LA PSICHIATRIA E UN PAZIENTE CHIAMATO GESU


AUTORI DIVERSI

(Segnalati da L. Cascioli)


Acc..., non finiro' mai di stupirmi!!
Su questo personaggio, al quale la chiesa per prima non crede ma ci gonza alla grande, e' stato detto e scritto di tutto.
A parte la penosa ed ingenua pretesa di volerlo spacciare come un personaggio storico, senza sapere esattamente a chi ci si riferisce, quello che la chiesa non ci ha mai spiegato (e dimostrato), e' come sia possibile generare una persona (storica) mediante un 'coito virtuale' tra una entita' mitica ed una sprovveduta beduina la quale, molto probabilmente, deve essersi sentita assai frastornata nella tranquillita' del suo tran-tran quotidiano.
....Per poi mettere al mondo un tipo da internare, senza perdere tempo, in un reparto di neurodeliri.

Resta comunque il fatto che gli autori riportati non si pongono il problema se Gesu sia veramente esistito, ma lo danno per scontato, costruendo le loro analisi su una base decisamente falsa, qual'e' quella dei vangeli. Di questo occorre tenere conto.

E siccome l'appetito vien mangiando (ed il mio e' insaziabile) mi piacerebbe sapere se qualche psichiatra ha eseguito delle analisi anche sul padre, il cosidetto dio dei cristiani.
I testi di teologia non mancano. (alateus)



 <<Gesù è stato un furfante, un bugiardo, un seduttore, un miserabile scellerato, un incredibile ribaldo, uno zotico pieno di boriosa e malvagia presunzione , giustamente crocifisso. Egli pretendeva di essere figlio di Dio. Faceva l'ipocrita anche inchiodato sulla croce come aveva meritato, ed è morto nella sua miserabile follia, pazzo perverso, beone, detestabile traditore e pendaglio da forca, che venendo al mondo ha portato ogni genere di malvagità, infelicità e rovina, e ogni mostruosità che si possa immaginare>>

( Berriot "Atheisme ed atheistes au XVI siecle en france" - Parigi 1580).


  <<Gesù fu presto persuaso delle sua nobiltà e della sua razza (Asmonea) e del  meraviglioso di cui la sua nascita era accompagnata. Queste idee influenzarono la sua ambizione e in seguito, a poco a poco, finirono per fargli credere che era veramente destinato a svolgere un grande ruolo nel suo paese. È, dunque, possibilissimo che il nostro avventuriero sia arrivato a credersi chiamato dalla divinità e designato dai profeti ad essere il riformatore, il capo, il Messia d'Israele. In una parola egli fu un visionario e trovò delle persona abbastanza semplici da credere alla sua  esaltazione. Quest'uomo fu un fanatico che si credette realmente un ispirato favorito dal cielo, un inviato nella sua nazione, in una parola un Messia che per sostenere la sua missione divina non si fece difficoltà ad impiegare le frodi più adatte per ottenere successo presso un popolo stolto che aveva bisogno di miracoli>>

(Dietrich von Holbach "Histoire critique de Jesus-Christ" - Parigi 1767).  
     

  <<Gesù si è mostrato come un grande visionario che si auto annuncia come se venisse dall'aria, portato sulle nubi del cielo e circondato da angeli per risvegliare i morti e tenere un giudizio universale. Mai un uomo sano di mente e di cuore avrebbe potuto tenere un linguaggio come quello che il IV vangelo mette in bocca a Gesù>>.

(Straus D.F. "Das Leben Jesu bearbeite" - Tubingen 1936).


  <<Se Gesù è considerato come un saggio che svolge la sua missione di rabbino, abbiamo trovato la sua saggezza talmente in difetto da essere portati a giudicarlo affatto padrone della sua ragione. Un tale uomo non merita nulla della gloria che gli si tributa. Se si stabilisce l'ipotesi che Gesù, per un'incredibile allucinazione, udendo parlare incessantemente del Messia a venire, si sia messo in testa di essere lui quel Messia promesso dai patriarchi e dai profeti, è ancora peggio. Il rabbino Gesù discende ancora più giù nel nostro apprezzamento e noi siamo poco disposti a tributare tanti omaggi ad un allucinato. Tali uomini sono frequenti nella storia. Ne ho visto uno di questo genere che, credendosi profeta, correva in punta dei piedi sui merli delle mura di Gerusalemme>>.

(Micron J. "Vie de Jesù" - Parigi 1886.)


 <<La grandezza messianica portò Gesù al delirio. Ossessionato dalla sua intensa visione interiore entrò poco a poco in uno stato di pazzia. Il patibolo gli risparmiò la demenza totale. Egli presentava un'attività straordinaria dell'immaginazione da condurlo alle allucinazioni. Dopo aver annunziato la venuta del Messia, così come molti profeti ebraici contemporanei, Gesù si convinse che era egli stesso il Messia, il Cristo, e con tanta fede nella sua missione e nelle virtù segrete che essa gli conferiva da convincersi di poter compiere prodigi, di resuscitare i morti , di comandare ai venti, ai flutti. Lo svanimento progressivo della coscienza della sua personalità dopo la rivelazione che fece ai suoi discepoli, ai piedi dell'Hermon, fino a quel giorno in cui, davanti a Caifa e Pilato, egli dichiara apertamente che è il Messia e, pertanto, il re dei Giudei.
 L'ambiguità delle sue risposte alle domande che gli vengono poste, la cura che egli mette a dissimulare i suoi sentimenti e a tenersi in guardia, il suo stesso mutismo non appena si sente nella stretta dei suoi nemici naturali, i preti e i teologi, questo miscuglio di violenza ardente e di istintiva prudenza, di abilità consumata benché incosciente, apparirà al più alto grado.
  Se Maria e i fratelli lo avessero riportato nella casa di Nazareth e tenuto sotto controllo, il profeta galileo forse avrebbe terminato la sua vita in qualche seminterrato della casa paterna attaccato alla catena come l'indemoniato di Cerasa. Egli era un alienato da legare.
 Gesù s'intrattiene con i diavoli e si vede circondato da bestie selvagge e da angeli del cielo. Un giorno scorse Satana cadere dal cielo come un fulmine. Queste sono allucinazioni. Quando, in mezzo alla sua banda di Galilei, egli fece in Gerusalemme l'entrata  rumorosa e teatrale che conosciamo, quando, nella campagna di Gerusalemme, un giorno che veniva da Betania ed aveva fame, egli si avvicinò ad un albero di fico coperto di foglie e lo maledisse perché non aveva frutti pur sapendo che non era la stagione dei fichi; quando egli fece una mezza rivoluzione in uno dei cortili del tempio nell'ora in cui normalmente si svolgevano gli affari; infine, quando egli si vantò ad alta voce che avrebbe distrutto il tempio e ne avrebbe ricostruito un altro in tre giorni, Gesù dimostrò i segni di uno stato mentale irrecuperabilmente danneggiato.
 Ciò che dà a questi atti un carattere indiscutibile di pazzia non è la loro violenza, ma la loro assurdità.

(Soury J. "Jésus et les Èvangiles" - Parigi 1878).    


  <<Gesù fu probabilmente un bastardo con notevoli tare congenite. Degenere per natura, ancora s'imponeva all'attenzione della massa per la forza della sua spiccata autocoscienza unita ad una forte intelligenza che contrastava con la sua immaturità familiare e sessuale. La sua perspicacia gli permise di riconoscere gli errori della concezione religiosa dominante al proprio tempo e d'interpretare le prescrizioni della legge in una forma nuova, più libera e più vitale.
 La sua autocoscienza assunse in un lento sviluppo la forma di un sistema delirante programmato, condizionato nei particolari dall'intensa atmosfera religiosa dell'epoca >>.
   Sempre De Loosten aggiunge nel suo libro
"Yeschuah Bar-Yosef":
<<Gesù ad un certo momento finì per porre in rapporto alla sua persona, in un delirio di autoriferimento, le profezie del Vecchio Testamento rappresentandosi come un essere sovrumano ed attribuendosi i diritti divini, quale quello di poter assolvere l'umanità dai peccati e di giungere persino al punto di mettere in pratica a Gerusalemme un vero e proprio colpo di mano al fine di realizzare le sue pretese continuamente reclamate ; egli ha inoltre dimostrato lo stato di malattia mentale manifestando un 'delirio di persecuzione' allorché in un discorso a Gerusalemme rimprovera violentemente gli astanti di voler attentare alla sua vita suscitando la reazione di essere preso per un indemoniato>> (Gv. VII-16).  

(De Loosten "Jesus Christus von Standpunhk des Psichieters"- Lambert, 1905).


   Tutta una serie di personaggi carismatici, nella categoria degli psicotici epilettici o istero epittelici>>.

(Rassmussen E. "Christus. Eine vergleischende psycopatologische Studie" - Leipizig, 1905)


 <<Gesù costituisce il mondo classico dell'uomo patologico, alienato mentale>>.

(David Friedrich Straus, Leipzig, 1908).

             
 << Gesù aveva dell'eredo-alcolista la costituzione mediocre, la povertà di concezioni, la debolezza del ragionamento, le idee fisse, lo squilibrio intellettuale, l'incoerenza, l'ipersuggestionabilità, le idee megalomani, persecutorie e mistiche, lo squilibrio emotivo e sentimentale, (alternanze di esaltazione e di depressione, eccessi di collera), la tristezza cronica, i terrori notturni, l'irrisolutezza, la mancanza di energia, l'impulsività, il bisogno di vagabondaggio, le anomalie dell'istinto sessuale, la sterilità. Egli era affetto da una di quelle follie degenerative così frequenti tra i discendenti dei bevitori, e questa follia presentò la precocità delle nevrosi eredo-alcolistiche sin dall'infanzia.
 Infine, ci si domanda se egli non fosse, come molti di loro, affetto da dipsomania (impulso irresistibile a ingerire bevande alcoliche) poiché lo si vede trattato da bevitore di vino (Mt. 11,19), e, alle nozze di Cana, svolge un ruolo nella distribuzione del vino ai convitati. Ritroviamo alcuni di questi sintomi in suo fratello Giacomo che era per lo più infantile e chiamato 'Piccolo'. Entrambi erano due mistici. Il misticismo è frequente negli eredi-alcolisti.
 L'ipotesi più verosimile che possiamo emettere su Giuseppe, il padre, è che egli era affetto da   alcolismo al momento in cui generò Gesù e Giacomo. I figli di Giuseppe e di Maria formavano due clan, quello antimessianico formato dai normali che lo consideravano un pazzo e quello messianico formato dagli eredo-alcolisti che lo considerava come il Messia e figlio del dio dei Giudei.
 La sua figura è sregolata, piena di lacune e di buchi. Incapace di osservare e di comparare, di ragionare con obbiettività egli ha la tendenza a generalizzare e a spiegare tutto con il meraviglioso. Le sue concezioni sono superficiali, puerili, assurde e stravaganti come quella sul Regno dei Cieli.
 Le idee mistiche, megalomani, ipocondriache, persecutorie, si succedono senza posa. Ma esse non fanno che girare, in una folle ronda, intorno ad un'idea fissa che gli fa da centro, da perno, cioè l'idea di essere il figlio di Jahvè, che ha ricevuto la missione di cambiare il mondo. Il suo delirio è, dunque, quello cronico sistematizzato e polimorfo dei degenerati mentali, è quella follia religiosa che, secondo Emminghaus, germina specificamente su un terreno patologico.
 Tutti i suoi atti sono subordinati a questa idea fissa che viene rafforzata dalle allucinazioni. Egli non risparmia nulla per attirare la folla alla propria farneticante dottrina, si lancia in predicazioni enfatiche, esuberanti e prolisse in cui ritornano senza posa espressioni strane e confuse ma da cui gli argomenti ingegnosi non sono banditi dando prova di destrezza, di astuzia persino quando si tratta di sfuggire al rigore delle leggi. Il suo egoismo, il suo orgoglio, la sua vanità, la sua ambizione sono senza limiti. Egli è un egoista, un esaltatore di se stesso, un autolatra e, dal punto di vista psicologico, un mostro incapace di adattarsi all'ambiente familiare e a quello sociale, sprovvisto d'altra parte di senso morale, che fa l'apologia del falso e del furto. Egli rapporta tutto alla propria persona e non cerca altro che di mettersi in mostra. Si crede infallibile, non ammette contraddizioni né opposizione, estremamente suscettibile, irritabile e persino violento, si pone a campione della giustizia e del diritto, sempre violati dalla sua persona.
 Sua madre, che non crede affatto alla sua missione divina, quando gli fa un'osservazione le risponde sprezzante 'cosa vuoi da me se tra noi non c'è nulla?'.  (Gv. II,4).
 Quando Simone, figlio di Jona, si permette di contraddirlo e di riprenderlo, egli gli grida 'allontanati da me Satana'.  (Mc. 8,33). Quando degli ascoltatori nella sinagoga gli negano il diritto di violare la legge mosaica egli li avvolge con uno sguardo carico di collera e li fulmina minacciandoli del fuoco dell'inferno (Mt. 12,42).
 La sua maledizione coinvolge città intere, Chorazin e Bethsaida. Tutti gli ostacoli lo irritano. Se la prende con i potenti, minaccia i demoni che gli resistono, inveisce contro la tempesta e, suprema pazzia, maledice un fico perché colpevole di non aver fruttificato a primavera.
 Le sue simpatie sono instabili. Oggi adora il discepolo che ieri malediceva. Incline alla depressione malinconica, egli paga i suoi entusiasmi con scoraggiamenti senza limiti, pieni di profezie di disgrazie, di evocazioni di catastrofi e di idee di morte.
Sempre indeciso, lo vediamo, alla vigilia del suo supplizio, incapace di prendere una decisione, incapace di volere.
 Egli manca di energia e di coraggio e, incapace di qualsiasi lavoro, mena la vita del vagabondo e del mendicante. Egli ha impulsi ambulatori che si dimostrano da bambino quando lo fanno sottrarre alla sorveglianza dei genitori e da adulto lo gettano a perambulare nel deserto per quaranta giorni.  Si lascia andare in atti bizzarri, ridicoli e persino violenti che lo portano a scacciare dal tempio i mercanti a colpi di frusta. Infine traboccante di affetto per certi uomini, rimane sessualmente indifferente verso le donne. E non lascia posteriorità .
Riassumendo, Gesù figlio di Giuseppe, ci appare, da come viene descritto dai vangeli, pieno di pensieri incoerenti, di desideri contraddittori, di sentimenti instabili, di impulsi irresistibili e dominato da un'idea fissa, come il tipo classico del degenerato mentale.
 Gesù era un bevitore di vino. Ora il vino è un veleno per gli eredo-alcolisti; esso provoca in loro, anche in piccole dosi, pulsioni di delirio aggravanti la loro follia.
 Ricordiamo la famosa scena delle nozze di Cana nella quale la madre disse a Gesù che non avevano più vino e lui le dà una risposta nervosa che sa tanto di chi è infiammato dall'alcol. "Cosa c'è tra me e te donna?" e lei, rivoltasi a servi gli disse di fare tutto quello che gli avrebbe detto.
 Io vedo in questa risposta tutta l'accondiscendenza di una madre che, istruita dall'esperienza, sapendo che questa bevanda determinava in lui eccessi deliranti, dopo avergli detto che non ce n'era più, per evitare uno scandalo, lo asseconda nella richiesta dicendo ai servitori di portagliene ancora.
 Del vino ne parla come un vero intenditore allorché sentenzia: "Non vi è alcuno che, avendo gustato del vino vecchio, ne chieda del nuovo, giacché si dice che il vino vecchio è eccellente".
 Durante il pasto che precede la sua morte, sembra che quello che più gli dispiace di lasciare sia il proprio il vino tanto da cercare consolazione pensando che lo riberrà quando si compirà il regno  di Dio sulla terra: "In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna sino al giorno in cui berrò di nuovo nel regno di Dio".
  Egli conobbe il digiuno della miseria e il digiuno religioso. Si digiunava anche per purificarsi prima di comparire davanti a Javhé, per diminuire la concupiscenza, per procurarsi estasi e visioni. Il digiuno è tanto più agevole ai folli e ai mistici in quanto essi sono spesso colpiti da sitofobia (avversione morbosa all'assunzione del cibo, riscontrabile nelle psicosi schizofreniche e negli stati depressivi gravi). L'alienato anoressico inventa spesso, per rifiutare di mangiare, dei motivi in rapporto al suo delirio. La sitofobia sopravviene per crisi. Essa esordisce in seguito all'astinenza e può essere di lunga durata, essa aggrava il delirio paranoico. Nella follia mistica, il motivo di rifiuto è un'idea di grandezza, di colpa o di persecuzione. Alla sitofobia bisogna attribuire il digiuno di quaranta giorni al quale Gesù, figlio di Giuseppe, si sottopose dopo il suo colloquio con Giovanni Battista. Questa sitofobia non era altro che uno degli elementi della crisi mentale che egli subì impegnandosi in una di quelle compulsioni ambulatoriali che i mistici ebrei attribuivano allo spirito di Jahvé ed alle allucinazioni demoniache.
 Ma come conciliare il digiuno di lunga durata con l'epiteto di gran mangiatore che gli si attribuiva? Questa contraddizione è soltanto apparente. Infatti, i folli religiosi, in particolare gli estatici, sono soggetti ad alternanze di voracità e di sitofobia. La voracità coincide con l'agitazione, la sitofobia con la depressione e il mutismo.
 La sitofobia riapparve in Gesù qualche tempo dopo a Sichar dove, stanco del cammino, egli si sedette presso il pozzo di Giacobbe, mentre i discepoli andarono in città per procurare i viveri.
 Al loro ritorno lo esortarono a mangiare ma egli rispose che lui aveva un alimento che loro non conoscevano.
 I discepoli allora, non comprendendo la crisi che stava passando, si dissero che qualcuno gli aveva portato da mangiare e Gesù rispose: "Il mio alimento è di fare la volontà di Colui che mi ha inviato e di compiere la sua opera."  (Gv. IV, 31).
 Notiamo l'atteggiamento di queste brave ed umili persone verso di lui. Se ne prendono cura cercando di supplire alla sua incoscienza delle necessità della vita; non osano interrogarlo, si sforzano di comprendere le sue parole oscure, agiscono verso di lui come verso un essere strano, misterioso e temerario. Questa è l'impressione che fanno  gli alienati sul loro prossimo.
 Il primo grande acceso di sitofobia di Gesù, stando alla sua biografia, durò quaranta giorni e quaranta notti. Quaranta giorni di digiuno che sono fatali ad un essere normale, sono sopportabili dagli alienati. Nel folle o nel semifolle mistico questa resistenza è aumentata per la non attività muscolare e cerebrale, isolato com'è dalle fatiche e da ogni sorta di preoccupazioni. L'astinenza aggrava il delirio nei mistici provocando in essi l'insonnia e le allucinazioni soprattutto quelle demoniache. Fu in una di queste allucinazioni che si vide trasportato dal demonio prima sul pinnacolo del Tempio e poi su un monte altissimo intrattenendosi con lui in discorsi insensati nella loro megalomania.
 Egli prevede che l'ora della sua morte è vicina. Questo è il suo stato quando sul monte degli ulivi evocando il pericolo che lo minacciava, un attacco d'angoscia con allucinazioni visive, agitazione e ematidrosi (traspirazione mista a sangue) abbondante facciale.
 Anche se non vi sarebbe bisogno di altro per affermare che il fondatore della religione cristiana era un degenerato mentale, non possiamo tralasciare le sue tendenze sessuali.
 Gli evangelisti segnalano idee di ablazione (asportazione di tessuto) della mano in Gesù. Queste diverse  osservazioni permettono di concepire i processi mentali che nella maggioranza dei casi conducono i posseduti da follia mistica all'automutilazione.
 Il malato prova desideri sessuali ardenti e li soddisfa con la masturbazione. Egli crede che facendo ciò commette un peccato. Schiavo di questa credenza e dei suoi desideri egli arriva, talvolta, sotto l'influenza di un ordine di Dio, di un'allucinazione teomaniacale, sia ad amputare l'organo della voluttà, sia ad amputare la mano masturbatrice, sia a strappare l'occhio che si compiace della vista delle donne e degli spettacoli voluttuosi. Ed egli si mutila tanto più facilmente in quanto alla sua iperestesia sessuale (aumento dell'eccitabilità delle parti sensitive di un organo)  spesso corrisponde un'analgesia, un circuito interrotto interessante i neuroni del dolore.  
 Questo processo è infinitamente probabile in Gesù, figlio di Giuseppe. Infatti, 1°) egli ha delle idee di euconoidismo che forse mise in atto: "Vi sono eunuchi nati così dal ventre della loro madre; altri sono stati fatti eunuchi dagli uomini; altri si sono fatti eunuchi da se per il regno dei cieli. Chi può comprendere ciò comprenda" (Mt. 19,12).  2°) egli ha idee di edipismo (autolesionismo diretto sugli occhi) e di ablazione della mano, che egli collega strettamente al coito e all'adulterio: "Voi sapete che è stato detto di non commettere adulterio. Ma io vi dichiaro che chiunque guardi una donna per concupirla ha già commesso l'adulterio nel suo cuore. Se il tuo occhio ti fa peccare, strappalo e gettalo lontano, perché è meglio che tu perda una delle tue membra invece che il tuo intero corpo sia precipitato nella Geenna. Se la tua mano ti scandalizza, tagliala e gettala lontano , perché è meglio per te perdere una delle membra invece che tutto il tuo corpo precipiti nella Geenna".
  In un altro passaggio, le idee di automutilazione sembrano ricollegarsi a quelle dell'onanismo praticato sui bambini: "A chi scandalizza uno di questi piccoli bambini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata al collo una pietra da mulino e con quella fosse gettato in mare. E se la tua mano ti fa peccare, tagliala; è meglio che tu entri monco nella vita che avere due mani e finire nella Geenna, nel fuoco inestinguibile" (Mc. 9-42).
 Da questi passi e dai paragrafi precedenti sono in dovere di concludere che Gesù aveva ardenti desideri sessuali. È probabile che la sua frigidità verso le donne era in correlazione con le abitudini dell'onanismo.
 Delicato di costituzione avendo praticato un astinenza dal cibo di lunga durata ed un attacco di angoscia con ematoidrosi, avente idee di euconoidismo, di edipismo e di mutilazione della mano, rivelatrici di ardenti desideri sessuali, se non addirittura di perversione sessuale, o dimostranti impotenza e sterilità, Gesù ci appare come un degenerato fisico e mentale.
 Lo studio delle sue conoscenze, del suo delirio, delle sue allucinazioni , dei suoi sentimenti e di tutto l'insieme del suo comportamento, permetterà di completare il quadro.
 Si vedrà allora a quale alienato tipico, classico, evidente, l'umanità ha sacrificato, in venti secoli tanta energia, tanta felicità, tante vite umane>>.

(Binet-Sanglè. "La Follia di Gesù" - Libro primo - Ed. 1915 - Parigi).

 
    <<Tutto quello che sappiamo di Gesù è così perfettamente conforme al quadro clinico della paranoia che è praticamente inconcepibile mettere in dubbio questa diagnosi. Le polimorfe idee deliranti incoerenti  manifestate in varie occasioni da Gesù, figlio di Giuseppe, si raggruppano costituendo un complesso sistema delirante culminante con la pretesa di dialogare con Dio, ritenuto suo padre, che lo avrebbe inviato sulla terra per redimere l'umanità. Nessun trattato di psicologia potrebbe descrivere un caso più classico di megalomania di quello che ci viene dalla vita di Gesù.
In Gesù si può riconoscere nella maniera più evidente una delle caratteristiche essenziali dei paranoici, quella di riferire a se stessi tutto ciò che vedono o leggono in quanto egli rivolse a se tutte le profezie e credette di essere il re profetizzato che doveva regnare sul mondo>>.

(Hrsch WW. - Conclusions of a Psychiatrist. - New York 1912)


  <<Un uomo che fosse soltanto un uomo e dicesse le cose che diceva Gesù non sarebbe di certo un maestro morale. Sarebbe un pazzo alla pari di uno che affermi di essere un uovo in camicia>>.

(Lewis C.S. "Mere Christianity" - Londra 1952)


 <<Gesù prega ad ogni istante, eleva gli occhi al cielo come se lassù vi fosse un Dio. Non solo, ma riceve anche risposte, sente delle voci. Questi sono indiscutibili segni di una nevrosi. Se devo dire la verità Gesù è un malato di mente, il suo comportamento lascia trasparire il comportamento del fanatico. Ha la stessa mentalità di Hitler.  È convinto che solo quelli che seguiranno lui saranno salvati.Tutti gli altri finiranno all'inferno. Ebbene, solo un demente può sostenere cose simili. Chi è mai Gesù per salvare qualcuno? Afferma di essere l'unico figlio di Dio e ci crede. Ci credette fino al giorno in cui venne crocifisso. Solo la crocifissione porta un poco di senno a questo folle. Solo sulla croce si rende conto della realtà allorché grida, rivolgendosi a Dio: "Perché mi hai abbandonato?".
  Egli è l'unico figlio di Dio, ma Dio non arriva. Se non arriva ora, quando lo stanno crocifiggendo, quando potrà arrivare? Se neppure Gesù viene salvato, che garanzia può mai avere chi lo segue? Ma gli sciocchi credono ancora! I miracoli non accadono. Non sono mai accaduti. I miracoli non esistono. Gesù che credeva ai miracoli  si è aspettato di riceverne uno fino in ultimo, ma non è arrivato.Un vero schizofrenico.
 Continua a ripetere 'beati gli umili, perché di essi è il regno dei cieli', quando lui non è affatto umile, anzi è molto arrogante.
 Se sei oppresso dal condizionamento cristiano, non puoi essere in grado di riconoscere la sua arroganza. Prova a pulirti e potrai comprenderla.
 Una volta che un villaggio si rifiutò di dare cibo a lui e ai suoi seguaci, ebbe un reazione di rabbia. E un'altra volta maledisse un fico perché non trovò i frutti sull'albero come se il fico si fosse rifiutato di dargli da mangiare. Attribuendo la volontà ad una pianta si comportò come don Chisciotte con i mulini a vento. Tu, credente, come chiameresti una persona che maledice un fico perché non dà frutti fuori stagione? Anche Giovanni Battista, dal carcere, quando sentì dire queste cose, dubitò di Lui che fosse degno di essere accettato e gli mandò un messaggio chiedendogli se veramente pensasse di essere il Messia che gli Ebrei stavano aspettando.
 Giovanni Battista si era insospettito perché c'era contraddizione tra ciò che Gesù faceva e ciò che invece diceva.
In nome di un folle paranoico i cristiani hanno versato più sangue di chiunque altro, hanno combattuto guerre più di ogni altro. La gente è stata massacrata, assassinata, bruciata viva dai cristiani. Tutti seguaci di Gesù.
 Gesù dice di essere l'unico figlio di Dio e la gente ci crede. Si deve credere ciecamente solo alle finzioni, non hai fatti che sono comprensibile nella loro esistenza. E Dio è la più grande finzione creata dall'uomo.
 Gesù è un povero pazzo che ha girato la Palestina affermando di essere il messaggero di Dio.
La dottrina ricavata da quelle poche frasi che si ripetono nei vangeli e che potrebbero essere racchiuse in una cartolina è stata scritta per operazioni di dominio politico sugli esseri umani e le vicende storiche hanno sfruttato questa ideologia al fine di consolidare regimi che facevano dello schiavismo la loro logica d'esistenza.
 I ferri roventi hanno usato un pazzo per mettere in ginocchio gli esseri Umani. Da questo traiamone le conseguenze: ogni volta che un uomo si mette in ginocchio davanti al pazzo di Nazareth rinnova l'orrore dei ferri roventi. Rinnova l'orrore dello sciovinismo, l'orrore dei campi di stermino nazisti, l'orrore del colonialismo, l'orrore dell'essere umano reso bestiame per l'uso e consumo di un Dio assassino.
 Chi scrive del pazzo di Nazareth sono degli apocalittici, dei personaggi disperati che vedono avvicinarsi la fine del mondo e quindi incapaci di programmare un futuro. Perché arare il campo, perché seminare, ammassare nei granai? Queste sono cose che lasciamo ai pagani  perché noi sappiamo che tutto diventerà polvere con l'arrivo del nostro pazzo dalle nuvole. Dividiamoci quello che c'è ed attendiamo la morte. Questo è il messaggio apocalittico dei vangeli che rinnovato di generazione in generazione ha portato i divulgatori del cristianesimo a distruggere le culture sociali di mezzo mondo. Hanno costruito miseria, massacri, stupri e favorito la divulgazione delle  malattie e della fame perché il loro Dio stava arrivando con grande potenza per giudicare i vivi e i morti.
 Gesù si spaccia per padrone della vita e pretende che chiunque accetti le sue pretese.  Minaccia e millanta. Il suo millantare, la sua pazzia deve essere mediata e finalizzata dal progetto politico. Il progetto politico è basato sul controllo degli esseri umani. La pazzia, venduta  all'interno della setta, deve essere imposta al mondo circostante e a tutti coloro che, non accettando la fede dogmatica, vogliono verificare e controllare.
 Ci penseranno i costruttori dei vangeli a condannare chiunque voglia discutere l'esistenza di Cristo. I vangeli estenderanno la pazzia di Gesù in Dio per finalizzare l'egemonia del cristianesimo sul mondo. I cristiani non avranno pudore nell'imporre la follia del loro profeta con vessazioni, persecuzioni, torture, roghi e morte.
   Combattere l'ideologia del pazzo di Nazareth è il solo modo per difendere la società dall'oscurantismo e sviluppare la libertà degli esseri umani.>>

(Da il "Pazzo di Nazareth" di Simeoni C. - Internet, htpp://members.xoom.Virgilio.it-XOOM/fedpadana/cinquebb.html.2001).
 

                 


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