228 - GUARIGIONI PRESSO IL LAGO
Tornato sulle sponde del lago di Tiberiade Gesù guarisce un
grande numero di ammalati.
(Rif. 005)
229 - SECONDA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E DI PESCI
Gesù sfama una turba di 4000 uomini, più donne e bambini, moltiplicando sette pani e pochi pesci disponibili. A fine pasto
residuano sette corbelli di cibo non consumato.
(Rif. 005,010)
230 - IL CIECO DI BETSAIDA
Passando per la città di Betsaida Gesù guarisce un cieco
sputandogli negli occhi e imponendogli le mani.
(Rif. 010)
231 - IL PRIMATO DI PIETRO
Gesù conferisce a Pietro il primato sugli altri apostoli, i supremi poteri spirituali e lo pone a fondamento della sua chiesa.
(Rif. 005,010,015)
232 - TRASFIGURAZIONE
Gesù, con tre apostoli (Pietro, Giacomo e Giovanni), sale su di
un alto monte (Tabor) e qui si "trasfigura" (cambia aspetto agli occhi degli apostoli).
Durante tale evento si incontra anche con Mose ed Elia.
(Rif. 005,010,015)
233 - L'INDEMONIATO EPILETTICO
Gesù risana un ragazzo indemoniato ed epilettico che i suoi
apostoli non erano riusciti a guarire.
(Rif. 005,010,015)
234 - IL TRIBUTO AL TEMPIO
A Cafarnao Pietro, su esortazione di Gesù, provvede al pagamento del tributo al Tempio, con una moneta rinvenuta nella
bocca di un pesce appena pescato.
Il tributo al tempio variava da mezzo siclo ad un siclo e mezzo. (Si tratta comunque di una notizia incerta.)
(Rif. 005)
ANNO 29 (e.v.) - 782 (a.u.c.) * GESU': ANNI 35
235 - IL RIFIUTO DEI SAMARITANI
Gesù parte dalla Galilea verso Gerusalemme con il suo seguito, preceduto da alcuni
messaggeri che hanno il compito di agevolarlo, nel cammino e
nelle soste.
Un villaggio di samaritani rifiuta di accoglierli. La qual cosa manda in bestia gli apostoli che minacciano di incendiare l'abitato.
(Rif. 015)
Per quello che si può supporre, il rifiuto dei samaritani è abbastanza comprensibile. E' ormai evidente che Gesù non si muoveva da solo, come uno sprovveduto profeta. Aveva un codazzo di discepoli, apostoli, donne e fanatici integralisti, di tutto rispetto, che si muovevano come "cavallette" nell'ambito dei territori palestinesi provocando, forti del loro numero, notevoli devastazioni a spese delle popolazioni contadine.
236 - SETTANTADUE DISCEPOLI
Visto quanto sopra, Gesù manda avanti a sè una staffetta di 72 discepoli, per
tastare il terreno nelle città e nei luoghi dove intende recarsi.
(Rif. 015)
237 - IL RITORNO DEI DISCEPOLI
I 72 discepoli ritornano e riferiscono sull'esito della loro
missione.
(Rif. 015)
238 - OSPITALITA DI MARIA E MARTA
Durante il viaggio verso Gerusalemme Gesù viene ospitato da
due sorelle: Maria e Marta (a Betania?)
(Rif. 015)
Betania = Casa di Anania. Era nota anche come Al-Ayzariyah
cioè Casa di Lazzaro. Si trova a 4 km sud-ovest di
Gerusalemme.
239 - GUARIGIONE DELL'INDEMONIATO
Gesù guarisce un uomo che il demonio aveva reso muto. Alcuni
presenti però lo accusano di operare miracoli per mezzo di
Belzebù.
(Rif. 015)
Il potere di scacciare i cosidetti "demoni" era molto diffuso
tra i giudei all'epoca di Gesù; molti di essi esercitavano
questo potere ficcando strane erbe "consacrate" nel naso degli
indemoniati ed è probabile che i demoni fossero espulsi da....
fragorosi sternuti.
Nei secoli successivi i demoni furono sempre meno numerosi e
quelli rimasti divennero appalto di alcuni preti birboni (i cosidetti esorcisti). Ai nostri tempi i "demoni" sono oggetto di
stretta competenza della psichiatria.
240 - LA DONNA DEFORME
Mentre si trova in una sinagoga Gesù guarisce una donna curva
e rattrappita da 18 anni. Nasce una polemica con il capo della sinagoga che lo accusa di non rispettare il sabato.
(Rif. 015)
241 - GUARIGIONE DI UN IDROPICO
Sempre di sabato, in casa di uno dei capi dei farisei, Gesù
guarisce un uomo idropico.
(Rif. 015)
242 - DIECI LEBBROSI
Entrando in un villaggio Gesù incontra 10 lebbrosi e li guarisce. Uno solo di essi, un samaritano, gli dimostra la sua riconoscenza.
(Rif. 015,135)
243 - ZACCHEO
A Gerico Gesù si fa ospitare in casa di Zaccheo, capo dei pubblicani. Scandalo da parte dei benpensanti, essendo Zaccheo
ritenuto un grande peccatore.
(Rif. 015)
244 - IL CIECO DI GERICO
Uscendo dalla città, Gesù guarisce Bartimeo, un mendicante
cieco. (Secondo Matteo i ciechi sarebbero stati due).
(Rif. 005,010,015)
245 - LA FESTA DELLE CAPANNE (Ottobre)
Gesù giunge, in incognito, a Gerusalemme per la festa delle Capanne. Durante la festa però svela la sua presenza ed inizia a predicare nel Tempio. Sacerdoti e farisei ne chiedono
l'arresto ma le guardie non eseguono l'ordine.
(Rif. 020)
246 - LA LAPIDAZIONE DELL'ADULTERA
Scribi e farisei tendono nuovamente un tranello contro Gesù
chiedendogli di esprimersi sulla condanna da infliggere ad
una donna colta in flagrante adulterio. La risposta è classica: Chi è senza peccato.....
(Rif. 020)
A questo proposito un'osservazione è d'obbligo. L'adulterio è un "reato" (almeno per quelle società che lo considerano tale) che viene consumato mediante il concorso di due protagonisti: il maschio e la femmina.
Era solo la miserabile, distorta e misogina morale degli ebrei (poi seguita da altri) che si limitava a punire soltanto uno dei protagonisti e cioè la parte più debole ed indifesa.
Sembra comunque che questo episodio sia stato ignorato sino alla fine del III secolo. Pare sia stato preso e interpolato da un vangelo apocrifo (?)
247 - IL CIECO NATO
Gesù guarisce un uomo, cieco dalla nascita, spalmandogli gli
occhi con fango impastato con la sua saliva ed ordinandogli
poi di lavarsi nella piscina di Siloe.
(Rif. 020,135)
Anticamente si riteneva che nella saliva si concentrasse l'essenza dell'anima.
(Rif. 995)
248 - FESTA DELLA DEDICAZIONE (Dicembre)
Mentre Gesù si trova nel Tempio, durante la festa della Dedicazione, i giudei tentano prima di lapidarlo e poi di arrestarlo. Gesù si sottrae all'aggressione e lascia Gerusalemme,
recandosi oltre il Giordano.
(Rif. 020)
249 - RESURREZIONE DI LAZZARO
Supplicato da Marta e Maria, Gesù si reca a Betania e risuscita
il loro fratello Lazzaro morto, da 4 giorni.
(Rif. 020,135)
Alcuni ritengono si sia trattato di un esperimento, comune a
quei tempi, tra gli iniziati di pratiche esoteriche. Si tratterebbe di riduzione al minimo, mediante ipnosi, delle funzioni metaboliche e successivo richiamo in vita.
Nel corso di questi esperimenti si faceva uso, a volte, anche di sostanze psicotrope, quali la psilocibina, elemento attivo di alcuni funghi allucinogeni. (J.M.Allegro)
(Rif.384)
Lazzaro aveva anche una terza sorella di nome Rut, sposata con
il fariseo Asher-ben, che aveva una locanda a Gerico; era stata
cacciata di casa dal marito perchè seguace di Gesù.
Altri autori, basandosi su alcuni frammenti di un vangelo poco
noto e di dubbia provenienza (Vangelo Segreto secondo Marco -
Vangelo dei Carpocraziani?), hanno ipotizzato che Lazzaro fosse
stato sepolto vivo, colpevole di essere omosessuale.
Essere sepolti vivi era la pena prevista dai sacerdoti giudei
per atti di pederastia e Lazzaro era incappato in questa condanna a seguito di una denuncia fatta dalla sua stessa sorella
Maria di Betania.
(Rif. 390)
Credere nei miracoli resta comunque una prerogativa degli sciocchi i quali non pensano minimamente al fatto che, così facendo, accusano implicitamnte il loro dio di essere incapace di eliminare il male nel mondo.
250 - LA CONDANNA DEL SINEDRIO
Gesù, con le sue predicazioni, è ormai diventato un elemento scomodo e destabilizzante per i sacerdoti ed i farisei. Convocato il Sinedrio, capeggiato dal sommo sacerdote Caifa, Gesù viene condannato a
morte in contumacia. Con questa condanna il Sinedrio cerca di
prevenire le eventuali reazioni dei romani alle esternazioni
messianiche del nuovo leader.
(Rif. 020)
251 - IL RITIRO AD EFRAIM
Informato della condanna, Gesù abbandona temporaneamente la
vita pubblica e si ritira con gli apostoli ad Efraim.
(Rif. 020)
Efraim (oggi Taybeh) era una città ideale come rifugio. Da
sempre ribelle alle autorità centrali, disponeva di rifugi
segreti, gallerie e cunicoli dove i ricercati potevano facilmente nascondersi.
(Rif. 378)
ANNO 30 (e.v.) - 783 (a.u.c.) (30 e.v.) * GESU': ANNI 36
252 - IL FURTO DEI TESTI SACRI
Uno dei due ladroni che accompagneranno Gesu sulla croce, Demas
(Tito), aveva, qualche tempo prima, rubato i libri della Legge, custoditi nel Tempio dalla profetessa Sarra, figlia di
Caifa.
(Rif. 085)
253 - IL TRASFERIMENTO DEI LADRONI
Demas (Tito) e l'altro ladrone Gesta (Dumaco), arrestati e condannati a morte a Cafarnao, per tutta una serie di misfatti,
vengono tradotti a Gerusalemme per ordine di Pilato.
(Rif. 085)
254 - ACCORDI CON GIUDA
La folla minaccia di rivalersi su Sarra e di bruciarla viva in
quanto, mancando i testi sacri, era praticamente impossibile
celebrare la Pasqua.
Anna e Caifa si accordano con Giuda affinchè venga gettata su
Gesù la colpa del furto. Per il servizio Giuda riceve "ufficialmente" 30 monete d'oro (non denari!) più un altro lauto compenso versato, sotto banco, dai due sacerdoti.
(Rif. 085)
255 - L'UNZIONE DI BETANIA (Sabato, 1 Aprile)
Gesù si trova a Betania ospite di Simone il Lebbroso (il Fariseo), amico anche di Marta, Maria e Lazzaro.
Durante la cena, una donna (Maria?) prende un vasetto di alabastro e versa sul capo di Gesù una libra di profumo di nardo
puro del valore di 300 denari.
Tutti i presenti, Giuda in particolare, si scandalizzano per
l'enorme spreco.
(Rif. 005,010,020)
L'unzione era uno dei riti previsti per il conseguimento della
dignità regale. Di qui la successiva accusa a Gesù di essersi
proclamato "Re dei giudei".
A conferire la dignità regale sarebbe stata Maria Maddalena, probabile discendente della tribù di Beniamino e
supposta consorte di Gesù. Se, come alcuni autori sostengono,
Maria Maddalena era molto ricca, allora questo presunto spreco
ha una sua valida giustificazione.
I 300 denari dovevano corrispondere al controvalore di circa
1155 grammi d'argento e, secondo Giovanni, ad un quantitativo di profumo pari ad una libbra.
INSERTO 14 - Unità di Misura
Alcune delle unità di misura usate in Palestina ai tempi di Gesù:
MONETE
- GHERA: un ventesimo di siclo; (oro o) argento; grammi 0.6
- SICLO: unità base; (oro o) argento; grammi 11.4
- MINA (EMINA): pari a 50 sicli; argento; grammi 570
- TALENTO: pari a 60 mine; oro o argento; chilogrammi 34.27
- DENARO: argento; grammi 3.85 (si suppone fosse la paga corrente per un giorno di lavoro)
Esistevano anche molte altre unità frazionarie, in rame o in argento, quali: dramma, didramma, asse, quadrante, statere ecc.
MISURE DI PESO
- LIBBRA: pari a grammi 327
- TALENTO: misura variabile da 20 a 40 chilogrammi
MISURE DI LUNGHEZZA
- CUBITO: pari a centimetri 45-55 (variabile: dal gomito alla punta del dito medio)
- BRACCIO: pari a centimetri 185
- STADIO: pari a metri 185
- MIGLIO: pari a metri 1478
MISURE DI CAPACITA'
- XESTES: pari a litri 0.3
- METRETA: pari a litri 39.5
- KOROS: pari a litri 525
MISURA DEL TEMPO
Per gli ebrei il nuovo giorno iniziava al tramonto ed era così ripartito:
- Prima vigilia (dal Tramonto e per la durata di 3 ore)
- Seconda vigilia (di 3 ore)
- Terza vigilia (di 3 ore)
- Quarta vigilia (dalla terza all'alba, +/- 3 ore)
- Ora prima (dall'alba e per la durata di 3 ore)
- Ora terza (dall'ora prima, (c. ore 9 del mattino) per 3 ore)
- Ora sesta (da mezzogiorno alle ore 15)
- Ora nona (dalle ore 15 sino al tramonto, +/- 3 ore)
A Gerusalemme il segnale del nuovo giorno veniva dato, con suon di tromba, dai sacerdoti del Tempio.
RETRIBUZIONI CORRENTI
- 400 / 500 denari al mese era una retribuzione normale per un operaio "specializzato"
- un salariato riceveva, mediamente, sui 250 denari al mese, appena sufficienti per nutrire se stesso e la famiglia con pane d'orzo e qualche verdura povera (cipolle, aglio, ecc.)
(Valori non certi.)
256 - LA CONDANNA DI LAZZARO
A causa del fatto precedente e di altri stretti rapporti con
Gesù, il Sinedrio condanna a morte anche Lazzaro.
(Rif. 995)
257 - L'ASINO DI BETFAGE (Domenica, 2 Aprile)
Gesù è deciso di rientrare nuovamente in Gerusalemme. Manda
pertanto gli apostoli in un vicino villaggio (Betfage) per
procurargli un asino, sul quale nessun uomo abbia mai cavalcato.
(Rif. 005,010,015)
L'asino era considerato la cavalcatura delle persone
autorevoli. Se a questo si aggiunge l'autoproclamazione a re
d'Israele, mediante l'unzione, c'è quanto basta per portare
sacerdoti, scribi, farisei, ecc. al massimo furore. Questa è
la prima apparizione pubblica di Gesù come messia di fatto.
258 - LA BARDATURA DELL'ASINO
Trovato l'asino, questo viene bardato ed addobbato con i mantelli degli stessi apostoli.
(Rif. 005,010,015,020)
259 - ENTRATA IN GERUSALEMME
Gesù entra trionfalmente in Gerusalemme preceduto e seguito
da turbe di discepoli osannanti. Durante la marcia di avvicinamento Gesù formula cupe previsioni sul destino della città e dichiara di essere in grado di distruggere il Tempio e di ricostruirlo in tre giorni.
(Rif. 005,010,015,020)
Gesù, nelle sue predicazioni amava i toni apocalittici. Per lui la fine del mondo e la sua rinascita erano imminenti:
"In verità vi dico: vi sono alcuni quì presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza."(Marco)
".... In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute." (Marco)
(Rif. 010)
260 - I GRECI DEVOTI
A Gerusalemme Gesù si intrattiene con alcuni greci "devoti"
che desiderano conoscerlo.
(Rif. 020)
Questi greci sarebbero stati inviati dal re di Edessa Abgaro V,
molto ammalato (lebbra, gotta?). Il re offre a Gesù protezione ed asilo politico in cambio di una sua miracolosa guarigione. Gesù gli scrive una lettera declinando l'invito ma promettendo l'invio di un suo discepolo. In altra versione si dice che Gesù inviò ad Abgaro un proprio ritratto, alla vista del quale il re guarì immediatamente.
(Rif. 995)
261 - RITORNO A BETANIA
Gesù si reca in visita al Tempio e poi in serata ritorna a Betania con i 12 apostoli.
(Rif. 010)
262 - IL FICO MALEDETTO (Lunedi, 3 Aprile)
Uscendo da Betania, per tornare a Gerusalemme, Gesù scorge un
fico con i rami privi di frutti; Gesù lo maledice.
(Rif. 005,010)
Atteggiamento alquanto bizzarro visto che i fichi, nell'emisfero a nord dell'equatore, maturano normalmente tra Giugno
e Settembre. Ad Aprile non è stagione di fichi.
263 - SECONDA CACCIATA DEI MERCANTI
Giunto al Tempio Gesù caccia i mercanti che con la loro presenza offendono la sacralità del luogo.
(Rif. 005,010,015)
264 - GUARIGIONI DIVERSE
Gesù opera, nel Tempio, parecchie guarigioni di ciechi e storpi
tra i commenti indignati dei sacerdoti e degli scribi. Ritorno a Betania.
(Rif. 005)
265 - DICHIARAZIONE DI AUTORITA' (Martedi, 4 Aprile)
Nuovamente al Tempio. Anziani, scribi e sacerdoti chiedono a
Gesù di precisare chi gli ha conferito l'autorità in base alla
quale egli agisce ed opera in modi così inconsueti. Gesù nega
la risposta.
(Rif. 005,010,015)
266 - UNA GIORNATA IMPEGNATIVA (Mercoledi, 5 Aprile)
Stando ai vari autori, in questo giorno Gesù si sarebbe espresso su molteplici argomenti che qui vengono elencati solo per
memoria:
- predicazione mediante diverse parabole
- tributo a Cesare
- i sadducei e la risurrezione
- primo comandamento
- il messia figlio di Davide
- ipocrisia di scribi e farisei
- l'obolo della povera vedova
- sette invettive contro scribi e farisei
- delitti e castighi degli ebrei
- discorso escatologico, dottrinario.
(Rif. 005,010,015)
267 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione A)
Anziani e sacerdoti sono giunti al limite della sopportazione.
Si riuniscono per escogitare il modo migliore di uccidere Gesù.
Vengono presi accordi con Giuda per la cattura del messia. (Qui si parla
di 30 sicli d'argento).
(Rif. 005,010,015)
268 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione B)
I sacerdoti e gli anziani tengono consiglio nel palazzo di
Caifa e decidono di catturare Gesù ed ucciderlo prima di Pasqua. Anania, membro del Sinedrio, propone di contattare Giuda per farsi rivelare il luogo delle riunioni notturne di Gesù.
Caifa consegna ad Anania 100 denari, pari a 30 sicli e cioe'
circa 350 grammi di argento.
Anania si reca a Betania e contatta, in segreto, Giuda proponendo uno stratagemma: fare incontrare Gesù con i sacerdoti
per discutere (di cosa?).
Giuda riceve i 30 sicli che allora
equivalevano al valore di uno schiavo in buone condizioni fisiche.
(Rif. 995)
Secondo Giuseppe di Arimatea, Giuda era un infiltrato nel
gruppo degli apostoli, retribuito giornalmente dai sacerdoti.
Di più: Giuda era il cassiere del gruppo e ne gestiva la borsa; sposato con una donna avida di denaro, veniva continuamente istigato a sottrarre contanti dalla cassa comune.
(Rif. 085)
269 - LA PREPARAZIONE DELLA CENA (Giovedi, 6 Aprile)
Gesù fiuta il pericolo e dà precise istruzioni agli apostoli
sul luogo segreto ove dovrà svolgersi la cena
pasquale. Manda pertanto Pietro e Giovanni, in città, ad
incontrare segretamente un uomo con una brocca d'acqua (Giuseppe d'Arimatea?) che li avrebbe guidati alla casa di un
amico fidato (Nicodemo?)
(Rif. 005,010,015)
270 - IL LAVACRO DEI PIEDI
Prima di dare inizio alla cena Gesù provvede personalmente al
lavaggio dei piedi dei suoi apostoli.
(Rif. 020,065)
271 - LO SVOLGIMENTO DELLA CENA
Secondo i vari autori, durante la cena Gesù interviene e si
sofferma sui seguenti argomenti:
- preannuncia il tradimento da parte di uno degli apostoli
- istituisce l'eucaristia
- prevede il rinnegamento di Pietro
- annunzia la discesa del paraclito (lo Spirito di Verità che procede dal padre)
- ammonimenti vari agli apostoli
- preghiere
Durante lo svolgimento della cena Giuda si allontana e si reca dai
sacerdoti.
A fine cena Gesù invita categoricamente i presenti a munirsi
di una spada in previsione di ciò che dovrà avvenire.
(Rif. 005,010,015,020)
La cena da un punto di vista pratico.
Gesù arriva con altri 10
apostoli verso le ore 22.30. La sala è dotata di bassi divani e di una tavola semicircolare, apparecchiata con piatti di
colore scuro e con uncini in funzione di forchette.
Gesù è sdraiato al centro con Pietro alla sua destra e Giovanni alla sinistra.
Secondo la consuetudine, allora in atto, il menu comprendeva:
- agnello cotto tra le lattughe (da mangiarsi in piedi, secondo la tradizione)
- contorno di verdure amare
- charoset (composto da datteri, uva e aceto)
- pane azimo
- vino
(Il 7 Aprile 2007, nel corso delle solite carnevalate pasquali, il massimo dirigente della setta cattolica Ratzinger ha affermato, che nel corso di questa sacra abbuffata, Gesù NON ha mangiato l'agnello!
Delusione generale da parte dei cattolici, degli ebrei, dei pastori ma soprattutto dei beccai nostrani che su questa ricorrenza ci contano molto.
Parola di "infallibile"!!!)
La sacra cena era un rito molto importante anche per la comunità essena. Comprendeva la benedizione del pane azimo e del vino
da parte del capo famiglia.
Secondo la tradizione ebraica la cena avrebbe dovuto svolgersi Venerdi, 7 Aprile (15 di Nisan). Gesù ha in effetti anticipato la
cena di un giorno (14 di Nisan). Se, come alcuni ritengono, Gesù era esseno allora ha seguito il calendario esseno di Qumran.
Se effettivamente si trattava della tradizionale cena pasquale
(rito tipicamente familiare) come mai mancano le donne che
fanno parte della famiglia di Gesù e che lo hanno seguito nelle sue peregrinazioni attraverso la Palestina?
272 - IL CANTO CORALE
Prima di recarsi al Getsemani per il riposo, gli apostoli si dispongono in cerchio tenendosi per mano, mentre Gesù nel mezzo, canta una litania alla quale gli apostoli rispondono con un ritornello.
(Rif. 128)
273 - ATTESA AL GETSEMANI
Gesù si reca a trascorrere la notte, con i suoi apostoli, in
un podere appartato (orto di Getsemani) dove, in precedenza,
era solito riunirsi segretamente con i suoi discepoli.
Il podere distava circa 600 metri dalle mura di Gerusalemme.
Si ritira in preghiera, sudando sangue, assistito e confortato da un angelo.
Rimprovera i suoi apostoli che, malgrado le sue esortazioni,
non riescono a stare svegli.
(Rif. 005,010,015,020,065)
Forse la cena era stata piuttosto abbondante e la sonnolenza
degli apostoli può essere in parte giustificata.
Quanto a "sudare sangue" trattasi di un fenomeno non molto frequente, ma ben noto in campo medico, detto ematoidrosi, cioè sudorazione ematica, che può manifestarsi nel corso di stati emozionali violenti oppure in soggetti affetti da disturbi di natura ematica.
274 - ARRIVA LA TRUPPA
Giuda arriva scortato da una coorte di soldati romani e da una
folla di gente armata e munita di fiaccole, reclutata dai sacerdoti.
(Rif. 005,010,015,020)
Una coorte romana era composta da circa 600 uomini. Tenuto
conto di questi e della folla al seguito, si può presumere
che almeno 1000(!) uomini abbiano partecipato alla cattura di
Gesù. E' evidente che non si voleva arrestare solo un "messia" ma stroncare un tentativo di rivolta.
275 - IL RICONOSCIMENTO
Gesù viene riconosciuto dalle guardie:
276 - TENTATIVO DI RESISTENZA
Pietro cerca di opporsi all'arresto. Con un colpo di spada taglia l'orecchio destro di un certo Malco (un servo del sommo
sacerdote). Gesù lo rimprovera e riattacca l'orecchio a Malco.
(Rif. 015,020)
277 - LA FUGA DEI DISCEPOLI
A questo punto le cose precipitano. I discepoli e gli apostoli
che erano con Gesù fuggono disordinatamente. Uno di essi scappa
nudo lasciando, nelle mani di chi cerca di trattenerlo, il lenzuolo che
indossava in quel momento. Fortunatamente il padrone del podere di Getsemani, un certo Massaliano, gli dà poi di che rivestirsi.
(Rif. 005,010)
Gerusalemme è situata ad oltre 700 metri sul livello del mare
e nel mese di Aprile le notti sono ancora abbastanza fredde.
Chi è questo singolare personaggio (discepolo, apostolo o ...altro) che
sfida il freddo della notte in deshabillé, nell'orto di Getsemani, proteggendo le sue pudenda con un leggero lenzuolo invece della tradizionale tunica e del manto di lana? Perchè
un abbigliamento cosi inconsueto?
Che facesse molto freddo è anche confermato dal fatto che
Pietro, poco dopo, rischierà grosso pur di scaldarsi al fuoco nel cortile
di Caifa. (v. oltre)
278 - L'ARRESTO (Giovedi, 6 Aprile; presumibilmente ore 24)
Gesù viene legato e scortato a destinazione.
(Rif. 005,010,015,020)
279 - GESU' VIENE CONDOTTO ALLA CASA DI ANNA (Venerdi, 7 Aprile)
Anna era lo suocero di Giuseppe Caifa. Caifa, in quell'anno,
era il sommo sacerdote di turno.
(Rif. 020)
280 - PIETRO SEGUE A DISTANZA
Pietro segue il corteo, a debita distanza, con un altro
discepolo (Giovanni?)
(Rif. 005,010,015,020)
281 - PIETRO NEL CORTILE DI ANNA
Pietro entra nel cortile di Anna mediante l'aiuto dell'altro
discepolo che conosceva bene la portinaia del palazzo.
(Rif. 020,065)
282 - INTERROGATORIO DI ANNA
Gesù risponde alle domande di Anna con tono polemico.
(Rif. 020)
283 - GESU' VIENE SCHIAFFEGGIATO
Una delle guardie schiaffeggia Gesù per il tono poco riguardoso tenuto nei confronti di Anna.
(Rif. 020)
284 - GESU' VIENE SCORTATO DA CAIFA
? . . . . ?
(Rif. 005,010,015,020,085)
Trasferimento inutile considerato che Anna e Caifa vivevano
nella stessa casa.
285 - L'ATTESA ED IL RINNEGAMENTO DI PIETRO
In attesa, nel cortile di Caifa, Pietro rischia di essere scoperto e nega di essere un apostolo di Gesù.
Alla terza negazione un gallo canta, Gesù getta uno sguardo su
Pietro e questo fugge pieno di vergogna.
(Rif. 005,010,015,020)
286 - L'ATTESA E GLI OLTRAGGI
In attesa di comparire davanti a Caifa, le guardie che custodiscono Gesù, lo deridono e lo percuotono.
(Rif. 015)
287 - RIUNIONE DEL SINEDRIO (Venerdi, 7 Aprile - appena giorno)
Si riuniscono i capi del popolo, i sacerdoti e i dottori in
legge. Gesù viene condotto davanti al Sinedrio. Presiede Caifa vestito in pompa magna. Era detto anche Tribunale di Gazith, situato presso il muro ovest del Tempio, l'attuale
muro del pianto.
(Rif. 015,378)
Questo processo era praticamente e formalmente impossibile.
E' stato introdotto nei vangeli per gettare la colpa della morte di Gesù sugli ebrei "deicidi". La storia la scrivono i vincitori.
PROCESSI EBRAICI (LA STORIA)
Qualsiasi processo, per avere un minimo di credibilità, non può prescindere da certe regole procedurali e deve garantire un minimo di difesa per l'accusato.
Riprendiamo da W.Fricke (Rif. 370) alcuni punti essenziali in merito ai processi ebraici:
- I processi non potevano essere svolti in una abitazione privata ma nell'apposita area del Tempio, detta Beth Din.
- I processi non potevano essere svolti di notte.
- I processi non potevano essere svolti alla vigilia di una festività importante, come la Pasqua.
- La sentenza non poteva essere pronunciata sulla base di una sola confessione estorta.
- La sentenza di morte non poteva essere pronunciata se non erano trascorse almeno 24 ore dall'interrogatorio.
- Il capo d'accusa non costituiva necessariamente un reato di blasfemia.
L'espressione BAR-ABBA (figlio del padre, figlio di dio) era un appellativo molto comune, all'epoca; veniva sovente aggiunto al nome dell'interessato in segno di deferenza. D'altro canto, secondo la Torah, tutti gli ebrei sono figli di dio (Bar-Abba) ed anche Gesù era un ebreo.
Gli ebrei potevano eseguire liberamente sentenze di morte senza dover ricorrere ai romani per esserne autorizzati. Basta ricordare:
- le numerose sentenze dei diversi Erode a carico di ebrei
- l'uso corrente della lapidazione come punizione per le adultere
- la lapidazione di diversi apostoli tra i quali Giacomo Il Giusto
- l'uccisione di Giovanni Battista a Macheronte
- ed altri...
In occasione di particolari festeggiamenti romani (es. un nuovo imperatore), veniva a volte concessa una amnistia che però riguardava solo i reati minori.
288 - PARTECIPANTI DI SPICCO
Tra i partecipanti al Sinedrio si segnalano in particolare:
- Anna
- Caifa
- Semes
- Dathae
- Gamaliele
- Giuda
- Levi
- Neftalim
- Alessandro
- Giairo
- Siro.
(Rif. 080)
289 - CAPI DI ACCUSA
Le accuse formulate contro Gesù, sia presso il Sinedrio che
presso Pilato, sarebbero state le seguenti:
- Aver bestemmiato per essersi dichiarato figlio di Dio (Bar-Abba)
(Rif. 005,010,015)
- Aver minacciato la distruzione del Tempio (e sua riedificazione
in tre giorni)
(Rif. 005,010)
- Avere eseguito guarigioni di sabato
(Rif. 080)
- Aver rubato i libri sacri
(Rif. 085)
- Essere nato da adulterio
(Rif. 080)
- Essere stato la causa prima della strage degli innocenti
dell'anno 748 a.u.c.
(Rif. 080)
- Essersi proclamato re dei Giudei.
(Rif. 080)
290 - FALSI TESTIMONI A CARICO
Durante l'udienza presso il Sinedrio vengono rintracciati ed
ascoltati alcuni falsi testimoni. Solo Nicodemo tenta una
debole difesa in favore di Gesù.
(Rif. 005,010)
291 - COMPORTAMENTO DI GESU' DAVANTI AL SINEDRIO
Alle domande che gli vengono poste Gesù non risponde oppure
risponde in maniera evasiva.
(Rif. 005,010,015)
292 - LE VESTI STRACCIATE
Gesù alla fine dice, o lascia intendere, di essere figlio di
Dio. Caifa la considera una enorme bestemmia e si straccia le
vesti.
(Rif. 005,010)
293 - CONDANNA A MORTE
Il Sinedrio giudica Gesù meritevole di morte.
(Rif. 005,010)
Potrà sembrare una stranezza ma, secondo l'antica Legge Mosaica,
quando un colpevole veniva condannato a morte all'unanimità,
questi doveva essere immediatamente liberato, per sospetta
faziosità del tribunale. Nel caso specifico di Gesù la condanna a morte era formalmente valida perchè mancavano almeno due voti
all'unanimità: quello di Nicodemo e quello di Giuseppe d'Arimatea. D'altro canto, secondo la legge, una condanna a morte poteva essere pronunciata solo dopo 24 ore dall'interrogatorio.
294 - NESSUNA CONDANNA
Secondo Giovanni non c'è stato nessun processo ebraico e nessuna condanna a morte. Gesù, dopo un primo sommario interrogatorio da parte di Anna, è stato inviato a Caifa affinchè
lo custodisca in attesa di comparire innanzi a Pilato.
(Rif. 020)
295 - NUOVI OLTRAGGI
Dopo la condanna del Sinedrio Gesù viene percosso, gli sputano
in faccia e lo dileggiano. In seguito viene rinchiuso nelle
cantine di casa Caifa.
(Rif. 005,010)
296 - UNA DELEGAZIONE DA PILATO
Tenuto consiglio, una delegazione del Sinedrio si reca da Pilato per rinnovare le accuse contro Gesù e chiedere l'esecuzione della condanna capitale. I componenti la delegazione sono gli stessi elencati in precedenza.
(Rif. 005,010,080)
La residenza abituale dei Procuratori romani era a Cesarea. Non è noto per quali motivi Pilato fosse presente a Gerusalemme e dove si trovasse: nel suo palazzo o alla Torre Antonia, sede del presidio romano.
La richiesta di esecuzione capitale fatta a Pilato viene
giustificata asserendo che gli ebrei, sotto dominazione romana, non potevano eseguire una sentenza di morte (negazione
dello Jus Gladiis).
Non è esatto; era solo vietato agli ebrei eseguire condanne a
morte mediante la spada o la croce. Avevano invece la facoltà
di procedere alla lapidazione, allo strangolamento ed alla
decapitazione con la scure. (v. Giovanni Battista)
Un cortese collaboratore ci precisa:
Lo "jus gladii" si applicava alla sola Giudea ed entrò in vigore dopo la morte di Erode il Grande. Ne da testimonianza lo scrittore giudeo Giuseppe Flavio nelle "Antichità Giudaiche", Libro 20 - Cap. 9.
(G.S.)
297 - LE RICHIESTE A PILATO
La delegazione accusa Gesù di varie colpe tra le quali quella
di essersi dichiarato re dei giudei. Viene chiesto a Pilato
di dare corso all'esecuzione della condanna a morte.
(Rif. 005,010,015,020,085)
298 - LA MOGLIE DI PILATO
La moglie di Pilato, Claudia Procula, ha fatto un sogno premonitore. Avverte pertanto il marito di non immischiarsi in quella che viene ritenuta una bega tra giudei.
(Rif. 005,080)
299 - PILATO CERCA DI DESTREGGIARSI
Memore dell'ammonimento della moglie e non ravvisando particolari colpe a carico di Gesù, Pilato si dichiara incompetente
ad esprimere un giudizio.
(Rif. 080)
300 - CONVOCAZIONE DI GESU'
Pressato dalle insistenze dei giudei, Pilato ordina ad un suo
corriere/messo di condurre Gesù in sua presenza per interrogarlo.
(Rif. 080)
301 - IL MANTELLO DEL CORRIERE
Il corriere introduce Gesù facendolo camminare sul suo mantello steso a terra.
(Rif. 080)
302 - I GIUDEI PROTESTANO
I giudei protestano per l'atto di formale ossequio reso a Gesù
con il mantello.
(Rif. 080)
303 - LE INSEGNE SI INCHINANO
Quando Gesù entra le insegne imperiali, rette da 12 portainsegne, si inchinano riverenti senza che i portainsegne se ne
rendano conto.
(Rif. 080)
304 - ALTRA PROTESTA DEI GIUDEI
I giudei protestano vivamente contro i portainsegne per l'omaggio reso a Gesù.
(Rif. 080)
305 - SOSTITUZIONE DEI PORTAINSEGNE
I portainsegne si discolpano; Pilato vuole essere conciliante
e chiede ai giudei di reggere essi stessi le insegne.
(Rif. 080)
306 - LE INSEGNE SI INCHINANO ANCORA
Gesù viene introdotto una seconda volta e le insegne si inchinano nuovamente malgrado gli sforzi dei giudei.
(Rif. 080)
307 - PRIMO INTERROGATORIO DI PILATO
Pilato interroga Gesù circa la sua pretesa di considerarsi re
dei giudei e sulle altre accuse che il Sinedrio muove contro
di lui. Risposte evasive di Gesù.
(Rif. 005,010,015,020,080)
308 - TESTIMONI A FAVORE
Durante l'interrogatorio di Pilato si presentano spontaneamente alcuni testimoni a favore di Gesù:
- Nicodemo
- un ex paralitico
- un ex cieco dalla nascita
- un ex storpio
- un ex lebbroso
- Bernice, ex emorroissa
Proteste e contestazioni a non finire da parte dei giudei.
(Rif. 080)
309 - PILATO NON RAVVISA COLPE
Pilato è sempre più perplesso e non riesce a capire di quali
colpe possa essere accusato Gesù.
(Rif. 015,020,080)
310 - INVIO AD ERODE ANTIPA
Quando viene informato che Gesù è originario della Galilea,
Pilato cerca di liberarsi del problema e lo manda da Erode
Antipa, competente per giurisdizione.
(Rif. 015,080)
Alcuni autori sono dell'avviso che il personaggio inviato ad
Erode non fosse quello interrogato da Pilato. Notare, sulla mappa di Gerusalemme, che
i palazzi di Pilato e di Erode erano prospicienti.
311 - ERODE CURIOSO ED INTERESSATO
Erode desiderava da tempo conoscere Gesù ed assistere a qualcuno
dei suoi prodigi.
(Rif. 080)
312 - LA TUNICA BIANCA
Gesù non e' propenso a compiere prodigi per il divertimento
di Erode. Questo si spazientisce, lo fa rivestire con una tunica bianca e lo oltraggia con i suoi soldati.
Comportamento strano: la tunica bianca era la veste degli
adepti esseni, simbolo di dignità sacerdotale.
(Rif. 015,080)
313 - RINVIO A PILATO
Gesù viene rinviato, nuovamente, al giudizio di Pilato.
(Rif. 015,080)
314 - SECONDO INTERROGATORIO DI PILATO
Su insistenza dei giudei Pilato interroga ancora Gesù.
(Rif. 015,080)
315 - NESSUNA COLPA
Malgrado tutto Pilato non riesce a giudicare Gesù colpevole,
mentre i giudei continuano a chiedere la sua morte, minacciando una sommossa.
(Rif. 080)
316 - PILATO PROPONE UNA SCELTA
Secondo una tradizione (inventata dalla chiesa), Pilato aveva il potere di graziare, in occasione delle feste pasquali, un condannato a morte.
Un altro condannato, in attesa di esecuzione, era un certo Barabba, reo di ribellione ed omicidio. Richiesti di esprimere
la loro preferenza i giudei chiedono a gran voce la liberazione di Barabba e la crocifissione di Gesù.
(Rif. 005,010,015,020,065)
INSERTO 15 - Barabba (Secondo il Mito)
Occorre anzitutto premettere che Barabba o Bar-Abba non è un nome ma un appellativo, un titolo e significa "figlio del Padre" e per estensione di significato "figlio di Dio". Visto come sono andate le cose, dalla Genesi in poi, possiamo considerarci tutti Barabba!
Dobbiamo quindi ritenere che Barabba sia un personaggio di pura invenzione degli autori evangelici.
Non viene indicato come un delinquente comune (un ladrone) bensì come un partigiano che si era battuto, a mano armata, contro gli oppressori romani. Sarebbe stato catturato ed imprigionato durante una sommossa scoppiata in Gerusalemme, che aveva causato una vittima. Barabba sarebbe quindi stato accusato e condannato a morte per questo omicidio e per sovversione.
Stando così le cose, da un punto di vista politico, Barabba era molto più colpevole di Gesù Nazareno, che si era limitato a dichiararsi "figlio di Dio (Barabba) e ad autoproclamarsi "re dei Giudei". Come era dunque possibile uno scambio del genere riportato nei vangeli?
Oltre a tutto il resto anche Barabba si chiamava Gesù, quindi ci troviamo di fronte a due individui, processati quasi contemporaneamente, per la stessa colpa di insubordinazione nei confronti dell'impero. Uno si chiamava Gesù Barabba (detto il Nazareno) e l'altro Gesù Barabba (detto il Lestos).
Nelle edizioni antiche, del Vangelo di Matteo, (Rif. 150) si legge testualmente:
Avevamo in quel tempo un prigioniero famoso, Gesù Barabba, il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio.
Nelle edizioni moderne (Rif. 005,130) invece si legge:
in quel tempo c'era un prigioniero distinto di nome Barabba....
L'aggiustamento è notevole quanto ingenuo. Bruciare le biblioteche (come quella di Alessandria) in genere non serve a nulla: appaga solo i cretini che lo fanno, ma certe memorie comunque restano!
Allora quale dei due Barabba l'avrebbe scampata? Il Corano (Rif. 135) afferma che Gesù Nazareno non è stato crocifisso.
Anche altri autori sostengono la tesi che a finire sulla croce sia stato Gesù Barabba (il Lestos) mentre Gesù Barabba (il Nazareno), ottenuta la libertà, avrebbe continuato a predicare per altri 11 anni, ed al dodicesimo si sarebbe trasfigurato, nel corso di un grandioso evento, durante il quale avrebbe rivelato ai suoi discepoli alcune fondamentali verità (?).
(Rif. 126,175,390,995)
NOTA - Secondo il diritto romano e nell'ambito delle sue funzioni
di procuratore, Pilato non aveva nessun potere di grazia.
Se avesse applicato questa supposta tradizione si sarebbe
reso responsabile di un grave errore, o quanto meno di un
abuso di potere, nei confronti dei suoi diretti superiori.
E poi, se di scelta si trattava, c'erano anche i due ladroni,
Gesta e Disma, da far entrare in concorso.
A parte ciò Pilato era ben consapevole di dover reprimere, con
estrema durezza, qualsiasi tentativo insurrezionale e condannare qualsiasi sedicente liberatore, o messia. Non avrebbe
mai condizionato i suoi poteri ad un referendum popolare.
Da questo mitico episodio del ballottaggio si è sviluppato
un odio assurdo contro gli ebrei accusati di "deicidio".
Solo nel 1962 Giovanni XXIII (bontà sua!) discolperà gli
ebrei da questa accusa.
Alcune recenti tesi sostengono che Pilato non ha dovuto fare
nessuna scelta. Agendo molto pragmaticamente, e nell'ambito
delle sue competenze, avrebbe semplicemente:
- liberato Gesù Nazareno perchè le accuse a suo carico erano
inconsistenti;
- condannato a morte Barabba per sedizione ed omicidio.
Se e' andata così la grande figura del figlio di dio che si
sacrifica per redimere l'umanità crolla come un castello di
carte.
317 - PILATO SE NE LAVA LE MANI
Pilato si lava pubblicamente le mani dichiarandosi, con questo
gesto simbolico, non responsabile della morte di Gesù che egli continua
a ritenere innocente.
(Rif. 005,080)
Il Pilato che si lava le mani è una immagine retorica molto
bella e suggestiva ma ha un grosso difetto: Pilato era tutt'altro che uno
sprovveduto!
318 - LA SENTENZA: QUELLA DI PILATO
La sentenza di Pilato prevede, secondo la legge, che Gesù venga flagellato prima di essere crocifisso (flagellazione con 49
colpi di flagrum).
(Rif. 080)
INSERTO 16 - Sentenza di Pilato (Secondo il Mito)
Questo documento, datato 1580(e.v.), è conservato a Simanca (E), presso l'Archivio Generale-Segreteria di Stato- L847/F1.
La versione riportata è ripresa dal volume di M. Craveri - I Vangeli Apocrifi.
(Rif. 330)
Sulla attendibilità storica del documento il giudizio è lasciato a chi legge; in buona sostanza sembra un'altra tessera del mosaico di bugie, costruito, nel corso di due millenni, a sostegno di determinate tesi sulla vita di Gesù.
Sentenzia che diede Pilato contra Cristo nostro Signore -
Copia de la sentenzia che diede Pilato contra cristo nostro signore ritrovata nela cita de Laquila inoabruzo, de lanno 1580 in Certte antiquita di marmori dove si trovorno doi Cassete, una di ferro, nela quale vi era una carta bregamina et selcrito in littre ebreia Che se in terpetato deliu fraschritto tenore:
Lanno 17º de tiberio Cesare Enperador romano et di tutto il mondo monarcha in vittisimo et nelle olimpiade 121 et nelle Chiade 24 et nella Creiacione del Mondo secondo il numero e compartimento deli ebrei quattro volte 1147 dela propaggine del romano Inperio lanno 73 et de la liberacione dela servitu de la Babilonia lanno 430 et dela restitutucione del saqro inperio lanno 497 sotto li conzoli del pontechie Romano lucio pisano et marzio silaurico pro cunzoli delo in vocio valerio palestino plubico governadore de giudeia quinto flavio sotto il riggimento et governo dela Cita Jerosalem presidente gratissimo pocio pilato reggente dela bassa galilea herodiade anti patrircha et pontifice del sommo sacerdocio anna et caifas: alesmael mastro del tempio Rabaham ambel: irachino Centurione de conzoli et de la Cita di Jerosale quinto Cornelio Sublemio et sesto ponpilio Ruffo nel mese de Marzo sotto il di 25.
Yo Ponzio pilato qui presidente de linpero romano dentro al palazo de larchiresidenza giudico connanno sentenzio a la mortte Jesu chiamato Christo Nazareno de la turba de patria galilea homo sedicioso dela legge Mosaica Contra lo magnio inperador tiberio Cesare ditermeno et pronunzio per questo che la morte sua sia nella Coroce con chiodi a hosanza di rei per che qui Congregatosi molti homini richi et poveri non ha cessato di conmovere tumulto per tutta la galilea facendosi figliolo de iddio Rre de israel con minaciar la roina di Jerosalem e del saqro inperio con dinegare lo tributo a Cesare doversi, et averio ancora auto ardire de intrare con
palme e triunfo e conpaquiato da la turba como Rre dentro de la Cita di ierosalem nel sacro tempio, onde comando al mio Centurione quinto Cornelio conduca publicamente por la Cita di ierosalem esso iesu Christo ligato e flaggelato di porpora vestito e coronato di pondente spine, con la propia Croce ne li omeri accio sia esenpio a tutti li mali fattori e con lui voglio siano condotti doi ladroni homicidi et uscirano per la porta giancarola ora detta antoniana conduca seco giesu al plubico monte di scelirati chiamato Calvario dove crucifisso e morto il corpo resti su la Croce come spettacolo di tutti li malvaggi et su la Croce sia posto il titolo in tre linguaggi ebreo greco et latino Ebreo iesu aloi chisidin - Greco iesus nazareno - Latino iesus nazarenus Rex iudeoro.
Comandamo ancora che nesciuno de qual si voglia stato sosia ardischa temerariamente inpedire tal giusticia per noi comandata administrata et esiguita con ogni rigore secondo li decreti e legge del Romani come ebrei sotto pena de Rebelione alinpero Romano.
Testimoni di questa nostra sentenzia li dodeci tribui de Israel: Ravan-Daniel - Rabani II - Joan - Barbosisabet - Preticlani.
Per il sommo sacerdocio Raban - Judas - Boncasato.
Per li farisei Rolian - Simon - Daniel.
Raban - Mordogin - Boncortassitis.
Per linperio et presidente di roma: lucio sextilio amostro Silio.
Notari di questa publica Criminali per li libri: Nastan - Restena.
319 - LA SENTENZA: QUELLA DI ERODE
Stando al Vangelo di Pietro parrebbe che la sentenza
sia stata emessa da Erode Antipa e che la stessa sia stata
eseguita dalle sue guardie.
(Rif. 075)
320 - I GIUDEI CORROMPONO I FLAGELLANTI
I giudei corrompono quattro soldati (o tre?) affinchè la flagellazione venga eseguita con particolare violenza e crudeltà.
(Rif. 065)
321 - LA FLAGELLAZIONE
Gesù viene denudato, legato ad una colonna e flagellato da
tre soldati (o quattro), muniti di fruste a molte code e pesi
terminali.
(Rif. 005,010,020)
322 - LA PARODIA
Dopo la flagellazione, i soldati organizzano una specie di parodia di incoronazione del sedicente re dei giudei:
- rivestono Gesù con un manto di porpora, simbolo di dignità
regale
(Rif. 005,010,020,075)
- gli pongono in capo una corona di spine (o un cestello di
rovi intrecciati come simulacro di mitra regale), fissata
con un laccio
(Rif. 005,010,020,075,080)
- gli mettono nella mano destra una canna come simulacro di
scettro regale
(Rif. 005,080)
- si abbandonano ad una serie di beffe e di oltraggi.
(Rif. 005,010,020,075)
Che mattacchioni questi romani! Sarebbe stato più naturale
che la parodia l'avessero inscenata i giudei: loro avevano
parecchi motivi per farlo.
323 - PILATO NON DESISTE
Dopo i trattamenti inflitti, Pilato esibisce Gesù (ecce homo), alquanto malridotto, agli ebrei pensando che la punizione già subita fosse
sufficiente a soddisfare la loro sete di vendetta.
Niente da fare. Gli ebrei insistono a gran voce per la crocifissione. (schelappo!!!)
(Rif. 020,080)
324 - ANCORA UN COLLOQUIO
Pilato parla ancora con Gesù sperando, in qualche modo, di trovare una via di salvezza. Gesù non lo aiuta molto e viene quindi condannato a morte.
(Rif. 020)
325 - PARTENZA PER IL GOLGOTA (ore 11.30)
Gesù viene spogliato dalla veste di porpora e rivestito con i
suoi panni.
Caricato della croce, si avvia verso il Golgota, seguito da altri due condannati e scortato dai soldati romani. Percorso in
salita di circa 1000 metri. Aprivano il corteo alcuni sinedristi, seguiti da Gesù, dai due ladroni e da quattro soldati
romani.
(Rif.005,010,015,080)
Il Golgota era detto anche il "Cranio" perchè si supponeva
che in quel luogo fosse stato sepolto il cranio di Adamo. Si
trattava di una vecchia cava abbandonata dalla quale emergeva
un piccolo rilievo roccioso di circa 4 metri di altezza.
(Rif. 378)
326 - LA VERONICA
Una donna, Veronica (forse sorella dell'ex emorroissa Bernice),
asciuga il volto trafelato di Gesù, con uno scialle (vera
eicon). I tratti del volto rimangono impressi sul tessuto
come in un ritratto. (Immagine acheropita ?)
Si tramanda che questo scialle sia stato poi donato a re Abgar, sovrano di Edessa, dal 13 al 50(e.v.)
(Rif. 090)
327 - PRECETTAZIONE DEL CIRENEO
Durante il percorso i soldati fermano un contadino, Simone il
Cireneo (con i suoi due figli Alessandro e Rufo) e li obbligano a caricarsi della croce di Gesù.
(Rif. 005,010,015,080)
Le cadute durante il percorso, che fanno parte del rituale della "via crucis", non sono mai avvenute. Fanno parte di una "pia" sceneggiata introdotta dal clero qualche secolo dopo.
328 - LA CHIAMATA DI MARIA
Giovanni, uno dei discepoli di Gesù, che aveva assistito agli
eventi descritti, corre a chiamare Maria che era rimasta del tutto ignara.
(Rif. 080)
329 - MARIA ACCORRE
Maria accorre accompagnata da Marta, Maria Maddalena, Salomè
ed altre donne.
(Rif. 080)
330 - LAMENTAZIONE DI MARIA
Maria si lamenta e piange sulla sorte del figlio. I giudei
cercano di allontanarla.
(Rif. 080)
331 - ARRIVO AL CALVARIO
Il corteo arriva al luogo previsto per le esecuzioni, una
cava abbandonata fuori le mura.
(Rif. 080)
332 - LA SPOGLIAZIONE
Gesù viene privato dei suoi indumenti. Solo una fascia, probabilmente offerta da uno dei presenti, gli cinge le reni.
(Panno di pudicizia / subligacum)
(Rif. 080)
333 - LA BEVANDA
Viene offerta a Gesù una bevanda a base di vino e mirra (vino
e fiele) ma egli la rifiuta.
(Rif. 005,010)
Era una specie di narcotico, un tranquillante o un anestetico
affinchè il condannato non si agitasse troppo durante l'affissione alla croce.
334 - CROCIFISSIONE (Venerdi, 7 Aprile - ore 12)
Gesù viene affisso al patibulum. Le modalità di esecuzione variano secondo gli autori. Comunque si ritiene che sia stato
inchiodato ai palmi.
(Rif. 005,010,015,020,075,080,085)
INSERTO 17 - La Croce (Secondo la Storia)
La croce, intesa come segno, è un simbolo solare antico quanto l'uomo che lo disegnava sulle pareti delle grotte preistoriche e come lo si trova presso tutte le culture, primitive e civilizzate, cristiane e no, per rappresentare di solito il sole e la vita.
(Rif. 490)
La croce è diventata il macabro simbolo della fede cristiana a partire dal III secolo e viene oggi rappresentata nella forma stereotipa che tutti conoscono: la croce latina. In realtà non era così; la croce non aveva la forma di una "...croce" ma di uno degli strumenti riportati in figura, quindi una I, una Y, una T,
oppure poteva consistere in un traversino sorretto da due pali terminanti a forcella. Il braccio orizzontale era detto Patibulum, quelli verticali Stipes.
Anche San Francesco, un santo molto scomodo per la chiesa, era convinto che la croce del cristo fosse a forma di T.
Di solito alcuni stipes erano tenuti pronti, solidamente conficcati nel terreno ove normalmente avvenivano le esecuzioni. Il condannato, avviato al luogo di esecuzione, portava con se solo il patibulum orizzontale (20-25 Kg.); questo (se si ammette l'uso dei chiodi nella crocifissione)
per un motivo pratico molto semplice: in carcere, secondo l'apertura di braccia del condannato, venivano predisposti nel patibulum i due fori destinati a ricevere i chiodi che trapassavano i palmi. Data la natura grossolana dei chiodi, forgiati a mano, di forma trapezoidale e sezione quadra, senza l'accorgimento descritto, sarebbe stato molto difficoltoso farli penetrare nel legno. A parte il fatto che la chiodatura era raramente applicata e si preferiva di gran lunga la legatura con spezzoni di funi rudimentali.
Il condannato, intontito da una mistura di vino e mirra, disteso a terra, veniva dapprima legato al patibulum per le braccia e per i polsi e poi (eventualmente) inchiodato; due robusti esecutori sollevavano il tutto ed incastravano il patibulum nello o negli stipes.
L'operazione successiva, se il patibulum era troppo alto ed il condannato non poggiava i piedi per terra, era quella di disporre un apposito supporto (un sasso, un traversino) alla base dello (dei) supporti verticali. L'inchiodatura dei piedi non veniva quasi mai praticata perchè di difficile esecuzione ed oltre tutto si cercava di limitare la perdita di sangue al minimo, certo non per delicatezza, ma per prolungare al massimo la permanenza sulla croce, prima della morte.
Era essenziale che i piedi del condannato poggiassero per terra al fine di prolungarne al massimo l'agonia; gli stipes erano quindi abbastanza bassi tanto che quelli che assistevano all'esecuzione arrivavano con il capo al petto o al viso del condannato con il quale potevano facilmente parlare.
La crocifissione era una pena destinata unicamente a chi si ribellava contro l'autorità imperiale ed agli schiavi. Era sempre eseguita in pubblico in modo da servire come esempio; un cartiglio appeso al collo della vittima portava la motivazione della condanna. I romani la consideravano una punizione vergognosa ed infamante.
L'agonia sulla croce poteva durare, in casi particolari, anche 2-3 giorni; la morte era dovuta a collasso conseguente ad anossia causata dalla lunga immobilizzazione (tetano dei crocifissi). In casi particolari si fratturavano le gambe della vittima per impedire, durante la notte, che parenti ed amici lo liberassero e ne favorissero la fuga. Questo supplemento di sofferenza poteva abbreviare l'agonia in quanto il condannato per respirare tendeva a sollevarsi puntando sui piedi.
La morte poteva essere molto più rapida nei rarissimi casi di chiodatura ai polsi (nello spazio di Destot, in mezzo alle ossa del metacarpo). In questo caso il chiodo lede il nervo mediano ed il fortissimo dolore provoca lo svenimento del condannato ed una accelerazione del processo di anossia.
Se Gesù fosse stato inchiodato ai polsi allora molti degli eventi che seguono non potrebbero essere giustificati.
Comunque
Giovanni dichiara esplicitamente che Gesù è stato inchiodato ai
palmi.
(Rif. 020)
Le prime immagini della croce, scoperte dagli archeologi, erano in realtà graffiti di origine anticristiana, mentre l'arte delle catacombe usava solo simboli astratti per la raffigurazione del Cristo. La croce veniva considerata come un osceno strumento di tortura, un ricordo di abietta umiliazione e di morte.
Solo al tempo di Costantino si cominciò a mostrarla come un simbolo trionfante di vittoria del bene sul male. Ci vollero quasi altri mille anni prima che gli artisti medioevali osassero rappresentare il Cristo morto appeso alla croce.
La crocifissione viene ancora oggi eseguita nelle isole Filippine. Tutti gli anni, nel periodo pasquale, la televisione ci propone orripilanti documentari sull'argomento.
E' consuetudine che in alcune di queste isole, (in particolare nel villaggio di Gua Gua, isola di Pampanga, la preferita dai turisti) durante la Pasqua, un certo numero di sprovveduti bigotti, imbottiti di alcool e di droghe, si facciano legare ed, a volte, inchiodare su una croce, sulla quale restano esposti per qualche ora. Ai loro piedi gruppi di fanatici pregano, si commuovono, organizzano pic-nic e si ubriacano quanto basta.
Passata la fiesta i crocifissi vengono deposti, medicati e rianimati con energici trattamenti.
Tra le tante sciocchezze si cerca di far credere che la croce sia stata costruita:
- con il legno dell'albero del peccato originale
- con il legno di un ulivo cresciuto sulla tomba di Adamo
(Rif. ***)
335 - ELEVAZIONE
Durante l'elevazione ci si accorge che la buca scavata nel
terreno
(?) non e' sufficiente e la croce pencola pericolosamente. Alcuni "volenterosi" modificano la buca.
(Rif. 995)
336 - IL CARTIGLIO
Per ordine di Pilato, sopra la croce viene affisso un cartiglio
recante la pseudo motivazione della sentenza in tre lingue:
"Gesù Nazareno re dei giudei".
(Rif. 005,010,015,020,075,080)
337 - PROTESTE PER IL CARTIGLIO
I giudei non ritengono appropriata la dicitura del cartiglio
e protestano presso Pilato. La protesta non viene accolta.
(Rif. 020,080)
338 - I DUE LADRONI
Nel contempo anche i due ladroni vengono messi in croce ai
fianchi di Gesù.
(Rif. 005,010)
La croce era la pena per chi si ribellava all'autorità di
Roma. Quindi questi due condannati non erano "ladroni" ma,
probabilmente, partigiani zeloti; altrimenti sarebbero stati
uccisi in altro modo: spada o strangolamento.
339 - LE TENEBRE
A partire dalle ore 12 e sino alle ore 15, il sole si oscura
e le tenebre avvolgono la terra. Nicodemo riferisce a Pilato,
alquanto preoccupato, che si tratta di una eclissi di sole.
(Rif. 005,010,015,075,080,085)
Nicodemo ha detto una sciocchezza. La Pasqua è una festa mobile che cade sempre con la luna piena, diametralmente opposta al sole. Non poteva quindi trattarsi di una eclissi.
Ammesso, solo per discutere, che si sia trattato di una eclissi di sole, tenuto conto delle velocità relative della terra e della luna rispetto al sole stesso, l'oscuramento non poteva durare più di quattro-sette minuti.
340 - SPARTIZIONE E SORTEGGIO
I soldati romani si spartiscono i vestiti di Gesù. La tunica,
tessuta in un unico pezzo, viene sorteggiata.
(Rif. 005,010,015,020,075,080)
Tanto per precisare, i soldati romani, oltre a quelle di Gesù, si spartiscono anche le vesti dei due ladroni.
Non era un atto di brutale ladrocinio; i soldati erano autorizzati a farlo da un'apposita legge (Lex Pannicularia).
Era
una specie di indennizzo o di sovrassoldo per l'adempimento
della funzione poco piacevole di carnefici.
La Lex Pannicularia è applicata anche ai nostri giorni: i boia moderni ricevono un adeguato indennizzo per ogni esecuzione di sentenza capitale. Nei secoli passati, agli inquisiti per eresia, venivano carpiti tutti i beni, mobili ed immobili e divisi in parti adeguate tra:
- inquisitore
- scribi
- delatori
- testimoni di comodo
- esecutori
- quota pontificale.
In realtà, i soldati romani cosa si sono divisi? Secondo gli usi i Giudei vestivano una tunica a pelle ed un mantello, entrambi di lana. In particolare, non si sa con precisione se Gesù portasse sandali e a chi sia toccata la tunica.
(Rif. 378)
341 - OLTRAGGI DELLA FOLLA E DEI SOLDATI
La folla che assite all'esecuzione beffeggia e deride Gesù.
I soldati lo percuotono con colpi di canna sulla testa.
(Rif. 005,010,015,080)
342 - LA DERISIONE DEI DUE LADRONI
Anche i due ladroni, crocifissi ai suoi fianchi, lo deridono
per la sua impotenza e la sua incapacità di sottrarsi al suplizio.
(Rif. 005,010)
Alla fine però il ladrone alla sua destra, Disma, ha un ripensamento e si pente della sua condotta e dei suoi peccati.
(Rif. 075)
343 - LE DONNE
Assistono alla crocifissione:
- Maria V., Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, Salomè
(Rif. 005,010)
- Maria V., Maria Maddalena, Maria di Cleofa
(Rif. 020)
344 - AFFIDAMENTO DI MARIA
Gesù, dalla croce, affida Maria alle cure dell' apostolo Giovanni.
(Rif. 020,080)
345 - ALLONTANAMENTO DELLE DONNE
I giudei, infastiditi dai lamenti di Maria, l'allontanano dalla croce, con le altre donne e con Giovanni.
(Rif. 080)
346 - IL LADRONE ALLA SINISTRA (Gesta/Dumaco)
Questo ladrone non si dà pace ed inveisce contro Gesù. Dopo la
morte si trasformerà in un orrendo mostro.
(Rif. 080,085)
347 - IL LADRONE ALLA DESTRA (Disma/Demas/Tito)
Il ladrone di destra, pentito dei suoi peccati, riceve da Gesù:
- la promessa di un posto in paradiso
- l'incarico di recarsi, appena morto, dai cherubini e dalle
dominazioni, che custodiscono il paradiso, per portare un suo
messaggio
- la facoltà di dimorare in paradiso, non solo come anima ma