite con i compagni, Giosuè venne a sapere da questi che era un bastardo figlio di una mestruata. Ritornato a casa raccontò tutto alla madre, la quale, dopo essersi accertata che il fatto fosse vero, rimase così sconvolta che gli tolse il nome Giosuè, suo zio, e lo chiamò Gesù.
§ 6 - DEMOGRAFIA E NUMERI
Alcune cifre strabilianti ed assai poco realistiche che, ogni tanto ci vengono prospettate dagli storici dell'antichità, possono avere due possibili giustificazioni:
- la difficoltà di comunicare, di accedere ad informazioni di prima mano ed una visione, necessariamente parziale, del mondo in cui vivevano, può averli indotti in errore, tanto da alterare determinati valori sino all'inverosimile;
- oppure la necessità di compiacere i loro mecenati, dei quali descrivevano le gesta, esaltando le loro imprese a volte con cifre decisamente esagerate.
Pertanto, prima di procedere nella lettura delle cronologie riportate in questo testo, occorre prendere visione di quanto contenuto nel seguente Inserto 03; aiuterà a ridimensionare ed a rendere più comprensibili ed accettabili determinati eventi.
INSERTO 03 - Note Demografiche (secondo recenti studi)
Secondo le ultime conoscenze scientifiche:
- l'universo avrebbe cominciato ad espandersi da circa 14-15 miliardi di anni fa (Big-Bang);
- la vita sarebbe apparsa sulla terra da circa 4 miliardi di anni;
- l'apparizione dell'uomo (homo sapiens sapiens) risalirebbe ad oltre 160 mila anni or sono;
- da allora sarebbero vissuti sulla terra oltre 100 miliardi di individui definibili come umani (umanoidi), che solo il prete, con un'imbarazzante e arzigogolata menzogna, può dirvi che fine abbiano fatto (oppure negare sfacciatamente la loro esistenza).
La seguente tabella, compilata sulla base di autorevoli fonti (Rif. 200,202,203,205, 208,210,215), mette subito in evidenza alcuni valori essenziali per la corretta valutazione degli eventi, almeno in chiave demografica, accaduti ai tempi di Gesù.
(Le cifre in parentesi sono stimate e/o calcolate).
ANNO e.v. | POPOLAZ.MONDIALE (Milioni) | DETTAGLI (Milioni) |
| - 10000 | (?) | Primi tentativi di agricoltura |
| - 8000 | (10) | Primi insediamenti agricoli permanenti |
| - 5000 | (100) | Messa a coltura della Valle del Nilo |
| - 4000 | (125) | Messa a coltura della Valle dell'Indo |
| - 2500 | (175) | Prime applicazioni dell'uso dei metalli |
| - 1000 | (190) | . |
| - 600 | (200) | . |
| - 300 | (220) | Di cui: Cina=50 |
| 1 | (250) | Inizio dell'Era Volgare Di cui: Europa=35 di cui: Italia=4 India=45 Cina=58 (Primo censimento cinese) Impero Romano=26 |
| 200 | (255) | Di cui: Europa=38 Vicino Oriente=18 Impero Romano=35 / 50(?) |
| 400 | (260) | Di cui: Europa=32 |
| 600 | (300) | Di cui: Europa=30 |
| 800 | (330) | Di cui: Europa=35 |
| 1000 | (365) | Di cui: Europa=40 di cui: Italia=5 |
| 1200 | (400) | . |
| 1300 | (420) | Di cui: Europa=70 di cui: Italia=12 |
| 1400 | (435) | . |
| 1500 | (450) | Di cui: Europa=85 |
| 1600 | (470) | Di cui: Europa=89 di cui: Italia=13 |
| 1650 | 500 | . |
| 1700 | (650) | Di cui: Europa=125 |
| 1760 | (780) | Di cui: Europa=140 (Cristiani=50) |
| 1800 | (820) | Di cui: Europa=146 di cui Italia=18 |
| 1830 | 1000 | . |
| 1900 | (1700) | Di cui: Europa=295 di cui Italia=33 |
| 1950 | 2500 | . |
| 1976 | 4000 | . |
| 1989 | 5240 | . |
| 2000 | 6000 | Di cui: Europa=510 di cui Italia 57 |
| 2010 | (6890) | Di cui: Terzo Mondo=5670 |
| 2020 | (7500) | . |
| 2025 | (8000) | Di cui: Terzo Mondo=6800 |
Occorre sempre tenere presente che, all'inizio dell'Era Volgare, la vita media di un individuo è stata stimata in 30 anni.
(Secondo Deevey Edward - The Human Population - vi è invece ragione di ritenere che fra l'8000 e il 4000 (a.e.v.), come conseguenza della rivoluzione agricola, l'umanità sia aumentata di circa 16 volte.)
Tenuto conto della tabella, si possono fare alcune osservazioni sulla Palestina, anche se mancano molti elementi per un calcolo preciso:
- - nell'anno 754(a.u.c.), anno 1(e.v.), la popolazione dei territori conquistati e facenti parte dell'Impero Romano era di circa 26 milioni di individui;
- - la superficie dei territori conquistati poteva essere di circa 6 milioni di Kmq;
- - la Palestina entro i suoi confini, come allora definiti, aveva una superficie di circa 20.000 Kmq, una parte estremamente modesta dell'impero;
- - parte del territorio palestinese era di natura desertica e, quindi, più adatto alla pastorizia che a consistenti insediamenti agricoli; si può perciò supporre una densità di popolazione, per Kmq, molto modesta.
- - tutto il territorio palestinese era stato conquistato, ed era tenuto sotto dominazione, con un impiego di truppe decisamente ridotto. Infatti l'esercito di occupazione era composto da 3 coorti di legionari, pari a 1800 uomini, più altri 1200 militi facenti parte della cavalleria o appartenenti a gruppi ausiliari composti da soldati greci, siriani e arabi.
(Rif. 130)
Vagliando tutti gli elementi disponibili e tenuto conto di una miriade di fattori, qui non elencati, si può, molto grossolanamente, stimare una popolazione palestinese residente compresa tra 160.000 e 240.000 persone. L'incertezza è grande ma qualche conferma, indiretta, ci può venire dall'esame di un altro aspetto: superficie e popolazione di Gerusalemme.
La città, a quell'epoca, affidandoci alle mappe contenute in Rif. 130, poteva avere, entro le mura, una superficie di 1.500.000 mq. in proiezione orizzontale. A questo occorre togliere 135.000 mq. per lo spazio occupato dal Tempio ed almeno altri 200.000 mq. per spazi destinati ad edifici pubblici, palazzi residenziali, fortificazioni ecc.; restano perciò 1.165.000 mq. destinati a vie di comunicazione cittadine e case di abitazione, senza dimenticare che la città non è in piano (si eleva sino a 750 metri s.l.m.) e, quindi, la superficie non è perfettamente godibile.
Anche se conti precisi non se ne possono fare, si può però ragionevolmente pensare che l'area entro le mura e gli agglomerati fuori porta potessero ospitare dai 30.000 ai 35.000 abitanti.
R. Laurentin (Rif. 378) ritiene che gli abitanti di Gerusalemme potesse essere circa 25000.
Durante particolari festività religiose era probabile che tale popolazione raddoppiasse.
Un riferimento improprio ma orientativo: nel 424 (a.e.v.) Alessandro il Grande parte, per raggiungere l'India, con un esercito di soli "23000 uomini".
(Rif. 250)
Alle soglie del terzo millenio i cristiani nel mondo sono circa un miliardo. Di questi circa 600 milioni appartengono alla setta cattolica; gli altri appartengono alle altre numerose sette quali: protestanti, ortodossi, pentecostali, anglicani, ecc. Nella sola America del nord sono state contate oltre 500 distinte forme di cristianesimo.
§ 7 - LE POSSIBILI CHIAVI DI LETTURA
A questo punto è inutile continuare ad ignorare il fatto che l'argomento trattato (anche il modo di esporlo e gli inevitabili commenti) potrebbe essere recepito, da taluni lettori, come dissacrante, irriverente ed anticlericale.
Trattandosi di una esposizione atea e razionale: anticlericale lo è per forza di cose!
Anche se il recepire o meno certi messaggi, dipende molto dalla conoscenza, dalla formazione e dal substrato culturale di chi legge.
Al di là di qualsiasi spunto polemico, si può affermare che esistono due possibili chiavi di lettura per il contenuto di questo testo.
La prima può essere quella suggerita, indirettamente, da S.Ignazio di Loyola (1491-1556 e.v.) che, ai suoi tempi, affermava:
- Noi dobbiamo essere pronti a credere che ciò che vediamo è bianco,
quando invece è nero, se la gerarchia della chiesa ha deciso così.
L'altra chiave la suggerisce Voltaire il quale, malgrado tutto ciò che si è detto di lui, non era affatto ateo ma un deista convinto:
- Il dubbio è scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno.
PARTE II - I Miti e le Credenze del Passato
Questa parte della nostra cronologia intende ricordare, e dare il dovuto rilievo, ai numerosi culti e alle credenze che si sono sviluppate, (e hanno influenzato il primo impianto del cristianesimo) nel corso dei millenni, a partire dalle primordiali manifestazioni di "fede" derivate dal culto naturale e primigenio del "sole" e da quello della "dea madre" (i cosi detti culti della fertilità).
PERIODO: Preistorico
"Qualche decina di migliaia di anni or sono, un primate della famiglia delle grandi scimmie, l'Homo Sapiens Sapiens, prese coscienza di sè e cominciò ad utilizzare la straordinaria capacità di poter "opporre il pollice alle altre dita della mano"; questo gli consentì di costruirsi strumenti ed utensili, più sofisticati del semplice primitivo randello, atti a rendere più agevole e meno precaria la sua esistenza.
Quasi contemporaneamente, sempre in questo periodo, l'uomo sviluppò la capacità di comunicare, articolando un certo numero di fonemi in sequenze logiche e coordinate.
La possibilità di poter trasmettere messaggi e di riceverli permise all'uomo di sviluppare la cooperazione con i suoi simili, rendendo più efficaci le sue azioni, costruendo oggetti sempre più complessi, grazie allo scambio di reciproche esperienze.
Il linguaggio articolato permise, ben presto, di andare oltre la comunicazione delle banali e quotidiane esperienze, ma consentì di esprimere anche quelle fantasie, quei fantasmi e quelle angosce che animavano la mente di questi primi uomini.
Ben presto gli uomini cominciarono a chiedersi il perchè della loro esistenza e come intervenire contro le forze di una natura sovente ostile ed, infine, la maggior parte di essi si convinse della esistenza di cose impossibili da spiegare e con le quali era necessario convivere.
La maggior parte ma non tutti.
Alcuni continuarono, quasi inconsciamente, a riproporsi domande di natura esistenziale ed infine ai tanti perchè qualcuno riuscì a dare una risposta che pareva plausibile: "potenze misteriose ed esseri sovra-naturali dovevano governare ed influenzare le forze della natura."
(Rif. ***)
E' stata una delle idee più nefaste del genere umano: erano nati gli spiriti, gli dei, ma era anche nata la convinzione di poterli in qualche modo influenzare con implorazioni, doni e sacrifici.
L'invenzione degli dei e la convinzione di poterli ammansire con regalie di cibi e di animali sacrificali suggerì a qualcuno, più scaltro degli altri, di porsi come intermediario tra gli uomini e gli dei, vantando qualità e poteri che esistevano solo nella sua fantasia ma che gli altri, per ignoranza o per oscuri timori, non erano comunque in grado di contestare.
Questo diede luogo alla seconda e più funesta invenzione dell'umanità: lo sciamano, lo stregone, il sacerdote, il prete, o altro che dir si voglia.
All'inizio gli sciamani-stregoni si limitarono ad esercitare forme di magia primitiva atte ad esorcizzare la cattiva sorte nella caccia, nella malattia (prime forme di medicina che davano credibilità a chi le praticava), nella disgrazia ma, in particolare combattere quel senso di stupefatto terrore che colpiva i nostri antenati quando sognavano apparizioni di persone, a loro care, già defunte. Stava nascendo il concetto di "spirito-anima" e la conseguente "intossicazione-religiosa".
In tempi relativamente recenti (fine 1800) sono state scoperte in Europa numerose grotte
Francia: Lascaux, Niaux, Chauvet, ecc.
Spagna: Altamira, El Castillo, ecc.
molto profonde e decorate con migliaia di disegni primitivi di animali e con strani simboli di difficile interpretazione.
Le datazioni al radiocarbonio fanno risalire queste pitture da 32000 a 13000 anni fa e quindi eseguiti da uomini di Cro-Magnon o da loro sciamani. Le interpretazioni avanzate dagli esperti sul significato e utilità di questi disegni sono diverse e discordanti e vanno da:
- simboli propiziatori della caccia
- simboli propiziatori della fertilità
- simboli di qualche primitiva forma di religione.

(Rif. 712)
Successivamente lo sciamano-prete, in cambio di riti propiziatori, sempre più complessi e di sua invenzione, cominciò ad accaparrarsi i doni destinati agli dei, attribuendo a se stesso il merito di ciò che andava bene ed era normale e scaricando, con subdole motivazioni, le colpe di ciò che non andava affatto bene, malgrado i riti, su quelli che lo mantenevano, accusandoli magari di "poca fede".
Poco alla volta il sacerdote divenne sempre più esoso e prepotente, pretendendo sacrifici sempre più onerosi, sino a giungere ai sacrifici umani di vergini e di giovinetti, scannati o bruciati vivi, per soddisfare l'ambizione di un potere disumano e la sete di ricchezza della classe sacerdotale.
Studi recenti lasciano intuire il sospetto che questi sacerdoti si nutrissero, durante i loro riti, della carne delle loro vittime. D'altro canto il cannibalismo, rituale o meno, è stato un fenomeno esteso e non ancora del tutto estinto, e presente presso certe etnie dell'Oceania.
In seguito, una lenta ma inarrestabile evoluzione, convinse infine gli uomini della inutilità di certi barbari sacrifici, costringendo allo stesso tempo il prete a difendere le sue posizioni di potere con motivazioni sempre più sottili, ambigue ed incomprensibili.
Si sostituirono così alle vecchie paure ancestrali, ormai in parte sopite,
le nuove frottole sull'anima, su chi governa il mondo, sull'aldilà, sul dopo la morte, sulla vita eterna, ecc.
Il concetto di "magia" si stava lentamente evolvendo in quello più complesso di "religione". Religione che, a detta di Spinosa, per la maggior parte della gente significa solamente professare il massimo rispetto per il prete ingannatore e profittatore che si vanta di avere rapporti con un dio misterioso e incomprensibile che solo lui conosce.
Occorreranno millenni prima che il concetto di religione venga a sua volta purificato e ricondotto a quello di "scienza", destinata ad estirparlo.
(Rif.710,752,***)
PERIODO: Protostorico
Nascono in questo periodo (alcuni sostengono tra il 13000 ed il 10000 a.e.v.) i "culti solari", diffusi praticamente in tutto il mondo, con gerarchie sacerdotali e riti ben organizzati.
Secondo alcuni autori anche la Massoneria risalirebbe a questo primitivo e indefinibile periodo, ma si tratta evidentemente di un mito.
Sempre secondo questo mito, la rete sovrannazionale delle confraternite massoniche sarebbe il più antico e mai interrotto culto/credenza del mondo, risalente a migliaia di anni or sono, al tempo in cui gli uomini cominciarono a costruire i primi edifici in pietra.
La religione cristiana e la massoneria avrebbero, in fondo, una origine comune: entrambe derivano, direttamente o indirettamente, dagli antichissimi culti solari. La differenza sostanziale tra i due culti è che la religione cristiana è una parodia del culto del Sole, dove al posto del Sole stesso è stato messo un uomo chiamato il "Cristo".
Nella Massoneria, invece il Sole è rimasto tale e la sua immagine è, ancora e sempre, il grande emblema ornamentale delle Logge massoniche e dei relativi costumi da cerimonia.
Il mito (o cerimoniale massonico) tende (o auspica) in linea di massima, al rinnovamento dei miti o delle credenze pagane, onorando un ente supremo che viene definito GRANDE ARCHITETTTO dell'unniverso, cioè un altro dio che si sovvraporrebbe (o si sostituirebbe) agli enti monoteistici, ai quali fanno riferimento il giudaismo, il cristianesimo e, infine, l'islamismo.
E' pertanto con una certa perplessità che il pensiero razionale, espresso in questo sito, si accorda con fatica ai pur tanti meriti espressi dalla massoneria, durante il decorrere dei secoli.
(Rif.710,374)
Nel corso dei millenni, numerose credenze sono apparse e scomparse per soddisfare a determinate esigenze sociali, economiche, e politiche. In certe circostanze l'essere umano è stato costretto a credere, come a respirare, per poter soppravvivere.
L'esistenza terrena, è stata posta come una forma di passaggio, che invita ad adeguarsi alla realtà e all'accettazione del destino e delle norme della tribù, predicando che la ricompensa, che si trova sempre nell'aldilà, promette un paradiso ricolmo di delizie e di rivalse. La dottrina diventa così un un elemento di controllo e di battaglia politica.
CULTI SOLARI E DELLA FERTILITA'
Questo è un breve accenno alle caratteristiche dei miti che risalgono alla notte dei tempi. Vengono qui elencati solo alcuni concetti elementari che erano alla base dei primi culti solari apparsi sulla Terra.
Il motivo per cui tutti i racconti mitici sono così simili tra di loro come, ad esempio, l'uomo-dio crocifisso e risorto, che opera miracoli e che ha 12 apostoli, dipende dal fatto che tutte queste narrazioni sono ispirate al moto del sole attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo millenario di idee astro-teologiche, avvenute in ogni parte del mondo, in quanto i 12 segni dello zodiaco possono essere osservati ovunque.
In altre parole, Gesù e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono soltanto personificazioni dell'entità solare e, tra questi, la favola evangelica è soltanto una piatta ripetizione di una comune ricetta mitologica, basata sul creduto movimento del sole intorno alla terra.
Molti degli uomini-dio crocifissi, in ogni parte del mondo, hanno in comune la data di nascita fissata al 25 Dicembre. Questo è dovuto al fatto che i nostri antenati, attenti osservatori del cielo, avevano notato (da una prospettiva geocentrica) che il sole si abbassa annualmente verso l'orizzonte, sino alle date del 21/22 Dicembre, solstizio d'inverno, dove sembra restare fermo per circa tre giorni, per poi riprendere nuovamente il suo percorso ascendente sino allo zenit del solstizio d'estate. Durante questo periodo gli antenati credevano che il sole morisse (allegoricamente), per tre giorni, per poi risuscitare il 25 Dicembre.
In sintesi:
- Il sole muore per tre giorni a partire dal 22 Dicembre, solstizio d'inverno, quando arresta il suo movimento discendente, per poi tornare a nascere, o risuscitare, il 25 Dicembre, riprendendo il suo movimento ascendente.
- In alcune zone della terra, il calendario, in origine, iniziava nella costellazione della Vergine e quindi il sole risulterebbe partorito da una Vergine.
(N.B.: La precessione degli equinozi ha modificato questo concetto).
- Il sole è la "Luce del Mondo".
- Il sole cammina sopra le nubi e tutti lo possono osservare.
- Il sole che sorge al mattino è il "salvatore" del genere umano.
- Il sole porta una corona o aureola: la "corona di spine".
- Il sole cammina sulle acque (come riflesso).
- I seguaci del sole, "apostoli o discepoli" sono i 12 mesi dell'anno, o anche i 12 segni delle costellazioni (zodiaco) attraverso i quali il sole stesso dovrà passare.
- Il sole a mezzogiorno, quando raggiunge lo zenit, si trova nella casa, o tempio dell'Altissimo.
- Il sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte; quindi il sole (figlio di dio) inizia il suo ministero al trentesimo anno.
- Il sole è appeso ad una croce (crocifisso) e questo simboleggia il suo passaggio attraverso gli equinozi e, cadendo a Pasqua l'equinozio di primavera, a quel tempo risorge.
(Rif.710)
Secondo alcuni gruppi di archeologi e di antropologi, in periodo preistorico, si sarebbero anche sviluppati culti dedicati alla "DEA MADRE", simbolo della fertilità. In questo periodo si sarebbe costituita una civiltà a carattere tipicamente matriarcale (isola di Malta?).
Si tratta per ora di tesi piuttosto incerte che attendono ulteriori conferme.
In effetti il culto della Dea Madre si potrebbe far risalire almeno al 35.000 (a.e.v.), pertanto si potrebbe affermare che costituisca la religione più antica del mondo, la cui storia e la cui eredità si perdono nelle nebbie del tempo.
Con la comparsa dell'uomo di Cro-Magnon, la prima specie riconoscibile come umana, intorno al 35.000 (a.e.v.) si cominciano a vedere immagini e materiale iconografico che sembrano rappresentare la figura della dea.
(Rif. 725)
Quello che invece appare certo è che:
Le religioni dell'Egitto e della Babilonia, come le altre religioni antiche, erano in origine culti della fertilità.
La terra era femmina, il sole maschio. Il toro era normalmente considerato come una personificazione della fertilità mascolina e comuni erano gli dei-tori. (A volte anche il gallo assumeva questa caratteristica.)
In Babilonia, Ishtar (nota anche col nome grecizzato "Astarte"), la dea della terra, era la suprema divinità femminile. In tutta l'Asia occidentale la Gran Madre era adorata sotto vari nomi. Quando i coloni greci dell'Asia Minore trovarono i templi ad essa dedicati la chiamarono Artemide e ne adottarono il culto.
Questa e' l'origine della "Diana di Efeso". Il cristianesimo la trasformò nella Vergine Maria e fu un concilio tenuto ad Efeso (430-431 d.c.) che legittimò il titolo di "Madre di Dio", attribuito a quella che viene chiamata "Nostra Signora".
(Rif. 382)
Uno o più furbastri, non si sa bene chi, come, dove e quando
(probabilmente nell'antichissima India), hanno inventato i concetti di "primo uomo", di "peccato originale" e ne hanno derivato il "bisogno di redenzione", ponendo le basi per lo sviluppo dei primitivi culti di stampo cristiano, che si sono susseguiti nel tempo sino ai nostri giorni, consentendo a noi di godere della versione più aggiornata, o almeno quella più sfacciatamente perversa. Nei tempi andati la chiesa è sempre stata alleata del potere, sino a diventare essa stessa un potere dal ventre sempre più insaziabile.
A proposito di peccato originale un autore ha dato una interpretazione un po' scanzonata di come sono andate le cose; d'altro canto riesce difficile mantenere una parvenza di serietà su di un argomento del genere. E poi, scusatelo, si è dimenticato del serpente!!
In uno di quei caldi e pigri pomeriggi d'estate, durante i quali la gente sonnecchia, si tedia e si fa venire strane idee, due sbrindellati primitivi, (lui si chiamava Adamo, lei Eva), rubano una mela nell'orto del loro Grande Vicino e se la mangiano.
L'avessero mai fatto!!
Il Grande Vicino si chiamava Dio, un tipo estremamente bizzoso, permaloso e vendicativo.
Seduta stante il Grande Vicino chiama il funzionario addetto agli sfratti, un certo Arcangelo Michele, il quale, senza tanti complimenti, caccia i due ladruncoli dalla loro comoda sistemazione in località Eden. Ma non basta: il Grande Vicino è talmente offeso che condanna anche alla eterna dannazione tutti i discendenti a venire dei due poveri bamba.
Tutto per una mela! E' vero che, come è stato poi detto, si trattava di una mela che aveva lo strano potere di infondere, per via gastro-intestinale, particolari conoscenze sulla natura del bene e del male, ma la reazione del Grande Vicino è stata, ad ogni modo, estremamente esagerata. E poi se ci teneva tanto, e conoscendo bene i suoi vicini (li aveva creati lui), non poteva recintare il suo orto?
Comunque inutile piangere sul latte versato; sta di fatto che le due disgraziatissime creature vengono così costrette a vivacchiare al meglio pascolando pecore. E tra un pascolo e l'altro fanno figli.
Considerati i genitori, anche i figli non potevano essere granché. Infatti il primo, l'Abele, era un piccolo leccapiedi, un ruffianello che non perdeva mai occasione di insaponare il Grande Vicino, forse nella segreta speranza di indurlo a far rientrare la famiglia nell'Eden. Il secondo, Caino, era invece di tutt'altra pasta; molto irascibile e sempre pronto a farsi saltare la mosca al naso, tanto che un giorno, in cui gli zebedei gli giravano più del solito, stende secco il mite Abele con una randellata sul cranio.
Beh! Cosa credete sia successo? Niente di niente. Il Grande Vicino, con uno strano senso della giustizia, che per una mela aveva condannato all'eterna dannazione miriadi di nuove generazioni, di fronte ad un omicidio (anzi un fratricidio) si limita a dare un gran cicchettone al Caino e poi lo abbandona al suo destino.
Del terzo figlio, Set, non c'è molto da dire: non era nè carne nè pesce.
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(Rif.***)
Le figure di Caino e Abele sono una piatta ripetizione dell'analoga vicenda avestica di Manu e Yima mentre l'evento del diluvio ha il suo preciso riscontro nei fatti narrati nel "Poema di Gilgamesh".
Anche Noe fa bella mostra di sé nel mito babilonese di Ut-Napishtim.
A proposito del frutto proibito, chi ha detto che si trattasse di una mela? Solo i cattolici. Gli ebrei sostengono che fosse un fico, gli ortodossi un'arancia, gli islamici un grappolo d'uva o un calice di vino. In effetti la mela è un frutto nordico, portata in oriente solo a partire da tempi abbastanza recenti.
Secondo alcuni Adamo, creato ad immagine e somiglianza di dio, sarebbe nato già circonciso. Questo crea qualche perplessità perchè, posto che il riscontro di immagine e somiglianza sia in perfetta aderenza con il suo creatore, allora si deve supporre che anche dio sia circonciso. Per quale arcano motivo?
C'è anche chi ha stabilito che Eva si sia tolta lo sfizio all'età di 80 anni, due mesi e 17 giorni.
(Rif.755)
Ora, è sulla base di questa colossale stupidaggine (peraltro, in parte, derivata dalla più antica leggenda del "Giardino delle Esperidi" e delle mele d'oro) che una moltitudine di furfanti, scansafatiche, autoproclamatosi ministri di Dio ed operando nel contesto di molteplici religioni e culture, hanno per millenni assurdamente terrorizzati, colpevolizzati ed asserviti al loro bieco potere miliardi di individui.
Le figure di Adamo ed Eva appartengono e derivano da numerose altre culture.
Nella versione induista ADIMA ed HEVA, precedono di migliaia d'anni la corrispondente versione ebraica.
Nelle versioni sumerica e babilonese del mito del Giardino dell'Eden, la coppia originale era stata creata attribuendo ai personaggi la stessa ed uguale importanza allora attribuita alla grande dea Aruru. La versione sumerica è nata 2000 anni prima che la Bibbia fosse compilata ed è contenuta in un documento (Cilindro della tentazione) oggi conservato presso il British Museum di Londra.
Nella versione ebraica la donna diviene inferiore ed assoggettata all'uomo e considerata come la maggior colpevole del peccato originale.
Origene, 1700 anni fa, a proposito del mito del Giardino dell'Eden scriveva: "Nessuno può essere "tanto folle" da ritenere questa allegoria come la descrizione di un fatto reale.". Dichiarazione incauta; infatti Origene venne in seguito scomunicato e milioni di persone si dimostrarono esattamente "tanto folli".
Benchè assurdo questo mito ha ancora molto potere su di un gran numero di individui di mente ristretta, deliberatamente mantenuti nella ignoranza da obsoleti fondamentalismi. Anche adulti educati, a volte insistono sul fatto che un Dio onnisciente, onnipotente e inconsistente abbia creato il mondo (dal nulla!!!) per scopi suoi propri, incomprensibili e imperscrutabili.
In barba a Pitagora il quale, già ai suoi tempi, affermava che la religione è la cultura dei poveri di spirito.
(Rif.520)
#1 - ANNI: 4000-3500 (a.e.v.)(?)
In questo periodo nasce e si sviluppa in Egitto il culto di Iside, di Osiride e successivamente quello di Horo.
Le leggende di Iside e di Osiride e Horo risalgono a migliaia di anni addietro e molti popoli, per millenni, hanno creduto che Osiride fosse una persona reale, vissuta fisicamente, secondo alcuni, ben 22.000 anni or sono(!)
Il culto di Iside di Osiride e di Horo era comunque largamente diffuso in tutto il mondo antico, compresa Roma.
Secondo le più comuni credenze egiziane Osiride ed il suo figlio Horo erano personaggi fondamentalmente intercambiabili: Io e mio Padre siamo Uno.
Tra tutti gli dei "salvatori" adorati all'inizio dell'era cristiana, Osiride ha contribuito con molti particolari alla definizione della figura del Cristo. Già molto vecchio in Egitto, Osiride fu poi identificato con altri dei egiziani a lui vicini e, poco alla volta, finì per assorbirli tutti; gli sono state attribuite oltre 200 definizioni divine ereditate dagli altri dei.
Il culto di Osiride contribuì con numerose idee e concetti alla stesura della prima Bibbia ebraica. Il Salmo 23 è la copia di un testo egiziano che nomina Osiride come il "Buon Pastore" che conduce i defunti verso i verdi pascoli e le fresche acque della terra di Nefer-Nefer, che ristora i corpi e le anime e dà loro protezione nella valle delle Ombre della Morte.
Anche la nota preghiera del Padre Nostro ha le sue ancestrali origini in un inno dedicato ad Osiride/Amon: Oh Amon, Amon che sei nei cieli...
Alcuni autori hanno notato strabilianti somiglianze tra gli insegnamenti di Osiride e quelli dei Vangeli; alcune frasi sono simili parola per parola. Esistono somiglianze anche nei riti come, per esempio, l'elevazione dell'ostensorio.
Osiride, nella sua veste di Karast (KRST=Cristo) egiziano, esprimerebbe il concetto primo del Cristo, ripreso successivamente dai movimenti gnostici e poi adottato a Roma.
Osiride era anche considerato il Dio del Vino e un maestro itinerante che portò la civiltà nel mondo.
Nella sua passione Osiride fu vittima delle trame del fratello Set e dei suoi 72 accoliti. Come per Gesù, la resurrezione di Osiride serviva a dare speranza a tutti quelli che credono nella vita eterna.
La creazione del mondo, secondo quanto concepito dalla teologia egizia, ha dei risvolti quanto meno singolari. Sentite questa: all'inizio c'era il caos; poi sul caos comparve RA (il dio sole) il quale "tenendo il fallo in mano ed eiaculando sul caos" diede origine a due gemelli: l'aria e l'acqua. Questi due gemelli successivamente diedero origine a Osiride e Iside ed infine questi generarono Horo e Set.
A Luxor, nella Valle dei Templi, su alcuni edifici risalenti a circa il 1500 a.C., si possono vedere immagini relative all'Annunciazione, all'Immacolata Concezione di Iside ed ai Magi che offrono doni ad Horo. Nelle catacombe di Roma ci sono invece dei dipinti che rappresentano la vergine Iside con in braccio Horo bambino. Questi prototipi della Madonna col Bambino sarebbero opera di seguaci gnostici.
Nelle chiese cattoliche più antiche è facile vedere sopra l'altare maggiore un triangolo equilatero che racchiude un occhio; è un simbolo del culto egiziano che simboleggia l'onnipresenza dell'occhio di Osiride.
(Rif. 710,761,520,***)
#2 - ANNI 2500-2000 (a.e.v.)
A Babilonia nasce e si sviluppa il culto di Adonis / Tammuz.
Gerolamo, uno dei primi padri della chiesa, sosteneva che Betlemme era stata, in origine un luogo sacro dedicato al dio-salvatore Adonis, divinità solare della fertilità.
Adonis sarebbe nato centinaia di anni prima dell'era cristiana nella stessa grotta che, più tardi, si suppose fosse il luogo di nascita di Gesù.
Adonis è stato uno degli dei favoriti dei semiti e degli ebrei in genere ed, ogni anno, durante la sua "passione", nel Tempio di Gerusalemme, le donne lamentavano la morte del "salvatore" rappresentato con una corona di spine in capo e sacrificato nelle sembianze di un agnello. Nello stesso Tempio la dea Ishtar era adorata nelle sembianze di Maria, Regina del Cielo (Ezec.8:14).
Adonis/Tammuz fu importato da Babilonia dagli ebrei tornati dall'esilio ma questa divinità pare fosse molto più antica. Il culto era stato derivato da quello del dio-salvatore dei sumeri Dumusi, (Dumu-si-absu) il "figlio del sangue", il "signore dell'abisso". Tammuz conduceva al pascolo le greggi celesti che si riteneva fossero le anime dei morti salite in cielo.
Il culto di Tammuz occupava una posizione centrale tra i sacri miti di Gerusalemme; il Nuovo Testamento lo ha ridotto di rango e lo ha trasformato in un semplice apostolo di nome Tommaso.
Nella sua veste di dio della fertilità, Adonis era rappresentativo dello "spirito del grano". Betlemme significava Casa del Pane, Casa del Grano o anche Casa del Pane di Grano. Questi significati si sono persi nel mito cristiano facendo dire a Gesù, come al suo predecessore Horo, "Io sono il pane della vita".(Gv 6:48)
(Rif.710,520)
#3 - ANNO: 2000 (a.e.v.) (circa)
Il culto di Baal nasce e si diffonde in Fenicia
Baal era un dio di origine fenicia il cui culto era molto seguito anche in Palestina, sino ai tempi della distruzione di Gerusalemme. La "passione" di Baal è ben descritta su tavolette vecchie di 4000 anni, oggi conservate al British Museum di Londra.
(Rif.710)
Per la precisione Baal non è il nome di un dio. In cananeo significa "signore" e veniva usato come attributo ricorrente, o titolo, per le divinità ed infatti Yahve era anche chiamato Baal.
Il Baal qui menzionato ha un suo nome specifico: ALEIAN-BAAL.
Nella demonologia medievale esso divenne un diavolo, re dell'inferno, insegnante di ogni genere di conoscenza e comandante di 66 legioni demoniache. Cristianesimo ed ebraismo, infatti, hanno sempre assimilato gli dei altrui a demoni inviati dall'inferno per essere adorati dagli altri popoli (sulla scia dei ragionamenti del Deuteronomio); niente da stupirsi quindi che le divinità cananee venissero considerate esseri demoniaci dai rabbini e che i Crociati e, più tardi, i Padri Pellegrini, per naturale imitazione, considerassero i musulmani e gli indiani "adoratori del diavolo".
(Rif.725)
#4 - ANNI: 2000-1000 (a.e.v.)
E' assodato che in questo periodo il culto di Mitra sia nato in India e si sia diffuso rapidamente anche in Persia.
Mitra è una divinità molto antica, (sicuramente attestata nel 1400 a.e.v.), il cui culto era diffuso sia in Persia che in India (Mitra-Varuna), ed ha anticipato il "salvatore" cristiano di parecchi secoli.
Il mitraismo è uno dei sistemi religiosi più vecchi della terra e le sue origini risalgono all'epoca storica delle primitive razze persiane. Resta comunque difficile dire quando questo culto sia nato; si hanno testimonianze di un culto similare su uno dei libri induisti R_gveda: Il Libro Della Lode, dove viene individuato come Mitra-Varuna; unitamente ad Ahura-Mazda e ad Anahita avrebbe fatto parte di una "Trinità Solare".
In effetti il culto di Mitra era, nei decenni che precedettero l'era cristiana, il più popolare ed il più diffuso dei culti pagani.
Nel 65-63 (a.e.v.) le armate di Pompeo si convertirono in massa a questa fede e la introdussero in tutto l'Impero Romano dando origine ai Misteri Mitraici di Roma. Il mitraismo si sviluppò con grande rapidità attraverso tutto l'Impero e fu adottato, sostenuto e protetto dai numerosi imperatori che precedettero Costantino.
Il mitraismo ha rappresentato il più grande ostacolo alla diffusione del nuovo cristianesimo e quest'ultimo ebbe la meglio, di stretta misura e per motivazioni del tutto politiche.
Alcuni dei sotterranei del Vaticano risalgono a prima del 376 (e.v.) e sono quelli del precedente tempio di Mitra. In quell'anno, il 25 Dicembre, il prefetto di Roma, su ordine dell'Imperatore, soppresse il culto di Mitra e consegnò il santuario al nuovo culto rivale. L'attuale complesso del Vaticano è costruito sopra l'antico papato di Mitra e la gerarchia della chiesa è oggi del tutto identica a quella mitraica originale; esistevano infatti dei "padri" che guidavano i fedeli; il capo dei padri, una specie di papa, che era sempre vissuto a Roma, era chiamato "Pater Patratus" o anche Papa o Pontefice Massimo.
La collina del Vaticano a Roma, considerata come sacra a Pietro, la "roccia" del cristianesimo, in origine era consacrata a Mitra e a questo proposito sono stati rinvenuti parecchi reperti. Alcuni autori sostengono che anche la improbabile casa di Paolo a Roma fosse anch'essa un sito di culto mitraico.
I cristiani copiarono molti particolari della religione misterica di Mitra, come ad esempio:
- la struttura dell'altare
- l'ostia
- l'uso dell'acqua santa
- il segnarsi in fronte con le dita
- ecc.
A chi faceva notare queste coincidenze, i primi cristiani rispondevano che era stato il Diavolo a creare questo stato di cose per confondere i fedeli!
Nei primi secoli dell'era cristiana, la mescolanza delle credenze di Attis con quelle di Mitra e, più tardi, con quelle di Gesù avvenne lentamente nel tempo e senza soluzione di continuità.
Inoltre la sua influenza nella formulazione del credo zoroastriano è innegabile.
Il culto di Mitra era diffuso anche in Cina dove era conosciuto come "L'Amico" e rappresentato nelle vesti di un Generale difensore dell'uomo in questa vita e protettore dal male nella vita post-mortem.
I resti e le rovine dei templi mitraici sono reperibili ovunque: dalla Palestina al Nord Africa, dai territori dell'ex impero romano sino all'Europa centro/settentrionale ed in Inghilterra.
(Rif.710,520,530,***)
#5 - ANNI: 1400-1200 (a.e.v.)
Nasce in India e si diffonde velocemente il culto del "messia" indiano Krishna.
Le analogie tra il personaggio cristiano ed il messia indiano Krishna sono centinaia soprattutto se si prendono in considerazione i primi testi cristiani che attualmente sono considerati apocrifi. Ma non è il caso di spingersi tanto oltre.
Il culto di Krishna era ben noto ai soldati greci al seguito di Alessandro Magno.
E' interessante notare che, come accaduto per Gesù, Budda ed Osiride, molti popoli hanno creduto e credono ancora che Krishna sia stato un personaggio storico, anche se niente lo può dimostrare.
La storia di Krishna, come è ricordata nelle antiche leggende e nei testi indiani, pervenne in Occidente in parecchie occasioni e in tempi diversi.
Una teoria sostiene che il culto di Krishna prese la via per l'Europa all'inizio dell'800(a.e.v.), probabilmente portato dai fenici. Altri sostengono che questo culto fosse gia presente in Irlanda molto prima di questa data esibendo prove etimologiche, linguistiche ed archeologiche a sostegno di questa primitiva migrazione. Resta comunque il fatto che il mito di Krishna fu reintrodotto nella cultura occidentale in parecchie e diverse circostanze, non ultima quella fornita da Alessandro Magno dopo l'espansione del suo impero ed il suo soggiorno in India.
Si sostiene anche che questo culto sia stato nuovamente riportato in Occidente durante il I secolo (a.e.v.) da Apollonio di Tiana il quale, al ritorno da uno dei suoi viaggi, avrebbe recato con sè una copia della storia di Krishna (il Diegesis) depositandola ad Alessandria. Quella che segue è una versione di come si sarebbero svolti i fatti:
Era vissuto, nella antica India, un grande saggio, chiamato Deva Bodhisattva (= "divino destinato all'illuminazione"), di datazione incerta, il quale tra le altre cose ebbe a scrivere un racconto mitologico su Krishna, a volte chiamato Chrishna: il DIEGESIS. Nel 38-40(e.v.) Apollonio, mentre viaggiava in Oriente, trovò tale storia a Singapore. Egli la considerò tanto importante da tradurla immediatamente nella propria lingua madre. Nel fare questo egli apportò al testo parecchi mutamenti, secondo la propria personale comprensione e la propria percezione filosofica della cosa. Al suo ritorno lasciò il manoscritto originale ad Alessandria e portò con se la sua traduzione ad Antiochia.
Circa 30 anni più tardi un altro teologo, Marcione, ritrovò la traduzione; a sua volta egli ne fece una copia, introducendo inevitabilmente altri cambiamenti. Questa copia fu portata a Roma, intorno al 139-142(e.v.), dove venne ancora tradotta in greco ed in latino dando una presumibile origine a quello che divenne il Vangelo del Signore di Marcione, successivamente attribuito, impropriamente, all'apostolo Paolo e, in seguito a Luca.
Non tutte le opinioni dei ricercatori concordano.
Taylor, (Rif.712) "Il primo abbozzo delle mistiche avventure di Krishna fu portato dall'India in Egitto e fu il Diegesis; la prima versione del Diegesis fu il Vangelo secondo gli Egizi (i Terapeuti); la prima traduzione dalla lingua egizia a quella greca, allo scopo di diffonderlo nelle nazioni d'Europa, furono i Vangeli Apocrifi; infine le versioni corrette, castigate ed autorizzate di queste compilazioni apocrife, furono i Vangeli dei quattro evangelisti.
(Rif.710,
711,
230,
712,
***)
#6 - ANNI: 800-701 (a.e.v.)
Appaiono in questo periodo i primi libri che verranno successivamente raccolti, in varia misura, nel corpo letterario noto come Bibbia. Sono libri (39+7) di composizione non omogenea che rivelano generi letterari molto diversi e che presentano, a volte, delle marcate somiglianze con altri testi e testimonianze culturali di quel pentolone di ideologie e di divinità che era il Vicino Oriente, nella stessa epoca. Sono stati redatti in momenti e da autori diversi con il supposto scopo di fornire una base storica alle vicende del popolo ebraico e della sua alleanza con il suo Dio (YHWH = Io Sono).
Tutte le opere ed i loro autori rappresentano differenti scuole di pensiero e di intendimenti atti a dimostrare come tutti i culti del passato, sorti nel Levante, fossero falliti per volontà e a favore del Dio unico degli ebrei: EL (= "dio"), Eloah o Yhwh; in seguito: Adonai (= "signore").
E' possibile individuare nell'insieme quattro fonti, o provenienze narrative, quali:
- Jahvista(J)
- Elohista(E)
- Sacerdotale(P)
- Deuteronomista(D)
Si sostiene che i primi cinque libri, la TORAH, (Pentateuco, Profeti, Scritti) siano stati scritti, in parte, da Mosè, personaggio di dubbia esistenza e collocazione storica; gli originali sarebbero andati perduti e ritrovati dopo 600 anni(!) nel 622 a.e.v. Gli ultimi due libri (Maccabei I e II) sono stati aggiunti molto tardi, tra il 100 e il 200 e.v.; naturalmente non fanno altro che aggiungere bugie alle tante altre sciocchezze già in circolazione.
In effetti la Bibbia è una raccolta di tradizioni orali, trasmesse nei secoli, accorpate in una caotica miscela di ingenuità, di crudeltà, di perversioni e di stupidaggini destinate a suscitare nei lettori istinti sadici e morbosi.
Infatti si contano in questo "capolavoro":
- 96 citazioni di violenza carnale su donne, concubine, schiave, ecc.
- 1170 modi per ammazzare il prossimo, come sgozzare, lapidare, trafiggere e altro
- 515 modi per sterminare le popolazioni nemiche, radere al suolo e annientare senza superstiti
- 144 modi per ridurre in schiavitù intere popolazioni
- 787 modi di vendetta, incitazione all'odio e inimicizia
- 4000 atti promossi da dio che non hanno nulla a che vedere con i principi della religione cristiana in generale e con quella cattolica in particolare
E' il racconto mitizzato delle gesta di alcune bande di protervi beduini ebrei (da Eber (Ibrim) = Errante) della protostoria.
I primitivi ebrei appartenevano al gruppo etnico degli Hapiru (Abiru), un coacervo di predoni e di mercenari dei quali si ha notizia per la prima volta nella Lettera di Shulgi (papiro di Brooklyn e di Leida) e nelle Lettere di Tell el Amarna.
Cacciati dell'Egitto (secondo Tacito, Diodoro ed altri) per le loro malattie contagiose e costretti a vagare nel deserto per innumerevoli secoli, cacciati e combattuti da tutti i popoli per la loro brutale natura di ladri, predatori, assassini, razziatori e portatori di paurose epidemie a causa della loro incredibile sporcizia; tant'è vero che il loro onnipotente YHWH, ad un certo punto, sente il bisogno di insegnare loro alcuni elementari comportamenti su come "defecare" (comportamenti istintivi persino per i cani).
Dal Deuteronomio 23/13:
Avrai un luogo fuori dall'accampamento e uscirai la fuori. Avrai un piolo nel tuo bagaglio e con esso scaverai quando ti accovaccerai fuori, quindi ti volgerai a ricoprire i tuoi escrementi. Poiché il Signore tuo Dio si muove in mezzo al tuo accampamento.........ed egli non deve vedere presso di te alcuna indecenza;
Quanto alla circoncisione sembra sia stata più volte imposta secondo una tradizione cultuale adottata dai popoli semitici. Stando al marchese di Sade (Le 120 giornate di Sodoma) la circoncisione aumenterebbe il piacere dell'atto sessuale.
Non esiste il minimo riscontro storico sulla esistenza di personaggi come Abramo, Isacco, Mosè, Davide o su eventi quali l'Esodo o il crollo delle mura di Gerico. Il Corano (Sura xxxvii) ignora la figura di Isacco e indica, come sacrificando Ismaele.
La versione ufficiale adottata dalla chiesa è la Vulgata, tradotta da S. Gerolamo, tra il 390 e il 405(e.v.) e successivamente "riscritta" dal papa Sisto V nel 1590. Edizione che avrebbe dovuto essere ritenuta come vera, legittima, autentica, inquestionabile e approvata "con l'autorità conferitaci da Dio". Però, appena morto Sisto V, l'edizione venne ritirata e sostituita con l'altra, sempre ispirata da Dio, di Clemente VIII (1592-1605).
Malgrado le varie interpretazioni "divine" la chiesa ha osteggiato per secoli la lettura autonoma e libera della Bibbia, senza la mistificante interpretazione di un prete. Questo atteggiamento si è protratto, in misura più o meno severa, sino all'inizio del XIX secolo. Leggere liberamente la Bibbia era una cosa considerata alla stregua di una eresia.
Davide e Salomone forse sono esistiti veramente, ma le loro figure bibliche sono quelle di due re-eroi mitici (come Agamennone o re Artù) che non hanno ormai quasi più niente dei personaggi originari.
Questa tesi è stata sostenuta, sin dal'antichità, dal filosofo greco Evemero (IV-III sec. a.e.v.), il quale affermava che il mito è, nella sua essenza, un personaggio/evento storico che la fantasia della gente ha successivamente idealizzato/dilatato e trasformato in leggenda (evemerismo).
Dobbiamo comunque liberarci dall'idea che il dio delle parti più vecchie dell'Antico Testamento fosse un dio buono ed onnipotente.
Non era buono se non con chi fra gli ebrei l'adorava come suo nume tutelare; non era onnipotente in quanto il suo potere era limitato alla Palestina (la sua "giurisdizione") mentre quando se ne usciva si doveva sacrificare agli dei stranieri (a proposito vedasi II RE, cap.29,9 sgg. dove un re pagano salva il suo paese sacrificando il figlio a Moloch, dio locale. (Vulgata-Ante 1545))
In effetti, agli inizi, gli dei delle religioni naturali non sono onnipotenti, perchè nascono come personificazioni di determinate forze naturali: il dio del cielo ha quindi un potere su fulmini e pioggia, ma non certo sulla terra o sul mare.
(Rif.725)
Resta comunque il fatto che quest'opera sarà la base per lo sviluppo delle tre grandi religioni monoteistiche ("religioni del libro") del Mediterraneo e del Vicino-Medio Oriente. La qual cosa non depone certo a favore di questi culti.
Esiste infine un'altro libro, importante per gli ebrei: si tratta del TALMUD. Diviso in due parti: Mishnah e Ghemara: è una raccolta di materiale giuridico e di rituali che regolano ogni aspetto della vita del fedele ebraico.
#7 - ANNI: 700-600 (a.e.v.)
In Persia Zoroastro codifica (o ricodifica) nell'Avesta i concetti fondamentali del suo culto.
Più tardi molti di questi concetti verranno integrati nel corpo letterario della Bibbia.
Come è avvenuto per i fondatori di altre antiche religioni, molta gente ha creduto che Zoroastro (nome grecizzato per Zarathushtra ovvero "il Vecchio Cammelliere") fosse una reale persona fisica che diede origine alla religione persiana nel corso del 600 (a.e.v.) Al contrario, alcuni studiosi asseriscono che il culto di Zoroastro sia esistito da almeno 10.000 anni prima (!) e che in questo periodo si siano avvicendati almeno sette Zoroastri prima di giungere all'ultimo che prendiamo in considerazione.
(Rif. 190, 761)
E' ovvio che Zoroastro non è mai esistito e che si attribuisce a questo nome una summa di concetti, di credenze e di miti provenienti da differenti etnie e per ciò si ipotizza che questo nuovo credo (mazdeismo) sia stato imposto in Iran dal mitico Istaspe (per gli zoroastriani d'India il padre del re Dario il Grande, quello di Maratona, per intenderci, e per la tradizione il mecenate di Zoroastro) nel tentativo di ricondurre sotto "un solo dio" tutta una congerie di credenze e di idolatrie presenti nel regno persiano. (E' quello che poi farà in seguito anche Costantino I con il cristianesimo).
(Rif. 850)
Alcuni autori, che invece sostengono la reale esistenza di Zoroastro, hanno ipotizzato che fosse un appartenente al casato di Deioce, antico re della dinastia di Media e che abbia avuto notevole influenza sulle decisioni politiche dell'imperatore persiano Ciro.
Il nome Zoroastro viene generalmente inteso anche come "Figlio della Stella" o anche "Figlio dell'Astro", una attribuzione mitica assai comune e che deriverebbe dal nome di un antico saggio indiano, Zuryastara, un legislatore politico-religioso, ricordato per aver introdotto in India il culto del sole.
E' noto che il culto di Zoroastro ha permeato tutto il Medio Oriente, assai prima dell'era cristiana e la sua influenza sul giudaismo e sul cristianesimo è stata rilevante. Similmente alla prima forma del giudaismo, Zoroastro predicava il monoteismo dualista (se così si può definire) ed aveva proibito il culto delle immagini degli dei.
E' opinione diffusa che il culto di Zoroastro sia un rifacimento del precedente culto mitraico e che la divinità di Mitra sia stata conferita al nuovo dio Ahura-Mazda, continuando a ritenere però Mitra come "figlio solare" dello stesso Ahura-Mazda, figlio destinato ad incarnarsi e ad essere sacrificato per la salvezza dell'umanità.
Nella sua essenza la teologia di Zoroastro è di tipo dualista e poggia sull'eterno conflitto tra il dio del bene (AHURA-MAZDA, in medio persiano ORMUZD) e il dio del male (Angra Mainyu, in medio persiano AHRIMAN).
Questa dottrina non è esente da pesanti intolleranze di natura religiosa verso altri culti.
Gli appartenenti alla classe sacerdotale di questa religione erano chiamati MAGI.
La leggenda narra che Zoroastro abbia vissuto per qualche tempo, come un eremita, in una grotta in cima ad un monte. Durante questo soggiorno ricevette, in stato di trance, dal dio Mitra, i fondamenti del suo culto e li avrebbe trascritti dando origine ai cinque libri fondamentali del suo credo, denominati AVESTA ("Ciò che è stabilito"):
- Yasna
- Visprat
- Yasht
- Vendidad
- Xorda Avesta.
(L'Avesta è poi integrata con libri scritti in medio persiano fra i quali il più importante è il Bundahishn).
I 5 libri originali dell'Avesta sarebbero stati da lui stesso stampigliati a fuoco su 21 pelli di bue che, per qualche tempo, vennero conservate dalle parti di Persepoli, sino a quando, nel 329(a.e.v.), caddero nelle mani di Alessandro Magno che, secondo discordi opinioni:
- dopo averli letti, sdegnato da ciò che contenevano, ordinò di bruciarli (??)
- dopo averli letti, entusiasta del loro contenuto, promosse la diffusione della nuova dottrina nei territori ellenici. (??)
In realtà Zoroastro, dopo essersene servito, ha spogliato la figura di Mitra ed ha conferito la sua sovranità ed i suoi poteri al dio che gli faceva più comodo: Aura-Mazda.
I concetti contenuti nell'Avesta furono tramandati, per via orale, per quasi 900 anni, e poi, nel 600 (a.e.v.), vennero ritrascritti assumendo il nome di ZEND-AVESTA ("Commento a ciò che è stabilito").
E' probabile che l'idea del Messia giudaico, quale evento futuro, sia stata mutuata da quella di Saoshyant ed introdotta in Palestina dopo il ritorno degli ebrei dall'esilio di Babilonia.
(Rif.710,***)
Oggi i seguaci di Zoroastro ( detti Parsi) ammontano a circa 100.000, di cui 25.000 dislocati in Iran e gli altri sparsi tra India e Pakistan. (Le torri del silenzio)
#8 - ANNI: 600-500 (a.e.v.)
Nasce in India una "particolare espressione" del buddismo destinata a diffondersi anche nel bacino del Mediterraneo.
Al termine Buddismo si attribuiscono, oggi, molte specificazioni, come d'altra parte succede anche per il cristianesimo. In realtà esistono vari livelli di esperienze mistiche classificate come Buddismo.
Quì interessa prendere in considerazione le caratteristiche
di quel Buddismo (dottrina Mahayana=Grande Veicolo) largamente diffuso nel Vicino Oriente,
nel bacino del Mediterraneo, e forse anche a Roma,
nei secoli che hanno visto la nascita del cristianesimo.
(N.B.- Questa versione del buddismo oggi può essere ritenuta apocrifa/eretica da alcuni gruppi di buddisti aderenti a numerose sette di culto moderne.)
Budda è il nome italianizzato del sanscrito "Buddha" che vuol dire "illuminato".
La maggior parte della gente pensa che il Budda sia stato un personaggio nato intorno al 550-566 a.e.v. a Kapilavastu (India) e morto nel 486 a.e.v., ma il personaggio comunemente raffigurato come tale è, in realtà, una compilazione di leggende di uomini-dei e di pensieri di diversi santoni che hanno preceduto e seguito il periodo attribuito al Budda generalmente inteso e cioè:
SIDDHARTHA GAUTAMA / GOTAMA.
Gotama fu soltanto uno di una lunga serie di Budda, nati ad intervalli di tempo diversi, e che tutti predicavano la stessa dottrina. Si conoscono i nomi di almeno 24 di tali Budda apparsi prima che l'attuale Gotama fosse conosciuto.
Era comunemente ritenuto che, dopo la morte di ciascun Budda, la sua predicazione fiorisse per un certo tempo per poi decadere. Dopo che ciò era accaduto un nuovo Budda rinasceva e ricominciava a predicare la verità perduta (Dharma). Sembra molto probabile, alla luce di questi concetti, che gli insegnamenti attribuiti all'ultimo Budda fossero già esistiti prima del tempo in cui si crede che Gotama abbia vissuto.
E' generalmente ammesso che un altro Gotama, conosciuto come il primo dei buddisti, abbia fondato un ordine antichissimo. Se questa circostanza fosse dimostrata vera, i detti e le azioni dei differenti Gotama non potrebbero essere attribuiti a nessuna particolare persona.
A causa di questa mancanza di storicità e delle seguenti caratteristiche del mito buddista, che non sono generalmente note, ma che hanno le loro antiche origini nei miti del passato, si può con certezza ritenere che il Budda è un'altra personificazione di antiche ed universali leggende.
In aggiunta alle caratteristiche di "maestro e salvatore", come sopra riportato, l'influenza del buddismo sul cristianesimo comprende:
- la rinuncia (cristiani: solo come idea!) al mondo ed alle sue ricchezze, incluso il sesso e la famiglia;
- la fratellanza tra gli uomini; (cristiani: si fa solo per dire)
- la virtù della carità e della sopportazione; (cristiani: imposta agli altri)
- la conversione (cristiani: imposta a tutti).
Che il buddismo abbia preceduto la cristianità è innegabile come lo è anche la sua influenza sul mondo prima dell'era cristiana. Affermatosi 500 anni prima del cristianesimo e largamente diffuso nel Medio Oriente, il buddismo ha esercitato la sua influenza sul primitivo giudeo-cristianesimo più di quanto i padri della chiesa vogliano ammettere. Storie sul Budda e sulle sue molte reincarnazioni circolavano incessantemente nel mondo antico ad opera dei monaci buddisti che viaggiavano in Egitto, in Grecia, in Asia Minore e nel Secondo Impero Persiano, quattro secoli prima di Gesù, per diffondere le loro dottrine. La Palestina deve essere stata permeata dalla ideologia buddista durante il primo secolo (e.v.).
A ben vedere è anche vero che le cerimonie e gli ornamenti delle religioni buddista e cristiana sono più simili di quanto generalmente si ritenga.
Sembra che un certo numero delle parabole attribuite a Gesù siano state tratte direttamente dal buddismo; per esempio quella del "figliol prodigo".
L'esistenza del buddismo nel Medio Oriente è stata confermata dagli stessi apologisti cristiani quali Cirillo e Clemente di Alessandria i quali si riferivano ai buddisti come ai "preti di Persia".
Infine, alcuni studiosi insistono sul fatto che il primitivo buddismo sia molto più antico della stessa leggenda del Budda; in alcuni templi indiani, molto antichi e di molto precedenti l'era del Gotama, ci sono delle pitture di un Budda rappresentato come appartenente alla razza negra, sia per il colore della pelle che per i tratti somatici del viso.
(Rif.710,
761,
770,
785,
230,
280,
781,
790,
520)
Marco Polo descrive la figura del Budda nel Cap. CLV del "Milione", chiamandolo SERGAMO e dicendo di lui: "...s'egli fosse istato cristiano battezzato, egli sarebbe istato un gran santo appo Dio".
#9 - ANNO: 500 (a.e.v.)
Nasce e si sviluppa in Grecia il mito di Ercole / Eracle.
Ercole è ben noto per le sue 12 "fatiche" che indicano come questo mito derivi direttamente da precedenti culti solari. Le sue dodici fatiche simboleggiano il passaggio del Sole attraverso le 12 case dello zodiaco. E' in fondo lo stesso Sole salutato giornalmente dai persiani e dagli esseni con la frase rituale Egli è risorto; la stessa formula che annuncia il ritorno di Gesù dall'oltre tomba in Marco 16:6.
Ercole è nato nel solstizio d'inverno quando il sole raggiunge il suo nadir e la costellazione della Vergine sorgeva, a quei tempi, ad oriente; viene sacrificato nell'equinozio di primavera (Pasqua) durante la Festa dell'Anno Nuovo, secondo il computo di antichi calendari, e sale all'Olimpo per sedersi alla destra del padre Zeus.
La madre di Ercole era Alcmena. Il nome, derivato dall'ebraico Almah, significa "forza della luna", secondo il culto di Gerusalemme, generatrice di sacri regnanti; questo titolo fu in seguito attribuito anche alla Vergine Maria (Alma Mater).
Malgrado fosse sposata Alcmena aveva conservato la sua verginità in quanto il di lei marito terrestre si sarebbe astenuto da rapporti sessuali, per volere di Zeus, accettando di buon grado le sacre corna. Qualcosa di analogo al rapporto tra Giuseppe e Maria.
A Tarso (presunta città natale di Paolo) si celebrava regolarmente il dramma sacro della morte sul fuoco di Ercole e si sosteneva essere opera di grande virtù e saggezza l'offrire un corpo sacrificale alle fiamme. Qualcosa di questo traspare anche in Paolo (1 Corinzi 13:3).
Si potrebbe dire che se Gesù non fosse stato inventato, Ercole avrebbe potuto benissimo prendere il suo posto.
(Rif.710,520)
#10 - ANNO: 400 circa (a.e.v.)
In Egitto si sviluppa il culto di Serapide, naturale e scontata evoluzione dei precedenti miti di Osiride/Horo.
E' un'altra divinità la cui storia è molto simile a quella di Gesù. Era chiamato il "Pastore di Dio" e considerato un grande guaritore.
Serapide venne adorato in Egitto come una divinità suprema a partire dal V secolo(a.e.v.). Il culto di Serapide, molto popolare, usava bardature, ornamenti e rituali che più tardi vennero in buona parte assimilati dal cristianesimo: canti, luci, campane, vestiari, processioni e musiche.
Serapide rappresentava la trasformazione finale del salvatore Osiride in una figura monoteistica, virtualmente identica al Dio degli ebrei e dei cristiani. Questo strano dio tolemaico era una combinazione dei caratteri proprii del dio Osiride con quelli del bue Api. Così come Gesù era un agnello sacrificale, Serapide era il "toro" sacrificale ed allo stesso tempo un dio in forma umana.
Egli veniva annualmente sacrificato per l'espiazione corale dei peccati d'Egitto.
Come si può intuire l'immagine di Serapide che, a suo tempo si ergeva nel Serapeo di Alessandria, fu poi adottata dai cristiani come immagine di Gesù ed il culto di Serapide fu considerato come quello professato in origine dai cristiani.
Stando ad una lettera inviata dall'Imperatore Adriano a Serviano (134 e.v.) si rileva che:
"Quelli che adorano Serapide sono parimenti cristiani;...e quelli che sono devoti di Serapide chiamano se stessi vicari di Cristo.
(Rif.710,761,520)
Importanti ritrovamenti su questo culto sono dovuti all'egittologo francese Auguste Mariette, fatti a Saqqara (Cairo), il 5/9/1852.
#11 - ANNI: 400-300 (a.e.v.)
In questo periodo ha avuto origine, in Grecia, il culto di Prometeo.
Su questo culto i riferimenti sono piuttosto scarsi. Si ritiene trattarsi di un mito migrato dall'Egitto in Grecia anche se le vicende del dramma di Prometeo si svolgono sulle montagne del Caucaso.
#12 - ANNI: 250-200 (a.e.v.)
Probabilmente in Grecia, nasce e si diffonde il culto di Dioniso / Bacco.
Si ritiene comunemente che il culto di Dioniso sia nato in Grecia, ma recenti studi tendono ad identificare questo culto come un rifacimento tardivo del mito egiziano di Osiride, culto questo che si era diffuso su larga parte del mondo antico, per migliaia di anni. Ci sono comunque molte incertezze nello stabilire il periodo di nascita di questo culto e dei Misteri Eleusini.
La religione di Dioniso avrebbe quindi avuto un revival in Tracia, in Galazia ed anche in Frigia dove convisse, per qualche tempo, con il culto di Attis.
Dioniso viene normalmente ricordato per le licenziose celebrazioni in suo nome (baccanali), ma egli ebbe molte altre funzioni e contribuì parecchio alla definizione del personaggio di Gesù. A Roma il suo nome fu latinizzato in Bacchus.
Nel 186 (a.e.v.) il senato romano condannò i Baccanali definendoli: prava religio.
Dioniso, come prototipo di Gesù, ebbe un centro di culto anche a Gerusalemme dove, durante tutto il primo secolo (a.e.v.), fu adorato dai Giudei.
Le lettere simboliche di Dioniso erano IHS o anche IES, ancora oggi presenti nella liturgia e nella iconografia cattolica; successivamente vennero trasformate in IESUS o JESUS. All'inizio IES era il nome fenicio del Bacco o del Sole personificato e la sua etimologia dice che "I" va intesa come l'UNO ed "ES" come FUOCO o LUCE ed in definitiva il significato è: l'Unica Luce; qualcosa che si ritrova poi nel Vangelo di Giovanni.
A Creta Dioniso era chiamato Iasius, un altro nome equivalente a Iesus.
Durante le sacre funzioni dionisiache il sangue di Bacco era rappresentato dal vino ed il suo corpo dal pane; questa iconografia (Eucaristia), proveniente dal paganesimo è stata, in seguito adottata dal primo cristianesimo.
In tempi pre-cristiani, i preti trasformavano correntemente l'acqua in vino per indurre le masse più sprovvedute a credere che essi possedessero dei poteri miracolosi.
A Corinto, dove si suppone che Paolo abbia predicato, esisteva un marchingegno nel quale si versava acqua, che poi veniva nascostamente incanalata in altra direzione e sostituita da vino che veniva fatto entrare da un altro condotto ben nascosto. Un altro apparecchio del genere era in uso anche ad Alessandria.
(Rif.710,
280,
771,
510,
520)
#13 - ANNI: 223-187 (a.e.v.)
Antioco III, il Grande, si impossessa della Palestina; il suo successore, Antioco IV Epifane, provocherà una rottura con il potere sacerdotale di Gerusalemme (voleva carpirne il tesoro) ed inizierà una persecuzione antigiudaica. Secondo lo studioso A. Caquot, sarà da questo episodio che inizieranno a manifestarsi le prime attese messianiche di un liberatore di Israele. Sopite durante la dinastia Asmonea, tali attese ritorneranno prepotentemente alla ribalta sotto il dominio romano.
(Rif.725)
#14 - ANNO: 200 (a.e.v.)
Ha origine in Frigia il culto di Attis.
La storia di ATTIS, il figlio di un dio frigio, crocifisso e resuscitato, anticipa di secoli la storia del salvatore cristiano e si è praticamente sviluppata nella stessa area che vedrà poi la nascita della favola evangelica.
Venerato dai Frigi (una delle più antiche genti dell'Asia Minore) veniva rappresentato come un uomo legato ad un albero (o inchiodato ad un palo) ai piedi del quale giaceva un agnello.
Lattanzio dice che "egli era un dio fattosi uomo, dedito a miracolosi interventi; ma in seguito venne arrestato dalle guardie, per ordine dei giudici caldei, ed egli soffrì e morì amaramente con chiodi e pali".
Il culto di Attis si affermò anche in quella regione nota come Galazia, e furono i seguaci di Attis quelli ai quali Paolo "avrebbe" indirizzato la sua Epistola ai Galati.
Attis fu popolare non solo in Frigia e nella Galazia ma anche a Roma dove egli e la dea Cibele, la grande madre degli dei, ebbero per secoli un tempio dedicato e condiviso, che sorgeva sulla collina del Vaticano.
Il dramma di Attis, celebrato ogni anno in primavera, era inteso come una ricorrente espiazione di sangue per redimere i peccati del mondo. In questa ricorrenza, il 22 marzo, veniva abbattuto un albero di pino ed una immagine del dio era affissa ad esso, come quella di un morto inchiodato ad un albero. Nel corso della cerimonia i sacerdoti si recavano ad una tomba illuminata, contenente solo un lenzuolo mortuario (sindone!), perchè il terzo giorno dalla morte Attis era risorto dal sepolcro.
La somiglianza tra il mito di Attis e la favola cristiana è tale che i primi cristiani, per giustificarsi, furono costretti a ragionamenti speciosi come quello di sostenere, anche in questo caso, che era stato il Diavolo a creare il mito di Attis per sviare i cristiani più beoti dalla vera fede.
(Rif.710,190,240)
Come utile complemento alla necessariamente sommaria struttura di questo testo e per quanto riguarda: storia ebraica, bibbia, contestazioni e le molteplici falsità messe in atto dalla chiesa per proteggere se stessa e le sue redditizie superstizioni, si consiglia la lettura di quanto pubblicato su questo sito da:
LUIGI CASCIOLI - Le prove della non esistenza di Gesù Cristo.
PARTE III - Il Mito di Gesù
Le favole su cui è stato costruito il cristianesimo
QUALCHE CHIARIMENTO
Prima di addentrarci nel dettaglio, affatto semplice, degli eventi che hanno generato e costituito la base della leggenda di Gesù il Cristo, è necessario soffermarci su alcune importanti considerazioni.
Come abbiamo visto nella precedente Parte II,
nel corso dei millenni innumerevoli religioni sono nate, si sono sviluppate ed alla fine hanno dovuto cedere il passo a nuove credenze che sono cresciute sulla carcassa di quelle che l'hanno preceduta.
Se si osserva la storia delle religioni, tutte le volte che una religione rivelata s'è estinta, lo ha fatto di fronte all'incalzare di un altro culto:
- lo zoroastrismo di fronte all'islam
- il cattolicesimo ridimensionato dal luteranesimo
- ecc.
ma solo il cristianesimo occidentale è regredito a favore dell'agnosticismo, cosa spiegabile con due ordini di motivazioni:
- Il cristianesimo occidentale, distinguendo fra lo stato laico e lo stato religioso, fra cesare e papa, è stato, di conseguenza, lungamente travagliato dalla lotta fra papi e cesari, finendo con l'indebolirsi, dapprima di fronte a varie sette di nuova formazione, gli eretici prima e i protestanti dopo; in seguito, nel discredito generato dalle lotte fra cattolici e protestanti, s'è fatto spazio l'ateismo.
- Il cristianesimo è una religione sui generis, con libri sacri (specie l'Antico Testamento) che non c'entrano nulla con gli interessi organizzativi-repressivi della Chiesa; con scarse capacità di controllo dell'intellighenzia, cui sono state concesse (o non si sono potute negare) pericolose libertà nelle università del medioevo - fondate dalla Chiesa stessa - donde sono usciti i vari Hus, Wyclif, Lutero, Calvino: in effetti l'amore per la filosofia e la cultura è stato sempre uno dei talloni d'Achille del cattolicesimo e ben diceva Gregorio Magno:
che bisognava vergognarsi di insegnare la grammatica, dacché tutte le religioni si basano sull'ignoranza.
Senonché, sempre a proposito di vergogna, A. Gramsci affermava, dal carcere, che dovrebbe essere il cristianesimo a vergognarsi di sè stesso.
Non c'è stato nessun Copernico, nessun Ockham fra i bramini o i musulmani; il giainismo ed il buddismo sono stati fondati da appartenenti alla casta dei guerrieri.
(Rif. 725)
UNA COSTRUZIONE
Il cristianesimo non si è sviluppato di colpo a seguito della presunta venuta di Gesù ma da concetti che esistevano da millenni, espressi in altri termini.
In effetti, come si può constatare dalla Tavola delle Analogie riportata a fine volume, la religione cristiana è stata costruita su numerosi dei, religioni, sette, culti e riti misterici che erano presenti sulla terra assai prima dell'attuale era cristiana, compreso il mondo ebraico, assai meno monoteista di quanto si voglia far credere, nel quale gli israeliti adoravano numerosi dei, inclusi il sole, la luna, le stelle e tanti altri presunti ospiti del "cielo".
La base fondamentale di tutti i miti (e quindi del cristianesimo) si ritrova dunque negli antichissimi culti solari. Non è un caso che si siano enumerati 12 patriarchi, 12 tribù d'Israele e 12 apostoli, essendo 12 il numero dei segni dello zodiaco, parte fondamentale dei culti solari, in quanto questi segni identificavano le 12 "case" attraverso le quali il sole passa ogni giorno e le 12 ore del del giorno e della notte.
Indubbiamente anche le 12 fatiche di Ercole, i 12 aiutanti di Horus, i 12 generali di Ahura-Mazda ed i 12 apostoli di Gesù sono simboli dei segni zodiacali e non corrispondono a nessun particolare interprete del dramma che si sarebbe svolto sulla terra nell'anno 30 (e.v.).
A questo proposito ribadiamo ancora che:
Le figure principali del cristianesimo derivano da divinità pagane esistenti in precedenza. Ad esempio, la triade padre-madre-figlio è presente in molte mitologie antiche: gli egizi avevano Osiride, Iside ed Horo; i romani Giove, Giunone e Minerva; i sumeri Enchi, Ninhursaga e Tammuz; i persiani Ahura Mazda, Anahita e Mitra, e via dicendo. Da notare che per i romani i due dei avevano una figlia anziché un figlio per lontana eco dell'ormai remoto periodo matriarcale. Parallelamente altre mitologie avevano una coppia invece del trio: i lidi con Cibele ed Atti, i greci con Demetra e Persefone e così via.
Il fatto che alcuni popoli avessero un trio ed altri una coppia (senza il padre), avvenne perchè nella società in cui il maschio aveva maggior predominanza si affiancò in seguito alla madre, dea della natura, ed al figlio, dio della vegetazione, un dio maschio che facesse da capofamiglia. Addirittura in alcuni popoli il dio paredro (= compagno) della dea da figlio divenne marito perdendo così ogni alone di inferiorità o subalternanza: è il caso dei palestinesi (Asera ed Aleian-Baal), degli hurriti ("Ma" ed il dio delle tempeste), e forse anche dei paleo-maltesi. Nella mitologia indiana post-vedica, infine, le tre divinità trinitarie erano tutte maschili: Brama, Visnù e Sciva.
La Dea Madre, o Grande Madre, è stata probabilmente la prima divinità immaginata dallo spirito umano; ma anche se ciò non fosse, il suo simbolismo è tuttavia una caratteristica predominante nei reperti archeologici del mondo antico,
dalle Veneri gravettiane ....alle iscrizioni del Mediterraneo orientale, dell'Asia occidentale, della valle dell'Indo e dell'Egeo. Il culto si concentrò dapprima sul mistero della nascita, e perciò si mettevano in particolare risalto le funzioni della donna ....gli attributi sessuali erano esagerati e suggerivano l'idea della gravidanza e talvolta anche del parto. Il loro scopo era di stimolare la vita con un'abbondanza sempre maggiore, sia nel genere umano che negli animali e nella natura, sicchè la nascita e la generazione erano fuse in uno con la conservazione delle risorse alimentari da cui dipendeva l'esistenza.
Con lo sviluppo dell'agricoltura e della pastorizia e man mano che il culto progrediva, specialmente nel Vicino Oriente, si andò facendo sempre più chiaramente definita la figura di una dea che personificasse le funzioni materne. In un primo tempo fu la dea vergine che fece sentire la sua influenza predominante dall'India al Mediterraneo. In Mesopotamia ....le forze produttrici della terra avevano fornito nei tempi preistorici (quando la donna aiutava l'uomo a coltivare con zappe e vanghe, prima che venisse inventato l'aratro ed essa sostituita dalle bestie atte a tirarlo) una classe divina in cui predominava l'elemento femminile.
(E.O.James, Antichi dei mediterranei, cap. La dea Madre e le nozze sacre).
(Rif. 245)
Ora, il cristianesimo con il trio Dio-Spirito Santo-Figlio ricopre la posizione mitologica del trio post-maschilistico mentre colla copia Madre-Figlio ricopre la posizione mitologica della coppia pre-maschilista.
Il dio supremo d'Israele, il cui nome fu "Geova" (finchè non ci si accorse che era una lettura sbagliata delle consonanti di " Iahvé " colle vocali di "Adonai"), non era singolo (come sostengono i copti monofisiti) ma composto da più persone (cosa che ritroviamo nelle mitologie irlandese ed indiana) ed era nominalmente quello degli ebrei, cioè quello dell'antico Testamento.
Il dio di Israele era inizialmente un dio delle colline, delle montagne e del cielo (cioè delle cose alte come il fulmine, le nubi od il monte Libano, che svettando da lontano sul piatto Israele doveva suggerire un senso di superiorità e di potenza, come l'Olimpo sui Greci, l'Eta sui Cretesi, lo Jotunheim sugli Scandinavi, ecc.) ed era il patrono di Gerusalemme - uno dei rilievi maggiori della Giudea - e della sua casa regnante, nonchè ovviamente dei suoi sacerdoti i quali, durante il periodo dell'esilio babilonese lo trasformarono in divinità unica ed onnipotente, sotto l'influsso delle idee zoroastriane portate lì dai conquistatori persiani. A sua volta il zoroastrianesimo iranico nacque su influsso del pensiero indiano: i popoli dell'altopiano iranico pare avessero maggiori rapporti cogli indiani che coi mesopotamici; probabilmente perchè venivano dall'Iran gli hariia (anche noti come ariani, od arya, parola che significa "puri" o "nobili" e dalla quale deriva il nome "Iran") che invasero l'India sottomettendo i popoli, lì precedentemente stanziati. Notare l'assonanza fra "Iran" ed "Hariia".
(Rif.725)
Per questi motivi e per quasi 2000 anni centinaia di milioni di persone, prive di atteggiamenti razionali, hanno creduto alla esistenza "storica" di un Figlio di Dio, chiamato Gesù il Cristo, che sarebbe vissuto, avrebbe fatto miracoli, sofferto e morto per una speciale espiazione di sangue, stabilita una volta e per sempre da Dio stesso, creatore dell'intero cosmo.
In realtà la storia evangelica di Gesù non è il ritratto
puntuale di un maestro storico che camminò su questa
terra 2000 anni fa, ma un mito costruito sopra altri miti
ed altri dei che, a loro volta, erano personificazioni di miti
solari universali e di rituali ritrovati in antichissime culture,
diffuse in tutto il mondo, migliaia di anni prima
dell'era cristiana.
La favola di Gesù è servita solo ad amalgamare le numerose religioni, i culti e le sette dell'Impero Romano ed a creare una "religione di stato", istituita ed imposta con la frode, l'inganno e la forza da parte dell'imperatore Costantino I.
Per due millenni una favola spuria ha così condizionato la mente e lo spirito dell'umanità occidentale.
LA CONTESTAZIONE
Intanto occorre rammentare che l'esistenza terrena di Gesù era già stata messa in dubbio e negata, sin dai primi tempi del cristianesimo, da alcuni "padri e dottori" della chiesa stessa, come si può dedurre da certe parziali ammissioni:
Tertulliano: "Credo quia absurdum"
Agostino: "Tutto ciò che è conosciuto come religione cristiana esisteva tra gli antichi.....dall'inizio della razza umana sino al tempo in cui il Cristo si fece carne...."
Eusebio: "I nostri modi di comportamento unitamente ai nostri principi religiosi, non sono stati inventati recentemente da noi, ma la maggior parte degli umani principi fu costruita sui naturali concetti di coloro che amavano Dio nel remoto passato..."
(Rif.710,740)
Il gruppo dei primi critici-contestatori comprendeva molti gnostici, che si opponevano fermamente alla fisicità del Cristo ed alla giudaizzazione dei loro testi allegorici e dei personaggi in essi contenuti.
Malgrado, nei secoli successivi, la chiesa abbia brutalmente costretto al silenzio studiosi ed esegeti del mito cristiano, gli studi sono continuati in sordina sino alla prima metà del '700 quando, grazie al movimento innovatore degli Enciclopedisti francesi e poi, verso la fine dello stesso secolo, alla politica di de-cristianizzazione della Rivoluzione Francese, molti scritti poterono essere resi pubblici.
Nel secolo seguente altri scrittori, specie di origine anglosassone (lontani dalle grinfie del Vaticano), poterono esprimere le loro opinioni dando vita ad una scuola di pensiero ormai agguerrita ed inarrestabile. Uno dei capostipite di questa rinnovata corrente è stato Robert Taylor (un prete anglicano!), che scontò parecchi anni di carcere per "blasfemia", accusato di aver offeso, con le sue prediche, il "senso morale" della pudibonda e bigotta società vittoriana.
Ai nostri giorni lo stuolo di studiosi che contestano l'esistenza fisica del Gesù è talmente numeroso da non poter essere elencato.
Queste note sono pertanto dovute, in gran parte, ai loro studi, anche se i frettolosi ed incerti riferimenti non sempre rendono giustizia al loro contributo nella ricerca di una verità troppo a lungo occultata.
Buon ultimo, ma non meno importante, è lo studioso Luigi Cascioli (Rif. 760) con la pubblicazione del suo libro/denuncia "La Favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù".
Il 18 Marzo 2006 l'Autore ha fatto ricorso al Tribunale dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (pratica n. 14910/6) per denunciare l'inesistenza del Cristo e l'uso strumentale ed ingannevole che la chiesa fa di questo personaggio. In precedenza il Cascioli aveva promosso analoga denuncia presso Il Tribunale di Viterbo che si è affrettato ad ..."archiviare" la pratica.
Secondo Cascioli la figura mitica di Gesù sarebbe stata derivata dalla persona di Giovanni, figlio primogenito di Giuda il Galileo, capo di una banda di rivoluzionari indipendentisti palestinesi, originari di Gamala.
Quello che è difficile da comprendere è l'accanimento (forse l' ultima spiaggia?) con il quale la chiesa ha sempre voluto sostenere l'esistenza fisica del personaggio Gesù, intrecciando la sua leggenda con la reale esistenza di personaggi storici dell'epoca quali Tiberio, Erode, Quirino ed altri.
Se un individuo non ragiona ma "crede", è disposto a "credere", o vuole fermamente "credere", lo fa indipendentemente da qualsiasi dimostrazione di natura storica: non ha bisogno di prove.
Nessuno degli antichi che credevano ad Apollo, a Venere Afrodite, ad Attis, ad Osiride si è mai sognato di ricercare, o esibire, i "certificati di nascita" di questi dei.
Allora perchè questo accanimento? Forse per prevalere su altre credenze, eliminare la concorrenza e dare una parvenza di credibilità ad un mucchio di frottole. Però quando mai credibilita' e fede hanno camminato a braccetto?
Tanto per dirne una: com'è possibile storicizzare l'evento di una ragazza che, resa gravida da uno spirito santo, partorisce e resta vergine?
Probabilmente i primi predicatori dovevano cercare di far sembrare la vita del Cristo come realmente vissuta, per dare quella garanzia di veridicità che avevano le altre divinità, anch'esse prive di "certificato di nascita" ma convalidate come buone da secoli di adorazione. Questa necessità di verosimiglianza spinse i primi cristiani a mischiare la storia ed il mito.
(Rif.725)
UNA SEQUENZA TEMPORALE
La sequenza temporale che segue, e completa questa parte, non ha certo la pretesa di essere priva di errori. Serve solo a focalizzare l'attenzione di chi legge sull'alternarsi di determinati eventi che hanno attraversato il corso della storia.
Anche le date, in particolare quelle riferite alle epoche più remote, sono del tutto opinabili. Esistono numerose cronologie come questa anch'esse egualmente criticabili e quella che viene proposta è solo una delle tante e descrive una sequenza
solo possibile e, a volte, incerta
di alcuni fatti connessi con la nascita del cristianesimo.
Per evitare fraintendimenti nel corso della lettura, si rendono ancora necessarie alcune puntualizzazioni.
Analizzando la natura e le caratteristiche delle varie religioni, passate e presenti, si può tentare una classificazione delle stesse che, per quanto grossolana ed imprecisa, è comunque utile per seguire un determinato filo logico del discorso:
- Culti di tipo astro-teologico
Assai diffusi nel remoto passato, consideravano quali divinità il Sole, la Luna ed altri Astri. I culti solari, largamente diffusi su tutta la terra, avevano una loro ragion d'essere basata sulla primordiale banale constatazione che il sole è la fonte primaria della vita sul pianeta.
- Culti politeistici
Erano basati sulla credenza nella esistenza di Dei immanenti preposti ad intervenire ed esercitare la loro influenza sul particolare quotidiano dell'individuo; ad es. l'Olimpo degli Dei greci.
- Culti su base morale/filosofica (Vie di liberazione)
Sono quelli tipici delle società orientali: buddismo, taoismo, confucianesimo, shintoismo, ecc.
- Culti di tipo misterico-rivelati (Culti di salvezza)
Sono nati, in gran parte, nel Medio Oriente e nel bacino del Mediterraneo. Generalmente di tipo monoteistico, quali il Giudaismo ed i diversi tipi di pre-cristianesimi, che si sono affermati nel corso dei secoli. Si tratta di credenze basate su testi spacciati come "Parola di Dio" ed anche "Verità Assolute", che vanno accettati come tali e che non possono essere messi in discussione.
Occorre ancora considerare alcune particolari Religioni Misteriche: esse sono quelle seguite da sette che, pur appartenendo ad una delle classificazioni precedenti e seguendone i principi, per altro verso se ne discostano trasmettendo ai loro membri insegnamenti di tipo esoterico. Ad esempio:
- Drusi (che diversamente dagli altri musulmani, credono nella metempsicosi)
- Ismailiti
- Ahmaditi
- Sufi
- ecc.
Da notare che: Non tutti gli ebrei considerano oggi l'ebraismo una religione in senso stretto, ma bensì un insieme di norme tradizionali seguite, in varie forme, dalla più tradizionale a quella più progressista, da persone unite da legami di sangue.
Nella sua nuova struttura rabbinica il giudaismo sarebbe un insieme di norme di "origine divina" che regolano la condotta del credente, che le deve osservare se "vuole realizzare sè stesso".(?)
(Rif. 725)
Ed infine, in estrema sintesi, ecco alcune caratteristiche essenziali che un culto deve avere per essere definito di "tipo cristiano":
- La credenza nella esistenza di un Dio unico, antropomorfo, che per sua imperscrutabile volontà ha voluto, reso e stabilito che il genere umano, da lui stesso creato, è "colpevole di qualcosa" (peccato originale) e perciò destinato alla dannazione eterna, salvo (onerose pratiche) di redenzione.
- In una determinata epoca "pseudo proto-storica" Dio ha un ripensamento e manda sulla terra un "Salvatore" (figlio di Dio, figlio dell'uomo, un
profeta, un Cristo) pre-destinato a diffondere la parola divina, che tutti gli uomini devono seguire, e con il compito di riscattare e redimere, con il sacrificio della propria vita, i peccati del mondo, indicando agli uomini stessi, la via della salvezza e della vita eterna.
- La credenza che esista un termine alla vita di questo cosmo, all'avverarsi del quale, dopo una grande baraonda (apocalisse), il Cristo ritornerà sulla Terra (parusia prevista anche per altri "salvatori": Zoroastro, Krisna, ecc.) e tutti i morti risorgeranno, ritroveranno i loro corpi (quale corpo: giovane, vecchio, sano, malato?) e verranno definitivamente giudicati e destinati alla dannazione eterna o alla eterna salvezza. Nel frattempo, in attesa di questo "giudizio universale", le anime dei morti sono provvisoriamente sistemate in aree di parcheggio comunemente note come: paradiso, purgatorio, inferno o altre simili, mentre i loro corpi marciscono e si polverizzano sotto terra.
Posto che per soffrire occorre avere un corpo sensibile al dolore e, visto che tali corpi verranno riassegnati nel corso di questo fantomatico "giudizio", non è chiaro che cosa ci facciano ora le "anime" dei defunti relegate all'inferno.
Anche le anime possono essere arrostite dalle fiamme infernali?
E poi perchè due giudizi? Non ne basta uno?
Infine, a confondere le idee, esiste una corrente di pensiero la quale afferma che l'inferno non sarà eterno ma verrà abolito alla fine del mondo (apocatastasi) e tutte le anime verranno "redente" (indulto universale) e andranno ad affollare il paradiso; altre sette cristiane invece sostengono che solo 144.000 anime saranno ospiti definitivi del paradiso, mentre tutti gli altri (migliaia di miliardi) se la vedranno brutta.
A tutto questo si collega un insano, mortificante e deprimente culto della morte e dei trapassati, nonchè l'adorazione di strumenti di morte (croce) e immagini di atroci torture.
Alcuni scienziati (Hoyle?) hanno definito l'inizio del cosmo come"Big Bang" (avvenuto circa 14 miliardi di anni or sono) e la sua presunta fine come il "Big Crunch" (entro circa 5 miliardi di anni, la grande contrazione, la grande "strizzata", la morte termica, conseguente al continuo e costante incremento dell'entropia universale ed al raffreddamento del sole). Ciò che la chiesa ha cercato di interpretare con l'allegra "canzoncina" Dies irae.......
Questi sono i tre punti fondamentali ai quali un individuo deve credere per potersi definire cristiano, indipendentemente dal nome terreno assunto dal cristo sacrificale, come sopra accennato: GESU', MITRA, KRISHNA o altro.
Infine, per quei particolari cristiani che aderiscono alla setta cattolica è ancora necessario "credere", senza alcuna possibilità di discussione, in alcuni importanti princìpi (i dogmi: protervi e palesi insulti all'intelligenza umana) quali:
- la trinità: coesistenza di tre persone in un dio unico (definita negli anni 325, 385 e.v.)
- presenza di una duplice natura e di una duplice volontà nel Gesù (anni 451, 680 e.v.)
- la perpetua verginità di Maria: ante partum, in parto, post partum (anno 649 e.v.)
- esistenza di particolari luoghi di permanenza eterna delle anime quali Paradiso, Inferno (e dal 1439 e.v.) di un nuovo luogo di permanenza temporanea detto Purgatorio.
- transustanziazione del pane e del vino nel corpo del Cristo (anno 1563 e.v.)
- immacolato concepimento di Maria, da parte di Anna, o anche preservazione di Maria dal peccato originale al momento del suo concepimento (anno 1854 e.v.)
- infallibilità del papa (anno 1870 e.v.)
(Questa è veramente buona: il papa, pur sempre un uomo, si ritiene infallibile perchè parla a nome di un dio e in virtù di un'autorità a farlo che s'è attribuita da solo!)
- assunzione del corpo di Maria in cielo (anno 1950 e.v.)
- esistenza di un "limbo" dove confluiscono le anime dei neonati
abortiti o deceduti prematuramente, prima di ricevere il battesimo. (anno ? e.v.)
NOTA: L'esistenza del limbo è stata sostenuta per secoli dalla chiesa. Poi il 20/04/2007, l'infallibile Benedetto XVI ha abolito, di sua iniziativa, questo strano luogo ed ha "trasferito" le suddette anime in un angolo imprecisato del paradiso (?).
La religione cristiana si basa quindi su concetti e dogmi ridicoli che vengono definiti dal clero come sacrosanti. Sono idee che non si possono minimamente criticare o discutere.
E' così e tanto vi basti!!
Questo è il famigerato "principio di autorità" inventato ed imposto dalla chiesa: è così perchè ciò è scritto sulla Bibbia, nei vangeli, ecc., e perchè ...lo diciamo noi che abbiamo ancora il potere politico, economico e mediatico per farlo.
Il benchè minimo dubbio su qualcuna di queste "sacre verità" getta, inesorabilmente, l'anima del cattolico nelle braccia di ...Satana, nelle quali sono già finiti,
certamente, i papi che hanno eleborato le precedenti follie dogmatiche.
E' sempre un fatto positivo (per l'unanità intera) quando i preti, con le loro trovate, si impiccano da soli.
INSERTO 04 - Inferno e Paradiso
A proposito di Inferno (inteso come luogo di eterno dolore, e non come personaggio custode dell'Ade), occorre rammentare che
durante i lavori del Concilio Vaticano II (1962-1967) l'allora titolare del Soglio di San Pietro, Giovanni XXIII, (papa di un certo carisma e che aveva raccolto intorno a sè numerosi consensi) se ne venne fuori affermando che "l'inferno non esiste" e che la punizione per i peccatori consiste nel vivere in eterno lontani dalla luce divina e perciò privati della supposta beatitudine che ne deriva.
L'affermazione lasciò tutti di stucco generando gravi imbarazzi. Non si sa come la prese il presunto Gesù che in vita sua terrena aveva molto insistito sulla fine che avrebbero fatto i peccatori, condannati ad essere precipitati nella Gheenna del Fuoco; d'altro canto anche Dante si deve essere rivoltato nella tomba, proprio lui che dell'inferno aveva minuziosamente descritto organizzazione e struttura!!
Per inciso la
"Gheenna" era la discarica di immondizie di Gerusalemme, periodicamente incendiata per evitare il puzzo atroce che emanava.
Il risvolto pratico fu una percettibile riduzione degli introiti di bottega in quanto molti si chiesero se valeva ancora la pena di pagare la tangente al prete per evitare di finire arrosto, ora che le fiamme dell'inferno erano state dichiarate estinte. E' vero che restava sempre l'opportunità di tentare la conquista del paradiso ma questo pare non sia mai stato un grande incentivo per le masse di fedeli. Se chiedete a molti cattolici praticanti di darvi una definizione sulla natura e sul significato di paradiso rischiate di ricevere le risposte più strane.
Tertulliano, a suo tempo, aveva definito il paradiso come "il luogo dove i beati possono eternamente contemplare e godere delle torture inflitte ai dannati".
Boh! Chi si contenta gode!
Qualche tempo dopo, il papa successivo, Paolo VI, appena preso possesso della sua carica, si affrettò a ribadire con molta energia che "l'inferno esiste, eccome!"
La domanda che ora viene naturale è questa: cosa deve fare un fedele praticante di fronte a due affermazioni fatte da due INFALLIBILI in netto contrasto tra di loro?
Forse non troverete nessun riferimento a tutto ciò negli atti ufficiali del Concilio Vaticano II, ma li troverete sicuramente sulle pagine di quei giornali che all'epoca pubblicavano quotidianamente cronaca e resoconti dei lavori conciliari.
Comunque sia, a parte le esternazioni di Giovanni XXIII, è interessante notare come quasi tutte le religioni siano concordi nel definire i loro "inferni" come luoghi di atroci sofferenze che solo la mente perversa e corrotta del prete riesce ad immaginare.
Viceversa sulla definizione di "paradiso" le incertezze dominano; per alcune religioni il paradiso nemmeno esiste. Per altre le idee sono confuse ed incerte. Nell'ebraismo solo determinate correnti lo prendono in considerazione. L'unica religione con idee apparentemente abbastanza concrete è l'Islam.
Il musulmano che muore in grazia di Allah deve comunque sostenere un'ulteriore prova che consiste nell'attraversare il "Ponte di Sirat", (Corano 30,66) più sottile di un capello, più affilato di un rasoio, che attraversa il baratro dell'inferno. Superato tale ostacolo, accede ad un giardino di delizie dove viene nutrito con latte, miele, vini prelibati (non alcolici naturalmente) e deliziato da vezzose fanciulle, sempre vergini: le uri dai seni di alabastro. Alcuni ne assegnano 12, altri 40 oppure 70, altri ancora affermano che il numero delle fichette assegnate corrisponde al numero dei Ramadan che il fedele ha devotamente osservato durante la sua vita terrena. Il paradiso di Allah dovrebbe dunque essere un posto dove tutti copulano alla grande, come conigli! Però anche quì non mancano le incertezze: alcuni sostengono che le uri siano in realtà solo dei grappoli di "uva bianca".
Resta comunque incerta la sorte delle donne che muoiono in grazia di Allah e dei fedeli pederasti.
Dopo quello che è successo in questi ultimi anni, è sempre più difficile definire la teologia cristiana come "monoteista". La religione induista (certo non monoteista) annovera 3306 divinità maggiori e minori.
Il cristianesimo ne contava, anni fa, circa 1350 (santi, beati ed altre entità in grado di compiere interventi di natura divina).
Per l'esattezza a questi ne vanno aggiunti altri 465 proclamati dal solo papa Wojtyla, nei suoi 27 anni di pontificato. Quindi, salvo errori ed omissioni, il totale ammonterebbe, per ora (17/6/2002), a 1815.
Molti di questi personaggi sono futili e le loro gesta (in virtù delle le quali sono stati elevati alla gloria degli altari) sono ridicole e a volte oscene. Ogni tanto la chiesa sgombera gli scaffali della propria bottega dai prodotti più desueti - ultimamente è toccato a san Giorgio, san Gennaro, santa Filomena, santa Elena, santa Veronica, san Cristoforo e molti, molti altri - ma ne restano comunque ancora un sacco per la tendenza adorante dei più incalliti imbecilli.
(Rif. 440)
E' quindi sotto gli occhi di tutti come la religione cristiana abbia perso, da tempo, le sue caratteristiche di religione dell'unico vero dio.
Essa è oggi una religione politeistica, di stampo neopagano, basata su una scala verticistica (come quella greco-romana facente capo all'Olimpo) che va dai beati, ai santi, ai padri della chiesa sino alle alte gerarchie e alla trinità.
La cosa è ancora più evidente se si considerano i nove cori dell'angiologia "ufficiale" che comprende, in ordine ascendente: angeli, arcangeli, principati, potesta', virtù, dominazioni, troni, cherubini e serafini.
Nel corso del Medioevo gruppi di dotti clerico-citrulli hanno discusso, sino alla nausea, sul:
- sesso degli angeli
- sulla misura delle loro ali
- su quanti di essi potessero contemporaneamente danzare sulla capocchia di uno spillo.
Si pensi, ancora, allo sterminato numero di santi, ognuno dei quali è abilitato a particolari protezioni e/o interventi a favore di: viaggiatori, naviganti, militari, commessi, carcerati, prostitute, animali e con particolari competenze su: mal di pancia, anoressia, commercio di armi, fratture ossee e via dicendo.
Occorre poi rammentare che, mentre le religioni pagane o naturali si collocavano all'interno della società ed i sacerdoti si inserivano, come i magistrati o i mercanti, all'interno del tessuto sociale, al contrario i preti delle religioni rivelate - eccetto i musulmani sunniti - tendono a formare una classe a sè, separata dagli altri, poichè appartenenti ad una istituzione nuova ed artificiale (in quanto formata sull'elaborazione di idee correnti ma non condivise da tutti) introducendo così la distinzione tra potere temporale e potere spirituale.
Questo dio deve comunque imporsi dal nulla sui creduloni e quindi le sue caratteristiche devono garantire:
- di essere un dio rassicurante, quindi onnipotente e buono. Quando qualcosa va storto, la colpa è, o della poca fede dei credenti, o del diavolo, una creatura sua nemica, naturalmente malvagia, creata da dio stesso (!).
- di essere un dio più potente degli altri e quindi si inventano su di lui un sacco di fandonie, tipo quella che ha creato il mondo, che domina il cielo e dal cielo, che giudicherà le anime, ecc.;
- di essere un dio incomprensibile, di modo da giustificare col mistero divino l'autorità dei sacerdoti e la loro incontrollabilità.
Applicando una tecnica, collaudata da secoli di prevaricazioni, il condizionamento comincia molto presto, con un rito di iniziazione (battesimo, circoncisione) imposto a pochi giorni dalla nascita, complici i genitori pavidi, timorosi, accecati dalla stessa superstizione e supini al conformismo; prosegue poi nella prima infanzia (con una ulteriore confermazione: cresima, bar-mitzwah) e ancora nella giovinezza, fornendo risposte assurde alle prime domande sull'origine del mondo, sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male, tali da distruggere sul nascere i primi tentativi di pensiero logico e razionale.
Non per nulla J. de Maistre predicava: Dateceli dai cinque ai dieci anni e saranno nostri per tutta la vita.
Non sempre è vero! Chi scrive è stato espulso, all'età di 10 anni, dalla chiesa cattolica, mediante un poderoso calcio nel sedere, propinatogli per futili motivi, da un certo, insofferente, Don Manubrio, titolare della parrocchia di S. Alessandro di Alessandria (AL).
Motivazioni ed ...escoriazioni a parte, ringrazio vivamente don Manubrio per avermi salvato!
Il cristianesimo (come d'altra parte anche l'islam) insegna ai bambini che occorre credere senza discutere e che questo atteggiamento "bovino" è una grande virtù: non bisogna mai argomentare sul perchè si crede!
La razionalità del giovane viene così mortificata sul nascere e l'individuo reso schiavo da credenze irrazionali che ne fanno un ilota devoto al clero.
Molti, alla fine, si aggrappano alla religione non perchè sia consolante, ma perchè sono vittime di un sistema educativo che non ha offerto loro la possibilità di una visione laica della vita.
(Rif. 800)
Titillando e facendo quindi leva sull'ignoranza del prossimo, si perviene al successo e miriadi di poveracci fuggono da una realtà (a volte scomoda per chi non vuole ragionare) affidandosi alla nuova religione. E' da notare che più un popolo è civilizzato ed oppresso, più sfornerà movimenti mistico-religiosi. India, Cina, Medio Oriente, Egitto, Europa Medioevale, Indiani d'America fine anni '80, ne sono la conferma.
Poichè i preti sono separati dal resto della società, essi sono inizialmente visti, dai potenti, come una minaccia e poi, o accettando il fatto che la maggioranza s'è data alla nuova fede, o sub-odorando l'affare, o perchè finalmente i preti vincono e prendono il potere (spesso per breve tempo essendo più uomini di cervello e di ventre che di azione), i regnanti li accettano all'interno della propria struttura di potere. Scelta criticabile e pericolosa perchè quando il potere politico è debole, i preti si fanno avanti per dominare: per tutto il medio evo nel mondo cristiano ci saranno scontri di potere fra regnanti e preti. Come pure in Cina e nella Giudea monarchica.
Alla fine i poteri politici prevalgono ed i preti o vengono integrati nella società perdendo il loro status separato e privilegiato (ebrei, protestanti), o diventano una docile sezione dell'amministrazione, limitata al potere spirituale (regni cristiani, regno di Giuda, ecc.), ad essa legata per combattere le nuove tendenze innovatrici, che comunque non riescono o non vogliono scalzarla dalla sfera spirituale, dove si è autolimitata.
Comunque, la cosa peggiore che possa capitare è quando si crea il connubio "dio e patria". A questo punto non c'è più limite al terrore, alla sopraffazione, all'intolleranza più miope ed a mostruosi bagni di sangue.
(Rif.725)
LE FONTI MITICHE DEL CRISTIANESIMO (Le Leggende di base)
Dilungarci sulle fonti mitiche che hanno contribuito all'impianto teorico del cristianesimo sarebbe oltre modo lungo e tedioso. Rammentiamo solo le principali; quanto basta per affermare che
gli autori dei testi fondamentali del cristianesimo non hanno dovuto lavorare molto di fantasia per infiorare i loro scritti di motivazioni sovrannaturali, ad uso e meraviglia (e consolazione) di quanti disposti a crederci. Come forse si è già intuito, essi hanno attinto, a piene mani, da leggende orientali, all'epoca ben note a Roma che, con grande condiscendenza, ospitava e tollerava sette e riti di svariata natura e provenienza. Uno dei punti di merito dei conquistatori romani è sempre stato quello di rispettare i culti praticati nei paesi occupati, senza cercare di introdurre una religione "ufficiale" di stato che, d'altro canto sino ai tempi di Costantino, nemmeno esisteva.
E' del tutto evidente che la maggior parte dell'impianto mitico cristiano si basa su diverse credenze, specialmente per ciò che concerne i concetti di trinità, spirito santo, apostoli e seguaci, ecc. Il concetto di trinità, come già detto, ha anche degli innegabili ed inequivocabili agganci con la trimurti induista.
Nella Trimurti induista Brama, Visnù e Sciva rappresentano rispettivamente il Creatore, il Preservatore e il Distruttore. Essi identificano, in definitiva, le tre forme di un unico brahman.
Non si può ignorare che tutti gli dei del sole pre-cristiani hanno, quasi tutti, in comune:
- un dio come padre;
- una vergine sposata(?) come madre;
- la loro nascita è stata annunciata da una stella;
- sono nati intorno al solstizio d'inverno;
- hanno avuto dei tiranni che hanno cercato di ucciderli;
- hanno cercato di ucciderli con estesi infanticidi;
- hanno avuto una morte violenta;
- sono risorti dalla morte;
- quasi tutti sono stati visti dopo la risurrezione;
- si sono trattenuti sulla terra per 40 giorni dopo la risurrezione.
- ed altre significative coincidenze e similitudini
Il tutto in buona parte confermato da San Giustino Martire in una sua lettera ai pagani.
P.Campbell (Rif. 160)
Una osservazione curiosa: sembra che pur di attribuire una nascita miracolosa alle loro divinità, i profeti non s'accorgano di adorare degli dei adulterini e ...bastardi. La cosa è palesemente assurda se si considera che, presso quasi tutte le religioni, l'adulterio è sempre malvisto e perseguitato.
Il mito degli angeli cristiani deriva da precedenti credenze zoroastriane, mentre il mito dei diavoli trova la sua origine nei Deva induisti.
Lo scienziato tedesco Max Muller (Oxford University), autore di un'opera nel campo della mitologia comparata, sostiene che tutti gli antichi miti delle culture proto-indoeuropee, o ariane, come quelli zoroastriani, indiani, greci derivano in sostanza da miti primitivi imperniati sul culto del sole.
(Rif. 446)
Un mito, di per sè, non e' necessariamente una cosa malvagia. Ha un potere allegorico e metaforico. Può accrescere il godimento del credente. Può essere essenziale per i risultati. Fu utile, per esempio, il mito del diritto divino dei re. E sono utili i miti del Natale, della Pasqua e quelli di altre religioni.
Ma c'è una regola, non scritta, che separa il professionista dal dilettante; l'adepto dal profano. Solo il secondo è ingannato dai miti. Il primo no.
(R.Hersh)
Indagando un poco sui singoli aspetti rileviamo ancora che:
In fatto di annunciazioni Maria non è stata la sola ad usufruirne, abbiamo anche:
- SARA (moglie di Abramo) per la nascita di Isacco
- ANNA (moglie di Gioacchino) per la nascita di Maria
- ELISABETTA (moglie di Zaccaria) per la nascita di Giovanni Battista
solo per citare le più note.
Sulla morte e risurrezione (dopo tre giorni, o al terzo giorno) si ricordano:
- MITRA (Persia)
- OSIRIDE (Egitto)
- TAMMUZ (Mesopotamia)
- ADONE (Siria)
- ATTIS (Frigia)
- DIONISO-BACCO (Grecia)
- ERCOLE (Grecia)
- SAMHEIN (Irlanda)
- BALDUR (Scandinavia: dopo 40 gg.)
Ercole, in particolare, figlio del dio Zeus e della fanciulla Alcmene, dopo la risurrezione, sale direttamente all'Olimpo con le prerogative di un dio tra gli dei.
Ed ancora ATALIDE, figlio/a(?) di Mercurio, che moriva e resuscitava tutte le volte che gli faceva comodo.
Su particolari "concepimenti" e "parti" verginali si registrano:
- ISIDE che genera HORO (Egitto)
- MYLITTA che genera TAMMUZ (Mesopotamia)
- MYRRHA che genera ADONIS (Siria)
- NANA (Cibele?) che genera ATTIS (-200 e.v.) dopo aver mangiato un frutto speciale
- DANAE che genera PROMETEO, fecondata da una pioggia d'oro
- DEVAKI che genera KRISHNA (c.-1200 e.v.)
- SEMELE che genera DIONISO (Bacco)
- SARA che genera ISACCO
- ELISABETTA che genera GIOVANNI IL BATTISTA.
- ALCMENA che genera ERCOLE
- MAYA (Mayadevi) che genera BUDDA (Sakiamuni)
- REA SILVIA che genera Romolo (un semidio, almeno per i romani)
- OLIMPIADE che genera ALESSANDRO
- LEDA che genera ELENA
- EUROPA che genera MINOSSE
- ed altri ancora, derivati da molteplici mitologie
Quasi tutti gli "dei-salvatori" del passato sono nati in una grotta.
Le grotte erano universalmente considerate come il grembo della terra, quindi un posto logico ed ideale per la nascita simbolica di un dio o per una rigenerazione.
Sulla nascita al 25 Dicembre:
Occorre ricordare che questa data (solstizio d'inverno!) coincide, almeno
nell'emisfero settentrionale, con la fine della caduta del sole sull'orizzonte e con l'inizio della sua rinascita. Questa data è sempre
stata considerata, presso tutte le civiltà primitive, come un giorno fausto
che preludeva al ritorno della buona stagione. Un giorno ideale per far
nascere un dio, compreso l'ultimo arrivato, quello cristiano! Si ritiene che in questo fatidico giorno siano nati anche:
| ADONE | Siria |
| ALBAN-ARTHUAN | Celti |
| AMATERASU | Giappone |
| AMON-RA | Egitto |
| ATTIS | Frigia |
| ATUM-ATUN | Egitto |
| BACAB | Yucatan |
| BALDUR | Scandinavia |
| BEL-MARDUK | Babilonia |
| DAZHBOG | Slavonia |
| DIONISO-BACCO | Grecia-Roma |
| DUMUSI (Tammuz) | Sumeri |
| DUPLJAJA | Illiria |
| DUSARES | Nabatei |
| ELABABALUS | Siria |
| FREYR | Scandinavia |
| GEOLA | Sassoni |
| HELIOS | Grecia |
| HORO | Egitto |
| HUITZILOPOCHTLI | Centro America |
| INTI-RAYMI | Incas |
| ITZAMNA | Yucatan |
| KRISHNA | India |
| MITRA | Persia |
| OSIRIDE | Egitto |
| QUETZALCOATL | Messico |
| SAMHEIN | Irlanda |
| SCING-SHIN | Cina |
| SERAPIDE | Egitto |
| SHAMASH | Babilonia |
| SOLE-APOLLO | Troia |
| SURYA | India |
| TAMMUZ | Mesopotamia |
| TRUNDHOLM | Danimarca |
| UTU BABBA | Sumeri |
| YULE | Germania |
| ZOROASTRO | Persia |
La data di nascita di Gesù è stata fissata tra il 24/25 Dicembre del 753 a.u.c. (anno: 1 e.v.) dal
papa(?) Giulio I, (intorno al 337 e.v.), su imposizione di Costantino I, per
eliminare la festa pagana dei Saturnali (anche: festa del sole, rinascita
del sole, natale del sole invincibile, Dies Natalis Solis Invicti).
Ovviamente non tutti sono d'accordo; alcune sette cristiane di matrice
ortodossa celebrano questa ricorrenza il 6 Gennaio.
Sul giorno e sul mese di nascita di Gesù sono state formulate, nel corso dei
secoli, oltre 136 ipotesi che proponevano, di volta in volta, date come:
- Gennaio 6 (Clemente Alessandrino)
- Gennaio 6 (Epifanio vescovo di Salamina)
- Gennaio 10 (id. Clemente Alessandrino)
- Marzo 28 (S.Cipriano in disputa con S.Ippolito)
- Aprile 23 (S.Ippolito in disputa con S.Cipriano)
- Maggio 20 (id. Clemente Alessandrino)
- Aprile/Settembre (Rev. Jack Barr)
- Agosto xx (Rev. H. Browne)
- Settembre 15 (Rev. Lightfoot)
- Settembre 20/30 (R.T. Beckwith)
- ecc. ecc.
Il natale è diventato una ricorrenza festiva a partire dal:
- 354(e.v.) a Roma
- 375(e.v.) ad Antiochia
- 430(e.v.) ad Alessandria d'Egitto
- ecc. ecc.
Sulle manifestazioni astrali:
anche ZOROASTRO sarebbe nato mentre era in corso una congiunzione di pianeti; il vecchio cammelliere sarebbe nato a Battra (nord-est della Persia) nel -630(e.v.). Filosofo e profeta ha fondato una religione dualistica (quella dei Parsi, Mazdeismo) basata sul testo sacro Avesta.
Sulla risurrezione:
gli iniziati ad antichissimi culti, sorti in Persia, Mesopotamia ed Egitto, ritenevano di poter prendere contatto con l'aldilà facendosi seppellire vivi, in stato di sonno ipnotico, in una cripta ed a volte in compagnia di altri morti, per tre o quattro giorni. Alcuni, che si risvegliavano in anticipo, ne uscivano completamente pazzi di angoscia e di terrore.
Gesù non è stato il solo ad essere inviato sulla terra come salvatore del mondo. Prima di lui se ne contano almeno altri 26, tra i quali Krishna, Mitra, Zoroastro ecc.
Lo studioso Kersey Graves ne esamina 16 nel suo libro "I sedici salvatori crocifissi nel mondo."
(Rif. 220)
Occorre inoltre ricordare che KRISHNA (incarnazione terrena di VISNU'), come salvatore è apparso almeno 1200 anni prima che i vangeli fossero concepiti:
La volontà dei Deva fu compiuta; tu concepisti nella purezza del cuore e dell'amore divino. Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio e sarà il salvatore del mondo. Ma fuggi, poichè il re Kansa ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori, che stanno alle falde del monte Meru....ivi darai al mondo il figlio divino....
(Rif. 165,345)
L'Unzione:
è un rito antichissimo con diverse valenze:
- in oriente, mediante questo atto, i re ittiti ed i nobili egiziani venivano consacrati alle loro divinità;
- nel caso specifico di Gesù, l'unzione attribuiva al soggetto dignità regale, secondo antiche tradizioni bibliche a partire da Saul unto come re d'Israele.
(Rif. 130)
Il Battesimo:
anche questo è un rito molto antico con significato di "immersione purificatrice". Era praticato, presso molti popoli, dai sacerdoti a favore degli iniziati ai diversi culti:
- in Egitto = culto di Iside
- in Frigia = culto di Attis
- in Babilonia = culto di Marduk
- in Grecia = culto di Dioniso e Demetra
- in Persia = culto di Mitra
- . . . . . . . . . . . . . .
Gli induisti praticano qualcosa di analogo, nel fiume Gange, da tempo immemorabile.
E' forse il caso di ricordare che a Nauplia (Grecia meridionale) esisteva una fonte detta "Canato" nella quale si credeva che Era, bagnandosi ogni anno, ridiventasse vergine. (Pausania, Periegesi, libro II, cap.38). Questa fonte è stata poi identificata con una sorgente che si trova nel monastero di Santa Monì, presso il borgo di Pronia.
Per inciso, dal leggendario ciclo dei Cavalieri della Tavola Rotonda risulta che anche Re Artù ebbe una nascita "fuori dal normale" a seguito di operazioni magiche e conseguenti corna al marito della di lui madre. Alla Tavola Rotonda sedevano "12" seguaci (apostoli) e come Gesù anche Artù morì in seguito ad un tradimento. Ora si attende il suo ritorno in terra, insieme ai suoi seguaci, dal regno di Avalon, una "dimensione parallela" controllata dalle divinità pagane.
(Rif. 725)
TAVOLA RIEPILOGATIVA delle divinità mitiche che hanno influito sulle origini delle credenze cristiane
(esclusi ovviamente quelli americani):
| Divinità | Area | Paternità | Maternità | Nascita | Resurr. 3 GG. |
| . | . | . | Nome | Vergine | Luogo | Anno | 25/12 | . |
| Adone | Siria | . | Ishtar | Si | . | . | Si | Si |
| Atalide | Grecia | Mercurio | . | . | . | . | . | (Si) |
| Attis | Frigia | . | Nana | Si | . | -200 | Si | Si |
| Bacab | America | . | Chiribirias | . | . | . | Si | . |
| Baldur | Scandinavia | . | . | . | . | . | Si | (40gg.) |
| Dioniso-Bacco | Grecia | . | . | Si | Stalla | . | Si | Si |
| Ercole | Grecia | Zeus | Alcmene | . | . | . | . | Si |
| Freyr | Scandinavia | Odino | Freya | . | . | . | Si | . |
| Horo | Egitto | Osiride | Iside | Si | . | . | Si | . |
| Huitzilopochtli | America | . | . | . | . | . | Si | . |
| Indra | Tibet | . | . | Si | . | -700 | . | . |
| Isacco | Palestina | Jhwh | Sara | No | . | . | . | . |
| Krishna | India | (Visnù) | Devaki | Si | . | -1200 | Si | Si |
| Mitra | Persia | . | . | Si | Stalla | -600 | Si | Si |
| Osiride | Egitto | . | . | . | . | . | Si | Si |
| Perseo | Caucaso | . | Danae | Si | . | . | . | . |
| Quetzalcoatl | America | . | . | . | . | . | Si | . |
| Samhein | Irlanda | . | . | Si | . | . | Si |
Si |
| Sansone | Palestina | Jhwh | . | No | . | . | . | . |
| Shamash | Palestina | . | . | . | . | . | Si | . |
| Tammuz | Mesopotamia | . | Militta | Si | . | . | Si | Si |
| Zoroastro | Persia | . | . | Si | . | -630 | Si | . |
Il testo riporta una mappa della "Palestina" mediante la quale potete avere un'idea (stimata) di come fosse il territorio ai tempi della nostra cronologia. (Anno 750 a.u.c.)
Dopo tutte le necessarie (a volte tediose) premesse siamo ora pronti ad addentrarci, cronologicamente, in quegli anni cruciali che descrivono nascita, vita, miracoli e morte del presunto e sconosciuto Gesù, ispiratore, ma non fondatore, del cristianesimo.
E' una cronologia folle, aberrante, farneticante nella quale è difficile separare le presunte verità dagli atteggiamenti più deliranti e offensivi del buon senso comune.
Il testo è ricco di riferimenti storici che aiutano, ogni tanto, a ritornare con ...i piedi per terra.
Gli altri richiami (Rif.) servono soprattutto ad individuare gli autori di tutte le sciocchezze qui elencate.

ANNO: 98 (a.e.v.) - 656 (a.u.c.)
001 - NASCITA DI GIUSEPPE
A Betlemme nasce Giuseppe, padre putativo di Gesù.
(Rif. 055)
LA FAMIGLIA DI GIUSEPPE (Secondo il mito)
Nato a Betlemme nel 656(a.u.c.)
Morto a Nazaret il 20 luglio del 767(a.u.c.) all'età di 111 anni (secondo i copti: nel giorno 26 del mese di Epep).
Appartenente alla tribù di Giuda, secondo dottrina, era figlio di Giacobbe a sua volta discendente di Davide.
Esercitava l'attività di falegname, carpentiere, artigiano edile ma qualcuno sostiene fosse anche investito di qualche prerogativa sacerdotale presso il Tempio di Gerusalemme; cosa poco probabile non essendo un levita.
Si sposa, in prime nozze, all'età di 40 anni e mette al mondo 6-8 figli:
- Giuda (Tommaso, Taddeo)
- Joseto
- Simeone (Simone)
- Giacomo (detto il Minore)
- Lidia
- Lisia (Assia)
- (Tamara?)
- (Ester?)
Resta vedovo a 89 anni (nel 745 a.u.c.), dopo 49 anni di matrimonio, quando Giacomo il Minore è ancora in tenera età.
A 90 anni (746 a.u.c.) il sommo sacerdote del tempio gli affida in custodia Maria, con regolare contratto di fidanzamento, in attesa delle previste nozze.
All'eta' di 109 anni, passato indenne attraverso gli eventi messianici che hanno coinvolto la famiglia, si ritira a vivere con Maria e con i figli Giacomo il Minore e Giuda, essendo tutti gli altri figli ormai sposati.
A 110 anni (766 a.u.c.) un angelo lo avvisa che dovrà morire entro un anno. Dopo la sua morte, gli angeli avvolgono la sua anima in un panno di seta e la portano in cielo. Il corpo invece viene sepolto nella stessa tomba del padre Giacobbe.
Una supposta genealogia mitica:
Davide
|
|
|
(....?) Giacobbe
| |
|______________|
|
|
Giuseppe
_____________________|__________________
| |
+ +
(....?) (Maria)
| |
Simeone Gesù
: :
Giuda [Giovanni(?)]
:
Joseto
:
Giacomo Min.
:
(Tamara?)
:
(Ester?)
:
Lisia(Assia)
:
Lidia
ANNO 63 (a.e.v.) - 691 (a.u.c.)
002 - NASCITA DI GIOACCHINO
In questo anno nasce Gioacchino, futuro padre di Maria.
(Rif. 025,035,050)
LA FAMIGLIA DI MARIA (Secondo il mito)
. GIOACCHINO, il padre
originario della Galilea e appartenente alla tribù di Giuda. Proprietario di mandrie e greggi, era considerato immensamente ricco (non c'era altri come lui nel popolo d'Israele). La sua ricchezza era tale che gli permetteva di essere molto generoso, tanto da dividere i suoi proventi in tre parti:
- una parte da destinarsi ai poveri
- una parte veniva versata al clero
- il rimanente era dedicato alle esigenze dei familiari e dei dipendenti.
Si era sposato a vent'anni con:
. ANNA, la madre
figlia del sacerdote Isachar, originaria di Betlemme, tribù di Levi. Per i primi venti anni di matrimonio non ebbe figli, per infecondità del marito. Come donna era ritenuta molto avvenente, tanto che dopo la nascita di Maria e la morte di Gioacchino, si sposa altre tre (?) volte e ricupera il tempo perduto, generando altri otto figli.
(Rif. 025,035,050)
Dopo la morte di Gioacchino, Maria (figlia unica) avrebbe quindi ereditato una immensa fortuna; fatto alquanto stridente con il racconto della vita di privazioni, che si ricava dagli autori, canonici e non solo. E poi perchè avrebbe dovuto sposare un presunto nullatenente (di 90 anni) con tutto ciò che le sue ricchezze potevano permetterle in fatto di matrimonio?
Infine, a rincarare la dose dei dubbi, abbiamo Maometto, che nel suo Corano, identifica Maria come discendente della famiglia di AMRAM.
(Rif. 135)
La genealogia che segue è ricavata da quanto - vero o fantasioso - gli autori riportano nei loro vari testi ed è tutta da verificare.
Occorre ricordare sempre la naturale e necessaria propensione della chiesa ad alterare, travisare e falsificare fatti, nomi e circostanze nell'intento di attribuirsi una certa "credibilità" ormai da molti messa in dubbio.
Isachar
+
(....?)
|
|
_____________________|_________________
| |
| |
Anna Emerina
| +
| (.....?)
_________________|____________________________ |
| | | | |
+ + + + |
(Gioacchino) (Salome) (Cleofa) (.....) |
| | | | |
| | | (?) |
Maria (a) Maria (b) Maria (c) Elisabetta
Verg. di Salome di Cleofa +
+ + + (Zaccaria)
(Giuseppe) (Zebedeo) (Alfeo) |
| | | GIOVANNI
GESU' | | BATTISTA
Giacomo Giacomo
Il Maggiore Il Minore
: :
Giovanni Giuseppe
Evangelista Il Giusto
:
Filippo
:
Giuda
Taddeo
:
Simone
:
Cleofa J.
Secondo alcuni autori, a)-b)-c) dovrebbero essere le Tre Marie canoniche; secondo altri invece il gruppo dovrebbe comprendere Maria Maddalena ed escludere Maria di Salome.
Buona parte degli affreschi di Giotto, nella cappella degli Scrovegni di Padova, dedicati alla vita di Maria, sembrano ispirati ai racconti dei vangeli apocrifi.
Anche Maometto (Corano, Sura XIX) narrando di Maria e della nascita di Gesù, si riferisce a fonti contenute in vangeli apocrifi.
(Rif.725)
ANNO 62 (a.e.v.) - 692 (a.u.c.)
Riferimenti Storici:
ARRIVANO I ROMANI
Pompeo, conquistata la Siria, conclude anche la conquista della Palestina e l'annette all'Impero, quale Protettorato.
ELEZIONE DI IRCANO II
Pompeo risolve in Palestina il conflitto sorto tra Aristobulo II e Ircano II, entrambi Asmonei pretendenti al trono di Gerusalemme. Viene scelto Ircano II.
ANNO 61 (a.e.v) - 693 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
TUMULTI IN PALESTINA
L'esclusione di Aristobulo II provoca disordini in Palestina. Per sostenere Ircano II Pompeo interviene e presidia militarmente il paese. Ircano II resta sul trono affiancato dal controllore di fiducia dei romani: Antipatro.
ANNO 59 (a.e.v.) - 695 (a.u.c.)
003 - NASCITA DI ANNA
Questo è il supposto anno di nascita di Anna, madre di Maria.
(Rif. 025,035,050)
ANNO 58 (a.e.v.) - 696 (a.u.c.)
004 - LE NOZZE DI GIUSEPPE
All'età di anni 40 Giuseppe si sposa, in prime nozze, con ..? e nel corso degli anni genera sei-otto figli:
- Giuda (Tommaso, Taddeo)
- Joseto
- Giacomo (il minore)
- Simeone (Simone)
- Lisia (Assia)
- Lidia
- [Tamara ?]
- [Ester ?]
(Rif. 055)
Notizie sulla prima moglie di Giuseppe non ce ne sono.
Qualcuno, con molta fantasia, ha ipotizzato che questa prima moglie, anch'essa di nome Maria, fosse la sorella maggiore di Maria Vergine, che sposerà poi Giuseppe in seconde nozze.
Tutto questo non si accorda con la storia dell'immacolato
concepimento di Anna, in virtù del quale Maria sarebbe stata concepita pura e senza peccato originale, secondo la strana trovata, confermata dal dogma della Immacolata Concezione di
Pio IX, nel 1854.
E poi come si giustifica la differenza di età tra le due
presunte sorelle?
(Rif. 995)
ANNO 55 (a.e.v) - 699 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
EZECHIA
Ezechia (medico, zelota originario di Gamala), un galileo pretendente al trono di Gerusalemme, scende in campo per estromettere Ircano II. Il proconsole di Siria Gabinio interviene con le sue truppe, riportando l'ordine sul territorio.
ANNO 52 (a.e.v.) - 703 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
CLEOPATRA
In questo anno Cleopatra VII diventa regina d'Egitto.
ANNO 49 (a.e.v.) - 705 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
ANTIPATRO
Antipatro, controllore di Ircano II, in assenza di quest'ultimo, impegnato in una guerra contro i Parti, viene nominato amministratore della Giudea.
ANNO 44 (a.e.v.) - 710 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
ERODE ANTIPATRO
Erode Antipatro, figlio di Antipatro, amministratore della Giudea, nel corso di un ennesimo scontro, sconfigge ed uccide in battaglia Ezechia.
Il posto di Ezechia viene preso dal figlio Giuda detto il Galileo.
[Nell'inserto che segue potete trovare chiarimenti sui brevi ma intricati sviluppi della Dinastia Erodiana.]
Dal ceppo di Erode ANTIPATRO
| . |
A |
+ |
B |
= |
C |
+ |
D |
= |
E |
+ |
F |
= |
G |
| 1 | ERODE Antipatro | + | Cipro(A) | = | Fasael | + | Salampsio | = | Antipatro | + | . | = | . |
| 2 | . | . | . | . | . | . | . | = | Alessandro | . | . | . | . |
| 3 | . | . | . | . | . | . | . | = | Erode | . | . | . | . |
| 4 | . | . | . | . | . | . | . | = | Alessandra | . | . | . | . |
| 5 | . | . | . | . | . | . | . | = | Cipro(B) | + | Agrippa I | = | Agrippa II |
| 6 | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | = | Berenice |
| 7 | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | = | Drusilla |
| 8 | . | . | . | = | Giuseppe | + | Olimpia | = | Mariamne(C) | . | . | . | . |
| 9 | . | . | . | = | Ferora | + | ignoto | = | tre figli | . | . | . | . |
| 10 | . | . | . | = | Salome | + | Giuseppe | = | Antipatro | + | Cipro(C) | = | ??? |
| 11 | . | . | . | . | . | + | Costobaro | = | Berenice | + | Aristobulo | = | ??? |
| 12 | . | . | . | . | . |
. | . | . | . | + | Teudione | = | ??? |
| 13 | + | . | . | . | . | + | Alessia | = | ??? | . | . | . | . |
| 14 | . | . | . | = | ERODE IL GRANDE | . | . | . | . | . | . | . | . |
Dal ceppo di ERODE IL GRANDE:
| . | A | + | B | = | C | + | D | = | E | + | F | = | G |
| 15 | ERODE IL GRANDE | + | Doris | = | Anti- patro | + | (ignota) | = | Div.figli | . | . | . | . |
| 16 | . | + | Mariamne (A) | = | Ales- sandro | + | Glafira | = | Ales- sandro | . | . | . | . |
| 17 | . | . | . | . | . | . | . | = | Tigrane IV (Armenia) | . | . | . | . |
| 18 | . | . | . | = | Aristo- bulo | + | Berenice(1) | = | Erode di Calcide | + | Mariamne (C) | = | ??? |
| 19 | . | . | . | . | . | . | . | = | Agrippa I | + | Cipro(B) | = | Agrippa II |
| 20 | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | = | Bere- nice |
| 21 | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . | = | Drusilla |
| 22 | . | . | . | . | . | . | . | = | Aristo- bulo | + | Iotape | = | ??? |
| 23 | . | . | . | . | . | . | . | = | Erodiade | + | Erode Filippo | = | Salome |
| 24 | . | . | . | . | . | . | . | . | . | + | Erode Antipa | = | ??? |
| 25 | . | . | . | . | . | . | . | = | Mariamne (D) | . | . | . | . |
| 26 |
. | . | . | = | Salampsio | + | Fasael | = | ??? | . | . | . | . |
| 27 | . | . | . | = | Cipro(C) | + | Anti- patro | = | ??? | . | . | . | . |
| 28 | . | + | Mariamne (B) | = | Erode Filippo | + | Erodiade | = | Salome | + | Filippo | = | ??? |
| 29 | . | . | . | . | . | . | . | . | . | + | Aristobulo | = | ??? |
| 30 | . | + | Maltace | = | Erode Archelao | + | Mariamne(E) | = | ??? | . | . | . | . |
| 31 | . | . | . | . | . | + | Glafira | = | ??? | . | . | . | . |
| 32 | . | . | . | = | Erode Antipa | + | (Figlia di Areta IV) | = | ??? | . | . | . | . |
| 33 | . | . | . | . | . | + | Erodiade | = | ??? | . | . | . | . |
| 34 | . | . | . | = | Olimpia | + | Giuseppe | = | Mariamne (C) | . | . | . | . |
| 35 | . | + | Cleopatra | = | Filippo | + | Salome | = | ??? | . | . | . | . |
| 36 | . | . | . |
= | Erode | . | . | . | . | . | . | . | . |
| 37 | . | + | Pallade | = | Fasael | . | . | . | . | . | . | . | . |
| 38 | . | + | Fedra | = | Rossana | . | . | . | . | . | . | . | . |
| 39 | . | + | Elpide | = | Salome | . | . | . | . | . | . | . | . |
| 40 | . | + | cugina(?) | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . |
| 41 | . | + | nipote(?) | . | . | . | . | . | . | . | . | . | . |
- ERODE ANTIPATRO - Si considerava un discendente diretto del profeta Esaù ed era originario dell'Idumea (regione a sud della Giudea). Aveva sposato Cipro(A), una principessa araba della tribù dei Nabatei.
Nel 705(a.u.c) viene nominato amministratore della Giudea; manterrà questo incarico sino al 711(a.u.c.) quando verrà assassinato. Sposato una sola volta, ha avuto 5 figli uno dei quali è Erode Il Grande.
- ERODE il GRANDE - Nato nel 680 e morto nel 750(a.u.c) all'età di 70 anni. E' una delle figure più controverse della dinastia erodiana. Ben deciso a mantenere saldamente in pugno il potere, si libera dalle congiure di palazzo facendo uccidere:
- la madre Cipro(A)
- la seconda moglie Mariamne(A) (nel 725 a.u.c.)
- il figlio primogenito Antipatro
- il figlio Alessandro
- il figlio Aristobulo
- il cognato Gionata (fratello di Mariamne(A))
- almeno altri 4 parenti prossimi
- decine di ufficiali della sua guardia personale, implicati in diverse congiure.
Con l'uccisione della moglie Mariamne(A) e del cognato Gionata la dinastia Asmonea
si è praticamente estinta.
Si è sposato 10 volte generando un numero imprecisato di figli (si dice: oltre 14).
Salito sul trono, nel 711(a.u.c.), come tetrarca (= capo di un quarto) della Giudea, nel 715(a.u.c.) viene designato, da Ottaviano Augusto, re di tutte le provincie della Palestina. Congiure dinastiche a parte, Erode il Grande si distingue anche per atti di insospettata generosità. Si tramanda che si travestisse da popolano per mescolarsi al popolo e rendersi conto della sua miseria, e che abbia venduto buona parte dei suoi averi per sfamare i poveri durante la carestia del 729-730(a.u.c.).
Diede un notevole impulso alle opere pubbliche promuovendo:
- la costruzione di numerosi templi, in diverse località della Palestina, dedicati agli dei greci e romani, per venire incontro alle esigenze di culto delle popolazioni non ebraiche;
- la costruzione di un tempio in Samaria in onore dell'imperatore Ottaviano che era stato divinizzato;
- la costruzione della città di Cesarea;
- la costruzione della Torre Antonia (719 a.u.c.);
- la trasformazione edilizia di Gerusalemme con nuovi edifici, giardini e la sistemazione viaria della città alta (731 a.u.c.);
- la costruzione di nuove mura a difesa di Gerusalemme;
- il rifacimento del Tempio e la sistemazione della relativa spianata di circa 140.000 metri quadrati; i lavori iniziati nel 735(a.u.c.) hanno comportato l'impiego di 10.000 lavoratori e sono stati terminati nel giro di 18 mesi.
(Rif. 172)
Un fatto è certo: dovette dare prova di notevole abilità e capacità di governo considerato che il suo regno è durato ben 39 anni (6 come tetrarca + 33 come re).
- ERODE (FILIPPO) - Figlio di Erode il Grande e di Mariamne(B), non ha mai avuto grandi incarichi. Vissuto prevalentemente a Roma con la moglie Erodiade e la figlia Salomè.
- ERODE ARCHELAO - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750 a.u.c.) riceve da Roma l'incarico limitato di Etnarca (= sovranità regionale limitata) della Idumea, Giudea e Samaria. Manterrà tale incarico sino al 759(a.u.c) quando viene deposto ed esiliato da Ottaviano Augusto.
Sposato due volte con Mariamne(E) e con Glafira, si ignora il numero degli eventuali discendenti.
- ERODE ANTIPA - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750 a.u.c.), viene nominato dai romani tetrarca della Galilea e della Perea. Manterrà l'incarico sino al 793 a.u.c. quando verrà deposto ed esiliato da Caligola.
Sposato in prime nozze con una principessa araba (una figlia di Areta IV, re di Petra), si reca in visita a Roma, dal fratello Erode (Filippo), e qui ha un colpo di fulmine. Rapisce la moglie del fratello, Erodiade e la nipote
Salomè e le conduce a Gerusalemme.
Scaccia dal palazzo la prima moglie (per questo Areta IV gli dichiara guerra e lo batte!) e vive "more uxorio" con la cognata. Non ha avuto discendenti.
- (ERODE)FILIPPO IL TETRARCA - Figlio di Erode il Grande e di Cleopatra, alla morte del padre (750 a.u.c.) riceve l'incarico di tetrarca della Traconide e della Iturea. Manterrà tale incarico sino al 787(a.u.c.) anno della sua morte.
Sposa Salomè, figlia di Erode(Filippo) e di Erodiade. Non ha avuto discendenti.
- ERODE GIULIO AGRIPPA I - Figlio di Aristobulo e di Berenice, è nipote di Erode il Grande. Nel 791(a.u.c.) viene nominato da Caligola tetrarca delle regioni ad oriente del Lago di Tiberiade (il Golan). Mantiene l'incarico sino alla sua morte avvenuta nel 797(a.u.c.)
Sposato con Cipro(B) genera tre figli: Agrippa(II), Berenice e Drusilla.
- ERODE AGRIPPA II - Figlio di Erode Giulio Agrippa I e di Cipro(B) è pronipote di Erode il Grande. Nominato re dai romani nel 802(a.u.c) rimane in carica sino all'844(a.u.c.). Non ha mai avuto poteri effettivi; era una carica più che altro onorifica.
ANNO 43 (a.e.v.) - 711 (a.u.c.)
005 - MATRIMONIO
Gioacchino ed Anna si sposano.
(Rif. 025,035,050)
Riferimento Storico:
MORTE DI ERODE ANTIPATRO
Erode Antipatro viene assassinato; gli succede il figlio Erode
il Grande, come Tetrarca della Giudea.
ANNO 40 (a.e.v.) - 714 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
ERODE IL GRANDE SUL TRONO
Erode il Grande viene nominato re delle seguenti provincie
della Palestina (Canaan): Giudea, Galilea, Samaria, Decapoli e
Transgiordania.
Ircano II, rientrato dalla prigionia, viene assassinato con tutti gli altri discendenti degli Asmonei.
ANNO 37 (a.e.v.) - 717 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
DISTRUZIONE DI QUMRAN (Prima versione)
Un violento terremoto distrugge Qumran, sede della più importante comunità essena. L'insediamento viene abbandonato per
qualche decina di anni.
DISTRUZIONE DI QUMRAN (Seconda versione)
Erode il Grande attacca e distrugge l'insediamento esseno di
Qumran. Gli esseni avevano violentemente contestata l'ascesa al
trono di Erode il Grande in quanto ritenuto "straniero" (idumeo)
e non appartenente alla discendenza di Davide, secondo la
tradizione e la Legge Mosaica.
Parlando di esseni, conviene anticipare qualche notizia su quella che è stata, per la chiesa, una delle più imbarazzanti scoperte degli ultimi anni.
INSERTO 06 - I Manoscritti di Qumran
A - MANOSCRITTI DI QUMRAN (Documenti storico-cultuali)
Le vicende accadute intorno a questa importante scoperta sono emblematiche di come la chiesa abbia proceduto e proceda sistematicamente alla eliminazione di ciò che preferisce non si sappia. Il potere clericale, basato su determinate e false credenze, inculcate con forza (e con ferocia) nel corso di due millenni, difende se stesso, nascondendo determinate verità; mantenere la gente nell'ignoranza ed in uno stato perenne di pecorinismo nazareno significa difendere i propri privilegi economici, finanziari e politici.
La prima scoperta risale al 1947 ed è stata fatta casualmente da un pastore beduino, in una grotta in località Khirbet Qumran, sulla riva occidentale del Mar Morto; consisteva in 7 rotoli completi, contenuti in giare di terracotta, nonchè altri frammenti, molti dei quali venduti dai beduini sul mercato clandestino delle antichità. Successivamente la zona venne battuta alla ricerca di nuovi reperti; le grotte esplorate furono 270 e, si dice, ma non è certo, che i rotoli ritrovati siano stati oltre 40 ai quali vanno aggiunti altri 800 reperti.
Si suppone che questi reperti fossero stati sepolti nell'imminenza della guerra giudaica e trattasi di scritti prodotti, in linea di massima nella prima metà del I secolo (e.v.).
Per una serie di disgraziate circostanze (guerre in Israele), i primi rotoli e l'autorizzazione a nuove ricerche furono affidate alla cosidetta "banda del domenicano", capeggiata dal monaco DE VAUX e ben presto tutti i reperti finirono nelle mani di questa presunta "commissione di esperti" che avrebbe avuto il compito di tradurli e renderli di pubblico dominio.
Il contenuto dei rotoli fu ritenuto esplosivo non tanto perchè contenente particolari notizie sul cristianesimo (in fondo sono tutti testi ebraici), ma perchè riportavano alla luce quella realtà essena che la chiesa ha sempre voluto artatamente ignorare. Quindi, in combutta con il Vaticano e con la forzata connivenza del governo israeliano, che aveva altri gravi problemi per le mani, la commissione, per 50 anni (!) non fece quasi nulla se non occultare tutto il materiale impedendone anche la riproduzione fotografica. Il materiale venne classificato in due categorie:
- reperti biblici
- reperti settari (questi ultimi naturalmente top secret)
e solo nel 1996, dopo una ennesima protesta di studiosi ed accademici di tutto il mondo ed una interrogazione presso il Parlamento d'Israele, si cominciarono a diffondere le prime copie fotografiche dei documenti. Cinquanta anni di protervo e interessato occultamento di un patrimonio storico!
Tra i rotoli più importanti ed oggi noti, vanno segnalati:
- Apocrifo della Genesi
- Rotolo del Tempio
- Rotolo della guerra
- Commentario ad Abacuc
- libro dei Giubilei
- Regola dell'assemblea
- Regola della comunità
- Rotolo di rame
- Documento di Damasco
- ed altri
Il rotolo di rame è particolarmente importante perchè contiene un inventario criptato di tutti i tesori del Tempio, nascosti dai sacerdoti, in 64 nascondigli segreti, in previsione dell'attacco romano a Gerusalemme.
Il Documento di Damasco, già noto per una copia rivenuta al Cairo molti anni prima, è importante perchè lascia chiaramente intendere come "Damasco" fosse in realtà uno dei tanti nomi che indicavano la comunità essena di Qumran.
Attualmenti questi reperti sono esposti al pubblico nello speciale padiglione SHRINE OF THE BOOK ( il Santuario del Libro) dello Israel Museum di Gerusalemme.
Se giudichiamo quanto raccontano il Nuovo Testamento, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli come fatti storici indiscutibili, allora è impossibile rendere giustizia, in senso scientifico ai Rotoli. E' la dottrina cristiana in realtà a dettare le regole. (P.R.Davies)
(Rif. 347,772,374,376)
B - IL PAPIRO MAGDALEN
A proposito di questo papiro, uno studioso ci manda la seguente segnalazione che riteniamo un utile complemento a quanto esposto in merito ai reperti di Qumran.
Ho da poco letto un libro,(Testimone oculare di Gesù - Carsten P. Thiede e Mattew D'Ancona) dove si parla di tre frammenti di codice di papiro, trovati nel 1901 a Luxor da un cappellano inglese, che poi li donò all'Università di Oxford, dove aveva studiato, appunto all'Istituto Magdalen. Questi frammenti sono stati studiati anche con il microscopio a scansione laser, per individuare anche le minime tracce di inchiostro, oltre che comparandoli con molti altri manoscritti, in particolare quelli di Qumran.
Gli autori parlano anche del frammento 7Q5 di Qumran analizzato in modo analogo. Com'è noto è accertato che 7Q5 contiene un brano del Vangelo di Marco. Ebbene i tre frammenti contengono brani del Vangelo di Matteo. L'esame al radiocarbonio non è stato fatto perchè i frammenti sono troppo piccoli e comunque il margine di errore, 10% circa, lo rende inutile.
Comunque il confronto paleografico dice che la scrittura risale allo stesso periodo di alcuni testi greci di Qumran, quindi anche 7Q5, e di alcuni frammenti trovati ad Ossirinco; questi ultimi possono essere datati con certezza al 66 d.C. mentre per i testi di Qumran non ci sono problemi, non sono posteriori al 70 d.C. In altre parole sembra che i Vangeli di Matteo e di Marco esistessero come tali nel primo secolo d.C. Probabilmente nella prima metà, visto che alla fine del I sec. e l'inizio del II, lo stile di scrittura sarebbe stato leggermente diverso.
Questo non dà, come ammettono gli autori, attendibilità storica ai Vangeli in senso moderno, però è evidente che per costruire un mito simile in pochi decenni doveva esserci un ambiente culturale molto vivace.
(F. Fornasier)
Il fatto che lascia alquanto perplessi è come siano stati "datati" alcuni di questi frammenti e come sono stati interpretati i segni che essi riportano.
Sulla datazione fatta con il radiocarbonio (non sempre possibile) su frammenti tanto piccoli, il margine di errore sposta il periodo di più/meno due secoli, quindi praticamente inutili quando si vuole giocare sui quei limiti molto ristretti che farebbero comodo alla chiesa.
Quanto all'estrapolazione di interi brani, attribuiti poi a Tizio o Caio, per qualche sparuta decina di caratteri visibili e leggibili riportati sui frammenti stessi, il risultato dipende sempre dalla buona ...volontà e dal condizionamento di chi estrapola; si ha l'impressione, a volte, che si tratti di esercizi da ...Settimana Enigmistica!
C - POSTILLA - In data 10/9/2001, sul quotidiano LA STAMPA, pag. 11, sono apparsi alcuni articoli
nei quali si annuncia l'intenzione
della chiesa di "ritoccare" la Bibbia alla luce di quanto contenuto nei rotoli scoperti a Qumran; gli stessi per 50 anni gelosamente nascosti.
Si sta profilando una ennesima e disinvolta manipolazione di quella che viene comunemente propinata come "parola di Dio".
Si afferma anche che, probabilmente, Gesù ha vissuto con gli Esseni per 18 anni, nella comunità di Qumran; questo farebbe del nostro personaggio un capo partigiano, un guerrigliero a tutti gli effetti come ipotizzato da alcuni studiosi da almeno un secolo prima!
(Rif. 450)
ANNO 35 (a.e.v.) - 719 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
LA FORTEZZA ANTONIA
Erode il Grande inizia la costruzione della Fortezza Antonia
(Torre Antonia) situata su uno dei lati del Tempio.
La fortezza diverrà sede del presidio romano di Gerusalemme.
Il testo riporta una mappa di "GERUSALEMME" mediante la quale potete avere un'idea della città, come si presume fosse ai tempi della nostra cronologia. (Anno 800 a.u.c.)
ANNO 33 (a.e.v.) - 721 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
NOZZE DI CLEOPATRA
Cleopatra VII sposa Antonio.
ANNO 30 (a.e.v.) - 724 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
SUICIDIO DI CLEOPATRA
Cleopatra VII ed Antonio si suicidano. L'Egitto passa sotto il diretto controllo di Roma e diventa una Provincia dell'Impero.
ANNO 24 (a.e.v.) - 730 (a.u.c.)
006 - L'UMILIAZIONE DI GIOACCHINO
Durante la celebrazione della festa della Dedicazione (Dicembre) Gioacchino si reca al Tempio con le consuete generose
offerte. Il sommo sacerdote Isachar (suo suocero) lo fa avvisare in pubblico, dallo scriba Ruben, che le sue offerte e la
sua presenza nel Tempio non sono più gradite causa la sua infecondità.
(Rif. 035,045,050)
Secondo le tradizioni e la legge ebraica di allora, la
sterilità era considerata una maledizione divina e pertanto
invalidante per coloro che ricoprivano una carica pubblica o di
natura religiosa (sacerdoti). La sterilità della moglie era
un valido motivo per l'annullamento del matrimonio. Si
riteneva che un individuo sterile e quindi maledetto da YHWH
offendesse, con la sua presenza nel Tempio, la divinità.
Per le donne, inoltre, era un segno della maledizione divina
anche rimanere semplicemente nubili e vergini. La religione
cristiana ha, con il mito di Maria, capovolto questo concetto.
L'episodio è comunque strano; se veramente Gioacchino era uno
dei maggiori contributori del Tempio come poteva il clero
rifiutare le sue consistenti offerte? Perchè lo suocero
Isachar non ha agito con maggiore discrezione?
Pare poi che le sacre scritture considerassero, come maledetto, anche chi in Israele non generasse figli maschi.
Resta comunque il mistero su
quali erano i reali contrasti tra i due.
007 - LA RICERCA DI GIOACCHINO
Gioacchino, umiliato, consulta i registri delle 12 tribù di
Israele, (ma quali registri?) per controllare se veramente era il solo a non aver generato figli.
La ricerca non gli giova.
(Rif. 025)
LE DODICI TRIBU' (Secondo il mito)
Tribù facenti capo ai discendenti di Giacobbe:
- Aser
- Beniamino
- Dan
- Gad
- Giuda
- Issacar
- Levi
- Neftali
- Ruben
- Simeone
- Zabulon
Tribù facenti capo ai discendenti di Giuseppe:
- Efraim
- Manasse
In effetti le dodici tribù sarebbero tredici. Normalmente non viene contata la tribù di LEVI, priva di territorio proprio e con i relativi componenti sparsi in varie città della Terra Promessa. In particolare, i leviti sarebbero i discendenti di Levi, terzo figlio di Giacobbe e di Lia la "cisposa", figlia di Labano. Ai tempi di Mose avrebbero acquisito il monopolio dell'esercizio del sacerdozio.
008 - GIOACCHINO SI ISOLA....
Pubblicamente umiliato, Gioacchino raduna le sue mandrie e con
i suoi pastori si ritira in "terre lontane".
(Rif. 035,045,050)
Si ritira sotto una tenda nel deserto digiunando per 40 giorni
e 40 notti.
(Rif. 035)
009 - ....ED ANNA SI DISPERA
Anna, sola e priva della consolazione dei figli, piange per
l'abbandono del marito e lo teme morto.
(Rif. 035)
010 - ANNUNCIAZIONE AD ANNA
Un angelo appare ad Anna e la consola annunciandole che, per
grazia divina, partorirà una figlia, il nome della quale sarà
Maria, destinata ad essere consacrata al Tempio. Esorta Anna
ad incontrare il marito, alla Porta Aurea di Gerusalemme, quando egli sarà di ritorno.
(Rif. 025,035,045,050)
N.B. - Nel 730(a.u.c.) non esisteva in città una Porta Aurea. Gli
autori fanno probabilmente riferimento alla Porta d'Oro (Porta
di Susa?), che verrà aperta durante la ricostruzione del
Tempio, ordinata da Erode il Grande nel 734(a.u.c.).
Di questa straordinaria annunciazione è stata data "sicura" conferma,
nel 1854, da Pio IX che, con il dogma dell'Immacolata Concezione, ha definito Maria come persona umana concepita
senza peccato.
Questo lascia quindi intendere che anche il coito pur con intento procreativo, predicato dalla chiesa, sia comunque un peccato.
011 - ANNUNCIAZIONE A GIOACCHINO
Così, come per Anna, anche a Gioacchino appare un angelo che
gli annuncia la prossima nascita di una figlia e lo invita a
tornare a casa e ad incontrare Anna presso la Porta Aurea.
(Rif. 025,035,045,050)
012 - GIOACCHINO HA DEI DUBBI
Gioacchino ha qualche dubbio su quanto gli è stato annunciato.
Malgrado le esortazioni dei suoi pastori esita a partire.
Allora l'angelo gli riappare nuovamente nel sonno e lo
convince a togliere le tende.
(Rif. 035)
013 - AVVISO PER CONOSCENZA
Come era accaduto per Anna e Gioacchino, un angelo appare anche
al sommo sacerdote Isachar e lo informa della futura nascita di Maria.
(In fondo lui è il nonno).
Lo invita pertanto ad accettare, di buon grado e secondo la
legge, le offerte di Gioacchino, essendo caduto l'impedimento
della infecondità.
(Rif. 045)
014 - VIAGGIO DI RITORNO ED INCONTRO (Giugno)
Dopo 30 giorni di viaggio, con bestiame al seguito, Gioacchino
è nuovamente a Gerusalemme. La moglie, tempestivamente informata da un angelo, sul giorno del ritorno, lo attende alla
Porta Aurea.
Convenevoli, ringraziamenti e lodi al Signore per la grazia
ricevuta.
(Rif. 045)
015 - IL BANCHETTO
Gioacchino invita un gran numero di amici e conoscenti ad un
grandioso ricevimento per festeggiare il suo ritorno ed il
prossimo lieto evento.
(Rif. 045)
016 - PRIMA OFFERTA AL TEMPIO
Gioacchino offre al Tempio agnelli, capretti e vitelli promettendo di consacrare la nascitura al Signore.
(Rif. 045)
017 - SECONDA OFFERTA AL TEMPIO - AUSPICI
Al completamento del sesto mese di gravidanza (Novembre),
Gioacchino rinnova le offerte di animali al Tempio. Durante il sacrificio, dall'arteria di un agnello sgorga latte anzichè
sangue; da ciò vengono tratti favorevoli auspici sulla futura
nascita.
(Rif. 045)
ANNO 23 (a.e.v.) - 731 (a.u.c.)
018 - NASCITA DI MARIA (Febbraio)
Tutte le fonti lasciano intendere che il parto sia avvenuto
regolarmente al nono mese.
Solo l'autore del "Vangelo Armeno" ci informa categoricamente
che Maria è nata di sette mesi e quindi alla fine del 730.
(Rif. 045)
019 - MARIA: SEI MESI, SETTE PASSI (Agosto)
Avendo Maria compiuto i sei mesi, Anna la pone per terra per
vedere se cammina: Maria fa sette passi e ritorna tra le braccia della madre. Allora Anna prende una insolita decisione:
- fa costruire un "santuario" nella camera da letto
- rinchiude Maria in tale santuario perchè non venga contaminata da nulla di impuro
- ingaggia sette fanciulle, ebraiche e vergini, per farla
trastullare. (Con tutti i soldi che aveva il marito poteva anche permeterselo!)
(Rif. 025)
ANNO 22 (a.e.v.) - 732 (a.u.c.)
020 - MARIA COMPIE UN ANNO
Al compimento del primo anno Gioacchino offre un grande ricevimento invitando un numero sterminato di persone:
"...i sacerdoti, gli scribi, il consiglio degli anziani e tutto il popolo
d'Israele...".
Scopo della festa: presentazione della bambina e ricevimento
delle consuete benedizioni.
(Rif. 025)
ANNO 21 (a.e.v.) - 733 (a.u.c.)
021 - LA FRETTA DI GIOACCHINO
Al compimento dei due anni l'impaziente Gioacchino ritiene
giunto il momento di affidare Maria al Tempio temendo che,
in seguito, possa essere rifiutata. Anna, considerata la tenera
età della figlia, è di parere contrario e consiglia di attendere.
(Rif. 025)
ANNO 20 (a.e.v.) - 734 (a.u.c.)
Riferimento Storico:
LA COSTRUZIONE DEL NUOVO TEMPIO
Erode Il Grande ordina il rifacimento del Tempio di Gerusalemme.
022 - MARIA ENTRA NEL TEMPIO
All'età di tre anni, preceduta da uno stuolo di fanciulle recanti fiaccole accese, Maria entra nel Tempio. Esegue una graziosa danza sul terzo gradino dell'altare e poi, senza voltarsi, sale di corsa i quindici gradini che conducono all'ingresso
del ritiro.
(Rif. 025,035,045,050)
Si trattava probabilmente di una scuola di elite, retta dai
sacerdoti e destinata all'educazione delle ragazze di
un certo rango: figlie di re, di sacerdoti e di alti dignitari.
Non è chiaro dove la scuola fosse dislocata; certo non nel
Tempio che, distrutto da Nabucodonosor nel 167(a.u.c.), doveva
essere, nel 734(a.u.c.), per condizioni e struttura, alquanto
modesto. La costruzione del nuovo Tempio, iniziata in questo
anno e terminata negli anni 785-790(a.u.c.), sicuramente dopo
la morte di Gesù, non poteva ospitare nel suo interno una
scuola di questo genere.
Nelle sue linee essenziali, questa scuola doveva essere simile
ad analoghe istituzioni greche, dove l'istruzione comprendeva
anche oratoria, poesia, pittura, musica e per finire con la
danza, l'educazione fisica ed il tiro con l'arco.
Maria entra nella scuola del Tempio a pieno titolo in quanto
figlia di Gioacchino, uno degli uomini più ricchi della Palestina e nipote di Isachar, sommo sacerdote.
(Rif. 130)
ANNO 19 (a.e.v.) - 735 (a.u.c.)
023 - MARIA ORFANA (?)
Secondo il Vangelo dell'Infanzia Armeno, all'età di quattro anni Maria sarebbe rimasta orfana di padre e madre.
(Rif. 045)
La notizia della morte di Gioacchino e di Anna, quì riportata, contrasta con
quanto sostenuto da altri autori e con quanto riportato in altre parti del testo.
ANNO 14 (a.e.v.) - 740 (a.u.c.)
024 - VITA DI MARIA NEL TEMPIO
Dotata di notevole intelligenza e di precoce maturità di carattere, Maria diventa presto oggetto di ammirazione e viene
additata come esempio di preclare virtù. Il ritmo quotidiano
della sua vita era così scandito:
- dal mattino all'ora terza: preghiera
- dall'ora terza alla nona: lavori di tessitura
- dopo l'ora nona di nuovo preghiera in attesa della refezione, servita da un angelo.
Oltre a ciò trovava il tempo per lo studio e la meditazione
della Legge Mosaica, per il canto dei salmi davidici e per
la conversazione con diversi angeli che la ubbidivano in tutto.
A volte eseguiva anche guarigioni di ammalati, con il tocco
della mano.
(Rif. 035)
025 - IL NUTRIMENTO DI MARIA
Durante tutti gli anni della sua permanenza nel Tempio, Maria
ha sempre distribuito la sua quotidiana razione di alimenti ai
poveri. Essa si nutriva prendendo giornalmente il suo cibo
dalla mano di angelo.
(Rif. 025,035)
ANNO 11 (a.e.v.) - 743 (a.u.c.)
026 - PRE-ANNUNCIAZIONE
Nel Tempio, appare a Maria un angelo, il quale si abbandona
prima ad una serie di singolari prodigi e poi le annuncia che, tempo tre anni, concepirà un figlio destinato a salvare il mondo.
Maria ha ora 12 anni.
(Rif. 100)
ANNO 9 (a.e.v) - 745 (a.u.c.)
027 - UNA PROPOSTA DI MATRIMONIO
Avendo Maria compiuto i quattordici anni, un certo sacerdote
Abiathar offre munifici doni ai responsabili del Tempio affinchè la stessa venga concessa in sposa al proprio figlio.
Netto rifiuto da parte di Maria alle pressioni dei sacerdoti.
(Rif. 035)
Infatti, durante la permanenza nel Tempio, ha fatto voto di
verginità, in contrasto con le comuni credenze che ritenevano
tale stato una maledizione divina.
028 - VEDOVANZA DI GIUSEPPE
Muore la prima moglie di Giuseppe, dopo 49 anni di matrimonio.
Giuseppe ha ora 89 anni.
(Rif. 055)
ANNO 8 (a.e.v.) - 746 (a.u.c.)
029 - ZACCARIA DIVENTA SOMMO SACERDOTE
Muore il sommo sacerdote Eleazaro e Zaccaria, figlio di Barachia, subentra nell'incarico.
(Rif. 045)
030 - L'ETA DELLA DISCREZIONE
La permanenza delle vergini nel Tempio era prevista per un massimo di 12 anni. Avendo Maria ed altre 12 ragazze maturato il
tempo per lasciare il ritiro, il consiglio dei sacerdoti deve prendere una decisione in merito alla loro collocazione.
(Rif. 050)
031 - IL SORTEGGIO
Le versioni sull'evento sono discordanti.
In sintesi: il sommo
sacerdote, ispirato da un angelo, emana un bando in tutta la
Giudea ordinando a celibi e vedovi di presentarsi al Tempio
muniti di bastone personale (o tavoletta con inciso il nome).
Maria e le 12 vergini vengono esibite in pubblico; si ritirano
i bastoni (tavolette) lasciando il compito di decidere l'affidamento alla potestà divina.
I bastoni (tavolette) vengono poi restituiti ai legittimi proprietari con la relativa indicazione dell'avvenuta assegnazione.
Dal bastone (tavoletta) di Giuseppe esce una colomba bianca,
quale segno di particolare favore divino, essendogli stata assegnata in custodia (e in previsione di future nozze) Maria.
(Rif. 025,035,045,050)
L'episodio ha tutte le caratteristiche di una vendita di schiave
all'incanto.
Ricorda molto alcune usanze greche dell'epoca; le
ragazze allevate in scuole di elite e con garanzia di
verginità, venivano cedute, per cifre altissime, a personaggi
facoltosi e di rango, in qualità di concubine di lusso.
Il
contratto poteva anche essere a tempo determinato o contenere
clausole di riscatto.
Aspasia, compagna e consigliera di
Pericle, per quasi 40 anni, da giovane aveva seguito questa trafila.
032 - GIUSEPPE DISSENTE
Giuseppe è molto preoccupato per ciò che la sorte gli ha riservato. (Se le date sono esatte ha 90 anni!)
Giuseppe si schermisce dicendosi troppo vecchio, carico di figli e possibile oggetto di derisione, considerato il divario di
età con la giovane promessa.
(Rif. 025,035,045,050)
033 - GIUSEPPE VIENE CONVINTO
Giuseppe viene aspramente rimproverato dal sommo sacerdote e
minacciato di un possibile intervento della collera divina.
Alla fine si convince.
(Rif. 025,035,045,050)
034 - DOVE VA MARIA - (Prima versione)
Celebrato il rito di promessa di matrimonio Giuseppe torna a
Betlemme per i preparativi delle nozze. Maria ritorna in Galilea (?), a casa dei suoi genitori, con altre sette fanciulle che
le sono state destinate come dame di compagnia.
(Rif. 050)
035 - DOVE VA MARIA - (Seconda versione)
Scortata da cinque dame di compagnia: Rebecca, Sefora, Susanna,
Abigea e Cael (Zahel) Maria si insedia nella casa di Giuseppe.
(Rif. 035,045)
036 - DOVE VA MARIA - (Terza versione)
Nel mese di Maggio, dopo regolare contratto di matrimonio,
Maria entra a far parte della famiglia di Giuseppe mediante
la tradizionale cerimonia ebraica di accoglimento.
(Rif. 378)
Su quello che poteva essere il rapporto pre-matrimoniale o matrimoniale tra Giuseppe e Maria la chiesa non è mai stata chiara. Su questo particolare ci soccorre la segnalazione di un nostro collaboratore:
Ho letto che gli ebrei, quando si sposavano, facevano un fidanzamento seguito da un primo matrimonio; e se la donna restava incinta, facevano un secondo definitivo matrimonio. Nel periodo tra il fidanzamento ed il primo matrimonio la ragazza era chiamata "almah", che erroneamente è stato tradotto con "vergine" nel caso della madre di Gesù. Durante (o poco tempo prima?) i due matrimoni, la donna ungeva il marito con olio profumato e le due unzioni, raccontate nei Vangeli, sarebbero da interpretare in questo senso.(F.Fornasier)
La verginità, per gli ebrei, era comunque una condizione sine qua non per il matrimonio; la sua mancanza era motivo di divorzio e, in casi più gravi, motivo di condanna a morte della ragazza mediante lapidazione.
037 - GIUSEPPE PARTE PER LAVORO
Sistemata Maria in casa, Giuseppe parte per impegni di lavoro
a Cafarnao (o a Sefforis?). Non è chiaro quale attività svolgesse: se falegname, carpentiere o costruttore edile.
Maria si prende cura di Giacomo il Minore, ultimo nato dal precedente matrimonio di Giuseppe e ancora in tenera età.
Inoltre, con le altre cinque dame, provvede alla tessitura di
un nuovo velo per il Tempio.
(Rif. 025,045,050)
Sefforis era la capitale in costruzione di Erode Antipa, distante qualche chilometro da Nazaret(?). Successivamente venne chiamata Tiberiade in onore di Tiberio Imperatore.
038 - L'ELEZIONE DI ZACCARIA VIENE CONTESTATA
Dopo averlo eletto i sacerdoti si rendono conto che Zaccaria
non ha figli e mettono pertanto in dubbio la validità della
nomina, a causa della sua infecondità. (Strana distrazione!)
(Rif. 045)
039 - ZACCARIA CERCA UNA SCAPPATOIA
Zaccaria invoca la grazia divina per avere un figlio ma senza
nutrire troppe speranze, considerato che all'epoca aveva 120
anni e la moglie Elisabetta 98 anni.
(Rif. 045,135)
040 - ANNUNCIAZIONE A ZACCARIA
Le preghiere di Zaccaria vengono ascoltate. Un angelo gli appare nel Tempio e gli annuncia che la moglie avrà un figlio;
il suo nome dovrà essere Giovanni.
(Rif. 015,045)
041 - ZACCARIA HA QUALCHE DUBBIO
Di fronte a tanta notizia Zaccaria viene colto da comprensibili
dubbi e chiede all'angelo una qualche prova. L'angelo lo rimprovera per la sua poca fede e come punizione lo rende muto sino
al compimento del lieto evento.
(Rif. 015,045)
La privazione della parola, anzichè nove mesi, sarebbe durata
solo tre giorni.
(Rif. 135)
042 - ANNUNCIAZIONE AD ELISABETTA
(Il 20 del mese di Tishri)
L'arcangelo Gabriele annuncia ad Elisabetta, incredula, la
prossima nascita di Giovanni.
(Rif. 045)
ANNO 7 (a.e.v.) - 747 (a.u.c.) * GESU': ANNI 0
043 - PRIMA ANNUNCIAZIONE A MARIA
Mentre Maria si trovava presso la fonte (o in casa, non si sa bene), le appare
un angelo (Gabriele) che le annuncia il concepimento di un figlio per opera dello spirito santo.
Maria ne è profondamente turbata ma l'angelo la tranquillizza.
I soliti "bene informati" ci dicono che questo è avvenuto all'ora terza di Mercoledì, 15 del mese di Nisan.
(Rif. 005,015,025,035,045,050,135)
044 - SECONDA ANNUNCIAZIONE
Qualche tempo dopo (tre ore o tre giorni), un bellissimo giovane (angelo in forma corporea) penetra in casa di Maria e le
conferma l'annuncio del concepimento divino, risolvendo tutti
i dubbi e le perplessità della giovane.
(...il verbo di Dio penetrò in lei attraverso l'orecchio...)
(Rif. 035,045,135)
Per opportuna informazione: Maria non era una donna ma bensì un angelo, inviato
preventivamente in terra da Dio, per ricevere il figlio. Il
concepimento di Gesù non è avvenuto nel ventre; Gesù è
entrato nel corpo di Maria da un orecchio ed è uscito
dall'altro! Questo, per lo meno, è quanto sostenuto
nell'ambiente della setta catara e riportato nello pseudo
libro di Giovanni (Conceptio per Aurem).
(Rif. 145)
Secondo Tertulliano, invece, la fecondazione di Maria fu operata mediante un raggio luminoso.
Altri infine sostengono che il concepimento sia avvenuto per
bocca (Conceptio per Os).
Invece, stando al Vangelo di Giuda, Gesù (l'Autogenerato?) sarebbe figlio della Grande Dea Madre Barbelo che lo avrebbe concepito mediante un penetrante sguardo del Dio primitivo, unico e ineffabile, da non confondersi con El, il dio dell'Antico Testamento.
(Rif. 475)
045 - PRE-AVVISO AI MAGI
Prevedendo una regolare gravidanza di nove mesi, un angelo
si reca in oriente per sollecitare i magi a mettersi in viaggio.
(Rif. 045)
046 - MARIA SI RECA DA ELISABETTA (Febbraio-Marzo?)
Maria si mette in viaggio e raggiunge Ain-Karim (monti della
Giudea), per fare visita alla cugina Elisabetta, la quale è in
attesa (sesto mese) della nascita di Giovanni.
(Rif. 025,045)
Se, come dicono i vangeli, il viaggio è iniziato a Nazaret, il percorso è stato di 150 Km., a dorso di mulo. Cosa alquanto sconsigliabile per una donna sola ed incinta.
Se invece Maria si trovava a Betlemme allora il percorso si riduce a circa 15 chilometri.
047 - LE RACCOMANDAZIONI DI ELISABETTA (Marzo-Giugno?)
Elisabetta si rende conto della gravidanza di Maria e le raccomanda di custodire il segreto sul suo stato e di non uscire
di casa onde evitare malintesi, sospetti e pettegolezzi da parte
di estranei.
(Rif. 045)
048 - NASCITA DI GIOVANNI (Giugno-Luglio?)
In questo mese nasce Giovanni il Battista.
(Rif. 015,020)
GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo il mito e la leggenda)
- Padre: ZACCARIA, a sua volta figlio di Barachia, discendente di Aronne.
- Madre: ELISABETTA, parente di Maria per vincolo con la di lei madre Anna.
Nasce ad Ain-Karin, paese situato in una zona montuosa a circa 7-8 Km. da Gerusalemme, nel Maggio del 747(a.u.c.), sei mesi prima del cugino in secondo grado Gesù.
Si dice sia cresciuto come un asceta nella zona desertica della Giudea, rivestito di pelli e mangiando ciò che la natura gli offriva, come locuste e miele selvatico.
Intorno ai 30 anni inizia a predicare, lungo il Giordano (nei pressi di Gerusalemme), praticando il battesimo e profetizzando l'avvento di un nuovo messia.
Aspramente critico nei riguardi di Erode Antipa e del suo concubinaggio con la cognata Erodiade, viene arrestato e rinchiuso nella fortezza di Macheronte, sulla sponda orientale del Mar Morto. Dopo parecchi mesi di carcere, Erodiade e la figlia Salomè ottengono, da Erode Antipa, che venga decapitato. (Presumibilmente nell'Agosto del 781 (a.u.c.))
(Rif. 015,135)
Una nota estemporanea. Sono in molti a meravigliarsi del fatto che Giovanni Battista si nutrisse di locuste mentre trovano perfettamente naturale che i francesi vadano pazzi per le lumache alla parigina.
Le locuste sono, ancora oggi, consumate in alcuni paesi dell'Africa sud-orientale. Naturalmente vengono saltate in padella con un filo d'olio, sino a renderle croccanti; un pizzico di sale e spezie secondo i gusti. Pare che anche gli esseni non le disdegnassero.
Il problema, forse, non è quello di mangiarle ma di.... acchiapparle.
GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo un'altra ipotesi storica)
Storicamente di Giovanni Battista non si sa nulla, eccetto una breve notizia, riportata da Giuseppe Flavio, sulla base della quale è possibile
formulare le seguenti, discutibili, ipotesi.
Giovanni aderisce e condivide, sin da giovane, gli ideali di riscatto e di liberazione della Palestina professati dalla comunità essena. Su tale decisione potrebbe aver pesato il fatto della morte del padre Zaccaria, avvenuta anni prima, per mano della famiglia degli Erode ma il fatto è del tutto improbabile.
Vive la propria giovinezza nel deserto, a Qumran, con la comunità essena che lo accoglie di buon grado in quanto:
- quale discendente di Aronne ha tutte le carte in regola, secondo la profezia biblica, per assumere la figura del messia religioso che dovrebbe porsi a capo dell'attuale e corrotta classe sacerdotale, mentre:
- Gesù, discendente di Davide, si porrebbe come messia politico a capo del movimento per la cacciata dei regnanti erodiani, considerati come usurpatori e collaborazionisti degli occupanti romani.
E' il concetto della duplice attesa messianica coltivato dagli esseni.
Giovanni era un profeta di tendenze radicali ed Erode Antipa lo fa giustiziare perchè rappresentava una seria minaccia alla precaria stabilità politica del regno.
Oggi, nei territori meridionali dell'Iraq, esiste ancora una setta che non riconosce la supremazia di Gesù ma che segue, con scrupolo e convinzione, gli insegnamenti di Giovanni il Battista. Sono comunemente detti Mandei, ma essi si definiscono Nazareni (Nazorei) con riferimento all'omonima antichissima setta e non alla città di Nazaret.
Che a quei tempi qualcuno si vantasse di discendere in linea retta da Davide è una cosa che lascia alquanto perplessi. Stando alla lettera di ciò che è riportato nella Bibbia (Libro dei Re) questo Davide sarebbe stato uno dei piu' efferati farabutti che la storia ci abbia tramandato. Il fatto che sia riuscito a sedersi su di un trono non toglie nulla alla sua mostruosa protervia. Tanto per paragone: è come se oggi qualcuno si vantasse di discendere da Hitler.
Resta comunque il fatto che non esiste nessuna prova archeologica o storica dell'esistenza del regno di Davide. Nessun testo contemporaneo del Medio Oriente ne parla; si tratta di uno dei tanti miti inventati dagli autori della Bibbia.
(Rif. 130)
049 - CIRCONCISIONE DI GIOVANNI (Luglio?)
Otto giorni dopo la nascita, Giovanni viene circonciso ed il
padre Zaccaria riacquista l'uso della favella.
(Rif. 015,045,135)
050 - MARIA RITORNA A CASA (Luglio?)
Dopo tre mesi di permanenza presso Elisabetta e dopo aver
assistito alla nascita di Giovanni Battista, Maria ritorna
a casa.
(Rif. 015,025,378)
051 - IL RITORNO DI GIUSEPPE (Luglio-Agosto?)
Dopo prolungata assenza Giuseppe ritorna, pronto a sposare
Maria, secondo la solenne promessa fatta al Tempio al momento
dell'affidamento.
Quando si rende conto che Maria è gravida si dispera e cade in
uno stato di profonda desolazione e di paura. A nulla valgono
le proteste di innocenza di Maria, le spiegazioni sul "singolare" intervento divino e le testimonianze di buona fede delle cinque
dame di compagnia.
(Rif. 025,035,045,050,055)
052 - PENSANDO AD UNA SOLUZIONE (Agosto-Settembre?)
Giuseppe teme sopratutto la punizione che il Sinedrio potrebbe infliggergli per non aver custodito nel dovuto modo la giovane che gli era stata affidata. Pensa pertanto come togliersi
dai guai, evitando il disonore ed anche il ridicolo, escogitando alcune possibili soluzioni quali:
- il ripudio
- l'occultamento di Maria in un luogo segreto
- la pubblica denuncia dell'inganno (soluzione drastica che
avrebbe potuto comportare anche la lapidazione della ragazza).
(Rif. 025,035,045,050,055)
053 - UN ANGELO TRANQUILLIZZA GIUSEPPE (Agosto-Settembre?)
Nella notte, durante il sonno, un angelo (Gabriele?) appare in
sogno a Giuseppe e lo induce a più ragionevoli consigli.
Infatti Giuseppe trattiene presso di sè Maria.
Secondo alcuni autori i due si sposano subito.
(Rif. 005,025,035,045,050,055)
054 - ARRESTATI! (Agosto-Settembre?)
Lo scriba Anna, recatosi in visita a casa di Giuseppe, si accorge della gravidanza di Maria e si affretta ad informare i
sacerdoti.
Il sommo sacerdote Zaccaria fa arrestare i due presunti colpevoli.
(Rif. 025,035,045)
055 - GIUDIZIO ED ASSOLUZIONE (Agosto-Settembre?)
In sede di giudizio Giuseppe viene praticamente accusato di
violenza carnale (o quasi!), mentre Maria, qualora Giuseppe
si dimostri innocente, rischia un'accusa di adulterio e quindi
tenuta per legge a rivelare il nome dell'eventuale seduttore.
Considerato che i due imputati insistono nel dichiararsi innocenti, vengono sottoposti ad uno strano test di verità, consistente nel compiere sette giri intorno all'altare del Tempio,
dopo aver bevuto un disgustoso intruglio ("acqua amara di maledizione").
Usciti entrambi indenni dalla prova vengono assolti e liberati.
(Rif. 035,045)
Giacomo, nel suo proto-vangelo, dà una versione dei fatti un
po' diversa:
"quando Maria rimase incinta durante un'assenza del marito,
e quello se ne lamentò, i sacerdoti fecero bere ad ambedue
l'acqua di gelosia e tutti e due furono dichiarati innocenti".
(Rif. 025)
056 - UN RIFUGIO DISCRETO (Settembre-Novembre?)
Malgrado l'assoluzione, Giuseppe non si sente tranquillo e ritiene più opportuno appartarsi agli occhi del mondo sino al termine della gravidanza di
Maria.
Secondo il Corano, a ciò avrebbe provveduto lo stesso Zaccaria, nascondendo Maria in un casolare segreto dove veniva nutrita giornalmente da "angeli del cielo".
(Rif. 045,135)
057 - CENSIMENTO E VIAGGIO A BETLEMME (Novembre?)
Per adempiere agli obblighi imposti dal censimento delle popolazioni, decretato da Ottaviano Augusto, Giuseppe si pone in
viaggio con Maria alla volta di Betlemme, luogo di origine
della sua casata.
(Rif. 015,025,035,040,045,050,055)
CENSIMENTI (Secondo la Storia e un'Ipotesi)
Da tempo si sta facendo strada la convinzione che, nel periodo della nascita e dell'infanzia di Gesù, i censimenti organizzati in Palestina siano stati due, anzichè uno, come generalmente si ritiene.
PRIMO CENSIMENTO (747 a.u.c.)
Riportato solo per dovere di cronaca.
Per ora è solo una ipotesi, non storicamente confermata.
Sarebbe stato un censimento di natura demografica, tendente a rilevare la consistenza numerica della popolazione palestinese, suddivisa nelle varie tribù. Che fosse di natura demografica lo indica il fatto che i capi di casato furono chiamati a censirsi nel loro luogo di residenza abituale,
e questo giustificherebbe lo spostamento delle popolazioni (almeno dei capi di casato).
Un censimento di natura fiscale sarebbe stato organizzato in tuttaltro modo.
Nell'anno di nascita di Gesù: 747(a.u.c.), mancando in Palestina un procuratore incaricato, il censimento ordinato da Ottaviano Augusto, venne fatto sotto la supervisione del Governatore di Siria, Sanzio Saturnino e del console di Siria, Publio Sulpicio Quirino.
Naturalmente i vari autori dell'epoca ne danno versioni a volte completamente distorte.
Alcuni esempi ripresi da M.Craveri:
Rif. 330
- Proto vangelo di Giacomo:
Ora venne un ordine dell'imperatore Augusto che fossero censiti tutti gli abitanti di Betlemme di Giudea.
- Vangelo dello pseudo Matteo:
Avvenne poi, dopo qualche tempo, che si fece un censimento, per decreto di Cesare Augusto, per cui ognuno doveva dichiararsi nel suo luogo di origine. Questo censimento fu fatto dal preside della Siria Quirino.
- Vangelo arabo-siriaco:
Nell'anno 309 dell'era di Alessandro, decretò Augusto che ciascuno si facesse registrare nella sua città.
- Storia di Giuseppe:
Frattanto uscì un decreto da parte del re Augusto che si facesse un censimento di tutta la terra, ciascuno nella sua città di origine.
SECONDO CENSIMENTO (760 a.u.c.)
Storicamente certo, era di natura fiscale e catastale. La Giudea era divenuta Provincia Imperiale e pertanto si poneva il problema di accertare i redditi ed imporre le consuete imposte.
La decisione viene presa nel 759(a.u.c.) con decreto di Ottaviano Augusto. Il censimento è stato eseguito nel 760(a.u.c.) sotto la supervisione di Publio Sulpicio Quirino, divenuto nel frattempo governatore di Siria, e con la collaborazione del procuratore della Giudea, Coponio.
E' stata forse sfruttata la precedente esperienza maturata da Quirino durante il primo censimento?
Resta comunque un fatto strano: i redditi dovrebbero essere rilevati nel luogo dove vengono prodotti senza provocare estesi spostamenti della popolazione.
Altro fatto inspiegabile è il motivo per cui Giuseppe si sia messo in viaggio per ottemperare al decreto di Ottaviano Augusto che riguardava solo la Giudea. Se Giuseppe e famiglia vivevano a Nazaret, presunta località del regno autonomo di Galilea, allora erano cittadini di questo regno, governato da Erode Antipa e che nulla aveva a che vedere con questo censimento fiscale.
A rigor di logica Giuseppe doveva pagare le tasse nel suo territorio di residenza e cioè al fisco di Erode Antipa, organizzato mediante i suoi "pubblicani" che poi, a sua volta, era tenuto a versare una quota di questi tributi a Roma.
Altrimenti non si spiega la figura del pubblicano Matteo.
(Rif. 855)
Betlemme, circa 10 Km da Gerusalemme. (Beth-Lehem = Casa del Pane).
A
quell'epoca contava un migliaio di abitanti.
Censimento a
parte, Gesù doveva nascere a Betlemme, mentre invece non è
vero. E' un falso conclamato dei vangeli per la necessità di
accreditare a Gesù una certa dignità messianica, secondo
quanto previsto da vecchie profezie bibliche di Isaia e Michea;
inoltre, anche lui, doveva nascere nello stesso luogo dove era
nato il suo sedicente antenato Davide. Oggi, alcuni teologi
cattolici tendono a disconoscere la nascita a Betlemme.
(Rif.995)
Secondo E.B.Szekely:
Dobbiamo prima di tutto stabilire quali città NON sono
state quelle di nascita. Gesù non è nato a Betlemme di Giudea
che fu scelta per accordarsi con la Legge mosaica e con quanto
contenuto in alcune profezie.
Betlemme è stata scelta anche per motivi di opportunità dinastiche e di legittimazione messianica.
Non è neanche nato a Nazaret. Il nome reale della città natale è stato eliminato.
Il nome storico e la posizione geografica del luogo di nascita di Cristo è: GAMALA .....
(Rif. 362)
058 - LA NASCITA DI GESU' (Notte tra il 13 ed il 14 Novembre)
Quì le cose si complicano. Le versioni sull'evento sono molteplici e vale quindi la pena di dettagliare:
-
Il viaggio verso Betlemme è iniziato a Nazaret (percorso presunto Km 150 a dorso d'asino)
(Rif. 015,050,055)
Un autore, il quale sostiene che il viaggio sia
iniziato a Nazaret, ci informa che la coppia era dotata di:
- un'asina
- una tenda composta da tre pali e da un telo grigio
- altre dotazioni quali: pane, frutta, coperte, un vestito per
ciascuno, pannolini e camicine.
Il viaggio è durato tre giorni e due notti; la prima notte è
stata passata in tenda, la seconda notte in una locanda. Per la
terza notte, che è quella del parto, hanno raggiunto la stalla
alle ore 20; la stalla era di metri 7 per 4.
(Questo è ciò che si dice essere bene informati!)
Un altro eminente Autore, che concorda sul percorso Nazaret-Betlemme, sostiene trattarsi di una
"giovane coppia" e ci descrive Giuseppe come uomo
robusto (....) che non dimostra più di 20 anni, mentre a
Maria attribuisce un'età di circa 15 anni.
E' una versione che si discosta notevolmente dalle comuni
credenze e che vale la pena segnalare in quanto
l'Autore, oltre che giornalista, risulta membro di alcune
Accademie Pontificie di Roma.
(Rif. 378)
Un'altra perplessità: se Betlemme era il luogo di origine di Giuseppe è ragionevole pensare che ci fosse qualche parente, conoscente o amico in grado di ospitare la coppia, evitando loro di finire in una stalla.
Durante il viaggio Maria ha delle strane visioni che alterano il suo comportamento. Un angelo, apparso all'improvviso, tranquillizza i viaggiatori.
(Rif. 025,035)
-
Il viaggio verso Betlemme è iniziato a Gerusalemme (percorso Km 10).
(Rif. 035,040,045,055)
-
Non hanno fatto nessun viaggio perchè la coppia risiedeva a
Betlemme.
(Rif. 005)
-
Giuseppe e Maria hanno viaggiato soli.
(Rif. 015,035,040,050,055)
-
Giuseppe e Maria hanno viaggiato con Josè, figlio di Giuseppe.
(Rif. 045)
-
Giuseppe e Maria hanno viaggiato accompagnati da alcuni precedenti figli di Giuseppe.
(Rif. 025,045)
-
Il parto è avvenuto prima di assolvere agli obblighi del
censimento.
(Rif. 025,035,040)
-
Il parto è avvenuto dopo aver assolto agli obblighi del censimento.
(Rif. 045,055)
In questo caso Gesù è sfuggito al censimento? Sarebbe rimasto uno sconosciuto non censito?
-
Il parto è avvenuto in una grotta.
(Rif. 025,035,040,045)
-
Il parto è avvenuto in una stalla.
(Rif. 015)
-
Il parto è avvenuto nella casa di Betlemme.
(Rif. 005)
-
Il parto è avvenuto in un palmizio (Corano).
(Rif. 135)
-
Il parto è avvenuto in una casa di Gerusalemme.
(Rif. 172)
Quest'ultima è una versione tarda di origine islamica.
La casa si trovava nell'angolo sud-orientale della spianata del Tempio e faceva parte delle antiche stalle di
Re Salomone(?).
Si racconta che nel 1047 e.v., il viaggiatore persiano
Nasir-I-Xushraw in visita a Gerusalemme, abbia visitato
detta casa ed abbia scoperto i segni impressi dalle unghie
di Maria su alcune colonne alle quali si era aggrappata
durante il travaglio del parto (!)
-
Il parto è avvenuto dopo sette mesi di gravidanza e non al
nono mese.
(Rif. 070)
-
Maria non è stata assistita durante il parto.
(Rif. 040,055)
-
Maria è stata assistita durante il parto da:
-
Il parto è stato del tutto indolore ed è avvenuto a mezzanotte circa. Alla nascita Gesù aveva occhi azzurro scuro e
capelli chiari.
(Rif. 995)
-
Dopo la nascita sono intervenute le seguenti levatrici o presunte tali:
-
Zelomi e Salomè.
(Rif. 025,035)
-
Eva (sic!) la compagna di Adamo, (riscattata al cospetto di Dio dalla prodigiosa nascita) e
da Salomè(?)
(Rif. 045)
-
una vecchia(?)
(Rif. 040)
-
Una delle levatrici ha voluto constatare di persona il permanere della verginità di Maria dopo il parto. Per punizione la sua mano è stata rinsecchita; successivo pentimento, perdono e
guarigione. Chi era l'incredula:
-
Salomè.
(Rif. 025,035,045)
-
una vecchia.
(Rif. 040)
Dopo i Concilii di Costantinopoli del 553 e quello Lateranense del 649(e.v.), i dubbi sulla
verginità di Maria sono stati "definitivamente" dissipati. I
Concilii stessi hanno "decretato" la perpetua ginecologica
verginità di Maria: ante partum, in parto, post partum.
(Però che schifo!
L'idea che una sporca mammana giudea si metta a frugare, con mano infetta, nella intimità di una ragazza che ha appena partorito, è tale da suscitare il vomito anche nel più ottuso dei credenti.)
059 - IL PRIMO MIRACOLO(?)
Una vecchietta, attirata dalla luce che emana dalla grotta, entra e, dopo i complimenti di rito, chiede a Maria di essere guarita da una paralisi che l'affligge da lungo tempo. Maria le dice di porre le mani sul bambino e la paralisi sparisce all'istante.
(Rif. 040)
060 - LE PRIME PAROLE (Prima Versione)
Subito dopo la nascita Gesù si rivolge a Maria precisando la natura del
suo ruolo terreno. Conferma di essere stato mandato in terra
per la salvezza del mondo, come le era stato precedentemente
annunciato dall'arcangelo Gabriele.
(Rif. 040)
061 - LE PRIME PAROLE (Seconda Versione)
Dopo il parto nel palmizio, Maria torna a casa con Gesù. Stupore e perplessità dei congiunti che Gesù tempestivamente
tranquillizza parlando loro dalla culla, precisando gli scopi
della sua venuta in terra.
(Rif. 135)
062 - LA PRIMA POPPATA
Mentre Eva esulta per la nascita del bambino, Gesù si alza dalla mangiatoia ove era stato deposto, succhia il primo latte
dal seno della madre e poi torna tranquillamente a sedersi nel
fieno.
(Rif. 045)
063 - ANNUNCIO DEGLI ANGELI ED ADORAZIONE DEI PASTORI
Gli angeli annunciano al mondo la nascita di Gesù. I pastori
che erano nelle vicinanze, dapprima spaventati e poi incoraggiati dagli angeli stessi, si dirigono verso il luogo della
nascita guidati da una grande stella.
(Rif. 015,035,040,045)
STELLE E COMETE (Secondo la Storia e la Scienza)
La stella cometa, che si arresta sulla stalla (grotta) dove è nato Gesù, è una immagine tanto suggestiva quanto falsa. Gli autori, canonici e non, che descrivono questo evento, (dopo qualche centinaio di anni dalla sua manifestazione), fanno riferimento, in maniera alquanto imprecisa e per sentito dire, ad eventi astronomici accaduti ai tempi della presunta nascita e, per loro natura, ripetitivi.
- Nell'anno 748(a.u.c.)- inverno, si è verificata una congiunzione di Giove con Saturno, nella costellazione dei Pesci. Quando questo fenomeno accade, l'unione delle due sorgenti luminose riflesse produce una luminosità pari a 5 volte la loro somma, per un normale effetto di diffrazione della luce. Il fenomeno è ripetitivo e si manifesta, puntualmente ogni 854 anni.
- Nell'anno 749(a.u.c.)- primavera, è avvenuta un'altra congiunzione di Giove, Saturno e Marte, sempre nella costellazione dei Pesci. Keplero, a suo tempo, ha studiato questo fenomeno, determinandone la frequenza in 794 anni, 4 mesi e 12 giorni.
Questi eventi, che si sono verificati a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, hanno probabilmente messo in moto astronomi ed astrologi dell'epoca, determinati a spostarsi per studiare il fenomeno a loro agio.
064 - IL TERZO GIORNO
Maria cerca una sistemazione migliore; esce dalla grotta con il
bambino ed entra in una stalla. Gesù viene deposto nella mangiatoia, riscaldato ed adorato da un "bue" e da un "asino".
(Rif. 035)
La chiesa non ha mai precisato chi fosse il proprietario del bue. Quanto all'asino si presume fosse quello di Giuseppe.
065 - IL SESTO GIORNO
La famiglia si trasferisce a Betlemme e vi sosta per due giorni.
(Rif. 035)
066 - CIRCONCISIONE (22 Novembre)
Nell'ottavo giorno dalla nascita Gesù viene circonciso secondo
la Legge Mosaica.
- Esegue l'operazione la levatrice Salomè che conserverà il
prepuzio in una ampolla di olio di nardo.
(Rif. 015,035,040)
-
Esegue l'operazione una vecchia ebrea che si prende come ricordo, anche il cordone ombelicale (?) di Gesù e lo conserva in una ampolla di olio di nardo.
Successivamente, questa ampolla verrà acquistata da "Maria
la peccatrice", la quale se ne servirà per l'unzione, riportata in seguito.
(Rif. 040)
-
Esegue l'operazione un uomo, non meglio identificato.
(Rif. 378)
Il nardo era una essenza balsamica ottenuta da un albero ormai
estinto da lungo tempo.
067 - IL DICIOTTESIMO GIORNO
La famiglia si trasferisce a Gerusalemme.
(Rif. 040)
068 - LA CONSACRAZIONE AL TEMPIO (24 Dicembre)
Trascorsi i 40 giorni previsti dalla Legge Mosaica per la purificazione di Maria, Gesù viene condotto al Tempio per la sua
consacrazione. Vengono eseguiti i sacrifici di rito con due
tortore (o due colombi) e pagato il consueto riscatto di 5 sicli d'argento.
(Rif. 015,035,045)
Il sacrificio delle tortore prevedeva che l'officiante le uccidesse aprendo loro la testa con l'unghia del pollice. (Lev.1/14)
Comunque gli è andata bene! Perchè la primitiva "Legge mosaica" prescriveva l'uccisione del primogenito all'ottavo giorno di vita.
IL NOME DI GESU'
Una tabella che riporta alcuni dei nomi e degli appellativi con i quali viene comunemente indicato il personaggio GESU'.
ITALIANO | ARAMAICO | EBRAICO | GRECO | ARABO |
| Gesù | Yeshoua | Jeshu | Iesus | . |
| Dio salva | Yehoshuà | . | . | . |
| . | Yehosua | Iesus | . | . |
| . | . | Jehshua | . | . |
| Nazareno (1) | Nazoraios | Nazoraios | Nazoraios | . |
| . | . | Yeshua Ha Nostsri | . | . |
| . | . | Yeshua Ha Nozri | . | . |
| Cristo | . | Cristos | . | . |
Cristo Orzo-Pane d'orzo | . | . | Christos | . |
| Messia | Mashiah | Mashiha | . | . |
| . | . | Maschia | . | . |
| Maestro | . | Rabbi | . | . |
Emmanuele (Dio è con noi) | . | Immanuel | . | . |
| Galileo | . | Galilaios | Galilaios | . |
| Salvatore | . | Soter | Soter | . |
| Figlio di Dio | Bar Abba | . | . | . |
| Figlio del Padre | Bar Abba | . | . | . |
| Figlio del Maestro | Bar Naba | . | . | . |
| Figlio di Giuseppe | . | Jesus Ben Yoseph | . | . |
| Figlio del Falegname | . | Naggar Bar Naggar | . | . |
| Figlio di Maria | . | . | . | Hazrat Issa Ibin-e-Maryam |
Messia figlio di Maria | . | . | . | Al Masih Ibin-e-Maryam |
| Figlio di Pandira (2) | . | Yesu Bar Pandira | . | . |
| Figlio di Jochanam (3) | . | Yesu Bar Jochanam | . | . |
| Figlio di prostituta | . | Yesu Bar Stada | . | . |
| Falegname | . | Ben Charsch Etaim | . | . |
| Resuscitato | . | . | . | . |
| Signore | . | . | . | . |
| Pesce (Acronimo) | . | . | Ichthys | . |
| Colui che ... | . | Otho Isch | . | . |
Un certo ... Quel tale ... | . | Pelomi | . | . |
Appeso (crocifisso) | . | Talui | . | . |
| Maledetto | . | Immach Schemo Vezikro (ISCHV) | . | . |
| Profeta Issa | . | . | . | Al Nabi Issa |
| Parola di Dio | . | . | . | Kalimat Allah |
| Spirito di Dio | . | . | . | Ruash Elohim |
(1) Il termine deriva da "Nazir" (il separato) un termine che, a quei tempi, indicava l'appartenenza ad una particolare setta.
(2) Per Pandira/Pandera/Pantera: Vedi Genitori Gesù.
(3) Per Jochanam: Vedi Genitori Gesù.
069 - IL VECCHIO SIMEONE
A suo tempo lo spirito santo aveva rivelato a Simeone, uomo
giusto e di provata fede, che non sarebbe morto senza prima avere visto il nuovo messia di Israele.
Durante la consacrazione di Gesù, Simeone (112 anni) riconosce in lui il messia e chiede a YHWH di poter finalmente
morire.
(Rif. 015,035,040,045)
070 - LA PROFETESSA ANNA
Anna, figlia di Fanuele della tribù di Aser(?), dopo la vedovanza
ha sempre vissuto nel Tempio raggiungendo l'età di 84 anni.
Anche lei riconosce in Gesù il nuovo liberatore di Gerusalemme.
(Rif. 015,035,040)
NOTA - Di quale tribù parla Luca? La tribù di Aser era scomparsa, assieme ad altre 10, dopo la distruzione del regno d'Israele e la deportazione degli ebrei a Babilonia
(-586 e.v.).
071 - ARRIVANO I MAGI (Fine anno?)
In data non precisata (comunque non dovrebbe essere oltre il
9 Gennaio 748 a.u.c.), arrivano i Magi e si attendano nei dintorni di
Gerusalemme.
(Rif. 025,035,040,045)
Alcuni autori sostengono che i Magi siano arrivati nella tarda
primavera dell'anno 748(a.u.c.) o, addirittura, due anni dopo la nascita.
INSERTO 08 - I Magi (Secondo la leggenda e il mito)
Su questi fantastici personaggi si è scritto di tutto; potevano essere:
- astrologi
- astronomi
- esoteristi
- indovini
- maghi
- principi
- regnanti
- sacerdoti esseni
- sacerdoti di Zoroastro
- e quanto altro si vuole.
Si racconta fossero tre fratelli:
- MELKON = re dei persiani
- GASPAR = re degli indi
- BALTHASAR = re degli arabi
oppure che fossero:
- MELCHIORRE (Ram, Melkon), discendente di SEM, maharaja indiano; cede il governo a suo fratello e parte con il compagno di viaggio ed amico Tsekinata.
- GASPAR(R)E (dall'iranico Gashspar), discendente di CAM, re dell'Armenia; era un seguace della dottrina di Zoroastro. Abdica, in favore del fratello Ntikran, per dedicarsi ai suoi studi ed alle sue ricerche.
- BALDASSARRE (Balthasar, Valtasassour), discendente di JAFET. Era un re arabo.
Nei primi secoli del cristianesimo alcune sette hanno dibattuto per decenni per stabilire se i magi si conoscevano tra di loro, prima di iniziare il viaggio, oppure se si sono incontrati per la prima volta a Gerusalemme; discussione veramente fondamentale!
Altre sette primitive hanno sostenuto, per qualche tempo, che i magi fossero 2, oppure 4, oppure 12 come gli apostoli, oppure 60.
Una menzione a parte merita il Mago Artaban, proveniente dal nord Europa. Vari inconvenienti ritardarono il suo viaggio ed arrivò a Gerusalemme dopo 33 anni, in tempo per vedere Gesu in croce.
Tra le tante leggende si ricorda anche il ritrovamento dei corpi dei Magi, da parte di Elena, madre di Costantino, nel 315 e.v. In prima istanza sarebbero stati trasferiti a Costantinopoli, poi a Milano come dono al vescovo Eustorgio. Dopo la conquista di Milano, ad opera di Federico Barbarossa, i resti vennero trasferiti nella cattedrale di Colonia, dove oggi si dovrebbero trovare. (?)
Uno studio interessante identifica i Magi come sacerdoti della setta essena, che avrebbero accolto nella loro comunità il bambino Gesù, figlio illegittimo di una donna (Maria?), la quale sarebbe stata ripudiata dal marito per aver commesso adulterio con un soldato romano di nome Pantera.
Era usanza comune dare rifugio nella comunità ai bambini ed alle donne abbandonate.
Il compito dei Magi, nella comunità essena, era quello di scrutare il cielo per individuare la stella che avrebbe dovuto annunciare l'arrivo del Messia di Aronne.
Infine la chiesa sta cercando, ultimamente, di ricuperare un personaggio scomodo e un po' frastornante per i "fedeli": si tratta di Babbo Natale:
- ergo Santa Claus
- ergo Sanctus Nicolaus
- ergo Sinterklaas
- ergo Saint Nick
- ergo San Basilio
- ergo San Martino
- e infine San Nicola presule di Mira, (oggi Demre-Turchia), a suo tempo partecipante al Concilio di Nicea. Si dice fosse un generoso e disinteressato donatore.
In realtà Babbo Natale è un personaggio del tutto moderno, inventato dallo scrittore Clarke Moore, nel 1809 in USA, e poi ripreso nel 1949, come Saint Nick, da H. H. Sundblom, per pubblicizzare i prodotti della Coca-Cola.
Per la cronaca le renne di Babbo Natale si chiamano:
Blitzen, Comet, Cupid, Dancer, Dasher, Donder, Prancer e Vixen
e non è detto che la chiesa non trasformi Babbo Natale in un santo e le renne in "animali sacri" quali l'agnello di dio, la colomba, ecc.
Sin verso il 1950 l'elargitore di doni natalizi era un certo "Gesù Bambino", un patetico personaggio che le nuove generazioni ormai non ricordano, al quale era necessario scrivere una letterina di buoni propositi e di attaccamento alla fede, per ricevere qualcosa in dono.
E' persino inutile rammentare che l'usanza di scambiarsi (o elargire) doni durante il solstizio d'inverno, ha origini antichissime e rientra nelle consuetudini di tutti i culti primitivi che hanno preceduto il cristianesimo. Persino i cinesi avevano il loro "babbo-natale": Shengdan Laoren.
In questi ultimi anni abbiamo assistito a molteplici manifestazioni di malcelato dispetto, da parte del clero, per le celebrazioni "pagane" di Hallowe'en, difficilmente recuperabili da parte della chiesa; figuriamoci poi la Befana!
Resta il fatto che intorno a queste manifestazioni circola una montagna di denaro e dove c'è odor di soldi la chiesa non può restare indifferente:
dona nobis partem!
(Rif. 790,755,757,485)
ANNO 6 (a.e.v.) - 748 (a.u.c.) * GESU': ANNI 1
072 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione I)
I Magi sono giunti a Gerusalemme soli o con una modesta scorta.
Si tratta di Melchiorre (accompagnato dall'amico e compagno Tsekinata), Gasparre e Baldassarre.
(Rif. 005,025,035)
073 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione II)
I Magi sono giunti a Gerusalemme scortati da un poderoso esercito di 12000 (!) cavalieri che si accampano intorno alla città.
(Rif. 045)
Caspita! In questo caso i 3000 uomini, che componevano l'esercito di occupazione romano in Palestina, devono aver avuto qualche serio
problema, ma la storia non ne fa cenno.
074 - I MAGI SI INFORMANO
La stella, che ha guidato i Magi dal lontano oriente, si è
temporaneamente occultata, pertanto gli stessi sono costretti a
chiedere informazioni su dove si trovi il neonato messia Gesù.
(Rif. 005,025,035,045)
Come mai occultata? Intervento divino o tempo nuvoloso?
075 - ERODE SI PREOCCUPA E CONVOCA I MAGI
Le voci che corrono sulla nascita del nuovo messia e l'arrivo
dei Magi mettono in agitazione Erode il Grande il quale fa
convocare i Magi stessi per essere adeguatamente informato.
(Rif. 005,025,035,045)
076 - INCONTRO DI ERODE CON I MAGI
Erode chiede ai Magi in base a quale profezia essi hanno dedotto la nascita del nuovo salvatore di Israele. I magi affermano di possedere, in patria, un libro mitico risalente
ai tempi di Adamo, che solo loro sono in grado di consultare.
(Rif. 005,035,045)
077 - IL TERREMOTO
Erode non è soddisfatto di quanto i Magi gli hanno riferito
ed ordina alle sue guardie di arrestarli.
All'improvviso un grande terremoto scuote il palazzo e lo fa
crollare provocando 62 morti.
(Rif. 045)
078 - LIBERAZIONE / CONGEDO DEI MAGI
I sudditi, terrorizzati, implorano Erode di liberare i Magi,
a scanso di altre sciagure.
Erode libera/congeda i Magi pregandoli di informarlo, non appena trovato il bambino, perchè anch'egli desidera rendergli
omaggio.
(Rif. 005,035,045)
079 - I MAGI TROVANO GESU'
La stella-guida dei Magi riappare in cielo e li conduce alla
casa di Betlemme dove si trova Gesù.
(Rif. 005,035)
080 - ADORAZIONE ED OFFERTA DONI
I Magi adorano Gesù e gli offrono in dono,
ciascuno, una moneta d'oro (?) e poi, ancora: oro, incenso e mirra.
(Rif. 005,025,040,045)
Tre libbre per ciascuna qualità corrispondenti a circa un chilogrammo. La mirra è una resina orientale utilizzata come balsamo curativo, come analgesico o per la composizione e la conservazione dei cadaveri.
081 - SUPPLEMENTO DONI
Oltre ai precedenti doni ne sarebbero stati elargiti altri e
precisamente:
- da parte di Melchiorre: aloe, mussolina, porpora, pezze di
lino e un libro preziosissimo, scritto e sigillato dalla mano
di Dio;
- da parte di Gasparre: nardo, altra mirra, cannella e cinnamono;
- da parte di Baldassarre: argento, pietre preziose, zaffiri
e perle.
(Rif. 045)
A proposito del libro, trattasi di una pergamena, scritta a
caratteri d'oro e sigillata, che Adamo aveva ricevuto da Dio in
persona, dopo la cacciata dal paradiso terrestre.
Adamo
affidò, in seguito, il libro al terzo figlio Set, affinchè
lo tramandasse ai posteri; nella pergamena, che "nessuno aveva
mai letto", era prevista, con un anticipo di 4000 anni, la
venuta di Gesù in terra. ("La Caverna del Tesoro": libro apocrifo vetero-testamentario).
Quanto agli altri doni, se davvero i Magi hanno tanto
largheggiato, il successivo viaggio in Egitto avrebbe dovuto compiersi
senza troppi problemi economici.
082 - RICAMBIO DONI
Maria ricambia gentilmente i doni dei Magi offrendo loro una
delle fasce usate per il bambino (Presumibilmente pulita). Questa fascia si rivelerà,
in seguito, essere incombustibile.
(Rif. 040)
083 - I MAGI SE LA SVIGNANO.....
Avvertiti in sogno da un angelo circa le malvagie intenzioni
di Erode, i Magi ripartono alla chetichella e tornano a casa.
(Rif. 005,025,035,040,045)
084 - ....ED ERODE SI ARRABBIA DI NUOVO
Accortosi che i Magi si sono eclissati, Erode si infuria nuovamente e li fa inseguire con l'ordine di ucciderli.
Fatica
sprecata.
(Rif. 035)
085 - ERODE ORDINA LA STRAGE
Erode, irritato dai precedenti eventi e sobillato da un individuo malvagio di nome Beghor (Satana?), ordina che vengano
uccisi tutti i bambini, al di sotto dei due anni, della città
di Betlemme e dintorni.
(Rif. 005,025,035,045,055)
La strage degli innocenti è un evento mai accaduto e che non
poteva accadere.
In primo luogo: un evento del genere avrebbe lasciato una
traccia negli annali storici.
In secondo luogo: Erode il Grande non poteva permettersi tanto; le sue
azioni erano sorvegliate, controllate e condizionate dagli occupanti romani.
Terzo: i romani ci tenevano all'ordine pubblico e non
avrebbero corso il rischio di una sommossa popolare, giustificata solo dalle futili paure di Erode.
Infine, la strage degli innocenti è una vecchia fandonia,
mutuata da antiche mitologie orientali e inserita ad arte in
questo contesto.
Per quanto non esistano riferimenti storici o cenni di alcun
genere, un autore, tenuto conto della presunta consistenza della popolazione di Betlemme, ha valutato in 20-25 il numero dei
bambini maschi che avrebbero potuto essere uccisi, se la
strage fosse avvenuta nei termini descritti da alcuni vangeli.
(Rif. 352)
086 - LA FUGA DI ELISABETTA
Elisabetta, temendo per la sorte di Giovanni, fugge con il figlio in montagna. Quando si sente allo stremo delle forze, improvvisamente si apre una caverna luminosa dove madre e figlio
possono rifugiarsi custoditi e protetti da un angelo.
(Rif. 025)
087 - MORTE DI ZACCARIA
Erode è fortemente convinto che Giovanni, figlio di Zaccaria,
possa essere il nuovo messia. Seriamente deciso a ucciderlo, fa interrogare più volte lo Zaccaria
senza risultato; alla fine lo fa assassinare nel Tempio.
(Rif. 025)
Quì l'autore fa una gran confusione ed inserisce in questo contesto un evento accaduto 75 anni dopo!
Durante l'assedio di Gerusalemme (823 a.u.c.) un sacerdote di
nome Zaccaria, figlio di Barac, venne ucciso nel Tempio da un
gruppo di militanti zeloti.
Lo Zaccaria di questo evento aveva nel 748 a.u.c. 122 anni; se
quello ucciso nel 823 a.u.c. fosse stato la stessa persona avrebbe dovuto avere ben 197 anni!
(Rif. 185)
088 - FUGA IN EGITTO (?)
Non tutti gli autori concordano sulla strage degli innocenti
e sulla fuga in Egitto.
Secondo il Vangelo di Luca, non è successo niente; secondo il
Protovangelo di Giacomo, Gesù è stato nascosto in una "mangiatoia di buoi" sino a cessato pericolo.
(Rif. 025)
089 - AVVISO DI PERICOLO
Un angelo avverte tempestivamente Giuseppe dell'imminente pericolo e lo esorta ad abbandonare il paese.
Come prima soluzione Giuseppe si rifugia ad Ascalona e poi ad Hebron dove, nel giro di sei mesi, organizza, con tutta tranquillità, il viaggio in Egitto.
(Rif. 005,030,035,045,055)
090 - INIZIA IL VIAGGIO
Giuseppe, Maria e Gesù partono verso l'Egitto.
Secondo alcuni
autori erano soli, altri affermano fossero accompagnati da una
certa Salomè, altri ancora accompagnati da tre ragazzi, una
ragazza, carri e bestiame.
(Rif. 045,055)
091 - PERMANENZA FUORI ISRAELE E RITORNO
Il viaggio e la permanenza in Egitto, secondo i vari autori,
sarebbero durati da uno a tre, quattro e persino dieci anni,
con soste più o meno prolungate nei posti più disparati.
Gli eventi che seguono sono correlati all'età di Gesù più che
ai luoghi dove tali eventi si sarebbero verificati.
092 - I DRAGHI
Alla fine del primo giorno di viaggio la famiglia decide di
riposare in una grotta. Dalla grotta escono improvvisamente
numerosi draghi, con grande spavento dei viaggiatori.
Il neonato Gesù, che era in braccio alla madre, scende e si avvicina tranquillamente ai draghi che all'inizio lo adorano e poi si allontanano discretamente.
(Rif. 035)
093 - LEONI E LEOPARDI
Nel secondo giorno di viaggio i viaggiatori vengono scortati
da uno stuolo di leoni e leopardi che li proteggono e indicano loro la strada.
(Rif. 035)
094 - LA PALMA SERVIZIEVOLE
Nel terzo giorno di viaggio Maria manifesta il desiderio di
gustare i frutti di una altissima palma.
Giuseppe (92 anni)
si rifiuta categoricamente di arrampicarsi ed allora Gesù, dal
grembo della madre, ordina alla palma di curvarsi.
Dopo aver
raccolto i frutti, Gesù ordina alla palma di raddrizzarsi. La
palma ubbidisce e dalle sue radici sgorga anche una sorgente
d'acqua limpidissima.
(Rif. 035)
095 - LA PALMA PREMIATA
Dopo aver pernottato sotto la palma i viaggiatori riprendono
il loro cammino. Prima di ripartire Gesù gratifica l'albero
per i servizi resi: un angelo ne stacca un ramo e lo porta in
cielo.
(Rif. 035)
096 - TELETRASPORTO IN EGITTO (Sotine)
Per alleviare la fatica dei viaggiatori Gesù fa sì che, in un
solo giorno, venga coperta una distanza per la quale sarebbero
stati normalmente necessari almeno trenta giorni. Sosta in
Egitto a Sotine (nome di fantasia, città inesistente).
L'Egitto era allora una Provincia romana.
(Rif. 035)
Teletrasporto a parte, il viaggio da Betlemme ai confini con
l'Egitto, a dorso d'asino, non richiedeva più di 8-10 giorni.
097 - CROLLANO GLI IDOLI (Sotine)
Maria ed il bambino entrano in un tempio contenente 365 statue
dedicate a falsi idoli. Al loro ingresso tutte le statue si
frantumano al suolo.
(Rif. 035)
098 - IL FIGLIO DEL SACERDOTE
Altro tempio dove Satana, per mezzo di un idolo, comunica con
il sacerdote addetto.
Questo sacerdote aveva un figlio di tre
anni posseduto dai demoni e solito quindi a indicibili comportamenti. Una fascia di Gesù, stesa ad asciugare e posta in
capo all'indemoniato, lo guarisce facendogli vomitare corvi e
serpenti.
Naturalmente anche la statua dell'idolo crolla.
(Rif. 040)
099 - I BRIGANTI FUGGONO
Prosegue il viaggio e la famiglia giunge in una località infestata da ferocissimi briganti. All'avvicinarsi dei nostri si
leva un frastuono tale che i briganti si danno alla fuga terrorizzati, abbandonando bottino e prigionieri in attesa di riscatto.
(Rif. 040)
100 - L'INDEMONIATA NUDA
Altra città. Una donna, uscita di notte per attingere acqua,
era caduta in preda a Satana e vagava nuda per ogni dove.
Maria interviene e fa fuggire il demonio.
Seguono gratitudine
ed ospitalità come si conviene in questi casi.
(Rif. 040)
101 - LA SPOSA MUTA
Il viaggio prosegue ed i viaggiatori giungono in una città
dove si stanno celebrando delle nozze. Satana, che non è
d'accordo sugli sponsali, interviene e rende muta la sposa.
Maria pone il bambino in braccio alla sposa che riacquista
immediatamente l'uso della parola.
(Rif. 040)
102 - LA DONNA ED IL SERPENTE
In un'altra città: una donna era andata a lavare i panni al fiume e
Satana, in forma di serpente, si era impossessato di lei facendola soffrire orribilmente. Maria porge il bambino alla
donna che lo abbraccia e Satana fugge da lei.
(Rif. 040)
103 - LA GIOVINETTA LEBBROSA
Una giovinetta lebbrosa viene lavata con l'acqua che era stata usata per il bagno di Gesù. La giovinetta guarisce e decide
di unirsi alla famiglia e seguirla nel viaggio.
(Rif. 040)
104 - DRAMMA AL CASTELLO
In un castello viveva un famosissimo principe, la moglie del
quale aveva partorito un bimbo lebbroso.
Il principe, sconvolto,
aveva ordinato alla moglie di ucciderlo o di affidarlo a qualcuno che lo portasse lontano dal castello.
La giovinetta dell'evento precedente (103) interviene presso la principessa disperata assicurandola che il bambino verrà guarito.
Si ripete la cura del punto precedente ed il bimbo guarisce.
Ospitalità e generosi doni.
(Rif. 040)
105 - IL MARITO IMPOTENTE
In un'altra città i viaggiatori chiedono ospitalità ad un
uomo, recentemente sposato che, a causa di un sortilegio,
non aveva ancora potuto avere rapporti con la moglie.
L'uomo li ospita e la sola presenza della famiglia sotto lo
stesso tetto scioglie l'incantesimo. Grandioso banchetto.
(Rif. 040)
106 - L'UOMO TRASFORMATO IN MULO
I nostri viandanti vengono ospitati in una casa dove tre donne
piangenti accarezzano, baciano e nutrono amorevolmente un mulo,
rivestito con un ricco manto.
Le tre disperate raccontano che
quello è il loro fratello il quale, in procinto di sposarsi,
era stato trasformato in mulo dal sortilegio di alcune donne gelose e
malvagie.
Sino ad allora nessun mago era riuscito a sciogliere
l'incantesimo.
(Rif. 040)
107 - IL MULO TRASFORMATO IN UOMO
La solita giovinetta rincuora le tre donne e le consiglia
di rivolgersi con fiducia a Maria la quale, di buon grado, pone Gesù sul dorso del mulo e questo ritorna uomo.
Normalizzate le cose, l'uomo in questione, che era un bel giovane, sposa la provvidenziale giovinetta. Tutti felici e contenti.
(Rif. 040)
108 - TITO E DUMACO
Attraversando una zona deserta la famiglia si imbatte in due
briganti: Tito (Demas) e Dumaco (Gesta).
Dumaco vorrebbe depredare i viandanti ma Tito si oppone e offre a Dumaco, di tasca
sua, 40 dracme, a titolo di riscatto, affinchè possano proseguire il loro viaggio.
Gesù annuncia profeticamente che i due briganti saranno destinati a seguirlo sulla croce.
(Rif. 040)
109 - VERSO MATARIEH
Proseguendo il viaggio verso Matarieh (12 km. da Eliopoli) i viandanti passano nei
pressi della "città degli idoli" che si trasforma in colline
di sabbia.
(Rif. 040)
110 - LA FONTE DI MATARIEH
In questa città Gesù fa sgorgare una fontana dove Maria lava
la sua tunica.
(Rif. 040)
ANNO 5 (a.e.v.) - 749 (a.u.c.) * GESU': ANNI 2
111 - AL CAIRO
Secondo l'autore del Vangelo Arabo-Siriaco, Gesù, Giuseppe e Maria avrebbero sostato a lungo in un quartiere del Cairo (Misr-Mesrin). Durante questa permanenza sarebbero stati fatti parecchi miracoli dei quali si è persa memoria.
(Rif. 040,045)
ANNO 4 (a.e.v.) - 750 (a.u.c.) * GESU': ANNI 3
Riferimenti Storici:
MORTE DI ERODE IL GRANDE
Il 13 marzo muore a Gerico Erode il Grande. Aveva 70 anni.
(Rif. 780)
COSTITUZIONE DI TETRARCHIE
I romani dividono la Palestina in tetrarchie ed affidano ad
Erode Archelao l'incarico limitato di tetrarca della Giudea.
RICOSTRUZIONE DI QUMRAN
Dopo la morte di Erode il Grande la comunità esseno-zelota
rioccupa il territorio e ricostruisce l'insediamento di
Qumran, precedentemente distrutto.
RIVOLTE
La datazione è incerta. In questo anno sarebbero scoppiate
alcune rivolte, sgominate dal deciso intervento del Governatore
Quintilio Varo.
Esse sarebbero state guidate da:
- Giuda il Galileo che, sconfitto, si rifugia sulle montagne
del Golan;
- Simone di Perea, sconfitto e crocifisso;
- Athrongas, sconfitto e crocifisso.
(Rif. 995)
112 - LO SCIVOLO (Cairo/Mesrin)
Al Cairo Gesù, che ha 2 anni e 4 mesi, si unisce, per giocare,
ad altri bambini del posto. Sempre per gioco, Gesù si getta da un abbaino e scivola a terra, senza danno, abbracciato
ad un raggio di sole.
(Rif. 045)
113 - LE STATUE URLANTI (Cairo/Mesrin)
A Mesrin esistevano delle statue magiche che avevano il potere
di urlare quando un nemico si avvicinava alla città. Tali statue però avevano preso l'abitudine di urlare anche quando si avvicinava Gesù.
Giuseppe viene interrogato in proposito, dimostra di non saperne nulla ma poi ritiene più prudente cambiare alloggio per evitare altri guai ed altri sospetti.
(Rif. 045)
114 - IL PESCE SECCO (Cairo/Mesrin)
Alloggiati presso una vedova. Gesù pone un pesce essiccato e salato in una bacinella e lo fa rivivere e nuotare.
La vedova ammattisce dallo spavento e li caccia di casa.
(Rif. 030)
115 - UN DISASTRO
In un'altra città, dove esisteva un grandioso tempio dedicato
ad Apollo e ad altri idoli.
Durante una grande festa, mentre il tempio era gremito di gente, Gesù entra e provoca il crollo dell'edificio e di tutti gli
idoli. Bilancio 291 morti.
Per intercessione di Maria e le suppliche degli scampati, Gesù
fa risuscitare 182 persone mentre le altre 109 (sacerdoti e ministri di Apollo) non vengono giudicate degne di salvezza.
(Rif. 045)
E' stata una vera fortuna, per noi posteri, che durante il suo
soggiorno al Cairo, Gesù non si sia mai spinto a Giza, tra le
piramidi, la sfinge ed altre meraviglie del passato.
ANNO 3 (a.e.v.) - 751 (a.u.c.) * GESU': ANNI 4
116 - L'OSPITALITA DI ELEAZAR
La famiglia viene ospitata per qualche mese (forse al Cairo)
da un nobile signore di nome Eleazar, anch'egli esule dalla
Giudea da 15 anni.
Eleazar ha un figlio di nome Lazzaro e due figlie Marta e Maria.
Il soggiorno termina quando un angelo appare a Giuseppe e lo
avverte che ora è possibile tornare in Israele.
(Rif. 045)
117 - SULLA VIA DEL RITORNO (Moab)
Sulla via del ritorno Gesù e la famiglia sostano in una città
presso il Mar Morto. Anche quì la presenza di Gesù provoca il crollo di numerosi templi tra lo sgomento e la disperazione degli abitanti.
(Rif. 045)
118 - L'OCCHIO DESTRO (Moab)
Gesù fa amicizia con i bambini del luogo e partecipa ai loro
giochi. Durante un litigio un bambino ne colpisce un altro
schiacciandogli l'occhio destro. Gesù interviene e lo guarisce
all'istante.
(Rif. 045)
119 - GLI OCCHI DEI BAMBINI (Betlemme)
Una grave malattia colpisce agli occhi i bambini del luogo e li
porta alla morte. Maria interviene e guarisce i bambini aspergendoli con l'acqua del bagno di Gesù.
(Rif. 040)
120 - LE MOGLI RIVALI (Betlemme)
Due donne, mogli (?) dello stesso uomo, erano in disaccordo tra di
loro. Una di queste, Maria, aveva un figlio di nome Cleofa che
era stato in precedenza guarito da Maria V, facendogli indossare una tunica
confezionata con una fascia di Gesù.
Un giorno la moglie rivale getta Cleofa in un forno per la cottura del pane; la tunica miracolosa spegne le fiamme ed il bambino rimane illeso.
La megera però non demorde e getta il bambino in un pozzo. Il
bambino viene ritrovato tranquillamente seduto sulla superficie dell'acqua.
Alla fine arriva la giusta punizione: la rivale stessa inciampa
e cade nel pozzo fratturandosi la testa e "tutte le ossa".
(Rif. 040)
121 - LA GUARIGIONE DI BARTOLOMEO (Betlemme)
Una madre aveva due figli gemelli; caduti entrambi ammalati uno
era già morto mentre l'altro, Bartolomeo, agonizzante, viene risanato coricandolo nel letto di Gesù e ricoprendolo con i suoi vestiti.
(Rif. 040)
122 - LA DONNA LEBBROSA (Betlemme)
Una donna lebbrosa viene guarita da Maria mediante aspersione
con l'acqua del bagno di Gesù.
(Rif. 040)
123 - LA PRINCIPESSA LEBBROSA (Betlemme)
Una principessa era stata ripudiata dal principe suo consorte
perchè scoperta affetta da lebbra.
La ex-lebbrosa del punto precedente (122) convince la principessa a recarsi da Maria.
Viene naturalmente risanata con la solita cura. Splendidi doni.
(Rif. 040)
124 - IL DRAGO VAMPIRO (Betlemme)
Una giovane era caduta preda di Satana che la tormentava, presentandosi a lei sotto forma di drago e succhiandole tutto il
sangue, sino a ridurla come un cadavere.
La principessa del punto precedente (123) consiglia la madre della
giovane di condurla a Betlemme da Maria. L'indemoniata viene
aspersa con l'acqua del bagno e poi riceve in dono una fascia
del corredo di Gesù, da porsi in capo non appena il drago si
fa vivo. Infatti, alla successiva apparizione, la fascia comincia a sprizzare fuoco e fiamme e fa fuggire il demonio per sempre.
(Rif. 040)
125 - ANCHE GIUDA HA DEI PROBLEMI (Betlemme)
Giuda (Iscariota) da bambino era posseduto da Satana che scatenava in lui paurose crisi di furore.
Un giorno Giuda era seduto, per strada, alla destra di Gesù, quando fu assalito dal
demonio ed in preda a furia cieca colpi Gesù nel fianco destro.
Gesù si mise a piangere e ciò fece fuggire Satana sotto forma
di un cane rabbioso.
(L'autore ci informa che lo stesso punto, in cui Giuda colpì
Gesù, verrà poi trafitto dalla lancia durante la crocifissione).
(Rif. 040)
ANNO 2 (a.e.v.) - 752 (a.u.c.) * GESU': ANNI 5
126 - LE VASCHE DI FANGO
Un giorno in Galilea, presso il Giordano, Gesù si trastullava
alla costruzione (con il solo uso della parola) di vasche e
fossatelle di fango nelle quali faceva scorrere acqua melmosa che, a fine percorso, ne usciva purissima.
Un ragazzo invidioso, figlio dello scriba Anna, distrugge per
dispetto, con un bastone, il gioco di Gesù il quale, infuriato,
lo maledice e lo fa cader morto all'istante.
A fronte delle vibrate proteste dei genitori del morto, Maria
convince Gesù a perdonare l'accaduto ed egli risuscita il ragazzo morto con un calcio nel sedere.
(Rif. 030,035,040)
127 - I PASSERI DI FANGO
Dopo quanto sopra Gesù impasta dodici passeri di fango e li fa
volare. Di ciò viene aspramente rimproverato perchè era
giorno di sabato, notoriamente dedicato ad onorare il Signore.
(Rif. 035,040)
128 - UN RAGAZZO COCCIUTO
Ma non finisce qui. Il figlio dello scriba Anna torna alla carica e distrugge nuovamente le vasche di fango.
Nuova furia di
Gesù che lo fa secco per la seconda volta. Nuove proteste e
preghiere come da copione precedente. Alla fine Gesù risuscita
nuovamente il ragazzo sollevandolo per un orecchio.
(Rif. 035)
129 - L'URTO (Finisce bene)
Mentre Gesù cammina per il paese, un ragazzo giunge di corsa e
lo urta in una spalla. Gesù si infuria, lo maledice e lo fa
morire sul colpo.
Giuseppe ed i genitori del ragazzo lo rimproverano aspramente;
Gesù risponde per le rime ai rimproveri di Giuseppe poi cambia
idea e risuscita il malcapitato prendendolo per un orecchio.
(Rif. 035)
130 - L'URTO (Finisce male)
Altra versione del fatto precedente. Gesù, oltre al ragazzo,
ammazza ( o rende ciechi) anche i genitori venuti a protestare.
Quando Giuseppe lo rimprovera per l'accaduto Gesù si ribella
rinfacciandogli di non essere il suo vero padre.
(Rif. 030)
131 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il primo maestro)
Il rabbino Zaccheo, favorevolmente colpito dall'intelligenza
del bambino, convince Giuseppe a mandarlo a scuola da lui.
Gesù si oppone dicendo di non averne affatto bisogno, considerata la sua "origine". Comunque, a scuola, si dilunga in una
puntigliosa disquisizione sui valori simbolici connessi alla
lettera alfa.
Zaccheo si stupisce e rinuncia prudentemente all'incarico.
(Rif. 030,035,040)
132 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il secondo maestro)
Questa volta è il rabbino Levi che cerca di indurre Gesù allo
studio. Gesù tiene un atteggiamento scostante ed il maestro,
irritato, gli dà una bastonata in testa, con un ramo di storace (pianta balsamico-resinosa orientale).
Gesù lo fa immediatamente stramazzare al suolo.
(Rif. 030,035,040)
133 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il terzo maestro)
Un terzo rabbino, amico di Giuseppe, chiede gli venga affidato
Gesù per una adeguata istruzione.
Gesù si reca a scuola e, tra lo stupore degli astanti, incomincia a dissertare sulla Legge Mosaica.
Si raduna una grande folla e Giuseppe, temendo che anche questo
maestro faccia la fine del precedente, prende Gesù e lo riporta
a casa.
(Rif. 030)
134 - I PANNI DI SALEM
Gesù, giocando con altri bambini, entra nella bottega del tintore Salem e butta tutti i panni, in attesa di tintura, in una
tinozza colma di colore indaco.
Alle grida di protesta del povero tintore Gesù estrae i panni
dalla tinozza, ognuno tinto nell'esatto colore che gli competeva.
(Rif. 040)
135 - ZENONE CADE DAL TERRAZZO
Gesù ed alcuni bambini stavano giocando su di un terrazzo quando uno di essi, Zenone, precipita nel vuoto, si uccide e Gesù
viene accusato di aver spinto il compagno.
Per discolparsi Gesù risuscita Zenone e lo fa testimoniare a
proprio favore.
Terminato il processo e riconosciuta l'innocenza di Gesù, quest'ultimo fa nuovamente morire Zenone e poi fugge. (Zenone: anche Abias figlio di Thamar, oppure Sinoo)
(Rif. 030,035,040,045)
136 - I PASTICCI DI GIUSEPPE
Giuseppe non era granchè come falegname; sbagliava sovente il
taglio delle assi ed era compito di Gesù intervenire per allungarle e riportarle alla giusta misura.
Giuseppe aveva anche lavorato, per due anni, alla costruzione di un trono che gli era
stato commissionato da un certo "re di Gerusalemme".
Dopo due anni di indefesso lavoro salta fuori che le misure
sono sbagliate e Gesù interviene a sistemare l'opera tirandola
da tutte le parti.
(Rif. 040)
137 - IL LEGNAIOLO
Un giovane stava spaccando della legna quando la scure gli cade
di mano e lo ferisce gravemente ad un piede. Stava per morire
dissanguato quando Gesù interviene e lo risana in un baleno.
(Rif. 030)
138 - GIOCHI D'ACQUA
Seduto presso una fontana Gesù getta della polvere nell'acqua
e questa diventa color sangue; poi spruzza i vestiti di alcuni
bambini macchiandoli di rosso. Commosso dai loro pianti provvede poi a far sparire le macchie.
(Rif. 045)
139 - LA SORGENTE NELLA ROCCIA
Gesù conduce alcuni bambini fuori città, in gita, nel deserto.
Il caldo si fa insopportabile ed alcuni bambini ne muoiono.
Gesù prontamente interviene:
- fa sgorgare una sorgente da una rupe
- risuscita i bambini morti
- popola di pesci l'acqua raccolta ai piedi della rupe
- accende, senza fuoco, alcuni rami, affinchè i pesci possano essere arrostiti e mangiati.
(Rif. 045)
140 - IL BIMBO MORTO NEL DESERTO
Un bimbo di tre anni (Moni figlio di Saruhi), partecipante alla
precedente gita, si perde nel deserto e muore.
Si ripete il caso di cui al punto precedente. Gesù viene incolpato della morte del bambino e quando il corpo viene ritrovato
lo fa risuscitare per essere discolpato.
Risolto il problema,
riammazza il bambino.
(Rif. 045)
ANNO 1 (a.e.v.) - 753 (a.u.c.) * GESU': ANNI 6
141 - SIMONE IL CANANEO
Un bimbo recatosi in montagna, per raccogliere legna, viene
morso da una serpe ed è in pericolo di vita. Gesù rintraccia
la serpe e la costringe a risucchiare il suo stesso veleno e
poi la uccide con una maledizione.
Gesù predice al bambino
salvato che, in futuro, egli diverrà suo discepolo.
(Rif. 040)
142 - L'ACQUA NEL MANTELLO
Maria, un giorno, manda Gesù ad attingere acqua alla fonte con
una brocca. Accidentalmente la brocca si rompe ma Gesù porta
l'acqua a Maria raccogliendola nel suo mantello.
(Rif. 030,035,040)
143 - CAPRETTI
Alcuni ragazzi si rifiutano di giocare con Gesù ed allora egli
li trasforma in capretti. Le mamme naturalmente piangono e si
disperano sino ad indurre Gesù a ritrasformarli in ragazzi.
(Rif. 040)
144 - UN BUON RACCOLTO
Un giorno Gesù prende una manciata di frumento e la semina.
Giunto il tempo della mietitura la raccolta sarà di tre cori di
frumento (660 litri) che egli donerà ai poveri.
(Rif. 035)
145 - IL PASSERO D'ARGILLA (Madiam)
Per accattivarsi la simpatia di alcuni bambini della città di
Madiam, Gesù modella un passero d'argilla, ci soffia sopra e
lo fa volare.
(Rif. 045,135)
146 - I PASSERI D'ARGILLA
Secondo un'altra versione i passeri in questione sarebbero
stati 12.
(Rif. 030)
147 - MOSCHE, ZANZARE, ECC. (Madian)
Gesù getta per aria una manciata di polvere e questa si trasforma in un enorme nugolo di mosche e di zanzare, con grande
fastidio per gli abitanti e gli animali domestici della città.
Per infastidire in particolar modo i bambini, Gesù getta loro
addosso vespe e api generate da palline di argilla.
(Rif. 045)
ANNO 1 (e.v.) - 754 (a.u.c.) * GESU': ANNI 7
148 - GIUSEPPE ED IL RE
Nella città di Bothosoron (?) Giuseppe si reca in visita dal
re Barjesus che lo accoglie con grande affetto e benevolenza,
gli offre un banchetto e gli concede il permesso di esercitare,
in città, il suo mestiere di falegname.
Inoltre il re si accolla l'onere delle lezioni che l'insegnante Gamaliele impartirà
a Gesù affinchè possa apprendere le "lettere".
(Rif. 045)
149 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il quarto maestro)
Gesù si reca a scuola da Gamaliele e si ripete quì la dissertazione sui valori simbolici delle lettere dell'alfabeto.
(Rif. 045)
150 - GIACOMO E LA VIPERA
Giacomo, fratellastro di Gesù, viene morso da una vipera e sta
per morire. Gesù interviene e lo guarisce soffiandogli sulla
morsicatura. La vipera scoppia.
(Rif. 030,035,040)
151 - IL BIMBO MORTO
Una donna del vicinato piange disperatamente il suo bimbo morto. Gesù gli pone una mano sul petto e lo fa rivivere.
(Rif. 030)
152 - IL MURATORE MORTO
Durante la costruzione di una casa un muratore muore a causa di
un grave incidente. Gesù lo prende per mano e lo risuscita.
(Rif. 030)
ANNO 2 (e.v.) - 755 (a.u.c.) * GESU': ANNI 8
153 - DA GERICO AL GIORDANO
Mentre percorre la strada che da Gerico conduce al Giordano,
Gesù entra in una caverna abitata da ferocissimi leoni.
Quando tutti lo danno per spacciato ecco che esce dalla caverna con un codazzo di belve che giocano con lui.
Poi
Gesù continua il suo cammino verso il fiume accompagnato dalle belve stesse.
(Rif. 035)
154 - COME MOSE'
Giunto al fiume le acque del Giordano si aprono e Gesù lo attraversa con il suo seguito di leoni.
(Rif. 035)
Sono rimasti in pochi a credere che le acque del Mar Rosso si
siano aperte per lasciar passare Mose ed i suoi seguaci. La
chiesa stessa dà, dell'evento, versioni meno fantasiose,
supponendo che il passaggio sia avvenuto su fondali sabbiosi di
paludi, saltuariamente asciutte per normali avvicendamenti
stagionali. Queste paludi, scomparse dopo il taglio del canale
di Suez, erano impraticabili per i pesanti carri da guerra
dell'esercito egiziano.
(Rif. 130)
Non è chiaro se sia riferito a questo episodio: secondo San
Giustino (Dialogo con Trifone), che assicura di aver appreso la
notizia di prima mano dagli apostoli, Gesù scendendo nel Giordano si sarebbe aperto un passaggio facendo bollire ed infiammare le acque del fiume.
Pare comunque che il Giordano fosse un fiume abituato a questi "favori". Si era già aperto in precedenza al passaggio di Giosuè, di ritorno dall'Egitto, con relativa Arca.
Dopo la morte di Gesù, un altro individuo, solito far stranezze sulle rive del Giordano, sarà un certo Theodas (Tèuda),
altro profeta poco fortunato, il quale si vantava con i suoi
400 seguaci (dopo averli convenientemente spolpati) di poter attraversare il fiume senza bagnarsi i
piedi.
Nell'825(a.u.c.) circa, i romani sempre sospettosi
e diffidenti, dispersero i suoi sprovveduti discepoli, gli
tagliarono la testa e la disposero in bellavista sulle mura
di Gerusalemme, infilzata su una lancia.
Altri sedicenti messia (che allora spuntavano come i funghi)
furono Dosidee (samaritano) e un certo Meandro, finiti regolarmente giustiziati.
(Rif. 780)
155 - UN FANTASTICO RACCOLTO
Mentre Giuseppe stava seminando il grano in alcuni suoi campi,
Gesù semina un solo chicco di frumento. Il raccolto risulterà
poi essere di 100 cori (22000 litri!) che Gesù distribuirà
ai poveri del villaggio.
(Rif. 030)
156 - GIUSEPPE SBAGLIA NUOVAMENTE....
Giuseppe viene incaricato da un ricco cliente di costruire un
letto e, come al solito, sbaglia le misure ed una asse risulta
essere più corta del dovuto. Provvidenziale intervento di
Gesù che rimedia stirando adeguatamente l'asse in questione.
(Rif. 030,035)
157 - ....E POI ANCORA
Questa volta lo sbaglio da correggere si riferisce niente
meno che a un padiglione ordinato dal re. Solito rimedio.
(Rif. 045)
ANNO 3 (e.v.) - 756 (a.u.c.) * GESU': ANNI 9
158 - IL RICCO GIUSEPPE
A Cafarnao era morto un uomo ricchissimo di nome Giuseppe e
tutta la città ne era addolorata. Gesù suggerisce a Giuseppe
(padre) di intervenire a ridar la vita al suo omonimo indicandogli le modalità di intervento.
Giuseppe (padre) esegue:
si reca dal defunto, gli copre il viso con un suo fazzoletto
e pronuncia la frase "ti salvi Gesù".
Naturalmente il morto
risuscita.
(Rif. 035)
ANNO 4 (e.v.) - 757 (a.u.c.) * GESU': ANNI 10
159 - GESU' VA A LAVORARE
Trovandosi a Tiberiade, Giuseppe affida Gesù al tintore Israele affinchè cominci ad imparare un mestiere. Gesù sembra
ben disposto ed ascolta con attenzione gli insegnamenti del
maestro.
(Rif. 045)
160 - ISRAELE PARTE
Dopo qualche tempo Israele decide di fare un viaggio di affari ed affida a Gesù i capi di vestiario da tingere, affinchè
provveda al lavoro durante la sua assenza. Consigli e raccomandazioni a non finire che Gesù accetta di buon grado. Ed
alla fine Israele parte.
(Rif. 045)
161 - COMINCIANO I GUAI
Israele è appena partito che Gesù prende tutti i capi da
tingere, in diversi colori, e li caccia in una tinozza colma
di colore azzurro. Poi abbandona la bottega e se ne va a giocare.
(Rif. 045)
162 - GIOCHI SCATENATI
Raggiunti i compagni di gioco Gesù si scatena e:
- sloga loro gli arti
- li acceca soffiando loro sul viso
- li terrorizza trasformando un pezzo di legno in un serpente
- li rende sordi ficcando loro le dita nelle orecchie
- arroventa una pietra, soffiandoci sopra, e glie la getta
addosso
- porta i compagni sulla riva del lago e cammina sulle acque.
Alla fine Giuseppe lo cattura e lo riporta a casa rimproverandolo aspramente.
(Rif. 045)
163 - ISRAELE RITORNA
Ritornato a casa Israele allibisce e, malgrado Gesù ripristini
i vari capi nei dovuti colori, gli tira dietro uno staio di
legno che, cadendo a terra, si trasforma immediatamente in
un albero da frutta.
Gesù scappa e si nasconde sulle rive del
lago e si consola passeggiando sulle acque.
(Rif. 045)
164 - ISRAELE CHIEDE VENDETTA
Israele, sempre più infuriato, accusa Gesù di furto di fronte
a tutta la città.
Si organizzano le ricerche del colpevole,
che Gesù elude facilmente assumendo sembianze diverse (bambino, giovinotto, vecchio).
Ad ogni buon conto, in mancanza
del vero colpevole, viene arrestato Giuseppe.
(Rif. 045)
165 - RITORNA LA PACE
Sbollita un poco l'ira, Israele si rende infine conto di non
aver subito danni e che nulla gli è stato rubato. Allora si
pente di essere stato troppo impulsivo, ritira la denuncia
e tutto ritorna normale.
(Rif. 045)
ANNO 5 (e.v.) - 758 (a.u.c.) * GESU': ANNI 11
166 - MALACHIA E MICHEA
Gesù incontra due fratelli, Malachia e Michea, che si stanno
azzuffando per una questione di eredità. Udite le rispettive
ragioni Gesù riesce a riconciliarli.
(Rif. 045)
167 - IL MASSO
Gesù conduce un gruppo di ragazzi in un luogo dove si trova
un grande masso con una cima molto elevata. Ad un suo cenno
il masso si piega e Gesù si siede sulla cima che subito si
rialza. Ad un successivo cenno il masso si piega nuovamente
e Gesù ridiscende.
(Rif. 045)
168 - IL GIOVANE ACCECATO
Si sparge la voce del precedente miracolo e Gesù viene fermato
da un giovane, desideroso di conoscere l'autore di tanto prodigio. Gesù non è disposto a dargli retta e pertanto gli
soffia sul viso e lo acceca.
A seguito delle disperate implorazioni del malcapitato gli restituisce la vista.
(Rif. 045)
169 - IL BAMBINO NEL POZZO
Mentre alcuni bambini giocano intorno ad un pozzo uno di essi,
Gionata (?), ci cade dentro e muore. Il giudice ritiene Gesù
responsabile dell'accaduto. Segue il solito copione già narrato nei punti precedenti.
(Rif. 045)
170 - LE BROCCHE NEL POZZO
Trovandosi presso un pozzo, dove tutta la gente andava ad attingere acqua, Gesù afferra le brocche di alcuni bambini in
attesa e le getta nel pozzo dove affondano.
I bambini rimangono stupiti ed impauriti ma Gesù fa riaffiorare le brocche
dal fondo e le restituisce.
(Rif. 045)
171 - L'ALBERO SI PIEGA
Prodigio del tutto simile a quello del masso (167).
(Rif. 045)
172 - UN RAGAZZO MAL MESSO
Un giorno Gesù incontra un ragazzo:
- lebbroso
- epilettico
- senza dita delle mani
- senza dita dei piedi.
Messo a nudo e steso per terra, Gesù lo cosparge con la polvere del suolo ed immediatamente il ragazzo torna come nuovo,
vispo e sano come un pesce.
(Rif. 045)
173 - IL RAGAZZO DI EFTHAIEA
Andando da Emmaus verso il villaggio di Efthaiea, Gesù incontra un giovane lebbroso, coperto di piaghe ed implorante
l'elemosina. Interessato al caso di questo giovane, dopo una
lunga discussione in tema di fede e medicina, Gesù lo guarisce.
(Rif. 045)
ANNO 6 (e.v.) - 759 (a.u.c.) * GESU': ANNI 12
Riferimenti Storici:
PUBLIO SULPICIO QUIRINO
Publio Sulpicio Quirino, in precedenza console, viene nominato governatore della Siria.
CESAREA
Per decisione di Ottaviano Augusto la città di Cesarea diventa capitale della Giudea che passa
sotto la diretta amministrazione di Roma quale Provincia Imperiale.
Come procuratore viene nominato Coponio e si decide
di attuare un (nuovo ?) censimento di natura fiscale.
Malcontento e ribellione degli ebrei che contestano la decisione in base a quanto contenuto nelle "loro scritture".
ERODE ARCHELAO
Erode Archelao viene deposto ed esiliato.
ERODE ANTIPA
Erode Antipa viene nominato tetrarca della Galilea e della
Perea.
174 - HIRAM IL SIRIACO
Gesù incontra nel villaggio di Buboron(?) un uomo, trentenne,
di nome Hiram, proveniente dalla Siria ed al momento gravemente ammalato e totalmente indigente. Lunga discussione su
problemi di fede e successiva guarigione.
(Rif. 045)
175 - KHOIRATAR E GOHARTAR
Erano due soldati venuti in Palestina al seguito dei Magi e
quivi rimasti. Gesù li incontra mentre stanno litigando sulla
spartizione di certi guadagni. Si intavola una lunga chiacchierata in tema di fede ed alla fine Gesù li riconcilia.
(Rif. 045)
176 - IL MEDICO MENDICANTE
Essendo prossima la festa della Pasqua, Gesù si mette in cammino verso Gerusalemme ed incontra un vecchio medico, a sua volta figlio
di un medico, assai malandato: storpio, semicieco e sordo.
Incapace di curare se stesso si era ridotto alla mendicità.
Gesù ottiene da lui una professione di fede nella trinità (!)
e poi lo guarisce.
(Rif. 045)
177 - GESU' TRA I DOTTORI
Conclusa la festa della Pasqua, Giuseppe e Maria si mettono
in cammino verso casa ma dopo un giorno di marcia si accorgono che Gesù non è con loro. (Alquanto distratti!)
Tornano preoccupati a Gerusalemme e dopo tre giorni di ricerche lo trovano nel Tempio, seduto tra i dottori, gli anziani e gli scribi intento ad interrogarli ed a rispondere alle loro domande.
Gesù suscita la
meraviglia e l'ammirazione dei presenti per le sue conoscenze
sui libri della Legge, sull'astronomia e sulle scienze naturali in genere.
(Rif. 015,030,040)
178 - RITORNO A CASA
Gesù ritorna con la famiglia a Nazaret e non da più segni
di attività.
Dopo il frenetico avvicendarsi di eventi miracolosi relativi
alla prima infanzia, scende il silenzio sui successivi 18/20
anni della vita di Gesù. Riapparirà sulla scena nell'anno 779 (a.u.c.).
Cosa abbia fatto Gesù sino all'età di 33 anni (780 a.u.c.) non è dato sapere. I vangeli non ne parlano e la chiesa tace ostinatamente.
Questo ha dato luogo a numerose ipotesi alcune delle quali (le meno fantasiose) sono riportate in seguito, nella Parte VI del presente studio.
ANNO 7 (e.v.) - 760 (a.u.c.) * GESU': ANNI 13
Riferimenti Storici:
CENSIMENTO FISCALE
Viene attuato un (altro) Censimento Fiscale, condotto da Quirino e da Coponio.
LA RIVOLTA DI GIUDA IL GALILEO
Giuda il Galileo guida la rivolta contro (questo) censimento fiscale;
ciò provoca a Gerusalemme, durante la festività pasquale,
un pesante eccidio di pellegrini.
Giuda il Galileo ne esce sconfitto e ucciso.
Prenderanno il suo posto i figli:
- Giovanni (il primogenito) (forse il Gesù secondo recenti ipotesi)
- Simone
- Giacomo il Maggiore
- Giuda
- Giacomo il Minore
- Giuseppe
- Menahem.
Giuseppe Flavio, nel II Libro della sua opera Guerra Giudaica,
parla di Giuda il Galileo (figlio di Ezechia e presunto padre
di Jeshu) come di un falso profeta che aveva raccolto intorno
a sè circa 30000 seguaci. La cifra va notevolmente ridimensionata.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Se si accetta l'idea, ormai abbastanza diffusa e documentata, che il presunto messia fosse: un partigiano esseno/zelota,
allora la figura di Gesù potrebbe essere individuata in:
Giovanni, il primogenito di Giuda il Galileo.
(Rif. 760)
GIUDA IL GALILEO E IL SADDUC
Durante la rivolta contro il censimento, Giuda il Galileo (fondatore del movimento zelota) sarebbe stato affiancato da un
misterioso sacerdote indicato come il "Sadduc". Ciò sarebbe in
linea con il concetto esseno del duplice messia; in questo
caso:
- Giuda, discendente di Davide, è il messia politico
- Il Sadduc, discendente di Aronne, è il messia religioso.
INSERTO 10 - La Società Palestinese (Secondo la Storia)
Ai tempi riferiti allo pseudo Gesù la società palestinese era prevalentemente pastorale, integrata da una modesta presenza contadina e di pescatori; la presenza di artigiani e commercianti era alquanto limitata, sufficiente alle contenute esigenze della popolazione. In complesso il tenore di vita era abbastanza basso, al limite della miseria.
D'altro canto, all'epoca, il paese non consentiva molto di più.
Su quanto conosciuto intorno al 1760 e.v., (anche se non probante) Voltaire così si esprimeva:
Ho parlato con alcuni uomini di tutte le nazioni che venivano di là; e tutti mi hanno detto che la situazione di Gerusalemme è spaventosa; che il paese d'intorno è tutto sassi; che le montagne sono nude; che il famoso fiume Giordano non è più largo di quaranta o cinquanta piedi; che il solo distretto buono di quel paese è Gerico...
Insomma, tutti ne parlano come parlava san Gerolamo, che abitò così a lungo a Betlemme, e che dipinge quella contrada come il rifiuto della natura; egli dice che d'estate non c'è neppure l'acqua da bere.
(Rif. 712)
LA LINGUA
La lingua normalmente parlata era l'aramaico seguito dal greco, quest'ultimo limitatamente a certi strati della popolazione. La lingua ebraica non era quasi mai parlata; serviva unicamente per la lettura dei testi sacri, scritti in ebraico antico.
IL GOVERNO
Dopo la conquista del territorio da parte dei romani, le condizioni di governo nelle varie provincie erano alquanto mutevoli. Roma lasciava una certa autonomia nel campo amministrativo e nella gestione di problemi di natura tipicamente interna; a tale scopo nominava (o eliminava) re, tetrarchi ed etnarchi secondo le esigenze e le emergenze del momento. I governanti locali disponevano di milizie proprie (in genere mercenarie) ma non in misura sufficiente da preoccupare gli occupanti.
Le elites locali erano, in larga parte, costituite da rappresentanti delle famiglie sacerdotali insediate dagli occupanti.
LE RELIGIONI
Non è corretto ritenere che la religione mosaica, (giudaismo), fosse l'unica praticata nel paese. Per quanto preponderante, essa spartiva la presa sulla mente dei palestinesi, con altri culti come quelli di:
- Baal
- Zeus/Giove
- Iside
- Adonis
- Serapide
- e molti altri.
Resta comunque il fatto che, all'epoca, il giudaismo era il più praticato, almeno in Giudea e a Gerusalemme, e godeva di una certa protezione da parte dei Romani che influenzavano, per motivi politici, la nomina dei sacerdoti alla direzione del tempio.
A questo proposito, una menzione a parte meritano i
samaritani, abitanti la regione centrale della Palestina (Samaria) che separa praticamente la Galilea dalla Giudea.
Rispetto all'ortodossia verso la Legge Mosaica come la intendevano i giudei, i samaritani erano considerati degli scismatici in quanto ritenevano loro stessi i veri prescelti da dio alla guida del popolo ebraico; avevano costruito sul Monte Garizim un Tempio, un luogo di culto (dedicato anche a molte divinità pagane) in contrasto ed in opposizione alle autorità religiose del Tempio di Gerusalemme.
LA CULTURA
Secondo un recente studio (W.Harris - Columbia University) il livello culturale della popolazione era minimo. L'85-90% della popolazione era analfabeta. Alcuni sapevano leggere ma non scrivere. Quelli che sapevano leggere e scrivere (sacerdoti, scribi, pubblicani) erano una minima parte della popolazione attiva.
Difficile dunque stabilire una ripartizione della popolazione in gruppi sociali, religiosi, caste, partiti o altri raggruppamenti. Si possono annoverare solo alcuni gruppi principali.
- EBIONITI - (Ebionim, Evyonim = poveri, umili, anche: sciocchi). Praticamente la maggioranza della popolazione.
Persone generalmente povere e, per necessità, di costumi molto morigerati, molti probabilmente vegetariani. Erano ritenuti poco più che plebe e, pur assomando anche artigiani e piccoli commercianti, comprendevano quasi esclusivamente pastori, agricoltori, salariati, mano d'opera disponibile e schiavi.
Gli ebioniti consideravano Gesù come un profeta-rivoluzionario, incaricato
da YHWH di porre fine alle ingiustizie sociali che opprimevano il paese.
Come un moderno"Che Guevara".
Simili a loro erano anche gli
appartenenti a particolari sette: i Nicolaiti e gli Encratiti (Encratici). Si presume fondati da un certo Nicola (un diacono legato ai primi apostoli) che rifiutavano l'uso del vino e celebravano l'eucaristia con pane ed acqua.
- SACERDOTI - Si puo' dire fosse un "mestiere" elitario ed ereditario. Solo gli appartenenti alla tribù di Levi, che non disponevano di un territorio proprio, potevano accedere al sacerdozio a pieno titolo. Esisteva anche una categoria di sacerdoti di rango inferiore, detti anch'essi Leviti. Il sommo sacerdote del Tempio era nominato dal re o dal tetrarca in carica. Esercitava le funzioni sacerdotali per un anno, poi poteva essere sostituito o riconfermato con il sovrano beneplacito.
- FARISEI - (i Perushin, i separati). Appartenenti ad una corrente religiosa, conservatrice e fortemente nazionalista, fondata poco tempo prima della nascita di Gesù dal rabbino Hillel, contemporaneo di Gamaliele.
Erano cultori, quasi fanatici, delle tradizioni orali della Legge (Talmud) e seguivano scrupolosamente precetti minuziosi, perdendosi a volte in un formalismo esasperato. Si consideravano una casta elitaria e snobbavano le altre categorie quali scribi, pubblicani e popolani in genere, da loro considerati impuri.
I farisei credevano nella risurrezione come ad un privilegio riservato unicamente agli ebrei morti in Palestina. Quelli morti fuori sede sarebbero stati segretamente portati presso Gerusalemme per ritrovare le loro anime (!)
Malgrado le diatribe e le invettive lanciate contro di essi (Vangeli Canonici, Atti), in fondo, per il loro nazionalismo, erano i piu' vicini
all'idea messianica di Gesù.
Non si puo' comunque dire che fossero un gruppo monolitico. Attraverso un gioco di sottili "distinguo" erano divisi in almeno 7 gruppi:
- le spalle larghe
- i vacillanti
- gli sbattitesta
- gli umili perfetti
- i farisei di calcolo
- i farisei della paura
- i farisei del dovere
- SADDUCEI - (Tsedukim) Costituivano una setta ed appartenevano ad una corrente religiosa, non proprio conservatrice. Si consideravano aristocratici internazionalisti e la loro formazione culturale aveva una matrice fortemente ellenica. Erano cultori della Legge originale di Mose (Torah), cosa che li metteva in posizione diametralmente opposta a quella dei Farisei. Erano fermamente convinti che l'anima morisse con il corpo.
- SCRIBI - (Soferim) Categoria di persone con molte affinita' con i Farisei. Non erano sacerdoti e neanche Leviti pero' svolgevano un ruolo importante come "Dottori della Legge" della quale erano commentatori autorevoli.
- PUBBLICANI - Erano in pratica funzionari dello Stato e dato che lo Stato, a quei tempi, si manifestava solo attraverso la riscossione delle imposte, erano visti come il fumo negli occhi, vessatori del popolo e conseguentemente grandi peccatori.
- MILITARI - Escludendo naturalmente le truppe romane di occupazione, si possono rammentare le Guardie del Tempio al soldo dei sacerdoti (oggi qualcuno le chiamerebbe Guardie Svizzere) e le Milizie Ausiliarie dei governanti in carica, normalmente truppe mercenarie di provenienza estera.
- ESSENI - Fantasmi inquietanti, recentemente affiorati dalle brume dei secoli, sui quali varrà la pena di soffermarsi
più avanti.
179 - NASCITA DI SAULO
Si suppone che, in questo anno, Saulo sia nato a Tarso in Cilicia.
Le opinioni sono discordanti e indicano anni diversi, dal 758
al 763(a.u.c.), come avviene normalmente per tutti i personaggi inventati.
(Rif. 130)
ANNO 8 (e.v.) - 761 (a.u.c.) * GESU': ANNI 14
ANNO 9 (e.v.) - 762 (a.u.c.) * GESU': ANNI 15
Riferimento Storico:
MARCO AMBIBULO
Marco Ambibulo viene nominato Prefetto della Giudea.
ANNO 10 (e.v.) - 763 (a.u.c.) * GESU': ANNI 16
ANNO 11 (e.v.) - 764 (a.u.c.) * GESU': ANNI 17
ANNO 12 (e.v.) - 765 (a.u.c.) * GESU': ANNI 18
Riferimento Storico:
ANNIO RUFO
Annio Rufo viene nominato Prefetto della Giudea.
ANNO 13 (e.v.) - 766 (a.u.c.) * GESU': ANNI 19
180 - PRE-ANNUNCIO A GIUSEPPE
Un angelo annuncia a Giuseppe che dovrà morire entro un anno.
(Rif. 055)
ANNO 14 (e.v.) - 767 (a.u.c.) * GESU': ANNI 20
181 - MORTE DI GIUSEPPE
Giuseppe muore a Nazaret all'età di 111 anni.
Durante l'agonia la sua anima si trasferisce nella gola, poi si libera e alcuni
angeli l'avvolgono in un panno di seta e la portano in cielo, mentre il corpo viene deposto nel sepolcro del
padre Giacobbe.
(Rif. 055)
Riferimento Storico:
TIBERIO IMPERATORE
Muore Ottaviano Augusto e gli succede Tiberio.
ANNO 15 (e.v.) - 768 (a.u.c.) * GESU': ANNI 21
ANNO 16 (e.v.) - 769 (a.u.c.) * GESU': ANNI 22
ANNO 17 (e.v.) - 770 (a.u.c.) * GESU': ANNI 23
ANNO 18 (e.v.) - 771 (a.u.c.) * GESU': ANNI 24
Riferimento Storico:
NOMINA DI CAIFA
Caifa viene nominato sommo sacerdote; manterrà questa carica
sino al 790(a.u.c.)
(Rif. 130)
ANNO 19 (e.v.) - 772 (a.u.c.) * GESU': ANNI 25
ANNO 20 (e.v.) - 773 (a.u.c.) * GESU': ANNI 26
ANNO 21 (e.v.) - 774 (a.u.c.) * GESU': ANNI 27
ANNO 22 (e.v.) - 775 (a.u.c.) * GESU': ANNI 28
ANNO 23 (e.v.) - 776 (a.u.c.) * GESU': ANNI 29
ANNO 24 (e.v.) - 777 (a.u.c.) * GESU': ANNI 30
ANNO 25 (e.v.) - 778 (a.u.c.) * GESU': ANNI 31
ANNO 26 (e.v.) - 779 (a.u.c.) * GESU': ANNI 32
Riferimenti Storici:
NOMINA DI PONZIO PILATO
Ponzio Pilato giunge a Cesarea (Giudea), inviato da Tiberio
per rivestire la carica di Prefetto della Provincia. Suo superiore diretto è il Governatore della Siria, Cretico.
PONZIO PILATO PROFANA IL TEMPIO
Poco dopo il suo arrivo in Palestina Pilato (presumibilmente
senza malizia) ordina che la Torre Antonia venga addobbata
con stendardi raffiguranti le insegne di Roma ed immagini
degli dei dell'olimpo romano.
I giudei la giudicano una profanazione del Tempio adiacente
e nasce una mezza sommossa. Una delegazione si reca da Pilato
per protestare e questi si affretta a far togliere gli stendardi.
(Rif. 172)
Il testo riporta una mappa del "TEMPIO" quale poteva essere dopo la ricostruzione. (Anno 820 a.u.c.)
INSERTO 11 - Il Tempio
Praticamente non esiste nessuna prova storica dell'esistenza del primo Tempio eretto da Salomone; il sospetto che si tratti di uno dei tanti miti è più che giustificato. Alcuni autori hanno ipotizzato che si trattasse di una costruzione precaria in legno o addirittura di un tendone.
Quanto all'Arca lo scrittore G. Hancock sostiene la tesi, alquanto fantasiosa, che si trattasse di una specie di pila o di un accumulatore in grado di produrre effetti elettromagnetici che allora potevano essere considerati prodigi divini.
Visto che poi nessuno è in grado di dimostrare, documenti o reperti alla mano, che Mosè sia effettivamente esistito, le basi del monoteismo giudaico appaiono
quindi alquanto inconsistenti.
In quanto al Tempio che egli [Salomone] fece costruire, e che gli Ebrei hanno stimato come la più bella opera del mondo, i Bramante, i Michelangelo e i Palladio, se avessero visto quella costruzione, non l'avrebbero certo ammirata. Era una specie di piccola fortezza quadrata, che rinchiudeva un cortile, e in questo cortile c'era un edificio lungo quaranta cubiti [m. 22], e un altro di venti [m. 11]; e sappiamo soltanto che questo secondo edificio, che era propriamente il tempio, l'oracolo, il Sancta Sanctorum, aveva anche 20 cubiti di larghezza, e venti di altezza. Non c'è oggi architetto in Europa che non considererebbe una tal costruzione come un monumento di barbari.
(Rif. 712)
Nel 308(a.u.c.) l'imperatore Ciro consente il ritorno in patria ad alcuni ebrei esiliati a Babilonia, guidati dal principe giudeo Sesbassar, il quale provvede alla ricostruzione del Tempio.
La costruzione, terminata nel 313(a.u.c.), viene successivamente migliorata, con il consenso di Artaserse II, da Neemia e da Esdra.
Nel 734(a.u.c.), Erode il Grande ordina il rifacimento dell'edificio portandolo al suo massimo livello di splendore. Il locale del Debir, mancando l'Arca, viene lasciato vuoto ma si continua a considerarlo il luogo in terra dove YHWH manifesta la sua presenza; un punto di riferimento per tutti i giudei credenti.
Il Tempio venne definitivamente distrutto dai romani nell'822(a.u.c.); sulla sua area ora sorge una moschea.
Secondo Giuseppe Flavio, il Tempio era ricoperto da lastre d'oro e all'alba rifletteva la luce con tanta intensità da abbagliare coloro che lo ammiravano. Per chi arrivava a Gerusalemme appariva da lontano come una montagna bianca di neve perchè le parti non ricoperte d'oro erano di marmo bianchissimo.
(Rif. 180)
Del Tempio non è rimasto che un muro (Muro del Pianto), meta odierna di pellegrinaggio e di devozione per gli ebrei.
Il Tempio, centro del potere sacerdotale, era il simbolo dell'unità del popolo ebraico e meta obbligata di pellegrinaggio per tutti gli ebrei maschi, durante le principali festività religiose.
Il Tempio era una prerogativa di Gerusalemme. Nelle altre località il culto veniva esercitato nelle sinagoghe di costruzione molto più modesta.
Questo edificio era, in ultima analisi, una enorme beccheria, dalla quale si diffondevano i miasmi di centinaia di animali sacrificati ogni giorno da un popolo imbecille ad un dio inesistente. Si suppone che la maggior parte degli animali sacrificati fosse destinata al nutrimento della classe sacerdotale mentre il resto era venduto nelle macellerie della città.
La sinagoga veniva costruita orientando la porta principale verso Gerusalemme e poteva avere una superficie di 200-300 mq. In questo locale le funzioni, condotte da un anziano (non sacerdote), consistevano principalmente, il giorno di sabato, nella lettura delle scritture, nella preghiera collettiva e nella istruzione religiosa. Arredi d'obbligo: un armadio per custodire la Torah, un candeliere a sette bracci e uno scanno di legno ove sedeva il lettore della Torah.
Nelle prime sinagoghe era previsto anche un matroneo, cioè una zona separata riservata alle donne.
La costruzione del Tempio fu motivo per l'abolizione, forzosa e cruenta, dei culti delle alture largamente praticati dai samaritani sulle sommità di numerosi monti del paese.
Mentre ai nostri giorni è perfettamente naturale che politica e religione siano poteri separati (ma non sempre, almeno in Italia), che a volte seguono vie parallele ed altre no, ai tempi di Gesù politica e religione erano in perfetta simbiosi; erano una cosa sola. Per questo il Tempio, oltre a essere il centro religioso, era anche il centro politico che orientava e pilotava le decisioni dei governanti locali (Roma permettendo). Strettamente collegato al Tempio era il Sinedrio, ad un tempo organo giuridico e consiglio supremo di Israele in materia politico-religiosa, agendo s'intende nell'ambito delle libertà concesse dagli occupanti romani. Era composto da due sezioni:
- il Gran Sinedrio di natura politica,
- il Bet Din di natura religiosa.
Il Sinedrio era presieduto dal sommo sacerdote di turno ed era composto da 71 membri comprendenti:
- sacerdoti
- anziani
- scribi
Tra gli aspetti meno sacrali del Tempio occorre ricordare che sulla spianata che circondava l'edificio e sotto i porticati si svolgeva il più grande mercato della Palestina.
Si poteva comprare di tutto: dal bestiame alle vivande, dagli ornamenti preziosi alle più modeste suppellettili domestiche.
La casta sacerdotale gestiva una enorme quantità di denaro, facendo funzioni che oggi potrebbero essere definite di tesoreria pubblica o di banca nazionale. I sacerdoti accettavano in deposito denaro di terzi e lo reinvestivano finanziando imprese commerciali o facendo prestiti ad usura. Quella dei cambiavalute era una funzione affidata ai laici, in quanto il Tempio riconosceva e gestiva unicamente monete in corso e circolanti sul territorio palestinese: le valute estere dovevano essere convertite. Era considerata valuta estera anche la moneta romana!
Durante le principali ricorrenze religiose, quando sulla spianata si accalcavano migliaia di persone, l'ordine pubblico era assicurato dal presidio romano che schierava i suoi uomini lungo i porticati che circondavano il complesso Tempio/Mercato.
182 - PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA
Dopo aver vissuto a lungo nel deserto, Giovanni Battista riappare sulle rive del Giordano (Betania di Transgiordania o
presso Gerico?) ed inizia il suo ciclo di predicazioni.
Veste una pelle di cammello e si nutre di locuste e miele selvatico.
Pratica il rito del battesimo.
(Rif. 005,010,015,020,060)
183 - POLEMICHE DI GIOVANNI BATTISTA
Giovanni Battista non è sempre molto compiacente con chi
si reca ad interrogarlo durante le sue predicazioni.
E' particolarmente critico nei confronti di Erode Antipa e della sua convivente Erodiade.
(Rif. 015)
ANNO 27 (e.v.) - 780 (a.v.c.) * GESU': ANNI 33
184 - BATTESIMO DI GESU'
Gesù si fa battezzare da Giovanni Battista, che inizialmente è assai turbato ed esitante. A fine battesimo una colomba bianca
(spirito santo) scende su Gesù.
Voci declamanti dal cielo.
(Rif. 005,010,015,020,060)
185 - LE TENTAZIONI NEL DESERTO
Dopo il battesimo, Gesù viene sospinto dallo spirito santo nel
deserto (dalle parti di Qumran ?) dove resta per 40 giorni, a
digiuno e tentato per tre volte dal diavolo. Vinte le tentazioni, alcuni angeli lo servono di cibo e bevande.
(Rif. 005,010,015)
Un essere umano può restare sino a 40 giorni senza mangiare
a condizione però che beva. Nel deserto, particolarmente nella stagione calda, senza bere non si va oltre i sei
giorni e necessitano dai 5 ai 6
litri di acqua al giorno.
186 - GESU' LA VEDE BRUTTA
Tornato a Nazaret (?) si reca, il sabato, nella sinagoga e si alza a leggere il libro del profeta Isaia. A fine lettura annuncia che la profezia di Isaia si è avverata e lascia intendere essere lui il nuovo messia.
I presenti si indignano e lo trascinano sul ciglio di un burrone (?) decisi a scaraventarlo nel vuoto; Gesù riesce a liberarsi e si allontana indenne.
(Rif. 015)
Nazaret si trova in Galilea e dista circa 120 Km da Gerusalemme
e 25 Km dal Lago di Tiberiade. Si estende su di un terreno
piano, vagamente ondulato, dove non c'è traccia di burroni o
precipizi ove gettare un qualsiasi incauto messia.
Oltre a tutto, non è certo che esistesse ai tempi di Gesù.
Giuseppe Flavio, preciso e puntiglioso nelle sue descrizioni
della Palestina di allora, ne ignora completamente l'esistenza.
Se esisteva, doveva essere un insignificante gruppo di tuguri
ed il suo nome è stato utilizzato, in seguito, per confondere
le idee sul significato dello scomodo termine NAZARENO. Tutto
lascia supporre che invece di Nazaret si trattasse della
località di GAMLA.
(Rif. 176,180)
GAMLA or GAMALA (Secondo la Storia)
Malgrado le precise descrizioni di G. Flavio, l'esistenza di questa città e' stata ignorata (ad arte?) sino al 1967, quando, durante la "guerra dei sei giorni", alcuni militari israeliani ne scoprirono le rovine, sulle alture del Golan, quasi a picco sul Lago di Tiberiade ed a 200 Km da Gerusalemme.
Stando a quanto ci dice Giuseppe Flavio:
(Rif. 180):
si affacciava a mezzogiorno e la sua sommità meridionale, elevandosi ad una smisurata altezza, formava la rocca della città, sotto cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone. Era vicina alla sponda del Lago di Tiberiade.
Secondo D.Donnini (da una recente relazione di viaggio):
(Rif. 176)
- si trova sulla sponda orientale del lago;
- era la patria di Giuda il Galileo e di tutta la sua setta: i galilei appunto, i quali, nonostante l'appellativo, non venivano dalla Galilea ma dal Golan; (Gaulanitide in greco)
- oggi mostra i resti di una sinagoga di quel periodo, collocata al centro di un villaggio sul monte; le rovine sono situate non lontane dalla riva golanita del Lago di Tiberiade ed, a meno di 5 minuti di cammino, da uno spaventoso precipizio.
187 - SCELTA DEI PRIMI APOSTOLI
Le modalità di scelta dei primi apostoli variano secondo gli
autori:
- inizialmente sono quattro ed esattamente SIMONE (Pietro)
ed il fratello ANDREA figli di Giovanni, pescatori nonchè GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo, anch'essi pescatori, scelti da Gesù sulle rive del lago di Tiberiade;
(Rif. 005,010)
- sono gli stessi del punto a) che si convincono a seguire
Gesù dopo aver assistito ad una pesca miracolosa;
(Rif. 015)
- il primo apostolo ANDREA (il Protoclita) sarebbe stato
affidato a Gesù da Giovanni Battista.
Successivamente si aggregano SIMONE, FILIPPO DI BETSAIDA
e BARTOLOMEO (Natanaele);
(Rif. 020)
- i primi apostoli furono sette, scelti a Cafarnao nella casa di SIMONE (Pietro) e cioè:
- i fratelli GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo
- i fratelli SIMONE e ANDREA
- TADDEO, SIMONE ZELOTA e GIUDA ISCARIOTA, ebioniti.
(Rif. 060)
188 - L'INDEMONIATO DI CAFARNAO
Mentre predica nella sinagoga di Cafarnao un uomo, dallo "spirito immondo", apostrofa duramente Gesù.
Gesù lo riprende severamente e lo spirito immondo abbandona
l'uomo e fugge.
(Rif. 010,015)
189 - LA SUOCERA DI PIETRO
La suocera di Pietro soffre per una gran febbre; Gesù la guarisce all'istante toccandola con una mano.
(Rif. 005,010,015)
190 - IL LEBBROSO
Un lebbroso chiede a Gesù di essere guarito ed egli lo accontenta toccandolo con una mano; poi gli raccomanda di recarsi
da un sacerdote per la certificazione della guarigione.
(Rif. 005,010,015,135)
191 - IL PARALITICO
Gesù si trova a Cafarnao e la casa che lo ospita è assediata
da una folla di postulanti. Un paralitico, steso su una barella, viene introdotto nella casa attraverso un varco praticato
nel tetto; Gesù lo guarisce.
(Rif. 005,010,015)
192 - LA CHIAMATA DEL PUBBLICANO
Matteo (Levi), figlio di Alfeo, espressamente invitato da Gesù,
abbandona il banco delle gabelle e si aggrega al gruppo degli
apostoli.
(Rif. 005,010,015,855)
Per la precisione: Matteo, nella sua funzione di "pubblicano" era un appaltatore per la ricossione delle imposte per conto del governo di Erode Antipa, allora tetrarca della Galilea.
Resta un mistero come questo fantomatico Matteo abbia potuto, "così sui due piedi", risolvere il suo contratto di appalto con l'amministrazione di Erode Antipa. Chi avrebbe pagato le pesanti penali per la risoluzione di questo contratto?
193 - A CENA CON MATTEO
Gesù partecipa ad una cena, a casa del pubblicano Matteo, ora
apostolo, in compagnia di persone ritenute poco raccomandabili e si pone al centro di aspre critiche da parte di scribi
e farisei.
(Rif. 005,010,015)
IL METABOLISMO DI GESU'.
A proposito di mangiare, S. Valentino (c. 270 e.v.) ci informa che:
il cibo che Gesù mangiava non si corrompeva all'interno del suo corpo.......Mangiava e beveva come un uomo ma, considerata la sua natura essenzialmente spirituale, lo faceva in maniera particolarissima, non restituendo gli alimenti.
(Rif. 760)
194 - LA SCELTA DEGLI APOSTOLI
Gesù si reca su di un monte e dopo una notte di preghiera nomina definitivamente i 12 apostoli:
- Simone (Pietro) e Andrea, fratelli
- Giacomo e Giovanni, fratelli figli di Zebedeo (anche: figli
del tuono)
- Filippo di Betsaida
- Bartolomeo
- Matteo (Levi), ex pubblicano
- Tommaso
- Giacomo, figlio di Alfeo
- Simone (detto anche Lo Zelota o Il Cananeo)
- Taddeo (Giuda), figlio di Giacomo
- Giuda Iscariota, ex pubblicano
(Rif. 010,015)
INSERTO 12 - GLI APOSTOLI (Secondo il mito e la leggenda)
Posto che ormai è stabilito storicamente che questi apostoli non sono mai esistiti, persino i quattro evangelisti non sono molto d'accordo sul nome degli apostoli di Gesù e neanche sul loro numero; le falsificazioni in argomento non si contano.
"Non esiste un solo documento storico che ne rilevi l'esistenza e le loro mirabolanti vicende."
La seguente tavola mette comunque in evidenza le differenze che si rilevano nelle varie versioni.
MATTEO | MARCO | LUCA | GIOVANNI |
| Simone(Pietro) | Simone(Pietro) | Simone(Pietro) | Simone(Pietro)di Giovanni |
| Andrea fr. di Simone | Andrea | Andrea fr. di Simone | Andrea fr. di Simone |
| Giacomo di Zebedeo | Giacomo di Zebedeo | Giacomo | Giacomo di Zebedeo |
| Giovanni fr. di Giacomo | Giovanni fr. di Giacomo | Giovanni | Giovanni di Zebedeo |
| Filippo | Filippo | Filippo | Filippo di Betsaida |
| Tommaso | Tommaso | Tommaso | Tommaso(Didimo) |
| Giuda Iscariota | Giuda Iscariota | Giuda Iscariota | Giuda Iscariota di Simone |
| Bartolomeo | Bartolomeo | Bartolomeo | * |
| Giacomo di Alfeo | Giacomo di Alfeo | Giacomo di Alfeo | * |
| Matteo(pubblicano) | Matteo | Matteo | * |
| Simone(cananeo) | Simone(cananeo) | Simone lo zelota | * |
| Taddeo (coraggioso) | Taddeo (coraggioso) | Giuda fr. di Giacomo | * |
| * | * | Simone(zelota) | * |
| * | * | Giuda di Giacomo | * |
| * | * | * | Natanaele da Cana |
| * | * | Mattia | * |
|---|
| * | * | * | Discepolo prediletto |
Utilizzando gli Atti degli Apostoli di Luca ed altre fonti, tutte sospettabili, si possono ottenere le seguenti schede indicative,
di natura ovviamente falsa e mitica, dove traspare, con una certa evidenza, l'appartenenza di alcuni di essi al movimento combattente jahvista.
| PIETRO | . |
Altri nomi: | Kepha, Cefa, Simone Bar-Jona (Bar-Jona=partigiano/terrorista), Boanerghes (Figlio del Tuono) |
Paternità: | Giovanni |
Maternità: | = |
Nascita: | a Betsaida e residente a Cafarnao |
Attività: | pescatore |
Coniugato: | si |
Parentele: | fratello di Andrea |
Missioni: | Antiochia, Corinto e Roma |
Decesso: | Prima versione: giustiziato in Palestina nel 799 a.u.c. (46 e.v.) da Tiberio Alesandro
Seconda versione: giustiziato a Roma nell'820(a.u.c.). Catturato dal prefetto Agrippa, per ordine di Nerone, sarebbe stato crocifisso a testa in giù. |
| ANDREA | . |
Altri nomi: | (Il Protoclita) |
Paternità: | Giovanni |
Maternità: | = |
Nascita: | a Betsaida e residente a Cafarnao |
Attività: | pescatore |
Coniugato: | == |
Parentele: | fratello di Simone-Pietro |
Missioni: | Epiro, Grecia, Tracia, Armenia, Georgia, Scizia (Russia). Ha fondato la Chiesa di Costantinopoli. |
Decesso: | arrestato a Patrasso, flagellato ed ucciso su una croce ad X
|
| GIACOMO | . |
Altri nomi: | Figlio del Tuono (partigiano) |
Paternità: | Zebedeo |
Maternità: | Maria di Salomè, sorellastra di Maria V. |
Nascita: | Betsaida |
Attività: | pescatore |
Coniugato: | == |
Parentele: | cugino di Gesù; fratello dell'apostolo Giovanni |
Missioni: | == |
Decesso: | passato a fil di spada (o decapitato) a Gerusalemme, probabilmente nel 795(a.u.c.) |
| GIOVANNI | . |
Altri nomi: | Giovanni il Minore, Figlio del Tuono (partigiano) |
Paternità: | Zebedeo |
Maternità: | Maria di Salomè, sorellastra di Maria V. |
Nascita: | Betsaida |
Attività: | pescatore |
Coniugato: | == |
Parentele: | cugino di Gesù; fratellastro dell'apostolo Giacomo |
Missioni: | Patmos ed Efeso. Evangelista, ha scritto anche l'Apocalisse; si è preso cura di Maria V. dopo la morte di Gesù |
Decesso: | ad Efeso di morte naturale, nell'853(a.u.c.). Si racconta che, dopo la morte, Giovanni si agitasse di continuo nella tomba, facendo alzare ed abbassare la terra che lo copriva. |
| FILIPPO | . |
Altri nomi: | == |
Paternità: | Tolomeo(?) |
Maternità: | == |
Nascita: | Betsaida |
Attività: | probabile maestro di filosofia |
Coniugato: | == |
Parentele: | probabile fratello di Bartolomeo |
Missioni: | Grecia (Delfo), Lidia, Tunisia e Frigia |
Decesso: | a Ierapoli, inchiodato ad un albero a testa in giù |
| BARTOLOMEO | . |
Altri nomi: |
Bar-Tolmay (figlio di Tolomeo in aramaico), Natanaele |
Paternità: | Tolomeo |
Maternità: | == |
Nascita: | Betsaida(?) |
Attività: | Rabbino |
Coniugato: | == |
Parentele: | probabile fratello di Filippo |
Missioni: | India, Etiopia e Armenia. Scritti apocrifi: Le Interrogazioni, L'apocalisse di Bartolomeo, Vangelo di Bartolomeo |
Decesso: | scorticato in Licaonia |
| TOMMASO | . |
Altri nomi: | Didimo (il Gemello), Giuda il Gemello, Giuda il Cananeo |
Paternità: | == |
Maternità: | == |
Nascita: | Antiochia(?) |
Attività: | costruttore edile, architetto |
Coniugato: | == |
Parentele: | == |
Missioni: | Persia e India. Scritti apocrifi: Apocalisse di Tommaso, Atti di Tommaso, Vangelo di Tommaso |
Decesso: | in India, ucciso a pugnalate (o a colpi di lancia) su ordine di un certo Gondophares (o re Mazdai?). Si dice che la sua tomba a Madras sia stata, in seguito, trovata vuota (risuscitato?). |
| MATTEO | . |
Altri nomi: | Levi |
Paternità: | Alfeo |
Maternità: | == |
Nascita: | Cafarnao |
Attività: | pubblicano, esattore fiscale in Galilea, letterato(?) |
Coniugato: | == |
Parentele: | == |
Missioni: | evangelista, avrebbe scritto uno dei 4 vangeli canonici |
Decesso: | == |
| GIACOMO | . |
Altri nomi: | Giacomo il Minore, Giacomo di Alfeo, Giacomo il Sadoqita, Giacomo il Giusto |
Paternità: | Alfeo |
Maternità: | Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V. |
Nascita: | == |
Attività: | falegname a Nazaret con Giuseppe |
Coniugato: | == |
Parentele: | cugino di Gesù e fratello di Taddeo |
Missioni: | ha scritto un'epistola canonica e l'aposcrifo Proto Vangelo di Giacomo |
Decesso: | a Gerusalemme, lapidato e finito con una bastonata |
| TADDEO | . |
Altri nomi: | Giuda, Lebbeo, Giuda lo Zelota, il Coraggioso |
Paternità: | Alfeo |
Maternità: | Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V. |
Nascita: |
== |
Attività: | falegname |
Coniugato: | si |
Parentele: | cugino di Gesù e fratello di Giacomo il Minore |
Missioni: | Giudea, Mesopotamia e Persia |
Decesso: | a Suamyr (Persia); ucciso a bastonate per ordine dei sacerdoti |
SIMONE IL CANANEO | . |
Altri nomi: | Simone lo Zelota |
Paternità: | == |
Maternità: | == |
Nascita: | Cana |
Attività: | == |
Coniugato: | == |
Parentele: | == |
Missioni: | == |
Decesso: | Prima versione: martire a Roma
Seconda versione: giustiziato in Palestina |
GIUDA ISCARIOTA | . |
Altri nomi: | Giuda di Simone Iscariota, Giuda il Sicario |
Paternità: | Simone Iscariota |
Maternità: | == |
Nascita: | Qerrijoth (Giudea) |
Attività: | Addetto alla Casa dei Tributi; dipendente di Matteo il Pubblicano |
Coniugato: | si |
Parentele: | == |
Missioni: | potrebbe aver scritto Il Vangelo di Giuda(?) |
Decesso: | Prima versione: suicida Seconda versione: assassinato |
SIMONE LO ZELOTA | . |
Altri nomi: | Vedere Simone il Cananeo |
| NATANAELE | . |
Altri nomi: | Vedere Bartolomeo |
GIUDA DI GIACOMO | . |
Altri nomi: | Nessuna informazione |
| MATTIA | . |
Altri nomi: | (La ruota di scorta ?) |
| 5 Missioni: | Figura amorfa. Sarebbe il tredicesimo apostolo che avrebbe sostituito Giuda Iscariota. |
195 - DISCORSO DELLA MONTAGNA (DELLE BEATITUDINI)
Da una collina, alta 150 metri, nei pressi di Cafarnao, Gesù
enuncia alla folla il suo celebre discorso messianico.
(Rif. 005,015)
Secondo Matteo il discorso fu fatto da una "montagna" mentre, secondo Luca, venne enunciato in pianura.
196 - IL SERVO DEL CENTURIONE (Cafarnao).
Gesù guarisce a distanza il servo di un centurione romano.
(Rif. 005,015)
197 - LA TEMPESTA SEDATA
Mentre Gesù e gli apostoli si trovano in barca sul lago di
Tiberiade, si leva una furiosa tempesta che mette in serio pericolo l'imbarcazione. Gesù si alza in piedi e "rimprovera" severamente gli elementi scatenati che istantaneamente si calmano.
(Rif. 005,010,015)
NOTA - Lago di Tiberiade detto anche Lago di Genezaret o Mare di
Galilea. Misura 21 per 11 Km, pari a 165 Kmq. Si trova in una
depressione a 210 metri sotto il livello del mare.
198 - LA TAVOLA IMBANDITA
Su richiesta degli apostoli, Gesù fa scendere dal cielo una tavola imbandita alla quale tutti possono nutrirsi.
(Rif. 135)
ANNO 28 (e.v.) - 781 (a.u.c) * GESU': ANNI 34
Riferimento Storico(?):
ARRESTO ED UCCISIONE DI GIOVANNI BATTISTA
Giovanni Battista, nel corso delle sue predicazioni, ha superato certi limiti e messo in allarme Erode Antipa. Il carisma
di Giovanni Battista è tale che Erode teme possa essere promotore di una rivolta popolare; pertanto lo fa arrestare e decapitare a salvaguardia dell'ordine pubblico. Erode ha esitato
parecchio prima della condanna, temendo una reazione incontrollata
degli esseni.
Giovanni Battista era conscio del fatto che la comunità di
Qumran vedeva in lui il messia religioso destinato a riformare
la casta sacerdotale del Tempio; questo forse lo ha indotto
a tirare troppo la corda. (V. anche punto 208)
(Rif. 185)
199 - I PORCI DI GADARA
Zona a sud-est del lago di Tiberiade. Gesù incontra un indemoniato (due secondo Matteo), che asserisce di chiamarsi "Legione" e chiede di essere liberato dai demoni che lo perseguitano.
Gesù trasferisce i demoni in un branco di 2000 (!) maiali che,
impazziti, corrono ad affogarsi nel lago, distante alcuni chilometri.
Gli abitanti del luogo, preoccupati per la salvaguardia dei
loro allevamenti, pregano Gesù di andare a compiere prodigi da
qualche altra parte.
(Rif. 005,010,015)
Considerato che il Levitico (11.7) proibisce categoricamente
agli ebrei di mangiare carne di maiale, a che cosa serviva
questo colossale allevamento?
Si trattava comunque di maiali ...da corsa visto che da Gadara al Lago di Tiberiade ci sono almeno 12 chilometri.
(Rif. 130)
200 - L'EMORROISSA
Una donna (Bernice), che soffriva da 12 anni di incessanti
emorragie, guarisce toccando il mantello di Gesù.
(Rif. 005,010,015)
201 - LA FIGLIA DI GIAIRO
Gesù risuscita, con il tocco della mano, una fanciulla di 12
anni, figlia del capo della sinagoga Giairo, con la frase: telita qumi! (ragazza sorgi!)
(Rif. 005,010,015)
202 - DUE CIECHI
Gesù guarisce due ciechi toccando loro gli occhi.
(Rif. 005,010)
203 - IL MUTO INDEMONIATO
Gesù caccia il demonio dal corpo di un muto che riacquista
così anche la favella.
(Rif. 005)
204 - LE NOZZE DI CANA
Durante una festa di nozze, a Cana, verso la fine del banchetto viene a mancare il vino.
Gesù, sollecitato da Maria, trasforma in vino l'acqua contenuta in sei giare di circa tre metrete l'una. (Totale 700 litri).
Lo sposo è un presunto parente di Bartolomeo.
(Rif. 020)
NOTA - Alcuni ritengono che, in realtà, queste siano state le nozze
di Gesù.
Per inciso, anche Dioniso era solito a prodezze del
genere: trasformare l'acqua in vino.
205 - A CAFARNAO
Gesù si trasferisce con discepoli e parenti a Cafarnao, ospite
di Pietro. Questo luogo diventerà una specie di base tattica per le sue successive attività.
(Rif. 020)
206 - DISPUTA SUL BATTESIMO
Tornato in Galilea anche Gesù inizia a praticare il battesimo.
A tal proposito nasce una disputa tra i discepoli di Giovanni Battista e quelli di Gesù.
(Rif. 020)
207 - PRIMA CACCIATA DEI MERCANTI
Recatosi a Gerusalemme (con sei apostoli), per celebrare la
Pasqua, Gesù caccia dal Tempio i mercanti che con i loro
commerci profani offendono la sacralità del luogo.
(Rif. 020)
Utilizzata una frusta, fatta con un mazzo di cordicelle, con
la quale Gesù avrebbe cacciato dal Tempio qualche centinaio
di persone, se ci limitiamo ai soli mercanti e, soldati romani
permettendolo.
Particolari tecnici e di fattibilità a parte, da questo
episodio sarebbero nati i primi seri attriti tra Gesù ed i
sacerdoti, gli scribi ed i farisei.
L'unico che pare apprezzare le idee di Gesù è il fariseo
Nicodemo, il quale interverrà in sua difesa davanti a Pilato
e concorrerà, in seguito, alle spese per il suo funerale.
208 - L'ARRESTO DI GIOVANNI BATTISTA
Erode Antipa ordina l'arresto di Giovanni Battista per le pesanti critiche, fatte in pubblico, circa la sua convivenza con la cognata Erodiade. L'arresto avviene ad Ennon-Salin, sulle rive del Giordano.
(Rif. 005,010,378)
209 - LA MANO ATROFIZZATA
Un muratore, con una mano atrofizzata, entra nella sinagoga e
chiede a Gesù di essere risanato. Gesù lo guarisce sollevando
le proteste e l'indignazione dei farisei per aver operato il
miracolo di sabato.
(Rif. 005,010,015,065)
Tutto sommato, pare che ai giudei non importasse proprio nulla dei miracoli ma che, sostanzialmente, non fossero operati di ...sabato!
210 - UNA MANCIATA DI SPIGHE
Passando di sabato attraverso alcuni campi, i discepoli di Gesù raccolgono qualche manciata di spighe per sfamarsi. Polemica con i farisei per il mancato rispetto del sabato festivo.
(Rif. 005,010,015)
211 - I PARENTI SI PREOCCUPANO
I parenti di Gesù sono piuttosto perplessi e preoccupati per
il comportamento del loro familiare; arrivano addirittura a
pensare che sia fuori di testa o posseduto dal demonio.
Quando lo trovano, mentre predica circondato da una folla di
discepoli, Gesù li disconosce ed indica i discepoli come suoi
veri parenti.
(Rif. 005,010,015)
Questo è un punto delicato e controverso: pare che Gesù avesse almeno
quattro fratelli ed un numero imprecisato di sorelle.
Secondo Matteo (3,31):
Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il
fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?
E le sue sorelle non stanno qui da noi?
Su questo argomento la chiesa è sempre stata alquanto, se non totalmente,
evasiva. Ammettere che Maria abbia potuto avere altri
figli (e con chi?) contrasta con il concetto di "perpetua
verginità" della Madonna, ridicolmente "stabilito d'autorità" nel
649 (e.v.). Si propende pertanto a lasciar credere che
fossero figli nati dal primo matrimonio di Giuseppe.
Tra le altre incertezze, nel Nuovo Testamento, di individui di nome "Giacomo" ce ne sono parecchi:
- Giacomo il Maggiore
- Giacomo il Minore
- Giacomo di Alfeo
- Giacomo di Cleope (Clopa)
- ecc.
La confusione è massima e quindi cercare di collocare questi "Giacomo" nella loro giusta luce risulta, a volte, un lavoro veramente improbo. Quale "Giacomo" avrebbe dato origine alla ricca bottega di Santiago de Compostela?
Non parliamo poi delle varie "Maria".
In effetti solo il mito sostiene la tesi che Giuseppe si sia sposato due volte. Al contrario un ricercatore ci segnala quanto segue:
"Noi sappiamo che il vangelo di Matteo fu scritto in greco, ed in greco "Adelphos" significa letteralmente ed etimologicamente "fratello carnale, nato dallo stesso grembo". Di conseguenza Matteo non poteva riferirsi ai fratellastri di Gesù; anzi denotava volutamente il fatto che essi erano consanguinei".(E.C.)
Questo giustifica anche quanto riportato precedentemente sulla famiglia di Gesù.
Resta comunque il fatto che, a partire dal IV secolo, la Chiesa ha fatto di tutto per contestare la consanguineità dei fratelli di Gesù e per sostenere, ad oltranza, la verginità di Maria. Complice anche Eusebio con la sua addomesticata Historia Ecclesiastica.
(Rif. 240)
212 - IL FIGLIO DELLA VEDOVA
A Naim, presso la porta della città, Gesù si imbatte nel funerale del figlio unico di una madre vedova. Lo risuscita.
(Rif. 015,135)
213 - LA PECCATRICE (Maria di Magdala).
Gesù viene invitato a pranzo in casa del fariseo Simeone.
Mentre si trova a tavola arriva una "peccatrice pentita" che
si umilia ai suoi piedi e poi lo onora cospargendolo con prezioso olio
profumato di nardo, prelevandolo da un vaso di alabastro. Gesù perdona i peccati della donna non senza sollevare alcune perplessità da parte degli astanti.
Secondo alcuni autori doveva trattarsi di una donna molto
ricca appartenente alla tribù di Beniamino.
(Rif. 015)
Maria Maddalena, nota anche come Maria di Magdala in quanto
originaria e/o proveniente dalla città di Magdala (La Colombaia, il Paese delle Colombe).
Questa unzione è riportata solo da Luca; gli altri evangelisti ne parlano altrove.
214 - LE DONNE AL SEGUITO
Durante i suoi spostamenti Gesù era seguito, oltre che dagli
apostoli, anche da alcune donne:
- secondo Luca: Maria di Magdala, Giovanna moglie di Chuza (un
amministratore di Erode), Susanna e molte altre.
(Rif. 015)
- secondo Filippo: Maria Vergine, sua sorella(?) e Maddalena sua
consorte.
(Rif. 120)
La presenza della Maddalena non era gradita a tutti.
Simone Pietro disse loro: "Maria si allontani di mezzo a noi, perchè le donne non sono degne della vita!" Gesù disse: "Ecco, io la trarrò a me in modo da fare anche di lei un maschio, affinchè anch'essa possa diventare uno spirito vivo simile a voi maschi. Perchè ogni donna che diventerà maschio entrerà nel Regno dei Cieli."
(Rif. 115)
Questo è ciò che ci dice il vangelo gnostico di Tommaso e sembra quindi che la misoginia della chiesa abbia origini molto lontane.
Un aspetto singolare della vicenda è quello che si rileva in Luca 8,1-3 dove, dopo aver elencato le donne al seguito, egli afferma "Esse li servivano con i loro beni." Questo lascia supporre che Gesù fosse finanziato dal suo seguito femminile, donne facoltose, e questo spiegherebbe la libertà di movimento attraverso la Galilea, Samaria e Giudea del Gesù stesso e dei suoi apostoli. Tutto sommato viaggiare costava e dovevano pur mangiare!
Il tradizionale senso dell'ospitalità che molti cercano di far passare come una generosa qualità dei nostri avi non sempre è vera (soprattutto tra i giudei). In questo caso poi non si trattava di un semplice e sprovveduto viandante, ma di una banda tumultuosa ed esagitata, composta da numerosi elementi molto turbolenti e assai poco raccomandabili, prepotenti e sopra tutto ...famelici.
(Rif. 015, 115)
INSERTO 13 - La Moglie (Secondo il Mito)
Gesù era sposato?
Il Vangelo di Filippo (Rif. 120) è, in proposito, abbastanza categorico. Testualmente:
(.32) Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella e la Maddalena, che è detta sua consorte. Infatti era "Maria"
sua sorella, sua madre e la sua consorte.
(.55) La consorte di (Cristo è Maria) Maddalena. (Il Signore amava Maria) più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla (bocca).
Il dubbio verte sulla identità della Maddalena. Potrebbe trattarsi di:
- Maria di Magdala, la "pentita" dell'evento descritto in precedenza e successivamente sposata o convivente;
- Maria Maddalena di Betania, sorella di Lazzaro.
Alcuni autori ritengono più probabile la versione a) e sostengono che Maria di Magdala, molto ricca, non fosse una prostituta e facesse parte della tribù di Beniamino. Le nozze sarebbero avvenute a Cana e in questa occasione la di lei suocera Maria Vergine, si preoccupa del benessere degli invitati che rischiano di rimanere senza vino.
In effetti la nomea di prostituta, di peccatrice anche se pentita, le fu appioppata dal papa Gregorio Magno (591 e.v.) con apposito proclama.
Poi, nel 1969, la chiesa fece una tardiva dichiarazione, a detti stretti, affermando che la Maddalena non era una "prostituta" ma solo una "donna perduta"; una sottile distinzione che pochi hanno capito.
Una lettera trovata in un monastero di Gerusalemme, nel 1959, dallo studioso Morton Smith, riapre il problema. In questa lettera, del 200 e.v., il vescovo Clemente di Alessandria evidenzia al suo collega Teodoro la presenza, nel Vangelo di Marco, di alcuni passi che riguardano il matrimonio di Gesù e che andrebbero eliminati a salvaguardia dell'ortodossia dell'insegnamento cristiano.
Si racconta anche che Maria Maddalena, dopo la crocifissione di Gesù, sia fuggita dalla Palestina, rifugiandosi in una comunità ebraica, nel sud della Francia (Sainte Beaume in Provenza), portando nel suo grembo una "figlia": Sara.
Su una vetrata posta nella cattedrale di Chartres (c. 1145 e.v.) si ha la più antica rappresentazione della vita di Maria Maddalena in Francia.
Questa mitica figlia, Sara, di sangue reale, in quanto discendente della casa di Davide, sarebbe stata la leggendaria capostipite della dinastia dei Merovingi.
Questa è una panzana colossale! Intanto non è certa l'esistenza di Davide come sovrano: lo attesta solo la Bibbia. E, comunque, dalle genealogie contrastanti e strampalate riportate da Matteo e Luca, si può solo sicuramente certificare la natura plebea di Gesù e non altro.
Infine, Filippo, al punto 32, solleva un altro problema: quello sulla possibile esistenza di una sorella di Gesù. Infatti come si interpreta la frase "sua sorella": sua di Maria o sua di Lui?
Una ulteriore conferma del matrimonio ci viene dai Vangeli nei quali Gesù viene sovente chiamato RABBI (maestro). Nell'antica Palestina per avere diritto all'appellativo di Rabbi occorreva essere sposati ed avere dei figli. I matrimoni venivano solitamente combinati dai padri i quali avevano l'obbligo di cercare per i figli una moglie socialmente adeguata e conveniente.
Da qualche tempo è in corso una discussione volta a chiarire chi fosse il famoso "discepolo prediletto", tante volte citato nei vangeli ma mai nominato. Alcuni sostengono trattarsi di Giovanni Evangelista altri, invece, indicano Maria di Magdala altri ancora propendono per Lazzaro (Eleazar).
L'ammettere che Gesù fosse sposato costituisce uno dei più gravi imbarazzi per la chiesa, che basa la sua dottrina su un figlio di dio alieno da qualsiasi pulsione sessuale.
A dare una pedata nel formicaio ci ha recentemente pensato lo scrittore Dan Brown, con il suo delirante romanzo di fantastoria "Il codice da Vinci". Pur trattandosi di opera di pura fantasia, la sua pubblicazione è stata sufficiente per agitare le acque stagnanti delle menzogne clericali nonchè a puntare il dito sui traffici finanziari del Vaticano (Opus Dei).
215 - LA MISSIONE DEI DODICI
Gesù conferisce ai suoi 12 apostoli i poteri e le facoltà
necessarie per cacciare i demoni ed operare guarigioni. Gli
apostoli partono in coppia per visitare tutti i villaggi e
predicare l'avvento del regno di Dio.
(Rif. 005,010,015)
216 - MORTE DI GIOVANNI BATTISTA - 29 Agosto.
Malgrado le insistenze di Erodiade, Erode Antipa è restio
a far giustiziare Giovanni Battista, prigioniero a Macheronte
da lungo tempo. Alla fine Erodiade, con l'aiuto della figlia
Salomè, la spunta, ed Erode ordina la decapitazione del prigioniero.
(Rif. 005,010)
217 - PRIMA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E PESCI
A Betsaida Gesù predica ad una folla di 5000 (!) uomini, più
donne e bambini al seguito. Giunta la sera, Gesù risolve il
problema logistico di nutrire la folla "moltiplicando" cinque
pani e due pesci: i soli disponibili. A folla nutrita e soddisfatta
resteranno ancora 12 ceste di cibo non consumato.
(Rif. 005,010,015,020)
In questo caso il vero miracolo sarebbe stato quello di riuscire a
concentrare, nello stesso luogo e nello stesso giorno, una
folla di circa 10000(5000+5000) persone (la popolazione di una piccola
regione). Con i sistemi di comunicazione ed i mezzi di trasporto di allora, non deve essere stata impresa da poco.
Secondo Lattanzio (uno dei padri della chiesa) questo evento
sarebbe stato previsto, molto prima, niente meno che dalla
Sibilla Eritrea, in questi termini:
"con cinque pani e due pesci nutrirà 5000 uomini nel deserto e, raccogliendone le briciole, ne riempirà dodici panieri".
218 - GESU CAMMINA SULLE ACQUE
Gesù decide di attraversare il lago di Tiberiade ed invita i
suoi discepoli a precederlo in barca. Egli li raggiunge in
seguito camminando sulle acque. Anche Pietro vuole provarci
ma rischia di affogare.
(Rif. 005,010,020)
219 - GENEZARET
Approdato dalle parti di Genezaret Gesù compie numerosi
miracoli.
(Rif. 005,010)
220 - IL POZZO DI GIACOBBE
Gesù sta attraversando la Samaria per tornare in Galilea.
Presso il Pozzo di Giacobbe (città di Sichar) chiede da bere
ad una donna samaritana che si stupisce della richiesta. Un
Giudeo non avrebbe mai rivolto la parola ad una samaritana (causa i forti attriti esistenti tra giudei e quest'ultimi).
Gesù si rivela alla donna quale profeta.
(Rif. 020)
221 - PREDICHE AI SAMARITANI
La donna samaritana diffonde la notizia della presenza di Gesù
e questi si trattiene due giorni presso il Pozzo di Giacobbe
per predicare alla folla di samaritani ivi accorsa.
(Rif. 020)
222 - GUARIGIONE A DISTANZA
Mentre Gesù si trova a Cana, il funzionario regio Chuza giunge
da Cafarnao pregando Gesù di andare a salvare il figlio morente.
Gesù opera la guarigione a distanza.
(Rif. 020)
223 - LA PISCINA DI BETESDA (Piscina dei 5 portici).
A Gerusalemme esisteva una piscina miracolosa nella quale, ad intervalli regolari, un angelo ne agitava le acque; il
primo a tuffarsi, dopo l'intervento, ne usciva guarito da qualsiasi male. Gesù guarisce un uomo ammalato da 38 anni che non
era in grado di tuffarsi da solo.
(Rif. 020)
224 - MIRACOLI A CORAZIN ED A BETSAIDA
In queste due città Gesù compie ben 53 miracoli.
(Rif. 065)
225 - MALEDIZIONI
Gli abitanti delle due dette città, malgrado i 53 miracoli,
si ostinano ad ignorare il messaggio salvifico di Gesù e perciò egli le maledice, aggiungendovi, per buona misura, anche
Cafarnao.
(Rif. 005)
226 - LA FIGLIA DELLA CANANEA
Trovandosi dalle parti di Tiro, Gesù caccia i demoni che possedevano la figlia di una cananea (Rachele), ivi residente.
(Rif. 005,010)
227 - IL SORDOMUTO
Partito da Tiro verso Sidone, Gesù guarisce un sordomuto mettendogli le dita nelle orecchie e umettandogli la lingua con
la sua saliva.
(Rif. 010)
Tiro e Sidone sono situate in territorio siriano e rappresentano itinerari inconsueti per Gesù che, secondo il Nuovo Testamento, avrebbe privilegiato nei propri spostamenti i territori della Palestina. Cosa ci faceva da quelle parti?
228 - GUARIGIONI PRESSO IL LAGO
Tornato sulle sponde del lago di Tiberiade Gesù guarisce un
grande numero di ammalati.
(Rif. 005)
229 - SECONDA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E DI PESCI
Gesù sfama una turba di 4000 uomini, più donne e bambini, moltiplicando sette pani e pochi pesci disponibili. A fine pasto
residuano sette corbelli di cibo non consumato.
(Rif. 005,010)
230 - IL CIECO DI BETSAIDA
Passando per la città di Betsaida Gesù guarisce un cieco
sputandogli negli occhi e imponendogli le mani.
(Rif. 010)
231 - IL PRIMATO DI PIETRO
Gesù conferisce a Pietro il primato sugli altri apostoli, i supremi poteri spirituali e lo pone a fondamento della sua chiesa. (Quale chiesa?)
(Rif. 005,010,015)
232 - TRASFIGURAZIONE
Gesù, con tre apostoli (Pietro, Giacomo e Giovanni), sale su di
un alto monte (Tabor) e qui si "trasfigura" (cambia aspetto agli occhi degli apostoli).
Durante tale evento si incontra e chiacchera anche con Mose ed Elia.
(Rif. 005,010,015)
233 - L'INDEMONIATO EPILETTICO
Gesù risana un ragazzo indemoniato ed epilettico che i suoi
apostoli non erano riusciti a guarire.
(Rif. 005,010,015)
234 - IL TRIBUTO AL TEMPIO
A Cafarnao Pietro, su esortazione di Gesù, provvede al pagamento del tributo al Tempio, con una moneta rinvenuta nella
bocca di un pesce appena pescato.
Il tributo al tempio variava da mezzo siclo ad un siclo e mezzo. (Si tratta comunque di una notizia incerta. (Rif. 005)
ANNO 29 (e.v.) - 782 (a.u.c.) * GESU': ANNI 35
235 - IL RIFIUTO DEI SAMARITANI
Gesù parte dalla Galilea verso Gerusalemme con il suo seguito, preceduto da alcuni
messaggeri che hanno il compito di agevolarlo, nel cammino e
nelle soste.
Sostanzialmente un viaggio organizzato per una banda di tumultuosi beduini.
Un villaggio di samaritani rifiuta di accoglierli. La qual cosa manda in bestia gli apostoli che minacciano di incendiare l'abitato.
(Rif. 015)
Per quello che si può supporre, il rifiuto dei samaritani è abbastanza comprensibile. E' ormai evidente che Gesù non si muoveva da solo, come uno sprovveduto profeta. Aveva un codazzo di discepoli, apostoli, donne e fanatici integralisti, di tutto rispetto, che si muovevano come "cavallette" nell'ambito dei territori palestinesi provocando, forti del loro numero, notevoli devastazioni a spese delle popolazioni contadine.
236 - SETTANTADUE DISCEPOLI
Visto quanto sopra, Gesù manda avanti a sè una staffetta di 72 discepoli, per
tastare il terreno nelle città e nei luoghi dove intende recarsi.
(Rif. 015)
237 - IL RITORNO DEI DISCEPOLI
I 72 discepoli ritornano e riferiscono sull'esito della loro
missione.
(Rif. 015)
238 - OSPITALITA DI MARIA E MARTA
Durante il viaggio verso Gerusalemme Gesù viene ospitato da
due sorelle: Maria e Marta (a Betania?)
(Rif. 015)
Betania = Casa di Anania. Era nota anche come Al-Ayzariyah
cioè Casa di Lazzaro. Si trova a 4 km sud-ovest di
Gerusalemme.
239 - GUARIGIONE DELL'INDEMONIATO
Gesù guarisce un uomo che il demonio aveva reso muto. Alcuni
presenti però lo accusano di operare miracoli per mezzo di
Belzebù.
(Rif. 015)
Il potere, o l'illusione, di scacciare i cosidetti "demoni" era molto diffuso
tra i giudei all'epoca di Gesù; molti di essi esercitavano
questo potere ficcando strane erbe "consacrate" nel naso degli
indemoniati ed è probabile che i demoni fossero espulsi da....
fragorosi sternuti.
Nei secoli successivi i demoni furono sempre meno numerosi e
quelli rimasti divennero appalto di alcuni preti birboni (i cosidetti esorcisti). Ai nostri tempi i "demoni" sono oggetto di
stretta competenza della psichiatria.
240 - LA DONNA DEFORME
Mentre si trova in una sinagoga Gesù guarisce una donna curva
e rattrappita da 18 anni. Nasce una polemica con il capo della sinagoga che lo accusa di non rispettare il sabato.
(Rif. 015)
241 - GUARIGIONE DI UN IDROPICO
Sempre di sabato, in casa di uno dei capi dei farisei, Gesù
guarisce un uomo idropico.
(Rif. 015)
242 - DIECI LEBBROSI
Entrando in un villaggio Gesù incontra 10 lebbrosi e li guarisce. Uno solo di essi, un samaritano, gli dimostra la sua riconoscenza.
(Rif. 015,135)
243 - ZACCHEO
A Gerico Gesù si fa ospitare in casa di Zaccheo, capo dei pubblicani. Scandalo da parte dei benpensanti, essendo Zaccheo
ritenuto un grande peccatore.
(Rif. 015)
244 - IL CIECO DI GERICO
Uscendo dalla città, Gesù guarisce Bartimeo, un mendicante
cieco. (Secondo Matteo i ciechi sarebbero stati due).
(Rif. 005,010,015)
245 - LA FESTA DELLE CAPANNE (Ottobre)
Gesù giunge, in incognito, a Gerusalemme per la festa delle Capanne. Durante la festa però svela la sua presenza ed inizia a predicare nel Tempio. Sacerdoti e farisei ne chiedono
l'arresto ma le guardie non eseguono l'ordine.
(Rif. 020)
246 - LA LAPIDAZIONE DELL'ADULTERA
Scribi e farisei tendono nuovamente un tranello contro Gesù
chiedendogli di esprimersi sulla condanna da infliggere ad
una donna colta in flagrante adulterio. La risposta è classica: Chi è senza peccato.....
(Rif. 020)
A questo proposito un'osservazione è d'obbligo. L'adulterio è un "reato" (almeno per quelle società che lo considerano tale) che viene consumato mediante il concorso di due protagonisti: il maschio e la femmina.
Era solo la miserabile, distorta e misogina morale degli ebrei (poi seguita da altri) che si limitava a punire soltanto uno dei protagonisti e cioè la parte più debole ed indifesa: la donna.
Sembra comunque che questo episodio sia stato ignorato sino alla fine del III secolo e poi che sia stato tardivamente preso e interpolato da un vangelo apocrifo(?)
247 - IL CIECO NATO
Gesù guarisce un uomo, cieco dalla nascita, spalmandogli gli
occhi con fango impastato con la sua saliva ed ordinandogli
poi di lavarsi nella piscina di Siloe.
(Rif. 020,135)
Anticamente si riteneva che nella saliva si concentrasse l'essenza dell'anima.
(Rif. 995)
248 - FESTA DELLA DEDICAZIONE (Dicembre)
Mentre Gesù si trova nel Tempio, durante la festa della Dedicazione, i giudei tentano prima di lapidarlo e poi di arrestarlo. Gesù si sottrae all'aggressione e lascia Gerusalemme,
recandosi oltre il Giordano.
(Rif. 020)
249 - RESURREZIONE DI LAZZARO
Supplicato da Marta e Maria, Gesù si reca a Betania e risuscita
il loro fratello Lazzaro morto, da 4 giorni.
(Rif. 020,135)
Alcuni ritengono si sia trattato di un esperimento, comune a
quei tempi, tra gli iniziati di pratiche esoteriche. Si tratterebbe di riduzione al minimo, mediante ipnosi, delle funzioni metaboliche e successivo richiamo in vita.
Nel corso di questi esperimenti si faceva uso, a volte, anche di sostanze psicotrope, quali la psilocibina, elemento attivo di alcuni funghi allucinogeni. (J.M.Allegro)
(Rif.384)
Lazzaro aveva anche una terza sorella di nome Rut, sposata con
il fariseo Asher-ben, che gestiva una locanda a Gerico; era stata
cacciata di casa dal marito perchè seguace di Gesù.
Altri autori, basandosi su alcuni frammenti di un vangelo poco
noto e di dubbia provenienza (Vangelo Segreto secondo Marco -
Vangelo dei Carpocraziani?), hanno ipotizzato che Lazzaro fosse
stato sepolto vivo, colpevole di essere omosessuale.
Essere sepolti vivi era la pena prevista dai sacerdoti giudei
per atti di pederastia e Lazzaro era incappato in questa condanna a seguito di una denuncia fatta dalla sua stessa sorella
Maria di Betania.
(Rif. 390)
Credere nei miracoli resta comunque una prerogativa degli sciocchi i quali non pensano minimamente al fatto che, così facendo, accusano implicitamnte il loro dio di essere incapace di eliminare il male nel mondo.
250 - LA CONDANNA DEL SINEDRIO
Gesù, con le sue predicazioni, è ormai diventato un elemento scomodo e destabilizzante per i sacerdoti ed i farisei. Convocato il Sinedrio, capeggiato dal sommo sacerdote Caifa, Gesù viene condannato a
morte in contumacia. Con questa condanna il Sinedrio cerca di
prevenire le eventuali reazioni dei romani alle esternazioni
messianiche e libertarie del nuovo leader.
(Rif. 020)
251 - IL RITIRO AD EFRAIM
Informato della condanna, Gesù abbandona temporaneamente la
vita pubblica e si ritira con gli apostoli ad Efraim.
(Rif. 020)
Efraim (oggi Taybeh) era una città ideale come rifugio. Da
sempre ribelle alle autorità centrali, disponeva di rifugi
segreti, gallerie e cunicoli dove i ricercati potevano facilmente nascondersi.
(Rif. 378)
ANNO 30 (e.v.) - 783 (a.u.c.) (30 e.v.) * GESU': ANNI 36
252 - IL FURTO DEI TESTI SACRI
Uno dei due ladroni che accompagneranno Gesu sulla croce, Demas
(Tito), aveva, qualche tempo prima, rubato i libri della Legge, custoditi nel Tempio dalla profetessa Sarra, figlia di
Caifa.
(Rif. 085)
253 - IL TRASFERIMENTO DEI LADRONI
Demas (Tito) e l'altro ladrone Gesta (Dumaco), arrestati e condannati a morte a Cafarnao, per tutta una serie di altri misfatti,
vengono tradotti a Gerusalemme su ordine di Pilato.
(Rif. 085)
254 - ACCORDI CON GIUDA
La folla minaccia di rivalersi su Sarra e di bruciarla viva in
quanto, mancando i testi sacri, era praticamente impossibile
celebrare la Pasqua.
Anna e Caifa si accordano con Giuda affinchè venga gettata su
Gesù la colpa del furto. Per il servizio Giuda riceve "ufficialmente" 30 monete d'oro (non denari!) più un altro lauto compenso versato, sotto banco, dai due sacerdoti.
(Rif. 085)
255 - L'UNZIONE DI BETANIA (Sabato, 1 Aprile)
Gesù si trova a Betania ospite di Simone il Lebbroso (il Fariseo), amico anche di Marta, Maria e Lazzaro.
Durante la cena, una donna (Maria?) prende un vasetto di alabastro e versa sul capo di Gesù una libra di profumo di nardo
puro del valore di 300 denari.
Tutti i presenti, Giuda in particolare, si scandalizzano per
l'enorme spreco.
(Rif. 005,010,020)
L'unzione era uno dei riti previsti per il conseguimento della
dignità regale. Di qui la successiva accusa a Gesù di essersi
proclamato "Re dei giudei".
A conferire la dignità regale sarebbe stata Maria Maddalena, probabile discendente della tribù di Beniamino e
supposta consorte di Gesù. Se, come alcuni autori sostengono,
Maria Maddalena era molto ricca, allora questo presunto spreco
ha una sua valida giustificazione.
I 300 denari dovevano corrispondere al controvalore di circa
1155 grammi d'argento e, secondo Giovanni, ad un quantitativo di profumo pari ad una libbra.
INSERTO 14 - Unità di Misura
Alcune delle unità di misura usate in Palestina ai tempi di Gesù:
MONETE
- GHERA: un ventesimo di siclo; (oro o) argento; grammi 0.6
- SICLO: unità base; (oro o) argento; grammi 11.4
- MINA (EMINA): pari a 50 sicli; argento; grammi 570
- TALENTO: pari a 60 mine; oro o argento; chilogrammi 34.27
- DENARO: argento; grammi 3.85 (si suppone fosse la paga corrente per un giorno di lavoro)
Esistevano anche molte altre unità frazionarie, in rame o in argento, quali: dramma, didramma, asse, quadrante, statere ecc.
MISURE DI PESO
- LIBBRA: pari a grammi 327
- TALENTO: misura variabile da 20 a 40 chilogrammi
MISURE DI LUNGHEZZA
- CUBITO: pari a centimetri 45-55 (variabile: dal gomito alla punta del dito medio)
- BRACCIO: pari a centimetri 185
- STADIO: pari a metri 185
- MIGLIO: pari a metri 1478
MISURE DI CAPACITA'
- XESTES: pari a litri 0.3
- METRETA: pari a litri 39.5
- KOROS: pari a litri 525
MISURA DEL TEMPO
Per gli ebrei il nuovo giorno iniziava al tramonto ed era così ripartito:
- Prima vigilia (dal Tramonto e per la durata di 3 ore)
- Seconda vigilia (di 3 ore)
- Terza vigilia (di 3 ore)
- Quarta vigilia (dalla terza all'alba, +/- 3 ore)
- Ora prima (dall'alba e per la durata di 3 ore)
- Ora terza (dall'ora prima, (c. ore 9 del mattino) per 3 ore)
- Ora sesta (da mezzogiorno alle ore 15)
- Ora nona (dalle ore 15 sino al tramonto, +/- 3 ore)
A Gerusalemme il segnale del nuovo giorno veniva dato, con suon di tromba, dai sacerdoti del Tempio.
RETRIBUZIONI CORRENTI
- 400 / 500 denari al mese era una retribuzione normale per un operaio "specializzato"
- un salariato riceveva, mediamente, sui 250 denari al mese, appena sufficienti per nutrire se stesso e la famiglia con pane d'orzo e qualche verdura povera (cipolle, aglio, ecc.)
(Valori non certi.)
256 - LA CONDANNA DI LAZZARO
A causa del fatto precedente e di altri stretti rapporti con
Gesù, il Sinedrio condanna a morte anche Lazzaro.
(Rif. 995)
257 - L'ASINO DI BETFAGE (Domenica, 2 Aprile)
Gesù è deciso di rientrare nuovamente in Gerusalemme. Manda
pertanto gli apostoli in un vicino villaggio (Betfage) per
procurargli un asino, sul quale nessun uomo abbia mai cavalcato.
(Rif. 005,010,015)
L'asino era considerato la cavalcatura delle persone
autorevoli. Se a questo si aggiunge l'autoproclamazione a re
d'Israele, mediante l'unzione, c'è quanto basta per portare
sacerdoti, scribi, farisei, ecc. al massimo furore. Questa è
la prima apparizione pubblica di Gesù come messia di fatto.
258 - LA BARDATURA DELL'ASINO
Trovato l'asino, questo viene bardato ed addobbato con i mantelli degli stessi apostoli.
(Rif. 005,010,015,020)
259 - ENTRATA IN GERUSALEMME
Gesù entra trionfalmente in Gerusalemme preceduto e seguito
da turbe di discepoli osannanti. Durante la marcia di avvicinamento Gesù formula cupe previsioni sul destino della città e dichiara di essere in grado di distruggere il Tempio e di ricostruirlo in tre giorni.
(Rif. 005,010,015,020)
Gesù, nelle sue predicazioni amava i toni apocalittici. Per lui la fine del mondo e la sua rinascita erano imminenti:
"In verità vi dico: vi sono alcuni quì presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza."(Marco)
".... In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute." (Marco)
(Rif. 010)
260 - I GRECI DEVOTI
A Gerusalemme Gesù si intrattiene con alcuni greci "devoti"
che desiderano conoscerlo.
(Rif. 020)
Questi greci sarebbero stati inviati dal re di Edessa Abgaro V,
molto ammalato (lebbra, gotta?). Il re offre a Gesù protezione ed asilo politico in cambio di una sua miracolosa guarigione. Gesù gli scrive una lettera declinando l'invito ma promettendo l'invio di un suo discepolo. In altra versione si dice che Gesù inviò ad Abgaro un proprio ritratto, alla vista del quale il re guarì immediatamente.
(Rif. 995)
261 - RITORNO A BETANIA
Gesù si reca in visita al Tempio e poi in serata ritorna a Betania con i 12 apostoli.
(Rif. 010)
262 - IL FICO MALEDETTO (Lunedi, 3 Aprile)
Uscendo da Betania, per tornare a Gerusalemme, Gesù scorge un
fico con i rami privi di frutti; Gesù lo maledice.
(Rif. 005,010)
Atteggiamento alquanto bizzarro visto che i fichi, nell'emisfero a nord dell'equatore, maturano normalmente tra Giugno
e Settembre. Ad Aprile non è stagione di fichi.
263 - SECONDA CACCIATA DEI MERCANTI
Giunto al Tempio Gesù caccia i mercanti che con la loro presenza offendono la sacralità del luogo.
(Rif. 005,010,015)
264 - GUARIGIONI DIVERSE
Gesù opera, nel Tempio, parecchie guarigioni di ciechi e storpi
tra i commenti indignati dei sacerdoti e degli scribi. Ritorno a Betania.
(Rif. 005)
265 - DICHIARAZIONE DI AUTORITA' (Martedi, 4 Aprile)
Nuovamente al Tempio. Anziani, scribi e sacerdoti chiedono a
Gesù di precisare chi gli ha conferito l'autorità in base alla
quale egli agisce ed opera in modi così inconsueti. Gesù nega
la risposta.
(Rif. 005,010,015)
266 - UNA GIORNATA IMPEGNATIVA (Mercoledi, 5 Aprile)
Stando ai vari autori, in questo giorno Gesù si sarebbe espresso su molteplici argomenti che qui vengono elencati solo per
memoria:
- predicazione mediante diverse parabole
- tributo a Cesare
- i sadducei e la risurrezione
- primo comandamento
- il messia figlio di Davide
- ipocrisia di scribi e farisei
- l'obolo della povera vedova
- sette invettive contro scribi e farisei
- delitti e castighi degli ebrei
- discorso escatologico, dottrinario.
(Rif. 005,010,015)
267 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione A)
Anziani e sacerdoti sono giunti al limite della sopportazione.
Si riuniscono per escogitare il modo migliore di uccidere Gesù.
Vengono presi accordi con Giuda per la cattura del messia. (Qui si parla
di 30 sicli d'argento).
(Rif. 005,010,015)
268 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione B)
I sacerdoti e gli anziani tengono consiglio nel palazzo di
Caifa e decidono di catturare Gesù ed ucciderlo prima di Pasqua. Anania, membro del Sinedrio, propone di contattare Giuda per farsi rivelare il luogo delle riunioni notturne di Gesù.
Caifa consegna ad Anania 100 denari, pari a 30 sicli e cioe'
circa 350 grammi di argento.
Anania si reca a Betania e contatta in segreto Giuda, proponendo uno stratagemma: fare incontrare Gesù con i sacerdoti
per discutere (di cosa?).
Giuda riceve i 30 sicli che allora
equivalevano al valore di uno schiavo in buone condizioni fisiche.
(Rif. 995)
Secondo Giuseppe di Arimatea, Giuda era un infiltrato nel
gruppo degli apostoli, retribuito giornalmente dai sacerdoti.
Di più: Giuda era il cassiere del gruppo e ne gestiva la borsa; sposato con una donna avida di denaro, veniva continuamente istigato a sottrarre contanti dalla cassa comune.
(Rif. 085)
269 - LA PREPARAZIONE DELLA CENA (Giovedi, 6 Aprile)
Gesù fiuta il pericolo e dà precise istruzioni agli apostoli
sul luogo segreto ove dovrà svolgersi la cena
pasquale. Manda pertanto Pietro e Giovanni, in città, ad
incontrare segretamente un uomo con una brocca d'acqua (Giuseppe d'Arimatea?) che li avrebbe guidati alla casa di un
amico fidato (Nicodemo?)
(Rif. 005,010,015)
270 - IL LAVACRO DEI PIEDI
Prima di dare inizio alla cena Gesù provvede personalmente al
lavaggio dei piedi dei suoi apostoli.
(Rif. 020,065)
271 - LO SVOLGIMENTO DELLA CENA
Secondo i vari autori, durante la cena Gesù interviene e si
sofferma sui seguenti argomenti:
- preannuncia il tradimento da parte di uno degli apostoli
- istituisce l'eucaristia
- prevede il rinnegamento di Pietro
- annunzia la discesa del paraclito (lo Spirito di Verità che procede dal padre)
- ammonimenti vari agli apostoli
- preghiere
Durante lo svolgimento della cena Giuda si allontana e si reca dai
sacerdoti.
A fine cena Gesù invita categoricamente i presenti a munirsi
di una spada in previsione di ciò che dovrà avvenire.
(Rif. 005,010,015,020)
La cena da un punto di vista pratico.
Gesù arriva con altri 10
apostoli verso le ore 22.30. La sala è dotata di bassi divani e di una tavola semicircolare, apparecchiata con piatti di
colore scuro e con uncini in funzione di forchette.
Gesù è sdraiato al centro con Pietro alla sua destra e Giovanni alla sinistra.
Secondo la consuetudine, allora in atto, il menu comprendeva:
- agnello cotto tra le lattughe (da mangiarsi in piedi, secondo la tradizione)
- contorno di verdure amare
- charoset (composto da datteri, uva e aceto)
- pane azimo
- vino
(Il 7 Aprile 2007, nel corso delle solite carnevalate pasquali, il massimo dirigente della setta cattolica Ratzinger ha affermato, che nel corso di questa sacra abbuffata, Gesù NON ha mangiato l'agnello!
Delusione generale da parte dei cattolici, degli ebrei, dei pastori ma soprattutto dei beccai nostrani che su questa ricorrenza ci contano molto.
Parola di "infallibile"!)
La sacra cena era un rito molto importante anche per la comunità essena. Comprendeva la benedizione del pane azimo e del vino
da parte del capo famiglia.
Secondo la tradizione ebraica la cena avrebbe dovuto svolgersi Venerdi, 7 Aprile (15 di Nisan). Gesù ha in effetti anticipato la
cena di un giorno (14 di Nisan). Se, come alcuni ritengono, Gesù era esseno, allora ha seguito il calendario di Qumran.
Se effettivamente si trattava della tradizionale cena pasquale
(rito tipicamente familiare) come mai mancano le donne che
fanno parte della famiglia di Gesù e che lo hanno seguito nelle sue peregrinazioni attraverso la Palestina?
272 - IL CANTO CORALE
Prima di recarsi al Getsemani per il riposo, gli apostoli si dispongono in cerchio tenendosi per mano, mentre Gesù nel mezzo, canta una litania alla quale gli apostoli rispondono con un ritornello.
(Rif. 128)
273 - ATTESA AL GETSEMANI
Gesù si reca a trascorrere la notte, con i suoi apostoli, in
un podere appartato (orto di Getsemani) dove, in precedenza,
era solito riunirsi segretamente con i suoi discepoli.
Il podere distava circa 600 metri dalle mura di Gerusalemme.
Si ritira in preghiera, sudando sangue, assistito e confortato da un angelo.
Rimprovera i suoi apostoli che, malgrado le sue esortazioni,
non riescono a stare svegli.
(Rif. 005,010,015,020,065)
Forse la cena era stata piuttosto abbondante e la sonnolenza
degli apostoli può essere in parte giustificata.
Quanto a "sudare sangue" trattasi di un fenomeno non molto frequente, ma ben noto in campo medico, detto ematoidrosi, cioè sudorazione ematica, che può manifestarsi nel corso di stati emozionali violenti oppure in soggetti affetti da disturbi di natura ematica.
274 - ARRIVA LA TRUPPA
Giuda arriva scortato da una coorte di soldati romani e da una
folla di gente armata e munita di fiaccole, reclutata dai sacerdoti.
(Rif. 005,010,015,020)
Una coorte romana era composta da circa 600 uomini. Tenuto
conto di questi e della folla al seguito, si può presumere
che almeno 1000(!) uomini abbiano partecipato alla cattura di
Gesù. E' evidente che non si voleva arrestare solo un "messia" ma stroncare un tentativo di rivolta.
275 - IL RICONOSCIMENTO
Gesù viene riconosciuto dalle guardie:
276 - TENTATIVO DI RESISTENZA
Pietro cerca di opporsi all'arresto. Con un colpo di spada taglia l'orecchio destro di un certo Malco (un servo del sommo
sacerdote). Gesù lo rimprovera e riattacca l'orecchio a Malco.
(Rif. 015,020)
277 - LA FUGA DEI DISCEPOLI
A questo punto le cose precipitano. I discepoli e gli apostoli
che erano con Gesù fuggono disordinatamente. Uno di essi scappa
nudo lasciando, nelle mani di chi cerca di trattenerlo, il lenzuolo che
indossava in quel momento. Fortunatamente il padrone del podere di Getsemani, un certo Massaliano, gli dà poi di che rivestirsi.
(Rif. 005,010)
Gerusalemme è situata ad oltre 700 metri sul livello del mare
e nel mese di Aprile le notti sono ancora abbastanza fredde.
Chi è questo singolare personaggio (discepolo, apostolo o ...altro) che
sfida il freddo della notte in deshabillé, nell'orto di Getsemani, proteggendo le sue pudenda con un leggero lenzuolo invece della tradizionale tunica e del manto di lana? Perchè
un abbigliamento cosi inconsueto?
Che facesse molto freddo è anche confermato dal fatto che
Pietro, poco dopo, rischierà grosso pur di scaldarsi al fuoco nel cortile
di Caifa. (v. oltre)
278 - L'ARRESTO (Giovedi, 6 Aprile; presumibilmente ore 24)
Gesù viene legato e scortato a destinazione.
(Rif. 005,010,015,020)
279 - GESU' VIENE CONDOTTO ALLA CASA DI ANNA (Venerdi, 7 Aprile)
Anna era lo suocero di Giuseppe Caifa. Caifa, in quell'anno,
era il sommo sacerdote di turno.
(Rif. 020)
280 - PIETRO SEGUE A DISTANZA
Pietro segue il corteo, a debita distanza, con un altro
discepolo (Giovanni?)
(Rif. 005,010,015,020)
281 - PIETRO NEL CORTILE DI ANNA
Pietro entra nel cortile di Anna mediante l'aiuto dell'altro
discepolo che conosceva bene la portinaia del palazzo.
(Rif. 020,065)
282 - INTERROGATORIO DI ANNA
Gesù risponde alle domande di Anna con tono polemico.
(Rif. 020)
283 - GESU' VIENE SCHIAFFEGGIATO
Una delle guardie schiaffeggia Gesù per il tono poco riguardoso tenuto nei confronti di Anna.
(Rif. 020)
284 - GESU' VIENE SCORTATO DA CAIFA
? . . . . ?
(Rif. 005,010,015,020,085)
Trasferimento inutile considerato che Anna e Caifa vivevano
nella stessa casa.
285 - L'ATTESA ED IL RINNEGAMENTO DI PIETRO
In attesa, nel cortile di Caifa, Pietro rischia di essere scoperto e nega di essere un apostolo di Gesù.
Alla terza negazione un gallo canta, Gesù getta uno sguardo su
Pietro e questo fugge pieno di vergogna.
(Rif. 005,010,015,020)
286 - L'ATTESA E GLI OLTRAGGI
In attesa di comparire davanti a Caifa, le guardie che custodiscono Gesù, lo deridono e lo percuotono.
(Rif. 015)
287 - RIUNIONE DEL SINEDRIO (Venerdi, 7 Aprile - appena giorno)
Si riuniscono i capi del popolo, i sacerdoti e i dottori in
legge. Gesù viene condotto davanti al Sinedrio per essere processato. Presiede Caifa vestito in pompa magna. Era detto anche Tribunale di Gazith, situato presso il muro ovest del Tempio, l'attuale
muro del pianto.
(Rif. 015,378)
Questo processo era praticamente e formalmente impossibile.
E' stato introdotto nei vangeli per gettare la colpa della morte di Gesù sugli ebrei "deicidi".
La storia la scrivono i vincitori.
PROCESSI EBRAICI (LA STORIA)
Qualsiasi processo, per avere un minimo di credibilità, non può prescindere da certe regole procedurali e deve garantire un minimo di difesa per l'accusato.
Riprendiamo da W.Fricke (Rif. 370) alcuni punti essenziali in merito ai processi ebraici:
- I processi non potevano essere svolti in una abitazione privata ma nell'apposita area del Tempio, detta Beth Din.
- I processi non potevano essere svolti di notte.
- I processi non potevano essere svolti alla vigilia di una festività importante, come la Pasqua.
- La sentenza non poteva essere pronunciata sulla base di una sola confessione estorta.
- La sentenza di morte non poteva essere pronunciata se non erano trascorse almeno 24 ore dall'interrogatorio.
- Il capo d'accusa non costituiva necessariamente un reato di blasfemia.
L'espressione BAR-ABBA (figlio del padre, figlio di dio) era un appellativo molto comune, all'epoca; veniva sovente aggiunto al nome dell'interessato in segno di deferenza. D'altro canto, secondo la Torah, tutti gli ebrei sono figli di dio (Bar-Abba) ed anche Gesù era un ebreo.
Gli ebrei potevano eseguire liberamente sentenze di morte senza dover ricorrere ai romani per esserne autorizzati. Basta ricordare:
- le numerose sentenze dei diversi Erode a carico di ebrei
- l'uso corrente della lapidazione come punizione per le adultere
- la lapidazione di diversi apostoli tra i quali Giacomo Il Giusto
- l'uccisione di Giovanni Battista a Macheronte
- ed altri...
In occasione di particolari festeggiamenti romani (es. un nuovo imperatore), veniva a volte concessa una amnistia che però riguardava solo i reati minori.
288 - PARTECIPANTI DI SPICCO
Tra i partecipanti al Sinedrio si segnalano in particolare:
- Anna
- Caifa
- Semes
- Dathae
- Gamaliele
- Giuda
- Levi
- Neftalim
- Alessandro
- Giairo
- Siro.
(Rif. 080)
289 - CAPI DI ACCUSA
Le accuse formulate contro Gesù, sia presso il Sinedrio che
presso Pilato, sarebbero state le seguenti:
- Aver bestemmiato per essersi dichiarato figlio di Dio (Bar-Abba)
(Rif. 005,010,015)
- Aver minacciato la distruzione del Tempio (e sua riedificazione
in tre giorni)
(Rif. 005,010)
- Avere eseguito guarigioni di sabato
(Rif. 080)
- Aver rubato i libri sacri
(Rif. 085)
- Essere nato da adulterio
(Rif. 080)
- Essere stato la causa prima della strage degli innocenti
dell'anno 748 a.u.c.
(Rif. 080)
- Essersi proclamato re dei Giudei.
(Rif. 080)
290 - FALSI TESTIMONI A CARICO
Durante l'udienza presso il Sinedrio vengono rintracciati ed
ascoltati alcuni falsi testimoni. Solo Nicodemo tenta una
debole difesa in favore di Gesù.
(Rif. 005,010)
291 - COMPORTAMENTO DI GESU' DAVANTI AL SINEDRIO
Alle domande che gli vengono poste Gesù non risponde oppure
risponde in maniera evasiva.
(Rif. 005,010,015)
292 - LE VESTI STRACCIATE
Gesù alla fine dice, o lascia intendere, di essere figlio di
Dio. Caifa la considera una enorme bestemmia e si straccia le
vesti.
(Rif. 005,010)
293 - CONDANNA A MORTE
Il Sinedrio giudica Gesù meritevole di morte.
(Rif. 005,010)
Potrà sembrare una stranezza ma, secondo l'antica Legge Mosaica,
quando un colpevole veniva condannato a morte all'unanimità,
questi doveva essere immediatamente liberato, per sospetta
faziosità del tribunale. Nel caso specifico di Gesù la condanna a morte era formalmente valida perchè mancavano almeno due voti
all'unanimità: quello di Nicodemo e quello di Giuseppe d'Arimatea. D'altro canto, secondo la legge, una condanna a morte poteva essere pronunciata solo dopo 24 ore dall'interrogatorio.
294 - NESSUNA CONDANNA
Secondo Giovanni non c'è stato nessun processo ebraico e nessuna condanna a morte. Gesù, dopo un primo sommario interrogatorio da parte di Anna, è stato inviato a Caifa affinchè
lo custodisca in attesa di comparire innanzi a Pilato.
(Rif. 020)
295 - NUOVI OLTRAGGI
Dopo la condanna del Sinedrio Gesù viene percosso, gli sputano
in faccia e lo dileggiano. In seguito viene rinchiuso nelle
cantine di casa Caifa.
(Rif. 005,010)
296 - UNA DELEGAZIONE DA PILATO
Tenuto consiglio, una delegazione del Sinedrio si reca da Pilato per rinnovare le accuse contro Gesù e chiedere l'esecuzione della condanna capitale. I componenti la delegazione sono gli stessi elencati in precedenza.
(Rif. 005,010,080)
La residenza abituale dei Procuratori romani era a Cesarea. Non è ben noto per quali motivi Pilato fosse presente a Gerusalemme e dove si trovasse: nel suo palazzo o alla Torre Antonia, sede del presidio romano.
La richiesta di esecuzione capitale fatta a Pilato viene
giustificata asserendo che gli ebrei, sotto dominazione romana, non potevano eseguire una sentenza di morte (negazione
dello Jus Gladiis).
Non è esatto; era solo vietato agli ebrei eseguire condanne a
morte mediante la spada o la croce. Avevano invece la facoltà
di procedere alla lapidazione, allo strangolamento ed alla
decapitazione con la scure. (v. Giovanni Battista)
Un cortese collaboratore ci precisa:
Lo "jus gladii" si applicava alla sola Giudea ed entrò in vigore dopo la morte di Erode il Grande. Ne da testimonianza lo scrittore giudeo Giuseppe Flavio nelle "Antichità Giudaiche", Libro 20 - Cap. 9.
(G.S.)
297 - LE RICHIESTE A PILATO
La delegazione accusa Gesù di varie colpe tra le quali quella
di essersi dichiarato re dei giudei. Viene chiesto a Pilato
di dare corso all'esecuzione della condanna a morte.
(Rif. 005,010,015,020,085)
298 - LA MOGLIE DI PILATO
La moglie di Pilato, Claudia Procula, ha fatto un sogno premonitore. Avverte pertanto il marito di non immischiarsi in quella che viene ritenuta una bega tra giudei.
(Rif. 005,080)
299 - PILATO CERCA DI DESTREGGIARSI
Memore dell'ammonimento della moglie e non ravvisando particolari colpe a carico di Gesù, Pilato si dichiara incompetente
ad esprimere un giudizio.
(Rif. 080)
300 - CONVOCAZIONE DI GESU'
Pressato dalle insistenze dei giudei, Pilato ordina ad un suo
corriere/messo di condurre Gesù in sua presenza per interrogarlo.
(Rif. 080)
301 - IL MANTELLO DEL CORRIERE
Il corriere introduce Gesù facendolo camminare sul suo mantello steso a terra.
(Rif. 080)
302 - I GIUDEI PROTESTANO
I giudei protestano per l'atto di formale ossequio reso a Gesù
con il mantello.
(Rif. 080)
303 - LE INSEGNE SI INCHINANO
Quando Gesù entra le insegne imperiali, rette da 12 portainsegne, si inchinano riverenti senza che i portainsegne se ne
rendano conto.
(Rif. 080)
304 - ALTRA PROTESTA DEI GIUDEI
I giudei protestano vivamente contro i portainsegne per l'omaggio reso a Gesù.
(Rif. 080)
305 - SOSTITUZIONE DEI PORTAINSEGNE
I portainsegne si discolpano; Pilato vuole essere conciliante
e chiede ai giudei di reggere essi stessi le insegne.
(Rif. 080)
306 - LE INSEGNE SI INCHINANO ANCORA
Gesù viene introdotto una seconda volta e le insegne si inchinano nuovamente malgrado gli sforzi dei giudei.
(Rif. 080)
307 - PRIMO INTERROGATORIO DI PILATO
Pilato interroga Gesù circa la sua pretesa di considerarsi re
dei giudei e sulle altre accuse che il Sinedrio muove contro
di lui. Risposte evasive di Gesù.
(Rif. 005,010,015,020,080)
308 - TESTIMONI A FAVORE
Durante l'interrogatorio di Pilato si presentano spontaneamente alcuni testimoni a favore di Gesù:
- Nicodemo
- un ex paralitico
- un ex cieco dalla nascita
- un ex storpio
- un ex lebbroso
- Bernice, ex emorroissa
Proteste e contestazioni a non finire da parte dei giudei.
(Rif. 080)
309 - PILATO NON RAVVISA COLPE
Pilato è sempre più perplesso e non riesce a capire di quali
colpe possa essere accusato Gesù.
(Rif. 015,020,080)
310 - INVIO AD ERODE ANTIPA
Quando viene informato che Gesù è originario della Galilea,
Pilato cerca di liberarsi del problema e lo manda da Erode
Antipa, competente per giurisdizione.
(Rif. 015,080)
Alcuni autori sono dell'avviso che il personaggio inviato ad
Erode non fosse quello interrogato da Pilato. Notare, sulla mappa di Gerusalemme, che
i palazzi di Pilato e di Erode erano prospicienti.
311 - ERODE CURIOSO ED INTERESSATO
Erode desiderava da tempo conoscere Gesù ed assistere a qualcuno
dei suoi prodigi.
(Rif. 080)
312 - LA TUNICA BIANCA
Gesù non e' propenso a compiere prodigi per il divertimento
di Erode. Questo si spazientisce, lo fa rivestire con una tunica bianca e lo oltraggia con i suoi soldati.
Comportamento strano: la tunica bianca era la veste degli
adepti esseni, simbolo di dignità sacerdotale.
(Rif. 015,080)
313 - RINVIO A PILATO
Gesù viene rinviato, nuovamente, al giudizio di Pilato.
(Rif. 015,080)
314 - SECONDO INTERROGATORIO DI PILATO
Su insistenza dei giudei Pilato interroga ancora Gesù.
(Rif. 015,080)
315 - NESSUNA COLPA
Malgrado tutto Pilato non riesce a giudicare Gesù colpevole,
mentre i giudei continuano a chiedere la sua morte, minacciando una sommossa.
(Rif. 080)
316 - PILATO PROPONE UNA SCELTA
Secondo una tradizione (inventata dalla chiesa), Pilato aveva il potere di graziare, in occasione delle feste pasquali, un condannato a morte.
Un altro condannato, in attesa di esecuzione, era un certo Barabba, reo di ribellione ed omicidio. Richiesti di esprimere
la loro preferenza i giudei chiedono a gran voce la liberazione di Barabba e la crocifissione di Gesù.
(Rif. 005,010,015,020,065)
INSERTO 15 - Barabba (Secondo il Mito)
Occorre anzitutto premettere che Barabba o Bar-Abba non è un nome ma un appellativo, un titolo e significa "figlio del Padre" e per estensione di significato "figlio di Dio". Visto come sono andate le cose, dalla Genesi in poi, possiamo considerarci tutti Barabba!
Dobbiamo quindi ritenere che Barabba sia un personaggio di pura invenzione degli autori evangelici.
Non viene indicato come un delinquente comune (un ladrone) bensì come un partigiano che si era battuto, a mano armata, contro gli oppressori romani. Sarebbe stato catturato ed imprigionato durante una sommossa scoppiata in Gerusalemme, che aveva causato una vittima. Barabba sarebbe quindi stato accusato e condannato a morte per questo omicidio e per sovversione.
Stando così le cose, da un punto di vista politico, Barabba era molto più colpevole di Gesù Nazareno, che si era limitato a dichiararsi "figlio di Dio (Barabba) e ad autoproclamarsi "re dei Giudei". Come era dunque possibile uno scambio del genere riportato nei vangeli?
Oltre a tutto il resto anche Barabba si chiamava Gesù, quindi ci troviamo di fronte a due individui, processati quasi contemporaneamente, per la stessa colpa di insubordinazione nei confronti dell'impero. Uno si chiamava Gesù Barabba (detto il Nazareno) e l'altro Gesù Barabba (detto il Lestos).
Nelle edizioni antiche, del Vangelo di Matteo, (Rif. 150) si legge testualmente:
Avevamo in quel tempo un prigioniero famoso, Gesù Barabba, il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio.
Nelle edizioni moderne (Rif. 005,130) invece si legge:
in quel tempo c'era un prigioniero distinto di nome Barabba....
L'aggiustamento è notevole quanto ingenuo. Bruciare le biblioteche (come quella di Alessandria) in genere non serve a nulla: appaga solo i cretini che lo fanno, ma certe memorie comunque restano!
Allora quale dei due Barabba l'avrebbe scampata? Il Corano (Rif. 135) afferma che Gesù Nazareno non è mai stato crocifisso.
Anche altri autori sostengono la tesi che a finire sulla croce sia stato Gesù Barabba (il Lestos) mentre Gesù Barabba (il Nazareno), ottenuta la libertà, avrebbe continuato a predicare per altri 11 anni, ed al dodicesimo si sarebbe trasfigurato, nel corso di un grandioso evento, durante il quale avrebbe rivelato ai suoi discepoli alcune fondamentali verità (?).
(Rif. 126,175,390,995)
NOTA - Secondo il diritto romano e nell'ambito delle sue funzioni
di procuratore, Pilato non aveva nessun potere di grazia.
Se avesse applicato questa supposta tradizione si sarebbe
reso responsabile di un grave errore, o quanto meno di un
abuso di potere, nei confronti dei suoi diretti superiori.
E poi, se di scelta si trattava, c'erano anche i due ladroni,
Gesta e Disma, da far entrare in concorso.
A parte ciò Pilato era ben consapevole di dover reprimere, con
estrema durezza, qualsiasi tentativo insurrezionale e condannare qualsiasi sedicente liberatore, o messia. Non avrebbe
mai condizionato i suoi poteri ad un referendum popolare.
Da questo mitico episodio del ballottaggio si è sviluppato
un odio assurdo contro gli ebrei accusati di "deicidio".
Solo nel 1962 Giovanni XXIII (bontà sua!) discolperà gli
ebrei da questa accusa.
Alcune recenti tesi sostengono che Pilato non ha dovuto fare
nessuna scelta. Agendo molto pragmaticamente, e nell'ambito
delle sue competenze, avrebbe semplicemente:
- liberato Gesù Nazareno perchè le accuse a suo carico erano
inconsistenti;
- condannato a morte Barabba per sedizione ed omicidio.
Se e' andata così la grande figura del figlio di dio che si
sacrifica per redimere l'umanità crolla come un castello di
carte.
317 - PILATO SE NE LAVA LE MANI
Pilato si lava pubblicamente le mani dichiarandosi, con questo
gesto simbolico, non responsabile della morte di Gesù che egli continua
a ritenere innocente.
(Rif. 005,080)
Il Pilato che si lava le mani è una immagine retorica molto
bella e suggestiva ma ha un grosso difetto: Pilato era tutt'altro che uno
sprovveduto!
318 - LA SENTENZA: QUELLA DI PILATO
La sentenza di Pilato prevede, secondo la legge, che Gesù venga flagellato prima di essere crocifisso (flagellazione con 49
colpi di flagrum).
(Rif. 080)
INSERTO 16 - Sentenza di Pilato (Secondo il Mito)
Questo documento, datato 1580(e.v.), è conservato a Simanca (E), presso l'Archivio Generale-Segreteria di Stato- L847/F1.
La versione riportata è ripresa dal volume di M. Craveri - I Vangeli Apocrifi.
(Rif. 330)
Sulla attendibilità storica del documento il giudizio è lasciato a chi legge; in buona sostanza sembra un'altra tessera del mosaico di bugie, costruito, nel corso di due millenni, a sostegno di determinate tesi sulla vita di Gesù.
Sentenzia che diede Pilato contra Cristo nostro Signore -
Copia de la sentenzia che diede Pilato contra cristo nostro signore ritrovata nela cita de Laquila inoabruzo, de lanno 1580 in Certte antiquita di marmori dove si trovorno doi Cassete, una di ferro, nela quale vi era una carta bregamina et selcrito in littre ebreia Che se in terpetato deliu fraschritto tenore:
Lanno 17º de tiberio Cesare Enperador romano et di tutto il mondo monarcha in vittisimo et nelle olimpiade 121 et nelle Chiade 24 et nella Creiacione del Mondo secondo il numero e compartimento deli ebrei quattro volte 1147 dela propaggine del romano Inperio lanno 73 et de la liberacione dela servitu de la Babilonia lanno 430 et dela restitutucione del saqro inperio lanno 497 sotto li conzoli del pontechie Romano lucio pisano et marzio silaurico pro cunzoli delo in vocio valerio palestino plubico governadore de giudeia quinto flavio sotto il riggimento et governo dela Cita Jerosalem presidente gratissimo pocio pilato reggente dela bassa galilea herodiade anti patrircha et pontifice del sommo sacerdocio anna et caifas: alesmael mastro del tempio Rabaham ambel: irachino Centurione de conzoli et de la Cita di Jerosale quinto Cornelio Sublemio et sesto ponpilio Ruffo nel mese de Marzo sotto il di 25.
Yo Ponzio pilato qui presidente de linpero romano dentro al palazo de larchiresidenza giudico connanno sentenzio a la mortte Jesu chiamato Christo Nazareno de la turba de patria galilea homo sedicioso dela legge Mosaica Contra lo magnio inperador tiberio Cesare ditermeno et pronunzio per questo che la morte sua sia nella Coroce con chiodi a hosanza di rei per che qui Congregatosi molti homini richi et poveri non ha cessato di conmovere tumulto per tutta la galilea facendosi figliolo de iddio Rre de israel con minaciar la roina di Jerosalem e del saqro inperio con dinegare lo tributo a Cesare doversi, et averio ancora auto ardire de intrare con
palme e triunfo e conpaquiato da la turba como Rre dentro de la Cita di ierosalem nel sacro tempio, onde comando al mio Centurione quinto Cornelio conduca publicamente por la Cita di ierosalem esso iesu Christo ligato e flaggelato di porpora vestito e coronato di pondente spine, con la propia Croce ne li omeri accio sia esenpio a tutti li mali fattori e con lui voglio siano condotti doi ladroni homicidi et uscirano per la porta giancarola ora detta antoniana conduca seco giesu al plubico monte di scelirati chiamato Calvario dove crucifisso e morto il corpo resti su la Croce come spettacolo di tutti li malvaggi et su la Croce sia posto il titolo in tre linguaggi ebreo greco et latino Ebreo iesu aloi chisidin - Greco iesus nazareno - Latino iesus nazarenus Rex iudeoro.
Comandamo ancora che nesciuno de qual si voglia stato sosia ardischa temerariamente inpedire tal giusticia per noi comandata administrata et esiguita con ogni rigore secondo li decreti e legge del Romani come ebrei sotto pena de Rebelione alinpero Romano.
Testimoni di questa nostra sentenzia li dodeci tribui de Israel: Ravan-Daniel - Rabani II - Joan - Barbosisabet - Preticlani.
Per il sommo sacerdocio Raban - Judas - Boncasato.
Per li farisei Rolian - Simon - Daniel.
Raban - Mordogin - Boncortassitis.
Per linperio et presidente di roma: lucio sextilio amostro Silio.
Notari di questa publica Criminali per li libri: Nastan - Restena.
319 - LA SENTENZA: QUELLA DI ERODE
Stando al Vangelo di Pietro parrebbe che la sentenza
sia stata emessa da Erode Antipa e che la stessa sia stata
eseguita dalle sue guardie.
(Rif. 075)
320 - I GIUDEI CORROMPONO I FLAGELLANTI
I giudei corrompono quattro soldati (o tre?) affinchè la flagellazione venga eseguita con particolare violenza e crudeltà.
(Rif. 065)
321 - LA FLAGELLAZIONE
Gesù viene denudato, legato ad una colonna e flagellato da
tre soldati (o quattro), muniti di fruste a molte code e pesi
terminali.
(Rif. 005,010,020)
322 - LA PARODIA
Dopo la flagellazione, i soldati organizzano una specie di parodia di incoronazione del sedicente re dei giudei:
- rivestono Gesù con un manto di porpora, simbolo di dignità
regale
(Rif. 005,010,020,075)
- gli pongono in capo una corona di spine (o un cestello di
rovi intrecciati come simulacro di mitra regale), fissata
con un laccio
(Rif. 005,010,020,075,080)
- gli mettono nella mano destra una canna come simulacro di
scettro regale
(Rif. 005,080)
- si abbandonano ad una serie di beffe e di oltraggi.
(Rif. 005,010,020,075)
Che mattacchioni questi romani! Sarebbe stato più naturale
che la parodia l'avessero inscenata i giudei: loro avevano
parecchi motivi in più per farlo.
323 - PILATO NON DESISTE
Dopo i trattamenti inflitti, Pilato esibisce Gesù (ecce homo), alquanto malridotto, agli ebrei pensando che la punizione già subita fosse
sufficiente a soddisfare la loro sete di vendetta.
Niente da fare. Gli ebrei insistono a gran voce per la crocifissione. (schelappo!)
(Rif. 020,080)
324 - ANCORA UN COLLOQUIO
Pilato parla ancora con Gesù sperando, in qualche modo, di trovare una via di salvezza. Gesù non lo aiuta molto e viene quindi condannato a morte.
(Rif. 020)
325 - PARTENZA PER IL GOLGOTA (ore 11.30)
Gesù viene spogliato dalla veste di porpora e rivestito con i
suoi panni.
Caricato della croce, si avvia verso il Golgota, seguito da altri due condannati e scortato dai soldati romani. Percorso in
salita di circa 1000 metri. Aprivano il corteo alcuni sinedristi, seguiti da Gesù, dai due ladroni e da quattro soldati
romani.
(Rif.005,010,015,080)
Il Golgota era detto anche il "Cranio" perchè si supponeva
che in quel luogo fosse stato sepolto il cranio di Adamo. Si
trattava di una vecchia cava abbandonata dalla quale emergeva
un piccolo rilievo roccioso di circa 4 metri di altezza.
(Rif. 378)
326 - LA VERONICA
Una donna, Veronica (forse sorella dell'ex emorroissa Bernice),
asciuga il volto trafelato di Gesù, con uno scialle (vera
eicon). I tratti del volto rimangono impressi sul tessuto
come in un ritratto. (Immagine acheropita ?)
Si tramanda che questo scialle sia stato poi donato a re Abgar, sovrano di Edessa, dal 13 al 50 (e.v.)
(Rif. 090)
327 - PRECETTAZIONE DEL CIRENEO
Durante il percorso i soldati fermano un contadino, Simone il
Cireneo (con i suoi due figli Alessandro e Rufo) e li obbligano a caricarsi della croce di Gesù.
(Rif. 005,010,015,080)
Le cadute durante il percorso, che fanno parte del rituale della "via crucis", non sono mai avvenute. Fanno parte di una "pia" sceneggiata introdotta dal clero qualche secolo dopo.
328 - LA CHIAMATA DI MARIA
Giovanni, uno dei discepoli di Gesù, che aveva assistito agli
eventi descritti, corre a chiamare Maria che era rimasta del tutto ignara.
(Rif. 080)
329 - MARIA ACCORRE
Maria accorre accompagnata da Marta, Maria Maddalena, Salomè
ed altre donne.
(Rif. 080)
330 - LAMENTAZIONE DI MARIA
Maria si lamenta e piange sulla sorte del figlio. I giudei
cercano di allontanarla.
(Rif. 080)
331 - ARRIVO AL CALVARIO
Il corteo arriva al luogo previsto per le esecuzioni, una
cava abbandonata fuori le mura.
(Rif. 080)
332 - LA SPOGLIAZIONE
Gesù viene privato dei suoi indumenti. Solo una fascia, probabilmente offerta da uno dei presenti, gli cinge le reni.
(Panno di pudicizia / subligacum)
(Rif. 080)
333 - LA BEVANDA
Viene offerta a Gesù una bevanda a base di vino e mirra (vino
e fiele) ma egli la rifiuta.
(Rif. 005,010)
Era una specie di narcotico, un tranquillante o un anestetico
affinchè il condannato non si agitasse troppo durante l'affissione alla croce.
334 - CROCIFISSIONE (Venerdi, 7 Aprile - ore 12)
Gesù viene affisso al patibulum. Le modalità di esecuzione variano secondo gli autori. Comunque si ritiene che sia stato
inchiodato ai palmi.
(Rif. 005,010,015,020,075,080,085)
INSERTO 17 - La Croce (Secondo la Storia)
La croce, intesa come segno, è un simbolo solare antico quanto l'uomo che lo disegnava sulle pareti delle grotte preistoriche e come lo si trova presso tutte le culture, primitive e civilizzate, cristiane e no, per rappresentare di solito il sole e la vita.
(Rif. 490)
La croce è diventata il macabro simbolo della fede cristiana a partire dal III secolo e viene oggi rappresentata nella forma stereotipa che tutti conoscono: la croce latina. In realtà non era così; la croce non aveva la forma di una "...croce" ma di uno degli strumenti riportati in figura, quindi una I, una Y, una T,
oppure poteva consistere in un traversino sorretto da due pali terminanti a forcella. Il braccio orizzontale era detto Patibulum, quelli verticali Stipes.
Anche San Francesco, un santo molto scomodo per la chiesa, era convinto che la croce del cristo fosse a forma di T.
Di solito alcuni stipes erano tenuti pronti, solidamente conficcati nel terreno ove normalmente avvenivano le esecuzioni. Il condannato, avviato al luogo di esecuzione, portava con se solo il patibulum orizzontale (20-25 Kg.); questo (se si ammette l'uso dei chiodi nella crocifissione)
per un motivo pratico molto semplice: in carcere, secondo l'apertura di braccia del condannato, venivano predisposti nel patibulum i due fori destinati a ricevere i chiodi che trapassavano i palmi. Data la natura grossolana dei chiodi, forgiati a mano, di forma trapezoidale e sezione quadra, senza l'accorgimento descritto, sarebbe stato molto difficoltoso farli penetrare nel legno. A parte il fatto che la chiodatura era raramente applicata e si preferiva di gran lunga la legatura con spezzoni di funi rudimentali.
Il condannato, intontito da una mistura di vino e mirra, disteso a terra, veniva dapprima legato al patibulum per le braccia e per i polsi e poi (eventualmente) inchiodato; due robusti esecutori sollevavano il tutto ed incastravano il patibulum nello o negli stipes.
L'operazione successiva, se il patibulum era troppo alto ed il condannato non poggiava i piedi per terra, era quella di disporre un apposito supporto (un sasso, un traversino) alla base dell/dei supporti verticali. L'inchiodatura dei piedi non veniva quasi mai praticata perchè di difficile esecuzione ed oltre tutto si cercava di limitare la perdita di sangue al minimo, certo non per delicatezza, ma per prolungare al massimo la permanenza sulla croce, prima della morte.
Era essenziale che i piedi del condannato poggiassero su un supporto, al fine di prolungarne al massimo l'agonia; gli stipes erano quindi abbastanza bassi tanto che quelli che assistevano all'esecuzione arrivavano con il capo al petto o al viso del condannato con il quale potevano facilmente parlare.
La crocifissione era una pena destinata unicamente a chi si ribellava contro l'autorità imperiale ed agli schiavi. Era sempre eseguita in pubblico in modo da servire come esempio; un cartiglio appeso al collo della vittima portava la motivazione della condanna. I romani la consideravano una punizione vergognosa ed infamante.
L'agonia sulla croce poteva durare, in casi particolari, anche 2-3 giorni; la morte era dovuta a collasso conseguente ad anossia causata dalla lunga immobilizzazione (tetano dei crocifissi). In casi particolari si fratturavano le gambe della vittima per impedire, durante la notte, che parenti ed amici lo liberassero e ne favorissero la fuga. Questo supplemento di sofferenza poteva abbreviare l'agonia in quanto il condannato per respirare tendeva a sollevarsi puntando sui piedi.
La morte poteva essere molto più rapida nei rarissimi casi di chiodatura ai polsi (nello spazio di Destot, in mezzo alle ossa del metacarpo). In questo caso il chiodo lede il nervo mediano ed il fortissimo dolore provoca lo svenimento del condannato ed una accelerazione del processo di anossia.
Se Gesù fosse stato inchiodato ai polsi allora molti degli eventi che seguono non potrebbero essere g